Stiamo preparando la sala giochi…
Stiamo preparando la sala giochi…
Sud America · America meridionaleGuida completa
Controllo il passaporto…
CapitaleSucre
Apri la guida di Sucre
La Bolivia, ufficialmente Stato Plurinazionale della Bolivia, è uno Stato dell’America meridionale, situato nel centro del continente. La sua superficie è di 1 098 581 chilometri quadrati e, secondo il censimento svolto nel 2012, contava 10 027 254 abitanti.
Confina a nord, nord-est e a est con il Brasile, a nord-ovest con il Perù, a sud con l’Argentina, a sud-est con il Paraguay e a sud-ovest con il Cile. La Bolivia ha come capitale costituzionale e giudiziaria Sucre, e come centro legislativo e governativo La Paz.
È uno Stato senza sbocco al mare: nel 2010 ha stretto un accordo con il vicino Perù, grazie al quale ha ottenuto per novantanove anni l’uso del porto di Ilo. A livello economico la Bolivia all’inizio del ventunesimo secolo è uno Stato a medio reddito.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Si distinguono due grandi aree geografiche: le terre orientali tropicali, i tre quarti del Paese, divise tra bacino amazzonico e area del Chaco, e le Ande, un terzo del paese, nella parte occidentale, costituite sia dalla cordigliera sia dall’altipiano.
I bassopiani tropicali sono tributari del Rio delle Amazzoni e del Río de la Plata: questa enorme estensione di più di 700 000 chilometri quadrati è coperta da foreste tropicali pluviali, umide, monsoniche e secche, mentre circa 250 000 chilometri quadrati sono savane alluvionali, pantani e savane secche.
La zona andina è caratterizzata da un plateau delimitato da due catene montuose; sono numerose le cime superiori ai seimila metri, e le più alte sono il Sajama, l’Illampu e l’Illimani. Nei pressi della città di Uyuni si trova il Salar de Uyuni, un gigantesco deserto di sale che con i suoi 10 582 chilometri quadrati risulta la più grande distesa salata della Terra.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Data la morfologia del territorio e l’ampio spazio latitudinale occupato, la Bolivia possiede una delle maggiori diversità climatiche della Terra: ciò permette un amplissimo spettro di specie coltivabili, sia tipiche di climi continentali e temperati, come la patata o l’avena, sia di climi mediterranei, come la vite e l’olivo, sia di climi tropicali, come il cacao e il banano.
Nell’altopiano andino le precipitazioni non superano i cinquecento millimetri annui nella fascia umida del settore nord e la temperatura media annua è inferiore ai dieci gradi, mentre il settore meridionale è più secco e tendente alla formazione desertica.
Le terre tropicali dell’oriente boliviano hanno due climi principali: a nord il clima è propriamente amazzonico, con breve stagione secca, mentre il settore meridionale ha un clima più mite e secco, con le maggiori escursioni termiche del tropico boliviano. Il settore più piovoso è la fascia preandina, dove le precipitazioni vanno dai 2500 ai cinquemila millimetri l’anno.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
dipartimento di Beni · dipartimento di Chuquisaca · dipartimento di Cochabamba · La Paz · dipartimento di Oruro · dipartimento di Santa Cruz · dipartimento di Potosí · dipartimento di Tarija · dipartimento di Pando
Stato attuale dal 1825
15 000–20 000 anni fa
Questa parte del continente americano è abitata da circa quindici o ventimila anni.
per 3000 anni
La cultura delle Lomas di Moxos e Baures permise per quasi tremila anni l’esistenza di una densa popolazione che riuscì a convivere con le periodiche inondazioni di imponenti affluenti del Rio delle Amazzoni.
II secolo a.C. – XIII secolo
Si sviluppò nella parte meridionale del lago Titicaca ed è forse la più importante fra le culture fiorite nelle regioni andine dell’attuale Bolivia.
XV secolo
Molto più recente della cultura Tiahuanaco, il dominio inca sulle terre boliviane data al quindicesimo secolo.
1535
La conquista dell’Impero Inca da parte di Francisco Pizarro aprì la strada alla sottomissione della Bolivia; Juan de Saavedra arrivò dalle parti del Titicaca fondando prima Paria e l’anno dopo Tupiza.
1548
Pedro de la Gasca mandò Alonso de Mendoza a fondare Nuestra Señora de La Paz.
1559
Venne creata con sede a Chuquisaca, dipendente dal Vicereame del Perù con sede a Lima.
1571–1575
Il viceré Francisco de Toledo mandò a fondare Cochabamba nel 1571, Tarija nel 1574 e Tomina nel 1575.
XVI–XVIII secolo
Gli spagnoli avevano scoperto che il sottosuolo circostante era ricco di preziosi minerali e, sfruttando la manovalanza indigena, convertirono la città in una lussuosa capitale mineraria; negli ultimi decenni del diciottesimo secolo iniziò però a spopolarsi.
1776
Dopo due secoli di dipendenza da Lima, la Real Audiencia di Charcas passò sotto la giurisdizione del neonato vicereame con sede a Buenos Aires.
1810–1826
L’Alto Perù fu teatro di infiniti combattimenti e battaglie tra i realisti e i patrioti argentini, ai quali si aggiunsero i patrioti del Perù e della Gran Colombia.
1824
Il generale Antonio José de Sucre, agli ordini di Simón Bolívar, sconfisse definitivamente l’esercito spagnolo, liberando dal loro dominio anche il territorio dell’Alto Perù.
1825–1828
Simón Bolívar fu il primo presidente della Bolivia, ma dopo pochi mesi nominò Sucre come presidente del neo Stato andino, carica che mantenne fino al 1828.
1836–1839
Fondata da Andrés de Santa Cruz, fu vista come una minaccia dai Paesi vicini; un esercito composto da cileni e peruviani dissidenti riuscì a sconfiggere l’esercito di Santa Cruz nella battaglia di Yungay.
1879–1884
Bolivia e Perù si scontrarono con il Cile: la sconfitta e i successivi trattati di pace portarono alla cessione del litorale oceanico della Bolivia, che così perse il suo accesso al mare.
1899–1900
Il conflitto fu combattuto per il controllo dell’estrazione del caucciù.
1932–1935
La Bolivia provocò il primo conflitto moderno del continente americano, contro il Paraguay; la disfatta portò alla perdita di parte del territorio del Chaco Boreal.
anni quaranta
La situazione interna restava caotica, con il dominio economico e sociale dei baroni dello stagno che controllavano l’intera economia nazionale e instaurarono un governo che partecipò formalmente alla seconda guerra mondiale.
1952
Artefice fu Víctor Paz Estenssoro con il Movimento Nazionalista Rivoluzionario: venne istituito il suffragio universale e furono nazionalizzate le miniere di stagno; con la rivoluzione nazionalista la Bolivia uscì, secondo l’opinione di molti, dall’età feudale.
1953
Venne decretata la redistribuzione delle terre, e il governo avviò un piano di colonizzazione per i contadini quechua e aymara verso i bassopiani orientali tropicali, chiamato «marcia verso l’oriente».
1963
La Nazionale di calcio boliviana vinse il torneo continentale.
1964
Un colpo di Stato militare portò alla presidenza il generale René Barrientos Ortuño.
1967
Durante il governo di Barrientos si sviluppò la Guerriglia del Ñancahuazú organizzata dal Che nel Dipartimento di Santa Cruz; fu lui a dare l’ordine di assassinare Ernesto Guevara il 9 ottobre.
anni settanta
La Bolivia partecipò al piano continentale di repressione e assassinio degli oppositori politici, assieme a Cile, Argentina, Brasile, Paraguay, Perù e Uruguay.
1980–1982
Luis García Meza Tejada instaurò l’epoca in cui la cocaina e il narcotraffico diventarono strumento di pianificazione.
1982–1985
Con il governo democratico di Siles Zuazo si aprì il periodo di stabilità politica che dura tuttora, benché segnato da una grave crisi economica con un’inflazione a vari zeri.
1988
Il papa si recò in Bolivia.
1990
I popoli indigeni boliviani delle pianure tropicali ebbero in quella marcia per il territorio e la dignità un’affermazione chiara e cosciente della propria identità.
1993–1997
Si promulgarono importanti leggi di riforma sociale ed economica, come la legge di partecipazione popolare e quella dell’Istituto Nazionale della Riforma Agraria, ma anche i processi di privatizzazione di molte compagnie statali.
2003
La città altipianica bloccò i rifornimenti a La Paz, l’esercito sparò sulla folla e il bilancio fu di una sessantina di morti; il presidente Sánchez de Lozada fuggì negli Stati Uniti.
2005
Le elezioni presidenziali furono vinte dal Movimiento al Socialismo con il cinquantaquattro per cento dei voti: Morales divenne il primo presidente boliviano di origini amerinde.
2006
Il 1º maggio Morales nazionalizzò, per la terza volta nella storia boliviana, gli idrocarburi: circa l’ottanta per cento dei profitti dell’estrazione del petrolio rimase nelle mani dello Stato.
2006
Il 2 luglio si svolsero le elezioni: il partito di governo ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, e gli eletti si insediarono a Sucre il 6 agosto, giorno della festa nazionale.
2007
Il governo la creò perché i piccoli lavoratori e i produttori agricoli potessero contrarre prestiti facilmente, a tassi bassi e con condizioni di rimborso adeguate ai cicli agricoli.
2008
Il 20 dicembre la Bolivia è stata dichiarata nazione liberata dall’analfabetismo, diventando la terza nazione latino-americana a ottenere questo riconoscimento, dopo Cuba e Venezuela.
2009
Il 25 gennaio, in seguito a un referendum, la Bolivia approvò la nuova legge fondamentale, che si propone di realizzare riforme volte a rinforzare il ruolo dello Stato e della giustizia sociale.
2010
La Bolivia strinse un accordo con il vicino Perù, grazie al quale ha ottenuto per novantanove anni l’uso del porto.
2013
Il 20 dicembre venne lanciato Túpac Katari 1.
2015
Il pontefice si recò in Bolivia durante la sua visita pan-sudamericana, nel luglio.
2016
Morales perse il referendum che avrebbe dovuto consentirgli un quarto mandato, con il cinquantasette per cento dei voti contrari.
2019
Il presidente si dimise il 10 novembre e fu costretto a fuggire dal Paese a seguito di un colpo di Stato; il 12 novembre si insediò un governo provvisorio guidato da Jeanine Áñez.
2020
Le elezioni, posticipate al 18 ottobre a causa della pandemia, videro la vittoria del Movimiento al Socialismo e l’elezione di Luis Arce a presidente.
2024
Il 26 giugno alcuni uomini armati in tenuta militare fecero irruzione a Palacio Quemado, sede del governo boliviano; i due principali artefici furono identificati e arrestati.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione totale della Bolivia è di 10 027 255 abitanti, con una densità di 9,13 abitanti per chilometro quadrato.
Secondo il censimento del 2001 la popolazione indigena rappresenta circa il 49,95 per cento della popolazione totale, percentuale che arriva al 73,20 per cento se si considerano le sole zone rurali. In Bolivia esistono attorno a quaranta gruppi etnici, la maggior parte dei quali abita originariamente nelle pianure tropicali della Bolivia orientale.
La Bolivia è divenuta una terra di emigranti: inizialmente le mete principali erano i Paesi vicini, principalmente Brasile e Argentina, ma dalla crisi economica della fine degli anni novanta la migrazione ha assunto caratteri di esodo massiccio verso l’Europa, principalmente Spagna e Italia.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra le lingue parlate in Bolivia ci sono lo spagnolo, arrivato con l’invasione spagnola, e in minoranza il portoghese, soprattutto al confine con il Brasile.
Tra le altre lingue ci sono il quechua, l’aymara e il guaraní; oltre alle lingue parlate vi è anche la lingua dei segni boliviana.
Il quechua fu mantenuto e fomentato in forma pianificata dagli spagnoli come strumento di omogeneizzazione linguistica nelle terre andine, per facilitarne il dominio: per questo vennero gradualmente rimosse le altre lingue andine. La sua diffusione contò anche sull’intervento della Chiesa, che con il frate domenicano Domingo de Santo Tomás produsse la prima grammatica di lingua quechua già verso la metà del sedicesimo secolo.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’articolo terzo della Costituzione boliviana riconosce e sostiene la libertà di culto.
La maggior parte della popolazione, secondo il censimento del 2001, è cattolica, con il settantotto per cento, mentre i protestanti ed evangelici sono il sedici per cento; all’incirca il tre per cento aderisce ad altri movimenti cristiani, molto popolari nei quartieri periferici delle città. Si stanno riproponendo con forza anche gruppi che fanno riferimento a rituali religiosi ancestrali preispanici.
La Chiesa cattolica ha in Bolivia quattro arcidiocesi, sette diocesi, due prelature territoriali e cinque vicariati apostolici; tra i più importanti avvenimenti religiosi degli ultimi decenni si possono menzionare la visita di papa Giovanni Paolo II nel 1988 e quella di papa Francesco nel luglio 2015.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Negli anni ottanta la Bolivia aveva un’economia impostata sul libero mercato che inasprì le tasse e contemporaneamente annullò i diritti dei lavoratori congelandone i salari: si diffusero malessere e povertà, e con la svendita delle aziende statali la situazione divenne ancor più drammatica per l’aumento della disoccupazione.
Il prodotto agricolo più redditizio continua a essere la coca, di cui la Bolivia è attualmente il terzo più grande coltivatore al mondo, dopo Colombia e Perù. I principali prodotti industriali includono tessili, abbigliamento, soia trasformata, metalli raffinati e prodotti petroliferi raffinati, mentre la lavorazione dei prodotti alimentari, delle bevande e del tabacco è il settore più importante dell’industria.
Il settore dei servizi rimane sottosviluppato, anche se il settore bancario è in graduale miglioramento. L’industria turistica è cresciuta gradualmente: nel 2000 la Bolivia ha attirato 306 000 turisti, mentre nel 2014 il numero ha raggiunto gli 871 000 arrivi.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Bolivia è una repubblica presidenziale in cui il presidente è capo di Stato e capo del governo, detentore del potere esecutivo; il potere legislativo è esercitato sia dal governo sia dalle due camere del parlamento, mentre la magistratura e la gestione elettorale sono indipendenti. La Costituzione è del 7 febbraio 2009.
La Bolivia è divisa in nove dipartimenti, ciascuno suddiviso in province per un totale di centododici, a loro volta divise in comuni, cantoni e subcantoni. La Costituzione prevede inoltre che una o più province di uno stesso dipartimento possano formare una regione con funzioni proprie, dotata di autonomia amministrativa e fiscale.
La Costituzione prevede anche una larghissima autonomia per le comunità indigene che si costituiscano, mediante referendum, in autonomia indigena originaria contadina: di fatto quasi una vera e propria sovranità negli affari interni, finanche nell’organizzazione e amministrazione della giustizia, purché nel rispetto dei principi costituzionali.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Monumento

Monumento

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Museo
Sito archeologico
Luogo di culto

Museo

Museo
8 di 16
La Bolivia è nota come un Paese con grande biodiversità: pur restando ancora notevoli margini di ricerca, vi sono state classificate circa venticinquemila specie di piante, millequattrocento di uccelli, cinquecentocinquanta di pesci, trecentoventicinque di mammiferi, duecentosessanta di rettili e quasi duecento di anfibi. Il 22,5 per cento del territorio è totalmente o parzialmente protetto.
Questa enorme diversità biologica è però in alcuni casi fortemente minacciata: gli ecosistemi naturali maggiormente minacciati sono quelli delle foreste tropicali, e si può stimare che annualmente vengano distrutti ben 700 000 ettari di foreste, per l’espansione della frontiera agricola, l’agroindustria, le imprese del legname e la caccia.
La Bolivia è particolarmente vulnerabile alle conseguenze negative del cambiamento climatico: il venti per cento dei ghiacciai tropicali del mondo si trova all’interno del paese, e sono più sensibili ai cambiamenti di temperatura a causa del clima tropicale. Le temperature nelle Ande sono aumentate progressivamente dal 1939, provocando il ritiro dei ghiacciai a un ritmo accelerato.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 7.500 km²

Parco nazionale
Superficie 18.958 km²

Parco nazionale
Superficie 1.002 km²

Parco nazionale
Superficie 4.425 km²

Parco nazionale
Superficie 6 km²

Parco nazionale
Superficie 12.363 km²

Parco nazionale
Superficie 165 km²

Parco nazionale
Superficie 650 km²

Parco nazionale
Altezza 173 m

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 3 km²
8 di 11

Montagna
Altezza 6.962 m

Montagna
Altezza 6.542 m

Montagna
Altezza 6.348 m

Montagna
Altezza 6.438 m

Montagna
Altezza 6.052 m

Montagna
Altezza 6.485 m

Montagna
Altezza 6.088 m
Montagna
Altezza 6.282 m

Montagna
Altezza 6.438 m

Montagna
Altezza 5.421 m
Montagna
Altezza 5.163 m

Montagna
Altezza 5.870 m
8 di 12
La grande diversità climatica della Bolivia permette un amplissimo spettro di specie coltivabili: dalla patata e dall’avena dei climi temperati alla vite e all’olivo dei climi mediterranei, fino al cacao e al banano dei climi tropicali.
La lavorazione dei prodotti alimentari e delle bevande è il settore più importante dell’industria boliviana, e la soia e i suoi derivati hanno raggiunto una grande esportazione negli ultimi anni.
Per stabilizzare il mercato interno dei prodotti agricoli il governo ha creato un’impresa pubblica che acquista la produzione dei piccoli e medi agricoltori al miglior prezzo.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Bolivia gli abitanti nati nelle regioni orientali tropicali, siano essi di origine europea, meticci o indigeni, vengono colloquialmente chiamati «camba».
Parimenti gli abitanti delle regioni andine vengono definiti, anche se spesso in forma dispregiativa, «kolla».
Gli assembleisti eletti alla costituente si insediarono nella città di Sucre il giorno della festa nazionale boliviana, il 6 agosto.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica tradizionale della Bolivia è composta con strumenti musicali come il charango, il ronroco, la zampoña, la quena, il bombo, il pinquillo, la tarka, i toyos e il pututu, oltre a zoccoli di pecore usati come una sorta di agitatore e a strumenti musicali europei come il violino e la chitarra.
Le forme musicali più note sono il Bailecito, la Kullawada, la Tonada, il Taquirari, il Carnavalito, il Lamento, la Saya, la Tuntuna e la Cueca.
Tra i gruppi musicali boliviani spiccano i Los Kjarkas, leggendario gruppo boliviano.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Bolivia possiede un importante patrimonio culturale, tanto che diversi siti sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità.
Nelle regioni andine dell’attuale Bolivia fiorirono numerose culture, di cui la più importante è forse quella Tiahuanaco, che si sviluppò nella parte meridionale del lago Titicaca.
Nella zona dei bassopiani tropicali si svilupparono complesse organizzazioni umane che crearono e controllarono estese opere di ingegneria idraulica, nelle savane e foreste dell’attuale regione del Beni.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nell’ambito della produzione letteraria boliviana si ricorda per il diciannovesimo secolo Nataniel Aguirre, anche drammaturgo.
Per il ventesimo secolo si ricordano Víctor Montoya e Adela Zamudio, scrittrice e nota esponente del movimento femminista boliviano.
La prima grammatica di lingua quechua fu prodotta dal frate domenicano Domingo de Santo Tomás già verso la metà del sedicesimo secolo.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Sebbene le infrastrutture cinematografiche del Paese siano troppo piccole per essere considerate un’industria, la Bolivia ha una ricca storia del cinema e ha prodotto lungometraggi fin dagli anni venti, molti dei quali documentari.
Il tema predominante di molti film boliviani sono le culture indigene del Paese e la loro oppressione politica.
Tra i film premiati spicca La nación clandestina del regista boliviano Jorge Sanjinés; la televisione nazionale è Televisión Boliviana.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più praticato è il calcio: la Nazionale ha vinto la Copa América nel 1963 e conta tre presenze al Campionato del mondo, dove è sempre stata eliminata al primo turno.
La Verde, soprannome della selezione boliviana derivato dal colore della maglia da gioco, è nota per sfruttare spesso il fattore campo, dal momento che gioca le partite casalinghe a La Paz, a 3600 metri sul livello del mare, quindi in condizioni ambientali piuttosto difficili per gli avversari.
Il secondo sport più popolare nel paese è il racquetball, disciplina in cui la Bolivia ha vinto tredici medaglie ai Giochi panamericani.
Sintesi · Fonte: Bolivia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Record
La Bolivia ha come capitale costituzionale e giudiziaria Sucre e come centro legislativo e governativo La Paz.
Fonte: Bolivia (Wikipedia, it)
Società
Pur essendo uno Stato senza sbocco al mare, nel 2010 la Bolivia ha ottenuto dal Perù l’uso del porto di Ilo per novantanove anni.
Fonte: Bolivia (Wikipedia, it)
Record
Il Salar de Uyuni, con i suoi 10 582 chilometri quadrati, è la più grande distesa salata della Terra.
Fonte: Bolivia (Wikipedia, it)
Geografia
Il Salar de Uyuni si trova a 3650 metri di quota, nell’altopiano andino meridionale della Bolivia.
Fonte: Bolivia (Wikipedia, it)
Geografia
Le cime più alte della Bolivia sono il Sajama, con 6542 metri, l’Illampu e l’Illimani.
Fonte: Bolivia (Wikipedia, it)
Record
La Bolivia possiede la foresta tropicale secca più estesa al mondo, nella regione del Chaco.
Fonte: Bolivia (Wikipedia, it)
6 di 50

Controllo i tuoi viaggi…
Controllo il passaporto…
I dati strutturati vengono da Wikidata (CC0). Le descrizioni e le sintesi derivano da voci di Wikipedia, ridistribuite con licenza CC BY-SA 4.0: chi le riusa deve citare gli autori e mantenere la stessa licenza. Le fotografie vengono da Wikimedia Commons, con autore e licenza elencati qui sotto.
Fotografie
Altre fonti: Wikidata (CC0 1.0)
Dati aggiornati al 21 settembre 2026.