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Il Tagikistan, ufficialmente Repubblica del Tagikistan e in passato Repubblica Socialista Sovietica Tagika nell’ambito dell’URSS, è uno Stato dell’Asia centrale.
Confina a sud con l’Afghanistan, a est con la Cina, a nord con Kirghizistan e Uzbekistan e a ovest ancora con l’Uzbekistan: è dunque uno Stato senza sbocco al mare, con una superficie di 143100 km², una popolazione di 10 279 279 abitanti e capitale Dushanbe. Presenta inoltre due exclavi nel territorio del Kirghizistan.
Dal 9 settembre 1991 il Tagikistan è una repubblica presidenziale, di fatto una dittatura autoritaria: il presidente è il leader Emomalī Rahmon, che nomina ogni anno il Primo ministro, mentre l’Assemblea suprema viene eletta dal popolo e resta in carica 5 anni.
La costituzione del paese è stata varata nel 1994 e dal marzo 2013 il Tagikistan è diventato un membro dell’Organizzazione mondiale del commercio; il suffisso persiano -stān significa luogo di o paese, quindi la parola Tagikistan significa letteralmente Paese dei Tagiki.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Tagikistan è lo Stato meno esteso dell’Asia centrale, ma il più elevato in termini di altitudine: il territorio è per oltre il 90% montuoso, con vette che raggiungono i 7 000 metri di altezza, ed è caratterizzato da due catene montuose, la catena del Trans-Alaj nel Nord e il Pamir nel Sud.
Le vette più alte dell’Asia centrale si trovano nel Pamir, come il Picco Ismail Samani, la montagna più alta del Paese con 7 495 metri, il Picco Ibn Sina con 7 134 metri e il Picco Korženevskaja con 7 105 metri.
I principali fiumi sono il Syr Darya, l’Amu Darya, il Kafirnigan, il Vachš e il Panj: la maggior parte dei fiumi scorre da est a ovest e alla fine apporta le proprie acque al bacino del lago d’Aral.
Le uniche aree pianeggianti sono a nord-ovest, in parte della valle di Fergana, e nell’estremità sud-occidentale del Paese; il Tagikistan è diviso in quattro regioni, di cui una autonoma, e una città autonoma, la capitale Dušanbe.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima del Tagikistan è di tipo continentale, caratterizzato da escursioni termiche piuttosto accentuate.
Nelle aree più elevate il clima è invece di tipo alpino.
La temperatura invernale è spesso mitigata da un vento caldo e secco proveniente dalle aree montuose; le precipitazioni sono scarsissime e concentrate soprattutto nella parte occidentale del paese.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
distretti di Subordinazione Repubblicana · Suƣd · Chatlon · Gorno-Badachšan · Dušanbe
Stato attuale dal 1991
Antichità
Il territorio dell’odierno Tagikistan fu abitato in antico dalle popolazioni della Sogdiana.
III secolo a.C.
Il territorio fece parte dapprima dei regni greco-battriani sorti in seguito alle conquiste orientali di Alessandro Magno, quindi costituì una regione di confine o una provincia orientale del regno dei Parti.
III secolo
Il territorio passò sotto il controllo dell’Impero sasanide, che lo avrebbe mantenuto fino alla metà del VII secolo.
650
Dopo il crollo dell’Impero sasanide, sconfitto dalle armate arabe, il territorio entrò a far parte del califfato omayyade e poi abbaside, divenendo una delle province orientali del mondo musulmano.
IX secolo
Con l’indebolimento del potere centrale degli Abbasidi, le regioni orientali conobbero un progressivo processo di autonomia.
X secolo
Il territorio fu sotto il controllo della dinastia samanide, di origine persiana: la capitale Bukhara divenne uno dei maggiori centri culturali del mondo islamico e persiano, e qui ebbe inizio la grande stagione della letteratura persiana di epoca musulmana, con figure fondamentali come Rudaki e, poco più tardi, il grande poeta epico Ferdowsi.
Fine X secolo
Il dominio samanide, durato circa un secolo, fu seguito dall’arrivo di dinastie turche: prima i Ghaznavidi, poi i Selgiuchidi, e in questa fase si sviluppò un duraturo sincretismo turco-persiano.
XIII secolo
La regione fu conquistata dai Mongoli.
Fine XIV secolo
La regione entrò nell’impero di Tamerlano e dei suoi successori timuridi.
XVI secolo
Il territorio rientrò stabilmente nell’orbita del Khanato di Bukhara, condividendo per lunghi periodi il controllo con il vicino Khanato di Kokand.
XIX secolo
Nel contesto del cosiddetto Grande Gioco, che contrapponeva Russia e Gran Bretagna per il controllo dell’Asia centrale, i khanati di Bukhara e Kokand divennero prima protettorati e poi persero l’indipendenza.
1897
Si chiuse la vita dell’autore dello zibaldone Navader ol-Vaqaye, figura di spicco dell’illuminismo tagico.
1917
Dopo la Rivoluzione il territorio entrò nell’orbita sovietica.
Anni Venti
La resistenza armata dei basmachi, movimento insurrezionale di ispirazione islamica e nazionalista, fu repressa solo alla fine del decennio.
1929
Venne istituita la Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan: la delimitazione nazionale voluta da Mosca separò definitivamente il Paese da centri storici della cultura persiana come Bukhara e Samarcanda, mentre il piccolo centro di Dušanbe fu elevato a capitale.
1948
Fu fondata l’Università Nazionale del Tagikistan.
1954
Si chiuse la vita di Sadriddin Ayni, scrittore ed educatore poliedrico considerato un vero padre della patria tagica, autore di un celebrato libro di memorie sulla Bukhara a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Fine anni Ottanta
Riemerse il Partito della Rinascita Islamica, che svolse un ruolo rilevante nella fase di transizione successiva alla dissoluzione dell’URSS.
1991
Il 9 settembre il Tagikistan proclamò l’indipendenza e divenne una repubblica presidenziale.
1992
Scoppiò una sanguinosa guerra civile tra forze governative, gruppi democratici e opposizione islamica, che causò decine di migliaia di morti e oltre un milione di profughi; nello stesso anno Emomali Rahmon andò al potere e il Paese divenne membro dell’Organizzazione della cooperazione islamica.
1993
Andrej Abduvaliev vinse l’oro mondiale nel lancio del martello, titolo che avrebbe ripetuto nel 1995.
1994
Il 6 novembre fu promulgata la costituzione del Tagikistan.
1997
Gli accordi sancirono la fine formale del conflitto e l’integrazione parziale dell’opposizione islamica nel sistema politico; da quell’anno l’economia del Paese cresce con un livello regolare.
1998
Il film diretto dal regista coreano Min Byung-hun con il tagiko Jamšed Usmonov vinse il Premio per il miglior film al Torino Film Festival.
2002
Nel dicembre il Tagikistan e la Russia hanno raggiunto un accordo che porta alla cancellazione di 250 milioni di dollari di debito dei 300 totali nei confronti della Russia; nello stesso anno fu concordata la revisione del confine con la Cina.
2003
Vengono approvate le riforme costituzionali che garantiscono al presidente Rahmon altri due mandati dopo il 2006.
2004
La crescita economica è arrivata al 10,6%, per poi subire un calo dell’8% nel periodo 2005-2008.
2006
La Cina e il Tagikistan si sono impegnati a iniziare la demarcazione del confine rivisto e concordato nel 2002.
2008
Il 18 gennaio è iniziata la costruzione della diga idroelettrica 1 di Sangtuda grazie a investimenti russi; ai Giochi olimpici di Pechino Rasul Boqiev vinse il bronzo nel judo, prima medaglia olimpica del Paese.
2010
Secondo il censimento di quell’anno la popolazione del Tagikistan contava circa 7 565 000 abitanti.
2013
Dal marzo il Tagikistan è diventato un membro dell’organizzazione.
2015
Il Partito della Rinascita Islamica venne messo al bando e l’opposizione politica fu quasi completamente eliminata; le spese militari erano pari all’1,22% del PIL nazionale.
2016
Nel maggio, attraverso un referendum, il 94,5% della popolazione ha espresso parere favorevole a una modifica della Costituzione che consente al presidente in carica di essere rieletto per un nuovo mandato senza restrizioni temporali, riducendo anche l’età minima per la candidatura da 35 a 30 anni. Ai Giochi olimpici di Rio Dilšod Nazarov vinse l’oro nel lancio del martello.
2020
Le elezioni parlamentari si sono svolte nel marzo e quelle presidenziali nel novembre; nel rapporto sull’indice sulla democrazia dell’Economist il Tagikistan si colloca al 160º posto come regime autoritario.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La stragrande maggioranza della popolazione è di etnia tagica, di ceppo indoeuropeo e iranico; sono tuttavia notevoli la minoranza uzbeka e la minoranza yagnobi, minore invece quella russa.
Secondo il censimento del 2010 la popolazione del Tagikistan contava circa 7 565 000 abitanti.
Il tasso di urbanizzazione è molto basso, al 27%, e l’unica città importante è la capitale Dušanbe, con 863 000 abitanti, seguita da Xuçand con 184 000; altre città hanno da poco superato i centomila abitanti, come Boxtar con 112 000 e Kūlob con 106 000.
L’istruzione pubblica è gratuita, obbligatoria e formata da due cicli: nonostante le condizioni economiche il Tagikistan ha un alto tasso di alfabetizzazione, pari al 99% della popolazione, e la spesa pubblica per l’istruzione era pari al 5,2% del PIL nel 2015.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale del Tagikistan è il tagico, lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue iraniche.
Si tratta fondamentalmente della stessa lingua parlata in Iran, il farsi, e in Afghanistan, il dari, ma scritta in caratteri cirillici.
È ancora diffuso il russo.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione del Tagikistan è per il 96,7% musulmana, in maggioranza sunnita: i cittadini che professano altre religioni o che non ne professano nessuna sono il 3,3%.
Complessivamente l’osservanza dell’islam è in aumento: tra il 30 e il 40% della popolazione rurale e tra il 5 e il 10% della popolazione urbana pratica attivamente i riti islamici o partecipa alle funzioni religiose nelle moschee, mentre il 99% della popolazione rurale e il 70% di quella urbana osserva il digiuno del Ramadan.
Il 4% della popolazione musulmana è sciita, di cui il 40% ismailita, e la maggior parte di essi risiede nella provincia del Gorno-Badachshan, in certi distretti meridionali della provincia del Chatlon e nella capitale Dušanbe.
In Tagikistan vi sono circa 230 000 cristiani, l’1,6% dell’intera popolazione, principalmente di etnia russa o immigrati del periodo sovietico, in maggioranza cristiani ortodossi; si stima inoltre che l’1,5% della popolazione sia atea o comunque non appartenente ad alcuna confessione religiosa.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Tagikistan ha uno dei più bassi PIL tra le ex repubbliche sovietiche: a causa della mancanza di opportunità di lavoro, quasi la metà della forza lavoro, secondo stime circa 1 milione di persone, lavora all’estero, principalmente in Russia, sostenendo la famiglia con rimesse al paese natale.
In Tagikistan meno del 7% della terra è coltivabile e il cotone è la coltura principale, nonostante il settore sia oppresso da debiti e risenta della carenza generale di infrastrutture; le risorse minerarie includono argento, oro, uranio e tungsteno.
L’industria consiste solamente in estesi impianti di lavorazione dell’alluminio, centrali idroelettriche e fabbriche antiquate specializzate nell’industria leggera e nell’industria alimentare; la guerra civile ha danneggiato le già deboli infrastrutture economiche e ha provocato un acuto declino della produzione agricola e industriale.
Le cause della fragilità economica sono l’irregolare attuazione di riforme strutturali, la corruzione, un governo debole, la diffusa disoccupazione e il peso del debito estero: nonostante dal 1997 l’economia stia crescendo con un livello regolare, ancora due terzi della popolazione vivono in povertà.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Tagikistan è una repubblica presidenziale unitaria, indipendente dal 1991, e la sua costituzione è stata promulgata il 6 novembre 1994; il paese è controllato strettamente dal Partito democratico popolare del Tagikistan, il cui capo politico è l’attuale presidente.
Il presidente viene eletto dal popolo a suffragio universale, ha un mandato di 7 anni rinnovabile per un secondo ed è capo delle forze armate; il capo del governo viene nominato dal presidente, e il suo Gabinetto, ovvero il consiglio dei ministri, è nominato dal presidente e approvato dall’Assemblea suprema.
Il potere legislativo è esercitato da un parlamento bicamerale: l’Assemblea nazionale, camera alta composta da 34 membri di cui 25 scelti da deputati locali, 8 dal presidente e 1 riservato all’ex presidente, e l’Assemblea dei rappresentanti, camera bassa composta da 63 membri eletti direttamente dal popolo. I membri di ciascuna camera hanno un mandato di 5 anni.
Il sistema giudiziario si articola nella Corte Costituzionale, nella Corte Suprema, nella Corte Suprema Economica, nella Corte Militare e nei tribunali provinciali, distrettuali e cittadini; nel paese è in vigore la pena di morte. Nel rapporto sull’indice sulla democrazia del 2020 dell’Economist il Tagikistan si colloca al 160º posto come regime autoritario.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Sito archeologico

Sito archeologico

Museo

Sito archeologico

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Palazzo

Luogo di culto

Luogo di culto
Sito archeologico

Palazzo
Luogo di culto
8 di 16

Montagna
Altezza 8.611 m

Montagna
Altezza 7.649 m

Montagna
Altezza 7.495 m

Montagna
Altezza 7.134 m

Montagna
Altezza 5.544 m

Montagna
Altezza 4.668 m

Montagna
Altezza 5.621 m

Montagna
Altezza 7.134 m
Montagna
Altezza 4.643 m

Montagna
Altezza 5.489 m

Montagna
Altezza 7.105 m

Montagna
Altezza 5.621 m
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La cucina del Tagikistan si può collocare nell’ambito della cucina dell’Asia centrale.
La base alimentare viene dalle coltivazioni irrigue del Paese, dove meno del 7% della terra è coltivabile e il cotone resta la coltura principale.
Fra i piatti della tradizione si trovano il pilaf, riso cotto con carne e verdure, l’achchiq-chuchuk, insalata di pomodori e cipolla, e lo shurchay, zuppa speziata; il tandyr nan è invece il pane cotto nel forno di argilla.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Durante il periodo sovietico, nonostante l’ateismo di Stato, l’identità islamica sopravvisse soprattutto attraverso reti informali e confraternite sufi.
Paradossalmente, a seguito della politica coloniale russa, Bukhara e Samarcanda, i due massimi centri dell’arte e della cultura rapportabili al mondo tagico, si trovano al di fuori dei confini nazionali, ossia nell’attuale Uzbekistan.
In Tagikistan il 99% della popolazione rurale e il 70% di quella urbana osserva il digiuno del Ramadan.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel panorama musicale tagico si può menzionare, per il genere pop e folk, la figura di Madina Aknazarova.
Nel periodo sovietico si sviluppò nel Paese un ricco teatro, accanto alla diffusione del romanzo e della novella.
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L’arte preislamica del territorio tagico va inquadrata nella storia dell’arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell’area: achemenide, greco-battriana, partica e sasanide.
L’arte tagica contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell’arte islamica, cui dal XIX secolo si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali, soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica.
La delimitazione nazionale voluta da Mosca separò definitivamente il Tagikistan da centri storici della cultura persiana come Bukhara e Samarcanda, assegnati alla Repubblica socialista dell’Uzbekistan.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura tagica contemporanea si innesta nella grande tradizione della letteratura persiana, di cui costituisce il ramo più orientale, e vi si possono distinguere almeno tre periodi: dalla seconda metà dell’Ottocento al 1917, ovvero l’illuminismo tagico, dal 1917 al 1991, ovvero il periodo sovietico, e dal 1991 a oggi, il periodo dell’indipendenza.
Il primo periodo è caratterizzato dalla familiarizzazione progressiva, attraverso la mediazione russa, con la cultura europea e occidentale; a partire dall’inizio del Novecento si innesta poi il movimento jadidista, una corrente di riformismo islamico volta a favorire una modernizzazione attraverso nuovi metodi educativi, e in questo periodo emerge la figura di Ahmad Daneš.
Il secondo periodo è caratterizzato dall’introduzione dell’alfabeto cirillico nella lingua tagica, cosa che ha notevolmente contribuito a distanziare le generazioni attuali dal patrimonio della letteratura persiana classica: emerge su tutti la figura di Sadriddin Ayni, scrittore ed educatore poliedrico considerato un vero padre della patria tagica.
Il terzo periodo ha messo in moto complesse dinamiche di distanziamento dalla cultura russa e contemporaneo rinsaldamento del legame con la tradizione classica persiana e islamica; è comunque significativo che il più volte proposto passaggio a un alfabeto latino, o persino un ritorno a quello arabo-persiano, non abbia mai trovato attuazione.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra i film premiati legati al Tagikistan si può ricordare Il volo dell’ape, del 1998.
Il film fu diretto dal regista coreano Min Byung-hun in collaborazione con il regista tagiko Jamšed Usmonov.
L’opera ottenne il Premio per il miglior film al Torino Film Festival.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nell’atletica leggera si è affermato, tra gli altri, Andrej Abduvaliev, oro mondiale nel lancio del martello nel 1993 e nel 1995.
La prima medaglia olimpica per il Tagikistan fu il bronzo nel judo vinto da Rasul Boqiev ai Giochi olimpici di Pechino 2008.
La prima medaglia d’oro olimpica fu vinta nel lancio del martello da Dilšod Nazarov ai Giochi olimpici di Rio 2016.
Il calcio è uno sport popolare in Tagikistan e la squadra nazionale partecipa nelle competizioni FIFA e AFC.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il suffisso persiano -stān significa luogo di o paese, quindi la parola Tagikistan significa letteralmente Paese dei Tagiki.
Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it)
Record
Il Tagikistan è lo Stato meno esteso dell’Asia centrale, ma il più elevato in termini di altitudine.
Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it)
Record
Il territorio del Tagikistan è per oltre il 90% montuoso, con vette che raggiungono i 7 000 metri di altezza.
Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it)
Geografia
La montagna più alta del Tagikistan è il Picco Ismail Samani, con 7 495 metri.
Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it)
Record
Le vette più alte dell’Asia centrale si trovano nel Pamir, in Tagikistan.
Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it)
Geografia
La maggior parte dei fiumi del Tagikistan scorre da est a ovest e alla fine apporta le proprie acque al bacino del lago d’Aral.
Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it)
6 di 50
Il Tagikistan ha diversi siti che sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, tra cui la zona archeologica di Sarazm e il Parco nazionale del Pamir.
Le vette più alte dell’Asia centrale si trovano nel Pamir, dove il Picco Ismail Samani raggiunge i 7 495 metri.
La capitale Dušanbe, unica città importante del Paese, era un piccolo centro prima di essere elevata a capitale in epoca sovietica.
Fra le altre città si visitano Xuçand, Kūlob, Boxtar, Istaravšan, Tursunzoda, Vahdat, Panjakent, Konibodom e Isfara.
Sintesi · Fonte: Tagikistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.