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La Romania è uno Stato dell’Europa centro-orientale, al confine con la penisola balcanica, membro dell’Unione europea e dell’ONU. Ha una superficie di 238 391 chilometri quadrati e una popolazione di 19 053 815 abitanti secondo il censimento del 2021.
È una repubblica semipresidenziale e la sua capitale è Bucarest. Confina a ovest con l’Ungheria e la Serbia, a sud con la Bulgaria, a est con il Mar Nero, la Moldavia e l’Ucraina e a nord nuovamente con l’Ucraina.
Dal 29 marzo 2004 la Romania fa parte della NATO e dal 1º gennaio 2007 dell’Unione europea, in cui è entrata insieme alla Bulgaria. La sua valuta è il leu romeno.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio romeno viene spesso definito «spazio carpato-danubiano-pontico» ed è suddiviso quasi equamente fra montagne, colline e pianure, ciascuna delle quali occupa circa un terzo della superficie.
La catena dei Carpazi si estende per oltre mille chilometri attraverso il centro del Paese, coprendo un’area di circa settantamila chilometri quadrati. Sono monti di bassa e media altitudine, con una base non più larga di cento chilometri, profondamente solcati da valli longitudinali e trasversali: la presenza di molti valichi ne ha fatto una barriera assai più debole rispetto ad altre catene europee. Una loro caratteristica particolare sono le numerose piattaforme erose, che formano altopiani a quote elevate, tanto che vi si trovano insediamenti permanenti oltre i 1200 metri. La vetta massima è il monte Moldoveanu, con 2544 metri.
Buona parte della frontiera con la Serbia e la Bulgaria è formata dal Danubio, che ha come affluente il fiume Prut, confine con la Repubblica di Moldavia; la foce del Danubio sul Mar Nero delimita anche il confine con l’Ucraina. Accanto al Danubio i fiumi più importanti sono il Mureș, l’Argeș, il Someș, il Siret e l’Olt.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Romania si trova nella fascia dei climi temperati continentali, con inverni freddi ed estati calde: le pianure del sud-est sono più secche e più piatte, quelle del nord-ovest più umide e ondulate, e questa differenza si riflette direttamente nella vegetazione.
La differenza di altitudine è però il fattore decisivo: fra le pianure danubiane e le vette dei Carpazi, che superano i 2500 metri, si passa da ambienti di steppa e di prateria a foreste di latifoglie, a foreste di conifere e infine alle praterie d’alta quota.
La costa del Mar Nero, all’estremità orientale del Paese, ha un regime più mite, che ha favorito la nascita delle stazioni balneari più frequentate della Romania.
Sintesi · Fonte: Roumanie (Wikipedia, fr), Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1330
II millennio a.C.
Il territorio dell’attuale Romania era abitato da tribù indoeuropee conosciute con il nome di Traci; dal VI secolo a.C. nella regione del Danubio sono segnalati i Geti, mentre i Daci erano attestati in Transilvania.
82–44 a.C.
Sotto il primo re geto-dacico lo Stato si estendeva dai Carpazi boschivi a nord ai Balcani a sud, dalla confluenza della Morava con il Danubio a ovest fino al Bug Meridionale a est.
87–106 d.C.
Il re Decebalo riunificò lo Stato geto-dacico, con capitale Sarmizegetusa: il suo regno, più piccolo di quello di Burebista ma molto meglio organizzato, rappresenta l’apogeo della civiltà geto-dacica.
101–106
Dopo due campagne militari condotte dall’imperatore Traiano, la Dacia venne conquistata in parte e trasformata in provincia romana. I romani ne sfruttarono i ricchi giacimenti d’oro e d’argento e la colonizzarono massicciamente, avviando un’intensa romanizzazione durante la quale il latino volgare si trasformò in proto-rumeno.
271–275
L’esercito e l’amministrazione romana lasciarono la Dacia, che fu poi invasa dai Goti; solo la Dobrugia continuò a far parte del mondo romano e dell’Impero romano d’Oriente fino ai primi decenni del VII secolo.
VI secolo
Diverse tribù slave si stabilirono nell’attuale territorio della Romania, venendo poi gradualmente assimilate dalla popolazione locale.
893
Il Concilio di Preslav dichiarò il paleoslavo ecclesiastico lingua ufficiale della liturgia nel primo zarato bulgaro: anche i romeni lo adottarono come lingua liturgica.
1054
In seguito allo scisma la popolazione romena rimase legata al rito bizantino, e quindi alla Chiesa ortodossa.
XII secolo
Diversi re d’Ungheria invitarono coloni di lingua germanica, i Sassoni, a occupare una parte della Transilvania, mentre i Siculi, di origine ungherese, vennero portati nella Transilvania sud-orientale come guardie di frontiera.
1241
I mongoli attraversarono i Carpazi e devastarono la Transilvania, allora territorio ungherese, mettendo fine alla dominazione cumana su Valacchia e Moldavia.
1330
Basarab I sconfisse l’esercito reale ungherese nella battaglia di Posada e assicurò l’indipendenza del Principato di Valacchia.
1353
Luigi I d’Ungheria inviò il voivoda Dragoș a stabilire una linea di difesa contro l’Orda d’Oro sul fiume Siret: quel territorio vassallo divenne il Principato di Moldavia.
1448–1476
Principe di Valacchia in tre periodi distinti, Vlad III è ricordato per le sue incursioni contro l’Impero ottomano e per essere riuscito a mantenere libero il suo piccolo Stato; in Occidente è noto soprattutto come ispirazione del Dracula di Bram Stoker.
1457–1504
Il Principato di Moldavia raggiunse il suo periodo più glorioso: Stefano regnò per quarantasette anni, perse solo due battaglie su cinquanta e costruì un santuario per ogni vittoria, fondando 48 chiese e monasteri. Dopo la vittoria sugli ottomani a Vaslui, nel 1475, papa Sisto IV lo proclamò «vero campione della fede cristiana».
1521
È il più antico documento scritto in lingua romena, oltre che la più antica attestazione del nome Țara Românească, «Paese Romeno».
1593–1601
Principe di Valacchia, di Transilvania e di Moldavia, per un breve periodo governò insieme i tre principati in unione personale; dopo la sua morte l’unione si sciolse.
1613–1629
Il Principato di Transilvania raggiunse la massima importanza sotto il suo dominio assolutista; poiché gli ottomani non sollecitavano la conversione all’Islam, la Riforma protestante poté diffondersi nei territori settentrionali.
1699
Dopo la vittoria austriaca sui turchi la Transilvania entrò a far parte della monarchia asburgica.
1784–1785
Sotto il dominio asburgico la popolazione contadina romena subì profonde ingiustizie: il malcontento culminò in una rivolta che, benché repressa, gettò le basi del futuro nazionalismo romeno in Transilvania.
1848
Nel clima della Primavera dei Popoli una rivolta nazionalista e liberale chiese autonomia amministrativa, abolizione della servitù della gleba e autodeterminazione popolare, rovesciando il principe regnante e istituendo un governo provvisorio. Nel settembre 1848 la Russia invase la Valacchia e represse la rivoluzione.
1859
Il 24 gennaio la Moldavia occidentale e la Valacchia si unirono, conferendo il principato unico ad Alexandru Ioan Cuza, sotto il quale nel 1862 l’alfabeto cirillico venne sostituito da quello latino.
1881
Carlo I, succeduto a Cuza nel 1866, venne proclamato Re di Romania.
1910
Henri Coandă realizzò il Coandă-1910, considerato il primo aereo a getto della storia; nel 1936 avrebbe descritto il fenomeno fluidodinamico noto come effetto Coandă.
1913
La Romania vinse la guerra contro la Bulgaria e con il Trattato di Bucarest del 10 agosto ottenne l’annessione di Silistra, di tutta la Dobrugia e di parte della costa bulgara sul Mar Nero.
1918
Con il crollo degli Imperi Centrali la Romania occupò i territori di Transilvania, Crișana, Maramureș, Banato, Bucovina e Bessarabia, realizzando l’unità nazionale dei romeni in un unico Stato.
1940
L’Unione Sovietica rivendicò e occupò Bessarabia, Bucovina settentrionale e Territorio di Herța; il secondo arbitrato di Vienna del 30 agosto costrinse la Romania a restituire parte della Transilvania all’Ungheria e il trattato di Craiova a cedere alla Bulgaria la Dobrugia meridionale.
1941–1944
Sotto il Conducător Ion Antonescu la Romania affiancò la Germania nell’invasione dell’Unione Sovietica: dopo quello russo e tedesco il contingente romeno fu il più numeroso impiegato sul fronte orientale, e subì perdite gravissime a Stalingrado. Nell’estate del 1944 Antonescu fu destituito con un colpo di Stato e il re Michele I firmò l’armistizio con gli Alleati, rivolgendo l’esercito contro i tedeschi.
1947–1948
Il 30 dicembre 1947 re Michele I fu costretto ad abdicare; nel 1948 la monarchia venne ufficialmente abolita e fu varata la Costituzione della Repubblica Popolare Romena.
1952
Iosif Sîrbu vinse il tiro a segno ai Giochi olimpici di Helsinki: fu il primo campione olimpico romeno.
1965–1989
Con l’avvento di Nicolae Ceaușescu cominciò il periodo più buio della storia romena del XX secolo, un regime fondato sul terrore dietro un paternalismo di facciata e sordo alle aperture sperimentate dai sovietici. Vi pose fine nel 1989 una rivolta popolare coeva della caduta del muro di Berlino, dopo la quale Ceaușescu e la moglie furono processati sommariamente e giustiziati.
1976
Nadia Comăneci divenne la prima ginnasta al mondo a ottenere il punteggio perfetto.
2004 e 2007
Il 29 marzo 2004 la Romania è entrata nella NATO insieme a Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Slovenia, e il 1º gennaio 2007 nell’Unione europea insieme alla Bulgaria.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo aver raggiunto il massimo di 23 206 720 abitanti nel 1990, la popolazione romena è in diminuzione da oltre trent’anni ed è scesa a 19 053 815 abitanti nel censimento del 2021. Il tasso di fecondità stimato nel 2018 era di 1,36 figli per donna, fra i più bassi al mondo e lontanissimo dai 5,82 del 1912.
La popolazione invecchia rapidamente: l’età mediana nel 2018 era di 41,6 anni, una delle più alte al mondo, e il 16,8 per cento degli abitanti aveva almeno 65 anni. Il 64 per cento della popolazione vive in aree urbane. Negli ultimi decenni il Paese è stato interessato da forti migrazioni: con oltre 2,5 milioni di residenti in un altro Stato dell’Unione europea, oltre un milione dei quali in Italia, la comunità romena è la più propensa alla mobilità interna all’Unione.
La grande maggioranza degli abitanti è di etnia romena. Le minoranze più consistenti sono quella rom e quella ungherese, concentrata soprattutto in Transilvania e in due distretti centrali del Paese, cui si aggiungono minoranze tedesche, ucraine, turche, tatare, russe e serbe. Le oltre venti minoranze etniche riconosciute sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è il romeno, una lingua neolatina: la struttura grammaticale e il lessico derivano dal latino e dalle altre lingue romanze, il francese in primo luogo, con importanti influenze slave, balcaniche e turche. Insieme alla Repubblica di Moldavia, la Romania costituisce la maggiore isola linguistica neolatina dell’Europa orientale.
Solo nel XIX secolo l’alfabeto latino ha sostituito il cirillico, che era stato impiegato fino ad allora dal clero e dall’aristocrazia: il passaggio avvenne nel 1862, sotto Alexandru Ioan Cuza. Il documento più antico scritto in lingua romena è una lettera del 1521, conosciuta come Lettera di Neacșu da Câmpulung, che annunciava al rappresentante locale di Brașov un imminente attacco dei turchi.
Il romeno è parlato come prima lingua dall’85 per cento della popolazione, l’ungherese dal 6,2 per cento e il dialetto vlax della lingua romaní dall’1,2 per cento; ci sono inoltre 25 000 persone di madrelingua tedesca, 32 000 di madrelingua turca e 50 000 di madrelingua ucraina. Fra le lingue straniere, secondo l’Eurobarometro del 2012, l’inglese è parlato dal 31 per cento dei romeni, il francese dal 17 e l’italiano dal 7.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Per la maggior parte i romeni appartengono alla Chiesa ortodossa romena. Il cattolicesimo di rito latino è praticato soprattutto dagli ungheresi e dai csángó, mentre quello di rito bizantino è seguito dai romeni di Transilvania fedeli della Chiesa greco-cattolica rumena; tutti i battezzati cattolici rappresentano l’8,64 per cento della popolazione.
Il protestantesimo, in particolare calvinismo, luteranesimo, avventismo e unitarianismo, è praticato soprattutto dalle popolazioni di origine tedesca e ungherese della Transilvania. In Dobrugia, sulla costa del Mar Nero, sopravvive una piccola minoranza islamica, resto della colonizzazione ottomana.
La comunità ebraica romena fu una delle più consistenti d’Europa, con 756 930 appartenenti nel 1930; subì le persecuzioni della seconda guerra mondiale per mano dei nazisti e poi per la politica di Ion Antonescu, e il numero degli ebrei romeni uccisi oscilla fra 270 000 e 380 000 persone. La stragrande maggioranza dei sopravvissuti è emigrata in Israele, dove gli ebrei di origine romena costituiscono oggi una delle presenze più importanti.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo il collasso del blocco sovietico la Romania si ritrovò con una base industriale obsoleta e inadatta ai propri bisogni. Nel febbraio 1997 avviò un programma di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale che si rivelò però un processo a singhiozzo, con privatizzazioni e liquidazioni di grandi industrie ad alto consumo elettrico e riforme nell’agricoltura e nella finanza.
Dal 2002 sono seguiti anni di crescita economica sostenuta, intorno al 4,5 per cento annuo, salita oltre il cinque per cento nel 2005 e all’otto per cento nel 2007. La crisi del 2009 ne ha quasi annullato i frutti, con un crollo del sette per cento: quella crescita si era basata soprattutto sul boom immobiliare e sui prestiti al consumo, senza investimenti concreti in infrastrutture e produttività. Il governo dovette chiedere circa venti miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale.
Il peso dell’agricoltura, che fino a tempi recenti sfiorava il quaranta per cento del prodotto interno lordo, è sceso sotto il dieci per cento a favore dell’industria e dei servizi, ma il settore impiega ancora circa tre milioni di persone su una superficie coltivata di 14,7 milioni di ettari. La meccanizzazione è però scarsa, con un trattore ogni 54 ettari e l’ottanta per cento dei mezzi vecchio e obsoleto. Rilevante è anche l’immensa produzione di sale estratto dalle miniere romene, che rifornisce buona parte d’Europa.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Costituzione della Romania risale al 21 novembre 1991, con una modifica entrata in vigore il 29 ottobre 2003. Il Paese è una repubblica semipresidenziale: il potere esecutivo è esercitato dal presidente insieme al primo ministro.
Il presidente è eletto con voto popolare per un massimo di due mandati di cinque anni ed è il capo dello Stato incaricato di salvaguardare la costituzione, gli affari esteri e il corretto funzionamento delle autorità pubbliche; è anche comandante supremo dell’esercito e svolge, secondo la costituzione, una funzione di mediatore fra i poteri centrali dello Stato e fra lo Stato e la società. Nomina il primo ministro, che a sua volta sceglie il governo, il quale deve ottenere la fiducia del Parlamento.
Il potere legislativo spetta a un Parlamento bicamerale, formato dal Senato e dalla Camera dei Deputati, entrambi rinnovati ogni quattro anni. Il potere giudiziario è indipendente e i giudici nominati dal presidente non sono rimovibili; il sistema si basa sul Codice napoleonico e sul civil law, e la Corte costituzionale giudica la costituzionalità delle leggi.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Castello e fortezza

Palazzo

Luogo di culto

Palazzo

Castello e fortezza

Sito archeologico

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Castello e fortezza
Museo

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

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Palazzo

Luogo di culto

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Luogo di culto

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Luogo di culto
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Le foreste d’altitudine dei Carpazi formano un’ecoregione terrestre definita dal Fondo mondiale per la natura, appartenente al bioma delle foreste di conifere temperate: ospitano la più grande popolazione di orsi bruni, lupi e linci di tutta Europa e un terzo delle specie vegetali del continente.
Attorno ai Carpazi si dispongono a fasce le foreste di conifere, soprattutto abeti e larici, e quelle di latifoglie, dove dominano querce e faggi; in pianura si trovano le praterie nella metà nord-occidentale, più umida e ondulata, e le steppe in quella sud-orientale, più secca e piatta. Lungo il Danubio, i suoi principali affluenti e il Mar Nero, le zone umide accolgono moltissime specie di uccelli, soprattutto nel delta del Danubio: pellicani bianchi e ricci, cicogne bianche, gruccioni, ghiandaie marine, aironi rossi e sgarze ciuffetto. Il delta del Danubio è il più esteso e meglio conservato dei delta europei.
Per proteggere questo patrimonio sono stati creati quattordici parchi nazionali, cui si aggiungono diversi parchi naturali, e nel dicembre 2018 la Romania contava 606 siti della rete europea Natura 2000, per una superficie complessiva di 60 577 chilometri quadrati, pari al 22,7 per cento del territorio. La minaccia più grave resta però il disboscamento illegale: fra il 2019 e il 2024 sono stati tagliati illegalmente in media diciassette milioni di metri cubi di legname l’anno, quasi quanto la quota autorizzata di diciotto milioni.
Sintesi · Fonte: Roumanie (Wikipedia, fr), Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 380 km²

Parco nazionale
Superficie 368 km²

Parco nazionale
Superficie 24 km²

Parco nazionale
Superficie 362 km²

Parco nazionale
Superficie 45 km²

Parco nazionale
Superficie 466 km²

Parco nazionale
Superficie 612 km²

Parco nazionale
Superficie 167 km²

Parco nazionale
Superficie 138 km²

Parco nazionale
Superficie 78 km²

Parco nazionale
Superficie 69 km²

Parco nazionale
Superficie 147 km²
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Montagna
Altezza 2.655 m

Montagna
Altezza 2.544 m

Montagna
Altezza 2.544 m

Montagna
Altezza 1.430 m

Montagna
Altezza 2.555 m

Montagna
Altezza 2.505 m
Montagna
Altezza 923 m

Montagna
Altezza 2.509 m

Montagna
Altezza 2.303 m

Montagna

Montagna
Altezza 2.535 m

Montagna
Altezza 2.509 m
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La cucina romena si basa su piatti saporiti a base di carne, pesce, verdure e diverse spezie. Il piatto principale è la ciorbă, una minestra preparata con ingredienti diversi, soprattutto verdure e carne, mentre l’accompagnamento più diffuso è la mămăligă, una polenta servita di solito con la brânză, il tradizionale formaggio.
Fra i piatti tradizionali ci sono i sarmale, involtini di foglie di verza o di vite farciti con macinato di maiale, riso, verdure e spezie, i mititei, polpette cilindriche di carne condite con aglio, pepe nero e timo e cotte sulla griglia, la tochitură, a base di maiale, formaggio di pecora, uova e polenta, i fagioli con salsiccia affumicata e la salată de vinete, una crema di melanzane grigliate.
Fra i dolci il più noto è il cozonac, tipico della Pasqua e del Natale, un lievitato di forma allungata ripieno di canditi, noci o cacao. Fra le bevande spicca la țuică, l’acquavite di prugne.
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Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto
Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto
Piatto
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Il folclore romeno ha creature inconfondibili: il Balaur bondoc è un tipico drago della tradizione, mentre gli strigoi sono spiriti che, secondo la credenza popolare, sono risorti dalla tomba. Proprio da questo immaginario, e dalla figura storica di Vlad III l’Impalatore, principe di Valacchia, Bram Stoker trasse nel 1897 l’ispirazione per il suo Dracula.
Il folclore musicale costituisce un ramo della creatività tradizionale romena, affiancato al folclore letterario, al ballo e al teatro popolare, e conserva l’eredità dei canti popolari delle diverse genti che hanno abitato il Paese.
La Bucovina, nel nord-est, è la regione dove queste tradizioni sono rimaste più vive, con i suoi monasteri affrescati, gli agriturismi e una cucina propria: qui si mangiano la păstrăv cu smântână e la ciorbă rădăuțeană, e i funghi porcini sono particolarmente apprezzati.
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La posizione della Romania alla confluenza fra Oriente e Occidente ha prodotto fin dal Medioevo una distinzione netta: gli Stati romeni posti a ovest furono influenzati dall’Occidente, quelli orientali si arricchirono di elementi bizantini, slavi e poi turchi. Queste influenze hanno agito sia sulla musica popolare sia su quella colta, sacra e laica.
All’inizio del XX secolo si erge la figura di George Enescu, il primo compositore romeno a realizzare una sintesi organica e profonda fra la musica popolare del Paese e le tendenze della musica classica del suo tempo, con un linguaggio moderno che sperimenta l’area modale e quella microtonale: è considerato il miglior compositore romeno di tutti i tempi. Accanto a lui ci sono Ciprian Porumbescu, i pianisti Clara Haskil, Dinu Lipatti e Radu Lupu, il direttore Sergiu Celibidache e, fra le voci popolari, Maria Tănase.
Lo strumento tradizionale del Paese è la cobza, simile all’oud, mentre il canto tradizionale più diffuso in tutta la Romania è Miorița. Il festival nazionale di musica folcloristica di Mamaia è il più importante del Paese, e dal 2015 ha riscosso grande successo anche l’Untold Festival di musica elettronica. Fra gli artisti contemporanei di fama internazionale ci sono Inna, Alexandra Stan e Edward Maya.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Transilvania vanta la più grande concentrazione di fortificazioni medievali del continente, le celebri chiese fortificate, accanto a numerosi castelli, chiese lignee e città medievali come Alba Iulia, Brașov, Cluj-Napoca, Sighișoara e Sibiu.
Un capitolo a sé è quello dei monasteri della Bucovina: Stefano il Grande fondò 48 chiese e monasteri per commemorare le proprie vittorie, molti dei quali hanno uno stile architettonico unico e sono iscritti nella lista del patrimonio mondiale. Fra questi c’è il monastero di Voroneț, celebre per i suoi affreschi, eretto dopo la vittoria sull’Impero ottomano del 1475.
Nella scultura moderna la figura romena di maggior rilievo è Constantin Brâncuși, fra i maggiori esponenti della scultura del XX secolo; a un altro scultore romeno, Gheorghe Leonida, si deve la testa del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Fra i pittori si ricordano Nicolae Grigorescu, Ștefan Luchian, Nicolae Tonitza e il surrealista Victor Brauner. Le città di Sibiu, nel 2007, e Timișoara, nel 2023, sono state nominate capitali europee della cultura.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il poeta nazionale della Romania è Mihai Eminescu, figura centrale della letteratura romena del XIX secolo, accanto a Vasile Alecsandri, Ion Creangă e al drammaturgo Ion Luca Caragiale.
Il XX secolo ha dato alla cultura europea alcuni nomi di primo piano, spesso attraverso l’esilio: Eugène Ionesco, fra i massimi esponenti del Teatro dell’assurdo, il filosofo Emil Cioran, il poeta Paul Celan e il romanziere Mihail Sadoveanu. Fra i poeti si ricordano anche Lucian Blaga e Tudor Arghezi.
Nella letteratura contemporanea le voci più note sono quelle di Mircea Cărtărescu, del drammaturgo Matei Vișniec e delle scrittrici Gabriela Adameșteanu e Doina Ruști.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Anche il settore cinematografico romeno riveste una certa importanza culturale, e il nome che lo ha imposto all’attenzione internazionale è quello di Cristian Mungiu.
Il suo film 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes del 2007. Fra gli interpreti si ricordano le attrici Ramona Badescu ed Elvira Popescu e l’attore Ion Caramitru.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport ufficiale e tradizionale della Romania è l’oina, praticato sui territori romeni da sei secoli: ci sono testimonianze che già nel 1364 fosse diffuso in Valacchia, nei villaggi come nei comuni. Le prime associazioni sportive moderne nacquero nel XIX secolo, e il Comitato Olimpico e Sportivo Rumeno fu istituito nel 1904.
Il rugby arrivò nei primi anni del XX secolo, importato da studenti che lo avevano conosciuto in Francia: già nel 1913 si disputò il primo campionato e nel 1924 la nazionale conquistò la medaglia di bronzo al torneo olimpico di Parigi. La Romania ha vinto dieci volte il campionato europeo e ha preso parte a tutte le edizioni della Coppa del Mondo tranne quella del 2019. Nel calcio la nazionale debuttò nel 1922 e partecipò ai primi tre campionati mondiali; il giocatore più celebre è Gheorghe Hagi, soprannominato «il Maradona dei Carpazi».
La ginnastica romena è famosa in tutto il mondo: Nadia Comăneci è ricordata come la prima ginnasta della storia ad aver ottenuto il dieci perfetto, ed è anche l’atleta romena più medagliata ai Giochi olimpici, con cinque ori, tre argenti e un bronzo. Nel tennis si sono affermati Ilie Năstase e Ion Țiriac, entrambi nella International Tennis Hall of Fame, e più di recente Simona Halep, mentre la nazionale maschile di pallamano detiene quattro titoli mondiali.
Sintesi · Fonte: Romania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Iscritto nel 1991

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Lingua
Il nome Romania deriva dall’aggettivo latino romanus: i valacchi chiamavano sé stessi romani, mentre il nome «valacchi» veniva dai termini usati dalle popolazioni germaniche e slave per indicare tutte le genti europee di lingua latina.
Fonte: Romania (Wikipedia, it)
Storia
Il nome Romania è usato ufficialmente per le terre dell’attuale Stato solo dalla seconda metà del XIX secolo: prima si parlava di Valacchia e Moldavia.
Fonte: Romania (Wikipedia, it)
Lingua
La pronuncia corretta della parola român è più vicina a quella di «romano» che alla traduzione italiana «romeno».
Fonte: Romania (Wikipedia, it)
Lingua
Romania e Repubblica di Moldavia costituiscono la maggiore isola linguistica neolatina dell’Europa orientale.
Fonte: Romania (Wikipedia, it)
Lingua
Fino al XIX secolo il romeno si scriveva in alfabeto cirillico: la sostituzione con quello latino avvenne nel 1862.
Fonte: Romania (Wikipedia, it)
Storia
Il documento più antico scritto in lingua romena è una lettera del 1521 che annunciava un imminente attacco dei turchi.
Fonte: Romania (Wikipedia, it)
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Fotografie
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