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L’Afghanistan, ufficialmente Emirato islamico dell’Afghanistan secondo le autorità de facto al potere dal 2021, è uno Stato senza sbocco al mare dell’Asia, situato tra l’Asia centrale e l’Asia meridionale. Ha una superficie di 652864 km² e una popolazione stimata dalla Banca Mondiale in circa 43,8 milioni di abitanti nel 2025. La capitale e maggiore città è Kabul.
Confina a ovest con l’Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l’Uzbekistan e il Tagikistan e, per un breve tratto all’estremità del corridoio del Wakhan, con la Cina. Il territorio è prevalentemente montuoso ed è dominato dalla catena dell’Hindu Kush, che attraversa gran parte del Paese e separa le pianure settentrionali dai bacini e dagli altopiani centrali e meridionali.
La popolazione è composta da numerosi gruppi etnici, tra i quali Pashtun, Tagiki, Hazara e Uzbeki, e le due principali lingue del Paese sono il dari e il pashtu. Per la sua posizione fra diverse regioni del continente, il territorio afghano è stato descritto come un «crocevia dell’Asia».
Sintesi · Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio afghano presenta una morfologia molto varia, prevalentemente montuosa e accidentata, caratterizzata da catene montuose, altopiani e bacini fluviali. L’elemento dominante è la catena dell’Hindu Kush, che attraversa il paese e si collega verso nord-est ai sistemi montuosi del Pamir e del Karakorum.
Verso le regioni centro-occidentali i rilievi dell’Hindu Kush lasciano progressivamente spazio alle pianure settentrionali del Turkestan afghano e, a sud-ovest, al bacino del Sistan: le prime sono caratterizzate da praterie ondulate e ambienti semidesertici, mentre nel Sistan prevalgono territori aridi e desertici, soggetti a venti intensi.
La cima più alta del paese è il Noshaq, che raggiunge i 7 492 m sul livello del mare; il punto più basso si trova invece nella Provincia di Jowzjan, lungo l’Amu Darya, a circa 258 m sul livello del mare.
Sintesi · Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima dell’Afghanistan è prevalentemente continentale, con marcate escursioni termiche stagionali. Gli inverni sono particolarmente rigidi sugli altopiani centrali dell’Hazarajat, nelle regioni montuose nord-orientali e nel Corridoio del Wakhan, dove la temperatura media di gennaio scende sotto i −15 °C e può raggiungere i −26 °C.
Le estati sono invece molto calde nelle aree depresse del bacino del Sistan, nel bacino di Jalalabad e nelle pianure del Turkestan lungo l’Amu Darya: in queste regioni le temperature medie di luglio superano i 35 °C e possono oltrepassare i 43 °C.
Il paese è generalmente arido durante l’estate e la maggior parte delle precipitazioni si concentra fra dicembre e aprile. Gran parte dell’Afghanistan rimane al di fuori dell’area direttamente interessata dai monsoni; un’eccezione è costituita dal Nurestan, che può ricevere precipitazioni monsoniche durante l’estate.
Sintesi · Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1709
preistoria
Gli scavi di siti preistorici suggeriscono che esseri umani vivessero nell’attuale Afghanistan almeno 50.000 anni fa e che le comunità agricole della regione fossero tra le più antiche al mondo.
III millennio a.C.
Si ritiene che la civiltà urbana abbia avuto inizio già nel 3000 a.C. e l’antica città di Mundigak, nei pressi di Kandahar, fu un centro della cultura di Helmand.
II millennio a.C.
Successive ondate di popolazioni seminomadi provenienti dall’Asia centrale iniziarono a spostarsi verso sud; la regione era allora indicata come Ariana.
VI secolo a.C.
Gli Achemenidi rovesciarono i Medi e incorporarono Aracosia, Aria e Battriana entro i propri confini orientali; un’iscrizione sulla tomba di Dario I di Persia menziona la valle di Kabul.
330 a.C.
Le forze macedoni giunsero in Afghanistan dopo aver sconfitto Dario III di Persia nella battaglia di Gaugamela.
305 a.C.
L’Impero seleucide cedette gran parte della regione all’Impero Maurya nell’ambito di un trattato di alleanza; i Maurya controllarono l’area a sud dell’Hindu Kush fino al loro rovesciamento, intorno al 185 a.C.
I secolo a.C.
Il paese prosperò grazie ai commerci, con rotte verso la Cina, l’India, la Persia e, a nord, verso le città di Bukhara, Samarcanda e Khiva; dal Badakhshan venivano estratte e commerciate pietre di lapislazzuli.
I–III secolo
Il vasto impero, il cui centro si trovava nell’area dell’Afghanistan, divenne un importante patrono della cultura buddhista, favorendo la diffusione del buddhismo in tutta la regione.
642
I musulmani arabi portarono l’Islam a Herat e Zaranj e iniziarono a diffonderlo verso est: alcuni degli abitanti autoctoni lo accettarono, mentre altri si ribellarono.
870
Gli Zunbil e i Kabul Shahi furono conquistati dai musulmani della dinastia saffaride di Zaranj; successivamente i Samanidi estesero la loro influenza islamica a sud dell’Hindu Kush.
XI secolo
Il sovrano aveva sconfitto i restanti sovrani induisti e islamizzato la regione nel suo complesso, con l’eccezione del Kafiristan; trasformò Ghazni in una città di grande importanza e patrocinò intellettuali come lo storico al-Biruni e il poeta Ferdowsi.
1186
La dinastia ghaznavide fu rovesciata dai Ghuridi, tra le cui realizzazioni architettoniche figurava il remoto Minareto di Jam.
1219
Gengis Khan e il suo esercito invasero la regione: si ritiene che le sue truppe abbiano annientato le città corasmie di Herat e Balkh, oltre a Bamiyan.
1370
Tamerlano lo fondò dopo la propria invasione; sotto il regno di Shah Rukh la città di Herat divenne il centro del Rinascimento timuride, il cui splendore fu paragonato a quello di Firenze.
XVI secolo
Babur giunse dalla Fergana e conquistò Kabul sottraendola alla dinastia Arghun; avrebbe poi sconfitto la dinastia afghana dei Lodi nella prima battaglia di Panipat.
1709
Mirwais Hotak, capo tribale locale Ghilji, si ribellò con successo contro i Safavidi, sconfisse il governatore di Kandahar e fondò un proprio regno.
1722
Mahmud guidò l’esercito afghano verso la capitale persiana, conquistò la città dopo la battaglia di Gulnabad e si proclamò re di Persia.
1738
Le forze persiane conquistarono l’ultima roccaforte Hotak nell’assedio di Kandahar; poco dopo invasero l’India e saccheggiarono Delhi.
1747
Il sovrano fu assassinato; il suo comandante Ahmad Shah Durrani lo aveva assistito nelle campagne indiane.
1750–1755
Ahmad Shah intraprese due campagne nella regione.
1818
Fateh Khan, capo della tribù Barakzai, fu brutalmente assassinato da Mahmud Shah Durrani; i suoi fratelli si ribellarono e il paese si frammentò in numerosi Stati.
1893
Abdur Rahman firmò un accordo con il quale i territori etnicamente pashtun e beluci furono divisi da questa linea, che costituisce l’attuale confine tra Pakistan e Afghanistan.
1901
Abdur Rahman Khan, noto così per il suo carattere e per i metodi spietati impiegati contro le tribù, morì e gli succedette il figlio Habibullah Khan.
1919
Dopo la terza guerra anglo-afghana e la firma del trattato di Rawalpindi il 19 agosto, l’emiro Amanullah Khan dichiarò l’Emirato dell’Afghanistan uno Stato sovrano e pienamente indipendente.
1923
La Costituzione afghana introdusse l’istruzione elementare obbligatoria grazie a Mahmud Tarzi, convinto sostenitore dell’istruzione femminile; nello stesso anno fu abolita la schiavitù.
1926
Il 9 giugno Amanullah Khan si proclamò Re dell’Afghanistan.
1929
Amanullah abdicò e Kabul cadde nelle mani delle forze saqqawiste guidate da Habibullah Kalakani; Mohammad Nadir Shah lo sconfisse e fu proclamato re.
1932
La principale e più antica istituzione universitaria del Paese fa risalire la propria origine al novembre di quell’anno, quando fu istituita la Facoltà di medicina.
1933
Mohammed Zahir Shah succedette al trono e regnò fino al 1973.
1934
L’Afghanistan vi entrò a far parte.
1936
Il Paese partecipò per la prima volta ai Giochi olimpici a Berlino.
1946
L’Afghanistan entrò a far parte dell’organizzazione; nello stesso anno fu promulgata la legge istitutiva dell’Università di Kabul.
1964
Fu promulgata la Costituzione afghana e prestò giuramento il primo capo del governo non appartenente alla famiglia reale.
1973
Mentre il re si trovava in Italia, Daoud Khan attuò un colpo di Stato incruento, divenne il primo presidente dell’Afghanistan e abolì la monarchia.
1978
Nell’aprile il Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan, di orientamento comunista, prese il potere con un sanguinoso colpo di Stato e proclamò la Repubblica Democratica dell’Afghanistan.
1979
Insoddisfatto del governo di Amin, l’esercito sovietico invase il paese nel dicembre, dirigendosi verso Kabul e uccidendo Amin; un regime organizzato dai sovietici e guidato da Babrak Karmal colmò il vuoto di potere.
1988
Il 29 agosto Abdul Ahad Momand partì a bordo della Sojuz TM-6 diretta alla stazione spaziale Mir, nell’ambito del programma sovietico Intercosmos.
1992
Dopo il ritiro sovietico scoppiò un’altra guerra civile, che proseguì fino al crollo del regime guidato da Mohammad Najibullah.
1994
Nel settembre emersero come movimento e milizia di studenti provenienti dalle madrase islamiche del Pakistan, ricevendo presto sostegno militare dal Pakistan e assumendo il controllo di Kandahar.
1996
I Talebani espulsero da Kabul il governo di Rabbani e vi istituirono un emirato; furono condannati a livello internazionale per la rigida applicazione della loro interpretazione della sharia.
2001
Le due monumentali statue, testimonianze più celebri del complesso archeologico della valle, furono distrutte dai Talebani nel marzo.
2001
Nell’ottobre gli Stati Uniti invasero l’Afghanistan per rimuovere i Talebani dal potere dopo che questi si erano rifiutati di consegnare Osama bin Laden; in dicembre fu costituita l’Amministrazione transitoria guidata da Hamid Karzai.
2004
Il governo afghano adottò una costituzione con la denominazione di Repubblica Islamica dell’Afghanistan; nello stesso anno il film Osama di Siddiq Barmak vinse il Golden Globe per il miglior film straniero.
2008
Il taekwondoka Rohullah Nikpai conquistò il bronzo nella categoria dei 58 kg ai Giochi olimpici di Pechino.
2011
Il numero di militari dell’alleanza presenti in Afghanistan raggiunse un massimo di 140.000; nello stesso anno entrò in esercizio la ferrovia fra Hairatan e Mazar-i Sharif.
2014
Nel settembre Ashraf Ghani divenne presidente in seguito alle elezioni presidenziali; il 28 dicembre la NATO concluse formalmente le operazioni di combattimento dell’ISAF.
2020
Il 29 febbraio fu concluso in Qatar l’accordo tra Stati Uniti e Talebani, uno degli eventi decisivi che determinarono il collasso delle forze di sicurezza nazionali afghane.
2021
I Talebani conquistarono la capitale il 15 agosto e il 19 agosto annunciarono la restaurazione dell’Emirato islamico dell’Afghanistan; il nuovo governo fu annunciato il 7 settembre.
2022
Le autorità talebane vietarono la coltivazione del papavero nell’aprile: la superficie coltivata passò da circa 232.000 ettari nel 2022 a 10.800 nel 2023.
2025
Il 3 luglio la Russia è divenuta il primo Stato a riconoscere formalmente il governo dell’Emirato islamico, accettando le credenziali dell’ambasciatore nominato dalle autorità talebane.
Sintesi · Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La conoscenza della struttura demografica dell’Afghanistan è condizionata dalla scarsità di rilevazioni statistiche complete: il Paese non dispone di un censimento generale recente e pienamente attendibile e le valutazioni sulla popolazione derivano principalmente da stime elaborate da organizzazioni internazionali.
Nel 1979 la popolazione era stimata in circa 15,5 milioni di abitanti; nei decenni successivi l’andamento demografico fu profondamente influenzato dalle guerre, dalle migrazioni internazionali e dai successivi rientri della popolazione rifugiata. Per oltre tre decenni l’Afghanistan figurò tra i principali Paesi d’origine dei rifugiati a livello mondiale.
La popolazione rimane prevalentemente rurale: le stime dell’autorità statistica afghana per il 2024 distinguevano circa il 70% della popolazione come rurale, poco più di un quarto come urbana e una quota minore come nomade. Kabul costituisce di gran lunga il principale centro urbano del Paese.
Sintesi · Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Afghanistan è un Paese fortemente plurilingue. Le due principali lingue nazionali sono il dari, varietà afghana della lingua persiana, e il pashtu, entrambe appartenenti al ramo iranico delle lingue indoeuropee.
Il dari è la principale lingua franca del Paese e viene utilizzato come strumento di comunicazione interetnica, soprattutto nelle città e nelle regioni settentrionali, centrali e occidentali; il pashtu è invece la lingua tradizionale della maggior parte dei Pashtun ed è diffuso soprattutto nell’Afghanistan meridionale e orientale, articolato in numerose varietà dialettali e dotato di una lunga tradizione letteraria.
Tra le principali lingue minoritarie figurano l’uzbeco e il turkmeno, appartenenti alla famiglia delle lingue turche, il beluci, parlato nell’Afghanistan sud-occidentale, il pashayi, presente in alcune vallate orientali, le lingue nuristani e le lingue iraniche del Pamir, parlate soprattutto nel Badakhshan e nel corridoio del Wakhan.
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L’Islam costituisce la religione largamente maggioritaria dell’Afghanistan e ha esercitato per secoli una funzione centrale nella vita sociale, culturale, giuridica e politica del Paese. Una stima della CIA del 2009 indicava come musulmano il 99,7% della popolazione.
La maggioranza sunnita segue prevalentemente la scuola giuridica hanafita; gli Hazara professano in prevalenza lo sciismo duodecimano, mentre nel Badakhshan si trovano comunità ismailite. Il sufismo ha tradizionalmente esercitato un’importante influenza sulla religiosità afghana.
Comunità sikh e indù erano presenti soprattutto a Kabul, Jalalabad, Ghazni e Kandahar, dove esistevano gurdwara e templi induisti, ma guerre, discriminazioni ed emigrazione ne hanno determinato una drastica contrazione. La comunità ebraica afghana, un tempo radicata soprattutto a Herat e Kabul, si ridusse progressivamente attraverso l’emigrazione verso Israele e gli Stati Uniti.
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L’economia dell’Afghanistan è caratterizzata da un basso livello di sviluppo, da una forte incidenza dell’agricoltura e dell’economia informale e da una persistente dipendenza dalle importazioni e dagli aiuti esterni.
Secondo la Banca Mondiale il prodotto interno lordo si contrasse di circa il 20% nel 2021 e, nel complesso, tra il 2021 e il 2022 l’economia perse circa il 27% del proprio valore; a partire dal 2023 si è registrata una graduale ripresa, con una crescita reale del 2,5% nel 2024 e una stima del 4,8% per il 2025. Nel 2024 il prodotto interno lordo nominale ammontava a circa 17,8 miliardi di dollari statunitensi.
L’Afghanistan dispone di una notevole varietà di risorse minerarie conosciute e potenziali: sono documentati depositi di rame, ferro, oro, argento, litio, bauxite, cromite, talco, marmo e pietre preziose e semipreziose. L’effettivo sfruttamento su larga scala è però rimasto limitato dallo scarso sviluppo delle infrastrutture, dall’insicurezza e dall’incertezza politica.
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Dalla caduta di Kabul del 15 agosto 2021 l’Afghanistan è governato de facto dai Talebani, che hanno restaurato l’Emirato Islamico dell’Afghanistan; le istituzioni della Repubblica Islamica, comprese la presidenza della Repubblica e l’Assemblea nazionale, hanno cessato di esercitare le proprie funzioni.
L’ordinamento instaurato è fortemente centralizzato attorno alla figura della Guida suprema, Hibatullah Akhundzada, che costituisce la massima autorità politica e religiosa e opera principalmente da Kandahar, mentre il governo centrale e i ministeri hanno sede a Kabul. Il sistema di governo si fonda sull’interpretazione talebana della sharia, nonché su leggi, decreti ed editti emanati dalle nuove autorità.
Il governo talebano non gode di un riconoscimento internazionale generalizzato: il 3 luglio 2025 la Russia è divenuta il primo Stato a riconoscere formalmente il governo dell’Emirato islamico, mentre altri Stati intrattengono rapporti diplomatici senza procedere a un riconoscimento formale. Un’istituzione tradizionale della vita politica afghana è la loya jirga, «grande assemblea» consultiva convocata per affrontare questioni di particolare rilevanza nazionale.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale5.333.284 abitanti
Distretto di Kabul

614.254 abitanti
Provincia di Kandahar

556.205 abitanti
Distretto di Herat

469.247 abitanti
Distretto di Mazar-i-Sharif

77.000 abitanti
Distretto di Balkh

143.379 abitanti
Distretto di Ghazni

356.536 abitanti
Distretto di Kunduz

263.312 abitanti
Nangarhar
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La varietà morfologica e climatica del territorio afghano determina la presenza di differenti ambienti naturali. Nelle regioni di tundra alpina ad alta quota vivono il leopardo delle nevi e l’orso bruno, mentre l’argali di Marco Polo è presente nel Corridoio del Wakhan.
Nelle regioni forestali montane orientali si trovano, fra gli altri, volpi, lupi, lontre, cervidi, ovini selvatici e linci; le pianure semidesertiche settentrionali ospitano diverse specie di uccelli, ricci e altri piccoli mammiferi, oltre a carnivori come lo sciacallo dorato e la iena striata. Nonostante il clima prevalentemente arido, nel paese sono state censite circa 460 specie di uccelli, delle quali circa 235 nidificanti.
Diverse aree naturali sono sottoposte a forme di protezione e il paese comprende tre parchi nazionali: Band-e Amir, Wakhan e Nuristan. Nel 2020 la superficie forestale era stimata in circa 1 208 440 ettari, corrispondenti a circa il 2% della superficie terrestre complessiva del paese.
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Montagna
Altezza 8.849 m

Montagna
Altezza 7.708 m

Montagna
Altezza 8.611 m

Montagna
Altezza 7.649 m

Montagna
Altezza 7.492 m

Montagna
Altezza 3.487 m

Montagna
Altezza 4.951 m
Montagna

Montagna
Altezza 6.843 m

Montagna
Altezza 3.592 m
Montagna
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La cucina afghana riflette sia la produzione agricola del Paese sia i rapporti storici con le tradizioni gastronomiche dell’Iran, dell’Asia centrale e del subcontinente indiano. Gli alimenti di base comprendono grano, mais, orzo e riso, accompagnati da carne, legumi, ortaggi, frutta e prodotti lattiero-caseari quali latte e yogurt.
Tra le preparazioni maggiormente associate alla cucina afghana figura il kabuli palaw, piatto di riso generalmente preparato con carne, carote, uvetta e spezie; sono inoltre diffuse numerose varietà di kebab, pane, zuppe, preparazioni ripiene e piatti a base di yogurt.
Fra i prodotti agricoli tradizionalmente apprezzati figurano melograni, uva, meloni e altra frutta fresca o essiccata, mentre il tè costituisce una delle bevande più diffuse.
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Nelle regioni meridionali e orientali riveste particolare importanza il pashtunwali, insieme di norme e consuetudini tradizionalmente associate alla società Pashtun: tra i suoi principi figurano l’ospitalità, il diritto d’asilo e concezioni tradizionali dell’onore e della responsabilità familiare o comunitaria.
Nei villaggi alcune funzioni comunitarie sono storicamente affidate a figure quali il malik, capo locale, il mirab, responsabile della distribuzione dell’acqua irrigua, e il mullah, con funzioni religiose. Le popolazioni nomadi kochi praticano forme di mobilità stagionale legate soprattutto all’allevamento.
L’abbigliamento tradizionale varia fra regioni e gruppi etnici: una delle forme più diffuse è lo shalwar kamiz, nelle varianti locali note anche come perahan tunban e khet partug, mentre tra i copricapi maschili figurano il pakol, associato alle regioni nord-orientali, e il karakul.
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La musica afghana rispecchia la pluralità culturale del Paese e presenta stretti rapporti con le tradizioni dell’Iran, dell’Asia centrale e del subcontinente indiano; la musica classica afghana condivide in particolare terminologia e strutture con la musica classica indiana, comprese forme basate sul raga.
Sono utilizzati strumenti diffusi nell’Asia meridionale quali tabla, sitar e armonium, insieme a strumenti regionali come zerbaghali, dayereh, tanbur e rubab; quest’ultimo è uno degli strumenti maggiormente associati alla tradizione musicale afghana.
La musica popolare moderna conobbe una significativa espansione dagli anni cinquanta attraverso Radio Kabul, e in questo periodo si affermarono anche interpreti femminili, tra cui Mermon Parwin. Una delle danze tradizionali più diffuse è l’attan, danza collettiva storicamente associata soprattutto ai Pashtun.
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Le arti figurative del territorio afghano presentano una lunga stratificazione storica: tra le principali tradizioni dell’antichità figura l’arte del Gandhara, sviluppatasi attraverso l’incontro tra modelli ellenistici e romani e la cultura buddhista.
Durante il periodo timuride Herat divenne uno dei principali centri artistici del mondo persiano e sede di un’importante scuola di miniatura persiana, il cui maggiore rappresentante fu Kamal al-Din Behzad, attivo fra il XV e il XVI secolo.
Tra le principali forme di artigianato tradizionale rientra la tessitura dei tappeti, praticata soprattutto da comunità rurali e nomadi e storicamente svolta in larga misura dalle donne; anche la ceramica possiede una lunga tradizione e il centro di Istalif, a nord di Kabul, è noto per le ceramiche smaltate nei toni del verde e del turchese.
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Le principali tradizioni letterarie dell’Afghanistan sono quelle in persiano e in pashtu; la poesia ha storicamente occupato un ruolo centrale nella cultura letteraria del Paese e continua a essere recitata in contesti pubblici e privati.
Alcune fra le maggiori personalità della letteratura persiana medievale sono legate a centri oggi compresi nell’Afghanistan: Abd Allah Ansari di Herat, mistico e autore dell’XI secolo, Sana'i di Ghazni, attivo fra XI e XII secolo, e Gialal al-Din Rumi, nato a Balkh nel 1207. Una distinta tradizione letteraria si sviluppò in pashtu, con Khushal Khan Khattak e Rahman Baba.
Nel XX secolo Khalilullah Khalili divenne una delle principali figure della poesia persiana afghana, mentre le guerre e i vasti fenomeni migratori favorirono la formazione di una letteratura della diaspora: tra gli autori contemporanei più noti figurano Atiq Rahimi, vincitore del Premio Goncourt nel 2008, e Khaled Hosseini, autore de Il cacciatore di aquiloni.
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La produzione cinematografica afghana si sviluppò nel corso del XX secolo e fu profondamente condizionata dai mutamenti politici e dai conflitti attraversati dal Paese. Tra i registi che hanno ottenuto maggiore riconoscimento internazionale figura Siddiq Barmak, il cui film Osama, ambientato durante il primo governo talebano, vinse nel 2004 il Golden Globe per il miglior film straniero.
Atiq Rahimi ha affiancato all’attività letteraria quella cinematografica, dirigendo tra l’altro l’adattamento del proprio romanzo Come pietra paziente.
La cinematografia indiana, e in particolare Bollywood, ha goduto per lungo tempo di una notevole popolarità in Afghanistan, e alcuni film indiani sono stati girati nel Paese, tra cui Dharmatma, Khuda Gawah e Kabul Express.
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Tra gli sport maggiormente praticati in Afghanistan figurano il cricket e il calcio; sono inoltre praticati pallacanestro, pallavolo, pallamano, pugilato, taekwondo, sollevamento pesi e atletica leggera.
Il buzkashi costituisce una delle più caratteristiche tradizioni sportive afghane ed è particolarmente diffuso nelle regioni settentrionali: viene disputato a cavallo da giocatori che competono per impossessarsi e trasportare una carcassa di capra o vitello verso un’area prestabilita.
La nazionale di cricket, costituita nel 2001, si affermò rapidamente a livello internazionale, ottenne nel 2017 lo status di Full Member e raggiunse la semifinale della Coppa del Mondo T20 del 2024; nel 2013 la nazionale di calcio vinse il campionato della federazione calcistica dell’Asia meridionale.
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Geografia
Per la sua posizione fra diverse regioni del continente, il territorio afghano è stato descritto come un «crocevia dell’Asia».
Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it)
Geografia
L’Afghanistan confina con la Cina solo per un breve tratto all’estremità del corridoio del Wakhan.
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Geografia
La cima più alta dell’Afghanistan è il Noshaq, che raggiunge i 7 492 m sul livello del mare.
Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it)
Geografia
Il punto più basso dell’Afghanistan si trova nella Provincia di Jowzjan, lungo l’Amu Darya, a circa 258 m sul livello del mare.
Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it)
Geografia
Il bacino del Sistan, di tipo endoreico, costituisce una delle regioni più aride del mondo.
Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it)
Geografia
Il fiume Kabul scorre verso est, confluisce nell’Indo e appartiene quindi al bacino idrografico dell’Oceano Indiano.
Fonte: Afghanistan (Wikipedia, it)
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