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La Croazia, ufficialmente Repubblica di Croazia, è uno Stato membro dell’Unione europea, situato nella penisola balcanica, nell’Europa sud-orientale. È una repubblica parlamentare, conta 3 871 833 abitanti secondo il censimento del 2021 e ha per capitale Zagabria.
Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l’Ungheria, a est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata sul mare Adriatico. La superficie è di 56 594 chilometri quadrati, di cui 620 di acque interne. La lingua ufficiale è il croato, ma la regione istriana adotta ufficialmente il bilinguismo croato-italiano, con un’attuazione che varia da comune a comune.
La Croazia aderisce alla NATO dal 1º aprile 2009 ed è entrata nell’Unione europea il 1º luglio 2013; dal 1º gennaio 2023 fa parte dell’Eurozona e dello spazio Schengen. Il Paese ha due giorni di festa nazionale: il 30 maggio, anniversario dell’indipendenza dichiarata, e l’8 ottobre, anniversario di quella effettiva dalla Jugoslavia, nel 1991.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dal punto di vista morfologico la Croazia si divide in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse: la fascia costiera, le catene montuose e la vasta area pianeggiante. Nella parte orientale si estende il bassopiano pannonico, un’estesa pianura interrotta solo da alcune formazioni collinari, che fa parte del bacino dei fiumi Drava e Sava.
La zona montuosa occupa la parte centrale ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l’Adriatico; ne fanno parte il Gorski Kotar, le valli di Licca e Crobavia e una porzione dell’entroterra dalmata. I monti principali sono il Dinara, con 1831 metri, e il Vaganski Vrh, con 1758 metri.
La fascia costiera ha ampiezza molto variabile e comprende, da nord a sud, l’Istria, il Litorale Croato con le isole del Quarnero e la Dalmazia, dalla costa frastagliata e ricchissima di isole: alla Croazia fanno capo in tutto 1244 formazioni insulari. I fiumi appartengono in gran parte al bacino del Mar Nero: i più lunghi sono la Sava, con 562 chilometri, principale affluente del Danubio per apporto idrico, e la Drava, con 505 chilometri. Fra i laghi spiccano quelli di Plitvice, sedici bacini terrazzati collegati da cascate in un canyon calcareo, dove si trova la Veliki Slap, alta 78 metri.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Croazia si distinguono quattro aree climatiche. Le pianure interne hanno un clima semi-continentale, con estati secche e abbastanza calde, medie di luglio intorno ai 22-23 °C, ma forti contrasti: possono susseguirsi molti giorni con massime vicine ai 35 °C e afa, e poi periodi molto freschi di forte maltempo. Gli inverni sono freddi, con medie di 0-1 °C in gennaio, cieli spesso coperti e nebbia frequente.
Le regioni montuose hanno clima alpino, con estati moderatamente calde e frequenti temporali pomeridiani e inverni rigidi, con medie inferiori a 0 °C; le nevicate sono frequenti e spesso copiose alle quote medio-alte, dove la neve può cadere abbondante anche in primavera.
Le regioni costiere hanno un clima temperato caldo di tipo submediterraneo, con estati calde e soleggiate ma ventilate, medie di luglio fra 23 e 25 °C, e inverni miti, con medie di gennaio che salgono da 5 a 7 °C procedendo verso sud, tranne nelle zone più esposte alla bora, dove si scende anche a 3 °C. Un caso a sé è la Zagora, l’entroterra pedemontano della Dalmazia: poco esposta alle brezze marine per via delle colline costiere, registra massime estive più elevate che sulla costa.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1991
II–I secolo a.C.
La regione abitata dagli Illiri cadde in potere dei Romani, che vi crearono le province di Pannonia e Illiria e la governarono fino al V secolo d.C.
VII secolo
Ristabilita la sovranità dell’Impero romano d’Oriente nel VI secolo, la regione venne occupata dai Croati, una tribù slava proveniente dall’area delle attuali Polonia e Ucraina.
VIII secolo
I Croati si convertirono al cristianesimo insieme al principe Porga.
925
Tomislao I, principe della Croazia Dalmatica, conquistò il Principato della Croazia Pannonica e costituì un unico regno indipendente, di cui divenne il primo sovrano.
1102
Il regno fu annesso al Regno di Ungheria, il cui re era stato chiamato a governarlo dal 1091. I sovrani ungheresi garantirono ampia autonomia e protezione dalle potenze vicine.
1409–1797
Alcune città dalmate, eccetto la Repubblica di Ragusa, entrarono a far parte dello Stato da Mar veneto, dove rimasero fino al trattato di Campoformio.
1450–1524
Il poeta di Spalato scrisse il poema Judita, il primo documento letterario a stampa in lingua croata.
1527
La Croazia entrò a far parte dell’Impero asburgico come regno autonomo, appartenente ai territori delle Terre della Corona di Santo Stefano.
XVI secolo
La popolazione serba si insediò in queste zone: in passato era composta per lo più da funzionari e costituiva una sorta di casta militare scarsamente integrata, ma con i secoli si integrò con la popolazione croata.
1815–1816
Dopo il Congresso di Vienna l’Istria entrò a far parte dell’Impero asburgico, e nel 1816 la Dalmazia divenne un territorio della corona austriaca.
XIX secolo
Il movimento mirava all’unificazione di croati e serbi all’interno dell’Impero austro-ungarico, e le opere dei suoi esponenti trattano temi nazionalistici e patriottici.
1868
Il regno autonomo assunse questa denominazione all’interno della monarchia asburgica.
1890
La prima località di villeggiatura della costa croata, divenuta popolare a metà del XIX secolo, era diventata uno dei più importanti centri di cura europei.
1909
Il sismologo Andrija Mohorovičić individuò la zona di transizione fra la crosta terrestre e il mantello, che porta il suo nome.
1918
Con il trattato di Versailles la Croazia-Slavonia e la Dalmazia entrarono a far parte del nuovo regno, denominato dal 1929 Regno di Jugoslavia, mentre l’Istria e la città di Fiume furono annesse al Regno d’Italia.
1928
L’uccisione di tre deputati croati in Parlamento causò l’abbandono permanente dell’aula da parte di tutti i deputati croati, segno delle tensioni che attraversavano il regno.
1939
La Croazia divenne un’entità autonoma all’interno del Regno di Jugoslavia; lo stesso anno Lavoslav Ružička riceveva il Premio Nobel per la chimica.
1941–1945
Grazie all’appoggio italo-tedesco la Croazia si costituì in Stato nominalmente indipendente ma di fatto satellite delle Potenze dell’Asse, con un governo collaborazionista presieduto da Ante Pavelić, che perseguitò duramente l’etnia serba.
1945
Il territorio croato fu costituito in repubblica all’interno della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto la presidenza del maresciallo Tito. La maggior parte dell’Istria venne incorporata nella federazione e spartita fra Slovenia e Croazia: ne derivò l’esodo delle popolazioni italiane istriane, fiumane e dalmate.
1971
Il nazionalismo croato si manifestò apertamente, ma fu represso dalle autorità jugoslave.
1990
I delegati croati e sloveni abbandonarono il quattordicesimo congresso della Lega dei Comunisti di Jugoslavia, dopo anni di disaccordi fra chi rivendicava maggiore autonomia e la delegazione serba guidata da Slobodan Milošević.
1991–1995
Proclamata l’indipendenza sotto la guida di Franjo Tuđman, la Croazia combatté contro l’esercito jugoslavo a guida serba, con episodi come la battaglia di Vukovar del 1991 e l’operazione Tempesta del 1995 per la riconquista della Krajina. I conflitti si conclusero con gli Accordi di Dayton del 1995 e con gli accordi di Erdut per la reintegrazione della Slavonia orientale.
1992
All’esordio olimpico la nazionale croata di pallacanestro conquistò uno storico argento, sconfitta solo in finale dal Dream Team statunitense.
1996
La Croazia divenne Stato membro del Consiglio d’Europa.
1998
Al suo esordio nella rassegna, la nazionale di calcio arrivò terza al campionato del mondo, battendo i Paesi Bassi nella finale di consolazione dopo la sconfitta in semifinale contro la Francia.
2001
Goran Ivanišević vinse il torneo partendo come invitato degli organizzatori: era il numero 125 della classifica mondiale.
2005
Il 26 giugno venne completato nei termini previsti il collegamento autostradale fra le due città, accolto da manifestazioni di giubilo.
2009
Il 1º aprile la Croazia aderì all’Alleanza atlantica.
2013
Il 1º luglio la Croazia divenne il ventottesimo membro dell’Unione europea.
2018
La nazionale di calcio raggiunse uno storico secondo posto al campionato del mondo, sconfitta in finale dalla Francia; nello stesso anno Luka Modrić vinse il Pallone d’oro, primo croato a riuscirci, e la nazionale di tennis conquistò la seconda Coppa Davis.
2023
Dal 1º gennaio la Croazia fa parte dell’Eurozona e dello spazio Schengen, sostituendo la kuna con l’euro.
2024
Il 21 dicembre è stato lanciato CroCube, il primo satellite croato.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione croata è cresciuta costantemente dai 2,1 milioni del 1857 fino al 1991, quando ha toccato il picco di quasi 4,8 milioni, con le sole eccezioni dei censimenti del 1921 e del 1948, successivi alle due guerre mondiali. Dal 1991 in poi il tasso di mortalità ha costantemente superato quello di natalità e la popolazione diminuisce ogni anno, nonostante un saldo migratorio positivo.
Nel 2020 la popolazione era scesa a 4 047 680 abitanti, il livello più basso dal 1956, e l’incremento naturale aveva raggiunto il minimo storico di −5,2 per mille. Il tasso di fecondità è di 1,41 figli per donna, uno dei più bassi al mondo e lontanissimo dal massimo di 6,18 raggiunto nel 1885.
Anche l’emigrazione è stata consistente: i croati residenti all’estero sono oltre due milioni, e la comunità più numerosa è quella insediatasi negli Stati Uniti; nel parlamento croato siedono alcuni deputati che rappresentano le comunità all’estero e i croati autoctoni di Bosnia ed Erzegovina, dove vivono circa 700 000 croati.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l’alfabeto latino. Le altre lingue, serbo, ungherese e italiano, sono parlate come prima lingua da meno del cinque per cento della popolazione.
L’italiano occupa però una posizione particolare: è conosciuto, come prima lingua o come lingua straniera, da circa un milione di persone, pari al 23,91 per cento della popolazione, e nella Regione istriana la percentuale sale al 32,69 per cento. Proprio in Istria vige il bilinguismo ufficiale croato-italiano, anche se il livello di tutela della minoranza varia molto da comune a comune.
In Istria sopravvive anche la piccola comunità degli istrorumeni, o cicci, la cui lingua di ceppo latino, affine al romeno, è ormai quasi estinta in favore del croato; un altro gruppo originariamente di lingua romanza è quello dei Morlacchi, oggi rappresentato solo da poche comunità. Ad Arbanasi, sobborgo di Zara, vive storicamente la minoranza albanese di Croazia.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La religione predominante in Croazia è quella cattolica, seguita dall’87,8 per cento della popolazione secondo le statistiche ecclesiastiche.
Seguono la confessione cristiano-ortodossa, con il 4,4 per cento, e l’islam sunnita, con l’1,3 per cento. I santi patroni dei croati sono san Giuseppe e san Girolamo.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull’industria leggera, con un turismo di importanza crescente. L’organizzazione economica è post-comunista: la transizione verso il capitalismo, avviata alla fine degli anni ottanta, fu poi gravemente peggiorata dalla deindustrializzazione e dai danni della guerra, cui si aggiunsero un’alta disoccupazione e riforme insufficienti.
Il turismo domina il settore dei servizi e rappresenta quasi il 25 per cento del prodotto interno lordo nazionale, con un reddito stimato in 9,5 miliardi di euro nel 2017. Dalla fine della guerra d’indipendenza il settore è cresciuto rapidamente, quadruplicando il numero di turisti, oltre undici milioni di ingressi ogni anno, provenienti soprattutto da Germania, Slovenia, Austria, Italia e Polonia.
Uno dei settori che hanno visto il maggiore sviluppo dopo l’indipendenza è quello dei trasporti: dai poco più di trenta chilometri di autostrade iniziali si è passati a oltre mille chilometri alla fine del 2007 e a 1500 nel 2010. Il completamento del collegamento fra Zagabria e Spalato, il 26 giugno 2005, fu accolto da manifestazioni di giubilo: negli anni settanta il governo centrale jugoslavo ne aveva interrotto la costruzione perché la riteneva troppo «nazionalistica», lasciando in Croazia un forte risentimento. Il 1º gennaio 2023 il Paese ha adottato l’euro, sostituendo la kuna.
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La Croazia è una repubblica parlamentare. Fra il 1102 e il 1918 fu unita al Regno d’Ungheria, seguendone le sorti, e fu poi un’unità territoriale della Jugoslavia fino al 1991, con la parentesi dell’effimero Stato Indipendente di Croazia, Paese fantoccio asservito alla coalizione nazifascista.
Il Paese è membro del Consiglio d’Europa dal 1996 e dell’Unione europea dal 2013; fa inoltre parte dell’Iniziativa Adriatico Ionica ed è fra i membri fondatori dell’Unione per il Mediterraneo.
Accanto alle regioni amministrative si individuano numerose regioni storiche e geografiche prive di status istituzionale, come la Dalmazia, che include la gran parte delle isole croate e si estende dall’isola di Arbe fino alle Bocche di Cattaro, la Slavonia, la Licca, il Gorski Kotar, il Međimurje, la Baranja e la Sirmia, divisa fra Serbia e Croazia.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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La Croazia è uno dei Paesi più ricchi d’Europa in termini di biodiversità, perché le sue regioni sono molto diverse fra loro: vi si distinguono quattro regioni biogeografiche, quella mediterranea lungo le coste, quella alpina nella Licca e nel Gorski Kotar, quella pannonica lungo la Drava e il Danubio e quella continentale nelle aree restanti. La geologia carsica ospita circa settemila fra grotte e pozzi, alcuni dei quali sono habitat del proteo, l’unico vertebrato troglobio esistente in Europa.
Il 44 per cento del territorio nazionale, pari a 2 490 000 ettari, è ricoperto da foreste, principalmente di latifoglie come le querce, di sempreverdi come il pino d’Aleppo e il leccio, o di macchia mediterranea. Il Paese conta 523 specie vegetali endemiche, circa il sei per cento della flora nota, e più di 380 specie animali protette, fra cui il cinghiale, il lupo, l’orso bruno e, soprattutto sull’isola di Cherso, il grifone eurasiatico.
Le aree protette coprono 532 063 ettari, pari al 6,07 per cento dell’intera superficie del Paese e al 9,40 per cento della sola terraferma. I parchi nazionali sono otto: i laghi di Plitvice, il canyon di Paklenica nel massiccio del Velebit, l’arcipelago di Brioni, il massiccio del Risnjak, il fiume Cherca, le Incoronate, il Velebit settentrionale e l’isola di Meleda. La Croazia è inoltre fra i trenta Stati più ricchi d’acqua al mondo e il terzo in Europa, con 32 818 metri cubi di riserve rinnovabili pro capite l’anno secondo le analisi della FAO.
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Parco nazionale
Superficie 297 km²

Parco nazionale
Superficie 111 km²

Parco nazionale
Superficie 95 km²

Parco nazionale
Superficie 109 km²

Parco nazionale
Superficie 63 km²

Parco nazionale
Superficie 216 km²

Parco nazionale
Superficie 54 km²

Montagna
Altezza 2.694 m

Montagna
Altezza 1.757 m

Montagna
Altezza 1.913 m

Montagna
Altezza 1.272 m

Montagna
Altezza 538 m
Montagna
Altezza 1.033 m

Montagna
Altezza 1.762 m

Montagna
Altezza 1.181 m

Montagna
Altezza 953 m

Montagna
Altezza 1.396 m

Montagna
Altezza 1.272 m
Montagna
Altezza 1.657 m
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La cucina croata riflette la divisione geografica del Paese: sulla costa prevalgono i sapori mediterranei, con il pesce, l’olio d’oliva e i prodotti dell’orto, mentre nell’entroterra pannonico e continentale dominano le carni, i piatti di pasta e le preparazioni di influenza mitteleuropea.
Fra le specialità più note ci sono il prosciutto istriano, il formaggio di pecora delle isole dalmate, la pašticada dalmata, uno stufato di manzo marinato, gli zagorski štrukli dell’entroterra di Zagabria e il soparnik, la focaccia ripiena di bietole della Dalmazia.
Sul fronte dei dolci il simbolo più riconoscibile è il licitar, il biscotto di pan di zenzero decorato a cuore tipico della Croazia settentrionale, accanto alla rožata ragusea, un budino aromatizzato. La produzione di birra e quella vinicola completano un panorama gastronomico molto regionalizzato.
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Il patrimonio culturale croato è segnato dalla coesistenza di mondi diversi: quello mitteleuropeo nell’entroterra e quello adriatico sulla costa, con le città storiche che conservano il segno della lunga presenza veneziana.
La Croazia è famosa nel mondo per una specialità turistica particolare: circa il quindici per cento dei suoi visitatori, oltre un milione all’anno, pratica il naturismo. Il Paese vanta inoltre 116 spiagge con bandiera blu ed è classificato come la diciottesima destinazione turistica più popolare al mondo.
La prima località di villeggiatura della costa fu Abbazia, divenuta popolare verso la metà del XIX secolo e trasformatasi intorno al 1890 in uno dei più importanti centri di cura d’Europa; più tardi sorsero numerosi altri resort lungo la costa e nelle isole. Il turismo nautico è oggi particolarmente sviluppato, con porti turistici che offrono oltre sedicimila ormeggi.
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La musica tradizionale croata viene eseguita con zampogne, fra cui il mih, e flauti come il rozenice o sopilo, accanto a strumenti simili a chitarre e mandolini; per l’accompagnamento si usano il contrabbasso e la fisarmonica.
La musica classica croata assomiglia invece a quella serba e a quella austriaca. La forma tradizionale più caratteristica della Dalmazia è la klapa, il canto corale a cappella.
Fra i cantanti croati più amati si ricordano Oliver Dragojević e Severina Vučković, mentre nel genere dance si è distinta Nina Badrić.
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L’architettura croata riflette le influenze delle nazioni confinanti: nel nord e nelle regioni centrali è più visibile l’influsso austriaco e ungherese, mentre lungo le coste della Dalmazia e dell’Istria dominano le influenze veneziane e bizantine.
Numerose sono le testimonianze di epoca romana, soprattutto in Istria e sulla costa dalmata, dall’Arena e dall’Arco dei Sergi a Pola al Palazzo di Diocleziano a Spalato, fino al sito archeologico di Salona. Vi sono poi architetture bizantino-romaniche come la basilica Eufrasiana a Parenzo, e con la conquista veneziana di parte della costa l’architettura subì l’influenza del gotico veneziano, presente in molti palazzi e chiese, come la Cattedrale di San Giacomo a Sebenico e la città di Traù. Ragusa emerge come uno dei migliori esempi di architettura rinascimentale.
L’architettura barocca si sviluppò soprattutto nel nord e in Slavonia, nei centri di Varaždin e Vukovar, quest’ultimo danneggiato durante la guerra d’indipendenza; sotto l’Impero asburgico furono infine realizzati fastosi progetti urbanistici in stile storicista, soprattutto a Zagabria, Fiume e Pola. Fra gli scultori croati del XX secolo spicca Ivan Meštrović.
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Il primo esponente della letteratura croata è considerato Marco Marulo, poeta originario di Spalato, famoso per aver scritto il primo documento letterario a stampa in croato, il poema Judita. Contemporaneamente a Ragusa si sviluppò una corrente letteraria il cui maggior esponente fu Marino Darsa, che scrisse commedie sui problemi della società ispirandosi a Boccaccio e ad altri letterati italiani.
Grazie alla sua florida economia, Ragusa fu il fulcro della vita culturale croata per tutta l’età barocca: vi si ricorda il poeta Giovanni Gondola. Nel XIX secolo si sviluppò invece il Movimento Illirico, che mirava all’unificazione di croati e serbi all’interno dell’Impero austro-ungarico, e le cui opere, pur appartenendo alla corrente romantica, trattano temi nazionalistici e patriottici.
Nel XX secolo la letteratura croata raggiunge una certa notorietà internazionale con Miroslav Krleža, autore di romanzi a sfondo sociale, e con Josip Kosor, i cui drammi furono rappresentati con successo in molti Paesi europei. Si ricordano inoltre l’opera poetica di Tin Ujević e di Dobriša Cesarić e, in tempi recenti, Mila Pavićević, prima scrittrice croata ad aggiudicarsi il Premio letterario dell’Unione europea, nel 2009.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La produzione cinematografica croata ha una dimensione contenuta ma ha prodotto film che hanno circolato anche all’estero.
Fra i titoli ambientati in Croazia si ricorda Padre Vostro, del 2013, diretto dal regista croato Vinko Brešan.
Sintesi · Fonte: Croazia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più popolare in Croazia è il calcio, e per un Paese di meno di quattro milioni di abitanti i risultati sono straordinari: la nazionale arrivò terza al campionato del mondo del 1998, al suo esordio nella rassegna, seconda nel 2018 e di nuovo terza nel 2022. Fra i suoi giocatori ci sono Davor Šuker, capocannoniere della nazionale con 45 reti, Zvonimir Boban, Robert Prosinečki, Ivan Rakitić e Luka Modrić, primo croato a vincere il Pallone d’oro, nel 2018.
La tradizione tennistica è altrettanto solida: Goran Ivanišević vinse Wimbledon nel 2001 partendo da invitato degli organizzatori, quando era numero 125 della classifica mondiale, e Marin Čilić conquistò gli US Open nel 2014. La nazionale si è aggiudicata due volte la Coppa Davis, nel 2005 e nel 2018. Alle Olimpiadi di Tokyo la finale del doppio fu giocata da quattro tennisti croati, cosa accaduta una sola altra volta nella storia dei Giochi.
Nello sci alpino Janica Kostelić ha vinto cinque ori mondiali, quattro ori e due argenti olimpici e tre volte la Coppa del mondo, mentre il fratello Ivica ha conquistato quattro argenti olimpici e la Coppa del mondo del 2011. Nella pallacanestro la figura più emblematica è Dražen Petrović, uno dei migliori cestisti europei di sempre, capace di segnare 114 punti in una sola partita; con Toni Kukoč e Dino Rađa portò la Croazia allo storico argento olimpico di Barcellona 1992, superata solo dal Dream Team statunitense.
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Record
Alla Croazia fanno capo 1244 formazioni insulari.
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Record
Il monte più alto della Croazia è il Dinara, con 1831 metri.
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Geografia
Il Parco nazionale dei laghi di Plitvice protegge sedici laghi terrazzati collegati da cascate in un canyon calcareo; fra di essi si trova la Veliki Slap, alta 78 metri.
Fonte: Croazia (Wikipedia, it)
Geografia
La Sava, lunga 562 chilometri, è il principale affluente del Danubio per apporto idrico.
Fonte: Croazia (Wikipedia, it)
Geografia
Il tratto croato del Danubio è lungo 188 chilometri e segna il confine con la provincia serba della Vojvodina.
Fonte: Croazia (Wikipedia, it)
Animali
Nelle grotte carsiche croate vive il proteo, l’unico vertebrato troglobio esistente in Europa.
Fonte: Croazia (Wikipedia, it)
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