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La Polonia, ufficialmente Repubblica di Polonia, è uno Stato dell’Europa centrale affacciato a nord sul mar Baltico. Ha una superficie di 312 696 chilometri quadrati e una popolazione di 38 036 118 abitanti; la capitale e città principale è Varsavia.
Confina a ovest con la Germania, a sud con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, a est con l’Ucraina e la Bielorussia, a nord-est con la Lituania e con l’exclave russa di Kaliningrad: sette Stati confinanti, uno dei totali più alti d’Europa. È il nono Paese europeo per estensione e l’ottavo per popolazione.
Lo Stato polacco ha una storia lunga più di un millennio: fu una delle maggiori potenze del continente nel XVI secolo e cessò poi di esistere per 123 anni, diviso fra Russia, Austria e Prussia. Riguadagnata l’indipendenza nel 1918 e uscita devastata dalla seconda guerra mondiale, restò fino al 1989 nell’orbita sovietica. È entrata nella NATO il 12 marzo 1999 e nell’Unione europea il 1º maggio 2004.
Sintesi · Fonte: Polonia (Wikipedia, it), Polen (Wikipedia, de) · CC BY-SA 4.0
Il territorio polacco si presenta di forma quadrangolare, con una estesa pianura a nord, un’area collinare al centro e i rilievi a sud. Il bassopiano settentrionale, continuazione di quello germanico, riguarda quasi la metà della superficie: è modellato dagli espandimenti glaciali dello scudo scandinavo, che vi hanno depositato una coltre morenica ciottolosa e sabbiosa, ed è disseminato da oltre novemila piccoli laghi.
La fascia mediana collinare è un altopiano fra i 400 e i 500 metri, spesso ricoperto da loess e ricco di giacimenti minerari e carboniferi. A sud si levano i Sudeti, dalle forme morbide, che culminano con lo Sněžka a 1602 metri, e i Beschidi, appartenenti all’arco carpatico, più aspri e con la Babia Góra a 1725 metri. Il solo massiccio di alta montagna è la Tatra, al confine con la Slovacchia: vi si trovano tutti i circa settanta vertici polacchi oltre i duemila metri, e con 2499 metri la cima più alta del Paese.
La rete idrografica defluisce quasi interamente nel Baltico e si divide in due bacini principali: quello della Vistola, il maggior corso d’acqua nazionale, e quello dell’Oder, che nasce in territorio polacco e raccoglie le acque della Warta e del Noteć. La costa baltica, lunga 528 chilometri, è in gran parte sabbiosa e modellata dalla deriva litoranea, che vi forma dune, falesie e lunghi cordoni come la penisola di Hel.
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Il clima polacco è temperato di transizione: qui l’aria secca del continente eurasiatico incontra l’aria umida dell’Atlantico. A nord e a ovest prevale un clima oceanico, a est e a sud-est uno spiccatamente continentale, con forti escursioni termiche stagionali, estati brevi e fresche e inverni rigidi, con la neve al suolo per tre o quattro mesi l’anno.
Il mese più caldo è luglio, con medie fra 16 e 19 °C; sulle cime della Tatra e dei Sudeti la media scende a 9 °C, mentre in Polonia centrale sale a 18 °C. Il mese più freddo è gennaio, e le gelate si registrano da novembre a marzo: venticinque giorni in media lungo la costa, fino a sessantacinque nel nord-est.
Le precipitazioni sono scarse nel bassopiano e aumentano verso sud, raggiungendo il massimo in estate: nella Tatra si toccano 1700 millimetri all’anno, mentre a nord di Varsavia si scende talvolta a 500. La neve cade una trentina di giorni nell’area dell’Oder e fino a centodieci giorni nei Carpazi; in montagna resta al suolo duecento giorni o più.
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Stato attuale dal 1918
VIII secolo a.C.
L’insediamento palafitticolo di Biskupin, abitato da più di mille persone, fu fondato sulle rive di un lago da comunità preistoriche della prima età del ferro.
IV–I secolo a.C.
Le terre polacche furono abitate dai Celti nella Slesia e nella parte occidentale; nello stesso periodo comparvero anche i Germani. A partire dal V e VI secolo d.C. entrambi i popoli vennero assorbiti dalle popolazioni slave occidentali.
metà del X secolo
L’antico Regno polacco cominciò a prendere forma unitaria sotto la dinastia dei Piast e in particolare sotto Mieszko, primo sovrano storicamente documentato, che aveva il suo palazzo su un’isola della Warta a Poznań.
966
Riunita intorno alla rocca di Gniezno una prima comunità nazionale, venne scelta l’insegna che è ancora oggi quella della Repubblica: un’aquila d’argento su sfondo rosso. Mieszko si convertì poi al cristianesimo, anche per godere della protezione della Chiesa ed evitare la colonizzazione germanica.
XII secolo
La Polonia si divise in molti piccoli stati, indeboliti al punto che nel 1241 vennero depredati dalle armate mongole dell’Orda d’Oro.
1364
Il re Casimiro il Grande fondò a Cracovia la più antica università della Polonia, seconda per anzianità in Europa centrale e prima ad avere una cattedra autonoma di matematica e astronomia.
1415
Il rettore dell’ateneo di Cracovia, uno dei più importanti giuristi internazionali del suo tempo, sostenne al concilio di Costanza che i popoli pagani avessero diritto a un proprio Stato e non potessero essere cristianizzati con la spada.
1518
La principessa italiana Bona Sforza d’Aragona divenne la seconda moglie del re Sigismondo I il Vecchio: diede alla luce tre future regine e il futuro re Sigismondo Augusto, e contribuì a legare la corte polacca alla cultura italiana.
1543
Niccolò Copernico, che a Cracovia aveva acquisito gli strumenti matematici e astronomici della sua formazione, espose nel De revolutionibus orbium coelestium la teoria eliocentrica, dando un contributo decisivo alla nascita dell’astronomia moderna.
1569
L’unione fra Polonia e Lituania diede vita alla Confederazione polacco-lituana. Grazie anche alle vittorie contro la Russia, nel XVI secolo la Confederazione si impose come una delle maggiori potenze europee.
1655–1660
La Polonia perse contro la Svezia la seconda guerra del nord: ne seguì il periodo devastante noto come Potop, il «diluvio», concluso con la pace di Oliva.
XVIII secolo
L’elettività del sovrano e il principio del liberum veto nella camera dei deputati fecero svanire il potere centrale, portando le istituzioni a un punto morto e indebolendo la nazione di fronte ad Austria, Prussia e Russia.
1772, 1793 e 1795
Il processo di riforme provocò l’intervento esterno e una serie di spartizioni fra Austria, Russia e Prussia: al termine la Polonia venne completamente cancellata dalle carte geografiche, per 123 anni.
1791
Il movimento nazionale ispirato dall’Illuminismo produsse la prima costituzione scritta d’Europa, ancora festeggiata il 3 maggio.
1807–1815
Napoleone creò in territorio polacco uno Stato dipendente dalla Francia; dopo le guerre napoleoniche nacque il Regno di Polonia detto «Polonia del Congresso», governato dallo zar russo e presto privato delle sue libertà.
1903 e 1911
La scienziata polacca ricevette il Premio Nobel per la fisica per i suoi studi sulle radiazioni e poi quello per la chimica per la scoperta del radio e del polonio: quest’ultimo elemento fu battezzato così in onore della sua terra natale.
1918
Poco dopo la capitolazione della Germania, la Polonia riguadagnò l’indipendenza come Seconda Repubblica di Polonia.
1920
Nella guerra contro la Russia bolscevica l’Armata Rossa giunse alle porte di Varsavia, ma la Polonia ribaltò le sorti del conflitto in una delle battaglie più decisive della storia, definita dai giornali dell’epoca «il miracolo della Vistola». Il trattato di Riga del 1921 fissò le frontiere orientali.
1939
Le ostilità iniziarono il 1º settembre con l’aggressione tedesca; il 17 settembre l’esercito polacco fu attaccato anche da est dall’Armata Rossa, senza alcuna dichiarazione di guerra. Il territorio venne spartito fra i due aggressori sulla base del patto Molotov-Ribbentrop.
1940–1945
Fra tutte le nazioni coinvolte nella guerra la Polonia perse la percentuale maggiore di cittadini: circa 5,5 milioni di persone. Lo stato maggiore venne eliminato dai sovietici nel massacro di Katyn’ e centomila civili furono deportati nei gulag; l’azione più importante della resistenza fu la rivolta di Varsavia del 1944.
1945
Le frontiere furono spinte verso occidente, alla linea Curzon a est e alla linea Oder-Neisse a ovest: la Polonia perse 188 000 chilometri quadrati a favore dell’Unione Sovietica e ne guadagnò 122 000 a spese della Germania, con la migrazione di milioni di persone.
1952
Dopo la svolta stalinista del 1948 venne ufficialmente proclamata la Repubblica Popolare di Polonia. Nel 1956, dopo la rivolta di Poznań, il regime divenne meno oppressivo.
1978
Il cardinale arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyła venne eletto papa: era il primo polacco ad assumere questa carica. Lo stesso anno Mirosław Hermaszewski divenne il primo polacco ad andare nello spazio.
1980–1981
Gli scioperi dei lavoratori portarono alla formazione del sindacato indipendente Solidarność, che divenne presto una forza politica. Temendo un intervento sovietico, nel dicembre 1981 il generale Wojciech Jaruzelski impose la legge marziale, sospese il sindacato e fece arrestare Lech Wałęsa.
1989–1990
Solidarność fu legalmente riconosciuta e vinse le elezioni parlamentari; nel 1990 Lech Wałęsa divenne il primo presidente eletto e vennero riconosciuti diversi diritti civili e umani.
1999 e 2004
Il 12 marzo 1999 la Polonia venne ammessa alla NATO. L’8 giugno 2003 il 77,4 per cento dei polacchi approvò per referendum l’adesione all’Unione europea, che divenne effettiva il 1º maggio 2004.
2010
Il 10 aprile il presidente Lech Kaczyński, insieme alla moglie e a gran parte della classe dirigente polacca, morì in un incidente aereo avvenuto in Russia.
2023
Dopo le elezioni parlamentari il partito più votato non raggiunse la maggioranza; il 13 dicembre Donald Tusk divenne Presidente del Consiglio dei Ministri per la terza volta, diventando la persona rimasta più a lungo alla guida del governo polacco.
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Il Paese ha 37,78 milioni di abitanti ed è oggi etnicamente molto omogeneo: il 96,74 per cento si dichiara polacco, il 1,25 per cento indica un’altra nazionalità e il 2,03 per cento non ne dichiara alcuna. Questa omogeneità è un esito della seconda guerra mondiale, dello sterminio degli ebrei polacchi e dei giganteschi spostamenti di popolazione che seguirono la nuova collocazione dei confini.
Le minoranze etniche ufficialmente riconosciute comprendono casciubi, tedeschi, ucraini e bielorussi; vi sono poi cechi, slovacchi, armeni, ruteni e rom. Due popoli slavi occidentali molto vicini ai polacchi, i casciubi e gli slesiani, sono considerati «gruppi regionali». Un caso a sé è quello dei tatari polacchi, o tatari di Lipka, giunti fra il XV e il XVI secolo, di religione islamica e di lingua polacca. Dal 2022 la presenza ucraina è cresciuta ulteriormente a causa della guerra fra Russia e Ucraina.
Nel 2023 il 60 per cento dei polacchi viveva in città. Secondo l’ufficio statistico centrale nel 2016 le città erano 919, di cui una quarantina con più di centomila abitanti; Varsavia, la più popolosa, aveva quasi duemila volte gli abitanti della più piccola.
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La lingua ufficiale è il polacco, appartenente al ceppo delle lingue slave. Nel Voivodato della Pomerania oltre cinquantamila persone parlano il casciubo, una lingua slava affine ma distinta dal polacco; esistono inoltre minoranze linguistiche tedesche, ucraine, bielorusse e russe.
La Polonia è anche la patria dell’esperanto: il linguista Ludwik Lejzer Zamenhof lo presentò il 26 luglio 1887 con la pubblicazione dell’Unua libro, il primo libro nella nuova lingua. È la più parlata e diffusa fra le lingue pianificate, e in Polonia è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità.
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Per secoli la Polonia è stata una nazione a stragrande maggioranza cattolica, e molti polacchi considerano il cattolicesimo parte dell’identità nazionale: è anche un tratto che li distingue dai vicini tedeschi, a maggioranza luterana, e dalla Bielorussia, a maggioranza ortodossa. La Chiesa cattolica stima che il 45,8 per cento dei polacchi frequenti regolarmente la messa domenicale, con quote molto più alte nelle aree rurali che in quelle urbane.
Nel 1978 l’arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyła fu eletto al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II: era il primo polacco ad assumere questa carica. Accanto ai cattolici vivono minoranze ortodosse, circa 500 000 persone, e protestanti, circa 100 000.
La storica comunità ebraica è invece ridotta ai minimi termini: nel 1939 vi erano 3 250 000 ebrei in Polonia, quasi il dieci per cento della popolazione, ma solo 100 000 sopravvissero alla Shoah e molti emigrarono nel dopoguerra. Il Paese ospita anche una delle comunità sunnite più antiche d’Europa, quella dei tatari polacchi, con moschee storiche a Kruszyniany e a Bohoniki.
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Da quando è tornata la democrazia la Polonia ha perseguito una politica di liberalizzazione dell’economia ed è considerata uno degli esempi più riusciti di transizione da un’economia socialista a un’economia di mercato. La privatizzazione delle piccole e medie imprese statali e una legge liberale sulla costituzione di nuove ditte hanno permesso il rapido sviluppo del settore privato.
La transizione non fu però indolore: un programma di terapia shock causò il crollo dell’economia nei primi anni novanta, ma la Polonia fu poi il primo fra i Paesi post-comunisti a recuperare sul prodotto interno lordo. Nel 2010 ha superato i Paesi Bassi diventando la sesta economia europea ed è stata l’unico Stato membro dell’Unione europea a non entrare in recessione durante la crisi mondiale del 2008.
Il Paese ha un ampio settore agricolo di aziende private ed è il principale produttore di alimenti dell’Unione europea. È anche lo Stato che beneficia maggiormente dei fondi strutturali europei: 102 miliardi di euro nel settennio 2007-2013 e 106 miliardi nel periodo 2014-2020, risorse che hanno sostenuto infrastrutture, occupazione ed export. Pur essendo membro dell’Unione dal 2004, la Polonia continua a usare la propria valuta, lo złoty.
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La Polonia è una repubblica parlamentare e la sua costituzione attuale è in vigore dal 1997. Il potere legislativo è esercitato dal Sejm, che conta 460 componenti, e dal Senato, che ne ha 100: insieme formano l’Assemblea nazionale. Entrambe le camere sono rinnovate ogni quattro anni e, salvo le liste delle minoranze etniche, solo i partiti che superano il cinque per cento accedono alla ripartizione dei seggi.
Il potere esecutivo spetta al presidente del consiglio e al Consiglio dei ministri, che deve ottenere la fiducia della camera; il Presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto ogni cinque anni, nomina il capo del governo e i ministri e si occupa di politica estera e difesa. Il potere giudiziario fa capo alla Corte suprema e al Tribunale Costituzionale, composto da quindici giudici con mandato di nove anni. Il Sejm nomina inoltre il Difensore per i Diritti dei Cittadini.
Il territorio è suddiviso in sedici voivodati, a loro volta divisi in 379 distretti e in 2479 comuni. Dopo le elezioni parlamentari del 2023 Donald Tusk è diventato Presidente del Consiglio dei Ministri per la terza volta, mentre dal 2025 il presidente della Repubblica è Karol Tadeusz Nawrocki.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale1.862.402 abitanti
Voivodato della Masovia

804.237 abitanti
Voivodato della Piccola Polonia

9.792 abitanti
Gmina Łobez

487.834 abitanti
Voivodato della Pomerania

278.090 abitanti
Voivodato della Slesia

673.531 abitanti
Voivodato della Bassa Slesia

387.700 abitanti
Voivodato della Pomerania Occidentale

546.859 abitanti
Voivodato della Grande Polonia
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La Polonia ha il più alto numero di specie animali e vegetali dell’Unione europea, e insieme anche il più alto numero di specie minacciate. Vi sopravvivono animali scomparsi da altre parti d’Europa: il bisonte europeo nella foresta di Białowieża e in Podlachia, l’orso bruno nella Tatra e nei Carpazi, il lupo e la lince nelle grandi aree boscose, l’alce nel nord e il castoro in Masuria.
I boschi coprono circa il 29,2 per cento del territorio e la superficie forestale continua a crescere grazie ai rimboschimenti; dominano pini e faggi, con abeti verso nord-est e boschi misti di querce e abeti bianchi sui monti meridionali. A est sopravvivono lembi di foresta primaria mai disboscata, come quella di Białowieża.
Le aree protette comprendono 23 parchi nazionali, che coprono poco più dell’uno per cento del territorio: è uno dei numeri più alti d’Europa. Il più visitato è il parco nazionale della Tatra, con oltre tre milioni di ingressi registrati ogni anno, mentre il più antico è quello di Białowieża, fondato nel 1923 al confine con la Bielorussia. La Polonia è inoltre il principale territorio di nidificazione degli uccelli migratori europei: vi si riproduce circa un quarto di quelli che raggiungono l’Europa in estate.
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Parco nazionale
Superficie 105 km²

Parco nazionale
Superficie 186 km²

Parco nazionale
Superficie 21.164 km²

Parco nazionale
Superficie 292 km²

Parco nazionale
Superficie 592 km²

Parco nazionale
Superficie 109 km²

Parco nazionale
Superficie 34 km²

Parco nazionale
Superficie 2.146 km²

Parco nazionale
Superficie 385 km²

Parco nazionale
Superficie 98 km²

Parco nazionale
Superficie 2.346 km²

Parco nazionale
Superficie 151 km²
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Montagna
Altezza 2.655 m

Montagna
Altezza 2.654 m

Montagna
Lunghezza 300 km

Montagna
Altezza 1.603 m

Montagna
Altezza 2.501 m

Montagna
Superficie 631 km²

Montagna
Lunghezza 600 km

Montagna
Altezza 2.655 m

Montagna
Altezza 2.655 m

Montagna

Montagna
Altezza 1.405 m

Montagna
Altezza 612 m
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La cucina polacca è varia e stratificata: riflette insieme la cultura nobiliare e quella contadina del Paese, ed è il risultato della reinterpretazione delle influenze russa, tedesca, francese e italiana. L’ingrediente principale è la patata, ma sono celebri anche le carni di maiale affumicate e soprattutto le zuppe. Il pranzo, consumato nelle prime ore del pomeriggio, è il pasto principale della giornata.
Fra le minestre tradizionali ci sono il barszcz, a base di barbabietole, il żurek, di farina di segale acida, la ogórkowa, di cetrioli, e il kapuśniak, di cavoli. Il piatto nazionale più celebre è il bigos, uno stufato di carne, cavoli e crauti con prugne secche e spezie; molto amati sono anche i pierogi, ravioli ripieni di formaggio, funghi, frutta, cavoli o carne, i gołąbki, involtini di cavolo con carne e riso, e i pyzy, gnocchi di patate. La braciola di maiale impanata, il kotlet schabowy, è un classico della cena, spesso accompagnato dalla mizeria, l’insalata di cetrioli e panna acida che la leggenda vuole portata in Polonia da Bona Sforza.
Fra i prodotti tradizionali spiccano il formaggio di pecora oscypek dei gorali del Podhale e l’obwarzanek, la ciambella salata di Cracovia; anche il bagel, oggi popolarissimo in Nord America, è ricordato per la prima volta a Cracovia nel 1610. I dolci tipici comprendono il makowiec ai semi di papavero, il sernik di formaggio fresco e il piernik al miele e spezie. Fra le bevande, oltre al tè e al caffè, ci sono la birra, il kompot di frutta bollita e soprattutto la vodka, bevanda nazionale prodotta per la prima volta a Sandomierz nel 1405.
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Piatto

Piatto

Piatto

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Piatto

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Piatto

Piatto

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Le usanze polacche, custodite soprattutto nelle campagne, sono legate in gran parte al calendario religioso cattolico: la veglia della Wigilia e la messa notturna di Natale, le celebrazioni nei cimiteri per i defunti, i misteri rappresentati a Kalwaria Zebrzydowska, il giovedì grasso prima delle ceneri, le palme pasquali di Lipnica Murowana, la benedizione dei cibi del sabato santo e lo Śmigus-dyngus del lunedì successivo, quando ci si spruzza d’acqua.
Molti riti locali seguono invece il ciclo delle stagioni, come le ghirlande messe a galleggiare sull’acqua nella notte d’estate, l’affondamento del fantoccio della Marzanna che congeda l’inverno e il Lajkonik di Cracovia. Le feste della raccolta, le Dożynki, e i pellegrinaggi — a Częstochowa, a Kalwaria Zebrzydowska, al monte Sant’Anna — restano molto sentiti, accanto a quelli ortodossi e alle feste dei tatari musulmani di Bohoniki.
Nell’artigianato si distinguono le icone della Podlachia, gli intagli in legno, i merletti e i costumi tradizionali, in particolare quelli di Cracovia e dei gorali dei monti. Il villaggio di Zalipie, in Piccola Polonia, è famoso per le sue case interamente dipinte a fiori. Fra gli adulti, in Polonia, l’onomastico si festeggia più del compleanno, che resta soprattutto una ricorrenza dei bambini.
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La Polonia è la patria di Fryderyk Chopin, il compositore più rappresentativo della nazione e grande esponente della musica romantica: a lui è intitolato il Concorso pianistico internazionale che si svolge a Varsavia ogni cinque anni. Il padre dell’opera polacca è invece considerato Stanisław Moniuszko.
Fra gli altri compositori di rilievo ci sono Henryk Wieniawski e, a cavallo fra XIX e XX secolo, Ignacy Jan Paderewski e Karol Szymanowski, esponente della Giovane Polonia, oltre al pianista Arthur Rubinstein. Di importanza internazionale è anche la produzione contemporanea di Witold Lutosławski, Henryk Górecki e Krzysztof Penderecki.
Il panorama popolare è molto vario: dai cantautori come Marek Grechuta e Czesław Niemen a gruppi storici come Perfect, Republika e Lady Pank, fino a Edyta Górniak, Maryla Rodowicz e Sanah. La Polonia ha inoltre una scena metal di fama mondiale, dai Vader ai Behemoth, dai Decapitated a Graveland. Fra le forme musicali legate alla tradizione ci sono il klezmer ebraico, le mazurche, le polacche e i krakowiak.
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La corte reale polacca fu profondamente affascinata dalla cultura italiana, e il periodo aureo che va dal tardo gotico fino al primo barocco ha lasciato i monumenti più importanti del Paese. Il principe Sigismondo chiamò a Cracovia artisti e architetti fiorentini guidati da Francesco Fiorentino per ricostruire nello stile del rinascimento italiano il castello del Wawel, distrutto da un incendio nel 1499.
Il cortile ad arcate del Wawel e la cappella di Sigismondo, aggiunta alla cattedrale da Bartolommeo Berrecci e Bernardino Zanobi de Gianotis, sono considerati il capolavoro dell’architettura rinascimentale fiorentina fuori d’Italia, e furono imitati per tutto il regno. Gli architetti italiani e ticinesi adattarono il linguaggio rinascimentale al clima dell’Europa centrale, dando vita a uno stile polacco riconoscibile dall’attica ornamentale.
Nel barocco l’architetto più prolifico fu Tylman van Gameren, olandese di origine, che progettò centinaia di residenze in tutto il Paese; intorno alla nuova capitale Varsavia sorsero grandi palazzi in stile versagliese come il Wilanów. Nella pittura del XX secolo la figura polacca di maggiore notorietà internazionale è Tamara de Lempicka, esponente dell’Art déco.
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La letteratura polacca si afferma nel XVI secolo con la poetica religiosa di Jan Kochanowski. Nel XIX secolo sono i Tre Bardi del romanticismo a darle voce nazionale: Adam Mickiewicz, Juliusz Słowacki e Zygmunt Krasiński. Di Mickiewicz è il poema epico nazionale Pan Tadeusz, del 1834, mentre Henryk Sienkiewicz firma il romanzo storico Quo vadis? e ottiene il Premio Nobel per la letteratura nel 1905.
A cavallo fra i due secoli spicca lo scrittore polacco-britannico Joseph Conrad, precursore del modernismo e autore di Cuore di tenebra e Lord Jim. Il XX secolo è segnato dai temi delle due guerre mondiali, dalla prosa di Władysław Reymont, Nobel nel 1924, dalla poesia di Czesław Miłosz, Nobel nel 1980, e di Wisława Szymborska, Nobel nel 1996, oltre che dalle opere di Witold Gombrowicz.
La fantascienza filosofica trova in Stanisław Lem il suo maestro: il suo Solaris, del 1961, è stato tradotto in oltre trenta lingue. Nel XXI secolo si sono distinti Jacek Dukaj, primo scrittore polacco a vincere il Premio letterario dell’Unione europea, e Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la letteratura del 2018.
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Il cinema polacco ha dato alcuni fra i nomi più riconoscibili della regia europea. Andrzej Wajda ne è stato la figura di riferimento nel dopoguerra, mentre Krzysztof Kieślowski ha raggiunto un pubblico internazionale con un cinema di forte tensione morale.
Fra gli altri registi e attori polacchi di rilievo ci sono Krzysztof Zanussi, Agnieszka Holland, Roman Polański, Jerzy Skolimowski, Paweł Pawlikowski e Daniel Olbrychski.
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Lo sport nazionale è il calcio. La nazionale polacca si è qualificata otto volte alla fase finale dei mondiali, arrivando terza nel 1974 e nel 1982, e ha conquistato l’oro olimpico a Monaco nel 1972 e l’argento a Montréal nel 1976 e a Barcellona nel 1992. I suoi giocatori più celebri sono considerati Zbigniew Boniek, inserito nella lista FIFA 100, e Robert Lewandowski. Nel 2012 la Polonia ha ospitato con l’Ucraina la fase finale del Campionato europeo, per la quale sono stati costruiti quattro nuovi stadi a Varsavia, Danzica, Poznań e Breslavia.
Gli sport invernali hanno un ruolo importante e il salto con gli sci gode di grandissima popolarità: i trampolini per le competizioni internazionali si trovano a Zakopane, a Wisła e a Szczyrk, e fra i campioni figurano Adam Małysz e Kamil Stoch. Nello sci di fondo il nome più noto è quello di Justyna Kowalczyk.
La pallavolo è un’altra grande tradizione: a metà degli anni settanta la nazionale maschile fu l’unica a contendere all’Unione Sovietica il primato mondiale, vincendo sia il Mondiale sia l’Olimpiade, ed è tornata campione del mondo nel 2014 e nel 2018. Molto seguito è anche lo speedway, in polacco żużel, mentre nel tennis si sono affermati Agnieszka Radwańska, Iga Świątek e Hubert Hurkacz. La prima medaglia d’oro olimpica polacca fu vinta da Halina Konopacka nel lancio del disco ad Amsterdam nel 1928.
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Iscritto nel 1979

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Geografia
La Polonia confina con sette Stati: è uno dei Paesi europei con il maggior numero di vicini.
Fonte: Polen (Wikipedia, de)
Record
Con 312 696 chilometri quadrati la Polonia è il nono Paese più esteso d’Europa e l’ottavo per popolazione.
Fonte: Polen (Wikipedia, de)
Geografia
La cima più alta della Polonia raggiunge i 2499 metri nell’Alta Tatra, ed è una vetta secondaria del Rysy.
Fonte: Polen (Wikipedia, de)
Record
La Polonia ha circa settanta cime nominate sopra i duemila metri, e si trovano tutte nell’Alta Tatra o nella Tatra occidentale.
Fonte: Polen (Wikipedia, de)
Record
La Babia Góra, con 1725 metri, è il rilievo di media montagna più alto dell’Europa centrale.
Fonte: Polen (Wikipedia, de)
Geografia
Il punto più basso della Polonia si trova nel delta della Vistola, a Marzęcino, fino a 2,07 metri sotto il livello del mare.
Fonte: Polen (Wikipedia, de)
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