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La Russia, ufficialmente Federazione Russa, è uno Stato transcontinentale: si estende soprattutto sull’Asia settentrionale, ma per circa un terzo anche in Europa. Con 17 098 246 chilometri quadrati è di gran lunga il Paese più vasto del mondo e conta circa 144 milioni di abitanti. La capitale è Mosca e la lingua ufficiale il russo, ma le repubbliche autonome possono averne altre.
Confina con quattordici Paesi, da record insieme alla Cina: Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia, e ha confini marittimi con Giappone e Stati Uniti. Comprende anche l’exclave di Kaliningrad, sul Mar Baltico.
Protagonista della storia europea dal XVIII secolo, come Impero russo fu l’artefice principale della sconfitta di Napoleone e, come parte dell’Unione Sovietica, di quella della Germania nazista. È lo Stato successore dell’URSS e ne ha ereditato il seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Nel 2014 ha annesso la Crimea e dal 2022 conduce l’invasione dell’Ucraina, condannata dalla quasi totalità della comunità internazionale.
Sintesi · Fonte: Russia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il confine fra Russia europea e Russia asiatica è convenzionale: parte dal Mar Glaciale Artico, segue il margine orientale degli Urali e il corso del fiume Ural, poi la costa nord-occidentale del mar Caspio e la depressione del Kuma-Manyč fino alla foce del Don.
Il territorio è quasi tutto fatto di pianure sterminate: la parte europea, il Bassopiano Sarmatico, ha solo rilievi modesti, mentre la Siberia occidentale è talmente piatta da avere enormi problemi di drenaggio. La Siberia centrale coincide con un altopiano che si estende su quasi quattro milioni di chilometri quadrati; la Siberia orientale è invece montuosa, con cime che sfiorano i 5000 metri in Kamčatka. La vetta più alta del Paese è il monte Elbrus, nel Caucaso, con 5642 metri.
I fiumi sono fra i maggiori del mondo: il Volga, lungo 3531 chilometri, drena gran parte della Russia europea, mentre l’Ob’, lo Enisej e la Lena attraversano la Siberia, ai quali si aggiungono l’Amur e la Kolyma. Fra i laghi spiccano il mar Caspio e il Bajkal ai confini meridionali, e il Ladoga e l’Onega nella parte europea. Le isole principali sono la Novaja Zemlja, la Terra di Francesco Giuseppe, l’Isola di Wrangel, le Curili e Sachalin.
Sintesi · Fonte: Russia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Russia si divide da nord a sud in quattro fasce climatiche: un clima polare o subpolare sulle coste artiche, coperte dalla tundra; un clima temperato freddo su gran parte della Siberia e del nord della Russia europea, dominato dalla taiga, la foresta che è il paesaggio russo per eccellenza; un clima continentale con poche piogge nella parte meridionale, dove si stende la steppa; e un clima subtropicale umido nel breve tratto di costa sul Mar Nero.
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Stato attuale dal 1263
VIII–IX secolo
Un popolo turco, i cazari, governava la Russia meridionale nell’VIII secolo; a metà del IX secolo i variaghi, vichinghi venuti dalla Scandinavia, divennero l’élite dominante nella città slava di Novgorod.
882
La capitale fu trasferita a Kiev: fra il X e l’XI secolo la Rus’ divenne lo Stato più grande d’Europa e uno dei più prosperi, grazie alla sua posizione fra Europa e Asia.
988
Il principe di Kiev Vladimir I si convertì al cristianesimo bizantino-ortodosso: nacquero così l’architettura, la letteratura e l’arte russe, insieme all’alfabeto cirillico.
1240
I mongoli piegarono la Rus’ di Kiev e governarono le zone meridionali e centrali dell’odierna Russia per circa tre secoli, attraverso il Khanato dell’Orda d’Oro.
XIII secolo
Il signore di Novgorod Aleksandr Nevskij respinse gli svedesi e i cavalieri teutonici che cercavano di colonizzare la regione.
1380
Sostenuta dalla Chiesa ortodossa e dalla rinascita spirituale di San Sergio di Radonež, la Moscovia sconfisse i tatari a Kulikovo.
1453–1480
Dopo la caduta di Costantinopoli il Granducato di Mosca rimase l’unico Stato cristiano alla frontiera orientale d’Europa: Ivan III rivendicò l’eredità bizantina paragonando Mosca a una Terza Roma, e la Russia smise di pagare il tributo al Khan.
1547–1584
Ivan IV fu incoronato primo zar di Russia nel 1547; durante il suo lungo regno raddoppiò il territorio del Paese annettendo i khanati di Kazan’, di Astrachan’ e di Sibir.
1598–1613
La fine della dinastia dei Rjurikidi e una terribile carestia portarono guerra civile e occupazione polacca; nel 1612 milizie di volontari guidate da Kuz’ma Minin e Dmitrij Požarskij cacciarono i polacchi da Mosca.
1613
Lo Zemskij Sobor elesse zar il diciassettenne Michele Romanov, primo della dinastia che avrebbe regnato fino al 1917.
XVII secolo
L’esplorazione e la colonizzazione della Siberia furono condotte soprattutto dai cosacchi, a caccia di pellicce pregiate e avorio: entro la metà del secolo c’erano insediamenti russi fino alla costa del Pacifico.
1721
Pietro il Grande, dopo aver sconfitto la Svezia nella grande guerra del Nord e fondato San Pietroburgo, proclamò la Russia impero: il Paese fu riconosciuto come potenza mondiale.
1762–1796
Caterina II presiedette l’illuminismo russo, incorporò gran parte della Confederazione polacco-lituana e portò il confine meridionale fino al Mar Nero.
1812
L’invasione napoleonica fallì completamente: più del 95 per cento della Grande Armata perì, e l’esercito russo, guidato da Michail Kutuzov e Barclay de Tolly, inseguì i francesi fino a Parigi.
1825
Gli ufficiali tornati dalle guerre napoleoniche portarono in Russia le idee liberali e tentarono di limitare il potere dello zar nel moto decabrista, che fallì.
1861
Alessandro II abolì la servitù della gleba e avviò grandi riforme che spronarono l’industrializzazione e modernizzarono l’esercito.
1869
Il 6 marzo Dmitrij Mendeleev presentò la tavola periodica degli elementi, il quadro di riferimento della chimica moderna.
1905
La sconfitta nella guerra russo-giapponese e la repressione della domenica di sangue provocarono la rivoluzione del 1905: il governo dovette concedere libertà di stampa e di associazione e creare la Duma di Stato.
1917
La rivoluzione di febbraio costrinse Nicola II ad abdicare; in ottobre i bolscevichi guidati da Lenin rovesciarono il governo provvisorio e diedero vita al primo Stato socialista del mondo.
1918–1923
L’Armata Rossa comandata da Lev Trockij combatté contro le Armate Bianche; Terrore rosso e Terrore bianco insanguinarono il Paese e la carestia del 1921-1923 causò fino a cinque milioni di vittime.
1922
Il 30 dicembre la Repubblica russa fondò con Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, che sarebbe durata sessantanove anni.
1929–1938
Stalin lanciò l’economia pianificata, l’industrializzazione e la collettivizzazione dell’agricoltura: milioni di persone finirono nei gulag o deportate, la carestia del 1932-1933 fece moltissime vittime e fra il 1937 e il 1938 le grandi purghe uccisero centinaia di migliaia di persone.
1941–1945
Il 22 giugno 1941 la Germania nazista invase l’Unione Sovietica. Dopo Mosca, Stalingrado e Kursk l’Armata Rossa avanzò fino a Berlino nel maggio 1945: undici milioni di soldati e sedici milioni di civili sovietici morirono, circa un terzo di tutte le vittime della guerra.
1957–1961
Il 4 ottobre 1957 l’URSS lanciò lo Sputnik 1, primo satellite artificiale della storia; il 12 aprile 1961 Jurij Gagarin fu il primo uomo a orbitare intorno alla Terra.
1962
Il confronto fra Nikita Chruščëv e John Fitzgerald Kennedy sui missili a Cuba portò la guerra fredda al suo momento più pericoloso.
1985–1991
Michail Gorbačëv lanciò la glasnost’ e la perestrojka, ma le riforme fecero emergere i movimenti nazionalisti: dopo il fallito colpo di Stato dell’agosto 1991, il 26 dicembre l’Unione Sovietica si dissolse in quindici Stati.
1991–1999
Boris El’cin fu eletto presidente nelle prime elezioni dirette della storia russa; le privatizzazioni e la «terapia shock» provocarono una crisi gravissima, con il prodotto interno lordo dimezzato fra il 1990 e il 1995 e la povertà esplosa.
2000
Dopo le dimissioni a sorpresa di El’cin il 31 dicembre 1999, Vladimir Putin vinse le elezioni presidenziali: seguirono nove anni consecutivi di crescita economica.
2014
Dopo la rivoluzione di Euromaidan la Crimea fu occupata da truppe russe senza distintivi e annessa alla Federazione, un atto non riconosciuto dalla maggior parte della comunità internazionale; nello stesso periodo iniziò la guerra del Donbass.
2022
Il 24 febbraio Vladimir Putin ordinò l’invasione dell’Ucraina, la più grande guerra in Europa dopo la seconda guerra mondiale, seguita da pesanti sanzioni economiche occidentali.
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Al censimento del 2010 la Russia aveva 142,8 milioni di abitanti. La popolazione raggiunse il massimo storico di 148,5 milioni nel 1992 e poi calò bruscamente: dopo la caduta dell’Unione Sovietica le nascite crollarono e la mortalità salì. Il tasso di mortalità resta alto rispetto agli altri Paesi sviluppati e la speranza di vita degli uomini è molto più bassa di quella delle donne.
La storia demografica russa è segnata da catastrofi: circa 3,5 milioni di morti nella prima guerra mondiale, fra 8 e 10 milioni nella guerra civile, fra 7 e 14 milioni per la carestia legata alla collettivizzazione forzata e 25 milioni nella seconda guerra mondiale.
Con nove abitanti per chilometro quadrato la Russia è pochissimo popolata rispetto alla sua estensione: la densità è maggiore nella parte europea, negli Urali e nella Siberia sud-orientale. L’ottanta per cento degli abitanti è di etnia russa, ma il Paese ospita moltissimi altri popoli: baschiri, ceceni, ciuvasci, cosacchi, tatari, tuvani, jakuti, osseti, careliani, mordvini e molti altri.
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I 160 gruppi etnici della Federazione parlano circa cento lingue. Il russo è l’unica lingua ufficiale dello Stato, ma la Costituzione permette a ogni repubblica di stabilirne altre accanto a esso; al censimento del 2002 parlavano russo 142,6 milioni di persone, seguite da 5,3 milioni di parlanti tataro.
Il russo appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee e al gruppo slavo orientale, e i primi testi in russo antico risalgono al X secolo. Oggi è la seconda lingua più usata su internet dopo l’inglese, una delle due lingue ufficiali a bordo della Stazione spaziale internazionale e una delle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite.
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Il governo non fa censimenti sulle religioni, quindi i dati vengono dai sondaggi: secondo una rilevazione del 2012 il 46,8 per cento dei russi è cristiano, in larghissima maggioranza ortodosso, il 6,5 per cento musulmano, l’1,5 per cento segue forme di paganesimo e lo 0,5 per cento il buddismo. Cristianesimo ortodosso, islam, buddismo ed ebraismo sono considerati per legge parte del «patrimonio storico» del Paese.
La cristianizzazione risale al X secolo e la Chiesa ortodossa russa raccoglie circa il 95 per cento delle parrocchie, anche se la maggior parte dei credenti non frequenta regolarmente le funzioni. La Pasqua è la festa più popolare, celebrata da circa tre quarti dei russi, compresi molti non credenti, con uova colorate e dolci tradizionali.
L’islam è la seconda religione del Paese ed è tradizionale fra i popoli caucasici, come ceceni, ingusci e circassi, e fra quelli turchi, come tatari e baschiri; a Mosca si trova la più grande moschea d’Europa, inaugurata nel 2015. Il buddismo è tradizionale in Buriazia, Tuva e Calmucchia, mentre alcune popolazioni della Siberia e dell’Estremo Oriente praticano il tengrismo e forme di sciamanesimo.
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La Russia ha un’economia di mercato molto sviluppata, costruita su enormi risorse naturali. Petrolio, gas naturale, metalli e legname valgono oltre l’ottanta per cento delle esportazioni. Il Paese possiede fra le maggiori riserve mondiali di gas naturale, le ottave riserve di petrolio e le seconde di carbone, ed è il primo esportatore mondiale di gas.
È anche il terzo produttore mondiale di energia elettrica e il secondo per l’idroelettrico; è stato il primo Paese a sviluppare l’energia nucleare civile e a costruire una centrale nucleare. Dopo la crisi degli anni novanta la ripresa è stata rapida: la classe media è passata da otto milioni di persone nel 2000 a 104 milioni nel 2013, e la povertà è scesa dal quaranta per cento del 1998 al 12,8 per cento del 2011.
L’agricoltura è tornata protagonista: fra il 1999 e il 2009 il Paese si è trasformato da grande importatore di grano a primo esportatore mondiale, e la superficie coltivata è la quarta del pianeta. La Russia possiede inoltre più di un quinto delle foreste del mondo, un potenziale ancora poco sfruttato. Restano nodi profondi: la corruzione, la distribuzione molto diseguale della ricchezza e, dal 2022, le pesanti sanzioni internazionali.
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La Costituzione della Federazione Russa è stata adottata con un referendum il 12 dicembre 1993. La forma di governo è semipresidenziale: il presidente è eletto a suffragio universale diretto con doppio turno, nomina il primo ministro e può revocare i ministri o l’intero governo. Il mandato presidenziale, inizialmente di quattro anni, è stato portato a sei nel dicembre 2008.
Il parlamento è bicamerale: la Duma di Stato ha 450 deputati e il Consiglio Federale riunisce i rappresentanti nominati dalle suddivisioni amministrative. I principali partiti sono Russia Unita, il Partito Comunista della Federazione Russa, il Partito Liberal-Democratico di Russia e Russia Giusta. Nelle classifiche internazionali sulla democrazia la Russia occupa posizioni molto basse.
Il Paese è formato da decine di soggetti federali di tipo diverso: oblast’, kraj, repubbliche dotate di una propria costituzione e di una propria lingua ufficiale, circondari autonomi, un’oblast’ autonoma ebraica e le città federali di Mosca e San Pietroburgo. Dal 2000 i soggetti federali sono raggruppati in otto circondari federali, ciascuno guidato da un inviato del presidente.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale13.274.285 abitanti
Russia

5.652.922 abitanti
Russia

1.154.885 abitanti
Krasnodar Municipality

445.149 abitanti
Resort Town of Sochi

1.329.825 abitanti
Tatarstan

591.628 abitanti
Vladivostoksky Urban Okrug

1.637.266 abitanti
Oblast' di Novosibirsk

1.012.219 abitanti
Volgograd Urban Okrug

488.690 abitanti
Kaliningrad Urban Okrug

485.386 abitanti
Oblast' di Crimea

1.468.833 abitanti
Yekaterinburg Municipality

838.042 abitanti
Oblast' di Saratov

1.198.245 abitanti
Nizhny Novgorod Urban Okrug

1.143.123 abitanti
Oblast' di Rostov

1.154.223 abitanti
Samara Urban Okrug
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Castello e fortezza

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La fauna russa cambia con gli ambienti sterminati del Paese. Fra i carnivori ci sono la lince, l’orso bruno, il lupo, la volpe, il ghiottone, la volpe artica, l’orso polare e lo zibellino; fra i grandi erbivori le renne, le alci, i buoi muschiati, i wapiti, i caprioli e le saighe.
Sulle coste vivono mammiferi marini come la foca della Groenlandia, il tricheco e diverse specie di balene. Alcuni animali esistono soltanto in zone precise: il leopardo dell’Amur lungo il fiume omonimo, la gru della Manciuria e la rarissima tigre siberiana, che sopravvive solo sulle montagne della Siberia sud-orientale.
La meta più famosa del turismo naturalistico è il lago Bajkal, «l’occhio blu» della Siberia: è il lago più antico e profondo del mondo, con acque limpidissime e circondato da montagne coperte di taiga. Altre mete sono la penisola di Kamčatka con i suoi vulcani e geyser, la Carelia dei laghi e delle rocce di granito, le montagne dell’Altaj e le steppe di Tuva.
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Parco nazionale
Superficie 18.917 km²

Parco nazionale
Superficie 14.260 km²

Parco nazionale
Superficie 2.086 km²

Parco nazionale
Superficie 823 km²

Parco nazionale
Superficie 266 km²

Parco nazionale
Superficie 1.397 km²

Parco nazionale
Superficie 252 km²

Parco nazionale
Superficie 11.837 km²

Parco nazionale
Superficie 549 km²

Parco nazionale
Superficie 4.293 km²

Parco nazionale
Superficie 30.532 km²

Parco nazionale
Superficie 11.605 km²
8 di 12

Montagna
Altezza 1.895 m

Montagna
Altezza 5.642 m

Montagna
Altezza 5.642 m

Montagna
Altezza 4.466 m

Montagna
Altezza 3.492 m

Montagna
Altezza 5.642 m

Montagna
Altezza 5.033 m

Montagna
Altezza 1.701 m

Montagna
Altezza 4.800 m

Montagna
Altezza 2.090 m

Montagna
Altezza 2.409 m

Montagna
Altezza 5.193 m
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Isola
Altitudine massima 1.609 m

Isola
Altitudine massima 1.096 m

Isola
Altitudine massima 755 m
Isola
Altitudine massima 157 m

Isola
Lunghezza 200 km

Isola
Altitudine massima 1.819 m

Isola
Altitudine massima 361 m

Isola
Altitudine massima 1.274 m
La cucina russa cambia da regione a regione e porta i segni delle tre epoche attraversate dal Paese, l’impero, l’Unione Sovietica e la Federazione. Alla base, per gran parte della gente, ci sono sempre stati cereali e ortaggi; nata come cucina contadina, usa moltissimo funghi, bacche e miele.
Le zuppe e i piatti in umido sono il cuore della tavola: šči di cavolo, borsch, rassolnik, ucha di pesce, soljanka e okroška fredda. Famosi sono anche i piatti di pasta lievitata come piroški, blini e sirniki, mentre fra i secondi ci sono la cotoletta alla Kiev, il filetto alla Stroganoff, i pel’meni e gli spiedini di šašlyk, questi ultimi di origine tatara e caucasica. Tipiche sono le insalate come la vinegret, l’insalata Olivier e l’aringa «sotto la pelliccia».
Si beve kvas, birra e vodka, quest’ultima quasi sempre accompagnata da qualcosa di salato come cetrioli o funghi sotto sale. Fra i dolci tradizionali ci sono baranki, prjaniki, confetture e pastila. Il tè si beve in ogni casa dal XVII secolo e ha generato una vera cultura: si prepara tradizionalmente con il samovar, diventato una specie di simbolo nazionale, e si accompagna con dolci orientali come halva e lokum.
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Piatto

Piatto

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Piatto

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Piatto

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Piatto
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Il folclore russo è popolatissimo di figure: l’isola misteriosa di Bujan, che appare e scompare fra le nebbie, Sneguročka, la fanciulla di neve delle fiabe, e Sadko, eroe delle byline, le narrazioni poetiche degli antichi slavi. Fra gli abiti tradizionali ci sono il sarafan, la malica, il tulup e le valenki, le calzature invernali di feltro.
Due riti raccontano la vita quotidiana russa più di ogni altra cosa. Il primo è la banja, il bagno di vapore: andarci è un rituale, ci si batte delicatamente con mazzi di rami di betulla immersi nell’acqua calda, e lì si fanno conversazioni importanti, trattative d’affari e perfino discussioni politiche; una banja c’è anche al Cremlino. Il secondo è la dacia, la casetta di campagna con orto dove i cittadini passano fine settimana e vacanze: fa parte della storia e della cultura russa da tre secoli e compare di continuo nella letteratura.
L’8 febbraio si celebra il Giorno della scienza russa, in memoria della fondazione dell’Accademia russa delle scienze, voluta da Pietro il Grande l’8 febbraio 1724; la stessa data è anche l’anniversario della nascita del chimico Dmitrij Mendeleev.
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La musica russa dell’Ottocento nasce dalla tensione fra Michail Glinka, il Gruppo dei Cinque, che portava nella musica colta elementi religiosi e folcloristici, e la Società musicale russa dei fratelli Rubinštejn. Poi arriva Pëtr Čajkovskij, uno dei più grandi compositori tardo-romantici e autore de Lo schiaccianoci, e poi Sergej Rachmaninov, Aleksandr Skrjabin, Igor’ Stravinskij, Sergej Prokof’ev e Dmitrij Šostakovič.
Dai conservatori russi sono usciti solisti famosi in tutto il mondo: i violinisti David Ojstrach e Gidon Kremer, il violoncellista Mstislav Rostropovič, i pianisti Vladimir Horowitz e Svjatoslav Richter, i cantanti Fëdor Šaljapin e Anna Netrebko. Nel balletto i ballerini Anna Pavlova e Vaclav Nižinskij conquistarono fama internazionale, e l’impresario Sergej Djagilev portò in giro per il mondo i Balletti russi; il Bol’šoj di Mosca e il Mariinskij di San Pietroburgo restano fra le compagnie più prestigiose del pianeta.
La musica popolare russa ha strumenti inconfondibili, dalla balalaika alla gusli, e una ricchissima tradizione di danze: la più antica è il chorovod, la danza in cerchio, cui si affiancano le danze improvvisate, dove conta soprattutto l’estro del singolo. Il rock russo affonda le radici nella tradizione dei bardi, da Vladimir Vysockij a Bulat Okudžava, con gruppi come i DDT, gli Akvarium e i Kino, mentre nel pop hanno avuto successo internazionale Alla Pugačëva e le t.A.T.u.
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L’arte russa vera e propria nasce con la conversione del principe di Kiev Vladimir I al cristianesimo bizantino-ortodosso, nel 988: da allora si costruiscono chiese secondo i modelli di Costantinopoli, si traducono testi liturgici, si adotta l’alfabeto cirillico e si dipingono le icone. Lo stile tradizionale russo, fuso con il gusto popolare, dura fino alla fine del XVII secolo, quando Pietro il Grande apre il Paese al barocco, al rococò e al neoclassicismo europei.
Il più celebre pittore di icone è Andrej Rublëv, vissuto fra il XIV e il XV secolo. Nell’Ottocento spiccano Ivan Ajvazovskij con i suoi paesaggi marini, Il’ja Repin e il gruppo dei Peredvižniki, gli «Ambulanti». Nel XX secolo la Russia dà all’arte mondiale Vasilij Kandinskij, fondatore dell’astrattismo, Marc Chagall e Kazimir Malevič, che nel 1913 fondò il suprematismo.
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L’Ottocento russo è l’epoca d’oro della letteratura europea. Comincia con Aleksandr Puškin, considerato il fondatore della lingua letteraria russa moderna e spesso chiamato «lo Shakespeare russo», e prosegue con la poesia di Michail Lermontov, il teatro di Aleksandr Ostrovskij e Anton Čechov, le favole di Ivan Krylov e la prosa di Nikolaj Gogol’. Lev Tolstoj e Fëdor Dostoevskij sono ritenuti da molti critici i più grandi romanzieri di tutti i tempi.
Dal 1880 la stagione dei grandi romanzi lascia il posto al racconto e alla poesia: è l’età d’argento, con Aleksandr Blok, Nikolaj Gumilëv e Anna Achmatova. Ivan Bunin fu nel 1933 il primo russo a vincere il Premio Nobel per la letteratura.
Il periodo sovietico è attraversato dalla censura e dall’esilio, ma produce capolavori: Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov, Il dottor Živago di Boris Pasternak, Il placido Don di Michail Šolochov, gli scritti di Aleksandr Solženicyn che fecero conoscere al mondo i gulag e Lolita di Vladimir Nabokov, che ha venduto oltre cinquanta milioni di copie.
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Per secoli l’architettura russa ha guardato a Bisanzio: oltre alle fortificazioni, i cremlini, gli edifici in pietra più antichi sono le chiese ortodosse con le loro cupole numerose, spesso dorate o dipinte a colori vivaci. Dalla fine del XV secolo Aristotele Fioravanti e altri architetti italiani portarono in Russia il Rinascimento, mentre il secolo successivo vide nascere le chiese a cuspide che culminano nella cattedrale di San Basilio: a quel punto la cupola a cipolla era pienamente sviluppata.
Dopo le riforme di Pietro il Grande lo stile seguì l’Europa occidentale: il rococò di Bartolomeo Rastrelli, poi il neoclassicismo di San Pietroburgo sotto Caterina la Grande e Alessandro I, quindi gli stili neobizantino e neorusso. Il XX secolo portò l’Art Nouveau, il costruttivismo e lo stile impero di Stalin, finché nel 1955 Chruščëv condannò gli «eccessi» dell’architettura accademica e aprì la stagione dei quartieri funzionali, che risolsero il problema della casa ma con edifici di scarsa qualità.
Fra il 1991 e il 2010 sono state ricostruite ventitremila chiese ortodosse, quadruplicando il numero degli edifici di culto aperti. Oggi Mosca ha il suo Centro Internazionale di Affari, un quartiere di grattacieli in continua espansione, e il Lachta-centr di San Pietroburgo, alto 462 metri, è il grattacielo più alto d’Europa.
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Il campionato russo di calcio è nato nel 1992, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, e la massima divisione, la Prem’er-Liga, ha club blasonati come lo Spartak Mosca e il Lokomotiv Mosca. Il portiere sovietico Lev Jašin, unico portiere ad aver vinto il Pallone d’oro, è stato eletto miglior giocatore russo dell’ultimo mezzo secolo; la nazionale ha raggiunto i quarti di finale ai Mondiali ospitati in casa nel 2018.
Molto seguito è l’hockey su ghiaccio, con le squadre russe impegnate nella Kontinental Hockey League. Nella pallavolo la nazionale femminile ha vinto due titoli mondiali, nel 2006 e nel 2010. Dal 2014 il Gran Premio di Formula 1 si è corso sull’autodromo di Soči, ma già nel 1913 e nel 1914 una gara si era disputata a San Pietroburgo.
Ai Giochi olimpici la Russia ha una tradizione enorme: fra i più titolati ci sono il ginnasta Aleksej Nemov con dodici medaglie, il nuotatore Aleksandr Popov con nove e il tuffatore Dmitrij Sautin con otto, mentre Aleksandr Karelin, considerato il più forte lottatore greco-romano di tutti i tempi, ha vinto tre ori consecutivi. La prima medaglia olimpica russa fu l’argento di Aleksandr Petrov nella lotta a Londra 1908, dove Nikolaj Panin-Kolomenkin divenne il primo campione olimpico russo nel pattinaggio di figura. Il Paese ha ospitato le Olimpiadi estive di Mosca 1980 e quelle invernali di Soči 2014.
Sintesi · Fonte: Russia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Con 17 098 246 chilometri quadrati la Russia è di gran lunga il Paese più vasto del mondo.
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Insieme alla Cina, la Russia è lo Stato con il maggior numero di Paesi confinanti: quattordici.
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La Russia è uno Stato transcontinentale: sta soprattutto in Asia, ma per circa un terzo in Europa.
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Il confine fra Russia europea e Russia asiatica è convenzionale e segue gli Urali, il fiume Ural, la costa del mar Caspio e la depressione del Kuma-Manyč.
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La vetta più alta della Russia è il monte Elbrus, nel Caucaso, con 5642 metri.
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La pianura della Siberia occidentale è talmente piatta da avere enormi problemi di drenaggio delle acque.
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