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Il Pakistan, ufficialmente Repubblica Islamica del Pakistan, è uno Stato dell’Asia meridionale: il quinto più popoloso al mondo, con oltre 252 milioni di abitanti, e il trentacinquesimo per estensione, con 881 913 chilometri quadrati. A sud ha una costa di 1046 chilometri sul Mar Arabico, a est confina con l’India, a ovest con l’Afghanistan, a sud-ovest con l’Iran e all’estremo nord-est con la Cina. La capitale è Islamabad.
Il suo territorio è considerato una culla della civiltà: vi fiorirono la cultura di Mehrgarh, nel neolitico, e la civiltà della valle dell’Indo, nell’età del bronzo. Vi si succedettero poi regni governati da genti di fedi e culture diverse — indù, indo-greci, buddhisti, musulmani, turco-mongoli, afgani e sikh — e imperi come quello achemenide, quello di Alessandro Magno, il Sultanato di Delhi, l’Impero Mughal e infine quello britannico.
Il Pakistan è unico fra i Paesi musulmani perché è l’unico a essere nato per dare una nazione ai musulmani in nome dell’Islam: l’idea maturò nell’India ancora unita, dove la Lega Musulmana Panindiana, guidata da Mohammad Ali Jinnah, propose nel 1940 la creazione di uno Stato islamico. È oggi una repubblica parlamentare federale composta da quattro province e quattro territori federali, possiede la settima forza armata del mondo per grandezza e detiene armi nucleari.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Pakistan si estende fra i 24 e i 37 gradi di latitudine nord: millecinquecento chilometri da nord a sud, con 2912 chilometri di confine con l’India, 2430 con l’Afghanistan, 909 con l’Iran e 523 con la Cina, oltre a 1046 chilometri di costa sul Mar Arabico.
Le aree settentrionali e occidentali sono montuose: la parte del Kashmir amministrata dal Pakistan comprende alcune delle montagne più alte del mondo, fra cui la seconda in assoluto, il K2. È anche la regione con la più alta percentuale di foreste, pascoli, biodiversità, piante medicinali e aree protette del Paese, ma oltre il novanta per cento del suo territorio è fatto di montagne a forte pendenza, con uno strato di suolo sottilissimo e fragile.
A parte pochi corsi d’acqua minori, il territorio comprende gran parte del bacino dell’Indo, e questo è decisivo: l’economia di un Paese così arido dipende essenzialmente dall’acqua che quel fiume e i suoi tributari possono fornire. Nella depressione di Peshawar l’Indo riceve il Kabul e poi gli apporti dei fiumi del Punjab, una regione che si può considerare un unico grande conoide ai piedi dell’Himalaya ed è fra le più ricche e popolose del Paese: i «cinque fiumi» che le danno il nome sono guidati dal Chenab, dal Ravi e soprattutto dal Sutlej.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Pakistan ha un clima tendenzialmente arido, con alcune caratteristiche simili a quelle mediterranee, ben distinto quindi dal clima tropicale monsonico prevalente in India. Gli influssi monsonici dell’Oceano Indiano vi arrivano molto attenuati e si fanno sentire soprattutto sui versanti himalayani, mentre il Paese è aperto ai venti caldi e asciutti da sud-ovest.
D’estate le precipitazioni sono molto scarse su gran parte del territorio, mentre sono più rilevanti quelle invernali, determinate dalle basse pressioni che si formano ai margini delle alte pressioni continentali, come avviene nel Mediterraneo. Le piogge annue non superano i quattrocento millimetri in tutta la sezione centrale e meridionale, si alzano un po’ nel Punjab e sui primi rilievi ma raramente superano i cinquecento millimetri; in alcune zone non arrivano nemmeno a duecento.
Dal punto di vista delle temperature si può parlare di clima continentale, soprattutto nella pianura dell’Indo, con valori elevati e differenze sensibili fra gennaio e luglio; nelle zone montuose le escursioni sono le stesse ma su valori molto più bassi. Diverso è il caso della fascia costiera, dove l’azione mitigatrice dell’oceano alza le temperature dei mesi freddi, con medie di 22-23 °C, e abbassa quelle dei mesi estivi, intorno ai 28 °C.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Belucistan · Khyber Pakhtunkhwa · Punjab · Sindh · Territorio della capitale Islamabad · Gilgit-Baltistan · Azad Kashmir · Junagadh and Manavadar
Stato attuale dal 1947
2800–1800 a.C.
Nelle aree dell’odierno Pakistan fiorì la civiltà dell’età del bronzo di Harappa e Mohenjo-daro, preceduta dalla cultura neolitica di Mehrgarh: fu qui che si sviluppò per la prima volta una cultura urbana avanzata, con grandi edifici in parte sopravvissuti.
1500–500 a.C.
La cultura indo-aria pose le basi dell’induismo e fiorì nell’antica città di Takṣaśilā, l’odierna Taxila nel Punjab; Multan fu un importante centro di pellegrinaggio indù.
519 a.C.
L’impero persiano estese il proprio dominio sulla regione.
326 a.C.
L’impero del sovrano macedone raggiunse queste terre; poco dopo l’impero Maurya, fondato da Chandragupta e continuato da Ashoka il Grande, le avrebbe governate fino al 185 a.C.
180–150 a.C.
Fondato da Demetrio I di Battria, includeva il Gandhara e il Punjab e raggiunse la massima estensione sotto Menandro, facendo prosperare la cultura greco-buddista. A Taxila fu fondata una delle prime università e uno dei primi centri di istruzione superiore del mondo.
I secolo d.C.
L’ascesa del buddismo e l’influenza greca portarono allo sviluppo dello stile greco-buddhista, che toccò il suo apice con il Regno di Gandhāra; ne resta testimonianza nelle rovine del monastero di Takht-i-Bahi.
642–1219
Nel periodo medievale la religione islamica si diffuse nella regione grazie all’opera fondamentale dei missionari sufi nella conversione della popolazione buddista e indù.
711
Il generale Muhammad bin Qasim conquistò la valle dell’Indo dal Sindh a Multan: la cronologia ufficiale del governo pakistano identifica questo momento come la posa delle «fondamenta» del Paese.
975–1526
Si succedettero l’impero Ghaznavide, quello Ghuride e il Sultanato di Delhi, fino alla dinastia Lodi.
1526–1857
I Mughal sostituirono il Sultanato di Delhi e introdussero la letteratura persiana, fondando le radici della cultura indo-persiana della regione; loro sono i capolavori architettonici di Lahore.
1765
Il controllo dei mari, le risorse, la tecnologia e la forza militare britannica portarono la Compagnia delle Indie orientali a conseguire il controllo sul subcontinente.
1835
L’English Education Act e l’introduzione del Servizio civile indiano segnarono la vita culturale della regione: le madrase, principali istituti di istruzione superiore per i musulmani, persero quasi tutte la propria dotazione finanziaria.
1857
La tensione per il dominio britannico sfociò in una rivolta, sedata con un ampio spargimento di sangue.
1909
Sir Syed Ahmad Khan guidò un movimento per contrastare la rinascita induista e contribuì a fondare la Lega Musulmana Panindiana, di impronta filo-britannica.
1930
Nel suo discorso presidenziale del 29 dicembre Muhammad Iqbal chiese «la fusione del Nord-Ovest a maggioranza musulmana negli Stati indiani», comprendendo Punjab, province di frontiera, Sindh e Belucistan.
1933
Il 28 gennaio il nome comparve per la prima volta in un opuscolo di Choudhary Rahmat Ali: nasceva dalla contrazione dei nomi delle regioni che l’autore indicava come patria dei musulmani dell’India del nord.
1940
Mohammad Ali Jinnah portò la Lega Musulmana ad adottare la risoluzione popolarmente conosciuta come «risoluzione del Pakistan».
1947
Il 14 agosto nacque il moderno Stato del Pakistan, amalgamando le regioni orientali e nord-occidentali a maggioranza musulmana dell’India britannica. La divisione del Punjab e del Bengala provocò violentissimi scontri interreligiosi con un milione di morti: sette milioni di musulmani si trasferirono in Pakistan e cinque milioni di indù e sikh emigrarono in India.
1948
La controversia su Kashmir e Jammu sfociò nella prima guerra indo-pakistana.
1956
Lo status di dominion terminò con l’adozione della Costituzione e la dichiarazione del Pakistan come repubblica islamica; nello stesso anno la nazionale di hockey su prato vinse a Melbourne la prima medaglia olimpica del Paese.
1958
I militari presero il controllo del Paese e tennero il potere per più di dieci anni.
1960
Ai Giochi di Roma la nazionale di hockey su prato conquistò il primo oro olimpico pakistano.
1971
Il Pakistan orientale si ribellò e, con l’aiuto di truppe indiane, divenne lo Stato indipendente del Bangladesh.
1979
Il fisico pakistano ricevette il Premio Nobel per il suo contributo alla teoria dell’interazione elettrodebole.
1988
Dopo la morte del generale Muhammad Zia-ul-Haq in un incidente aereo, il Pakistan tornò ad avere un governo democraticamente eletto con Benazir Bhutto.
1990
Il 16 luglio venne lanciato Badr-1, il primo satellite pakistano.
1992
La nazionale pakistana vinse il titolo iridato.
1998–1999
I primi test nucleari, poco dopo quelli indiani, accrebbero il timore di una corsa agli armamenti nell’Asia meridionale e portarono sanzioni economiche; l’anno successivo il conflitto del Kargil in Kashmir minacciò di sfociare in una guerra su vasta scala.
1999–2008
Il colpo di Stato del generale Pervez Musharraf aprì una lunga fase militare, con l’accentramento della presidenza e un’alleanza stretta con gli Stati Uniti dopo l’11 settembre 2001; Musharraf si dimise il 18 agosto 2008 di fronte a una procedura di impeachment.
2005
Un sisma di magnitudo 7,6 causò più di trentamila vittime, in gran parte bambini.
2007
Il 27 dicembre la leader dell’opposizione venne uccisa in un attentato dopo una manifestazione a Rawalpindi.
2014
L’attivista pakistana divenne la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, per il suo impegno a favore dei diritti civili e del diritto all’istruzione.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione pakistana ha superato i 250 milioni di abitanti, pari al tre per cento della popolazione mondiale. Il tasso di crescita, intorno al due per cento, è il più elevato fra i Paesi dell’associazione sud-asiatica per la cooperazione regionale e porta un incremento annuo di 3,6 milioni di persone: al momento della divisione del 1947 gli abitanti erano 32,5 milioni.
È una «giovane nazione»: l’età media è di circa ventidue anni e circa il 35 per cento della popolazione ha meno di quindici anni. Fra il 1990 e il 2008 gli abitanti delle città erano il 36 per cento del totale, quota salita al 38 nel 2013, il che ne fa il Paese più urbanizzato dell’Asia meridionale; metà dei pakistani vive in centri di almeno cinquemila persone.
Il gruppo etnico più numeroso è quello punjabi, con il 44,7 per cento, seguito dai pashtun, dai sindhi, dai saraiki e dai beluci. Un caso a parte sono i muhajir, letteralmente «emigrati»: non un gruppo etnico ma i profughi musulmani giunti dall’India dopo la spartizione.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Pakistan si parlano più di sessanta lingue. L’urdu è la lingua franca, simbolo di identità musulmana e di unità nazionale: è parlato da oltre il 75 per cento dei pakistani ed è la principale forma di comunicazione su scala nazionale, pur essendo la prima lingua di appena l’otto per cento della popolazione.
L’urdu e l’inglese sono le lingue ufficiali, ma l’inglese è usato soprattutto negli atti governativi, negli affari e dall’élite urbana; la varietà locale è conosciuta come «pakistano inglese».
Quasi tutti i pakistani parlano poi una delle lingue indoeuropee fra loro imparentate: la più comune è il punjabi, lingua madre di una larga parte della popolazione, seguito dal sindhi, mentre al ceppo iranico appartengono il pashtu e il beluci. Fra le varietà del punjabi ci sono il saraiki, parlato nel sud della regione, e l’hindko.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Pakistan è il secondo Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo e ospita la seconda popolazione sciita del pianeta dopo l’Iran. Circa il 97 per cento dei pakistani è musulmano: il 75 per cento circa è sunnita, con una corposa minoranza sciita intorno al 25 per cento. Fra i sunniti la maggioranza segue la scuola hanafita, con le sue correnti barelvita e deobandita.
L’islam pakistano ha assorbito influenze preislamiche che hanno prodotto tradizioni diverse da quelle del resto del mondo islamico. Il sufismo, in particolare, ha una lunga storia e un grande seguito popolare: la sua cultura è incentrata sugli incontri notturni del giovedì nei santuari e su feste annuali animate dalla musica e dalla danza sufi. Due maestri sufi i cui santuari ricevono devozione nazionale sono Abu l-Hasan ʿAli al-Hujviri a Lahore e Shahbaz Qalander a Sehwan.
Dopo l’islam le religioni più seguite sono l’induismo e il cristianesimo, con circa 2 800 000 aderenti ciascuna. Sono presenti anche comunità bahá’í, sikh, buddiste, zoroastriane e animiste, queste ultime soprattutto fra i Kalash di Chitral, oltre a una piccola comunità giainista. La bandiera nazionale lo racconta: la fascia bianca rappresenta proprio le minoranze non musulmane.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia pakistana è semi-industrializzata, con un settore agricolo ben integrato: è la ventiseiesima al mondo in termini di potere d’acquisto e la quarantacinquesima per prodotto interno lordo, ed è considerata una delle economie in maggiore crescita del pianeta. Si è dimostrata inaspettatamente solida di fronte a una serie di eventi potenzialmente distruttivi, dalla crisi finanziaria asiatica alla recessione globale, e l’ultimo anno di crescita negativa risale al 1951.
Il settore tessile rappresenta da solo il settanta per cento delle esportazioni, ma le condizioni di lavoro sono spesso deplorevoli: i piccoli laboratori non firmano contratti, non rispettano il salario minimo e talvolta impiegano bambini, i sindacati sono vietati nelle zone di esportazione e le fabbriche spesso non sono a norma di sicurezza. I 547 ispettori del lavoro del Paese non bastano a controllare le trecentomila fabbriche esistenti.
Il sottosuolo è ricco di arenaria, cromite, gesso, ferro, oro, argento, salgemma, rame, carbone, pietre preziose, marmo e zinco; petrolio e gas naturale furono scoperti per la prima volta nel 1952 in Belucistan. Il governo ha inoltre attirato l’industria informatica con esenzioni fiscali decennali, azzeramento dei dazi sull’importazione di calcolatori e programmi di finanziamento dell’istruzione tecnica, e molte aziende pakistane forniscono oggi software e servizi alle maggiori imprese del mondo.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Pakistan è una repubblica parlamentare federale composta da quattro province e quattro territori federali. Nato come dominion britannico nel 1947, ha adottato una nuova costituzione nel 1956, diventando una repubblica islamica.
La sua storia politica è divisa in periodi alternati di dittatura militare e governo democratico parlamentare: i militari presero il controllo nel 1958 e tennero il potere per più di dieci anni; il governo civile tornò dopo la guerra del 1971, ma la fine degli anni settanta vide l’esecuzione di Zulfiqar Ali Bhutto e la dittatura del generale Muhammad Zia-ul-Haq, che espanse la legge islamica; alla morte del generale, nel 1988, il Paese tornò a un governo eletto con Benazir Bhutto.
Dal 1988 al 1998 si alternarono i governi civili di Benazir Bhutto e Nawaz Sharif, entrambi eletti due volte e deposti con l’accusa di corruzione; nel 1999 il colpo di Stato del generale Pervez Musharraf aprì un’altra lunga fase militare, conclusa con le sue dimissioni nel 2008. Dall’indipendenza il Paese è in disputa con l’India sul Kashmir, che il suo sovrano indù portò «in dote» all’Unione Indiana nonostante la netta prevalenza musulmana della popolazione.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale1.014.825 abitanti
Territorio della capitale Islamabad

14.910.352 abitanti
Sindh

11.126.285 abitanti
Distretto di Lahore
Capitale2.098.231 abitanti
Rawalpindi Tehsil

1.970.042 abitanti
Peshawar District

3.203.846 abitanti
Distretto di Faisalabad

1.001.205 abitanti
Distretto di Quetta

1.871.843 abitanti
Distretto di Multan
1.732.693 abitanti
Distretto di Hyderabad

2.027.001 abitanti
Distretto di Gujranwala

591.668 abitanti
Sialkot Tehsil

762.111 abitanti
Bahawalpur Tehsil

148.587 abitanti
Abbottabad District

261.440 abitanti
Gilgit Tehsil

499.900 abitanti
Sukkur Taluka
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Castello e fortezza

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Monumento

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L’animale nazionale del Pakistan è il markhor e l’uccello nazionale il chukar. La grande varietà di habitat e di climi permette una fauna ricchissima: le foreste possono essere di conifere alpine e subalpine, come abeti, pini e cedri dell’Himalaya, sulle montagne settentrionali, oppure di alberi decidui sui Monti Sulaiman a sud, mentre sulle colline occidentali crescono ginepri e tamerici e lungo le coste meridionali si stendono foreste di mangrovie.
Nel sud i coccodrilli nuotano nelle acque fangose delle foci dell’Indo, mentre sulle rive vivono cinghiali, cervi e istrici; nelle boscaglie sabbiose del Pakistan centrale si trovano sciacalli, iene, gatti selvatici e leopardi, e nei deserti sud-occidentali sopravvivono i rarissimi ghepardi asiatici. Sulle montagne settentrionali vive una gran varietà di specie minacciate, fra cui le pecore di Marco Polo, il markhor, l’orso nero asiatico e il rarissimo leopardo delle nevi.
Una specie unica è il delfino di fiume dell’Indo, completamente cieco: se ne stima la sopravvivenza di circa 1100 esemplari, protetti in una riserva apposita nel Sindh. Dopo anni di uccisioni per il commercio di pelli e pellicce, una nuova legge ne ha vietato la caccia e ha portato alla creazione di numerosi santuari della fauna selvatica, con un netto calo dei cacciatori.
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Parco nazionale
Superficie 3.464 km²

Parco nazionale
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Superficie 3.087 km²

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Superficie 6.100 km²

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Superficie 33 km²
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Montagna
Altezza 8.849 m

Montagna
Altezza 8.611 m

Montagna
Altezza 7.708 m

Montagna
Altezza 8.611 m

Montagna
Altezza 7.649 m
Montagna
Altezza 8.126 m

Montagna
Altezza 8.051 m

Montagna
Altezza 8.080 m

Montagna
Altezza 8.034 m

Montagna
Altezza 7.708 m

Montagna
Altezza 7.492 m

Montagna
Lunghezza 1.600 km
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La cucina pakistana nasce dalla stessa stratificazione che ha formato la cultura del Paese, con le tradizioni della valle dell’Indo, quelle persiane portate dai Mughal e quelle dell’Asia centrale che si sovrappongono alle abitudini locali.
Ogni gruppo etnico ha le proprie specialità, e le differenze fra le regioni si sentono a tavola quanto nell’abbigliamento: fra i piatti più diffusi ci sono i kebab, i biryani, gli stufati di carne e verdure e i pani cotti nel forno di terracotta.
Fra le preparazioni più caratteristiche ci sono il chapli kebab della provincia nord-occidentale, il sarson da saag del Punjab, l’aloo gosht di carne e patate e, fra i dolci, il gulab jamun.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Pakistan ha una tradizione culturale ricchissima, che risale alla civiltà della valle dell’Indo. La regione è stata invasa e occupata da moltissimi popoli — unni bianchi, persiani, arabi, turchi, mongoli e vari gruppi europei — e la cultura pakistana nasce dalla sovrapposizione di tutte queste eredità, con quella islamica, presente dall’VIII secolo, a dare la nota dominante.
Esistono differenze di cultura fra i diversi gruppi etnici in materia di abbigliamento, cibo e religione, soprattutto là dove gli usi preislamici si discostano dalle pratiche islamiche. La globalizzazione ha accresciuto l’influenza della cultura occidentale, in particolare fra la parte più ricca della popolazione, ma esiste al tempo stesso un movimento che spinge per tornare alle radici più tradizionali dell’islam.
La diaspora pakistana è notevole, soprattutto nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, oltre che nei Paesi scandinavi e in Medio Oriente: gli emigrati e i loro figli influenzano il Paese sul piano culturale ed economico, viaggiando, tornando in patria e investendo.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica popolare in Pakistan va dalle forme tradizionali come il qawwali fino a quelle moderne, che cercano di fondere la tradizione locale con la musica occidentale e sono ascoltate con piacere anche all’estero, non soltanto dalla diaspora.
Il bhangra è la tipica forma di musica e danza originaria del Punjab, mentre i naat sono canzoni religiose.
Fra gli interpreti contemporanei la cantante pop di maggior fama internazionale è Nazia Hassan.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel territorio dell’attuale Pakistan si trovano vestigia antichissime: dall’arte della civiltà della Valle dell’Indo a quella indiana, dall’arte persiana preislamica a quella islamica. I contatti con l’Occidente, soprattutto dall’epoca coloniale britannica, hanno innestato mode e correnti europee, rafforzate dall’apporto della diaspora.
Dell’architettura pakistana si riconoscono quattro periodi: preislamico, islamico, coloniale e post-coloniale. La cultura urbana avanzata nacque qui attorno alla metà del III millennio a.C., e Mohenjo-daro, Harappa e Kot Diji sono fra gli insediamenti che ne restano. Dal I secolo d.C. l’ascesa del buddismo e l’influenza greca portarono allo stile greco-buddhista, che toccò il suo apice con il Regno di Gandhāra: ne sono un esempio le rovine del monastero di Takht-i-Bahi.
L’arrivo dell’islam segnò una rapida transizione verso un’architettura priva di immagini: l’edificio indo-islamico più importante ancora esistente è la tomba dello scià Rukn-e-Alam a Multan. Nell’era Mughal elementi persiani si fusero con quelli islamici, come nella Moschea Imperiale, nel Forte di Lahore, nella moschea Wazir Khan e nei Giardini Shalimar; l’identità post-coloniale si è espressa invece in strutture moderne come la Moschea Faisal e il Minar-e-Pakistan.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La relativa giovinezza dello Stato pakistano rende il concetto di «letteratura pakistana» storicamente e culturalmente problematico: gli scrittori musulmani dell’India si sono espressi fin dal Medioevo soprattutto in urdu e in persiano, contribuendo a due letterature distinte, e i loro centri erano tanto a Lahore quanto a Delhi e Lucknow, oggi in India.
Il più grande autore pakistano del XX secolo è Muhammad Iqbal, scrittore, filosofo e nazionalista considerato il «padre del Pakistan», morto nel 1938 senza fare in tempo a vederlo nascere: compose sia in persiano sia in urdu ed è il poeta nazionale del Paese. Lo si chiama spesso «ʿAllāma», cioè sapientissimo, per sottolinearne l’erudizione.
Iqbal conseguì il master in filosofia a Lahore e poi studiò giurisprudenza e filosofia a Cambridge, Monaco di Baviera e Heidelberg: furono quegli anni a portarlo a confrontare le filosofie dell’Oriente e dell’Occidente e, convinto che la cultura islamica fosse in declino, a predicare la solidarietà islamica. Fra gli altri autori di lingua urdu si ricorda Saadat Hasan Manto.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nonostante le relazioni tese con l’India, i film indiani sono popolarissimi in Pakistan, dove si trovano con facilità benché siano ufficialmente illegali. Esiste anche un’industria cinematografica locale, soprannominata «Lollywood», concentrata a Lahore, che produce più di quaranta lungometraggi l’anno.
Ai Premi Oscar del 2012 il documentario Saving Face, diretto dallo statunitense Daniel Junge e dalla regista pakistana Sharmeen Obaid-Chinoy, ha vinto come miglior cortometraggio documentario; il film Joyland di Saim Sadiq è stato invece il primo film pakistano a entrare, nel 2022, nella lista ristretta dei candidati all’Oscar per il miglior film straniero. Nel 2024 è uscito The Glassworker di Usman Riaz, il primo film d’animazione interamente realizzato in tecnica tradizionale nel Paese, dopo dieci anni di lavorazione.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più popolare in Pakistan è il cricket: milioni di persone seguono in televisione le partite della nazionale nelle competizioni internazionali, in particolare contro la storica rivale India. La nazionale ha vinto la Coppa del Mondo del 1992.
Lo sport nazionale è però l’hockey su prato, in cui il Pakistan ha conquistato per tre volte la medaglia d’oro olimpica. La prima medaglia olimpica del Paese fu proprio l’argento dell’hockey su prato a Melbourne 1956, e il primo oro arrivò dalla stessa disciplina a Roma 1960.
Il calcio è praticato ma poco popolare, e la nazionale, fondata nel 1948, non ha ottenuto risultati internazionali di rilievo. Si ritiene invece che il polo sia nato nelle parti settentrionali del Paese, dove resta uno sport importante con molte competizioni durante l’anno; molto praticato è anche lo squash.
Sintesi · Fonte: Pakistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
In urdu e in persiano pak significa «puro di spirito»: con il suffisso -stan, «terra», il nome Pakistan significa «terra dei puri».
Fonte: Pakistan (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Pakistan nasce dalla contrazione dei nomi delle regioni indicate nel 1933 come patria dei musulmani del nord dell’India: Punjab, Afghania, Kashmir, Indus, Sindh e Belucistan.
Fonte: Pakistan (Wikipedia, it)
Record
La parte del Kashmir amministrata dal Pakistan comprende il K2, la seconda montagna più alta del mondo.
Fonte: Pakistan (Wikipedia, it)
Record
Il Pakistan è il quinto Paese più popoloso del mondo, con oltre 250 milioni di abitanti.
Fonte: Pakistan (Wikipedia, it)
Record
Il Pakistan è il secondo Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo e ospita la seconda popolazione sciita del pianeta, dopo l’Iran.
Fonte: Pakistan (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Punjab significa «cinque acque»: punj vuol dire cinque e ab significa acqua, in riferimento ai cinque fiumi che attraversano la regione.
Fonte: Pakistan (Wikipedia, it)
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