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L’Uzbekistan, ufficialmente Repubblica dell’Uzbekistan, è uno Stato dell’Asia centrale: la sua capitale è Tashkent, che conta oltre 3 milioni di abitanti, la superficie è di 448 978 km² e la popolazione supera i 37,5 milioni di persone.
Confina a nord e a ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan e il Tagikistan, a sud con l’Afghanistan e il Turkmenistan; insieme al Liechtenstein è uno degli unici due Stati al mondo doppiamente senza sbocco al mare, perché confina solo con Paesi a loro volta privi di sbocco sul mare.
Il Paese è composto da 12 regioni e dalla repubblica autonoma del Karakalpakstan; la valuta è il sum e la religione principale è l’Islam. Fino al 1991 faceva parte dell’URSS.
Le lingue ufficiali sono l’uzbeco e, nella repubblica autonoma del Karakalpakstan, il caracalpaco; il Paese è membro dell’Organizzazione degli Stati Turchi, della Comunità degli Stati Indipendenti, dell’ONU e dell’OSCE.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Esteso per 1 500 km da nord-ovest a sud-est, con una larghezza media che non supera i 300 km, l’Uzbekistan si allunga dalle falde occidentali del massiccio dell’Alaj, che inquadrano la valle del Fergana, sino alle rive del vastissimo lago d’Aral, residuo di un antico mare, a soli 53 metri di altitudine.
La parte occidentale è dominata dalla steppa arida del Kizulkum, che si estende su 300 000 km² in parte anche nel Kazakistan e arriva fino all’Aral; l’Amu Darya, che segna per un lungo tratto il confine con il Turkmenistan, divide questa zona semidesertica, ricca di giacimenti di gas naturale, dall’altopiano desertico del Karakum e dal deserto dell’Ustyurt. Le pianure che circondano il lago d’Aral appartengono alla Repubblica del Karakalpakstan.
Nella parte orientale i bacini fluviali dello Zeravšan, dell’Amu Darya e del Syr Darya sono separati dalle estreme propaggini dei Tien Shan, dell’Alaj e del Pamir, catene montuose giovani e fortemente sismiche: la più elevata è quella dei Gissar, dove al confine con il Tagikistan si trova la vetta più alta del Paese, il Khazret Sultan, che raggiunge i 4643 metri sul livello del mare.
Tra le catene dell’Alatau e dell’Alaj si estende la pianura del Fergana, bacino tettonico lungo 300 km e largo 100, bagnato dal Syr Darya e dai suoi affluenti, dove si concentra una parte rilevante della popolazione; la frontiera con il Tagikistan taglia queste catene e le valli in modo assai complesso, tanto che la valle del Fergana è separata dalla capitale da territorio tagico.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel territorio si distinguono due zone geomorfologiche e climatiche, l’occidentale desertica e l’orientale montuosa.
In tutta la regione occidentale il clima è continentale secco, con temperature minime in gennaio di -29 °C e massime estive di +45 °C, e precipitazioni inferiori a 100 mm annui.
Nelle valli fluviali e sulle pendici montuose la continentalità del clima si attenua e aumentano le precipitazioni, che passano dai 300 mm annui delle pianure a più di 1 000 sui rilievi.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tashkent · Karakalpakstan · regione di Andijan · regione di Bukhara · regione di Fergana · regione di Jizzax · regione di Namangan · regione di Navoiy · regione di Kashkadarya · regione di Samarcanda · regione di Sirdarya · regione di Surkhandarya · regione di Tashkent · regione di Khorezm
Stato attuale dal 1991
VI secolo a.C.
I territori dell’attuale Uzbekistan furono compresi nelle satrapie di Sogdiana e Corasmia dell’Impero achemenide.
IV secolo a.C.
Le satrapie della regione caddero con la conquista di Alessandro Magno.
III secolo a.C.
Successivamente la regione entrò a far parte degli Imperi dei Parti e poi di quello sasanide.
780 circa
Nella regione Corasmia nacque lo scienziato Muḥammad al-Khwārizmī, il padre dell’algebra, che diede importanti contributi in matematica, astronomia e geografia.
IX–XII secolo
Nel Medioevo emerge per la prima volta l’elemento turco con la potenza qaraqanide, che si rafforzerà dall’undicesimo secolo a spese del regno persiano dei Samanidi.
X secolo
La corte iranica di Bukhara fu il primo grande centro di diffusione della letteratura persiana.
980 circa
Ad Afshona, nella regione di Bukhara, allora parte dell’impero dei Samanidi, nacque il grande filosofo Avicenna, considerato da molti il padre della medicina moderna.
1166
In quell’anno morì il mistico sufi e poeta Ahmad Yasawi, all’origine dell’omonima confraternita mistica.
XIII secolo
I Mongoli soppiantarono la potenza turca e fondarono il regno centroasiatico del Chagatay, che si turchizzò rapidamente nella lingua e nei costumi.
XIV secolo
Con l’emergere di Tamerlano, che si riproponeva di rinnovare i fasti e le conquiste di Gengis Khan, Samarcanda divenne uno dei grandi centri della civiltà timuride e dell’Asia centrale musulmana.
1494
Salì al trono Babur, pronipote di Tamerlano, autore di un famoso diario che racconta anche la campagna d’India da cui nascerà l’Impero Moghul.
XVI secolo
Con la dinastia di origine mongola degli Shaybanidi il Paese comincia a chiamarsi Uzbekistan, e nella seconda metà del secolo la capitale viene spostata a Bukhara.
1501
In quell’anno morì a Herat il poeta e poligrafo bilingue Ali Sher Nava’i, primo rivendicatore della piena dignità letteraria del turco dell’Asia centrale.
XVI–XVIII secolo
Emergono due formazioni destinate a durare fino alla metà del diciannovesimo secolo, il Khanato di Khiva e il Khanato di Bukhara, spesso in conflitto tra loro.
XVIII secolo
Più a est si formò il Khanato di Kokand.
1813
Si fa iniziare in quell’anno il periodo del Grande gioco, il confronto geopolitico e militare tra Impero russo e Impero britannico.
XIX secolo
L’Impero russo cominciò la sua espansione nell’Asia centrale; Khiva e Bukhara non vennero subito annesse, ma divennero emirati vassalli della Corona Zarista.
1889–1929
Fu figura di rilievo della prima metà del ventesimo secolo il poeta Hamza Hakimzade Niyazi.
1907
Il periodo del Grande gioco si chiuse con la convenzione anglo-russa.
1917
Dopo la Rivoluzione bolscevica seguì una seconda fase dei rapporti con la Russia, con la creazione della Repubblica bolscevica di Bukhara.
1918
Fu istituita l’Università nazionale dell’Uzbekistan, intitolata a Mirzo Ulugbek.
1940
L’alfabeto latino fu vietato da Stalin, in favore del cirillico.
1991
Il 1º settembre il Paese, seppur riluttante, dichiarò l’indipendenza dall’Unione Sovietica; il 29 dicembre Islom Karimov fu eletto primo presidente e nello stesso anno fu reintrodotto l’alfabeto latino.
1992
L’8 dicembre fu adottata la Costituzione; il 28 gennaio dello stesso anno un decreto presidenziale creò la compagnia aerea nazionale Uzbekistan Airways.
1994
Lina Čerjazova conquistò nel freestyle la prima medaglia olimpica del Paese, un oro ai Giochi olimpici invernali; nello stesso anno la nazionale di calcio vinse la medaglia d’oro ai Giochi asiatici in Giappone.
2003
Artur Tajmazov vinse il titolo mondiale nella lotta, ripetendosi nel 2006.
2004
Il 30 luglio si verificarono gli attentati alle ambasciate di Tashkent.
2005
Il 13 maggio violente dimostrazioni di protesta scoppiarono nella città di Andijan, nella regione di Fergana, in seguito alle azioni di antiterrorismo del governo; i soldati spararono sulla folla uccidendo molte centinaia di persone.
2006
In quell’anno uscì il romanzo satirico di Hamid Ismailov, messo al bando dalle autorità del Paese.
2011
Il Nasaf Qarashi vinse la coppa continentale per club, la prima coppa internazionale per una squadra di calcio uzbeka.
2015
Da quell’anno il massimo campionato di calcio conta 16 squadre.
2016
Il 2 settembre morì Islom Karimov, che aveva guidato il Paese dall’indipendenza; gli successe Shavkat Mirziyoyev. Nello stesso anno la squadra di pugilato si classificò prima nel medagliere olimpico e il Democracy Index indicò il Paese come Stato autoritario.
2017
Il presidente Shavkat Mirziyoyev adottò una politica aperturista, cercando di invertire il processo emigrativo e di attirare personalità accademiche a supporto della pubblica istruzione; dichiarò inoltre di volere abolire la schiavitù del cotone e l’uso sistematico del lavoro minorile.
2018
Il som uzbeko è tornato a essere una moneta convertibile, attivando un forte flusso di capitali stranieri e investimenti.
2022
La nazionale di scacchi vinse il torneo Open delle Olimpiadi degli scacchi svoltosi a Chennai, in India.
2023
Il 30 aprile si tenne un referendum costituzionale sulle proposte di emendamento; nello stesso anno l’UNICEF sostenne il governo nello sviluppo di una tabella di marcia per la riforma dell’istruzione.
2024
La crescita demografica fu del 2%, pari a 743 400 persone.
2025
Il difensore Abduqodir Xusanov si trasferì dal Lens al Manchester City, diventando il primo giocatore uzbeko a competere in Premier League.
2026
Nelle qualificazioni al mondiale la nazionale arrivò seconda nel girone alle spalle dell’Iran, centrando per la prima volta nella sua storia la qualificazione a un mondiale.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Uzbekistan è lo Stato più popoloso dell’Asia centrale: i suoi 37,5 milioni di abitanti, concentrati nel sud e nell’est del Paese e lungo i principali fiumi, dove il territorio è più fertile, costituiscono circa la metà della popolazione totale dell’area.
La crescita demografica nel 2024 è stata del 2%, pari a 743 400 persone; della popolazione totale 18,9 milioni sono uomini e 18,6 milioni sono donne, e come in altri paesi dell’Asia centrale la popolazione è relativamente giovane, con la maggior parte degli abitanti in età lavorativa.
Il Paese è una repubblica multinazionale abitata da rappresentanti di circa 130 nazionalità e gruppi etnici: la maggioranza è uzbeka, con l’84,4%, seguita da tagiki, kazaki, karakalpaki, russi, kirghizi, turkmeni, tatari e coreani.
Il tasso di alfabetizzazione è altissimo, con il 99,9% degli adulti di età superiore ai 15 anni che sa leggere e scrivere; la spesa pubblica per l’istruzione è stata pari al 5,6% del prodotto interno lordo nel 2019 e al 6,2% nel 2021, e gli studenti frequentano la scuola dal lunedì al sabato, con l’istruzione formale che termina alla fine dell’undicesimo anno.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’uzbeco, una lingua turca orientale, è la lingua ufficiale ed è parlato dalla maggioranza della popolazione; dal 1991 si è tentato di trascriverlo mediante l’alfabeto latino, ma al momento questo viene utilizzato solo per i siti web, per la valuta locale e per i luoghi turistici più rilevanti, mentre nella stampa e nella cartellonistica è ancora ampiamente usato l’alfabeto cirillico.
Nella regione autonoma del Karakalpakstan ha status di lingua ufficiale, accanto all’uzbeco, il caracalpaco; tra le lingue parlate dalle minoranze è importante il tagiko, diffuso ancora a Bukhara e a Samarcanda e collegato alla prestigiosa tradizione della letteratura persiana.
Il russo è la lingua interetnica e viene largamente usato, parallelamente all’uzbeco, nella vita comune, soprattutto nei grandi centri urbani e per la gran parte delle attività commerciali e governative.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo una ricerca del 2009 il 79% degli uzbeki aderisce all’Islam e il 5% alla Chiesa russo-ortodossa, mentre il rimanente 16% professa altri credi religiosi; una relazione successiva riferisce invece che il 96,3% degli abitanti è musulmano.
Come in altri paesi dell’Asia centrale, la pratica dell’Islam, pur predominante, non è unitaria e riflette tradizioni, movimenti di riforma e secolarizzazioni che si sono avvicendati specialmente nel corso del ventesimo secolo: ne risulta che il 54% dei musulmani non aderisce ad alcuna corrente, mentre i sunniti sono il 18% e gli sciiti l’1%.
Si registrano inoltre alcune migliaia di ebrei, ciò che resta di un’antica e consistente comunità in gran parte emigrata in Israele e negli Stati Uniti.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia è dominata da due realtà: la massiccia irrigazione artificiale e la fertilizzazione delle regioni aride e semiaride, necessarie per mantenere la produzione del cotone grezzo, la coltura principale, e il crollo del vecchio sistema commerciale sovietico, che ha spinto il Paese a produrre grandi quantità di materie prime piuttosto che prodotti finiti.
Altre importanti colture sono la frutta e il riso, specialmente nella valle del Fergana, che è anche il principale centro di bachicoltura e di sericultura; l’allevamento di animali predomina nelle aride regioni occidentali, soprattutto nella regione di Bukhara, dove viene allevata la pecora Karakul, con la sua lana vellutata tinta in diversi colori.
Il Paese è ricco di risorse naturali, con significativi giacimenti minerari e riserve di petrolio e gas naturale: possiede alcune delle riserve di uranio più grandi al mondo e un’abbondanza di metalli di importanza strategica come rame, zinco, piombo, tungsteno e molibdeno, oltre ad abbondanti risorse eoliche e solari.
Il governo ha investito in nuove infrastrutture, attirando investimenti esteri su larga scala soprattutto nel settore tessile e automobilistico; la valuta locale, il som uzbeko, è dal 2018 tornata a essere una moneta convertibile, e il prodotto interno lordo è cresciuto con una media decisamente alta, intorno all’8%.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Uzbekistan è una repubblica costituzionale presidenziale unitaria: la Costituzione, che risale all’8 dicembre 1992, prevede un sistema presidenziale con separazione dei poteri tra i rami esecutivo, legislativo e giudiziario.
Il potere legislativo è esercitato dalle due camere dell’Oliy Majlis, il potere giudiziario dalla Corte suprema, dalla Corte costituzionale e dalla Corte economica superiore, mentre il potere esecutivo è esercitato dal governo e dal primo ministro. Il presidente è il capo di Stato ed è eletto con voto popolare per un mandato di cinque anni.
La vita politica del Paese è tuttavia dominata dal presidente e dal governo centralizzato, che insieme esercitano un controllo quasi completo sugli altri rami; nel 2016 il Democracy Index ha indicato il Paese come Stato autoritario.
Il Paese è membro delle Nazioni Unite, della Comunità degli Stati Indipendenti, dell’OSCE, del Fondo Monetario Internazionale, dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e dell’Organizzazione della cooperazione islamica; i principali partner commerciali sono Cina, Turchia, Russia e Kazakistan.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale2.956.384 abitanti
Uzbekistan

546.303 abitanti
Regione di Samarcanda

280.187 abitanti
Regione di Bukhara

319.583 abitanti
Karakalpakstan

288.850 abitanti
Regione di Fergana

547.800 abitanti
Regione di Andijan

105.300 abitanti
Regione di Khorezm

142.700 abitanti
Regione di Kashkadarya
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Il 4,6% del territorio è costituito da aree protette, mentre circa il 3% del Paese è coperto da foreste e il legname viene importato.
Il paesaggio alterna la steppa arida del Kizulkum e il deserto dell’Ustyurt, a ovest, alle catene giovani e fortemente sismiche dei Tien Shan, dell’Alaj e del Pamir, a est.
Il lago d’Aral, residuo di un antico mare, si trova a soli 53 metri di altitudine e le pianure che lo circondano appartengono alla Repubblica del Karakalpakstan.
La maggior parte dell’energia elettrica prodotta proviene da centrali termiche, per lo più alimentate a carbone, e circa il 15% da centrali idroelettriche.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Montagna
Altezza 7.439 m

Montagna
Altezza 4.668 m

Montagna
Altezza 5.621 m
Montagna
Altezza 4.643 m

Montagna
Altezza 5.489 m

Montagna
Altezza 5.621 m

Montagna
Altezza 4.482 m

Montagna
Altezza 4.503 m
Montagna
Altezza 3.139 m

Montagna
Altezza 4.048 m

Montagna
Altezza 3.139 m

Montagna
Altezza 1.300 m
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La cucina uzbeka si inserisce all’interno delle cucine dell’Asia centrale, costruite attorno al riso, alla carne di montone e al pane cotto nel forno di terracotta.
La valle del Fergana, il più fertile dei territori del Paese, fornisce la frutta e il riso che sono alla base della tavola, mentre le regioni occidentali forniscono la carne degli allevamenti estensivi.
Alla tavola appartiene anche l’eredità delle carovane della Via della Seta, che per secoli hanno fatto di Samarcanda e Bukhara un crocevia di spezie e ricette.
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Nella vita sociale del Paese si sono prepotentemente riaffermati i concetti di clan e di tribù, che ne costituiscono oggi la base; sono state recuperate anche antiche tradizioni e costumi risalenti ai tempi d’oro di Samarcanda, specialmente in occasione degli eventi più importanti della vita come nascite, matrimoni e funerali.
Il presidente Islom Karimov aveva assai puntato sul recupero di questi costumi, in opposizione da un lato ai costumi russi d’importazione e dall’altro ai costumi islamici a loro volta prepotentemente in rinascita.
Nelle campagne viene praticato ancora il baratto: moltissime famiglie hanno animali da cortile, mucche e orti, e spesso trovano più conveniente scambiare questi prodotti con altri a disposizione dei vicini piuttosto che venderli sul mercato locale.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Strumento musicale del popolo uzbeko è il rubab.
Tipica musica e danza tradizionale è rappresentata dal lazgi.
Tra le cantanti affermatesi nel ventunesimo secolo spiccano Ozoda e Shahzoda.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arte preislamica del territorio uzbeco va inquadrata nella storia dell’arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell’area: achemenide, greco-battriana, partica e sasanide.
L’arte contemporanea si inserisce invece nella grande tradizione dell’arte islamica, cui dal diciannovesimo secolo si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali, soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e più tardi sovietica.
Nel quattordicesimo secolo Samarcanda fu trasformata da Tamerlano nella capitale favolosa dalle moschee e dai mausolei con le piastrelle color turchese; lo stesso Tamerlano, che vi era nato, giace sepolto sotto una lapide particolarissima, il più grosso blocco di giada che esista al mondo.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Storicamente la corte iranica di Bukhara fu il primo grande centro di diffusione della letteratura persiana sin dal decimo secolo, e la cultura letteraria fu monopolizzata dal persiano almeno fino al periodo timuride. Tra le prime grandi figure c’è quella del mistico sufi e poeta Ahmad Yasawi, cui è attribuito un canzoniere di quartine mistico-moraleggianti.
Nel quindicesimo secolo si afferma con il grande poeta e poligrafo bilingue Ali Sher Nava’i la prima orgogliosa rivendicazione della piena dignità letteraria del turco dell’Asia centrale: a lui si deve un celebre trattatello che mette a confronto pregi e difetti delle due lingue. A Babur, pronipote di Tamerlano salito al trono nel 1494, si deve un famoso diario in cui le impressioni personali si alternano alla narrazione delle imprese di conquista.
In epoca sovietica, quando avviene il passaggio dall’alfabeto arabo all’alfabeto cirillico, si afferma progressivamente la supremazia di una letteratura in turco uzbeco, sintonizzata con i dettami del realismo socialista; con la riacquistata indipendenza si sono messe in moto dinamiche di distanziamento dalla cultura russa, ma il passaggio non ha significato maggior libertà di espressione artistica, come prova il caso dello scrittore Hamid Ismailov, il cui romanzo satirico del 2006 è stato messo al bando dalle autorità.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In ambito cinematografico si ricorda il film Bo Ba Bu, del 1998, ambientato nel Paese e diretto dal regista Ali Hamroyev.
Altra regista, ma anche sceneggiatrice, di spicco è Saodat Ismailova, che ha avuto diversi riconoscimenti internazionali.
Il cinema uzbeco riflette la doppia eredità del Paese, quella della tradizione islamica centroasiatica e quella delle scuole cinematografiche di epoca sovietica.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è lo sport più popolare: la nazionale ha ottenuto un importante risultato nel 1994 vincendo la medaglia d’oro ai Giochi asiatici tenutisi in Giappone, e nelle qualificazioni al mondiale del 2026 è arrivata seconda nel girone alle spalle dell’Iran, centrando così per la prima volta nella sua storia la qualificazione a un mondiale.
Il campionato più importante è la O’zbekiston Superligasi, che dal 2015 conta 16 squadre; il Pakhtakor Tashkent detiene il record per il maggior numero di titoli, avendo vinto il campionato dieci volte. Tra i migliori giocatori si ricordano l’attaccante Eldor Shomurodov e il difensore centrale Abduqodir Xusanov, primo uzbeko a competere in Premier League.
Il pugilato è uno degli sport più popolari e ha dato al Paese quattro campioni olimpici, oltre a due medaglie d’argento e otto di bronzo: alle Olimpiadi estive del 2016 la squadra di pugilato si è classificata al primo posto nel medagliere, e all’edizione successiva cinque pugili uzbeki hanno ricevuto medaglie d’oro.
Nella lotta il Paese ha ottenuto ottimi risultati con Artur Tajmazov, oro mondiale nel 2003 e nel 2006; la nazionale di scacchi ha invece vinto nel 2022 il torneo Open delle Olimpiadi degli scacchi svoltosi in India.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 2000

Iscritto nel 1990

Iscritto nel 2001

Iscritto nel 2023

Iscritto nel 2023

Iscritto nel 2016

Iscritto nel 2026

Iscritto nel 1993
Record
Insieme al Liechtenstein, l’Uzbekistan è uno degli unici due Stati al mondo doppiamente senza sbocco al mare: confina solo con Paesi a loro volta privi di sbocco sul mare.
Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it)
Lingua
Nell’italiano di fine Settecento il Paese era attestato con il nome di Usbechia.
Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it)
Record
L’Uzbekistan è lo Stato più popoloso dell’Asia centrale e i suoi abitanti costituiscono circa la metà della popolazione totale dell’area.
Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it)
Società
Il Paese è abitato da rappresentanti di circa 130 nazionalità e gruppi etnici.
Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it)
Geografia
Oltre alle 12 regioni, il Paese comprende la repubblica autonoma del Karakalpakstan, dove il caracalpaco è lingua ufficiale accanto all’uzbeco.
Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it)
Geografia
La valle del Fergana è separata dalla capitale da territorio tagico, perché la frontiera taglia catene e valli in modo assai complesso.
Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it)
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Il Paese è uno dei principali crocevia della Nuova Via della Seta, e questo ha riversato nel settore dei trasporti capitali ingentissimi: all’inizio del ventunesimo secolo un piano statale di ammodernamento ha investito oltre 10 miliardi di dollari nel solo settore trasporti.
Fra le opere realizzate ci sono la linea ferroviaria ad alta velocità che collega Tashkent a Bukhara e la nuova linea tra Angren e Pap, che permette un collegamento ferroviario diretto fra la Valle di Fergana e il resto del Paese, un tempo possibile solo attraverso il Tagikistan.
L’Aeroporto Internazionale di Tashkent è il più grande della regione dell’Asia Centrale; anche gli aeroporti di Bukhara, Samarcanda e Urgench hanno lo status internazionale, e la compagnia aerea nazionale effettua regolarmente 20 voli internazionali.
Le mete più celebri restano le città della Via della Seta, con Samarcanda trasformata da Tamerlano in una capitale di moschee e mausolei dalle piastrelle color turchese.
Sintesi · Fonte: Uzbekistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.