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La Danimarca, ufficialmente Regno di Danimarca, è uno Stato membro dell’Unione europea e il più piccolo e meridionale dei Paesi scandinavi, pur non appartenendo alla penisola scandinava. La capitale è Copenaghen e al 1º maggio 2025 la popolazione era di 6 001 008 abitanti.
È uno dei tre componenti del Reame danese, insieme alle Fær Øer e alla Groenlandia, che godono in diversa misura di una certa autonomia: entrambi i territori hanno un proprio parlamento e ampi poteri di autogoverno, ed entrambi restano fuori dall’Unione europea. Il Paese si trova a nord della Germania, a sud-ovest della Svezia e a sud della Norvegia, fra il mar Baltico e il mare del Nord, e storicamente ha sempre controllato l’accesso al Baltico attraverso quelli che vengono chiamati gli stretti danesi.
La Danimarca è diventata una monarchia parlamentare nel 1901, dopo essere stata monarchia costituzionale dal 1849 e monarchia assoluta dal 1660: la sua è, dopo quella giapponese, la monarchia più antica ancora esistente al mondo. Dalla seconda metà del XX secolo la società danese ha adottato il modello sociale scandinavo, fondato su un’ampia diffusione dei servizi pubblici.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Danimarca è composta dalla penisola dello Jutland e da 443 isole abbastanza grandi da avere un nome, delle quali settantadue abitate. Le maggiori sono Sjælland, dove si trova Copenaghen, e Fyn; Bornholm si trova invece molto più a est, nel mezzo del mar Baltico. Molte isole maggiori sono collegate da ponti: il ponte di Øresund unisce Sjælland alla Svezia, lo Storebæltsbroen collega Sjælland e Fyn e il Ny Lillebæltsbro va da Fyn allo Jutland.
Il Paese è pianeggiante: l’altezza media sul livello del mare è di trenta metri e i pochi rilievi, colline moreniche, non superano i duecento metri. La collina naturale più elevata è la Møllehøj, con 170,86 metri. I fiumi hanno corsi molto brevi, ma il Paese conta 1008 laghi, di cui sedici più estesi di cinquecento ettari; il maggiore è l’Arresø, a nord-ovest di Copenaghen.
Essere spezzettata su così tante isole dà alla Danimarca una linea costiera lunga 7314 chilometri: un cerchio di pari superficie avrebbe una circonferenza di soli 742 chilometri. Nessun luogo del Paese dista più di 52 chilometri dalla costa. La superficie terrestre non può nemmeno essere misurata con precisione, perché il mare modifica di continuo la linea di riva, erodendola in alcuni punti e aggiungendo materiale in altri; sulla costa sud-occidentale dello Jutland la marea oscilla fra uno e due metri e la linea costiera si sposta anche di dieci chilometri.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it), Denmark (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il clima danese è temperato e di tipo atlantico. Gli inverni non sono particolarmente rigidi, con temperature medie intorno agli 0 °C fra gennaio e febbraio, mentre le estati sono fresche, con una media di 15,7 °C in agosto. I valori più estremi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni, nel 1874, sono +37,0 °C e −31,2 °C.
Il vento soffia spesso, più forte d’inverno e più debole d’estate. Si contano in media 170 giorni di pioggia l’anno, con un totale di circa 765 millimetri: i mesi più piovosi sono settembre, ottobre e novembre, mentre la primavera è la stagione più asciutta. La posizione fra un continente e un oceano rende il tempo spesso instabile.
Per la latitudine, la durata del giorno cambia molto con le stagioni: d’inverno il sole sorge verso le 8:30 e tramonta verso le 15:30, mentre d’estate l’alba arriva verso le 3:30 e il tramonto si sposta dopo le 22:00. Tradizionalmente il giorno più corto e quello più lungo dell’anno vengono entrambi festeggiati.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it), Denmark (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Danimarca meridionale · Selandia · Jutland settentrionale · Jutland centrale · Hovedstaden
Stato attuale dal 800
V secolo
Le popolazioni scandinave colonizzarono la Danimarca; circa duecento anni dopo i danesi avviarono la conquista dell’Inghilterra.
IX secolo
La Danimarca conquistò la Norvegia e alcune regioni della Germania settentrionale, per poi estendere il proprio dominio su tutta la Gran Bretagna fino al 1042, anno della morte di Canuto II.
XIV–XV secolo
La Danimarca si spinse verso i Paesi del mar Baltico e, all’inizio del XV secolo, aveva conquistato tutta la Svezia.
1479
Il 1º giugno re Cristiano I fondò la più antica università danese: pare che durante un soggiorno a Roma avesse ottenuto da papa Sisto IV l’autorizzazione a istituirla.
1495
Govert Van Ghemen stampò la Rimkrønike, il primo libro mai scritto in lingua danese.
1523
La Svezia si ribellò al dominio danese e divenne indipendente.
1550
Christiern Pedersen pubblicò la traduzione della Bibbia in danese, nota come Bibbia di Cristiano III.
1572–1588
L’osservazione della supernova SN 1572 e poi il sistema ticonico, del 1588, portarono una nuova visione del Sistema solare.
XVII secolo
La Danimarca si convertì al protestantesimo ed entrò in conflitto con la Svezia; la guerra finì con la vittoria svedese e dopo quella sconfitta il Paese divenne una monarchia assoluta.
1669
Con il De solido intra solidum naturaliter contento dissertationis prodromus, Niccolò Stenone gettò le basi della moderna geologia; a lui si deve anche la scoperta del dotto parotideo che porta il suo nome.
1676
Il 7 dicembre Ole Rømer determinò per la prima volta la velocità della luce.
inizio del XIX secolo
La Danimarca si alleò con Napoleone, e l’alleanza le costò la Norvegia, che con il trattato di Kiel divenne territorio svedese.
1820
Con il suo esperimento, Hans Christian Ørsted osservò per la prima volta l’interazione elettromagnetica.
1835
Hans Christian Andersen pubblicò le sue Fiabe, da I vestiti nuovi dell’imperatore a La sirenetta e Il brutto anatroccolo; il 2 aprile, giorno del suo compleanno, si celebra oggi la Giornata internazionale del libro per bambini.
1849
Il 5 giugno la Danimarca si diede la propria Costituzione e divenne una monarchia costituzionale.
1864
Austria e Prussia dichiararono guerra alla Danimarca, che uscendone sconfitta dovette cedere loro lo Schleswig e l’Holstein.
1884
Il medico Hans Christian Gram mise a punto la tecnica che permette di classificare i batteri in Gram-positivi e Gram-negativi.
1896
Viggo Jensen vinse il sollevamento pesi ai Giochi olimpici di Atene: fu il primo campione olimpico danese e la prima medaglia del Paese.
1898
L’ingegnere Valdemar Poulsen inventò il registratore a filo, un dispositivo capace di registrare i suoni su un filo d’acciaio.
1901
La Danimarca divenne una monarchia parlamentare.
1903
Niels Ryberg Finsen ricevette il Premio Nobel per la medicina per i suoi studi sull’uso della luce solare nelle lesioni causate da patologie dermatologiche.
1909
Il chimico Søren Sørensen introdusse la scala di misura del pH, e quindi dell’acidità.
1913
Niels Bohr sviluppò il primo modello dell’atomo e contribuì alla teoria dei quanti.
1914–1918
Con lo scoppio della prima guerra mondiale la Danimarca si dichiarò neutrale; dopo il conflitto le fu restituita parte dello Schleswig attraverso un referendum popolare.
1940–1945
La Danimarca venne invasa dalla Germania il 9 aprile 1940, benché si fosse dichiarata neutrale. Durante l’occupazione si oppose alle politiche razziali naziste in modi singolari ma efficaci, e insieme all’Albania fu l’unica nazione a impedire le deportazioni degli ebrei mettendoli in salvo.
1944
Johannes Vilhelm Jensen ricevette il Premio Nobel per la letteratura.
1958
Il 28 gennaio vennero inventati i celebri mattoncini, prodotti dall’azienda fondata nel 1916 da Ole Kirk Christiansen.
1973
Il 1º gennaio la Danimarca entrò nella Comunità europea; lo stesso anno divenne il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge ambientale e istituì il Sistema Sanitario Nazionale universale.
2000
Un referendum tenuto a settembre respinse l’adozione della moneta unica: la Danimarca ha mantenuto la corona, agganciata all’euro attraverso gli accordi europei di cambio.
2015
Il 2 settembre Andreas Mogensen divenne il primo danese ad andare nello spazio; il primo satellite del Paese, Ørsted, era stato lanciato il 23 febbraio 1999.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it), Denmark (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
La maggioranza degli abitanti è di ceppo scandinavo, con presenze faroesi, gruppi di inuit provenienti dalla Groenlandia e immigrati da molte altre zone, in buona parte dal Medio Oriente e dall’Asia meridionale. Gli immigrati e i loro discendenti sono circa il dieci per cento della popolazione totale.
La popolazione non è distribuita uniformemente: la parte di territorio a est del Grande Belt è meno di un quarto della superficie complessiva, ma vi risiede il 45 per cento degli abitanti, con una densità di gran lunga superiore a quella della metà occidentale del Paese. La maggior parte della popolazione è concentrata nella capitale Copenaghen, seguita da Aarhus, Aalborg e Odense.
L’aspettativa media di vita è di 81 anni, con una leggera prevalenza delle donne sugli uomini; il tasso di alfabetizzazione è del 98 per cento e quello di fertilità di 1,5 figli per donna. La Danimarca ha politiche molto severe in materia di immigrazione: dal 2002 vige la cosiddetta regola dei 24 anni, che consente il matrimonio con stranieri solo se entrambi i coniugi hanno superato quell’età e soddisfano condizioni rigorose, e nel 2019 le domande di asilo hanno raggiunto il livello più basso dal 2008.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel Paese si parla comunemente il danese, mentre un piccolo gruppo di persone vicino al confine con la Germania parla anche il tedesco. Il primo libro mai scritto in danese è la Rimkrønike, stampata nel 1495 da Govert Van Ghemen.
La lingua straniera più conosciuta è l’inglese, studiatissima soprattutto nelle città maggiori e fra i giovani, che a scuola imparano almeno due lingue straniere. Alla diffusione dell’inglese contribuisce anche un’abitudine tutta danese: i film e i programmi televisivi d’importazione non vengono doppiati, ma soltanto sottotitolati.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La costituzione danese sancisce come religione di Stato quella evangelico-luterana, conosciuta anche come Chiesa di Danimarca o Chiesa del popolo danese. Lo Stato garantisce comunque la libertà religiosa, e accanto alla confessione ufficiale sono praticati il cattolicesimo, l’ebraismo e l’islam.
Fra le nazioni occupate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, la Danimarca ha il primato di essersi opposta per prima alle politiche razziste del regime e di aver protetto dalle deportazioni la stragrande maggioranza dei propri concittadini ebrei, allora oltre ottomila persone: un’operazione clandestina di salvataggio li fece trasportare, nell’ottobre del 1943, nella vicina Svezia neutrale. L’interesse della monarchia per i cinquecento ebrei danesi catturati e deportati a Theresienstadt permise di salvare anche la maggior parte di loro.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Danimarca ha un’economia mista sviluppata, classificata come ad alto reddito, fra le più libere del mondo secondo gli indici di libertà economica. Era un tempo un Paese prevalentemente agricolo, ma dal 1945 ha ampliato enormemente la base industriale e il settore dei servizi: nel 2017 i servizi valevano circa il 75 per cento del prodotto interno lordo, la manifattura il quindici per cento e l’agricoltura meno del due.
I settori principali sono le turbine eoliche, i farmaci, le apparecchiature medicali, i macchinari, la lavorazione degli alimenti e le costruzioni; fra le principali voci d’esportazione ci sono proprio le turbine eoliche, i medicinali, la carne, i latticini, il pesce, i mobili e il design. La Danimarca è esportatrice netta sia di cibo sia di energia, e il surplus della bilancia dei pagamenti l’ha trasformata da Paese debitore a Paese creditore netto.
Il mercato del lavoro segue il modello nordico e il principio della cosiddetta flexicurity: i datori di lavoro possono assumere e licenziare con grande libertà, ma i sussidi di disoccupazione sono relativamente alti. I danesi lavorano in media 1394 ore l’anno, il 22 per cento in meno della media dei Paesi avanzati, e il 94 per cento si dichiara soddisfatto delle proprie condizioni di lavoro. La valuta nazionale è la corona, agganciata all’euro attraverso gli accordi europei di cambio: un referendum del settembre 2000 ha respinto l’adozione della moneta unica.
Sintesi · Fonte: Denmark (Wikipedia, en), Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Danimarca è una monarchia parlamentare e il capo dello Stato è il re Federico X. Il potere esecutivo viene esercitato in nome del monarca dal Ministro di Stato e dagli altri ministri; il Consiglio dei ministri e il ministro di Stato costituiscono il Governo, che risponde al Folketing.
Il Folketing è l’assemblea legislativa monocamerale, tradizionalmente considerata l’organo supremo: può legiferare su qualsiasi materia e non è vincolato alle decisioni dei suoi predecessori. Si compone di 179 membri, con soglia di sbarramento al due per cento, e viene rinnovato ogni quattro anni, salvo elezioni anticipate indette dal primo ministro. Il sistema elettorale proporzionale genera un sistema multipartitico che rende necessarie le coalizioni: dal dopoguerra sono stati frequenti i governi di minoranza, retti da appoggi parlamentari instabili.
La Danimarca è suddivisa in cinque regioni, create il 1º gennaio 2007 in sostituzione delle tredici contee tradizionali, e in 98 comuni, nati dalla fusione dei precedenti 270. La competenza più importante affidata ai comuni è la cura del servizio sanitario nazionale; alle regioni, a differenza delle vecchie contee, non è consentito riscuotere tasse.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Castello e fortezza

Palazzo

Palazzo

Museo

Castello e fortezza

Luogo di culto

Museo

Museo

Palazzo

Luogo di culto

Luogo di culto

Palazzo

Sito archeologico

Museo

Museo

Museo

Museo

Museo

Palazzo

Palazzo

Museo

Museo

Luogo di culto

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Castello e fortezza

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

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Castello e fortezza
Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

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Quasi tutte le foreste temperate primigenie della Danimarca sono state distrutte o frammentate, soprattutto per fare spazio all’agricoltura nel corso degli ultimi millenni, e la deforestazione ha lasciato ampie distese di brughiera e rovinosi spostamenti di sabbia. Esistono però diversi boschi di ricrescita e oggi il 12,9 per cento del territorio è di nuovo forestato: l’albero più diffuso è l’abete rosso, importante anche per la produzione degli alberi di Natale.
I caprioli occupano le campagne in numero crescente, mentre i cervi nobili dalle grandi corna si trovano nei boschi radi dello Jutland; fra i mammiferi minori ci sono la puzzola, la lepre e il riccio. Circa quattrocento specie di uccelli popolano il Paese e circa centosessanta vi nidificano. Nelle acque danesi vivono popolazioni in buona salute di focene, un numero crescente di pinnipedi e, occasionalmente, balene, comprese balenottere azzurre e orche; merluzzo, aringa e platessa sono abbondanti e sostengono una grande industria della pesca.
Sul fronte ambientale la Danimarca ha avuto storicamente un atteggiamento d’avanguardia: ha istituito un Ministero dell’ambiente nel 1971 ed è stata il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge ambientale, nel 1973. È in testa alla classifica dell’indice sulle politiche climatiche dal 2020 e nel dicembre 2020 ha smesso di rilasciare nuove licenze per l’estrazione di petrolio e gas.
Sintesi · Fonte: Denmark (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 1 km²

Parco nazionale
Superficie 244 km²

Parco nazionale
Superficie 180 km²

Parco nazionale
Superficie 263 km²

Parco nazionale
La cucina danese, come quella degli altri Paesi scandinavi e del nord della Germania, è tradizionalmente abbastanza pesante e ricca di grassi: discende direttamente dalle passate abitudini agricole del Paese, dalla sua geografia e dal clima fatto di inverni lunghi e freddi.
Fra i piatti di carne, quasi sempre di maiale, ci sono il flæskesteg, l’arrosto con la cotenna, lo stegt flæsk og persillesovs, una fetta di lombo con la cotenna fritta servita con patate lesse e salsa al prezzemolo, e le frikadeller, polpette fritte accompagnate da patate e intingoli. Fra quelli di pesce ci sono lo stjerneskud, letteralmente «stella cadente», un filetto di platessa impanato e fritto, e il merluzzo bollito con salsa alla senape. Le patate sono quasi sempre in tavola, e la remoulade, una salsa simile alla maionese con sottaceti, accompagna patate fritte, pesce fritto e salumi.
Tipico della cucina danese è il rugbrød, un pane nero ricchissimo di fibre che costituisce la base dello smørrebrød, il pranzo tipico del Paese. La vigilia di Natale si mangiano l’arrosto di maiale e quello d’anatra, e come dessert il risalamande, un budino freddo di riso cotto nel latte con vaniglia, mandorle tritate e panna montata: la tradizione vuole che vi si nasconda una sola mandorla intera, e chi la trova riceve un piccolo dono, il mandelgave.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La festa per il giorno più corto dell’anno coincide all’incirca con il Natale, chiamato in danese jul, e oggi i festeggiamenti si concentrano alla vigilia, il 24 dicembre. La parola scandinava jól è plurale e indica chiaramente come nella cultura precristiana in quel periodo si svolgessero più feste diverse: la conversione al cristianesimo aggiunse il Natale alle usanze locali e la vecchia denominazione passò a indicare anche la nuova festa, tanto che i tentativi della Chiesa di sostituirla con Kristmesse non ebbero successo.
Al giorno più lungo corrisponde invece la festa di mezza estate, conosciuta in Danimarca come Sankthansaften, la notte di san Giovanni: anche le sue origini risalgono a epoche precristiane.
Il folclore danese ha creature tutte sue, come i Valravn, uccelli mitologici che compaiono nei canti popolari, e l’Helhest, un leggendario cavallo a tre zampe. Nel 2006 e 2007 il Ministero della cultura danese ha redatto un canone nazionale, che raccoglie le opere più importanti del Paese in ogni arte e tecnica.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nella musica classica il contributo maggiore venne da Cristiano IV, che nei primi decenni del XVII secolo trasformò la propria corte in uno dei centri musicali più importanti d’Europa. I maggiori esponenti danesi sono Niels Gade, considerato il fondatore della scuola musicale nazionale, e Carl Nielsen, esponente del nazionalismo musicale; fra i preromantici c’è il pianista e compositore Friedrich Kuhlau.
Nella musica pop il Paese è noto per una scena vivace, da cui sono emersi gli Aqua, celebri soprattutto per Barbie Girl del 1997, Whigfield, i Michael Learns to Rock, i Mew e Anders Trentemoller. Anche il batterista dei Metallica, Lars Ulrich, è danese, così come il cantante King Diamond; nel metal ci sono poi i Volbeat, i Mercyful Fate e i Myrkur, e nel neofolk gli Heilung.
Lo strumento a fiato tipico della tradizione danese è il lur, mentre fra le danze originarie del Paese c’è la cochinchine.
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Le prime manifestazioni scultoree danesi risalgono al XII secolo e sono conservate nella cattedrale romanica di Ribe, mentre al periodo gotico appartengono le pale del pittore Claus Berg, nella chiesa francescana di Odense. Il Rinascimento arrivò importato dai Paesi Bassi e dalla Germania; nel Settecento l’avvenimento più importante fu la fondazione della scuola di ceramica a Copenaghen, accanto all’attività dello scultore neoclassico Bertel Thorvaldsen e dei pittori Nikolaj Abildgaard e Carl Gustav Pilo.
Nel XIX secolo si misero in evidenza il neoclassico Christoffer Wilhelm Eckersberg e Anna Ancher, esponente dei Pittori di Skagen, mentre l’impressionismo si affermò con Peder Severin Krøyer; a inizio del XX secolo spicca Wilhelm Hammershøi, e più tardi l’adesione di artisti come Carl-Henning Pedersen al gruppo CO.BR.A.
Il contributo danese più riconoscibile nel mondo resta però quello del design e dell’architettura. Il più famoso architetto danese è stato probabilmente Jørn Utzon, che disegnò il Teatro dell’opera di Sydney; accanto a lui ci sono Børge Mogensen, Hans Wegner e Arne Jacobsen, mentre per le arti applicate sono celebri gli oggetti in argento di Georg Jensen e le porcellane della Royal Copenhagen.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Alle origini della letteratura danese ci sono le opere in latino dell’arcivescovo Anders Sunnesøn e le Folkeviser, ballate popolari ispirate a fatti di vita quotidiana, raccolte e pubblicate solo nel 1591. Nel Settecento Ludvig Holberg si impone come il vero padre della letteratura nazionale, mentre nel XIX secolo trionfa il romanticismo, il cui massimo rappresentante è Nicolai Frederik Severin Grundtvig.
Il danese più conosciuto al mondo è però un personaggio di fantasia: Amleto, che dà il titolo alla tragedia di William Shakespeare ambientata nell’autentico castello di Kronborg a Helsingør, ispirata all’antico mito danese del principe vichingo Amled dello Jutland. Accanto a lui c’è Hans Christian Andersen, celebre per le sue Fiabe del 1835, da I vestiti nuovi dell’imperatore a La sirenetta e Il brutto anatroccolo.
Due scrittori danesi hanno vinto il Premio Nobel per la letteratura, Henrik Pontoppidan e Johannes Vilhelm Jensen; molto noti sono anche Karen Blixen e Peter Høeg, autore del Senso di Smilla per la neve. In filosofia la figura centrale è Søren Kierkegaard, cui si attribuisce una sorta di fondazione dell’esistenzialismo con opere come Aut-Aut e Timore e tremore.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Danimarca vanta una lunga tradizione cinematografica: la Nordisk Film Kompagni fu fondata nel 1906 e l’epoca precedente alla prima guerra mondiale è considerata il periodo d’oro del cinema danese. Tre film danesi hanno vinto l’Oscar al miglior film straniero, il primo dei quali fu Il pranzo di Babette, di Gabriel Axel, nel 1988.
Probabilmente il più grande regista danese di tutti i tempi è stato Carl Theodor Dreyer, autore fra l’altro di Ordet - La parola; fra i contemporanei ci sono Lars von Trier, Nicolas Winding Refn, Bille August, Thomas Vinterberg e Susanne Bier. Il Paese ha dato inoltre molti attori di fama internazionale, da Asta Nielsen, stella del muto, a Mads Mikkelsen, Viggo Mortensen e Nikolaj Coster-Waldau.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più popolare in Danimarca è il calcio. Lo stadio principale è il Parken Stadium di Copenaghen, dove giocano la nazionale e l’FC Copenaghen. La scuola calcistica danese ha espresso giocatori di livello mondiale come Michael Laudrup, inserito nella lista dei migliori calciatori del XX secolo, Peter Schmeichel, Brian Laudrup e Christian Eriksen. L’impresa più celebre resta l’Europeo del 1992, vinto in Svezia contro ogni pronostico da una squadra che non si era nemmeno qualificata ed era stata ripescata.
Molto praticato è anche il ciclismo, favorito dalla conformazione pianeggiante del territorio: Copenaghen è soprannominata «la città dei ciclisti» per la diffusione del mezzo e le numerosissime piste ciclabili. Jonas Vingegaard ha vinto il Tour de France nel 2022 e nel 2023 e il Giro d’Italia nel 2026.
La lunga linea costiera offre ottime opportunità per la vela e gli sport acquatici, mentre i lunghi inverni hanno reso popolari le discipline al coperto come il badminton, la pallamano e la ginnastica. Il primo campione olimpico danese, e la prima medaglia del Paese, fu Viggo Jensen nel sollevamento pesi ai Giochi di Atene 1896.
Sintesi · Fonte: Danimarca (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Record
La Danimarca è l’unico Paese non insulare del mondo ad avere la capitale su un’isola invece che sul continente.
Fonte: Danimarca (Wikipedia, it)
Geografia
La Danimarca è composta dalla penisola dello Jutland e da 443 isole abbastanza grandi da avere un nome, delle quali settantadue abitate.
Fonte: Danimarca (Wikipedia, it)
Record
Essere spezzettata su tante isole dà alla Danimarca una linea costiera di 7314 chilometri: un cerchio di pari superficie avrebbe una circonferenza di soli 742 chilometri.
Fonte: Danimarca (Wikipedia, it)
Record
Nessun luogo della Danimarca dista più di 52 chilometri dalla costa più vicina.
Fonte: Danimarca (Wikipedia, it)
Geografia
La superficie terrestre della Danimarca non può essere misurata con precisione, perché il mare erode di continuo alcune parti della costa e ne aggiunge altre.
Fonte: Danimarca (Wikipedia, it)
Geografia
Sulla costa sud-occidentale dello Jutland la marea oscilla fra uno e due metri, e la linea costiera si sposta avanti e indietro anche di dieci chilometri.
Fonte: Danimarca (Wikipedia, it)
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