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L’Uruguay, ufficialmente Repubblica Orientale dell’Uruguay, in riferimento alla posizione geografica che il territorio occupava nella Confederazione delle Province Unite del Rio della Plata, è uno Stato dell’America meridionale. Ha una superficie di 176 220 chilometri quadrati e 3 431 932 abitanti; la capitale è Montevideo.
Confina a nord-est e nord con il Brasile, a sud-ovest e ovest con l’Argentina, a sud con il Río de la Plata e a est con l’Oceano Atlantico. L’Uruguay è una repubblica presidenziale e la lingua ufficiale è lo spagnolo.
Si presume che il territorio fosse abitato fin dal settimo millennio avanti Cristo da piccoli gruppi di popolazioni nomadi; la prima popolazione stanziale furono i Charrúa. La storia ufficiale inizia nel 1516, quando secondo le cronache spagnole Juan Díaz de Solís raggiunse la foce del Río de la Plata.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Uruguay è il terzo Stato più piccolo dell’America meridionale, dopo Trinidad e Tobago e Suriname; a nord confina per novecentottantacinque chilometri con il Brasile e a ovest per cinquecentosettantanove con l’Argentina, mentre lo sviluppo costiero è pari a seicentosessanta chilometri.
Il territorio è situato in una fascia di transizione dalla pampa argentina alle parti collinari del Brasile meridionale: gran parte del Paese si trova su un vasto bassopiano con rare formazioni collinari che difficilmente arrivano ai cinquecento metri sul livello del mare. Il punto più elevato è il Cerro Catedral, con 514 metri, e solo il dieci per cento circa del territorio supera i duecento metri.
L’Uruguay è un Paese ricco di acqua, e i suoi confini a est, a sud e a ovest sono delimitati da importanti fiumi o tratti di mare. Il Rio Negro attraversa l’intero Paese da nordest a ovest prima di sfociare nel Río Uruguay, e uno sbarramento sul suo corso ha creato l’Embalse del Río Negro, il più grande lago artificiale del Sudamerica.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nella parte settentrionale del Paese il clima è subtropicale, mentre a sud è mediterraneo, offrendo condizioni meteorologiche molto simili a quelle di Italia e Spagna.
La temperatura media annua è pari a 17,5 gradi: il mese più caldo è gennaio, con una temperatura media di ventuno gradi, mentre quello più freddo è giugno, con una media di sei gradi.
Le precipitazioni sono distribuite nell’anno e vanno da una media di mille millimetri fino ai millequattrocento nella parte settentrionale del Paese; il semestre invernale è solitamente più asciutto di quello estivo. In inverno sono frequenti intensi venti freddi da sud-ovest, chiamati Pamperos, che colpiscono l’area costiera.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
dipartimento di Artigas · dipartimento di Canelones · dipartimento di Cerro Largo · dipartimento di Colonia · dipartimento di Durazno · dipartimento di Flores · dipartimento di Florida · dipartimento di Lavalleja · dipartimento di Maldonado · dipartimento di Montevideo · dipartimento di Paysandú · dipartimento di Río Negro · dipartimento di Rivera · dipartimento di Rocha · dipartimento di Salto · dipartimento di San José · dipartimento di Soriano · dipartimento di Tacuarembó · dipartimento di Treinta y Tres
Stato attuale dal 1825
VII millennio a.C.
Si presume che il territorio dell’attuale Uruguay fosse abitato da piccoli gruppi di popolazioni nomadi.
prima del 1516
L’unica popolazione documentata che abbia abitato l’attuale Uruguay prima della colonizzazione europea fu quella dei Charrúa, piccola tribù spinta a sud dai Guaraní del Paraguay.
1516
Secondo le cronache spagnole Juan Díaz de Solís raggiunse la foce del Río de la Plata scoprendo il Paese; la versione portoghese vuole che la foce fosse stata scoperta due anni prima da esploratori portoghesi.
1603
Gli spagnoli introdussero i bovini, il cui allevamento divenne una fonte di ricchezza economica molto importante.
1624
Il primo insediamento permanente fu quello di Soriano, sul Río Negro, fondato dagli spagnoli.
1669–1671
I portoghesi costruirono un forte, mentre la colonizzazione spagnola diveniva sempre più estesa, soprattutto con l’intento di limitare l’espansione delle frontiere portoghesi del Brasile.
1726
Gli spagnoli fondarono la città il 24 dicembre; il suo porto naturale divenne in poco tempo un centro di commercio in competizione con Buenos Aires.
1776
Le regioni dell’attuale Uruguay vennero scorporate dal Vicereame del Perù e annesse al Vicereame del Río de la Plata.
1807
All’inizio dell’anno Montevideo fu occupata da un reparto di diecimila soldati inglesi, che lasciarono la città a metà dell’anno.
1811
José Gervasio Artigas, che sarebbe poi diventato l’eroe nazionale uruguaiano, organizzò una rivolta contro la Spagna, che ebbe buon esito.
1816
In seguito all’invasione luso-brasiliana la Provincia Orientale del Río de la Plata fu annessa al Brasile.
1825
Il 25 agosto l’Uruguay si staccò dal Brasile dichiarando l’indipendenza: quella data è oggi la ricorrenza nazionale.
1825–1828
Le Province Unite del Río de la Plata, insieme con la Provincia Oriental, combatterono contro il Brasile; nessuna delle due parti ebbe la meglio.
1828
Promosso dal Regno Unito, rese l’Uruguay uno Stato completamente indipendente.
1830
Fu adottata il 18 luglio.
1839–1852
La scena politica rimase divisa tra i due principali partiti del Paese, i Blancos e i Colorados; l’assedio di Montevideo fu sciolto solo quando l’argentino Urquiza sconfisse Oribe, e nel 1852 la guerra terminò.
1857
Fu aperta a Montevideo, in un periodo di forte sviluppo di infrastrutture e trasporti.
1860–1868
Gli immigrati passarono dal quarantotto per cento della popolazione nel 1860 al sessantotto per cento nel 1868.
1864–1870
La coalizione formata da Argentina, Brasile e Uruguay combatté contro il Paraguay.
1870
Blancos e Colorados, esausti, trovarono un accordo: i Colorados avrebbero ottenuto il controllo di Montevideo e della regione costiera, i Blancos le zone interne e agricole.
1879
La popolazione totale era di 438 000 abitanti, un quarto dei quali concentrati a Montevideo.
1907–1909
Nel 1907 fu legalizzato il divorzio, uno dei primi al mondo, e nel 1909 l’istruzione religiosa fu bandita dalle scuole statali.
1903–1915
Presidente dal 1903 al 1907 e di nuovo dal 1911 al 1915, pose le basi per lo sviluppo politico moderno dell’Uruguay con estese riforme politiche, economiche e sociali, fra cui un programma di assistenza sociale.
1917–1919
La carta, scritta nel 1916, sanciva una separazione completa tra Stato e Chiesa e sostituì nel 1919 quella del 1830, dopo quasi novant’anni.
1924 e 1928
La Nazionale di calcio vinse il torneo olimpico a Parigi e poi ad Amsterdam, quando ancora non esisteva il mondiale di calcio.
1930
L’Uruguay ospitò e vinse la prima edizione assoluta del campionato del mondo di calcio, battendo in finale l’Argentina.
1942
Tramite decreto venne imposto lo studio obbligatorio dell’italiano nelle scuole superiori uruguaiane.
1950
L’Uruguay vinse il suo secondo titolo mondiale in casa dei rivali brasiliani, in un incontro passato alla storia con quel nome.
1965
L’Uruguay fu il primo Stato al mondo a riconoscerlo; nello stesso anno la svalutazione monetaria causò proteste e agitazioni.
1967
Entrò in vigore il 15 febbraio la carta tuttora vigente, poi modificata nel 1997.
1973
Il 27 giugno Juan María Bordaberry guidò un colpo di Stato militare: sciolse il parlamento, represse le proteste e mise fuori legge i partiti di sinistra.
1973–1984
I media vennero censurati o vietati, il movimento sindacale fu distrutto e tonnellate di libri furono bruciate dopo la messa al bando delle opere di alcuni scrittori; le persone schedate come oppositori del regime furono escluse dal servizio civile e dall’istruzione.
1980
Il regime subì una chiara sconfitta al referendum sulla modifica della costituzione: il 57,2 per cento dei voti fu contrario.
1984
Dopo una protesta generale durata ventiquattro ore i militari annunciarono il ritorno del potere ai civili.
1985–1990
Il candidato dei Colorados guidò un governo di unità nazionale volto alla ricostruzione del Paese, ma fece anche approvare l’amnistia per le violazioni dei diritti umani perpetrate dai militari durante la dittatura.
1991
L’Uruguay è uno dei membri fondatori dell’organizzazione sudamericana; nello stesso anno fu istituito il Ministero per l’ambiente.
1992
La politica di privatizzazione fu ampiamente respinta, con il 71,6 per cento contrario alla privatizzazione delle telecomunicazioni.
2004
La coalizione di sinistra riuscì per la prima volta a vincere le elezioni, e Tabaré Vázquez divenne presidente.
2005
Il musicista uruguaiano vinse il premio per la migliore canzone originale con Al otro lado del río.
2008
L’Uruguay fu il primo Stato dell’America Latina a legalizzarle.
2013
Il Paese fu il terzo in Sudamerica a legalizzarlo; nello stesso periodo fu legalizzato anche l’aborto.
2014
Il 19 giugno venne lanciato ANTELSAT.
2016
Il 9 maggio, per la prima volta, il fabbisogno energetico nazionale è stato coperto interamente da energie rinnovabili.
2024
La coalizione è tornata al potere con il suo candidato, Yamandú Orsi.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il popolamento del territorio procedette a un ritmo molto lento, perché il Paese non aveva risorse minerarie tali da attrarre i conquistadores spagnoli: l’espansione demografica iniziò solo attorno alla metà del diciannovesimo secolo, sviluppandosi ulteriormente dopo l’installazione dei primi stabilimenti per la conservazione della carne, che determinarono un forte flusso di immigrazione dall’Europa.
Attualmente la popolazione è composta prevalentemente da discendenti di immigrati di origine europea, provenienti in massima parte dall’Italia, e da amerindi: gli europei sono l’88,2 per cento, di cui circa il quarantaquattro per cento italiani. Il forte flusso migratorio ha influenzato cultura e architettura del Paese e di Montevideo, una città con caratteristiche che richiamano quelle dei grandi centri europei.
Quasi metà della popolazione complessiva vive nell’area metropolitana della capitale, e la densità nella parte meridionale del Paese è sensibilmente più elevata che all’interno. Le popolazioni indigene che vivevano di caccia e raccolta sono state quasi del tutto sterminate dalle malattie portate dagli europei o dalla tratta degli schiavisti portoghesi del Brasile.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale del Paese è lo spagnolo nella sua variante rioplatense, una parlata diffusa anche nella maggior parte dell’Argentina, che presenta alcune sensibili differenze, soprattutto fonetiche, con il castigliano iberico.
Nella parte settentrionale del Paese, al confine con il Brasile, è diffusa una parlata scherzosamente definita portuñol, data la forte influenza del portoghese sia nella pronuncia sia, in misura minore, nelle strutture grammaticali.
Anche la lingua italiana è molto diffusa, soprattutto tra la popolazione oriunda: nel 1942, tramite decreto, venne imposto lo studio obbligatorio dell’italiano nelle scuole superiori uruguaiane.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Uruguay non esiste una religione ufficiale: Chiesa e Stato sono ufficialmente separati ed è garantita la libertà religiosa. Il cattolicesimo è la religione prevalente, con il 45,7 per cento dei fedeli, seguito dai cristiani non cattolici con il nove per cento.
Il 30,1 per cento della popolazione crede nell’esistenza di un dio ma non aderisce ad alcuna religione, mentre il quattordici per cento si dichiara ateo o agnostico. Gli osservatori politici considerano l’Uruguay il Paese più laico delle Americhe.
La Chiesa non vi ha mai rivestito un ruolo preminente, nemmeno in epoca coloniale, osteggiata dalla fiera resistenza delle popolazioni indigene all’evangelizzazione. Dopo l’indipendenza le idee anticlericali si sono rafforzate: già nel 1837 fu riconosciuto il matrimonio civile, nel 1861 lo Stato assunse la gestione dei cimiteri e nel 1909 l’istruzione religiosa fu bandita dalle scuole statali.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Uruguay ha un sistema economico ben sviluppato che, grazie alla stabilità politica e all’opera di ricostruzione nazionale seguite alla dittatura dei militari, è riuscito a crescere notevolmente: la qualità della vita è relativamente alta e sicuramente superiore rispetto alla media dell’America meridionale.
L’economia si basa in buona parte ancora sull’agricoltura: le maggiori colture sono quelle dei cereali, in particolare frumento, riso, mais, orzo e sorgo, cui si aggiungono patate, vite, agrumi e frutta. Prati e pascoli rappresentano all’incirca i tre quarti del territorio, e l’allevamento ovino e bovino sono i più sviluppati, spesso gestiti da grandi aziende dette estancias.
Il settore industriale, quasi completamente concentrato a Montevideo, impiega il sedici per cento della popolazione attiva, mentre il settanta per cento degli occupati lavora nei servizi. Notevoli sono stati gli sforzi per incentrare il terziario verso le tecnologie informatiche, tanto che l’Uruguay è diventato in America Latina il primo esportatore di software.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Uruguay è una repubblica presidenziale in base alla Costituzione del 15 febbraio 1967, modificata nel 1997. Il potere esecutivo è detenuto dal presidente, eletto direttamente e in carica per cinque anni; il potere legislativo appartiene all’Assemblea Generale, composta dalla Camera dei senatori, di trentuno membri, e dalla Camera dei rappresentanti, di novantanove.
Fin dall’indipendenza la scena politica interna è stata dominata fondamentalmente da due partiti, quello dei Blancos e quello dei Colorados: i primi mantenevano un certo grado di influenza nelle zone agricole e campagnole dell’interno, i secondi controllavano la zona costiera e Montevideo.
Secondo la classifica dell’Economist Intelligence Unit l’Uruguay risulta fra i primi venti Paesi al mondo ed è uno dei due dell’America Latina considerati «full democracies»; le relazioni internazionali sono state storicamente guidate dalla neutralità, dal multilateralismo, dal rispetto della sovranità territoriale e dalla fiducia nel ruolo della legge per risolvere le dispute.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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La costituzione del Ministero per l’ambiente risale al 1991. I maggiori rischi ambientali sono legati all’inquinamento dei fiumi, all’erosione dei terreni e alla mancanza di una politica di riciclaggio dei rifiuti.
L’Uruguay ha sviluppato molto lentamente il tema delle aree protette e non sempre è riuscito a organizzarne una gestione efficiente: l’amministrazione delle aree ricade infatti su organismi diversi e non sempre coordinati, condizione che si ripercuote sulle possibilità di valorizzare il ricco patrimonio naturale a disposizione.
Fra le aree di maggior pregio c’è il Parque Nacional Santa Teresa, parco costiero costituito da tremila ettari di foresta, al cui interno si trova anche la Valle della Luna, una radura di sabbia circondata dal bosco dove nelle notti limpide si riflette la luce della luna; gli Humedales del Este, con paludi, lagune e canali, costituiscono invece un vasto ecosistema dichiarato Riserva di biosfera.
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Parco nazionale
Superficie 11 km²

Parco nazionale
Superficie 14 km²

Parco nazionale
Superficie 168 km²

Parco nazionale
Superficie 15 km²

Parco nazionale
Superficie 258 km²
La cucina uruguaiana è caratterizzata soprattutto dalla fusione delle cucine spagnola, italiana e creola.
Si basa principalmente sull’uso della carne, favorita da un patrimonio zootecnico abbondante.
Fra le colture industriali si segnalano quelle dell’olio — lino, girasole, arachidi e soia — oltre a canna e barbabietole da zucchero, per il quale il Paese è autosufficiente.
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Ancora oggi, soprattutto in ambito latinoamericano, si suole denominare charrúa chi presenta nazionalità uruguaiana: per esempio ci si riferisce spesso alla nazionale di calcio come a Los Charrúas.
Il 25 agosto si celebra il Día de la Independencia, il Giorno dell’indipendenza dal Brasile: in quella data, nel 1825, i Trentatré Orientali dichiararono l’indipendenza dell’Uruguay.
I due partiti storici presero il loro nome dalle fasce che indossavano: quelle dei Colorados erano blu, ma visto che furono scolorite dal sole sostituirono questo colore con il rosso.
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In campo musicale, nel ventesimo secolo, si ricorda la figura di Alfredo Zitarrosa.
Da ricordare anche Jorge Drexler, interprete della canzone Al otro lado del río, premiata con l’Oscar alla migliore canzone originale nel 2005.
Il mate, la bevanda condivisa, accompagna la vita quotidiana e le occasioni di socialità uruguaiane.
Sintesi · Fonte: Uruguay (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il ricco patrimonio culturale dell’Uruguay è testimoniato anche dalla presenza di alcuni siti inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità.
Nei luoghi abitati dai Charrùas, come a Chamangá, sono stati trovati antichi esempi di arte murale, con raffigurazioni di varia natura effettuate all’interno di caverne.
Il forte flusso migratorio dall’Europa ha influenzato l’architettura del Paese e della capitale: è stato notato come Montevideo somigli a città come Tel Aviv o Barcellona.
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Nel Settecento e nell’Ottocento i componimenti poetici furono perlopiù di stile accademico, ma è degna di nota l’opera di poeti come Bartolomé Hidalgo, le cui opere ricordavano il mondo gaucho. Nonostante la notevole diffusione del romanticismo, non vi furono scrittori di rilievo nell’Ottocento, tranne Juan Zorrilla de San Martín, che scrisse il poema Tabaré.
Altro scrittore di rilievo a livello internazionale, nel corso del ventesimo secolo, fu Juan Carlos Onetti, mentre tra le scrittrici e poetesse spicca Juana de Ibarbourou. Molti poeti furono esiliati durante la dittatura e una volta finita poterono tornare in patria: fu il caso di Eduardo Galeano e di Mario Benedetti.
Da notare il ruolo determinante delle donne nella poetica uruguaiana: poetesse di rilievo sono Amanda Berenguer, Idea Vilariño, Marosa di Giorgio e Cristina Carneiro.
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Tra il ventesimo e il ventunesimo secolo, fra le personalità del cinema uruguaiano, spicca China Zorrilla.
Tra i registi si ricorda Álvaro Brechner, il cui film Una notte di 12 anni ha ricevuto vari premi internazionali.
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Lo sport più popolare in Uruguay è il calcio. La Celeste, così è chiamata dai tifosi la nazionale, è una delle più prestigiose squadre nazionali del mondo, avendo vinto due titoli mondiali: nel 1930, nella prima edizione assoluta disputata in casa, e nel 1950 in casa dei rivali brasiliani, in un incontro passato alla storia col nome di Maracanazo.
Ha vinto anche due ori olimpici, nel 1924 e nel 1928, quando ancora non esisteva il mondiale di calcio. Un posto di primo piano tra i calciatori spetta a Juan Alberto Schiaffino, e ancora ad Alcides Ghiggia, José Leandro Andrade, Héctor Scarone, Enzo Francescoli e Óscar Tabárez, mentre il capocannoniere della Nazionale è Luis Suárez.
La prima medaglia olimpica dell’Uruguay è proprio l’oro conquistato dalla Nazionale di calcio ai Giochi di Parigi 1924; alle Olimpiadi il Paese ha totalizzato due medaglie d’oro, due d’argento e sei di bronzo.
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Lingua
Il nome ufficiale Repubblica Orientale dell’Uruguay si riferisce alla posizione geografica che il territorio occupava nella Confederazione delle Province Unite del Rio della Plata.
Fonte: Uruguay (Wikipedia, it)
Record
L’Uruguay è il terzo Stato più piccolo dell’America meridionale, dopo Trinidad e Tobago e Suriname.
Fonte: Uruguay (Wikipedia, it)
Cultura
Ancora oggi si suole denominare charrúa chi presenta nazionalità uruguaiana: per esempio ci si riferisce spesso alla nazionale di calcio come a Los Charrúas.
Fonte: Uruguay (Wikipedia, it)
Storia
La popolazione dei Charrúa non superava un numero compreso tra le cinquemila e le diecimila unità.
Fonte: Uruguay (Wikipedia, it)
Cultura
Nei luoghi abitati dai Charrùas, come a Chamangá, sono stati trovati antichi esempi di arte murale realizzati all’interno di caverne.
Fonte: Uruguay (Wikipedia, it)
Storia
La fiera resistenza della popolazione locale, insieme all’apparente assenza di oro e argento, limitò molto gli insediamenti spagnoli in Uruguay nei secoli sedicesimo e diciassettesimo.
Fonte: Uruguay (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.