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La Mongolia è uno Stato dell’Asia orientale privo di accesso al mare, confinante a nord con la Russia e a sud con la Cina: gran parte del suo territorio è coperto da steppe, con montagne a nord e a ovest e il deserto del Gobi a sud, e la superficie coltivabile è molto limitata a causa del clima freddo.
Con i suoi 1 566 000 km² e una popolazione di circa 3,2 milioni di persone, concentrata per lo più nella capitale e città più grande Ulan Bator, dove risiede circa il 45,9% della popolazione, è lo Stato sovrano con la più bassa densità di popolazione al mondo.
Circa il 30% della popolazione è nomade, dedita prevalentemente all’allevamento; la maggioranza dei cittadini è di etnia mongola, ma sono presenti etnie minoritarie come kazaki e tuvani, e la religione predominante è il buddismo tibetano. Nella bandiera nazionale e sulle targhe automobilistiche è presente il Sojombo.
Sintesi · Fonte: Mongolia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Mongolia, con i suoi 1 566 000 km², è il 19º Paese del pianeta per estensione territoriale, oltre cinque volte l’Italia: confina con Cina e Russia e dista all’incirca 44 km dal Kazakistan.
Il paesaggio è molto variegato, con il deserto del Gobi a sud e le regioni fredde e montuose a nord e ovest, mentre gran parte del territorio è costituita da steppe; il punto più alto è il Picco Hùjtnij, nel massiccio Nayramdal Uur, a 4.374 m sul livello del mare.
Il termine gobi è un termine mongolo che di solito si riferisce a una categoria di pascoli della steppa aridi e con vegetazione sufficiente al sostentamento di marmotte e cammelli: i mongoli sono soliti precisare tale differenza, anche se la distinzione non è sempre evidente ai turisti.
Sintesi · Fonte: Mongolia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima estivo è mite, mentre in inverno le temperature scendono fino a –40 °C e a –60 °C nella taiga; il Paese è soggetto a rigide condizioni climatiche, e zud è il termine con cui i mongoli definiscono un inverno particolarmente freddo e nevoso.
La Mongolia ha un clima continentale e tendenzialmente ventoso, con inverni lunghi e rigidi, mentre nei mesi estivi, durante i quali avviene la maggior parte delle precipitazioni annuali, il clima asciutto raggiunge i 25-30 °C; in questa breve stagione il vento è protagonista: quello fresco da nord, quello tiepido dal Gobi.
La Mongolia è sensibilmente influenzata dal riscaldamento globale: tra il 1940 e il 2001 la temperatura media dell’aria annuale è aumentata di oltre 1,5 gradi Celsius e la temperatura invernale di oltre 3,6 gradi.
Sintesi · Fonte: Mongolia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ulan Bator · provincia dell'Arhangaj · provincia del Bajan-Ôlgij · provincia di Bajanhongor · provincia di Bulgan · provincia di Darhan-Uul · provincia del Dornod · provincia del Dornogov' · provincia del Dundgov' · provincia del Gov'-Altaj · provincia del Gov'-Sùmbėr · provincia del Hėntij · provincia di Hovd · provincia del Hôvsgôl · provincia dell'Ômnôgov' · provincia dell'Orhon · provincia del Ôvôrhangaj · provincia del Sėlėngė · provincia di Sùhbaatar · provincia del Tôv · provincia dell'Uvs · provincia del Zavhan
Stato attuale dal 1992
Paleolitico
Le prime tracce di insediamenti umani risalgono al Paleolitico, con il ritrovamento di pitture rupestri nella provincia di Hovd e nella provincia di Bajanhongor.
Neolitico
Nella provincia del Dornod viene rinvenuto un insediamento agricolo dell’era neolitica.
età del bronzo
La Mongolia occidentale ne fu influenzata: tale influenza è documentata dalla presenza delle Stele del Cervo e di kurgan.
V secolo a.C.
Presso i Monti Altaj è stato trovato un guerriero scita che si ritiene risalga a circa 2 500 anni fa, a sostegno di una possibile discendenza dei mongoli dagli sciti.
209 a.C.
Il primo nucleo tribale della Mongolia fu quello degli Xiongnu: per far fronte alle loro incursioni distruttive la Cina decise la costruzione della Grande muraglia, che non sempre si rivelò efficace.
V–VIII secolo
Dopo il declino della dinastia Xioung la confederazione dei Rouran salì al potere dopo aver sconfitto Göktürk; nel corso dei secoli VII e VIII diverse tribù regnarono sulla Mongolia, tra cui gli Uiguri, i Khitan e i Jurchen.
1162–1227
L’eroe nazionale mongolo fu Temujin, noto come Gengis Khan, che unificò i territori mongoli e creò uno degli imperi più vasti della storia.
1206
Fu fondato da Gengis Khan.
XIII secolo
Sotto i successori di Gengis Khan l’impero toccò i confini della Polonia a ovest, della Corea a est e dalla Siberia a nord fino al Golfo di Oman e al Vietnam del sud, coprendo circa 33000000 km², il 22% delle terre emerse, con oltre 100 milioni di persone.
1259
Dopo la morte di Gengis Khan l’impero venne suddiviso in quattro regni, che acquisirono maggiore autonomia dopo la morte di Munke.
XIII secolo
Uno dei khanati, dopo aver invaso la Cina, distrusse definitivamente la dinastia Jīn: il nipote di Temujin, Kublai Khan, diede vita alla nuova dinastia e fondò il suo regno presso l’odierna Pechino.
1368
La Dinastia Ming prese il potere e la corte mongola fuggì verso nord; l’avanzata militare proseguì in Mongolia, conquistando e distruggendo la capitale Karakorum.
XV secolo
Sotto la guida di Esen Tayisi presero il sopravvento e il conflitto con la Cina portò alla disfatta Ming, con la cattura dell’imperatore Zhengtong; Esen Tayisi venne però assassinato nel 1454.
XVI secolo
Batumöngke Dayan Khan e il suo Khatun Mandukhai riunirono l’intera nazione mongola sotto i Genghisids.
1557
Altan Khan del Tümed, nipote illegittimo di Dayan Khan, fondò la città.
1578
Fu fondamentale per la diffusione del Buddhismo tibetano in Mongolia; nel 1585 Abtai Khan del Khalkha si convertì al buddismo e fondò il monastero Erdene Zuu.
1634
Ligden Khan morì mentre si dirigeva verso il Tibet, nel tentativo di eludere i manciù; nel 1636 gran parte della Mongolia interna era sottomessa ai manciù, propulsori della Dinastia Qing.
1640
Zanabazar, nipote di Abtai Khan, ottenne il titolo.
1691
Il Khalkha venne al governo dei Qing, portando tutti i territori della Mongolia odierna sotto il governo di Pechino.
1757–1758
I Mongoli occidentali furono sconfitti definitivamente; la Mongolia ricevette una relativa autonomia, essendo amministrata dai khanati ereditari Genghisid, e i manciù proibirono l’immigrazione cinese di massa, consentendo ai mongoli di preservare la loro cultura.
1911
Con la caduta della dinastia Qing la Mongolia, sotto il Bogd Khan, dichiarò l’indipendenza; la nuova costituzione della Repubblica di Cina considerava però il Paese parte del suo territorio.
1919
Dopo la Rivoluzione d’ottobre in Russia le truppe cinesi, guidate da Xu Shuzheng, occuparono militarmente la Mongolia.
1921
Roman von Ungern-Sternberg sconfisse i cinesi presso Ulan Bator e il nuovo esercito, sostenuto dall’Unione Sovietica, fu protagonista della presa di Kyakhta il 18 marzo; la Mongolia dichiarò la sua indipendenza ancora una volta l’11 luglio.
1924
Dopo la morte del leader religioso Bogd Khan venne ufficialmente proclamata con il sostegno dell’Unione Sovietica.
1928
Con il suo avvento al potere furono approvati alcuni provvedimenti, tra cui la collettivizzazione del bestiame, la distruzione dei monasteri buddisti e la repressione, anche fisica, di tutti gli oppositori del regime sovietico.
1939
Durante la guerra sovietico-giapponese l’Unione Sovietica difese con successo la Mongolia contro l’espansionismo giapponese.
1942
Fu fondato il principale ateneo della Mongolia.
1945
Le forze mongole combatterono durante la guerra Unione Sovietica-Giappone sul fronte della Mongolia Interna; il 20 ottobre si svolse un referendum d’indipendenza con il 100% dell’elettorato favorevole, secondo le cifre ufficiali.
1949
Il 6 ottobre Mongolia e Repubblica Popolare di Cina confermarono il loro riconoscimento reciproco.
1952
Il 26 gennaio prese il potere; nel 1956, e ancora nel 1962, il culto della personalità di Horloogijn Čojbalsan venne condannato e bandito dagli organi del Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo.
1968
Jigjidiin Mönkhbat vinse l’argento nella lotta libera a Città del Messico.
1980
Circa 55 000 soldati sovietici erano di stanza in Mongolia.
1981
Il 22 marzo Žùgdėrdėmidijn Gùrragčaa compì il volo.
1984
Mentre Tsedenbal era in visita a Mosca, nel mese di agosto, la sua grave malattia indusse il Parlamento ad annunciare il suo ritiro e a sostituirlo con Jambyn Batmönkh.
1990
L’introduzione della perestroika e della glasnost in Unione Sovietica influenzò fortemente la politica mongola, portando alla pacifica rivoluzione e all’introduzione di un sistema multipartitico e dell’economia di mercato.
1991
Fu fondata a Ulan Bator la borsa valori, piccola per capitalizzazione di mercato.
1992
Il 13 gennaio fu introdotta la nuova carta e il termine "Repubblica del Popolo" fu tolto dal nome ufficiale del Paese.
1993
La prima vittoria elettorale per un partito non comunista arrivò con le presidenziali; seguì quella alle parlamentari del 1996.
1997
La Mongolia vi ha aderito, cercando di espandere la propria partecipazione regionale in ambito commerciale ed economico.
2003
La Mongolia sostenne l’intervento inviando un contingente di 180 unità; nello stesso anno il film La storia del cammello che piange ottenne riconoscimenti internazionali.
2004
La Mongolia fu formalmente invitata come partner commerciale in Asia; nello stesso anno parte del debito verso la Russia fu risolta con un pagamento di 250 milioni di dollari.
2008
Naidangiin Tüvshinbayar vinse nel judo ai Giochi olimpici di Pechino.
2010
Il Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo cambiò nome; il censimento nazionale dello stesso anno registrò il 53% di buddisti sopra i 15 anni.
2017
Il 3 giugno fu lanciato nello spazio il primo satellite mongolo; nello stesso anno Dorjsürengiin Sumiyaa vinse l’oro ai campionati mondiali di judo.
2021
Ukhnaagiin Khürelsükh è in carica dal 25 giugno.
2024
Il 3 settembre la Mongolia non ha eseguito quanto richiesto dal mandato di cattura internazionale emesso il 17 marzo 2023 dalla Corte Penale dell’Aia nei confronti di Vladimir Putin.
Sintesi · Fonte: Mongolia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione della Mongolia, secondo lo United States Census Bureau, ammontava a 2.951.786 persone al giugno del 2007; circa il 59% della popolazione è sotto i 30 anni e di questi il 27% è sotto i 14 anni, una popolazione relativamente giovane che può rivelarsi fondamentale per la crescita economica del Paese.
Dalla fine del socialismo la Mongolia ha registrato un calo del tasso di fecondità totale più rapido che in qualunque altro Paese del mondo: nel 1970-1975 la fertilità è stata stimata a 7,33 figli per donna, ma nel periodo 2005-2010 si è registrato un tasso di 1,87.
I Mongoli, costituiti principalmente da Khalkha e altri gruppi, rappresentano il 95% della popolazione; le popolazioni turche, cioè kazaki, tuvani e uzbeki, costituiscono il 4,5%, mentre il resto è formato da russi, cinesi, coreani e statunitensi.
Sintesi · Fonte: Mongolia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale della Mongolia è il mongolo, parlato dal 95% della popolazione; esiste però una grande varietà di dialetti oirati e buriati, parlati in tutto il Paese, e nella parte occidentale sono molto diffuse le lingue turche, tra cui il kazako e il tuvano.
La lingua mongola moderna utilizza l’alfabeto cirillico, a differenza del passato, quando si utilizzava la scrittura mongola: una reintroduzione ufficiale della vecchia scrittura era stata progettata per il 1994, ma non ha ancora avuto luogo, mentre l’alfabeto tradizionale è stato recentemente reintrodotto nelle scuole.
La lingua russa è la lingua straniera più parlata in Mongolia, seguita dall’inglese, recentemente molto diffuso; anche il coreano sta diventando popolare per l’alto numero dei lavoratori mongoli presenti in Corea del Sud, e le persone sorde utilizzano la lingua dei segni mongola.
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Secondo il censimento nazionale del 2010 la popolazione mongola sopra i 15 anni dichiarava di essere per il 53% buddista e per il 38,6% atea.
Verso il XVII secolo la Mongolia subì l’influenza del buddismo tibetano, e l’incontro fra Altan Khan e il Dalai Lama, nel 1578, fu fondamentale per la sua diffusione.
Nel corso del 1920 circa un terzo della popolazione maschile era costituita da monaci, mentre all’inizio del XV secolo erano funzionanti circa 750 monasteri.
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L’economia della Mongolia si basa principalmente sullo sfruttamento delle ingenti risorse naturali come il petrolio, il carbone minerale e il rame, ma anche molibdeno, tungsteno e fosfato; attualmente sono presenti 30 000 piccole e medie imprese, la maggior parte dislocate nella capitale.
La maggioranza della popolazione al di fuori delle aree urbane pratica pastorizia di sussistenza, allevando per lo più ovini, caprini, bovini, cavalli e cammelli della Battriana; il settore agricolo, modestamente sviluppato, comprende coltivazioni di frumento, orzo, patate, ortaggi, pomodori, angurie, olivello spinoso e colture foraggere.
L’industria rappresenta il 38,2% del PIL, più modesto è l’apporto del settore agricolo, con il 12,1%; il settore minerario è in continuo aumento, con l’apertura di nuove imprese cinesi, russe e canadesi. Il PIL pro capite a parità di potere d’acquisto nel 2012 era di 5 314 dollari, saliti a una stima di 12 100 dollari nel 2022.
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La Mongolia è una repubblica semipresidenziale: il popolo elegge il parlamento, il Grande Hural di Stato, il quale a sua volta elegge il governo, mentre il presidente è eletto direttamente. La costituzione del 13 gennaio 1992 garantisce piena libertà di espressione e di religione.
Il presidente ha un ruolo con limitati poteri esecutivi: può bloccare le decisioni del Parlamento, che può però non tener conto del veto con una maggioranza di due terzi. La costituzione prevede tre requisiti per la candidatura: il candidato dev’essere un nativo della Mongolia, aver superato i 45 anni e aver vissuto in Mongolia per cinque anni prima di assumere l’incarico.
Il Grande Hural di Stato ha una camera con 76 seggi ed elegge i suoi membri ogni quattro anni dalle elezioni generali; il primo ministro, per poter esercitare le sue funzioni, deve godere della fiducia del parlamento. Il Paese è diviso in 21 province, più la capitale, che è una municipalità con lo status di provincia.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

Monumento

Museo

Luogo di culto

Museo
Monumento

Museo

Museo

Luogo di culto

Museo

Museo
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I paesaggi del Gobi sono estremamente fragili e vengono facilmente distrutti dall’eccessivo sfruttamento della pastorizia, fenomeno in continua crescita che risulta dannoso per la sopravvivenza dei cammelli.
L’antico ghiaccio della Mongolia si sta rapidamente sciogliendo a causa del cambiamento climatico e del riscaldamento delle temperature estive: poiché l’afflusso dai campi di ghiaccio si esaurisce più frequentemente durante l’estate, la fornitura di acqua potabile è sempre più limitata, e ciò mette a rischio sia il patrimonio culturale sia il tradizionale allevamento di renne.
Il bacino del Lago Uvs Nuur, condiviso con la Repubblica di Tuva, è uno dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
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Parco nazionale
Superficie 27.000 km²

Parco nazionale
Superficie 2.931 km²

Parco nazionale
Superficie 506 km²

Parco nazionale
Superficie 6.561 km²
Parco nazionale
Superficie 2.924 km²

Parco nazionale
Superficie 769 km²

Parco nazionale
Superficie 1.137 km²

Parco nazionale
Superficie 8.503 km²
Parco nazionale
Superficie 52.540 km²

Parco nazionale
Superficie 8.885 km²

Parco nazionale
Superficie 3.413 km²

Parco nazionale
Superficie 2.461 km²
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Montagna
Altezza 3.492 m

Montagna
Altezza 2.450 m

Montagna
Altezza 4.031 m

Montagna
Altezza 2.800 m

Montagna
Altezza 3.061 m

Montagna
Altezza 4.374 m

Montagna
Altezza 3.491 m

Montagna
Altezza 4.082 m

Montagna

Montagna
Altezza 4.362 m

Montagna
Altezza 4.008 m
Montagna
Altezza 3.502 m
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La cucina mongola è spesso influenzata dalla cucina cinese e russa.
La dieta alimentare dei mongoli era costituita da pecore, cavalli, gazzelle e marmotte e non prevedeva assolutamente volatili, verso i quali essi portavano grande rispetto, in quanto volavano alti verso il Tengger, il Cielo divinizzato.
Un altro aspetto caratterizzante è l’utilizzo dell’olio di marmotta, impiegato per diversi scopi: restando liquido fino a bassissime temperature poteva essere usato dai guardiani di cavalli per non congelarsi il volto d’inverno, ma anche per lavorare le pelli e in cucina.
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I mongoli usavano, e la maggior parte usa ancora, abitare in grandi tende, chiamate iurte, e avevano l’abitudine di cacciare a cavallo utilizzando dei particolarissimi strumenti chiamati uurga, lunghi bastoni a cui veniva legato un cappio: li utilizzavano i guardiani di cavalli per addomesticarli, ma anche i cacciatori per cacciare i lupi.
Il popolo mongolo porta tuttora un grande rispetto nei confronti del lupo, totem mongolo per generazioni e figura mitica, vista come la più amata dal Cielo e presa a modello di coraggio, forza d’animo, rispetto per la natura, coesione sociale e irremovibilità.
La ricorrenza nazionale è il 29 dicembre e segna l’indipendenza dalla Dinastia Qing, nel 1911; il 24 novembre si celebra il Genghis Khan Day, mentre il 26 novembre è il Giorno della Repubblica. Tipica festività tradizionale è rappresentata invece dal Naadam.
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Tipico strumento ad arco è il morin khuur; altro strumento tipico è l’igil.
Tra i cantanti di genere world music distintisi tra il XX e il XXI secolo si può ricordare Enkhjargal Dandarvaanchig.
Vari riconoscimenti internazionali ebbe la pianista Mungonzazal Janshindulam.
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La cultura della Mongolia è profondamente radicata nelle tradizioni nomadi, influenzata dal buddismo tibetano, dallo sciamanesimo e da secoli di interazioni con le vicine civiltà cinese e russa, nonché dagli scambi culturali con le popolazioni turche.
Questa ricchezza culturale si riflette in vari aspetti della vita quotidiana, nell’arte, nella musica, nella letteratura e nelle festività tradizionali; l’origine di questo popolo e della sua tradizione millenaria è da ricondursi ad antiche tribù itineranti dedite alla pastorizia.
Alcuni siti della Mongolia sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO; per mitologia mongola può intendersi la tradizionale religione del popolo mongolo.
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I primi documenti scritti in mongolo risalgono ai tempi di Gengis Khan in forma di decreti e sentenze, rimasti in forma frammentaria; per intero rimane invece la Pietra di Gengis Khan, considerata il primo vero e proprio documento scritto mongolo.
La prima opera letteraria mongola è il poema del XIII secolo Storia segreta dei mongoli, scritto da un autore anonimo: si tratta di una testimonianza delle usanze ai tempi di Gengis Khan, una sorta di vangelo all’insegna di una filosofia di guerra e di competizione esasperata, coraggio e generosità.
Tra il XVII e il XVIII secolo nascono due pilastri della letteratura in lingua mongola, due opere storiche: il Bottone d’oro di Lubdzandandzin e la Storia dei Mongoli di Sanang Sätsän. Nel XX secolo si distinse Dashdorjiin Natsagdorj, esponente del Realismo socialista e fondatore della letteratura mongola moderna.
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In ambito cinematografico sono andati importanti riconoscimenti internazionali a film mongoli.
Fra questi si ricorda La storia del cammello che piange, del 2003.
Un altro film premiato è Il cane giallo della Mongolia, del 2005, della regista Davaa Bâmbasürėn.
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La nazionale di calcio della Mongolia, fondata nel 1959, ha come suoi capocannonieri attuali Donorovyn Lchùmbėngarav e Nyam-Osor Naranbold; la massima competizione calcistica, fondata nel 1974, è nota con il nome di Niislel League.
Nel judo è da ricordare l’importante affermazione di Dorjsürengiin Sumiyaa, medaglia d’oro ai campionati mondiali di judo 2017, svoltisi a Budapest.
La Mongolia ha vinto il suo primo oro olimpico nel judo con Naidangiin Tüvshinbayar ai Giochi olimpici di Pechino 2008, mentre la prima medaglia in assoluto fu l’argento nella lotta libera di Jigjidiin Mönkhbat, a Città del Messico 1968.
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Record
Con circa 3,2 milioni di persone su 1 566 000 km², la Mongolia è lo Stato sovrano con la più bassa densità di popolazione al mondo.
Fonte: Mongolia (Wikipedia, it)
Record
Circa il 30% della popolazione mongola è nomade, dedita prevalentemente all’allevamento.
Fonte: Mongolia (Wikipedia, it)
Record
A Ulan Bator risiede circa il 45,9% della popolazione della Mongolia.
Fonte: Mongolia (Wikipedia, it)
Geografia
Sebbene non condivida un confine con il Kazakistan, il punto più occidentale della Mongolia dista solo 39,45 km dalla punta orientale di quest’ultimo.
Fonte: Mongolia (Wikipedia, it)
Cultura
Nella bandiera nazionale mongola e sulle targhe automobilistiche è presente il Sojombo.
Fonte: Mongolia (Wikipedia, it)
Record
La Mongolia è il 19º Paese del pianeta per estensione territoriale, oltre cinque volte l’Italia.
Fonte: Mongolia (Wikipedia, it)
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Il sistema ferroviario mongolo ha scartamento largo russo di 1.520 mm, con uno sviluppo di circa 1.810 chilometri, ed è costituito soprattutto dall’asse della Ferrovia Transmongolica, che attraversa tutto il Paese, con connessioni esterne a Ulan-Udė, sulla Ferrovia Transiberiana, e a Jining, in Cina.
Per il cambio di scartamento a quello normale di 1.435 mm, in uso in Cina, al confine mongolo-cinese i carrelli delle carrozze dei treni vengono sostituiti, e la loro sostituzione rende necessaria una sosta di circa 4 ore.
Anche se in tutto il Paese sono presenti aeroporti adibiti a trasporto locale, l’unico aeroporto internazionale è l’Aeroporto Internazionale Chinggis Khaan di Ulan Bator, che effettua collegamenti con Corea del Sud, Cina, Giappone, Russia e Germania.
Sintesi · Fonte: Mongolia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.