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La Lituania, ufficialmente Repubblica di Lituania, è uno Stato membro dell’Unione europea, confinante a nord con la Lettonia, a est con la Bielorussia, a sud con la Polonia e a sud-ovest con l’exclave russa dell’Oblast' di Kaliningrad, mentre a ovest è bagnata dal mar Baltico.
Ha una superficie di 65200 km² e 2 885 752 abitanti; fa parte dell’area geopolitica dei Paesi baltici, di cui è lo Stato più meridionale e il più popoloso.
Abitata per secoli da numerose tribù, la Lituania venne unificata nel XIII secolo da Mindaugas, costituendo prima un Regno e poi un Ducato. Ultima nazione europea ad abbandonare il paganesimo, tra XIV e XV secolo ebbe una rapida espansione territoriale, fino a diventare lo Stato più esteso d’Europa.
Sintesi · Fonte: Lituania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Lituania è bagnata a ovest dal mar Baltico, dove si trova la città di Klaipėda; lungo la costa si trovano spiagge sabbiose e dune di sabbia.
Verso est il paese ha un aspetto collinare con estesi boschi, ma il patrimonio boschivo è meno esteso di quello della Lettonia e dell’Estonia, essendo maggiore lo sfruttamento del suolo per le attività agricole: il territorio lituano è pianeggiante.
Il fiume più lungo è il Nemunas, che nasce in Bielorussia, a sud-ovest di Minsk, e dopo aver attraversato la parte meridionale del Paese forma il confine con l’Oblast' di Kaliningrad, per poi gettarsi nella laguna di fronte all’istmo di Curlandia, anch’esso diviso politicamente tra la Lituania e la Russia.
Sintesi · Fonte: Lituania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima in Lituania è di tipo continentale e freddo: gli inverni sono generalmente rigidi, con temperature medie di −5 °C, che possono raggiungere facilmente i −20 °C. Gennaio e febbraio sono i mesi più freddi, mentre in estate la temperatura può raggiungere e spesso superare i 20 °C.
Le nevi sono abbondanti tra novembre e marzo e sono in genere piuttosto copiose soprattutto nella parte centrale e orientale del Paese, mentre lungo la costa, presso Klaipėda e sulla penisola di Neringa, gli inverni sono più miti e le estati più fresche. Le precipitazioni raggiungono i 720 mm durante l’anno sul litorale e i 500 mm nelle regioni interne.
Le ore di luce sono scarse in inverno, mentre in estate, in particolare tra maggio e giugno, il sole tramonta dopo le 22, lasciando alla notte il chiarore tipico delle zone boreali; rispetto alla vicina Lettonia, all’Estonia e all’Europa scandinava la Lituania gode però di maggiore equilibrio nell’alternanza di giorno e notte, grazie alla sua posizione più meridionale.
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Stato attuale dal 1990
IX millennio a.C.
I primi insediamenti umani nel territorio dell’odierna Lituania risalgono almeno al 9000 a.C.
Neolitico
Il commercio della resina fossile, già prospero nel Neolitico, offrì ai balti una fiorente risorsa economica.
2000 a.C.
Gli antenati degli attuali lituani si stabilirono in queste zone provenendo dai territori di sud-est.
98
Nella sua opera Germania lo storico romano menzionò gli aesti, raccoglitori di ambra lungo le rive del Mar Baltico.
1009
Il nome "Lituania" comparve per la prima volta negli Annali di Quedlinburg, dove questa terra è citata come il luogo in cui l’arcivescovo Brunone fu ucciso dalle popolazioni che tentava di convertire.
XII secolo
La popolazione era suddivisa in due gruppi tribali: i samogiti, abitanti delle pianure, a occidente e gli aukštaiti, abitanti delle terre alte, nei territori orientali e sud-orientali.
1253
Il condottiero degli aukštaiti riuscì a unificare le varie tribù del Granducato di Lituania e ne fu incoronato sovrano a Kernavė, convertendosi al cattolicesimo nell’ambito di un accordo con i Cavalieri Teutonici.
1263
Mindaugas fu ucciso da un gruppo di aristocratici decisi a mantenere la Lituania nel solco della tradizione pagana e a rifiutare il cristianesimo.
1316–1341
Sotto il granduca i confini della Lituania si estesero verso sud e verso est, fino al territorio delle odierne Bielorussia e Ucraina, e per un certo periodo persino fino a Kiev.
XIV secolo
Due figli di Gediminas condivisero il trono: a Vilnius Algirdas estese i confini meridionali al di là di Kiev, mentre Kęstutis, che fece costruire il proprio castello su un’isola lacustre a Trakai, teneva a bada gli attacchi dell’Ordine Teutonico.
1386
Jogaila si fece battezzare, sposò la principessa Edvige, erede al trono della Polonia, e assunse il nome cristiano di Ladislao II Jagellone, dando origine all’Unione Polacco-Lituana destinata a durare per i successivi 400 anni.
1387–1413
Gli aukštaiti furono battezzati nel 1387 e i samogiti nel 1413: la Lituania fu così l’ultimo paese europeo a convertirsi al cristianesimo.
1390
Il cugino di Jogaila si ribellò al sovrano e riuscì a strappargli alcune importanti concessioni, facendosi nominare granduca a condizione di rispettare l’alleanza politica con Varsavia.
1410
La sconfitta definitiva dell’Ordine Teutonico a opera delle due armate congiunte inaugurò un periodo di pace e prosperità, soprattutto per Vilnius, che proprio in quegli anni vide sorgere quella che oggi è la sua celeberrima Città Vecchia.
1430
Alla scomparsa del granduca detto «il Grande» il territorio della Lituania si estendeva al di là di Kurska a oriente e quasi fino al Mar Nero a sud, così da costituire uno degli imperi più vasti d’Europa.
1547
Martynas Mažvydas scrisse e pubblicò un catechismo nell’attuale Karaliaučius.
1569
I due stati vennero ufficialmente fusi durante la guerra di Livonia contro la Moscovia: all’interno della nuova Confederazione la Lituania andò incontro a un processo di «polonizzazione».
1579
Un gruppo di gesuiti polacchi fondò l’ateneo per volere del re Stefano I Báthory e fece della città uno dei baluardi della Controriforma; con l’influenza dei gesuiti si diffuse inoltre lo stile architettonico barocco.
1654
La Russia invase temporaneamente la Confederazione, impossessandosi di una parte considerevole dei territori.
1772–1795
I sovrani di Russia, Austria e Prussia si divisero i territori della Confederazione in tre spartizioni: quasi tutta la Lituania passò alla Russia, tranne una piccola regione sud-occidentale annessa alla Prussia.
1818
Apparvero Le stagioni di Kristijonas Donelaitis e alcune liriche e poemi di Antanas Strazdas, divenuti in seguito canti popolari.
1830–1831
La sollevazione contro i russi diede il via alla guerra russo-polacca, che finì nel 1831 con la vittoria russa e la definitiva occupazione zarista della Lituania.
XIX secolo
Lo zar Alessandro II proibì la pubblicazione di opere in caratteri latini: ciò diede vita al fenomeno dei "portalibri", che importavano opere in lituano pubblicate nella vicina Prussia o negli Stati Uniti.
inizio XX secolo
Iniziò a formarsi un movimento culturale che stimolava, soprattutto con la promozione dell’uso della lingua lituana, la formazione di una coscienza nazionale.
1914–1918
L’esercito tedesco invase la Lituania e respinse le truppe russe, permettendo l’istituzione di un’amministrazione militare sotto la diretta tutela del comando tedesco col nome di Ober Ost.
1918
La Lituania si dichiarò indipendente il 16 febbraio con l’Atto redatto dal Consiglio della Lituania, dopo il trattato di Brest-Litovsk in cui si rinunciava a qualunque pretesa territoriale sui Paesi baltici.
1919
Il 4 aprile, terminata la prima guerra mondiale, la Lituania si costituì in repubblica, con Antanas Smetona eletto presidente.
1926
Nel dicembre, in seguito a un colpo di Stato conservatore e autarchico, Smetona venne eletto nuovamente presidente della Repubblica, con mandato confermato nel 1930 e nel 1938.
1939
I sovietici, invadendo la Polonia insieme ai tedeschi, passarono parte della regione di Vilnius alla Lituania, mentre la regione di Klaipėda, acquisita nel 1923, fu ceduta ai tedeschi dopo un ultimatum.
1940
In base al patto Molotov-Ribbentrop i sovietici occuparono il Paese dopo un ultimatum, fondando la Repubblica Socialista Sovietica Lituana; gli Stati Uniti, con la dichiarazione di Welles del 23 luglio, notificarono che non avrebbero mai riconosciuto come legittima l’annessione.
1941
Il 22 giugno la Germania avviò l’operazione Barbarossa e il 24 giugno le prime unità della Wehrmacht entrarono a Vilnius e a Kaunas; il 15 agosto i nazisti istituirono il ghetto di Kaunas e il 6 settembre quello di Vilnius.
1941–1944
A Ponary, oggi un quartiere occidentale di Vilnius, le truppe ausiliarie lituane sotto sovrintendenza tedesca massacrarono in fucilazioni di massa circa 100 000 persone, di cui 60 000 o 70 000 erano ebrei.
1944
Nel corso dell’operazione Bagration le truppe sovietiche rioccuparono Vilnius e Kaunas, il 13 luglio e il 1 agosto.
1945–1956
Piccole bande armate, aiutate dalla popolazione locale, proseguirono la guerriglia nei territori rurali contro le truppe regolari russe: si calcola che ben 120 000 lituani si diedero alla macchia.
1990
L’11 marzo la RSS Lituana fu la prima repubblica baltica occupata dai sovietici a ritornare indipendente; le truppe sovietiche tentarono di reprimere la ribellione, ma alla fine dovettero cedere.
1991
L’indipendenza lituana non venne ufficialmente riconosciuta sino al settembre di quell’anno, dopo il tentato colpo di Stato in Unione Sovietica.
1992
Il 25 ottobre fu adottata la Costituzione; ai Giochi olimpici di Barcellona Romas Ubartas vinse il lancio del disco, primo oro e prima medaglia olimpica della Lituania.
1993
Le truppe russe lasciarono il Paese; nello stesso anno, al confine polacco presso la città di Šeštokai, fu aperto uno snodo di interscambio e cambio di scartamento con le ferrovie polacche.
2003
La Lituania ebbe il più alto tasso di crescita fra i Paesi candidati all’ingresso nell’Unione europea, arrivando a quota 8,8% nel terzo quadrimestre dell’anno; l’11 settembre il 69% dei lituani approvò per referendum il trattato di adesione.
2004
Il 29 marzo la Lituania è entrata a far parte della NATO e il 1º maggio dell’Unione europea; nel dicembre fu disattivato uno dei due reattori della centrale nucleare di Ignalina.
2007
Il 21 dicembre la Lituania è entrata nell’area Schengen.
2009
Con la chiusura definitiva della centrale nucleare si pose il serio problema di come smantellare la struttura con il minor costo per l’ambiente; nello stesso anno Laura Sintija Cerniauskaité vinse il Premio letterario dell’Unione europea.
2012
A soli 15 anni, ai Giochi olimpici di Londra, la nuotatrice si laureò campionessa olimpica nei 100 metri rana.
2014
Il 9 gennaio vennero lanciati LituanicaSAT-1 e LitSat-1.
2015
Il 1º gennaio la nazione baltica adottò la moneta unica, diventando il diciannovesimo stato della zona euro: l’euro sostituì il litas.
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La popolazione lituana è scesa nel 2017 a soli 2 849 000 abitanti, da oltre 3,3 milioni nel 2006, in seguito alle emigrazioni massicce e senza sosta dagli anni 1990 e al tasso estremamente alto di suicidi, che raggiunse l’apice di 45 suicidi su 100 000 persone nel 1995.
L’86,7% della popolazione è di etnia lituana e parla lituano; esistono inoltre numerose altre minoranze, come quella polacca, con il 5,6%, quella russa, con il 4,8%, e quella bielorussa, con l’1,3%. La Lituania è lo Stato baltico con la minor presenza di popolazione di etnia russa.
I polacchi sono la minoranza più consistente e si concentrano nel Sud-est, specialmente presso la regione di Vilnius, mentre i russi si concentrano prevalentemente nelle città: a Vilnius, Klaipėda e Visaginas rappresentano rispettivamente il 14%, il 28% e il 52% della popolazione.
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La lingua ufficiale è il lituano, una delle due lingue baltiche ancora esistenti; vi sono minoranze russe e polacche che parlano le loro rispettive lingue.
Per quanto riguarda la lingua straniera, nella maggior parte delle scuole viene insegnato l’inglese come prima lingua straniera, ma è studiato anche il tedesco e, talvolta, il francese.
Nelle aree dove si concentrano le minoranze russa e polacca esistono scuole dove vengono insegnati i rispettivi idiomi come lingue madri.
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Ufficialmente si dichiarano cattolici il 79% dei lituani, atei e agnostici il 15%, ortodossi il 4% e protestanti il 2%.
La Lituania è stata l’ultimo Paese europeo a essersi convertito al cristianesimo, nel 1387, e sono tuttora vive alcune tradizioni che risalgono al paganesimo: per esempio, dopo aver festeggiato la vigilia di Natale il tavolo non va sparecchiato, fatta eccezione per i coltelli, per lasciare cibo agli spiriti dei parenti deceduti.
Nei pressi della città di Šiauliai esiste un luogo di pellegrinaggio chiamato Collina delle Croci, meta di turisti; venerato e protettore del popolo lituano è il gesuita polacco San Stanislao Kostka, la cui memoria liturgica cade il 15 agosto.
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L’economia lituana è cresciuta velocemente negli ultimi anni, tanto da meritare al Paese la reputazione di "Tigre del Baltico": importanti settori economici sono i mobilifici, le industrie tessile e alimentare, e l’ingresso nell’Unione europea nel 2004 ha contribuito ad accelerare questo processo.
Superata la dipendenza commerciale ed energetica dall’URSS, oggi l’economia punta molto sull’industria metallurgica, mineraria e tessile, settori concentrati nei poli urbani di Vilnius e Kaunas, mentre l’industria alimentare legata alla pesca è sviluppata nella città costiera di Klaipeda.
L’economia agricola che ha caratterizzato il recente passato del Paese è ancora ben radicata: rilevanti sono le produzioni di segale e lino, l’allevamento bovino, la produzione di latticini e la silvicoltura. I settori produttivi sono così divisi: primario 5,3%, secondario 35,3%, terziario 59,4%.
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Il capo di Stato è il Presidente della Repubblica, eletto direttamente dai cittadini per un mandato di 5 anni rinnovabile una volta: il suo incarico è in gran parte rappresentativo, con però anche importanti funzioni negli affari esteri e nella sicurezza nazionale, ed è il Comandante in capo delle forze armate.
Il Presidente, con l’approvazione del parlamento unicamerale lituano, il Seimas, nomina il Primo ministro e successivamente il resto del Gabinetto di governo, oltre a numerose altre alte cariche pubbliche e ai giudici di tutte le corti, inclusa quella costituzionale.
Il Seimas è formato da 141 deputati: circa metà dei membri, 71, sono eletti nelle singole costituenti, mentre l’altra metà viene eletta a livello nazionale con sistema proporzionale. Per accedere al Parlamento un partito deve ricevere almeno il 5% dei voti, e una coalizione multipartitica almeno il 7%; la Costituzione è del 25 ottobre 1992.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Castello e fortezza

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In Lituania vivono 70 specie di mammiferi, tra cui alci, cinghiali e linci, e le zone umide del delta del Nemunas sono un’importante area di nidificazione di uccelli, come la cicogna; il castoro, il bisonte e il cervo europeo sono stati reintrodotti, mentre nei parchi nazionali si riproduce il lupo.
Il 30% del territorio nazionale è ricoperto da foreste, in cui predominano il pino, l’abete rosso e la betulla: gli alberi costituiscono una fonte di grande orgoglio per i lituani, che trattano i più antichi con molto rispetto e danno loro nomi come Kapinių pušis, il pino del cimitero, e Ragaonos uosis, il frassino della strega.
I parchi della Dzūkija e della Samogizia sono ricchi di fauna e proteggono entrambi più di 1 000 specie animali, mentre nel Parco Nazionale di Aukštaitija si trovano fiori rari, tra cui la ninfea bianca, l’epipogio, l’hammarbia e l’astragalo peloso.
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Parco nazionale
Superficie 82 km²

Parco nazionale
Superficie 410 km²

Parco nazionale
Superficie 585 km²

Parco nazionale
Superficie 265 km²

Parco nazionale
Superficie 2.172 km²
La cucina lituana prevede l’uso dei prodotti offerti dal suo clima settentrionale, fresco e umido: vengono coltivati orzo, patate, segale, barbabietole, ortaggi e funghi, e i prodotti caseari sono una delle specialità del Paese.
Avendo condiviso un lungo periodo con la Polonia, sono simili numerosi piatti e bevande, con versioni lituane e polacche di tortelli, ciambelle e crêpe; anche le tradizioni tedesche hanno influenzato la cucina, introducendo pietanze a base di maiale e patate, come lo sformato di patate e le salsicce di patate.
I cepelinai, un piatto a base di patate grattugiate e poi cotte, sono il più famoso piatto nazionale, popolare fra i lituani in tutto il mondo; altri piatti nazionali includono il pane nero di segale e la zuppa fredda di barbabietole.
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La festività di Joninės, conosciuta anche come Rasos, è una festa nazionale tradizionale che si tiene il giorno del solstizio d’estate e ha origini pagane: la giornata più lunga dell’anno svuota le città, e chi può si reca ai laghi a godere del chiarore della notte più breve.
Il martedì grasso, Užgavėnės, si festeggia il giorno prima del Mercoledì delle ceneri e ha lo scopo di sollecitare l’inverno ad andarsene.
Ci sono tradizioni nazionali di origine pagana anche per feste attualmente cristiane come la Pasqua e il Natale; nell’era pagana si diceva che gli alberi ospitassero le anime dei morti e che i soldati morti in battaglia si trasformassero in alberi.
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Come anche gli altri Stati baltici la Lituania ha una ricca tradizione di musiche popolari, la cui manifestazione più nota sono i dainos, canti popolari di diverso argomento, tradizionalmente cantati dalle donne, che sono il fulcro dei numerosi festival di canti tradizionali.
Canti popolari polivocali caratteristici sono detti sutartine e nel 2010 sono stati inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità stilata dall’UNESCO; la Lituania, insieme agli altri Paesi baltici, può essere considerata una delle culle del canto corale.
Il compositore lituano classico più noto è Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, autore di oltre duecento opere musicali nonché pittore; il grande soprano e mezzosoprano Violeta Urmana è un’icona nazionale e star internazionale dell’opera lirica, e il Paese ha dato i natali anche a uno dei più grandi violinisti del Novecento, Jascha Heifetz.
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Castelli-fortezze a pianta poligonale furono costruiti dal XIII secolo, senza torri, e poi fra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo con due o più torri, come difesa dai crociati; con il cattolicesimo furono introdotti modi gotici nella costruzione delle chiese, che pure mantennero caratteristiche locali, come Sant'Anna a Vilnius, in «gotico lituano».
L’architettura, la miniatura e l’incisione nel XVI secolo furono fortemente influenzate dal Rinascimento italiano, tedesco e dei Paesi Bassi; tra le varie costruzioni barocche spicca la chiesa del monastero di Pažáislis, presso Kaunas, costruita dagli italiani L. Fredo e P. Puttini all’inizio del XVIII secolo, con affreschi dell’italiano Del Bene.
Da ricordare è il notevole sviluppo dell’arte popolare: croci di legno di tipo tutto particolare, cappelle votive, tessuti e ricami. Tra i settori più sviluppati vi è senza dubbio quello della ceramica, e la Lituania è famosa in tutto il mondo per la produzione di ceramica nera, una tradizione che affonda le sue radici nell’età della pietra.
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La pubblicazione del primo libro in lingua lituana risale al 1547, quando Martynas Mažvydas scrisse e pubblicò un catechismo; nei secoli seguenti la letteratura lituana è soprattutto di carattere religioso, mentre nel 1818 apparvero il poema nazionale Le stagioni di Kristijonas Donelaitis e alcune liriche di Antanas Strazdas, divenute in seguito canti popolari.
Il principale poeta dell’epoca del risorgimento lituano fu Jonas Mačiulis, più noto come Maironis, e vicino allo stesso movimento fu anche il poeta lituano-polacco Adam Mickiewicz; contemporaneamente vi fu un movimento realista, il cui esponente più noto fu Vincas Kudirka, l’autore dell’inno nazionale.
Nel secondo dopoguerra, con l’occupazione sovietica e l’avvento del realismo socialista, diversi scrittori emigrarono: destinazione principale furono gli Stati Uniti, e a Chicago venne costituita una società letteraria. Nel 2009 Laura Sintija Cerniauskaité fu la prima scrittrice lituana a vincere il Premio letterario dell’Unione europea.
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Tra i registi cinematografici lituani spiccano Šarūnas Bartas e Gytis Lukšas.
Tra i film premiati si ricorda Trys dienos, di Šarūnas Bartas, premiato al Festival internazionale del cinema di Berlino e al Festival internazionale del cinema di Porto.
In campo teatrale è da ricordare la figura del regista Eimuntas Nekrošius, autore di varie produzioni teatrali e vincitore di diversi riconoscimenti internazionali.
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Tra i vari sport la pallacanestro è considerata sport nazionale lituano: arrivò nel Paese attraverso le comunità lituano-americane negli anni 1930 ed è popolare in Lituania tanto quanto nelle comunità lituane all’estero. La nazionale ha vinto la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici del 1992, del 1996 e del 2000.
Anche l’atletica leggera è praticata discretamente e ha raggiunto un discreto successo soprattutto grazie al lanciatore di disco Virgilijus Alekna, vincitore di due medaglie d’oro olimpiche, a Sydney 2000 e ad Atene 2004, e di altrettanti titoli mondiali.
Il ciclismo su strada è discretamente praticato, soprattutto in ambito femminile, con Rasa Polikevičiūtė, Edita Pučinskaitė e Diana Žiliūtė, tutte e tre laureatesi campionesse del mondo; in campo maschile è Raimondas Rumšas ad aver ottenuto i principali risultati.
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Lingua
Una credenza popolare vuole che "Lietuva" derivi dalla parola "lietus", pioggia, ma la presenza del suffisso -uva e la mancanza di prove convincenti rende tale spiegazione poco plausibile.
Fonte: Lituania (Wikipedia, it)
Lingua
Un’altra teoria vuole il nome della Lituania derivato dal Lietava, corso d’acqua della Lituania centrale; tuttavia le sue ridotte dimensioni renderebbero il passaggio da idronimo a toponimo altamente improbabile.
Fonte: Lituania (Wikipedia, it)
Record
Tra il XIV e il XV secolo la Lituania ebbe una rapida espansione territoriale, fino a diventare lo Stato più esteso d’Europa.
Fonte: Lituania (Wikipedia, it)
Record
La Lituania è stata l’ultimo Paese europeo a convertirsi al cristianesimo, nel 1387.
Fonte: Lituania (Wikipedia, it)
Storia
Grazie all’ambra e alle sue rotte commerciali Tacito menzionò gli aesti nella sua opera Germania, scritta nel 98 d.C.
Fonte: Lituania (Wikipedia, it)
Cultura
Le rotte commerciali dell’ambra che coprivano tutto il pianeta sono documentate dal Museo dell’Ambra di Palanga.
Fonte: Lituania (Wikipedia, it)
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Le principali città sono Vilnius, capitale del paese, che sorge alla confluenza dei fiumi Vilnia e Neris, Kaunas, principale centro industriale e importante centro universitario, e Klaipėda, importante porto sul breve canale che mette in comunicazione il Baltico con la laguna dei Curi.
Šiauliai, a nord del Paese, è vicina alla Collina delle Croci, importante luogo di pellegrinaggio, mentre Panevėžys si trova a metà strada fra Riga e Vilnius e Alytus è il centro storico della regione della Dzūkija.
Diversi siti della Lituania sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO; il Paese è attraversato dall’autostrada E67 "Via Baltica", che collega Varsavia con Helsinki via Kaunas, Riga e Tallinn.
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