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CapitaleBuenos Aires
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L’Argentina, ufficialmente Repubblica Argentina, è una repubblica federale della parte meridionale del Sud America, divisa in 23 province e una città autonoma, Buenos Aires, che è la capitale e la sede del governo federale: nella sua area metropolitana vive un terzo della popolazione del Paese.
Con una superficie di quasi tre milioni di chilometri quadrati è il più esteso Paese di lingua spagnola del mondo, il secondo dell’America Latina dopo il Brasile e l’ottavo del pianeta. Occupa gran parte del Cono Sud e confina a nord con Bolivia e Paraguay, a nord-est con Brasile e Uruguay, a est con l’Oceano Atlantico e a ovest con il Cile.
L’Argentina raggiunse l’autogoverno il 25 maggio 1810, quando fu deposto l’ultimo viceré spagnolo che governava da Buenos Aires, e proclamò ufficialmente l’indipendenza il 9 luglio 1816 a San Miguel de Tucumán. I suoi circa cinquanta milioni di abitanti hanno un indice di sviluppo umano e una qualità della vita fra i più alti dell’America Latina, anche se l’economia ha attraversato crisi durissime.
Sintesi · Fonte: Argentina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Argentina è lunga quasi 3700 chilometri da nord a sud e 1400 da est a ovest, e si può dividere grosso modo in quattro parti: le pianure fertili della Pampa al centro, da cui viene la ricchezza agricola del Paese, l’altopiano della Patagonia nella metà meridionale fino alla Terra del Fuoco, le pianure subtropicali del Gran Chaco a nord e la catena delle Ande lungo tutto il confine occidentale.
A ovest si trovano le vette più alte del continente: il Cerro Aconcagua, con 6962 metri, è la montagna più alta delle Americhe, dell’emisfero meridionale e dell’emisfero occidentale, e la più alta al di fuori del sistema himalayano. Il punto più basso è invece la Laguna del Carbón, nella provincia di Santa Cruz, 105 metri sotto il livello del mare: è anche il punto più basso di tutto il Sudamerica.
Il fiume maggiore è il Paraná, che insieme all’Uruguay forma l’estuario del Río de la Plata. Molti dei grandi laghi si trovano in Patagonia, come l’Argentino, il Viedma e il Nahuel Huapi, mentre il Mar Chiquita è il più grande lago salato del Paese. La costa misura 4665 chilometri e si affaccia su una piattaforma continentale insolitamente ampia, ricca di pesce, che gli argentini chiamano Mar Argentino.
Sintesi · Fonte: Argentina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La grande estensione in latitudine e i dislivelli enormi rendono il clima argentino estremamente vario: prevalentemente temperato, ma con estremi che vanno dal subtropicale del nord al subpolare dell’estremo sud. Il nord ha estati molto calde e umide e inverni miti e secchi, il centro estati calde con temporali — in Argentina occidentale cadono alcune delle grandinate più violente del pianeta — e il sud estati fresche e inverni freddi e nevosi.
Sia la temperatura massima sia la minima mai registrate in Sudamerica sono argentine: 48,8 °C a Rivadavia, nella provincia di Salta, l’11 dicembre 1905, e −32,7 °C a Sarmiento, nella provincia di Chubut, il 1º giugno 1907.
I venti hanno nomi che raccontano il Paese: il Pampero, freddo, che soffia sulle pianure della Pampa e della Patagonia; il Viento Norte, caldo, che arriva nella seconda parte dell’inverno; e lo Zonda, caldo e secchissimo, che scendendo per seimila metri dalle Ande perde tutta l’umidità e può soffiare per ore con raffiche fino a 120 chilometri l’ora, alimentando incendi. Nell’estremo sud, da novembre a febbraio, la luce dura fino a diciannove ore al giorno.
Sintesi · Fonte: Argentina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Buenos Aires · Catamarca · Chaco · provincia di Córdoba · Corrientes · Entre Ríos · Formosa · Jujuy · La Pampa · La Rioja · Mendoza · Misiones · Neuquén · Río Negro · Salta · San Juan · San Luis · Santa Cruz · Santa Fe · Santiago del Estero · provincia di Terra del Fuoco, Antartide e Isole dell'Atlantico del Sud · Tucumán · Chubut
Stato attuale dal 1816
11000 a.C.
I primi segni della presenza umana in Argentina si trovano in Patagonia, a Piedra Museo, nella provincia di Santa Cruz.
I secolo d.C.
Nelle Ande occidentali si svilupparono diverse civiltà basate sul mais, mentre nel nord-est i Guaraní coltivavano manioca e patata dolce e nel centro-sud vivevano culture nomadi.
1480
Sotto l’imperatore Pachacútec gli Inca conquistarono l’odierno nord-ovest dell’Argentina, integrandolo in una regione chiamata Collasuyu.
1502–1516
Il portoghese Gonçalo Coelho e il fiorentino Amerigo Vespucci esplorarono la zona nel 1502; nel 1516 Juan Díaz de Solís rivendicò l’area del Río de la Plata, cercando un passaggio verso le Indie, e vi fu ucciso dagli indigeni.
1527–1580
Il navigatore italiano Sebastiano Caboto fondò il forte di Sancti Spiritu, primo insediamento spagnolo; Pedro de Mendoza fondò Buenos Aires nel 1536, ma la città fu distrutta e venne rifondata definitivamente nel 1580 da Juan de Garay.
1776
La provincia di Buenos Aires fu elevata al rango di vicereame, con capitale Buenos Aires.
1806–1807
L’Impero britannico lanciò due invasioni contro Buenos Aires, respinte entrambe dalla popolazione creola.
1810
Il 25 maggio, dopo la notizia della detronizzazione di Ferdinando VII, i cittadini di Buenos Aires guidati da Manuel Belgrano crearono la Prima Junta di governo.
1816
Il 9 luglio l’indipendenza dalla Spagna fu dichiarata formalmente a Tucumán.
1817
Il generale José de San Martín attraversò le Ande per liberare Cile e Perù, eliminando la minaccia spagnola.
1853
Dopo decenni di conflitto fra centralisti e federalisti fu istituita l’unità nazionale e il 1º maggio venne approvata la Costituzione.
1880–1930
Con la presidenza di Julio Argentino Roca il Paese aprì le frontiere a milioni di immigrati europei: in cinquant’anni la popolazione si moltiplicò per sette e l’Argentina divenne una delle economie più prospere del mondo, mentre la «Conquista del deserto» sterminava o soggiogava le ultime tribù indigene della Pampa e della Patagonia.
1936
Il giurista Carlos Saavedra Lamas ricevette il Premio Nobel per la pace per la sua mediazione nella guerra del Chaco fra Paraguay e Bolivia: l’Argentina fu il primo Paese latinoamericano a ricevere un Nobel.
1946–1955
Juan Perón divenne presidente e diede vita al movimento che porta il suo nome, proposto come terza via fra capitalismo e socialismo; costruì la propria immagine anche con l’aiuto della seconda moglie, Evita. Nel 1955 un colpo di Stato militare lo costrinse all’esilio.
1967
Il 9 maggio il cardiochirurgo argentino René Favaloro eseguì per la primo volta un intervento di bypass aorto-coronarico.
1973–1974
Perón tornò alla presidenza, ma morì dopo un solo anno; gli succedette la terza moglie Isabel, in un clima sociale sempre più violento.
1976–1983
Il golpe del 24 marzo 1976 portò al potere il generale Jorge Rafael Videla. Durante la «Guerra sporca» migliaia di dissidenti furono fatti scomparire: le persone venivano sequestrate, portate in centri clandestini di detenzione come la ESMA, torturate e spesso uccise, e i corpi venivano fatti sparire anche in mare con i voli della morte.
1982
La sconfitta inflitta dai britannici screditò definitivamente il regime militare e ne accelerò la fine.
1983
Il governo di Raúl Alfonsín ristabilì il controllo civile sulle forze armate, consolidò le istituzioni democratiche e processò i membri delle tre giunte militari.
1991–2001
Il presidente Carlos Menem fissò il cambio fra peso e dollaro per fermare l’iperinflazione e privatizzò gran parte dell’economia; a lungo andare la parità soffocò le esportazioni e la crisi esplose nel novembre 2001, con rivolte in tutto il Paese e le dimissioni del presidente de la Rúa.
2002
L’Argentina dovette ammettere di non poter far fronte ai propri impegni internazionali; abbandonata la parità con il dollaro, il peso perse in pochi giorni due terzi del suo valore.
2003–2015
Néstor Kirchner ristrutturò il debito e ripianò quello con il Fondo Monetario Internazionale; la ripresa fu trainata dal «boom della soia». Nel 2007 gli succedette la moglie Cristina, riconfermata nel 2011.
2014
Dopo il fallimento delle trattative con i fondi creditori, il 31 luglio l’Argentina è andata in default per la seconda volta in tredici anni.
2022
La nazionale di calcio ha vinto il suo terzo campionato del mondo, dopo quelli del 1978 e del 1986.
2023
Il 19 novembre il ballottaggio si è risolto a favore dell’outsider liberale Javier Milei, con circa il 56 per cento dei voti; ha giurato come presidente il 10 dicembre.
Sintesi · Fonte: Argentina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione argentina è in grandissima parte di origine europea, soprattutto italiana e spagnola, con una componente amerindia. Fra il 1869 e il 1971 sono entrati in Argentina oltre nove milioni di immigrati, quasi tutti europei, e fra questi quasi tre milioni e mezzo di italiani: dopo gli Stati Uniti è il Paese che ha accolto più immigrati al mondo, ma rispetto alla popolazione di partenza il fenomeno è stato ancora più imponente.
Si calcola che circa trenta milioni di argentini abbiano almeno un antenato italiano: gli italiani sono il gruppo etnico più numeroso del Paese. Sono arrivati anche spagnoli — soprattutto galiziani e baschi — francesi, tedeschi, svizzeri, scandinavi, greci, libanesi, britannici, irlandesi, portoghesi, polacchi, ungheresi, russi, ucraini, croati e lituani; la valle di Chubut, in Patagonia, ha una significativa presenza di origine gallese.
La densità è di appena 14 abitanti per chilometro quadrato, ma distribuita in modo estremamente diseguale: alcune aree di Buenos Aires superano i quattordicimila abitanti per chilometro quadrato, mentre la provincia di Santa Cruz ne ha uno. Negli ultimi decenni l’immigrazione europea è quasi cessata, sostituita da quella dai Paesi vicini, soprattutto Bolivia e Paraguay.
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La lingua ufficiale è lo spagnolo, che gli argentini chiamano di solito «castellano» e che presenta differenze di pronuncia e di grammatica rispetto a quello di Spagna. Gli argentini sono la più grande popolazione di lingua spagnola che usa il voseo, cioè il pronome vos al posto del tu, con forme verbali diverse; il dialetto più diffuso è il rioplatense, parlato nel bacino del Río de la Plata.
Accanto allo spagnolo si parlano molte lingue portate dall’immigrazione: l’italiano da circa un milione e mezzo di persone, il che ne fa la seconda lingua del Paese, l’arabo da circa un milione, e il tedesco da centinaia di migliaia di argentini di origine tedesca.
Sintesi · Fonte: Argentina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La libertà di religione è garantita dall’articolo 14 della Costituzione, ma lo Stato riconosce un ruolo particolare alla Chiesa cattolica, sostenuta dal governo federale secondo l’articolo 2. L’88 per cento degli argentini è stato battezzato cattolico, anche se i praticanti sono molti meno.
Crescono le chiese evangeliche, che nel 2005 hanno raggiunto il dieci per cento della popolazione. Il 12 per cento si dichiara agnostico e il 4 per cento ateo, mentre musulmani ed ebrei sono intorno all’uno per cento ciascuno. L’argentino Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, è stato il primo papa nato in America e il primo papa non europeo dai tempi di Gregorio III.
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L’economia argentina poggia su una straordinaria ricchezza di risorse naturali, su una popolazione molto alfabetizzata, su un’agricoltura sviluppatissima e su una solida base industriale. È la terza economia dell’America Latina dopo Brasile e Messico, ma nell’ultimo quarto di secolo ha vissuto crisi gravissime, con due dichiarazioni di default nel giro di tredici anni e un’inflazione che a fine 2022 ha superato il 94 per cento.
Il Paese è fra i primi al mondo per produzione agricola e allevamento: i prodotti principali sono la soia, il mais e il frumento, e l’Argentina è uno dei maggiori esportatori di carne bovina e ovina. Cereali, latte e carne bovina sono anche la base dell’alimentazione degli argentini, e la Pampa è il cuore della produzione agricola.
Accanto all’agricoltura ci sono il petrolio e il gas, concentrati nella provincia di Neuquén, con una fiorente industria petrolchimica, e un’industria manifatturiera che è il primo settore per contributo al prodotto interno lordo: alimentare e della carne, automobilistica, chimica, metallurgica. Il turismo vale oltre il sette per cento dell’economia, con la Patagonia, le cascate dell’Iguazú, Buenos Aires e le province vitivinicole di Mendoza e San Juan.
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L’Argentina è una repubblica federale presidenziale. Il presidente è eletto a suffragio diretto ogni quattro anni ed è anche capo del governo, con il potere di nominare i ministri. La Costituzione è stata approvata il 1º maggio 1853.
Il sistema legislativo è ispirato a quello degli Stati Uniti: il Congresso ha 257 membri eletti con sistema proporzionale ogni quattro anni, rinnovati per metà ogni due anni, mentre il Senato ha 72 membri eletti per sei anni, tre per ogni provincia e tre per la città di Buenos Aires. Si vota a partire dai sedici anni.
L’Argentina rivendica le Isole Falkland, che chiama Malvinas, la Georgia del Sud e le Isole Sandwich Australi, oltre a una porzione di Antartide dove mantiene una presenza costante dal 1904, rivendicazione però sospesa in base al Trattato Antartico.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale3.121.707 abitanti
Argentina

220.184 abitanti
Partido di La Plata

82.615 abitanti
Dipartimento di Ushuaia

127.160 abitanti
Mendoza

593.337 abitanti
Partido di General Pueyrredón

271.304 abitanti
Dipartimento di Paraná

311.487 abitanti
Dipartimento di Capital

298.611 abitanti
Dipartimento di San Fernando
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Sito archeologico

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Trentadue parchi nazionali proteggono un ambiente vastissimo e vario, che ospita specie uniche al mondo: il caimano, il puma, la mara, cioè la lepre della Patagonia, il guanaco, parente del lama che vive in pianura, il nandù, simile a uno struzzo, il condor delle Ande, i fenicotteri e moltissimi mammiferi marini e uccelli di mare.
Sono protette anche le boscaglie spinose, le foreste pluviali vergini, i cactus fioriti e le immense distese di araucaria e di faggio australe. Lungo la costa della provincia di Chubut si vedono la balena franca australe, i pinguini e i leoni marini sudamericani.
Non mancano i problemi: secondo uno studio pubblicato nel 2018, le foreste del Gran Chaco stanno scomparendo a un ritmo paragonabile o addirittura superiore a quello delle foreste amazzoniche, per fare spazio alle colture di soia destinate all’alimentazione del bestiame, con lo spostamento forzato delle popolazioni indigene e un uso eccessivo di pesticidi.
Sintesi · Fonte: Argentina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 4.459 km²

Parco nazionale
Superficie 676 km²

Parco nazionale
Superficie 2.138 km²

Parco nazionale
Superficie 7.050 km²

Parco nazionale
Superficie 1.884 km²

Parco nazionale
Superficie 630 km²
Parco nazionale
Superficie 85 km²

Parco nazionale
Altezza 595 m

Parco nazionale
Superficie 76 km²

Parco nazionale
Superficie 641 km²

Parco nazionale
Superficie 277 km²

Parco nazionale
Superficie 184 km²
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Montagna
Altezza 6.962 m

Montagna
Altezza 6.962 m

Montagna
Altezza 6.893 m
Montagna
Altezza 6.723 m

Montagna
Altezza 3.406 m

Montagna
Altezza 6.795 m

Montagna
Altezza 6.635 m

Montagna
Altezza 6.621 m

Montagna
Altezza 3.491 m

Montagna
Altezza 3.128 m

Montagna
Altezza 3.776 m

Montagna
Altezza 6.409 m
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La cucina argentina è spesso influenzata da quella mediterranea e si basa soprattutto sulla carne e sulla farina di frumento, ma cambia molto da regione a regione. Il nord-est, segnato dalla cultura guaraní, mangia manioca, papaya, zucca, formaggio e pesce; il centro, di influenza spagnola, è il regno della carne, del grano, del bollito e delle empanadas, cui si sono aggiunti pasta, ragù e pizza con l’arrivo degli italiani; in Patagonia domina il pesce dell’Atlantico, e con i tedeschi sono arrivate le marmellate di frutta.
Il cibo argentino per eccellenza resta però la carne, soprattutto quella bovina, la cui qualità è riconosciuta in tutto il mondo: alla base c’è il «libero allevamento», cioè animali liberi di pascolare all’aperto invece che chiusi nei recinti, seguito da trattamenti naturali e controlli severi. L’asado, la grigliata, è molto più di un piatto: è un rito collettivo.
Fra le altre cose che non mancano mai ci sono il mate, l’infuso che si beve dalla zucca con la cannuccia di metallo e si passa di mano in mano, e il dulce de leche, la crema di latte caramellato che finisce nei dolci, nei gelati e perfino nelle torte.
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Nel folclore argentino spiccano la figura religiosa popolare del Gauchito Gil, la credenza del Nahuelito, il mostro del lago, e il culto di San La Muerte.
Il calendario nazionale racconta la storia del Paese: il 24 marzo è il Giorno della memoria per la verità e la giustizia, in ricordo delle vittime della guerra sporca; il 2 aprile è dedicato ai caduti nella guerra delle Malvinas; il 25 maggio ricorda il primo governo patrio del 1810 e il 9 luglio la dichiarazione d’indipendenza. Il 20 giugno è il giorno della bandiera, in memoria di Manuel Belgrano che la creò, e il 17 agosto commemora José de San Martín, «padre della patria».
Ci sono anche feste che dicono molto dell’identità argentina: il 3 giugno la Festa dell’immigrato italiano, l’11 settembre il giorno del maestro e l’11 dicembre la Giornata nazionale del tango.
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La musica argentina nasce sotto l’influenza europea e soprattutto italiana: nell’Ottocento sorsero vari istituti musicali e nel 1893 il Conservatorio di Buenos Aires, fondato da Alberto Williams. Il più importante compositore di musica classica del Novecento è stato Alberto Ginastera, mentre il massimo esponente della musica tradizionale è stato Atahualpa Yupanqui.
Il tango è il simbolo musicale del Paese: Astor Piazzolla lo ha riformato negli anni sessanta creando il nuevo tango e firmando composizioni celebri come Libertango. Le figure di Carlos Gardel e Julio de Caro sono celebrate l’11 dicembre con la Giornata nazionale del tango, e lo strumento inconfondibile delle orchestre è il bandoneon, una particolare fisarmonica.
Fra le voci più amate c’è Mercedes Sosa, considerata «la voce dell’America Latina»; nel rock si sono affermati Luis Alberto Spinetta, Gustavo Cerati, Charly García e Fito Páez, mentre fra i musicisti di formazione classica ci sono Martha Argerich e Daniel Barenboim. Accanto al tango vivono la milonga, la chacarera, la zamba, la cueca e il chamamé.
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L’architettura coloniale fiorì nel XVII secolo grazie ad architetti europei, con la sede del consiglio municipale e le cattedrali di Buenos Aires e di Córdoba, dalle facciate monumentali e dagli interni riccamente decorati. Nell’Ottocento le città adottarono uno stile accademico ed eclettico, e ai primi del Novecento risalgono il Palazzo del Congresso e il Teatro Colón di Buenos Aires, opera di Victor Meano, il più prestigioso architetto dell’epoca.
Il primo pittore propriamente argentino è considerato Carlos Morel, seguito da Prilidiano Pueyrredón e da Cándido López, che dipinsero i gauchos e le guerre dell’Argentina pre-moderna. La grande ondata di immigrazione europea legò strettamente la pittura argentina a quella italiana: Eduardo Sívori introdusse il naturalismo e Ángel della Valle raccontò la campagna creola. Fra gli artisti del Novecento spicca Emilio Pettoruti.
Un genere tipicamente argentino di pittura e disegno è il fileteado, inserito nel 2015 fra i patrimoni immateriali dell’umanità dell’UNESCO.
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La letteratura argentina nasce d’importazione, con La Argentina del 1602 del prete spagnolo Martín del Barco Centenera. L’autore che segnò l’inizio di una letteratura nazionale fu Esteban Echeverría, passato dal romanticismo francese al realismo con il racconto Il mattatoio.
L’Ottocento vide imporsi Domingo Faustino Sarmiento, scrittore, giornalista ed educatore, autore del Facundo, e soprattutto José Hernández, il massimo rappresentante della letteratura gauchesca, il cui poema epico Martín Fierro del 1872 espresse lo spirito del mondo rurale in un linguaggio semplice e quasi dialettale.
Il Novecento ha dato all’Argentina alcuni dei nomi più grandi della letteratura mondiale: Jorge Luis Borges, Julio Cortázar, Roberto Arlt, Adolfo Bioy Casares, Manuel Puig, Ernesto Sabato, Victoria e Silvina Ocampo, e nella poesia Alfonsina Storni e Oliverio Girondo. Nel fumetto, Quino ha creato nel 1964 Mafalda.
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Il cinema argentino è stato fra i primi dell’America Latina, e le prime proiezioni cinematografiche del Paese si tennero a Buenos Aires.
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Lo sport più seguito e praticato è il calcio. La nazionale argentina ha vinto tre Coppe del Mondo, nel 1978, nel 1986 e nel 2022, ed è prima fra le sudamericane per Coppe America vinte, sedici; ha conquistato anche due ori olimpici e sei mondiali Under 20, un record assoluto. È argentino il calciatore che molti considerano il più grande di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, e lo è anche Lionel Messi.
La pallacanestro è molto diffusa: la nazionale ha vinto il primo campionato mondiale, nel 1950, e l’oro olimpico ad Atene 2004, e ha dato all’NBA uno dei suoi mancini più forti, Emanuel Ginóbili. Nel rugby l’Argentina è stabilmente fra le prime nazioni del mondo, con il terzo posto alla Coppa del Mondo del 2007, e dal 2012 partecipa al torneo intercontinentale con Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica.
Nel tennis il Paese ha una tradizione antica, da Guillermo Vilas a Gabriela Sabatini fino a Juan Martín del Potro, e ha vinto la Coppa Davis nel 2016. Nell’hockey su prato la nazionale femminile è stata due volte campione del mondo e quella maschile ha vinto l’oro a Rio 2016. Nei motori il nome più grande è Juan Manuel Fangio, cinque volte campione del mondo di Formula 1 negli anni cinquanta.
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Lingua
Il nome Argentina deriva dal latino argentum, argento, ed è legato alla leggenda della Sierra del Plata che circolava fra i primi esploratori europei della regione.
Fonte: Argentina (Wikipedia, it)
Storia
Il nome Argentina apparve stampato per la prima volta su una mappa veneziana del 1536.
Fonte: Argentina (Wikipedia, it)
Storia
Juan Díaz de Solís chiamò l’estuario del Río de la Plata «Mar Dulce», il mare dolce.
Fonte: Argentina (Wikipedia, it)
Società
La Costituzione argentina riconosce come ufficialmente validi quattro nomi del Paese, fra cui Provincie Unite del Río de la Plata e Confederazione Argentina.
Fonte: Argentina (Wikipedia, it)
Record
L’Argentina è il Paese di lingua spagnola più esteso del mondo e l’ottavo Stato del pianeta per superficie.
Fonte: Argentina (Wikipedia, it)
Record
Il Cerro Aconcagua, con 6962 metri, è la montagna più alta delle Americhe, dell’emisfero meridionale e dell’emisfero occidentale, e la più alta fuori dal sistema himalayano.
Fonte: Argentina (Wikipedia, it)
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Fotografie
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.