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L’Indonesia, ufficialmente Repubblica d’Indonesia, è uno Stato del Sud-est asiatico formato da 17 508 isole: è il più grande Stato-arcipelago del mondo. Con 286 milioni di abitanti è il quarto Paese più popoloso del pianeta, dopo India, Cina e Stati Uniti, ed è il più popoloso Paese a maggioranza musulmana. La capitale è Giacarta, ma verrà trasferita a Nusantara, una città in costruzione.
È una repubblica unitaria presidenziale multipartitica. Ha confini terrestri con la Malaysia nel Borneo, con la Papua Nuova Guinea nell’isola di Nuova Guinea e con Timor Est nell’isola di Timor; vicinissimi sono anche Singapore, le Filippine, il Brunei e l’Australia.
Attraverso le sue innumerevoli isole l’Indonesia raccoglie moltissimi gruppi etnici, linguistici e religiosi, e proprio per questo il suo motto nazionale, sorretto dalla leggendaria aquila Garuda che orna lo stemma, dice tutto: Bhinneka tunggal ika, «uniti nelle diversità», letteralmente «molti, ma uno». È un Paese di contrasti, con vaste aree selvagge fra le più ricche di biodiversità del pianeta e isole densamente popolate: la sola Giava conta 148 milioni di abitanti.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Delle 17 508 isole indonesiane circa 2342 sono abitate, disseminate su entrambi i lati dell’equatore. Le cinque maggiori sono Giava, Sumatra, Kalimantan — la parte indonesiana del Borneo — la Nuova Guinea, condivisa con la Papua Nuova Guinea, e Sulawesi. L’Indonesia è considerata un Paese transcontinentale, fra Asia e Oceania, perché ha isole su entrambi i lati della linea di Wallace.
Con 1 919 440 chilometri quadrati è il sedicesimo Paese del mondo per estensione. La montagna più alta è il Puncak Jaya, 5030 metri, sull’isola di Nuova Guinea, che è anche la vetta più alta dell’Oceania; il lago maggiore è il Toba, a Sumatra, e i fiumi più lunghi sono nel Kalimantan.
L’Indonesia si trova sul bordo di importanti faglie tettoniche — le placche pacifica, eurasiatica e australiana — e possiede almeno 150 vulcani attivi, fra cui il Krakatoa e il Tambora, entrambi famosi per le eruzioni devastanti dell’Ottocento. L’eruzione del supervulcano Toba, circa settantamila anni fa, fu una delle più grandi della storia della Terra e una catastrofe globale. La cenere vulcanica è però anche la ragione della straordinaria fertilità dei terreni di Giava e di Bali.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Sull’equatore, l’Indonesia ha un clima tropicale con due stagioni monsoniche ben distinte, una umida e una secca. Le precipitazioni medie annue vanno dai 1780 ai 3175 millimetri nelle pianure e possono arrivare a 6100 millimetri nelle regioni montuose; l’umidità si mantiene intorno all’80 per cento.
Le temperature cambiano pochissimo nel corso dell’anno: a Giacarta la media giornaliera è fra i 26 e i 30 °C.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1945
VII secolo
L’interesse commerciale verso l’arcipelago risale almeno al VII secolo, quando il Regno Srivijaya già commerciava con la Cina e l’India.
VII–XIV secolo
Sotto l’influenza dell’induismo e del buddhismo si formarono numerosi regni sulle isole di Sumatra e Giava.
XIII–XVI secolo
L’islam fu adottato per la prima volta nel nord di Sumatra nel XIII secolo, portato dai mercanti arabi provenienti dal Gujarat, e divenne la religione dominante nel XVI secolo.
XVI secolo
I portoghesi fondarono numerose colonie, fra cui Banten, Flores, Makassar e le Isole Molucche, che avrebbero perso dopo la sconfitta nella guerra olandese-portoghese.
1602
Gli olandesi cominciarono a stabilirsi nell’arcipelago sfruttando il frazionamento in piccoli regni: in breve tempo le Indie orientali olandesi divennero uno dei possedimenti coloniali più ricchi del mondo grazie al commercio delle spezie.
1824
Il trattato sancì la separazione fra i territori indonesiani e la Malesia britannica.
1849
Il governo delle Indie orientali olandesi fondò l’istituzione da cui sarebbe nata l’Università dell’Indonesia.
1869
Con il libro L’arcipelago malese, il naturalista britannico Alfred Russel Wallace descrisse la linea di demarcazione fra la fauna asiatica e quella australiana e moltissime specie uniche della regione.
1942–1945
Con i Paesi Bassi occupati dalla Germania, il Giappone invase la colonia e nel marzo 1945 organizzò un comitato indonesiano per l’indipendenza.
1945
Il 17 agosto Sukarno proclamò l’indipendenza dell’Indonesia; il giorno dopo entrò in vigore la Costituzione.
1949
Il 17 dicembre, dopo quattro anni di guerra e trattative, la regina Giuliana dei Paesi Bassi riconobbe l’indipendenza della colonia. Il primo presidente fu Sukarno.
1962
All’Indonesia venne annessa la Nuova Guinea Occidentale, fino ad allora colonia olandese.
1965–1966
Il generale Suharto salì al potere con un colpo di Stato: la repressione che seguì uccise fra cinquecentomila e più di un milione di persone, in gran parte simpatizzanti comunisti, socialisti, contadini poveri e appartenenti alla minoranza cinese.
1967–1998
Suharto incoraggiò gli investimenti esteri e portò crescita economica, ma si arricchì personalmente, favorì i familiari con una corruzione diffusissima e condusse una politica estera aggressiva fatta di annessioni e massacri.
1976
L’8 luglio venne lanciato Palapa A1, il primo satellite indonesiano.
1980
Il 6 marzo fu istituito il parco, creato per proteggere il varano di Komodo: oggi è una delle sette meraviglie naturali del mondo.
1997–1998
L’Indonesia fu il Paese più colpito dalla crisi finanziaria asiatica; dopo grandi proteste popolari, nel 1998 Suharto fu costretto alle dimissioni e il sistema politico venne liberalizzato.
1999
Le elezioni parlamentari del 7 giugno furono le prime libere dal 1955: vi parteciparono quarantotto partiti.
2002
Il 12 ottobre un attentato suicida contro alcuni locali turistici a Bali provocò 202 morti; nello stesso anno Timor Est divenne indipendente dopo ventiquattro anni di occupazione indonesiana.
2004
Il 26 dicembre un terremoto di magnitudo 9 al largo di Sumatra scatenò uno tsunami con onde alte fino a venticinque metri: nella sola isola di Sumatra le vittime furono più di centosessantamila.
2009
L’UNESCO riconobbe il batik come capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità: da allora il 2 ottobre si celebra il Batik Day.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli indonesiani discendono principalmente dalle popolazioni austronesiane venute da Taiwan; l’altro grande gruppo è quello melanesiano, soprattutto nella parte orientale del Paese. Ci sono circa quattrocento gruppi etnici nativi e 742 fra lingue e dialetti diversi.
Il gruppo più numeroso e dominante è quello giavanese: la lingua giavanese è parlata da oltre centodieci milioni di persone. Seguono i sundanesi, i malesi e i maduresi. L’isola di Giava, con 148 milioni di abitanti, è l’isola più popolata del pianeta, e la densità vi raggiunge le 940 persone per chilometro quadrato contro una media nazionale di 134.
Gli indonesiani di origine cinese sono meno del cinque per cento della popolazione ma costituiscono una minoranza influente, e la concentrazione della ricchezza nelle loro mani ha alimentato in passato risentimento e violenze.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è l’indonesiano, insegnato in tutte le scuole e parlato praticamente da tutti: è la lingua degli affari, della politica, dei media, dell’istruzione. Era in origine una lingua franca di buona parte della regione, ed è quindi strettamente imparentata con il malese; fu promossa dai nazionalisti negli anni venti del XX secolo e dichiarata lingua ufficiale con l’indipendenza, nel 1945.
La maggior parte degli indonesiani parla anche almeno una delle centinaia di lingue locali, spesso come prima lingua: la più diffusa è il giavanese. La sola regione di Papua, con appena 2,7 milioni di abitanti, ha più di cinquecento lingue e dialetti indigeni. Nonostante tre secoli e mezzo di presenza olandese, l’olandese non ha alcuno status ufficiale e lo parla fluentemente solo una piccola minoranza di persone anziane e istruite, oltre a chi lavora in ambito legale, perché alcuni codici sono ancora scritti in quella lingua.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Indonesia è il Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo: secondo il censimento del 2010 l’87,17 per cento della popolazione è di fede musulmana, il 6,96 per cento protestante, il 2,91 per cento cattolico e l’1,8 per cento indù. Il governo riconosce ufficialmente sei religioni — islam, protestantesimo, cattolicesimo, induismo, buddhismo e confucianesimo — e la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione.
L’islam fu adottato per la prima volta nel nord di Sumatra nel XIII secolo, attraverso i commerci, e divenne la religione dominante nel XVI. Il cattolicesimo arrivò con i portoghesi e il protestantesimo con gli olandesi. La maggior parte degli indù è balinese e la maggior parte dei buddhisti è di etnia cinese; anche se oggi minoritari, induismo e buddhismo hanno lasciato un’impronta profondissima nella cultura indonesiana.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia indonesiana si regge soprattutto sui servizi, che valgono circa il 45 per cento della ricchezza nazionale, seguiti dall’industria e dall’agricoltura. L’agricoltura però impiega di gran lunga il maggior numero di persone, oltre il 44 per cento di una forza lavoro di novantacinque milioni di lavoratori.
Le industrie principali sono quella petrolifera e del gas naturale, il tessile, l’abbigliamento e il settore minerario; i prodotti agricoli più importanti sono l’olio di palma, il riso, il tè, il caffè, le spezie e la gomma, trasportati tradizionalmente lungo i corsi d’acqua con le caratteristiche imbarcazioni chiamate klotok. Il Paese ha grandi ricchezze naturali: petrolio, gas, stagno, rame e oro.
Fra il 1989 e il 1997 l’economia crebbe a un ritmo medio di oltre il sette per cento l’anno, ma l’Indonesia fu il Paese più colpito dalla crisi finanziaria asiatica del 1997-1998, con la rupia passata da circa duemila a diciottomila per dollaro e l’economia in recessione del 13,7 per cento. La ripresa è stata lenta e frammentaria, e la povertà resta una realtà per fasce vastissime della popolazione. L’Indonesia è una delle cinque nazioni fondatrici dell’ASEAN.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Costituzione indonesiana risale al 18 agosto 1945. Il potere esecutivo è del presidente, che dal 2004 viene eletto direttamente dal popolo per cinque anni; il potere legislativo spetta all’Assemblea Consultiva del Popolo, composta dal Consiglio Rappresentativo del Popolo e dal Consiglio Rappresentativo Regionale.
Il Paese è diviso in trentotto province, cinque delle quali con uno statuto speciale che garantisce maggiore autonomia; le province si articolano in reggenze e municipalità, poi in distretti e comuni.
Il sistema politico è stato liberalizzato solo nel 1998, dopo la caduta di Suharto: le elezioni parlamentari del 7 giugno 1999 furono le prime libere dal 1955, e vi parteciparono quarantotto partiti.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Museo

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Museo

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Palazzo

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Castello e fortezza

Palazzo

Sito archeologico

Luogo di culto

Palazzo

Museo

Museo

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Palazzo

Sito archeologico
Luogo di culto
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Per estensione, clima tropicale, natura di arcipelago e varietà di paesaggi, l’Indonesia ha il secondo livello di biodiversità più alto del pianeta dopo il Brasile, e la sua flora e la sua fauna mescolano specie asiatiche e australasiatiche. Le foreste coprono circa il sessanta per cento del Paese e le coste si estendono per ottantamila chilometri.
La chiave per capire tutto questo è la linea di Wallace, descritta dal naturalista britannico Alfred Russel Wallace: passa fra il Kalimantan e Sulawesi e nello stretto di Lombok, fra Bali e Lombok. A ovest della linea flora e fauna sono prevalentemente asiatiche — tigri, rinoceronti, oranghi, elefanti, leopardi — a est prevalentemente australiane. Nel 1869, con il libro L’arcipelago malese, Wallace descrisse moltissime specie uniche di quest’area.
L’Indonesia è seconda solo all’Australia per endemismo, con il 26 per cento delle sue 1531 specie di uccelli e il 39 per cento delle sue 515 specie di mammiferi che non vivono altrove. Ma la deforestazione su larga scala, in gran parte illegale, e i conseguenti incendi minacciano questo patrimonio: 140 specie di mammiferi sono considerate minacciate e quindici a rischio di estinzione, fra cui l’orango di Sumatra. Il 6 marzo 1980 è stato istituito il Parco nazionale di Komodo, nato per proteggere il varano di Komodo e oggi fra le sette meraviglie naturali del mondo.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 17.332 km²

Parco nazionale
Superficie 25 km²

Parco nazionale
Superficie 1.206 km²

Parco nazionale
Superficie 7.927 km²

Parco nazionale
Superficie 503 km²

Parco nazionale
Superficie 250 km²

Parco nazionale
Superficie 190 km²

Parco nazionale
Superficie 13.750 km²

Parco nazionale
Superficie 4.150 km²

Parco nazionale
Superficie 434 km²

Parco nazionale
Superficie 3.568 km²

Parco nazionale
Superficie 2.180 km²
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Montagna
Altezza 4.884 m

Montagna
Altezza 2.850 m

Montagna
Altezza 3.031 m

Montagna
Altezza 2.329 m

Montagna
Altezza 3.726 m

Montagna
Altezza 1.731 m

Montagna
Altezza 2.885 m

Montagna
Altezza 3.805 m

Montagna
Altezza 1.639 m

Montagna
Altezza 2.168 m

Montagna
Altezza 3.260 m

Montagna
Altezza 3.428 m
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La cucina indonesiana cambia da regione a regione per ingredienti, metodi e sapori, e porta i segni delle influenze indiana, cinese, mediorientale, portoghese e olandese. La base è il riso, servito con carne o pesce, verdure, sambal e altri condimenti.
Gli ingredienti che tornano ovunque sono il peperoncino, il latte di cocco, la pasta di gamberetti, le arachidi, l’aglio, lo scalogno e il tamarindo, accanto al pollo e ai frutti di mare. Molto diffusi sono i prodotti di soia: il tempeh, nato a Giava, e il tahu, cioè il tofu.
I piatti più mangiati sono il nasi goreng e il mie goreng, cioè riso e noodle saltati, il gado-gado con la salsa di arachidi e il sate, gli spiedini. Fra le cucine regionali spicca quella minangkabau, con il rendang, mentre il tumpeng, il cono di riso giavanese, è il piatto cerimoniale che accompagna i momenti importanti della vita, associato alla gratitudine e alla benedizione.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it), Indonesia (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0

Piatto

Piatto
Piatto

Piatto
Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

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Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

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Piatto

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Piatto

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Piatto

Piatto

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Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto
Piatto

Piatto

Piatto

Piatto
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L’Indonesia conta circa trecento gruppi etnici, ciascuno con una cultura propria maturata nei secoli e plasmata dal contatto con il mondo indiano, arabo, cinese, malese ed europeo. Le danze tradizionali giavanesi e balinesi, per esempio, sono piene di elementi della cultura e della mitologia indù, come il wayang kulit, il teatro delle ombre.
Il tessuto simbolo del Paese è il batik, riconosciuto dall’UNESCO nel 2009 come capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità: l’anniversario si celebra ogni 2 ottobre con il Batik Day.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica tradizionale indonesiana comprende il gamelan, l’orchestra di percussioni metalliche, e il kroncong. Il dangdut è il genere pop contemporaneo più popolare e mescola influenze arabe, indiane e malesi.
Fra gli artisti affermatisi a livello internazionale ci sono i cantanti Chrisye e Tulus e le cantanti Niki e Anggun, quest’ultima conosciuta soprattutto per Snow on the Sahara.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arcipelago indonesiano ha ricevuto nella sua storia più influenze culturali straniere di qualunque altra regione del mondo. In architettura contano soprattutto la tradizione indiana, ma anche quella cinese, araba ed europea.
La pittura indonesiana è celebre per i dipinti rupestri antichi e preistorici, ma ha dato anche pittori moderni come Raden Saleh e Kusuma Affandi. Fra le arti applicate, i tessuti sono un capitolo a sé: il batik, l’ikat e il songket si producono in tutto il Paese, con stili diversi in ogni regione.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La più antica fonte scritta dell’Indonesia è una serie di iscrizioni in sanscrito del V secolo d.C. Fra le figure principali della letteratura moderna ci sono Multatuli, l’autore olandese che denunciò il trattamento degli indonesiani sotto la dominazione coloniale, Muhammad Yamin e Hamka, che influenzarono scrittori e politici prima dell’indipendenza, e soprattutto Pramoedya Ananta Toer, il romanziere indonesiano più famoso.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’industria cinematografica indonesiana toccò il suo apice negli anni ottanta, calò bruscamente nei primi anni novanta e ha ripreso a crescere dal 2000 in poi. Fra i film più premiati c’è Sekala Niskala, del 2018, della regista Kamila Andini.
Moltissimi popoli indonesiani hanno radicate tradizioni orali, che servono a definire e conservare la loro identità culturale. La libertà di stampa è cresciuta molto dopo la caduta di Suharto, che teneva sotto controllo i media nazionali e limitava quelli stranieri.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport nazionale indonesiano è il pencak silat, un’arte marziale complessa che prevede il combattimento a strettissimo contatto, con mani, avambracci, gomiti e ginocchia oltre che con armi da taglio e da impatto; tipico di questo stile è il sarong, la fascia che cinge la vita del praticante.
Gli sport più popolari sono però il badminton e il calcio. Nel badminton l’Indonesia ha una tradizione fortissima, con campioni come Ricky Subagja e Rexy Mainaky; fra gli sport tradizionali ci sono il sepak takraw e, in alcune regioni storicamente segnate da guerre tribali, forme di lotta come il caci a Flores e il pasola a Sumba.
Il primo oro olimpico indonesiano è arrivato proprio dal badminton, con Susi Susanti a Barcellona 1992; la prima medaglia in assoluto era stata l’argento nel tiro con l’arco a Seul 1988. In tutto il Paese ha vinto sette ori, dodici argenti e undici bronzi olimpici.
Sintesi · Fonte: Indonesia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 1991

Iscritto nel 1991

Iscritto nel 1991

Iscritto nel 1999

Iscritto nel 2004

Iscritto nel 1991

Iscritto nel 1996

Iscritto nel 2019

Iscritto nel 2012

Iscritto nel 2023
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Record
L’Indonesia è formata da 17 508 isole ed è il più grande Stato-arcipelago del mondo; circa 2342 di esse sono abitate.
Fonte: Indonesia (Wikipedia, it)
Record
Con 286 milioni di abitanti l’Indonesia è il quarto Paese più popoloso del mondo, dopo India, Cina e Stati Uniti.
Fonte: Indonesia (Wikipedia, it)
Record
L’Indonesia è il Paese a maggioranza musulmana più popoloso del pianeta.
Fonte: Indonesia (Wikipedia, it)
Lingua
Il motto nazionale indonesiano è Bhinneka tunggal ika, «uniti nelle diversità», letteralmente «molti, ma uno».
Fonte: Indonesia (Wikipedia, it)
Cultura
Lo stemma indonesiano è ornato dalla leggendaria Garuda, l’aquila mitologica che sorregge il motto nazionale.
Fonte: Indonesia (Wikipedia, it)
Record
Giava, con 148 milioni di abitanti, è l’isola più popolata del pianeta: la densità vi raggiunge le 940 persone per chilometro quadrato.
Fonte: Indonesia (Wikipedia, it)
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