Stiamo preparando la sala giochi…
Stiamo preparando la sala giochi…
Sud America · America meridionaleGuida completa
Controllo il passaporto…
CapitaleCaracas
Apri la guida di Caracas
Il Venezuela, ufficialmente Repubblica Bolivariana del Venezuela, è una repubblica federale situata nel nord dell’America meridionale e fa parte dell’America Latina. La capitale è Caracas.
Situato subito a nord dell’equatore, è considerato come uno dei Paesi con la maggiore diversità ecologica nel mondo. Il Paese, oggi strutturato in ventitré Stati e un distretto federale, è delimitato a nord dal Mar dei Caraibi, a est confina con la Guyana, a sud e a sud-est con il Brasile, a ovest e a sud-ovest con la Colombia; si estende su una superficie terrestre totale di 916 445 chilometri quadrati.
Abitato già in epoca precolombiana da gruppi tribali amerindi come caribe e arawak, il territorio fu toccato da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio nel 1498 e venne inglobato nel vasto impero sudamericano spagnolo nel sedicesimo secolo, anche se il clima limitò fortemente l’entità della colonizzazione. Fu il primo Stato sudamericano a emanciparsi dalla Corona spagnola, proclamando formalmente il 5 luglio 1811 la propria indipendenza, che divenne però effettiva solo nel 1821.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La geografia variegata del Venezuela combina regioni tropicali, climi desertici, giungle, ampie pianure e ambienti andini. Vi si trova la più grande area protetta dell’America Latina, nota come Zone soggette a regime di amministrazione speciale, che copre circa il sessantatré per cento del territorio nazionale.
Si distinguono tre diverse aree. Nella parte settentrionale vi è una zona montuosa costituita da catene appartenenti al massiccio andino, con la Sierra de Perijá e la Cordigliera di Mérida, di cui il Pico de Bolivar, con 5007 metri, rappresenta il punto più elevato. La parte centrale è caratterizzata da ampie pianure erbose chiamate Los llanos, che coprono circa un terzo del territorio. La parte meridionale, a sud dell’Orinoco, si trova sul massiccio della Guyana, geologicamente uno degli ambienti più antichi dell’intero continente.
La formazione più notevole di quest’area è l’altopiano chiamato Gran Sabana, dove l’erosione dell’arenaria ha lasciato le formazioni rocciose chiamate Tepuis, caratterizzate da flora e fauna particolari. Il fiume principale del paese è l’Orinoco, lungo 2574 chilometri di cui circa millecinquecento navigabili, mentre nella parte nord-occidentale si trova il lago di Maracaibo, il più grande lago dell’America meridionale.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Venezuela ha un clima tropicale, generalmente contraddistinto da una stagione piovosa, da maggio a ottobre, e una secca, da novembre ad aprile.
Le precipitazioni sono molto variabili e vanno dai trecento o quattrocento millimetri di alcune zone della fascia costiera dello Stato Falcón agli oltre duemila millimetri di alcune zone dell’Amazzonia venezuelana, nel sud del paese.
Il caldo è spesso mitigato dall’altitudine: Caracas, a quasi mille metri sul livello del mare, presenta temperature medie annue pari a ventidue gradi circa, inferiori di sei o sette gradi a quelle di Maracaibo, che invece si trova sul livello del mare. Ci sono anche alcune vette delle Ande ricoperte da ghiacciai e nevi perenni.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Amazonas · Anzoátegui · Apure · Aragua · Barinas · Bolívar · Carabobo · Cojedes · Delta Amacuro · Falcón · Guárico · Lara · Mérida · Miranda · Monagas · Nueva Esparta · Portuguesa · Sucre · Táchira · Trujillo · Vargas · Yaracuy · Zulia · Distretto Capitale · Dipendenze Federali
Stato attuale dal 1811
30 000 anni fa
Si pensa che l’essere umano sia apparso nel territorio venezuelano circa trentamila anni fa, proveniente dall’Asia dopo aver attraversato lo Stretto di Bering, e dalla Polinesia attraverso ondate di popoli arrivati su imbarcazioni primitive.
epoca precolombiana
I gruppi più importanti erano i chibchas, che vivevano sulle Ande, i Caribe, situati in quasi tutte le regioni costiere, e gli arawakos, stanziatisi in una parte della costa e più a sud.
1498
Il 2 agosto Cristoforo Colombo scoprì la regione nel suo terzo viaggio; senza saperlo era giunto in Sud America, e battezzò quella terra con il nome di Tierra de Gracia.
1499
Le palafitte trovate nella zona del lago di Maracaibo ricordarono al navigatore italiano Amerigo Vespucci la città di Venezia, e lo ispirarono nell’attribuire alla regione il nome di Venezziola, «piccola Venezia».
1528–1556
Un primo tentativo venne realizzato dalla famiglia tedesca di Anton e Bartholomeus Welser, per conto degli imperatori del Sacro Romano Impero di Germania.
1560
Gli spagnoli combatterono numerose ribellioni di indigeni locali; la più importante fu quella comandata da Guaicaipuro.
fine del XVI secolo
Venne definitivamente imposto con la costruzione del cabildo e della chiesa; cominciò allo stesso tempo un processo di mescolanza razziale che definì il profilo sociale del paese.
1669
Mentre fiorivano le esportazioni di cacao, caffè e tabacco, cominciarono gli attacchi pirateschi, come quello sferrato a Maracaibo.
1717
Le province esistenti entrarono a farne parte, per poi divenire autonome nel 1777 con la formazione della Capitaneria Generale del Venezuela.
1786
La nuova unione politica fu consolidata con la creazione di questo organo.
1810
Il 19 aprile l’allora Capitano Generale del Venezuela, Vicente Emparán, fu deposto dal Cabildo di Caracas.
1811
Sotto la spinta del Maresciallo Francisco de Miranda il Venezuela si proclamò indipendente il 5 luglio, ma la Prima Repubblica ebbe vita breve e capitolò alcuni mesi dopo di fronte alla reazione spagnola.
1813
Simón Bolívar, dopo aver preso il controllo di Cúcuta, cominciò una serie di battaglie facendosi strada verso Caracas, dove entrò proclamandosi Libertador e dove venne istituita una seconda Repubblica.
1819
Bolívar, tentando di riorganizzarsi, convocò l’assemblea che portò alla creazione della Gran Colombia.
1821
Il 24 giugno Bolívar, aiutato da José Antonio Páez e Antonio José de Sucre, vinse la battaglia sconfiggendo l’esercito reale e liberando definitivamente il Venezuela dagli spagnoli.
1879–1887
Con la legge monetaria del 1879 il Venezuela adottò il bolívar, in sostituzione del venezolano; la legge del 1887 fissò poi il bolívar d’oro come moneta legale.
1899–1908
La nuova Repubblica fu preda di caudillos che la dominarono in forma dittatoriale; il paese fu governato prima da Cipriano Castro.
1908–1935
Per quasi trent’anni il Venezuela fu governato da questo dittatore; fu durante il suo regime, negli anni venti, che la scoperta di ingenti giacimenti di petrolio mutò radicalmente la situazione economica e politica.
1928
Il Venezuela era già divenuto il secondo produttore mondiale di petrolio.
1936
Eleazar López Contreras ristabilì alcune libertà democratiche, promulgando una costituzione di ispirazione liberal-moderata.
1941–1945
Il generale Isaías Medina Angarita si alleò con gli Stati Uniti e il Regno Unito e dichiarò guerra all’Asse; intraprese anche un’intensa lotta all’analfabetismo e pose le basi per una prima normativa sulla previdenza sociale.
1947
Rómulo Betancourt promosse un rinnovamento costituzionale che istituiva il voto segreto a suffragio universale per l’elezione del presidente.
1948
Il presidente Rómulo Gallegos, eletto democraticamente l’anno prima, fu esiliato da un’alleanza di conservatori ed esercito, e al suo posto una giunta militare sciolse il parlamento.
1952
Asnoldo Devonish vinse il bronzo nel salto triplo a Helsinki.
anni cinquanta
Convinto che l’immigrazione europea potesse essere determinante per lo sviluppo del Paese, il dittatore la favorì in ogni modo, permettendo l’ingresso di circa un milione di stranieri.
1958
Nel gennaio Pérez Jiménez venne deposto da una giunta militare, e con le elezioni presidenziali del 14 novembre ebbe inizio l’era democratica del Venezuela.
1958
Hugo Blanco firmò la canzone venezuelana più celebre nel mondo.
1968
Francisco Rodríguez, nel pugilato, fu il primo atleta a vincere una medaglia d’oro olimpica per il Venezuela, ai Giochi di Città del Messico.
1980
Il venezuelano Baruj Benacerraf ricevette il Premio Nobel per la medicina per la scoperta del complesso maggiore di istocompatibilità.
1999
Hugo Chávez fece approvare mediante referendum la nuova Costituzione, che introduce il principio della revocabilità di tutti i mandati elettivi.
2002
Il tentativo contro Chávez, ordito da settori dell’imprenditoria, del sistema comunicativo e di alcuni militari, fallì in seguito alle proteste di piazza e alla fedeltà al governo di importanti settori dell’esercito.
2003–2008
Gli investimenti sociali nei settori dell’istruzione, alimentare e medico-sanitario permisero di ridurre il tasso di povertà di quasi trenta punti, con una diminuzione particolarmente significativa della povertà estrema.
2008
Il 29 ottobre venne lanciato Venesat-1, chiamato anche Simón Bolívar, il primo satellite venezuelano.
2011
La nazionale di calcio ottenne il suo miglior risultato internazionale.
2013
Hugo Chávez morì di cancro nel marzo, e il suo posto fu preso da Nicolás Maduro; nello stesso anno l’economia cominciò a subire un calo degli indici macroeconomici.
2015
Gli Stati Uniti introdussero le prime sanzioni economiche contro il Venezuela; nello stesso anno Ti guardo di Lorenzo Vigas fu il primo film sudamericano a vincere il Leone d’oro a Venezia.
2018
Secondo il Fondo Monetario Internazionale il bolívar venezuelano forte pativa un tasso di inflazione pari al milione per cento su base annua; il governo istituì allora una nuova valuta, il bolívar sovrano.
2019
Gli Stati Uniti dichiararono un embargo sul petrolio venezuelano, di cui erano i principali acquirenti; il Canada e l’Unione europea si unirono a queste sanzioni.
2026
Il 3 gennaio Nicolás Maduro viene arrestato dalle forze di intervento statunitensi; la presidenza è assunta ad interim il 5 gennaio dalla già vicepresidente Delcy Rodríguez.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione conta 28 301 696 abitanti, in gran parte meticci nati dall’incrocio delle etnie indigene sia con bianchi di origine generalmente ispanica sia con creoli e africani. Sono presenti nel Paese anche molti europei, spagnoli, italiani e portoghesi in particolare, e loro discendenti.
La popolazione è distribuita in forma poco omogenea sul territorio: circa l’ottantacinque per cento degli abitanti si concentra nelle città a nord e ben il settantatré per cento vive a meno di cento chilometri dalla costa; al contrario, solo il cinque per cento dei venezuelani vive nelle terre a sud del fiume Orinoco, che pure rappresentano quasi la metà della superficie del paese.
La componente bianca, piuttosto esigua in epoca coloniale, è stata potentemente rafforzata a partire dagli anni quaranta con l’arrivo di circa 980 000 europei. A decorrere dal 2015, a causa delle pessime condizioni economiche e delle sanzioni economiche statunitensi, si è verificata un’importante crisi migratoria: è stato stimato che almeno un milione di persone abbia abbandonato il Paese.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è lo spagnolo, che presenta numerose affinità con quello parlato nei Caraibi e alcune differenze con quello della madrepatria ispanica, soprattutto di carattere fonetico e lessicale. Fra le particolarità c’è il seseo e la caduta della s alla fine della parola, oltre alla presenza di arcaismi come plata, che in Venezuela significa denaro.
La costituzione bolivariana del 1999 protegge le lingue indigene, ribadendone la coufficialità con lo spagnolo nei propri territori di diffusione. Si tratta di oltre trenta idiomi autoctoni raggruppati in otto famiglie principali, fra cui l’arawako, che include il wayuu, l’idioma autoctono più parlato in Venezuela, e il caribe.
Gli immigrati di prima, e spesso anche di seconda generazione, parlano accanto allo spagnolo le lingue dei paesi di origine: la più diffusa è l’italiano, insegnato anche in molte scuole del paese e sostenuto dalla presenza della Società Dante Alighieri; seguono il portoghese e il galiziano. Il tedesco è parlato in una sua varietà coloniale nella Colonia Tovar.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La libertà religiosa è garantita dalla Costituzione.
Secondo una stima del gennaio 2022 la maggioranza dei venezuelani è di fede cristiana e in particolare cattolica, circa il settantuno per cento, seguiti dai protestanti, in particolare pentecostali, con il diciassette per cento, e dagli ortodossi.
Numericamente esigua ma importante sotto il profilo economico e finanziario è la comunità di religione ebraica presente nel paese: a Caracas è concentrato circa il quaranta per cento dei fedeli.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Paese rappresenta la quarta economia dell’America latina dopo Brasile, Messico e Argentina. La voce principale dell’economia è legata all’estrazione e al raffinamento del petrolio; l’agricoltura riveste ormai una scarsa importanza, mentre l’industria ha avuto negli ultimi decenni uno sviluppo diseguale.
Dopo il 2003, grazie all’aumento dei prezzi degli idrocarburi e alla ripresa del controllo della compagnia petrolifera nazionale da parte del governo, il Venezuela ha registrato un tasso di crescita elevato, e gli investimenti sociali hanno permesso di ridurre il tasso di povertà di quasi trenta punti fra il 2003 e il 2008.
A partire dal 2013 l’economia ha però subito un calo degli indici macroeconomici, inaugurando un periodo di recessione e di crisi, aggravato dalla caduta dei prezzi del petrolio e dalle sanzioni economiche introdotte dagli Stati Uniti nel 2015. Il Venezuela registra oggi uno dei tassi più alti al mondo di utilizzo di criptovalute, impiegate quotidianamente come metodo di pagamento.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’attuale Costituzione fu approvata mediante un referendum il 15 dicembre 1999 e afferma che la Repubblica Bolivariana di Venezuela è costituita da uno Stato sociale e democratico di diritto e di giustizia. Il Venezuela ha la forma di uno stato federale decentralizzato e la forma di governo è quella di una Repubblica presidenziale, guidata dal Presidente della Repubblica, che ha funzioni sia di capo di Stato sia di capo del governo.
Il potere legislativo è esercitato dall’Assemblea nazionale, parlamento unicamerale composto da centosessantasette deputati eletti tramite suffragio universale con sistema misto e garanzia di rappresentanza di ogni unità federale nonché delle popolazioni indigene. Ai tre poteri classici si aggiungono il potere pubblico, controllato dal Consejo Moral Republicano, e il potere elettorale, esercitato dal Consejo Nacional Electoral.
Con l’approvazione della Costituzione Bolivariana è stato introdotto il principio della revocabilità di tutti i mandati elettivi a ogni livello dell’amministrazione, compresa la carica presidenziale, che può essere revocata attraverso referendum popolare alla metà del periodo di esercizio.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Luogo di culto

Museo

Museo

Museo

Palazzo

Museo

Museo

Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

Monumento

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto
Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto
8 di 22
Il Venezuela ha un’ampia rete di aree naturali protette che comprende quarantatré parchi nazionali, trentasei monumenti naturali e sessantacinque parchi ricreativi: il trentasei per cento del territorio è protetto.
I parchi con la maggiore estensione sono il Parco nazionale El Caura, il Parco nazionale Parima-Tapirapeco e il Parco nazionale di Canaima, patrimonio dell’umanità. L’intera rete è sotto l’amministrazione dell’Instituto Nacional de Parques, un istituto autonomo.
Nella Gran Sabana l’isolamento dei Tepuis ha permesso lo sviluppo di specie endemiche, e in quest’area si trovano alcune fra le cascate più alte del mondo, come il Salto Kukenam e il Salto Angel. Dal primo dicembre 2010 il Venezuela si impegna a rispettare il Protocollo di Kyoto, diventando uno dei primi paesi in via di sviluppo a impegnarsi nel rispetto dell’ambiente.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 28.645 km²

Parco nazionale
Superficie 9.128 km²

Parco nazionale
Superficie 1.074 km²

Parco nazionale
Superficie 629 km²

Parco nazionale
Superficie 42.749 km²

Parco nazionale
Superficie 435 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 321 km²

Parco nazionale
Superficie 852 km²

Parco nazionale
Superficie 69 km²

Parco nazionale
Superficie 949 km²

Parco nazionale
Superficie 5.844 km²
8 di 12

Montagna
Altezza 6.962 m

Montagna
Altezza 2.810 m

Montagna
Altezza 4.978 m

Montagna
Altezza 2.994 m

Montagna
Altezza 2.500 m

Montagna
Altezza 2.600 m

Montagna
Altezza 3.630 m

Montagna
Lunghezza 413 km

Montagna
Altezza 4.940 m

Montagna
Altezza 2.680 m

Montagna
Altezza 4.981 m

Montagna
Altezza 2.750 m
8 di 12
La cucina venezuelana, grazie alla sua diversità di risorse industriali e culturali, offre una grande diversità culinaria da una regione all’altra.
La cucina tradizionale, come quella moderna, è stata influenzata dalla popolazione indigena e dai suoi discendenti europei, italiani, spagnoli, portoghesi e francesi, e anche dalle tradizioni dei nativi americani e degli africani.
Gli alimenti base includono il mais, il riso, le banane, le patate, i fagioli e diverse tipologie di carne; anche i pomodori, le cipolle, le melanzane, le zucche e le zucchine sono molto comuni nella dieta venezuelana.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cultura venezuelana è un melting pot di influenze indigene, africane e spagnole: l’influenza indigena è limitata ai toponimi e alla gastronomia, quella africana per esempio all’adozione dei tamburi, mentre l’influenza spagnola risulta predominante e ha segnato architettura, musica, gastronomia, religione e lingua.
Originaria del Venezuela è la figura de La Sayona, uno spettro leggendario.
Una festività tradizionale, parte anche del folclore venezuelano, è la Feria de La Chinita, che si celebra per commemorare il miracolo della Vergine di Chiquinquirá.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Diversi stili di musica tradizionale venezuelana, come il merengue venezuelano, sono comuni ai vicini dei Caraibi, ma la vera musica venezuelana comprende un ampio gruppo di ritmi come lo Joropo, una forma rurale originaria degli Llanos, la parranda, il galeròn, la gaita maracucha, il golpe tocuyano, il calipso di El Callao e il bambuco. Lo joropo è la danza nazionale.
Tra le più affermate pianiste e compositrici si ricorda Teresa Carreño, chiamata spesso la Leona del piano; fra gli altri cantanti noti ci sono Simón Díaz e il duo Chino & Nacho.
Tra i musicisti più noti spicca Hugo Blanco, autore della celebre canzone Moliendo café, mentre tra i compositori si ricorda Reynaldo Hahn, esponente dell’impressionismo musicale.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arte visiva venezuelana agli esordi era indissolubilmente legata alla religione; nel tardo diciannovesimo secolo, con Martín Tovar y Tovar, cominciò a interessarsi a temi laici quali la storia e la narrazione epica degli avvenimenti.
Il primo pittore venezuelano a godere di un certo successo internazionale fu Arturo Michelena, mentre conobbe successo in patria Cristóbal Rojas. Nel ventesimo secolo diversi artisti hanno conosciuto fortuna internazionale, come Armando Reverón, Manuel Cabré, l’artista cinetico Jesús Soto e Carlos Cruz-Díez.
La Galleria Nazionale d’Arte a Caracas presenta una collezione completa della pittura venezuelana del diciannovesimo secolo; altri musei importanti sono il Museo delle Belle Arti, il Museo d’Arte Contemporanea di Caracas e il Museo d’Arte Moderna intitolato a Jesús Soto.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fino al diciottesimo secolo non c’è una produzione letteraria di carattere specificatamente locale: la prima opera che presenta elementi locali è considerata la Historia de la conquista y población de la provincia de Venezuela di José Oviedo y Baños. Le prime opere di carattere squisitamente nazionale si ebbero a seguito della guerra d’indipendenza dei primi decenni dell’Ottocento.
Notevoli le figure caratterizzate dall’impegno politico prima che letterario, come Fermín Toro, ricordato come grande oratore, e Andrés Bello, poeta e umanista che fu mentore di Bolivar stesso. Le travagliate vicende storiche del paese hanno condizionato fortemente la letteratura venezuelana, spingendo gli intellettuali a un forte impegno politico.
Fra gli scrittori e i romanzieri si ricordano Rómulo Gallegos, Teresa de la Parra, Arturo Uslar Pietri e Miguel Otero Silva, mentre tra i poeti spiccano Juan Antonio Pérez Bonalde, Andrés Eloy Blanco, Rafael Cadenas ed Eugenio Montejo.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Molto note sono le telenovelas venezuelane: un’importante esponente è Grecia Colmenares, tra le maggiori interpreti degli anni ottanta e novanta.
Il film Ti guardo, del regista venezuelano Lorenzo Vigas, fu il primo film sudamericano a vincere il Leone d’oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Da ricordare inoltre il film Libertador, del regista Alberto Arvelo, entrato nel 2015 nella rosa dei nove candidati agli Oscar al miglior film straniero.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
I principali sport in Venezuela sono il baseball, la pallacanestro e il coleo, uno sport tradizionale venezuelano e colombiano simile al rodeo. Il Paese ha una storica tradizione nel baseball, avendo ottenuto tre medaglie d’oro al campionato mondiale e posizionandosi al terzo posto nel medagliere dopo Cuba e gli Stati Uniti.
La pallacanestro è molto seguita su tutto il territorio nazionale, e dal 1974 esiste la Superliga Profesional de Baloncesto. Nell’automobilismo il Venezuela ha dato i natali a piloti come Pastor Maldonado, Rodolfo González e Milka Duno.
La nazionale di calcio, attiva dagli anni trenta, ha ottenuto come miglior risultato un quarto posto in Coppa America nel 2011, ed è tuttavia l’unica nazionale sudamericana a non aver mai partecipato al campionato del mondo. La prima medaglia olimpica del Paese fu il bronzo di Asnoldo Devonish nel salto triplo a Helsinki 1952.
Sintesi · Fonte: Venezuela (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Venezuela nasce dalle palafitte del lago di Maracaibo, che ricordarono ad Amerigo Vespucci la città di Venezia: il termine significava in italiano rinascimentale «piccola Venezia».
Fonte: Venezuela (Wikipedia, it)
Lingua
Secondo una versione meno accreditata, riferita da un membro dell’equipaggio di Vespucci, il nome Venezuela sarebbe l’evoluzione del nome di una popolazione indigena che si chiamava Veneciuela.
Fonte: Venezuela (Wikipedia, it)
Storia
Cristoforo Colombo battezzò le coste venezuelane con il nome di Tierra de Gracia.
Fonte: Venezuela (Wikipedia, it)
Storia
Il nome ufficiale del paese si è evoluto negli anni: Estado de Venezuela, República de Venezuela, Estados Unidos de Venezuela e di nuovo República de Venezuela.
Fonte: Venezuela (Wikipedia, it)
Record
Il Venezuela fu il primo Stato sudamericano a emanciparsi dalla Corona spagnola, proclamando formalmente la propria indipendenza il 5 luglio 1811.
Fonte: Venezuela (Wikipedia, it)
Record
Il Venezuela è considerato come uno dei Paesi con la maggiore diversità ecologica nel mondo.
Fonte: Venezuela (Wikipedia, it)
6 di 50

Controllo i tuoi viaggi…
Controllo il passaporto…
I dati strutturati vengono da Wikidata (CC0). Le descrizioni e le sintesi derivano da voci di Wikipedia, ridistribuite con licenza CC BY-SA 4.0: chi le riusa deve citare gli autori e mantenere la stessa licenza. Le fotografie vengono da Wikimedia Commons, con autore e licenza elencati qui sotto.
Fotografie
Altre fonti: Wikidata (CC0 1.0)
Dati aggiornati al 21 settembre 2026.