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L’Ungheria è uno Stato dell’Europa centro-orientale, situato nella Pianura Pannonica e privo di sbocco al mare. Confina a nord con la Slovacchia, a est con l’Ucraina e la Romania, a sud con la Serbia e la Croazia e a ovest con l’Austria e la Slovenia; la capitale e città principale è Budapest.
È una repubblica parlamentare e la lingua ufficiale è l’ungherese. Il Paese fa parte della NATO, dell’OCSE, del Gruppo di Visegrád e dell’Unione europea, nella quale è entrato il 1º maggio 2004, e ha firmato gli accordi di Schengen; non ha però adottato l’euro e continua a usare il fiorino ungherese.
La storia ungherese è segnata da una frattura profonda: il 4 giugno 1920, con il trattato firmato al Grand Palais de Trianon, il Paese perse più di due terzi del proprio territorio, e milioni di persone di identità ungherese rimasero negli Stati vicini in qualità di minoranza.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio ungherese occupa per larga parte la zona settentrionale della Pianura Pannonica ed è quasi esclusivamente pianeggiante. È attraversato dal Danubio, che lo divide in due grandi regioni: il Transdanubio a ovest e l’Alföld, la Grande pianura ungherese, a est. L’intero Paese si trova all’interno del bacino idrografico del Danubio.
Nella zona settentrionale c’è una fascia montuosa che si snoda da sud-ovest a nord-est per circa quattrocento chilometri, con rilievi che superano di poco i mille metri. La prima parte è costituita dalle Montagne del Transdanubio, che cominciano a nord del lago Balaton con la Selva Baconia e proseguono con i rilievi di Vértes, Gerecse e Pilis fino all’ansa del Danubio; la seconda dai Rilievi precarpatici settentrionali, con il massiccio del Börzsöny, i monti Mátra, dove si erge la massima elevazione del Paese, il Kékes con 1014 metri, e il massiccio del Bükk.
I fiumi principali sono il Danubio, che segna in parte il confine con la Slovacchia e attraversa il Paese da nord a sud per circa 420 chilometri, il Tibisco, che percorre l’Alföld per circa seicento chilometri, e la Drava lungo il confine con la Croazia. Il lago Balaton, con 592 chilometri quadrati, è il più grande lago dell’Europa centrale; seguono il lago del Tibisco, un bacino artificiale creato nel 1980 per il controllo delle piene, e il lago di Velence.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it), Hungary (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
L’Ungheria ha un clima continentale: gli inverni sono freddi e nevosi, le estati calde e afose, e le piogge si concentrano soprattutto nei mesi primaverili e autunnali. D’estate si possono verificare intensi temporali da calore, mentre d’inverno imperversano neve e ghiaccio.
Le massime estive possono raggiungere i 35 °C, mentre d’inverno la temperatura può restare sotto lo zero anche di giorno. La temperatura media annuale è di 9,7 °C e le precipitazioni si aggirano sui seicento millimetri l’anno.
I valori estremi mai registrati sono +41,9 °C, il 20 luglio 2007 a Kiskunhalas, e −35 °C, il 16 febbraio 1940 a Miskolc.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it), Hungary (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1000
35–9 a.C.
Le legioni romane conquistarono la parte dell’attuale Ungheria a occidente del Danubio, che divenne la provincia romana della Pannonia e restò romana fino alla fine del IV secolo. Il Danubio fu fortificato come uno dei punti chiave della difesa e numerosi imperatori arrivarono o morirono nella provincia.
VI secolo
Dopo le invasioni barbariche il territorio venne occupato da vari popoli eurasiatici, fra cui Unni, Ostrogoti, Longobardi e Gepidi, e più tardi dal regno degli Avari, popolazione di origine turcica cristianizzata dall’VIII secolo.
796
Il regno degli Avari fu distrutto da Carlo Magno, anche se gruppi di Avari sopravvissero alla disintegrazione del loro impero e formavano ancora una parte significativa della popolazione della Pianura Pannonica alla fine del IX secolo.
896
Guidati dal loro capo Árpád, gli Ungari, un popolo delle steppe formato da varie tribù, si insediarono nelle pianure del medio Danubio al termine di una migrazione dagli Urali durata molti secoli.
1000
Nel dicembre dell’anno 1000 venne incoronato il primo re d’Ungheria, Stefano I, che convertì il popolo magiaro al cristianesimo, stabilì uno Stato feudale e costruì un Paese potente nell’Europa centrale. Canonizzato nel 1083, è venerato come fondatore dello Stato ungherese.
XIII secolo
Con la crisobolla Super reformatione regni, Andrea II riorganizzò e definì la struttura feudale del regno, attribuendo ai feudatari prerogative che non si sarebbero potute comprimere; nel corso del secolo altri interventi limitarono ulteriormente il potere del re a favore del consiglio dei nobili.
1241
L’invasione devastò il Paese e costrinse a riorganizzare di nuovo il regno.
1301
La dinastia degli Arpadi, che regnava dal tempo di Stefano I, si estinse: da allora il trono venne attribuito di volta in volta a dinastie straniere, prima gli Angiò dal 1307, poi i Lussemburgo dal 1378 e gli Asburgo dal 1437.
1456
La vittoria contro l’Impero ottomano fu uno dei momenti più alti della lunga guerra combattuta dal regno; nel XV secolo spicca la figura dell’eroe nazionale Giovanni Hunyadi.
1458–1490
Durante il regno di Mattia I Corvino, detto il Giusto, venne varata una riforma che riorganizzò la pubblica amministrazione; sotto di lui si affermò anche la letteratura ungherese.
1526
La sconfitta contro l’Impero ottomano aprì la stagione della dominazione turca sul regno.
1697–1699
Il regno, progressivamente assorbito dall’Impero d’Austria nel corso del XVII secolo, vide l’unione sancita nel 1697 e confermata dal trattato di Carlowitz nel 1699.
1846
Il latino cessò di essere la lingua ufficiale del regno d’Ungheria, che lo aveva mantenuto fino ad allora.
1847
Ignác Semmelweis scoprì che nelle cliniche ostetriche l’alta incidenza di febbre puerperale poteva essere ridotta disinfettando le mani.
1848
Durante i moti rivoluzionari l’Ungheria dichiarò la propria indipendenza dall’Impero austriaco con l’intento di creare una repubblica, ma la rivolta fallì per il massiccio intervento russo e per le divisioni interne al movimento antiaustriaco. Dello stesso anno è il Canto nazionale di Sándor Petőfi.
1867
L’Impero austriaco concesse un’ampia autonomia agli ungheresi, creando l’unione personale dell’Impero austro-ungarico.
1896
Ad Atene Alfréd Hajós vinse nel nuoto la prima medaglia d’oro ungherese e fu il primo campione olimpico dell’era moderna; nello stesso anno Theodor Herzl, ungherese naturalizzato austriaco, pubblicava Lo Stato ebraico.
1918–1919
Con la dissoluzione dell’Impero venne proclamata la repubblica; nel 1919 i comunisti instaurarono la Repubblica dei consigli d’Ungheria guidata da Béla Kun, dopo la cui repressione i controrivoluzionari aprirono un periodo di «terrore bianco» che causò migliaia di morti. Il 31 luglio fu restaurata la monarchia, con un sistema parlamentare limitato dal ruolo straordinario del reggente Miklos Horthy.
1920
Il 4 giugno l’Ungheria perse più di due terzi del proprio territorio: 231 448 chilometri quadrati vennero annessi ai Paesi circostanti, soprattutto Romania, Slovacchia e Jugoslavia, e milioni di persone di identità ungherese rimasero all’estero in qualità di minoranza.
1928–1937
Albert Szent-Györgyi scoprì l’acido ascorbico, cioè la vitamina C, e nel 1937 ricevette il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia.
1938
László Bíró inventò la penna a sfera, destinata a diffondersi in tutto il mondo con il suo nome.
1941–1945
Il 21 giugno 1941 l’Ungheria entrò in guerra a fianco della Germania e dell’Italia; alla fine del conflitto il regime filo-nazista venne rovesciato e il Paese, invaso dall’Armata Rossa, entrò nell’area d’influenza sovietica.
1944
Il matematico ungherese John von Neumann formalizzò la moderna teoria dei giochi.
1949
Dopo un breve periodo democratico venne proclamata la Repubblica Popolare d’Ungheria.
1956
Il 23 ottobre ebbe inizio la rivoluzione; il 1º novembre l’Ungheria uscì dal Patto di Varsavia e tre giorni dopo l’Armata Rossa invase il Paese, reprimendo i moti con oltre tremila vittime.
1974
Il designer ungherese Ernő Rubik creò il celebre rompicapo che porta il suo nome.
1980
Il 26 maggio Bertalan Farkas divenne il primo ungherese ad andare nello spazio.
1986
A Mogyoród si corse per la prima volta il Gran Premio d’Ungheria di Formula 1.
1989
Il 23 agosto l’Ungheria cominciò a smantellare la Cortina di ferro, provocando dall’11 settembre l’esodo di migliaia di tedeschi orientali; nello stesso anno la Repubblica popolare cessò di esistere.
2002
Imre Kertész ricevette il Premio Nobel per la letteratura; lo stesso anno Zsolt Erőss divenne il primo ungherese a raggiungere la vetta dell’Everest.
2004
Dal 1º maggio l’Ungheria entrò nell’Unione europea insieme ad altri nove Stati, dopo il referendum dell’aprile 2003 in cui l’84 per cento dei votanti si era espresso a favore.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La densità di popolazione è di 109 abitanti per chilometro quadrato e nel 2012 i residenti erano 9 983 645. La popolazione è in diminuzione: il tasso di natalità si aggira sul nove per mille e quello di mortalità sul tredici per mille, e al declino demografico contribuisce anche l’emigrazione, un fenomeno che interessa ancora il Paese. Nel 2018 l’aspettativa di vita era di 71 anni per gli uomini e 78 per le donne.
La popolazione è composta prevalentemente da magiari. La minoranza più numerosa è quella rom, con circa 870 000 persone, pari al nove per cento della popolazione; seguono i tedeschi, un tempo molto numerosi e influenti, gli slovacchi, i croati, i rumeni e poi serbi, sloveni, ucraini, ruteni ed ebrei.
Un tratto identitario ricorrente è l’orgoglio per la propria diversità rispetto agli altri popoli d’Europa, che parlano in stragrande maggioranza lingue indoeuropee.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale dell’Ungheria è l’ungherese, che non appartiene alla famiglia indoeuropea: è questa la ragione principale del senso di unicità linguistica che gli ungheresi rivendicano rispetto ai popoli vicini.
Già nelle scuole elementari si studia una lingua straniera, di solito l’inglese o il tedesco. Il latino restò a lungo la lingua ufficiale del regno: lo fu fino al 1846.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La confessione più diffusa in Ungheria è quella cattolica, che raccoglie il 27,5 per cento della popolazione, cui si aggiunge l’1,7 per cento della Chiesa greco-cattolica ungherese. Il calvinismo conta il 9,8 per cento e il luteranesimo l’1,8 per cento.
Chi si dichiara ateo o agnostico è il 16,1 per cento, mentre una quota molto ampia, il 40,1 per cento, non risponde alla domanda sull’appartenenza religiosa.
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L’agricoltura e l’allevamento occupano insieme il quattro per cento degli addetti: si coltivano legumi, cereali, frutta, ortaggi, uva, tabacco, lino, canapa e soprattutto i peperoni rossi da cui si ricava la paprica, e si allevano cavalli, bovini e ovini. L’Ungheria è il secondo produttore mondiale di fegato d’oca dopo la Francia, e il primo esportatore.
L’industria impiega il 32 per cento degli addetti e si concentra soprattutto nell’area di Budapest: i settori principali sono la meccanica, la chimica e la farmaceutica, mentre il comparto automobilistico ha un peso rilevante, in particolare con lo stabilimento del marchio tedesco Audi vicino a Győr. Dal sottosuolo si estraggono bauxite, lignite, carbon fossile e gas naturale.
Il terziario, con il 64 per cento degli addetti, si basa sui trasporti e sul turismo. La rete dei trasporti è ben sviluppata e autostrade e ferrovie si diramano a raggiera dalla capitale. Dal 1º gennaio 2012 l’imposta sul valore aggiunto ungherese, al 27 per cento, è la più alta del mondo.
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Secondo la precedente Costituzione del 1947, fortemente emendata nel 1990, il Paese era una repubblica parlamentare e l’Assemblea nazionale, il parlamento unicamerale, era composta fino al 2011 da 386 membri eletti ogni quattro anni, con una soglia di sbarramento al cinque per cento.
Dal 1º gennaio 2012, con l’entrata in vigore della nuova costituzione, il nome completo dello Stato è semplicemente «Ungheria»: la parola «Repubblica», che prima ne caratterizzava la denominazione ufficiale, non compare più nel testo costituzionale. Nella stessa occasione i deputati dell’Assemblea nazionale sono stati ridotti a 199.
L’adesione all’Unione europea fu decisa al vertice di Copenaghen del 13 dicembre 2002 e confermata il 12 aprile 2003 da un referendum cui partecipò il 45 per cento degli aventi diritto: l’84 per cento dei votanti si espresse a favore. Dal 23 dicembre 2007 l’Ungheria fa parte dell’area Schengen.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Castello e fortezza

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

Museo

Museo

Luogo di culto

Castello e fortezza

Museo

Palazzo

Sito archeologico

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Castello e fortezza

Monumento

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Palazzo

Castello e fortezza

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Monumento

Monumento

Luogo di culto

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Luogo di culto
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Dal punto di vista fitogeografico l’Ungheria appartiene alla provincia centroeuropea della Regione Circumboreale, all’interno del Regno Boreale, e il suo territorio rientra nell’ecoregione terrestre delle foreste miste pannoniche.
Il paesaggio è dominato dalle acque: il Danubio e il Tibisco definiscono la geografia del Paese al punto che la tripartizione tradizionale ne porta i nomi, con il Transdanubio «oltre il Danubio», il Tiszántúl «oltre il Tibisco» e la regione «fra Danubio e Tibisco». Il Transdanubio è prevalentemente collinare, con il tratto più orientale delle Alpi a ovest, le Montagne del Transdanubio al centro e i monti Mecsek e Villány a sud; il Duna–Tisza köze e il Tiszántúl sono invece occupati dalla Grande pianura ungherese.
Proprio in Transdanubia si trovano due primati d’acqua: il lago Balaton, il più grande dell’Europa centrale, e il lago Hévíz, il più grande lago termale del mondo. La fascia settentrionale, verso il confine slovacco, è occupata dai contrafforti dei Carpazi, dove si trova anche il Kékes, la montagna più alta del Paese.
Sintesi · Fonte: Hungary (Wikipedia, en), Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 801 km²

Parco nazionale
Superficie 202 km²

Parco nazionale
Superficie 498 km²

Parco nazionale
Superficie 505 km²

Parco nazionale
Superficie 440 km²

Parco nazionale
Superficie 432 km²

Parco nazionale
Superficie 237 km²

Parco nazionale
Superficie 603 km²

Parco nazionale
Superficie 570 km²

Parco nazionale
Superficie 513 km²
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Montagna
Altezza 4.811 m

Montagna
Altezza 2.655 m

Montagna

Montagna
Altezza 2.655 m

Montagna

Montagna
Altezza 682 m

Montagna
Superficie 4.000 km²

Montagna
Altezza 757 m

Montagna
Superficie 11.400 km²

Montagna
Altezza 884 m

Montagna
Altezza 757 m

Montagna
Superficie 600 km²
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Il piatto più noto dell’antica cucina magiara è il gulasch, in ungherese gulyás, una zuppa che i mandriani cucinavano dentro un grande paiolo su un fuoco di legna all’aperto: una sostanziosa minestra a base di carne, lardo, soffritto di cipolla e carote, patate e paprica. Verso la fine del XVIII secolo arrivò sulle tavole delle famiglie borghesi e poi su quelle di tutti.
L’ingrediente che definisce la cucina ungherese è la paprica, ottenuta dal peperone fatto seccare e macinato: il peperone, arrivato dopo la scoperta delle Americhe, venne accolto con grande entusiasmo e cambiò per sempre il modo di cucinare del Paese. Accanto al gulasch ci sono altri stufati, come i paprikás aggiustati con farina, paprica e panna acida, e il pörkölt, chiamato anche «la rosolata della puszta».
Fra i dolci il più celebre è la torta Dobos, creata in onore di Francesco Giuseppe e della moglie all’esposizione nazionale di Budapest del 1885; molto diffusa è anche la palacinta, una sorta di crêpe dolce o salata. Fra le bevande ci sono l’amaro Unicum, i vini Tokaji ed Egri Bikavér e la pálinka, una specie di grappa locale; più di recente si è diffuso il Túró Rudi, una glassa di cioccolato fondente con ripieno a base di ricotta.
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Il raccolto dei peperoni è vissuto come un rito gioioso: l’8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti, li raccolgono nei campi e, dopo averli infilzati con ago e filo, ne fanno lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.
Una leggenda racconta come la paprica sia entrata nella cucina nazionale: una giovane contadina ungherese, costretta con la forza a vivere nell’harem del pascià turco di Buda, avrebbe spiato a lungo i giardini del palazzo mentre vi si coltivavano i peperoni e, una volta liberata, avrebbe insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivarli.
Fra le ricorrenze del calendario c’è il 7 novembre, Giorno dell’Opera Ungherese, celebrato nell’anniversario della nascita del compositore Ferenc Erkel. Nella fotografia il Paese ha una tradizione particolare: dal 2010 esiste l’archivio collettivo Fortepan, che raccoglie oltre centomila immagini della storia ungherese ed europea, in gran parte disponibili con licenza libera.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Uno dei generi popolari più caratteristici dell’Ungheria è la csárdás, e uno strumento tipico è il cimbalom, a corde battute. La musica tradizionale ungherese ha un forte ritmo dattilico, perché la lingua accenta invariabilmente la prima sillaba di ogni parola.
Nel XIX secolo fra i grandi compositori ci sono Franz Liszt, celebre esponente della musica romantica, e Ferenc Erkel, padre della grand opéra ungherese. Nel XX secolo si distinsero Béla Bartók e Zoltán Kodály, fra i più importanti esponenti dell’etnomusicologia: Bartók raccolse canti popolari in tutta l’Europa centrale e orientale, mentre Kodály era più interessato a creare uno stile musicale distintamente ungherese. Per l’operetta spiccano Franz Lehár ed Emmerich Kálmán, e nella musica contemporanea György Ligeti.
La musica popolare ungherese ha avuto un’influenza sorprendente sui Paesi vicini, tanto che non è raro ascoltare melodie di sapore ungherese in Romania, Slovacchia e Polonia. Durante il regime comunista un apposito comitato passava al setaccio la musica leggera alla ricerca di tracce di sovversione e impurità ideologica; dopo di allora l’industria musicale si è ripresa, e i tre giganti del rock ungherese, Illés, Metró e Omega, restano popolarissimi.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it), Hungary (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
L’Ungheria ospita alcuni edifici da record: la più grande sinagoga d’Europa, costruita nel 1859 in stile neomoresco con una capienza di tremila persone, uno dei più grandi complessi termali del continente, completato nel 1913 nel parco cittadino di Budapest, una delle maggiori basiliche europee e la più grande necropoli paleocristiana fuori d’Italia.
Gli stili architettonici più caratteristici sono lo storicismo e le varianti locali dell’Art Nouveau. A differenza dello storicismo, l’Art Nouveau ungherese si fonda su caratteri architettonici nazionali: la figura più importante, Ödön Lechner, si ispirò dapprima all’architettura asiatica, tenendo conto delle origini orientali degli ungheresi, e poi ai motivi decorativi tradizionali del Paese, creando una sintesi originale. Il gruppo dei «Giovani», con Károly Kós e Dezsö Zrumeczky, usò le forme dell’architettura tradizionale ungherese per lo stesso fine.
Nel centro di Budapest quasi tutti gli edifici hanno all’incirca cento anni, con muri spessi, soffitti alti e motivi decorativi sulle facciate. Fra gli artisti ungheresi si ricordano l’architetto neoclassico Mihály Pollack, il pittore Mihály Munkácsy e, nel XX secolo, László Moholy-Nagy, importante esponente del Bauhaus.
Sintesi · Fonte: Hungary (Wikipedia, en), Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fra i documenti più antichi della cultura scritta ungherese c’è il Codice Pray, un’importante collezione di manoscritti medievali. La letteratura vera e propria si afferma nel XV secolo sotto re Mattia Corvino, mentre nel XVI secolo prevale la forma religiosa con Bálint Balassi e viene realizzata la prima traduzione ungherese completa della Bibbia, la Bibbia di Vizsoly, a opera del pastore calvinista Gáspár Károlyi.
È però nel XIX secolo che la produzione magiara raggiunge la sua stagione più alta, con il maggior poeta ungherese, Sándor Petőfi, autore del Canto nazionale del 1848, e con le epopee storiche di János Arany.
Nel XX secolo eccellono in poesia Endre Ady e nel romanzo Ferenc Molnár, Sándor Márai e soprattutto Imre Kertész, Premio Nobel per la letteratura nel 2002; fra le scrittrici spicca Magda Szabó, tradotta in moltissime lingue. In filosofia si ricordano György Lukács, fra i principali esponenti del marxismo del secolo, e Ágnes Heller, della Scuola di Budapest.
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Anche nel cinema l’Ungheria si è distinta nel corso del XX secolo, con personalità di rilievo internazionale.
Fra gli interpreti ci sono l’attrice Zsa Zsa Gábor e gli attori Bela Lugosi e Peter Lorre, mentre fra i registi i nomi più noti sono quelli di Miklós Jancsó e Béla Tarr.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La nazionale ungherese di pallanuoto è fra le più titolate al mondo: ha vinto quattro titoli mondiali, nove ori olimpici e tredici titoli europei.
Nel calcio la nazionale vanta due secondi posti al Campionato del mondo, nel 1938 e nel 1954, e due vittorie nella Coppa Internazionale. Il giocatore ungherese più celebre è Ferenc Puskás, inserito nella lista FIFA 100 e al sesto posto nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo, dove figurano anche László Kubala e Sándor Kocsis.
Ai Giochi olimpici l’Ungheria ha un posto speciale nella storia: la sua prima medaglia d’oro fu conquistata nel nuoto da Alfréd Hajós ad Atene 1896, che fu il primo campione olimpico dell’era moderna. L’atleta ungherese più titolato di sempre è però lo schermidore Aladár Gerevich, con sette ori, un argento e due bronzi. Dal 1986 il Paese ospita a Mogyoród, sull’Hungaroring, il Gran Premio d’Ungheria di Formula 1.
Sintesi · Fonte: Ungheria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 1999

Iscritto nel 1987

Iscritto nel 1987
Iscritto nel 2002

Iscritto nel 1996

Iscritto nel 1995

Iscritto nel 2000

Iscritto nel 2001
Record
La massima elevazione dell’Ungheria è il Kékes, con 1014 metri, nei monti Mátra.
Fonte: Ungheria (Wikipedia, it)
Record
Il lago Balaton, con 592 chilometri quadrati, è il più grande lago dell’Europa centrale.
Fonte: Ungheria (Wikipedia, it)
Record
Il lago Hévíz, in Transdanubia, è il più grande lago termale del mondo.
Fonte: Hungary (Wikipedia, en)
Geografia
L’intero territorio ungherese si trova all’interno del bacino idrografico del Danubio.
Fonte: Hungary (Wikipedia, en)
Geografia
La divisione tradizionale dell’Ungheria porta i nomi dei suoi due fiumi: Transdanubio significa «oltre il Danubio» e Tiszántúl «oltre il Tibisco».
Fonte: Hungary (Wikipedia, en)
Geografia
Il lago del Tibisco è un bacino artificiale nato nel 1980 dalla costruzione di un invaso per il controllo delle piene ed è il secondo lago del Paese.
Fonte: Ungheria (Wikipedia, it)
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