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L’India, ufficialmente Repubblica dell’India, è uno Stato federale dell’Asia meridionale con capitale Nuova Delhi. È il settimo Paese del mondo per superficie e, con oltre un miliardo e 470 milioni di abitanti, il più popoloso del pianeta: ha superato la Cina nel 2023.
È bagnata dall’Oceano Indiano a sud, dal Mar Arabico a ovest e dal golfo del Bengala a est, con una costa di 7517 chilometri, e confina con il Pakistan, la Cina, il Nepal, il Bhutan, il Bangladesh e il Myanmar. Poco al largo ci sono lo Sri Lanka e le Maldive.
Qui sono nate quattro grandi religioni del mondo — l’induismo, il buddhismo, il giainismo e il sikhismo — mentre zoroastrismo, ebraismo, cristianesimo e islam arrivarono entro il primo millennio. Dopo secoli di imperi e di commerci, l’India fu annessa gradualmente alla Compagnia britannica delle Indie orientali e colonizzata dal Regno Unito, fino all’indipendenza del 1947, ottenuta con la resistenza non violenta guidata da Gandhi. Oggi è la quarta economia del mondo in termini nominali, ma convive ancora con alti livelli di povertà e di analfabetismo.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La geografia dell’India nasce da un viaggio: 75 milioni di anni fa il subcontinente, allora attaccato al Gondwana, cominciò a spostarsi verso nord-est attraversando l’Oceano Indiano in cinquanta milioni di anni. Lo scontro con la placca euroasiatica sollevò l’Himalaya, la catena più alta del pianeta, che in territorio indiano culmina nel Kangchenjunga con 8586 metri.
A sud delle nuove montagne il movimento tettonico creò un immenso avvallamento, riempito poi dai sedimenti dei fiumi: è la pianura indo-gangetica. A ovest, oltre i monti Aravalli, si stende il deserto del Thar, mentre la parte peninsulare è occupata dall’altopiano del Deccan, fiancheggiato dai Ghati occidentali e dai Ghati orientali e fatto di rocce vecchie anche più di un miliardo di anni.
Dall’Himalaya scendono i grandi fiumi del nord, il Gange e il Brahmaputra, che sfociano nel golfo del Bengala; nella penisola scorrono il Godavari, il Mahanadi, il Kaveri e la Krishna a est, il Narmada e il Tapti verso il Mar Arabico. Fra i paesaggi costieri più caratteristici ci sono le paludi del Rann di Kutch e il delta dei Sundarbans, condiviso con il Bangladesh. L’India ha due arcipelaghi: le Laccadive, atolli corallini a sud-ovest, e le Andamane e Nicobare, di origine vulcanica.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima indiano è governato da due elementi: l’Himalaya, che ferma i venti freddi dell’Asia centrale e tiene il subcontinente più caldo di regioni poste alla stessa latitudine, e il deserto del Thar, che richiama i venti umidi del monsone estivo. Fra giugno e ottobre il monsone porta la maggior parte delle piogge dell’anno.
Il Paese ha quattro stagioni — inverno, estate, stagione del monsone e periodo post-monsonico — e climi molto diversi fra loro: tropicale umido lungo la Costa di Malabar e sulle isole, con piogge sopra i 2000 millimetri l’anno; tropicale umido e secco nell’entroterra peninsulare, dove a maggio si possono superare i 50 °C e le ondate di calore uccidono ogni anno centinaia di persone; subtropicale umido al nord e nel nord-est; alpino sull’Himalaya, dove sopra i 5000 metri non piove mai e tutte le precipitazioni sono neve.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1947
oltre 9000 anni fa
I primi insediamenti permanenti conosciuti comparvero più di novemila anni fa; le testimonianze umane più antiche sono i rifugi dipinti dell’età della pietra di Bhimbetka, nel Madhya Pradesh.
3300 a.C.
Dai primi villaggi si sviluppò gradualmente la civiltà della valle dell’Indo, una delle più antiche del mondo.
1500–500 a.C.
Il periodo vedico gettò le fondamenta dell’induismo e di gran parte della cultura indiana, e si concluse intorno al 500 a.C.
550 a.C.
In tutto il subcontinente nacque un gran numero di regni e repubbliche indipendenti, i Mahajanapada; il più importante fu il regno del Magadha, egemone nelle regioni orientali.
III secolo a.C.
Chandragupta Maurya unificò per la prima volta quasi tutto il subcontinente; l’impero fiorì sotto l’imperatore Ashoka, una delle figure più importanti della storia antica indiana.
IV–VI secolo
L’Impero Gupta riportò l’unità e aprì quella che è chiamata l’età d’oro dell’India antica, con scienza, arte, astronomia e filosofia in pieno fiorire e continui contatti commerciali con l’Impero romano.
X–XII secolo
Le invasioni afghane portarono gran parte del nord dell’India sotto il Sultanato di Delhi.
1526–1707
Gli imperatori moghul estesero il dominio su gran parte del subcontinente. Sotto Akbar il Grande l’India visse un raro periodo di armonia religiosa e di fervore culturale, e la sua economia produceva quasi un quarto del prodotto interno lordo mondiale, con entrate dieci volte superiori a quelle dell’Impero francese.
XVI–XVIII secolo
Danimarca, Portogallo, Paesi Bassi, Francia e Inghilterra arrivarono prima come commercianti e poi, approfittando delle rivalità fra i regni indiani, come potenze coloniali; intanto l’Impero Maratha diventava la forza dominante.
1856–1857
Quando quasi tutta l’India era controllata dalla Compagnia britannica delle Indie orientali scoppiò la rivolta dei Sepoy, ricordata dagli indiani come la prima guerra d’indipendenza: fu repressa, e il Paese passò sotto il governo diretto della Corona britannica.
1857
Vennero fondate l’Università di Calcutta, la prima università moderna dell’India, insieme a quelle di Madras e di Mumbai.
1866–1900
Fra gli anni settanta e novanta dell’Ottocento quasi quaranta milioni di indiani morirono in una serie di carestie, mentre l’amministrazione coloniale restava passiva e continuava a incoraggiare le esportazioni verso la madrepatria.
1885
La fondazione del Congresso Nazionale Indiano diede al Paese la sua prima grande organizzazione politica.
1919
Il 13 aprile il generale Reginald Dyer ordinò alle sue truppe di aprire il fuoco sulla folla riunita in una piazzetta di Amritsar: secondo la commissione d’inchiesta ci furono 379 morti e circa 1200 feriti.
anni venti e trenta
Con il movimento guidato dal Mahatma Gandhi milioni di persone parteciparono a una campagna di disobbedienza civile di massa.
1947
Il 15 agosto l’India ottenne l’indipendenza dal Regno Unito, ma il territorio fu diviso fra il Dominion dell’India e il Dominion del Pakistan; nello stesso anno le caste furono ufficialmente abolite.
1950
Il 26 gennaio entrò in vigore la nuova Costituzione, opera soprattutto di B. R. Ambedkar, e l’India divenne una repubblica.
1961
L’India fu fra i fondatori del Movimento dei paesi non allineati, dopo aver sostenuto negli anni cinquanta l’indipendenza delle colonie europee in Africa e in Asia.
1962–1971
La guerra sino-indiana del 1962 fu seguita dai conflitti con il Pakistan del 1965 e del 1971, quest’ultimo combattuto per la liberazione del Bangladesh.
1973
Il 26 marzo nacque il Movimento Chipko, l’«abbraccia-alberi» ispirato al metodo gandhiano del Satyagraha, poi diffusosi in tutto il mondo.
1974–1998
L’India condusse un primo test nucleare sotterraneo, annunciato con la frase in codice «Il Buddha sorride», e nel 1998 altri cinque test che le valsero sanzioni internazionali.
1975–1977
La prima ministra Indira Gandhi dichiarò lo stato di emergenza interna e governò per decreto, reprimendo l’opposizione; alle elezioni successive perse, e per la prima volta il governo non fu espresso dal Congresso.
1975–1984
Il 19 aprile 1975 fu lanciato Aryabhata, il primo satellite indiano; il 3 aprile 1984 Rakesh Sharma divenne il primo astronauta indiano.
1991
L’apertura dei mercati trasformò l’India in uno dei Paesi con la crescita economica più rapida del mondo.
2014
Le elezioni furono vinte dal Partito Popolare Indiano e Narendra Modi divenne primo ministro.
2023
Il 23 agosto la sonda Chandrayaan-3 si posò sulla Luna: l’India divenne il quarto Paese a riuscirci e il primo a raggiungere il polo sud lunare. Nello stesso anno superò la Cina come Stato più popoloso del pianeta.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con circa 1,4 miliardi di persone l’India ospita il 18 per cento della popolazione mondiale. L’aspettativa di vita è di circa 75 anni e il 65 per cento degli abitanti vive ancora nelle zone rurali, anche se l’urbanizzazione cresce rapidamente per via delle migrazioni verso le città. Le maggiori sono Mumbai, Delhi, Bangalore, Calcutta, Chennai, Ahmedabad e Hyderabad.
Il sistema delle caste, ufficialmente abolito nel 1947, continua a pesare sulla vita quotidiana, e le disuguaglianze restano forti: il dieci per cento della popolazione possiede un terzo della ricchezza, e circa un quarto degli indiani vive sotto la soglia di povertà fissata dal governo. La quota di chi vive sotto la soglia di povertà internazionale è però scesa dal 60 per cento del 1981 al 42 per cento del 2005.
L’alfabetizzazione cresce ma resta diseguale fra i sessi: nelle aree rurali sa leggere e scrivere l’80,7 per cento dei maschi contro il 64,5 per cento delle donne, e nei centri urbani il 91,6 contro l’81,6. Il Kerala ha il tasso di alfabetizzazione più alto del Paese, il Bihar il più basso.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo l’Africa, l’India è l’area del mondo con la maggiore diversità culturale, linguistica e genetica. Vi convivono due grandi famiglie linguistiche, quella indoariana, parlata da circa tre quarti della popolazione, e quella dravidica, parlata da circa un quarto, oltre alle lingue austroasiatiche e tibeto-birmane.
La Costituzione non riconosce una lingua nazionale: l’hindi è la lingua ufficiale del governo ed è la più parlata, l’inglese ha lo status di lingua ufficiale sussidiaria ed è usatissimo negli affari, e ogni Stato può designare da una a tre lingue ufficiali proprie. La Costituzione riconosce in tutto ventun altre lingue, fra cui il bengalese, il gujarati, il marathi, il tamil e il telugu. Nel Paese si parlano 179 lingue diverse e si contano 1652 dialetti; a Goa e Daman e Diu si parla ancora portoghese, a Pondicherry francese.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo il censimento del 2011 gli indiani sono per il 79,8 per cento induisti, per il 14,23 per cento musulmani — la terza comunità musulmana del mondo dopo Indonesia e Pakistan — per il 2,3 per cento cristiani, per l’1,72 per cento sikh e per lo 0,7 per cento buddisti, cui si aggiungono giainisti, parsi, ebrei e religioni tribali.
La geografia religiosa è a macchie: i musulmani sono maggioranza nel Jammu e Kashmir e nelle Laccadive, i sikh in Punjab, i buddisti nel Sikkim e nel Ladakh, dove si sono diffusi anche grazie alle conversioni di massa iniziate negli anni cinquanta dal dottor Ambedkar. I parsi sono concentrati a Mumbai, mentre le antiche comunità ebraiche di Cochin e del Maharashtra sono ormai molto ridotte.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo l’indipendenza l’India adottò un’economia mista, con un forte controllo statale accanto a grandi gruppi privati come Tata e Birla. La svolta arrivò nel 1991, con le riforme che aprirono i mercati e ridussero i controlli sul commercio estero: le riserve in valuta passarono da 5,8 miliardi di dollari nel marzo 1991 a 308 miliardi nel luglio 2008.
Oggi l’India ha la seconda forza lavoro del mondo, con oltre cinquecento milioni di persone, e il sessanta per cento di esse lavora nell’agricoltura o in attività collegate: riso, frumento, semi oleosi, cotone, iuta, tè, canna da zucchero e patate. L’industria produce automobili, cemento, prodotti chimici, elettronica, acciaio e tessili, e il Paese è il sesto consumatore mondiale di petrolio e il terzo di carbone.
Grazie alla diffusione dell’inglese l’India è diventata una meta privilegiata per l’outsourcing delle multinazionali e una grande esportatrice di software, servizi finanziari e tecnologici, oltre che una destinazione del turismo medico. Restano però nodi molto seri: il novanta per cento dei posti di lavoro è nel settore informale, senza contratti né previdenza, e gli eventi meteorologici estremi colpiscono duramente i redditi dei contadini.
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La Costituzione dell’India è entrata in vigore il 26 gennaio 1950 e definisce il Paese una repubblica sovrana, socialista, laica e democratica; il suo principale artefice fu B. R. Ambedkar. Il presidente è capo di Stato con funzioni di rappresentanza, eletto indirettamente per cinque anni, mentre il potere esecutivo è nelle mani del primo ministro.
Il Parlamento è bicamerale, sul modello di Westminster: la camera alta, Rajya Sabha, ha 245 membri eletti in gran parte dalle assemblee degli Stati, e la camera bassa, Lok Sabha, ha 543 deputati eletti direttamente dal voto popolare. La magistratura ha tre livelli, con al vertice una Corte suprema indipendente che può dichiarare incostituzionali le leggi e perfino sciogliere i governi statali.
La federazione è formata da 28 Stati e 8 territori; nel 1956 lo States Reorganisation Act ne ridisegnò i confini su base linguistica. La politica è dominata da due grandi partiti: il Congresso Nazionale Indiano, fondato nel 1885, e il Partito Popolare Indiano, fondato nel 1980, che governa dalle elezioni del 2014 con Narendra Modi. Accanto a loro contano molto i partiti regionali, indispensabili per formare coalizioni.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale249.998 abitanti
New Delhi tehsil

15.414.288 abitanti
Distretto di Mumbai City
26.495.000 abitanti
National Capital Territory of Delhi

4.496.694 abitanti
Distretto di Calcutta
12.327.000 abitanti
Distretto Urbano di Bangalore

7.645.000 abitanti
Distretto di Ahmedabad

3.073.350 abitanti
Distretto di Jaipur

1.585.705 abitanti
Distretto di Agra

1.198.491 abitanti
Distretto di Varanasi

6.200.000 abitanti
Distretto di Pune

3.382.000 abitanti
Distretto di Lucknow

1.798.218 abitanti
Distretto di Bhopal

1.055.450 abitanti
Chandigarh

1.684.222 abitanti
Distretto di Patna

5.954.391 abitanti
Distretto di Prayagraj
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Castello e fortezza
Castello e fortezza

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L’India è uno dei diciassette Paesi «megadiversi» del mondo: ospita il 7,6 per cento di tutti i mammiferi del pianeta, il 12,6 per cento degli uccelli, il 6,2 per cento dei rettili, l’11,7 per cento dei pesci e il 6 per cento delle specie di fiori. Un terzo delle sue piante non cresce in nessun altro posto.
Le foreste vanno dalla pluviale tropicale delle Andamane, dei Ghati occidentali e del nord-est alle conifere dell’Himalaya, passando per le foreste di tek dell’India centrale e meridionale. Fra le piante più preziose c’è il neem, usatissimo nei rimedi erboristici delle campagne.
Fra gli animali simbolo ci sono il leone asiatico, la tigre del Bengala e il grifone del Bengala, tutti minacciati. Per proteggerli, nel 1972 sono state approvate una legge sulla fauna selvatica e il Progetto Tigre, seguiti nel 1980 da una legge sulla conservazione delle foreste: oggi il Paese conta più di cinquecento santuari della fauna, tredici riserve della biosfera e venticinque zone umide tutelate dalla Convenzione di Ramsar.
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Parco nazionale
Superficie 440 km²

Parco nazionale
Superficie 1.330 km²

Parco nazionale
Superficie 29 km²

Parco nazionale
Superficie 2.600 km²

Parco nazionale
Superficie 1 km²

Parco nazionale
Superficie 259 km²

Parco nazionale
Superficie 1.288 km²

Parco nazionale
Superficie 1.784 km²

Parco nazionale
Superficie 755 km²

Parco nazionale
Superficie 392 km²

Parco nazionale
Superficie 625 km²

Parco nazionale
Superficie 940 km²
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Montagna
Altezza 8.849 m

Montagna
Altezza 8.586 m

Montagna
Altezza 8.611 m

Montagna
Altezza 7.649 m

Montagna
Altezza 2.695 m

Montagna
Altezza 7.816 m

Montagna
Altezza 1.680 m
Montagna
Altezza 1.722 m

Montagna
Altezza 1.220 m
Montagna
Altezza 752 m

Montagna
Lunghezza 1.600 km

Montagna
Altezza 2.637 m
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Isola
Altitudine massima 1 m
Isola
Altitudine massima 122 m

Isola
Lunghezza 49 km

Isola

Isola
Altitudine massima 10 m

Isola
Altitudine massima 353 m
Isola
Altitudine massima 459 m

Isola
Altitudine massima 642 m
La cucina indiana è fatta di moltissimi stili regionali, tutti costruiti su un uso raffinato di erbe e spezie: la più celebre delle miscele è il garam masala. Gli alimenti di base sono il riso, soprattutto al sud e a est, e il frumento, soprattutto al nord.
Fra le spezie originarie del subcontinente e oggi consumate in tutto il mondo c’è il pepe nero. I dolci sono un capitolo a sé, spesso a base di latte, zucchero e yogurt, come lo shrikhand.
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Gli abiti tradizionali cambiano per colore e stile da regione a regione, anche in base al clima: i più diffusi sono il sari per le donne e il dhoti per gli uomini, accanto al salwar kamiz e al kurta-pyjama.
Molte feste hanno origine religiosa ma si celebrano a prescindere dalla casta e dal credo: Diwali, Holi, Thai Pongal, Onam, Durga Puja, Vijayadasami, Vaisakhi, l’Eid ul-Fitr, il Natale e il Buddha Jayanti. Oltre alle tre festività nazionali, ogni Stato ne osserva altre nove o dodici. Il 5 settembre si celebra la festa degli insegnanti, in onore della nascita del filosofo Sarvepalli Radhakrishnan, mentre il 2 ottobre, giorno di nascita del Mahatma Gandhi, è la Giornata internazionale della nonviolenza.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica classica indiana ha due grandi tradizioni: quella industani al nord e quella carnatica al sud, accanto a innumerevoli forme di musica popolare regionale, come il baul, e alla musica dei film, il filmi.
Anche la danza si divide fra forme popolari e classiche. Fra le prime ci sono il bhangra del Punjab, il bihu dell’Assam, il chhau e il ghoomar del Rajasthan; otto forme hanno invece ottenuto lo status di «danza classica» dall’Accademia nazionale di musica, danza e teatro, fra cui il bharatanatyam del Tamil Nadu, il kathak dell’Uttar Pradesh, il kathakali e il mohiniyattam del Kerala e il kuchipudi dell’Andhra Pradesh. Una delle figure che più hanno rinnovato la danza tradizionale è stata Rukmini Devi, mentre Alla Rakha è stato un celebre suonatore di tabla.
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L’architettura racconta meglio di ogni altra cosa la diversità indiana: monumenti come il Taj Mahal, l’architettura moghul e quella dell’India meridionale mescolano tradizioni locali e idee arrivate da fuori, mentre l’architettura popolare cambia da regione a regione. Nel 2007 il Taj Mahal è entrato nella lista delle Nuove sette meraviglie del mondo.
Un esempio moderno della stessa fusione è il Tempio del Loto di Nuova Delhi, progettato da Fariborz Sahba e completato nel 1986: ha la forma di un fiore di loto, accoglie fra 2,5 e 5 milioni di visitatori all’anno e un rapporto della CNN del 2001 lo ha definito «l’edificio più visitato del mondo».
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Parlare di «letteratura indiana» al singolare è fuorviante: il Paese è un arcipelago di lingue, e in molte di esse sono fiorite letterature di grande valore. Le prime opere, trasmesse oralmente e messe per iscritto solo più tardi, sono in sanscrito: i Veda, il Mahābhārata, il Rāmāyaṇa e i Purāṇa, che hanno rango di Sacre Scritture.
Nel medioevo, sotto il Sultanato di Delhi e l’Impero Moghul, la letteratura colta si espresse soprattutto in urdu e in persiano: è il caso del poeta Amir Khusrow di Delhi. Accanto a essa fiorì la poesia religiosa, dagli inni degli Alvar in lingua tamil ai «Sant», poeti mistici che scrivevano in hindi e in marathi, fino al sincretismo del Canzoniere di Kabīr di Benares.
Rabindranath Tagore, poeta, romanziere e saggista, vinse il Premio Nobel nel 1913. Dopo la seconda guerra mondiale sono emersi autori come R. K. Narayan, e dagli anni ottanta hanno conquistato fama mondiale narratori di lingua inglese e origine indiana come Anita Desai, Vikram Seth, Arundhati Roy, Salman Rushdie e V. S. Naipaul, Premio Nobel nel 2001.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’industria cinematografica indiana è la più grande del mondo. Bollywood, con sede a Bombay, è la più prolifica del pianeta: solo nel 2003 sono stati prodotti 877 film e 1177 cortometraggi. Accanto ai film in hindi, che sono un quinto della produzione, c’è un ricchissimo cinema regionale, in particolare quello in lingua tamil prodotto a Chennai.
Il 73 per cento dei biglietti venduti in Asia e nel Pacifico è venduto in India, e si calcola che ogni tre mesi un miliardo di persone, cioè l’intera popolazione del Paese, vada al cinema. Il premio più importante è il Dadasaheb Phalke Award, istituito nel 1966 e intitolato al padre del cinema indiano, il cui Raja Harishchandra del 1913 fu il primo film indiano.
Sintesi · Fonte: India (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli sport più praticati in India sono di origine anglosassone: il cricket, l’hockey su prato, il polo e il tennis; il rugby cresce, mentre il calcio ha un seguito limitato.
Nel cricket l’India è la seconda nazione più titolata al mondo, con i campionati mondiali del 1983 e del 2011 e i secondi posti del 2003 e del 2023. Nell’hockey su prato ha vinto il mondiale del 1975 e detiene il record olimpico assoluto con otto ori, da Amsterdam 1928 a Mosca 1980.
La prima medaglia olimpica indiana fu vinta da Norman Pritchard a Parigi 1900, con due argenti nei 200 metri piani e nei 200 metri ostacoli. Nel tennis il Paese ha una grande tradizione nel doppio, con Leander Paes, Mahesh Bhupathi e Sania Mirza. Dal 2011 al 2013 si è corso il Gran Premio d’India di Formula 1, vinto in tutte e tre le edizioni da Sebastian Vettel.
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Lingua
Il nome India viene dal fiume Indo, attraverso il persiano antico Hindush e il sanscrito Sindhu; per i Greci antichi gli indiani erano gli Indoi, «il popolo dell’Indo».
Fonte: India (Wikipedia, it)
Lingua
La Costituzione indiana dà al Paese anche il nome di Bharat, scelto nel 1950 e legato a un personaggio mitologico dei testi sacri indù.
Fonte: India (Wikipedia, it)
Lingua
Hindustan, in persiano «terra degli indù», indicava storicamente il nord dell’India.
Fonte: India (Wikipedia, it)
Record
Nel 2023 l’India ha superato la Cina ed è diventata lo Stato più popoloso del mondo: ospita il 18 per cento degli abitanti del pianeta.
Fonte: India (Wikipedia, it)
Cultura
In India sono nate quattro grandi religioni del mondo: l’induismo, il buddhismo, il giainismo e il sikhismo.
Fonte: India (Wikipedia, it)
Storia
Sotto gli imperatori moghul l’India era l’economia più forte del mondo e produceva quasi un quarto del prodotto interno lordo mondiale.
Fonte: India (Wikipedia, it)
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