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La Bosnia ed Erzegovina, comunemente indicata anche come Bosnia-Erzegovina e molto spesso chiamata con la sineddoche Bosnia, è uno Stato dell’Europa situato nei Balcani occidentali. Confina con la Serbia a est, il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e ovest.
La città di Neum, situata a sud-ovest, si affaccia sul mare Adriatico ed è l’unico sbocco sul mare. La sua superficie territoriale è di 51 209 chilometri quadrati e la sua capitale è Sarajevo; la seconda città metropolitana più grande del paese è Banja Luka.
Il nome Bosnia deriva dal nome del fiume Bosna, mentre il nome di Erzegovina deriva dal titolo di herceg, dal tedesco Herzog, duca: il nome della regione significa letteralmente «la terra di herzeg». Fino all’aprile del 1992 il Paese faceva parte della Jugoslavia, e dal 1995 è una repubblica parlamentare federale.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Bosnia ed Erzegovina si trova nei Balcani occidentali. Il suo territorio è prevalentemente montuoso e collinare, e la parte occidentale del paese è attraversata dalle Alpi Dinariche, le cui vette superano in più punti i duemila metri.
La costa adriatica è brevissima, poiché si estende per circa venticinque chilometri e corrisponde all’incirca al territorio della città di Neum. Al Paese appartiene inoltre l’exclave di Međurečje, interamente circondata dal territorio del comune serbo di Priboj.
La Sava è il fiume più lungo del paese e forma il suo confine naturale settentrionale con la Croazia, drenando il settantasei per cento del territorio nel Danubio e poi nel Mar Nero. Il fiume Bosna ha dato il nome al paese ed è il fiume più lungo interamente contenuto al suo interno; la Neretva è invece il principale fiume dell’Erzegovina e l’unico grande fiume che scorre verso sud e sfocia nel mar Adriatico.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Come in gran parte dell’Europa centro-orientale e sud-orientale, il clima della Bosnia ed Erzegovina è tipicamente continentale.
Gli inverni sono generalmente rigidi e nevosi, mentre le estati hanno discrete escursioni termiche giornaliere, in cui non mancano periodi caldi e afosi.
Particolarmente frequenti e abbondanti, come in tutti i Balcani, sono le precipitazioni.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Federazione di Bosnia ed Erzegovina · Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina · Distretto di Brčko
Neolitico
I primi insediamenti umani nella regione sono riconducibili al Neolitico; sembra che vi fosse la compresenza di varie popolazioni che parlavano differenti lingue.
IV secolo a.C.
Accanto agli Illiri vi sono tracce di una migrazione celtica.
229 a.C. – 9 d.C.
Iniziò un lungo conflitto tra Illiri e Romani, descritto nelle cronache dell’epoca come uno dei più difficili e impegnativi dopo le Guerre puniche, che portò all’annessione dell’Illiria.
VII secolo
Dopo l’arrivo degli Slavi si instaurò una struttura sociale tribale, che venne parzialmente smantellata intorno al nono secolo.
IX–X secolo
Il principato di Serbia e il regno di Croazia si divisero il controllo della Bosnia ed Erzegovina, che in quell’epoca aveva confini differenti.
1189
Il 29 agosto venne redatto il primo documento scritto con riferimenti precisi sui confini della Bosnia e sullo stato bosniaco: un accordo commerciale con la Repubblica di Ragusa.
1322
La lunga lotta per il potere tra i Šubić e i Kotromanić si concluse quando Stefano II Kotromanić divenne bano.
1377
Tvrtko I ottenne il controllo della Bosnia e si incoronò re il 26 ottobre.
1448
La regione si separò dal resto del Regno per iniziativa del conte dello Zahumlje Stefano Vukčić Kosača, che se ne proclamò Herzeg: da quel titolo trova origine il nome attribuito da allora alla regione.
1463
Il regno fu occupato e distrutto dai turchi ottomani, mentre l’erede della corona, Katarina Kosača Kotromanić, fuggì a Roma cercando per sé e per il suo paese la protezione del Papa, a cui lasciò anche la corona della Bosnia.
1482
La regione resistette al dominio ottomano fino a questa data.
1492–1686
I primi ebrei giunsero in Bosnia dopo l’espulsione dalla Spagna; accanto a questo primo nucleo sefardita, nel 1686 si aggiunse un nucleo aschenazita proveniente dall’Ungheria, e i turchi ottomani concessero loro una buona autonomia.
XVI–XVIII secolo
Il dominio durò tre secoli e portò notevoli cambiamenti, tra cui l’emergere di una comunità musulmana che divenne maggioritaria; Sarajevo e Mostar divennero centri urbani di una certa rilevanza.
1878
Il ministro austro-ungarico Gyula Andrássy ottenne l’occupazione e l’amministrazione della Bosnia e dell’Erzegovina.
1881
L’annessione della Bosnia-Erzegovina fu formalizzata il 18 giugno con l’alleanza fra Guglielmo I di Germania, Francesco Giuseppe I d’Austria e Alessandro III di Russia.
1908–1909
Il 6 ottobre 1908 l’Austria-Ungheria proclamò l’annessione della Bosnia-Erzegovina, scatenando reazioni contrastanti in Europa e conclusasi con l’annessione formale l’anno seguente.
1914
Il 28 giugno il giovane nazionalista serbo Gavrilo Princip assassinò l’erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando: l’atto è considerato la miccia della prima guerra mondiale.
1918
Il 1º dicembre la Bosnia entrò a far parte dello Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi.
1929
Il 3 ottobre lo Stato venne rinominato, guidato dal re Alessandro I.
1941
Il 10 aprile la Bosnia-Erzegovina fu inglobata nello Stato fantoccio retto dal dittatore croato Ante Pavelić, comandante degli ustascia, che attuò una pulizia etnica contro ortodossi, ebrei, musulmani, rom e comunisti.
1941–1945
I partigiani jugoslavi organizzarono un movimento di resistenza capitanato da Josip Broz Tito; gli scontri con gli ustascia furono sanguinosi e numerosi furono i crimini di guerra.
1946
Il 31 gennaio venne redatta una nuova Costituzione che includeva la Bosnia e l’Erzegovina all’interno della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
1961
Lo scrittore bosniaco ricevette il Premio Nobel per la letteratura; nello stesso anno venne riconosciuto il titolo di etnia alla popolazione di fede islamica.
1980
Alla scomparsa del leader vi fu una turnazione di presidenti che detenevano il potere per un anno.
1981
Dal 24 giugno si verificano nella cittadina bosniaca i fenomeni che l’hanno resa nota sul piano religioso.
1984
I Giochi di Sarajevo diedero una visibilità internazionale alla Bosnia ed Erzegovina.
1992
La guerra divampò subito dopo il referendum sull’indipendenza dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e la conseguente dichiarazione di indipendenza.
1992–1995
Gli attori principali furono le forze armate della Repubblica di Bosnia ed Erzegovina e le formazioni militari delle autoproclamate Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina e Repubblica Croata dell’Erzeg-Bosnia; furono commessi molteplici crimini di guerra e atroci massacri nell’ambito di vere e proprie operazioni di pulizia etnica.
1995
Alla fine della guerra diede un contributo la NATO con una decisa azione militare aerea repressiva, che indusse le forze serbe ad accettare la cessazione delle ostilità.
1995
Firmato il 21 novembre, ha sancito l’integrità e la sovranità della Bosnia ed Erzegovina, suddivisa tra due entità e un distretto; con gli stessi accordi, il 14 dicembre, è entrata in vigore la Costituzione.
2000
Il distretto è stato ufficialmente stabilito l’8 marzo con una decisione dell’allora Alto Rappresentante; nello stesso anno la Bosnia ed Erzegovina vinse la sua prima medaglia paralimpica, l’argento nella pallavolo maschile a Sydney.
2001
Il film del regista Danis Tanović vinse il premio per il miglior film straniero.
2004
Ad Atene la squadra maschile di pallavolo conquistò la medaglia d’oro.
2006
La riforma costituzionale del sistema di Dayton fu battuta per due voti in Parlamento; nello stesso anno Il segreto di Esma di Jasmila Žbanić vinse l’Orso d’oro al Festival di Berlino.
2008
Firmato il 16 giugno, fu il primo passo per l’integrazione europea, dopo che il Parlamento bosniaco aveva adottato la riforma della polizia.
2010
Il paese è candidato all’adesione alla NATO dall’aprile, quando ha ricevuto un piano d’azione; a fine anno sono stati rimossi i requisiti di visto Schengen per i cittadini bosniaci.
2011
Il 26 maggio si concluse con l’arresto la latitanza durata sedici anni di Ratko Mladić, poi condannato per crimini di guerra e di genocidio.
2013
Faruk Šehić fu il primo scrittore bosniaco ad aggiudicarselo.
2014
La Nazionale di calcio ottenne la sua prima qualificazione al campionato del mondo.
2015
L’atleta vinse la medaglia negli ottocento metri ai Mondiali di atletica leggera.
2018
Il 7 ottobre si sono svolte le elezioni parlamentari e presidenziali, per un totale di cinquecentodiciotto cariche elettive.
2022
Il 15 dicembre il Consiglio europeo concede alla Bosnia ed Erzegovina lo status di candidato per l’adesione all’Unione europea.
2024
Il 21 marzo il Consiglio europeo approva l’inizio dei negoziati di adesione all’Unione europea.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione residente in Bosnia ed Erzegovina è di 3,422 milioni di abitanti e abita nelle aree urbane per il quarantotto per cento. Il paese detiene un record negativo di nascite, e il tasso di disoccupazione si attesta al trentaquattro per cento, mentre il tasso di alfabetizzazione è del 98,5 per cento.
Fino allo scoppio del conflitto nazionalista la Bosnia ed Erzegovina veniva considerata come esempio di paese multietnico in cui si era raggiunto un sereno equilibrio tra le diverse comunità. Secondo i dati relativi al 2006 il Paese era etnicamente formato al quarantotto per cento da bosgnacchi, al 37,1 per cento da serbi e al 14,3 per cento da croati.
Oltre a coloro che non si riconoscono nei cosiddetti tre popoli costitutivi, la Costituzione riconosce come appartenenti al gruppo degli «Altri» anche i membri delle minoranze nazionali: una legge del 2003 ne riconosce ufficialmente diciassette, fra cui albanesi, cechi, ebrei, italiani, macedoni, montenegrini, polacchi, rom, romeni, russi, slovacchi, sloveni, tedeschi, turchi, ucraini e ungheresi.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali sono il bosniaco, il serbo e il croato, e sulla carta le differenze fra le tre lingue sono minime.
In linea di massima vengono usati il bosniaco e il croato nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina, con alfabeto a caratteri latini, mentre si usano il serbo e il bosniaco nella Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, con alfabeto a caratteri cirillici.
I madrelingua bosniaci nel Paese sono il cinquantatré per cento della popolazione, i madrelingua serbi il trentasei per cento e i madrelingua croati l’undici per cento.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La religione più diffusa in Bosnia ed Erzegovina è l’islam: secondo i dati del censimento del 2013 i musulmani sono circa il cinquantuno per cento della popolazione, mentre circa il quarantasei per cento della restante popolazione risulta divisa tra il cristianesimo ortodosso e il cristianesimo cattolico.
Esiste una forte correlazione tra identità etnica e religione: secondo il censimento del 1991 l’ottantotto per cento dei croati era cattolico, il novanta per cento dei bosniaci praticava l’Islam e il novantanove per cento dei serbi era ortodosso.
I primi ebrei giunsero in Bosnia dopo l’espulsione dalla Spagna del 1492; accanto a questo primo nucleo sefardita, nel 1686 si aggiunse un nucleo aschenazita proveniente dall’Ungheria. Sul piano religioso la Bosnia ed Erzegovina è anche nota per le Apparizioni di Međugorje.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Bosnia si è impoverita molto a causa della guerra, e anche per questo vi è il problema dell’emigrazione.
L’agricoltura non porta molti frutti, mentre l’allevamento del bestiame e lo sfruttamento del patrimonio forestale sono molto produttivi; nel sottosuolo ci sono ferro e carbone.
Anche se di piccole dimensioni, esistono industrie siderurgiche, metallurgiche, chimiche ed elettroniche.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Bosnia ed Erzegovina è composta da due entità territoriali — la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, con capitale Sarajevo, e la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, con capitale Banja Luka — e da un distretto che appartiene a entrambe, quello di Brčko. La Federazione occupa il cinquantuno per cento del territorio e la Repubblica Serba il restante quarantanove.
La Presidenza è un organo collegiale composto da tre membri eletti direttamente e in modo contestuale ogni quattro anni: ognuno rappresenta uno dei tre popoli costitutivi, i bosgnacchi, i serbi e i croati, e ciascuno assume a rotazione la carica di presidente della presidenza per un periodo di otto mesi. L’Assemblea parlamentare è formata dalla Camera dei popoli, con quindici membri, e dalla Camera dei rappresentanti, con quarantadue.
Secondo gli Accordi di Dayton è stata istituita la figura dell’Alto rappresentante, la più alta autorità civile del paese, cui spettano compiti di controllo, monitoraggio e supervisione, nonché il potere di imporre provvedimenti legislativi e di rimuovere pubblici funzionari che ostacolino l’attuazione della pace.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Sito archeologico

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Castello e fortezza

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Palazzo

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Castello e fortezza

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Castello e fortezza
Monumento

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Inquinamento atmosferico causato dalle industrie, scarsità di acqua e servizi sanitari carenti o inesistenti sono alcuni dei problemi ambientali che affliggono la Bosnia-Erzegovina, sebbene la questione prioritaria rimanga la ricostruzione delle infrastrutture distrutte dalla guerra.
Il paese ha sottoscritto alcuni trattati internazionali in materia ambientale riguardanti l’inquinamento atmosferico, l’abolizione dei test nucleari, la vita marina e la protezione dell’ozonosfera.
Tra le aree protette si ricordano il Parco nazionale Kozara, nel nord del paese, e il Parco nazionale Sutjeska, al confine con il Montenegro.
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Montagna
Altezza 2.694 m

Montagna
Altezza 1.913 m

Montagna
Altezza 2.386 m

Montagna
Altezza 1.916 m

Montagna
Altezza 2.067 m

Montagna
Altezza 1.629 m

Montagna
Altezza 2.014 m

Montagna
Altezza 916 m

Montagna
Altezza 2.228 m

Montagna
Altezza 1.652 m
Montagna
Altezza 1.657 m

Montagna
Altezza 1.894 m
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La cucina bosniaca ha subito diverse influenze da varie culture, in particolare ottomana e turca.
L’allevamento del bestiame è molto produttivo nel Paese e fornisce buona parte degli ingredienti della tavola.
Lo sfruttamento del patrimonio forestale completa il quadro delle risorse alimentari locali.
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La Carta di Kulin il Bano, del 29 agosto 1189, può essere considerata l’atto di nascita simbolico della sovranità bosniaca, in quanto è il primo documento scritto con riferimenti precisi sui confini della Bosnia e sullo stato bosniaco.
Scritta in cirillico bosniaco, la Carta del bano Kulin si concretizzava in un accordo commerciale tra la Bosnia e la Repubblica di Ragusa.
Sul piano religioso la Bosnia ed Erzegovina è nota per le Apparizioni di Međugorje, fenomeni che si verificano dal 24 giugno 1981 nell’omonima cittadina.
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Un genere musicale popolare bosniaco è la sevdalinka.
Tra le cantanti bosniache si possono citare Lepa Brena, Maya Sar e Selma Bajrami.
Vi sono poi le Feminnem, gruppo musicale femminile originarie anche della Croazia.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’architettura in Bosnia ed Erzegovina è in gran parte influenzata da quattro periodi principali, in cui i cambiamenti politici e sociali hanno determinato la creazione di distintive abitudini culturali e architettoniche: ogni periodo ha fatto sentire la sua influenza e ha contribuito a una maggiore diversità di culture e di linguaggi architettonici.
Durante l’Impero ottomano nella capitale bosniaca vennero costruiti la biblioteca, la torre dell’orologio, il ponte vecchio Stari Most, la moschea Gazi Husrev-beg e la Moschea dell’Imperatore.
In campo artistico sono da ricordare Braco Dimitrijević e l’architetto Ivan Štraus, che ha ricevuto vari premi per i suoi lavori.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Matija Divković è considerato il fondatore della letteratura bosniaca e croata in Bosnia ed Erzegovina.
Nel ventesimo secolo si afferma la figura di Ivo Andrić, Premio Nobel per la letteratura nel 1961, con romanzi ambientati nella sua terra, fra cui Il ponte sulla Drina.
Tra gli altri scrittori bosniaci si ricordano Miljenko Jergović, Elvira Mujčić, Zlata Filipović e Faruk Šehić, primo scrittore bosniaco ad aggiudicarsi il Premio letterario dell’Unione europea, nel 2013.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Uno dei registi bosniaci più noti nel panorama internazionale è Emir Kusturica, i cui lavori gli sono valsi vari riconoscimenti.
Altra regista nota è Jasmila Žbanić, il cui film Il segreto di Esma ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2006.
Un film bosniaco ha vinto l’Oscar al miglior film straniero: si tratta di No Man’s Land del regista Danis Tanović.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Bosnia ed Erzegovina ha una buona tradizione sportiva in varie discipline: nell’atletica figurano importanti atleti come Amel Tuka, medaglia di bronzo negli ottocento metri ai Mondiali del 2015. Per la pallacanestro il Paese ha ottenuto varie volte la qualificazione all’Eurobasket, mentre negli scacchi un posto rilevante è occupato da Borki Predojević.
La Nazionale di calcio nacque dall’indipendenza dalla Jugoslavia; il suo primo successo è stato la qualificazione ai mondiali del 2014. Tra i calciatori più rappresentativi spiccano Edin Džeko, considerato il miglior calciatore bosniaco di tutti i tempi e primatista di reti della nazionale, e i centrocampisti Miralem Pjanić e Senad Lulić.
Ai Giochi paralimpici estivi di Sydney 2000 la Bosnia ed Erzegovina ha vinto la sua prima medaglia, l’argento nella pallavolo maschile; ad Atene 2004 giunse la prima medaglia d’oro, sempre nella pallavolo.
Sintesi · Fonte: Bosnia ed Erzegovina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Bosnia deriva dal nome del fiume Bosna.
Lingua
Il nome Erzegovina deriva dal titolo di herceg, dal tedesco Herzog, duca: significa letteralmente «la terra di herzeg».
Storia
Il nome della regione dell’Erzegovina si riscontra per la prima volta nei documenti storici del 1448.
Record
La città di Neum è l’unico sbocco sul mare della Bosnia ed Erzegovina.
Record
La costa adriatica della Bosnia ed Erzegovina si estende per soli venticinque chilometri.
Geografia
Alla Bosnia ed Erzegovina appartiene l’exclave di Međurečje, interamente circondata dal territorio del comune serbo di Priboj.
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.