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La Norvegia, ufficialmente Regno di Norvegia, è uno Stato dell’Europa settentrionale che occupa la parte occidentale e settentrionale della penisola scandinava. È una monarchia parlamentare con capitale Oslo e confina a est con la Svezia, a nord-est con la Finlandia e la Russia, mentre a sud lo Skagerrak la separa dalla Danimarca.
Il Regno comprende la Norvegia continentale, l’arcipelago delle Svalbard e l’isola di Jan Mayen, per una superficie complessiva di 385 207 chilometri quadrati; sotto sovranità norvegese, ma fuori dal Regno, ci sono anche l’isola Bouvet e le dipendenze antartiche dell’isola Pietro I e della Terra della Regina Maud.
La Norvegia è membro fondatore delle Nazioni Unite e fa parte della NATO, del Consiglio nordico e dello Spazio economico europeo, ma non dell’Unione europea, la cui adesione è stata respinta nei referendum del 1972 e del 1994. Ha uno dei livelli di sviluppo umano più alti del mondo: nell’indice relativo al 2023 era al secondo posto, a pari merito con la Svizzera.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio norvegese è lunghissimo e stretto, esteso per circa 1700 chilometri da sud-ovest a nord-est, ed è prevalentemente montuoso: fa parte dei Monti Scandinavi e circa il 40 per cento della terraferma si trova sopra i 600 metri. La vetta più alta della Norvegia continentale e di tutta l’Europa settentrionale è il Galdhøpiggen, con 2469 metri, nello Jotunheimen.
La costa norvegese è una delle più articolate del mondo, fatta di penisole, baie, stretti, decine di migliaia di isole e soprattutto fiordi: antiche valli glaciali invase dal mare, che in alcuni casi penetrano per oltre cento chilometri nell’entroterra. Il Sognefjord, lungo circa 205 chilometri, è il più lungo e profondo del Paese. Fra gli arcipelaghi costieri spiccano le Lofoten e le Vesterålen.
Il fiume più lungo è il Glomma, con circa 623 chilometri, mentre il lago maggiore è il Mjøsa e il più profondo è l’Hornindalsvatnet, che con 514 metri è uno dei più profondi d’Europa. I ghiacciai coprono circa 2328 chilometri quadrati: il maggiore è lo Jostedalsbreen, il più esteso ghiacciaio dell’Europa continentale. Gran parte della Norvegia settentrionale si trova oltre il circolo polare artico, con il sole di mezzanotte in estate e la notte polare in inverno.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nonostante la latitudine, gran parte della Norvegia ha temperature molto più miti di altre regioni poste alla stessa altezza sul globo: il merito è della circolazione atmosferica occidentale e delle correnti marine calde atlantiche, prolungamenti del sistema della Corrente del Golfo.
Le differenze regionali restano però fortissime. La fascia costiera dal sud fino al Troms ha un clima oceanico temperato, con inverni miti ed estati fresche; le vallate interne, schermate dai rilievi, sono molto più continentali; in alta montagna, lungo parte della costa del Finnmark e nelle Svalbard il clima è polare. La minima ufficialmente registrata in Norvegia è di circa −51 °C, misurata a Karasjok.
I rilievi condizionano anche le piogge: le masse d’aria umida atlantica, costrette a salire lungo i versanti occidentali, scaricano in alcuni settori più di 3000 millimetri l’anno, mentre alcune vallate interne, in ombra pluviometrica, ne registrano meno di 300.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Akershus · Oslo · Østfold · Vestfold · Telemark · Buskerud · Rogaland · Møre og Romsdal · Nordland · Troms · Finnmark · Svalbard · Jan Mayen · isola Bouvet · Trøndelag · Innlandet · Agder · Vestland
Stato attuale dal 1905
dopo l’ultima glaciazione
Il popolamento della Norvegia cominciò quando il ritiro dei ghiacci rese di nuovo abitabili le coste scandinave: le prime comunità erano di cacciatori e raccoglitori, insediate lungo le coste e dipendenti dalla pesca e dalle risorse marine.
V–I millennio a.C.
Nella Norvegia settentrionale furono realizzate in più fasi le incisioni rupestri di Alta, iscritte nel 1985 fra i patrimoni dell’umanità.
VIII–XI secolo
Marinai, mercanti, coloni e guerrieri norvegesi attraversarono il Mare del Nord e l’Atlantico, stabilendo insediamenti nelle Isole britanniche, nelle Fær Øer, in Islanda e in Groenlandia.
872
Secondo la tradizione storiografica medievale Harald Bellachioma riunì gran parte della Norvegia dopo la battaglia di Hafrsfjord; la storiografia contemporanea considera però la formazione del regno un processo molto più graduale.
1024–1030
L’assemblea di Moster pose le basi di una legislazione cristiana valida su gran parte del regno; dopo la morte di Olaf II nella battaglia di Stiklestad del 1030 il culto di Sant’Olav rafforzò definitivamente il cristianesimo.
1152–1153
La Chiesa norvegese divenne una provincia ecclesiastica autonoma, che comprendeva anche i possedimenti norvegesi dell’Atlantico settentrionale.
1263–1266
Dopo la sconfitta contro la Scozia nella battaglia di Largs, il trattato di Perth pose fine alla sovranità norvegese sulle Ebridi e sull’isola di Man; Orcadi e Shetland rimasero alla corona ancora per due secoli.
1274
Sotto Magnus VI fu promulgato il Landslov, una delle prime legislazioni territoriali unitarie dell’Europa medievale.
1349
L’epidemia raggiunse la Norvegia provocando un declino demografico compreso probabilmente fra il 30 e il 45 per cento della popolazione e indebolendo gravemente aristocrazia, clero e strutture del regno.
1380–1397
La corona norvegese fu unita dinasticamente a quella danese e nel 1397 Norvegia, Danimarca e Svezia confluirono nell’Unione di Kalmar, sotto un unico sovrano ma come regni formalmente distinti.
1536–1537
Il consiglio del regno norvegese cessò di funzionare e la monarchia danese impose la Riforma protestante: l’ultimo arcivescovo cattolico di Nidaros lasciò il Paese e i beni ecclesiastici passarono alla corona.
1814
Il trattato di Kiel del 14 gennaio obbligò la Danimarca a cedere la Norvegia alla Svezia, ma il 17 maggio l’assemblea di Eidsvoll approvò la Costituzione norvegese. Dopo una breve guerra, la Convenzione di Moss permise alla Norvegia di conservarla entrando in unione con la corona svedese.
1884
Il conflitto fra lo Storting e il potere monarchico portò all’affermazione del parlamentarismo: da allora il governo dovette basarsi sulla fiducia della maggioranza parlamentare.
1905
Il 7 giugno lo Storting dichiarò sciolta l’unione con la Svezia; il referendum del 13 agosto la confermò quasi all’unanimità e il 26 ottobre Oscar II rinunciò alla corona norvegese. Un secondo referendum scelse la monarchia con il 78,9 per cento dei voti e lo Storting elesse re il principe Carlo di Danimarca, che assunse il nome di Haakon VII.
1913
Il diritto di voto alle elezioni nazionali fu esteso alle donne, dopo l’introduzione del suffragio universale maschile nel 1898.
1914–1918
La Norvegia proclamò la neutralità, ma la sua potente marina mercantile ebbe un ruolo importante per il commercio alleato e subì pesanti perdite per la guerra sottomarina tedesca.
1940–1945
Il 9 aprile 1940 la Germania invase la Norvegia; il governo, lo Storting e il re Haakon VII riuscirono a lasciare Oslo e si stabilirono a Londra, mentre in patria cresceva un vasto movimento di resistenza. Il sovrano respinse le richieste tedesche di nominare un governo guidato da Vidkun Quisling. La resa tedesca arrivò l’8 maggio 1945.
1945–1949
La Norvegia partecipò alla fondazione delle Nazioni Unite e, con l’acuirsi della guerra fredda, abbandonò la tradizionale neutralità aderendo alla NATO nel 1949.
1967
Entrò in vigore il sistema nazionale di sicurezza sociale, uno dei pilastri del modello sociale norvegese.
1969–1971
La scoperta del grande giacimento di Ekofisk nel mare del Nord cambiò la storia economica del Paese: la produzione cominciò nel giugno 1971 e nel 1972 nacque la compagnia petrolifera statale.
1972 e 1994
Nel referendum del 1972 il 53,5 per cento degli elettori respinse l’adesione alla Comunità economica europea; nel 1994 un secondo referendum respinse l’adesione all’Unione europea con il 52,2 per cento. La Norvegia entrò però nello Spazio economico europeo.
1989
Fu istituito il Parlamento sami, organo rappresentativo eletto con competenze consultive e amministrative nelle questioni riguardanti il popolo indigeno.
1990–1996
Lo Storting istituì il fondo destinato a separare l’utilizzo delle entrate petrolifere dalla loro acquisizione e a preservare parte di quella ricchezza per le generazioni future; il primo trasferimento di capitali avvenne nel 1996.
2017
Dal 1º gennaio la Chiesa di Norvegia è divenuta una persona giuridica autonoma, dopo che nel 2012 era stato eliminato dalla Costituzione il riferimento alla religione evangelico-luterana come religione ufficiale.
2026
Il 15 marzo Sentimental Value di Joachim Trier ha vinto l’Oscar al miglior film internazionale: è il primo lungometraggio norvegese a ottenere un premio Oscar.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione norvegese cresce quasi senza interruzioni dalla seconda metà del Novecento e all’inizio del 2026 contava 5 627 400 abitanti. È distribuita in modo molto diseguale: le concentrazioni maggiori sono nella Norvegia sud-orientale, in particolare nell’area di Oslo, e lungo alcuni tratti della costa occidentale, mentre le regioni montuose interne e gran parte del nord hanno densità bassissime.
La Norvegia non registra ufficialmente l’appartenenza etnica, quindi non esistono dati censuari precisi sui diversi gruppi, compresa la popolazione sami. I Sami sono il popolo indigeno del Paese e abitano tradizionalmente le regioni settentrionali e centrali, parte del più vasto territorio culturale del Sápmi, che si estende anche in Svezia, Finlandia e Russia. Lo Stato riconosce inoltre cinque minoranze nazionali storiche: i Kven, gli ebrei, i finlandesi della foresta, i rom e i romaní.
Dalla seconda metà del Novecento la Norvegia è diventata anche un importante Paese d’immigrazione: all’inizio del 2026 vi risiedevano 987 120 immigrati, il 17,5 per cento della popolazione, cui si aggiungevano 238 507 persone nate in Norvegia da due genitori immigrati.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il norvegese è la lingua nazionale principale, ma ha due forme scritte riconosciute come paritarie: il bokmål, largamente maggioritario, e il nynorsk, più diffuso nella Norvegia occidentale. Entrambe si possono usare in ogni settore della società, e comuni e contee possono adottare l’una, l’altra o una posizione neutrale.
Le lingue sami sono riconosciute per legge come lingue indigene della Norvegia e considerate di pari valore rispetto al norvegese; il sami settentrionale, quello di Lule e quello meridionale godono di diritti specifici nell’area amministrativa delle lingue sami. Sono riconosciuti anche il kven, il romaní e il romanes come lingue delle minoranze nazionali e la lingua dei segni norvegese.
Lo svedese e il danese, pur non essendo lingue ufficiali, possono essere usati nei rapporti con gli enti pubblici, che rispondono in norvegese.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La libertà religiosa è garantita dall’articolo 16 della Costituzione, che riserva però una posizione particolare alla Chiesa di Norvegia, definita «Chiesa del popolo» e sostenuta dallo Stato, stabilendo al tempo stesso che tutte le comunità religiose e filosofiche siano sostenute secondo criteri di uguaglianza.
I rapporti fra Stato e Chiesa sono stati profondamente riformati di recente: nel 2012 è stato eliminato dalla Costituzione il riferimento alla religione evangelico-luterana come religione ufficiale, e dal 1º gennaio 2017 la Chiesa di Norvegia è una persona giuridica autonoma.
Nel 2025 appartenevano alla Chiesa di Norvegia 3 427 657 persone, il 60,9 per cento della popolazione, contro il 72,7 per cento del 2015. All’inizio del 2026 le comunità religiose e filosofiche registrate fuori dalla Chiesa di Norvegia contavano 800 697 membri, fra cui 391 292 di altre confessioni cristiane e 201 899 iscritti a comunità islamiche.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia norvegese è mista e ad alto reddito, con un ampio settore privato, una forte partecipazione pubblica nei comparti strategici e un esteso Stato sociale. È specializzata nell’estrazione di petrolio e gas, nell’energia idroelettrica, nella pesca e nell’acquacoltura, nei trasporti marittimi e in diversi comparti industriali.
La sua peculiarità più nota è la gestione pubblica della rendita petrolifera: le entrate nette dello Stato dal settore vengono trasferite al fondo sovrano, che investe esclusivamente all’estero per trasformare i proventi di una risorsa non rinnovabile in patrimonio finanziario destinato anche alle generazioni future. Alla metà del 2026 il fondo aveva raggiunto 22 683 miliardi di corone, uno dei maggiori del mondo; dal 2001 una regola di bilancio limita l’uso dei suoi proventi al rendimento reale atteso, stimato intorno al tre per cento annuo.
Nel 2025 il valore delle esportazioni di petrolio, condensati e gas è stato di circa mille miliardi di corone, il 57 per cento delle esportazioni di beni del Paese: la Norvegia ha fornito un volume di gas pari a oltre il trenta per cento dei consumi dell’Unione europea e del Regno Unito ed era il quarto esportatore netto di gas naturale al mondo. Nello stesso anno le esportazioni di prodotti ittici hanno toccato il record di 181,5 miliardi di corone.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Costituzione norvegese, approvata dall’Assemblea costituente di Eidsvoll il 17 maggio 1814, è una delle più antiche costituzioni scritte ancora in vigore. Definisce il Regno «libero, indipendente, indivisibile e inalienabile» e si fonda sulla sovranità popolare, sulla separazione dei poteri e sulla tutela dei diritti umani.
Il parlamento, lo Storting, è un’assemblea unicamerale di 169 rappresentanti eletti per quattro anni con sistema proporzionale; non è previsto lo scioglimento anticipato ordinario. Il parlamentarismo si è affermato nella prassi nel 1884 e poi è stato scritto nella Costituzione: il governo deve godere della fiducia dello Storting. Il re è capo di Stato e la Costituzione gli attribuisce formalmente il potere esecutivo, che nella pratica è esercitato dal governo.
La Norvegia continentale è divisa in quindici contee e 357 comuni; Oslo è al tempo stesso comune e contea. Le Svalbard fanno parte integrante del Regno ma non appartengono a nessuna contea né a nessun comune: sono rette da uno speciale regime giuridico derivante dal Trattato delle Svalbard del 1920, con a capo il Governatore delle Svalbard.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Castello e fortezza

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Sito archeologico
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La grande estensione in latitudine, i dislivelli e la presenza di ambienti marini, costieri, forestali, montani e artici danno alla Norvegia una notevole varietà di ecosistemi: si passa dalle foreste temperate e boreali del sud alle betulle montane, agli ambienti alpini e, nelle Svalbard, alla tundra artica. Nel 2026 le foreste coprivano circa il 37,7 per cento del Paese, Svalbard escluse.
Alla fine del 2025 la Norvegia continentale aveva 41 parchi nazionali, 2691 riserve naturali, 195 aree di protezione paesaggistica e 18 aree marine protette, per un totale di 57 483 chilometri quadrati protetti, pari al 17,8 per cento del territorio. Nelle Svalbard il regime è ancora più rigoroso: le aree protette coprono circa il 65 per cento delle terre emerse e l’84 per cento delle acque territoriali. Sommando i due, il Regno conta 48 parchi nazionali.
Fra i grandi erbivori ci sono l’alce, il cervo nobile e il capriolo, e sulle montagne meridionali sopravvivono circa ventimila renne selvatiche: quasi tutta la popolazione europea della specie. I predatori principali sono il lupo grigio, l’orso bruno, la lince eurasiatica e il ghiottone. Sul Dovrefjell vive una popolazione di buoi muschiati, specie scomparsa naturalmente dalla Scandinavia dopo l’ultima glaciazione e reintrodotta fra il 1947 e il 1953. Nelle Svalbard la fauna è tipicamente artica, con l’orso polare, la renna delle Svalbard, la volpe artica, foche e trichechi.
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Parco nazionale
Superficie 964 km²

Parco nazionale
Superficie 1.447 km²

Parco nazionale
Superficie 1.830 km²

Parco nazionale
Superficie 3.422 km²

Parco nazionale
Superficie 135 km²

Parco nazionale
Superficie 171 km²

Parco nazionale
Superficie 2.192 km²

Parco nazionale
Superficie 1.151 km²

Parco nazionale
Superficie 803 km²

Parco nazionale
Superficie 770 km²

Parco nazionale
Superficie 119 km²

Parco nazionale
Superficie 4.647 km²
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Montagna
Altezza 2.469 m
Montagna
Altezza 2.469 m

Montagna
Altezza 1.713 m

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Altezza 2.464 m
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Altezza 1.000 m

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Altezza 2.286 m

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Altezza 399 m

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Altezza 1.100 m

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Altezza 780 m

Montagna
Altezza 1.072 m

Montagna
Altezza 2.286 m

Montagna
Altezza 2.406 m
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La cucina tradizionale norvegese è stata plasmata dal clima, dalla brevissima stagione agricola, dalla dispersione degli insediamenti e dall’importanza della pesca e dell’allevamento. La necessità di conservare gli alimenti a lungo ha fatto di essiccazione, salatura, affumicatura e fermentazione le tecniche di base, applicate soprattutto al pesce e alla carne.
Sulle coste il pesce è sempre stato fondamentale: il merluzzo si mangia fresco oppure conservato come stoccafisso e baccalà, accanto ad aringa, salmone e sgombro. Nelle campagne hanno avuto grande diffusione l’orzo e l’avena, usati per porridge, flatbrød e lefse, cui dal XVIII secolo si è aggiunta la patata.
Fra i piatti tradizionali ci sono il fårikål, stufato di pecora e cavolo, il pinnekjøtt, costolette di pecora salate ed essiccate, il lutefisk, ottenuto da pesce essiccato con un particolare trattamento alcalino, il rakfisk, pesce fermentato, e il brunost, il formaggio di siero dal caratteristico colore bruno. Oggi la cucina norvegese unisce le tradizioni regionali a influenze internazionali e alla valorizzazione di pesce, frutti di mare, selvaggina e ingredienti artici.
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Prodotto tipico

Prodotto tipico

Prodotto tipico

Prodotto tipico

Prodotto tipico

Prodotto tipico
Prodotto tipico

Prodotto tipico
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Prodotto tipico

Prodotto tipico
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La ricorrenza nazionale più importante è il Giorno della Costituzione, il syttende mai, celebrato il 17 maggio in memoria dell’approvazione della Costituzione a Eidsvoll nel 1814; il 17 maggio e il 1º maggio sono equiparati per legge alle domeniche. Accanto alle feste ufficiali c’è il russefeiring, il periodo di festeggiamenti degli studenti al termine della scuola superiore, che culmina nelle settimane prima del 17 maggio.
La cultura sami è una componente distinta e storicamente radicata del patrimonio norvegese. Una delle sue espressioni più caratteristiche è il duodji, l’artigianato tradizionale che lavora legno, corno, osso, pelle, tessuti e metalli con funzioni insieme pratiche, artistiche e identitarie; in musica la forma più conosciuta è il joik, un canto legato a persone, animali, luoghi ed elementi naturali.
Fra i siti che raccontano la storia più antica del Paese ci sono le incisioni rupestri di Alta, realizzate fra il V e il I millennio a.C. e iscritte nel 1985 fra i patrimoni dell’umanità.
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La musica tradizionale norvegese ha forti differenze regionali e uno strumento inconfondibile: la hardingfele, la variante norvegese del violino nata nell’Hardanger nel XVII secolo, con corde di risonanza sotto quelle principali. Durante il romanticismo nazionale divenne anche un simbolo dell’identità culturale del Paese.
La riscoperta del patrimonio popolare influenzò la nascita di una scuola compositiva nazionale: dopo Ole Bull, violinista di fama internazionale, il massimo esponente fu Edvard Grieg, che portò ritmi e melodie popolari dentro il linguaggio romantico europeo con il Concerto per pianoforte, le musiche per il Peer Gynt e i Pezzi lirici. Il jazz norvegese si è fatto conoscere nel mondo dalla seconda metà del Novecento, con il sassofonista Jan Garbarek e il chitarrista Terje Rypdal.
Nel pop il primo gruppo norvegese a conquistare il mondo furono gli A-ha, il cui Take on Me fu un successo internazionale nel 1985; dopo di loro sono arrivati i Röyksopp, Aurora, Kygo, Alan Walker e Sigrid. Particolare rilievo internazionale ha avuto la seconda ondata del black metal norvegese, nata nei primi anni novanta, con gruppi come Mayhem, Darkthrone, Emperor e Dimmu Borgir. La Norvegia ha vinto tre volte l’Eurovision Song Contest: nel 1985, nel 1995 e nel 2009 con Alexander Rybak.
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Un ambiente artistico propriamente norvegese si sviluppò nell’Ottocento, insieme alla costruzione di un’identità nazionale. Johan Christian Dahl contribuì a fare del paesaggio norvegese un soggetto autonomo della pittura europea, mentre Adolph Tidemand e Hans Gude firmarono nel 1848 Processione nuziale sul fiordo di Hardanger, una delle immagini più note dell’immaginario nazionale.
Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la figura di maggiore rilievo internazionale fu Edvard Munch, che elaborò una pittura fortemente soggettiva incentrata su angoscia, malattia, morte, amore e solitudine, influenzando profondamente l’espressionismo: la sua opera più celebre, L’urlo, fu sviluppata in diverse versioni a partire dal 1893.
Nella scultura il protagonista fu Gustav Vigeland: il complesso monumentale da lui progettato nel Frognerparken di Oslo, conosciuto come Parco di Vigeland, comprende oltre duecento sculture in granito, bronzo e ferro battuto ed è il risultato di più di quarant’anni di lavoro.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La tradizione letteraria norvegese affonda le radici nella poesia e nella prosa in norreno e nelle saghe medievali. Durante l’unione con la Danimarca la lingua scritta della classe colta divenne il danese, e fra gli autori del periodo spicca Ludvig Holberg, nato a Bergen nel 1684.
Nella seconda metà dell’Ottocento la letteratura norvegese conquistò una proiezione internazionale con i cosiddetti «quattro grandi»: Henrik Ibsen, Bjørnstjerne Bjørnson, Alexander Kielland e Jonas Lie. Ibsen in particolare, con drammi come Casa di bambola, Spettri e Hedda Gabler, divenne uno dei principali innovatori del teatro moderno europeo. A cavallo fra i due secoli Knut Hamsun, soprattutto con Fame, aprì la strada a una prosa introspettiva e modernista.
Quattro autori norvegesi hanno ricevuto il Premio Nobel per la letteratura: Bjørnstjerne Bjørnson nel 1903, Knut Hamsun nel 1920, Sigrid Undset nel 1928 e Jon Fosse nel 2023.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La produzione cinematografica norvegese è cominciata nei primi anni del Novecento e si è sviluppata grazie a un mix di produzione privata e sostegno pubblico; fra i cineasti del dopoguerra ci sono Arne Skouen, Anja Breien, Liv Ullmann e Nils Gaup.
Dagli anni duemila il cinema norvegese ha conquistato il pubblico internazionale soprattutto con Joachim Trier, autore fra l’altro della cosiddetta «trilogia di Oslo». Alla cerimonia degli Oscar del 15 marzo 2026 il suo Sentimental Value ha vinto l’Oscar al miglior film internazionale, diventando il primo lungometraggio norvegese a ottenere un premio Oscar; il film aveva ricevuto nove candidature.
Sintesi · Fonte: Norvegia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Norvegia è la nazione storicamente più vincente ai Giochi olimpici invernali, e ai Giochi di Milano Cortina 2026 ha chiuso al primo posto anche il medagliere di edizione, con 41 medaglie di cui 18 d’oro, il proprio record. Ha ospitato due volte i Giochi invernali, a Oslo nel 1952 e a Lillehammer nel 1994.
Lo sci di fondo è la disciplina più identitaria: fra i suoi campioni ci sono Bjørn Dæhlie, con otto ori olimpici, Marit Bjørgen, con quindici medaglie olimpiche, e Johannes Høsflot Klæbo, che a Milano Cortina 2026 ha vinto tutte e sei le gare di fondo arrivando a undici ori olimpici, record assoluto dei Giochi invernali. Nel biathlon la figura storica è Ole Einar Bjørndalen, nello sci alpino Kjetil André Aamodt.
Nel calcio la nazionale femminile ha una tradizione prestigiosa, con il Mondiale del 1995, l’oro olimpico del 2000 e due Europei; quella maschile ha raggiunto nel 2026 i quarti di finale mondiali, il miglior risultato della sua storia. La pallamano femminile ha vinto tre titoli olimpici e cinque mondiali; nell’atletica si sono affermati Karsten Warholm e Jakob Ingebrigtsen, nel tennis Casper Ruud e negli scacchi Magnus Carlsen, campione del mondo dal 2013 al 2023.
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Iscritto nel 2005

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Geografia
Il Galdhøpiggen, con 2469 metri, è la vetta più alta della Norvegia continentale e di tutta l’Europa settentrionale.
Fonte: Norvegia (Wikipedia, it)
Record
La costa norvegese è una delle più articolate del mondo, e la sua lunghezza cambia tanto a seconda del metodo di misurazione che di solito non viene espressa con un unico dato.
Fonte: Norvegia (Wikipedia, it)
Record
Il Sognefjord, lungo circa 205 chilometri, è il fiordo più lungo e profondo della Norvegia.
Fonte: Norvegia (Wikipedia, it)
Geografia
I fiordi sono antiche valli glaciali invase dal mare: in alcuni casi penetrano per oltre cento chilometri nell’entroterra.
Fonte: Norvegia (Wikipedia, it)
Record
Lo Jostedalsbreen è il ghiacciaio più esteso della Norvegia e dell’intera Europa continentale, con circa 458 chilometri quadrati.
Fonte: Norvegia (Wikipedia, it)
Record
L’Hornindalsvatnet, profondo 514 metri, è il lago più profondo della Norvegia e uno dei più profondi d’Europa.
Fonte: Norvegia (Wikipedia, it)
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