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Il Brasile, ufficialmente Repubblica Federale del Brasile, è il Paese più vasto del Sudamerica e il quinto del mondo. Si affaccia sull’oceano Atlantico con circa settemilaseicento chilometri di coste e confina con tutti gli Stati sudamericani tranne Ecuador e Cile.
Abitato da popoli indigeni, fu raggiunto dagli europei nel 1500 con la spedizione portoghese di Pedro Álvares Cabral, e per tre secoli fece parte del Regno del Portogallo. L’indipendenza arrivò il 7 settembre 1822: il Paese fu prima un impero e poi, dal 1889, una repubblica. La Costituzione del 1988 ne fa una repubblica federale presidenziale formata dal Distretto Federale e da ventisei Stati.
È il settimo Paese più popoloso del mondo, il più popoloso dell’America Latina e il Paese di lingua portoghese con più abitanti. L’economia brasiliana è la più grande dell’America Latina; il Brasile è membro del G20 e dei BRICS. La prima capitale fu Salvador, poi Rio de Janeiro, e dal 1960 Brasilia.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio si divide in tre grandi insiemi: il massiccio della Guyana a nord, la depressione amazzonica al centro-nord e l’altopiano del Brasile al centro-sud. Gli altopiani, formati da rocce antiche, digradano dolcemente verso ovest e finiscono a est con i rilievi granitici dalle cime arrotondate chiamati «pan di zucchero»; lungo la costa corre una stretta fascia pianeggiante.
Il Paese è diviso in cinque grandi regioni: il Nord, o Amazzonia, pochissimo popolato; il Nord-Est, la regione più povera; il Sud-Est, dove si trovano le città più grandi; il Sud, con la più alta qualità della vita; e il Centro-Ovest, urbanizzato dopo la fondazione di Brasilia.
Il fiume più importante è il Rio delle Amazzoni, il cui bacino è il più vasto del mondo, seguito dal Paraná e dal São Francisco, il più lungo interamente brasiliano. Al confine con Argentina e Paraguay, nel parco nazionale dell’Iguazú, si trovano le duecentosettantacinque cascate che scendono lungo circa quattro chilometri.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La maggior parte del Brasile ha un clima tropicale, ma la varietà è enorme. A nord le temperature sono alte tutto l’anno con piogge abbondanti, mentre il Nord-Est ha un clima semiarido; nella foresta amazzonica il clima è equatoriale e umido, e l’area è una delle più piovose della Terra.
Sugli altopiani centro-orientali il clima è subtropicale e i periodi di siccità sono frequenti; la fascia costiera meridionale ha inverni miti e piogge contenute. Sotto il tropico del Capricorno il clima è temperato, le medie annue non superano i diciotto gradi e nelle notti più fredde, soprattutto in collina, arrivano le gelate.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1822
prima del 1500
Quando arrivano i portoghesi, la costa orientale del Sud America è abitata da circa due milioni di persone, divise in grandi gruppi come i Tupi-Guarani, i Macro-Jê e gli Aruaque.
1500
Il 22 aprile Pedro Álvares Cabral sbarca dove oggi si trova Porto Seguro, nello Stato di Bahia; l’anno prima il fiorentino Amerigo Vespucci aveva esplorato quelle coste.
1532–1549
Viene fondata São Vicente, la prima città portoghese; il re divide il Brasile in dodici capitanie e nel 1549 Tomé de Sousa fonda la capitale, São Salvador da Bahia.
XVII secolo
Si diffondono le piantagioni di tabacco e canna da zucchero, coltivate dagli schiavi africani deportati nel Paese; alla fine del secolo si scoprono i giacimenti d’oro del Minas Gerais.
1630–1654
Gli olandesi conquistano Recife e si stabiliscono nelle colonie del nord-est, prima di essere costretti a ritirarsi.
1763
Durante le riforme del marchese di Pombal la capitale viene trasferita da Salvador a Rio de Janeiro.
1808
In fuga dalle truppe di Napoleone, il re del Portogallo Giovanni VI arriva a Rio de Janeiro e apre i porti brasiliani: il Paese smette di essere una colonia.
1822
Il 7 settembre il principe Pietro, rimasto in Brasile nel «Dia do Fico», proclama l’indipendenza dal Portogallo e diventa Pietro I del Brasile.
1888
Dopo la legge del ventre libero del 1871 e quella dei sessantenni del 1885, la legge aurea del 13 maggio 1888 abolisce definitivamente la schiavitù.
1889
Un colpo di Stato manda in esilio la famiglia imperiale e proclama la repubblica; Deodoro da Fonseca è il primo presidente.
1930–1945
Getúlio Vargas prende il potere dopo elezioni contestate; nel 1934 concede il voto alle donne, nel 1937 instaura la dittatura dell’Estado Novo e nel 1942 dichiara guerra alle potenze dell’Asse.
1960
Sotto la presidenza di Juscelino Kubitschek viene costruita e inaugurata la nuova capitale, Brasilia.
1964–1985
Il colpo di Stato del 31 marzo 1964 apre ventun anni di regime militare, che finiscono con le grandi manifestazioni per il ritorno alle elezioni.
1988
Entra in vigore la Costituzione attuale, che riconosce al Brasile la forma di repubblica federale presidenziale.
1991
Il Brasile fonda con Argentina, Uruguay e Paraguay l’alleanza economica del Mercosur.
2002–2010
Luiz Inácio Lula da Silva vince le elezioni del 2002 e lancia programmi sociali come «Fame zero» e la bolsa família, riconosciuta come uno dei migliori piani di aiuto alle famiglie povere.
2016
Dilma Rousseff, prima donna presidente del Brasile, viene destituita dal Parlamento; nello stesso anno Rio de Janeiro ospita i Giochi olimpici.
2022–2023
Lula vince per la terza volta nelle elezioni più combattute della storia brasiliana; una settimana dopo il suo insediamento una folla di sostenitori del presidente uscente assalta il Congresso a Brasilia.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con più di duecentoventi milioni di abitanti il Brasile è il Paese più popoloso dell’America Latina, ma la densità è bassa e la distribuzione molto squilibrata: la popolazione si concentra sulla costa e nel centro-sud, mentre l’interno e soprattutto l’Amazzonia sono quasi vuoti. Più dell’ottantacinque per cento dei brasiliani vive in città, e nelle grandi metropoli le favelas occupano aree enormi.
La società è multietnica: i brasiliani discendono da popoli indigeni, coloni portoghesi, schiavi africani e immigrati arrivati soprattutto fra il 1820 e il 1970 — italiani, portoghesi, tedeschi, spagnoli, giapponesi, siriani e libanesi. Gli studi genetici mostrano che quasi tutti i brasiliani hanno, in gradi diversi, origini europee, africane e indigene.
In Brasile vive la più grande comunità di origine giapponese del mondo, soprattutto nello Stato di San Paolo, e la più numerosa popolazione di origine italiana fuori dall’Italia. Vivono inoltre circa duecentoquaranta popoli indigeni, e nella foresta amazzonica brasiliana si trova il maggior numero di tribù incontattate del pianeta.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è il portoghese, parlato da quasi tutti gli abitanti: il Brasile è l’unico Paese lusofono delle Americhe, e la lingua è una parte importante dell’identità nazionale. Il portoghese brasiliano è stato influenzato dalle lingue africane e indigene e si distingue soprattutto nella pronuncia da quello europeo.
Il censimento del 2010 ha registrato trecentocinque popoli indigeni che parlano duecentosettantaquattro lingue diverse, soprattutto nel nord del Paese. Nel sud, per via dell’immigrazione italiana, si parla ancora il talian, una lingua di base veneta riconosciuta nel 2014 come patrimonio culturale brasiliano, e i discendenti dei tedeschi conservano dialetti come l’hunsrückisch e il pomerano: tutte lingue oggi in pericolo.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La religione in Brasile nasce dall’incontro fra la Chiesa cattolica, le religioni tradizionali dei discendenti degli schiavi africani e quelle indigene. Il cattolicesimo resta la religione più diffusa, e il Brasile è il Paese con più cattolici al mondo.
Il cambiamento più forte degli ultimi decenni è la crescita dei protestanti, soprattutto evangelici e pentecostali, passati da poco più del sei per cento a oltre un quinto della popolazione in trent’anni. Fra le altre fedi spicca lo spiritismo, che proprio in Brasile ha uno dei numeri più alti di seguaci al mondo, accanto alle religioni afro-brasiliane.
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L’economia brasiliana è la più grande dell’America Latina e la seconda delle Americhe dopo quella statunitense. Il Paese è una potenza agricola mondiale: è il primo produttore al mondo di canna da zucchero, soia, caffè, arance, guaranà, açaí e noci del Brasile, ed è fra i primi anche per mais, cotone, fagioli, banane e molti altri prodotti. Nella carne è il primo esportatore mondiale di pollo e il secondo produttore di manzo.
Nel settore minerario spiccano il ferro, di cui il Brasile è il secondo esportatore mondiale, oro, rame, bauxite, manganese, stagno e il niobio, di cui il Paese concentra quasi tutte le riserve conosciute; è anche il primo produttore mondiale di ametista, topazio e agata.
L’industria comprende grandi gruppi come Embraer, terzo produttore mondiale di aerei civili, Petrobras, Vale e JBS, la più grande azienda di lavorazione delle carni del mondo. I servizi valgono però la maggior parte della ricchezza. Resta il problema delle disuguaglianze: fra il 2014 e il 2017 la povertà è cresciuta fino a riguardare circa un quinto della popolazione.
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La Costituzione del 1988 definisce il Brasile una repubblica federale presidenziale, formata dal Distretto Federale e da ventisei Stati, divisi a loro volta in più di cinquemila comuni. Un referendum del 1993 ha confermato la repubblica e il sistema presidenziale.
Dopo ventun anni di dittatura militare, cominciata con il colpo di Stato del 1964, il Paese è tornato alla democrazia negli anni Ottanta. Da allora la politica è stata segnata da alternanze nette: le presidenze di Fernando Henrique Cardoso, di Luiz Inácio Lula da Silva, la prima presidente donna Dilma Rousseff, destituita con l’impeachment nel 2016, Jair Bolsonaro e di nuovo Lula, eletto nel 2022 nelle elezioni più combattute della storia brasiliana.
Gli scandali di corruzione, come quello nato dall’inchiesta sulla compagnia petrolifera Petrobras, hanno segnato profondamente la vita politica del Paese.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

6.211.223 abitanti
Rio de Janeiro
Capitale2.996.899 abitanti
Distretto Federale

1.773.718 abitanti
Paraná

11.451.999 abitanti
San Paolo

759.524 abitanti
San Paolo

2.315.560 abitanti
Minas Gerais

2.303.732 abitanti
Amazonas

1.488.920 abitanti
Pernambuco

2.578.483 abitanti
Ceará

1.388.794 abitanti
Rio Grande do Sul

1.303.403 abitanti
Pará

1.437.366 abitanti
Goiás
751.300 abitanti
Rio Grande do Norte

587.486 abitanti
Santa Catarina

1.037.775 abitanti
Maranhão
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Monumento

Museo

Palazzo

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Sito archeologico

Palazzo

Luogo di culto

Museo

Castello e fortezza

Museo

Museo

Luogo di culto

Museo

Museo

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Monumento

Monumento

Palazzo

Museo

Monumento

Museo

Monumento

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

Museo

Museo

Sito archeologico

Museo

Palazzo

Palazzo
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Il Brasile è uno dei diciassette Paesi megadiversi del pianeta e ospita ecosistemi diversissimi: l’Amazzonia, la Mata Atlântica lungo la costa e il Cerrado. La foresta amazzonica, una delle più grandi al mondo, copre milioni di chilometri quadrati ed è considerata un polmone verde della Terra, ma è minacciata dalla deforestazione per il legname e per i terreni agricoli.
La Mata Atlântica, ridotta dai disboscamenti dei secoli scorsi per far posto alle piantagioni di banane e caffè, è oggi in ripresa e protetta da molti parchi, come quello della Tijuca a Rio de Janeiro. Secondo gli studi dell’Embrapa, nel 2016 la vegetazione originaria copriva ancora il sessantuno per cento del territorio.
La matrice energetica brasiliana è molto più rinnovabile della media mondiale: oltre l’ottanta per cento dell’elettricità viene da fonti rinnovabili, soprattutto idroelettriche. La diga di Itaipu, condivisa con il Paraguay, è stata per anni la più grande centrale idroelettrica del mondo.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 23.779 km²

Parco nazionale
Superficie 1.566 km²

Parco nazionale
Superficie 1.291 km²

Parco nazionale
Superficie 647 km²

Parco nazionale
Superficie 1.853 km²

Parco nazionale
Superficie 1.326 km²

Parco nazionale
Superficie 38.464 km²

Parco nazionale
Superficie 40 km²

Parco nazionale
Superficie 281 km²

Parco nazionale
Superficie 564 km²

Parco nazionale
Superficie 110 km²

Parco nazionale
Superficie 1.540 km²
8 di 12

Montagna
Altezza 395 m

Montagna
Altezza 2.810 m

Montagna
Altezza 604 m

Montagna
Altezza 710 m

Montagna
Altezza 2.994 m

Montagna
Altezza 2.891 m

Montagna
Altezza 2.798 m

Montagna
Altezza 236 m

Montagna
Altezza 475 m

Montagna
Lunghezza 413 km

Montagna
Altezza 842 m

Montagna
Altezza 2.791 m
8 di 12

Isola
Altitudine massima 19 m

Isola
Altitudine massima 6 m

Isola
Altitudine massima 206 m

Isola
Altitudine massima 189 m

Isola
Altitudine massima 1.031 m

Isola
Altitudine massima 229 m

Isola
Altitudine massima 23 m

Isola
Altitudine massima 25 m
La cucina brasiliana cambia moltissimo da regione a regione, ognuna con i suoi ingredienti e le sue usanze, ed è nata dall’incontro fra le tradizioni indigene, portoghesi e africane.
Fra i piatti più conosciuti ci sono il churrasco, la moqueca di pesce, il vatapá e l’acarajé di Bahia, la farofa di manioca, la coxinha e il pão de queijo; fra i dolci il brigadeiro, il quindim, la goiabada e la paçoca. Le bevande tipiche sono la caipirinha a base di cachaça, il guaranà e il mate.
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Il Carnevale è la festa più famosa del Brasile e cambia da regione a regione: quello di Rio de Janeiro attira milioni di turisti stranieri, con i grandi carri e le scuole di samba, mentre quello di Salvador de Bahia è il più frequentato dai brasiliani. Molto tradizionale è anche il carnevale di Olinda, e a Natal si tiene il Carnatal, un carnevale fuori stagione.
Fra le feste ci sono il Dia dos Namorados, il 12 giugno, l’equivalente brasiliano di San Valentino, la festa di São João il 24 giugno, sentitissima nel Nord-Est, il 7 settembre giorno dell’indipendenza e il 15 novembre giorno della Repubblica.
Il folclore è popolato da figure memorabili: il saci, un ragazzo con una gamba sola che fuma la pipa; il curupira, con i piedi girati all’indietro, che punisce chi danneggia la foresta; il boitatá, un serpente di fuoco che attacca chi appicca incendi; e il caboclo d’água, un essere con un occhio solo che vive nel Rio São Francisco e rovescia le barche.
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La musica brasiliana nasce dall’incontro fra tradizioni africane, europee e indigene: in cinque secoli sono nati stili originali come il choro, il forró, il frevo, il samba, la bossa nova, la Música Popular Brasileira e il rock brasiliano. Dagli indigeni vengono strumenti a percussione e danze rituali, dall’Africa i tamburi atabaque e la campanella agogô.
Il compositore di musica classica più importante è Heitor Villa-Lobos, autore di circa milletrecento composizioni; nell’Ottocento spicca Antônio Carlos Gomes, e fra le compositrici Chiquinha Gonzaga, prima pianista del choro e autrice della prima marcia di carnevale.
Fra i nomi più noti ci sono Carmen Miranda, Tom Jobim, Roberto Carlos, Milton Nascimento, Rita Lee, considerata la regina del rock brasiliano, e band come gli Olodum e i Sepultura. La samba de roda è patrimonio immateriale dell’UNESCO dal 2005.
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Nell’epoca coloniale le chiese e i conventi brasiliani si riempirono di decorazioni barocche e rococò importate dal Portogallo. L’artista più straordinario di quel periodo fu lo scultore e architetto Antônio Francisco Lisboa, detto Aleijadinho, figlio di un colono portoghese e di una schiava: colpito da una grave malattia deformante, continuò a lavorare per trent’anni con gli attrezzi legati ai polsi, e le sue opere si ammirano nelle chiese del Minas Gerais, a Ouro Preto e a Congonhas.
Con l’arrivo della corte portoghese, all’inizio dell’Ottocento, una «missione artistica francese» portò a Rio de Janeiro il neoclassicismo; il pittore Jean-Baptiste Debret lasciò una preziosa documentazione dei paesaggi e della vita dell’epoca. Nel Novecento si affermò il modernismo, con Tarsila do Amaral, e dal 1951 la Biennale di San Paolo ha aperto il Paese alle avanguardie internazionali.
Nell’architettura del Novecento spicca sopra tutti Oscar Niemeyer, l’architetto di Brasilia.
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La letteratura brasiliana comincia con i versi religiosi dei gesuiti e i resoconti dei cronisti del Cinquecento; nel Seicento si distingue il poeta Gregorio de Mattos. La maturità arriva nell’Ottocento con il Romanticismo di Gonçalves de Magalhães, i poeti Gonçalves Dias e Castro Alves e poi con il naturalismo di Machado de Assis.
Nel 1922 comincia il modernismo, guidato da Mário de Andrade; nel Novecento scrivono Carlos Drummond de Andrade, João Guimarães Rosa, Jorge Amado, Rachel de Queiroz e Clarice Lispector. Fra i contemporanei Paulo Coelho, il cui romanzo L’alchimista ha venduto oltre cento milioni di copie.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cinema brasiliano nasce agli inizi del Novecento e ha il suo primo grande momento negli anni Venti con Humberto Mauro e Mário Peixoto. Nel 1962 Anselmo Duarte vince la Palma d’oro a Cannes con La parola data, primo film brasiliano candidato all’Oscar per il miglior film straniero.
Il Cinema Novo è stato il grande movimento di rinnovamento della cinematografia nazionale. Nel 2025 Io sono ancora qui, di Walter Salles, è diventato il primo film brasiliano a vincere l’Oscar per il miglior film internazionale.
Anche il teatro ha una lunga storia: usato dai gesuiti per diffondere la dottrina, è diventato nell’Ottocento teatro drammatico e di costume, e si è rinnovato dal 1940 con il Teatro do Estudante e il Teatro Brasileiro de Comédia, al quale lavorarono anche artisti italiani.
Sintesi · Fonte: Brasile (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è lo sport più amato: la nazionale brasiliana, la Seleção, è la più titolata del mondo con cinque Campionati mondiali vinti, nel 1958, 1962, 1970, 1994 e 2002, ed è l’unica ad aver partecipato a tutte le edizioni. Pelé è considerato uno dei più grandi giocatori di sempre, accanto a Garrincha, Zico, Ronaldo e Ronaldinho.
Il Brasile ha ospitato due Mondiali, nel 1950 e nel 2014: la sconfitta con l’Uruguay al Maracanã e il 7-1 subito dalla Germania in semifinale sono ricordati come il Maracanazo e il Mineirazo.
Nell’automobilismo il Paese ha dato tre campioni del mondo di Formula 1: Emerson Fittipaldi, Nelson Piquet e Ayrton Senna. Sono popolarissimi anche la pallavolo, il nuoto, gli sport da combattimento come il jiu jitsu brasiliano e la capoeira, arte marziale che sembra una danza. Rio de Janeiro ha ospitato i Giochi olimpici del 2016.
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Lingua
Il nome Brasile verrebbe dal pau brasil, un albero il cui legno ha una resina color brace; un’altra ipotesi lo fa risalire a Hy-Brasil, un’isola immaginaria delle leggende irlandesi.
Fonte: Brasile (Wikipedia, it)
Geografia
Il Brasile confina con tutti i Paesi del Sud America tranne Ecuador e Cile.
Fonte: Brasile (Wikipedia, it)
Record
Il bacino del Rio delle Amazzoni è il più vasto del mondo.
Fonte: Brasile (Wikipedia, it)
Geografia
Al confine con Argentina e Paraguay le cascate dell’Iguazú sono duecentosettantacinque e si distribuiscono lungo circa quattro chilometri.
Fonte: Brasile (Wikipedia, it)
Geografia
Il São Francisco è il fiume più lungo interamente brasiliano: attraversa cinque Stati ed è navigabile per metà del suo corso.
Fonte: Brasile (Wikipedia, it)
Geografia
I rilievi granitici dalle cime arrotondate che chiudono gli altopiani verso la costa si chiamano «pan di zucchero».
Fonte: Brasile (Wikipedia, it)
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