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Il Perù, ufficialmente Repubblica del Perù, è uno Stato dell’America meridionale. Confina a nord con l’Ecuador, a nord-est con la Colombia, a est con il Brasile, a sud-est con la Bolivia e a sud con il Cile, ed è bagnato a ovest dall’oceano Pacifico.
È un Paese megadiverso, con habitat che vanno dalle pianure aride della costa del Pacifico alle vette delle Ande, che lo attraversano da nord a sud-est, fino alle foreste tropicali del bacino amazzonico a est. Ha una popolazione di circa 33,7 milioni di abitanti su una superficie di 1 285 220 chilometri quadrati, il che ne fa il diciannovesimo Paese più esteso al mondo e il terzo del continente.
Il territorio peruviano ospitò antiche culture straordinarie, dalla civiltà di Caral, la più antica d’America e una delle cinque culle della civiltà, fino all’Impero inca, l’entità statale più estesa del periodo precolombiano. L’Impero spagnolo conquistò la regione nel XVI secolo e vi stabilì un vicereame che comprendeva la maggior parte delle colonie sudamericane, con capitale Lima; il Perù proclamò l’indipendenza nel 1821.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Cordigliera delle Ande corre parallela all’oceano Pacifico e separa le tre regioni con cui tradizionalmente si descrive il Paese. La Costa, a ovest, è una stretta pianura in gran parte arida, con l’eccezione delle valli create dai fiumi stagionali.
La Sierra è la regione andina, fatta di altopiani con vette che superano spesso i seimila metri: la più alta è il monte Huascarán, con 6768 metri. Le Ande centrali raggiungono qui la loro massima larghezza, con diverse dorsali parallele separate dall’altopiano andino. La Selva è invece un vastissimo bassopiano attraversato da grandi fiumi come il Marañón e l’Ucayali, che danno origine al Rio delle Amazzoni: è ricoperta da foreste impenetrabili ed è la zona meno abitata del Paese, con meno di un abitante per chilometro quadrato.
Il Perù contiene il 3,7 per cento di tutta l’acqua dolce del pianeta. I suoi bacini idrografici principali sono tre: quello del Rio delle Amazzoni, a est delle Ande, quello del Pacifico e la conca del lago Titicaca, al confine con la Bolivia. Il Titicaca è il secondo lago più vasto dell’America meridionale e il più alto lago navigabile del mondo, a 3800 metri sul livello del mare.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
A differenza di altri Paesi vicini all’equatore, il Perù non ha un clima tropicale in tutte le sue regioni: le alte montagne andine e la corrente di Humboldt determinano una grande diversità climatica.
La costa, fino ai duemila metri, ha un clima subtropicale arido: nonostante la latitudine tropicale, vi soffiano spesso i venti antartici della corrente di Humboldt, secca e fredda, il che rende le piogge quasi assenti — meno di duecento millimetri l’anno — e le temperature più da zona temperata che tropicale, fra i venti e i ventisette gradi. Talvolta El Niño porta correnti più calde e umide, soprattutto nel nord.
Nella sierra, oltre i mille metri, il clima è temperato, con temperature attorno ai venti gradi e precipitazioni fra i cinquecento e i 1200 millimetri; sopra i tremila metri i valori si avvicinano allo zero. In Amazzonia, invece, il clima è caldo e piovoso, con temperature fra i venticinque e i trenta gradi e precipitazioni costantemente attorno ai duemila millimetri l’anno.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1821
32 000 anni fa
I primi reperti della presenza umana in Perù risalgono a trentaduemila anni fa: si trattava di nomadi dediti soprattutto alla caccia.
4000 a.C.
Le popolazioni cominciarono a dedicarsi all’agricoltura e a creare comunità stabili, soprattutto lungo la linea costiera.
3000 a.C.
Si sviluppò la cultura di Caral, la più antica d’America e una delle cinque culle della civiltà.
1000–300 a.C.
Si svilupparono la tessitura e l’agricoltura come fonte stabile di sostentamento, e cominciò l’epoca dei Chavin, con i primi usi dei metalli, rame e oro.
300 a.C. – 600 d.C.
Il declino dello stile Chavin lasciò spazio a culture locali come quelle Salinar, Paracas, Moche e Nazca.
600–1000
Il Medio orizzonte vide l’ascesa dei Wari, il primo popolo espansionista di cui si abbia notizia nella zona delle Ande.
XIII secolo
Cominciò la storia degli Inca e del Regno di Cuzco, che si trasformò in breve nell’impero chiamato Tahuantinsuyo: probabilmente la civiltà più importante della regione andina.
1530
Dopo la divisione dell’impero fra i figli di Huayna Cápac, Atahualpa sconfisse il fratello Huáscar e riunificò il Tahuantinsuyo sotto di sé.
1532–1537
L’impero degli Inca finì con la cattura di Atahualpa da parte di Francisco Pizarro; la conquista fu completata nel 1537.
1535
La capitale della nuova colonia venne spostata da Cuzco, giudicata troppo interna, nella nuova città di Lima.
1536–1544
Manco Inca Yupanqui tentò di riconquistare l’indipendenza, ma dovette ritirarsi a Vilcabamba, nella giungla, dove fu ucciso nel 1544.
1542
Venne istituito il vicereame, il cui territorio comprendeva buona parte del Sudamerica; il primo viceré fu nominato nel 1544.
1551
Fu fondata a Lima la Universidad Nacional Mayor de San Marcos, la prima università del continente.
1572
Francisco de Toledo organizzò il vicereame, introdusse l’Inquisizione, ridusse il potere delle encomienda e il lavoro forzato a scapito dei nativi, fece costruire fortezze e ponti e pose fine allo Stato di Vilcabamba facendo giustiziare il sovrano inca Túpac Amaru.
1750
La disputa con i portoghesi venne risolta con un trattato che trasferì gran parte della regione amazzonica dal vicereame del Perù al Portogallo.
1780
Túpac Amaru II si pose a capo di oltre novantamila indios, ma l’insurrezione fu soffocata nel sangue; nel XVIII secolo si accesero in tutto quattordici rivolte.
1821
Il 28 luglio il generale José de San Martín, al comando della Spedizione di Liberazione del Perù proveniente dal Cile, dichiarò l’indipendenza del Paese.
1824
Sotto il comando di Simón Bolívar l’esercito realista del Perù fu definitivamente sconfitto, e in dicembre il generale Antonio José de Sucre batté le truppe spagnole nella battaglia di Ayacucho.
1836–1839
La Bolivia invase il Perù per formare una confederazione fra i due Paesi, che ebbe fine con l’intervento militare del Cile.
1860
Ramón Castilla, salito al potere nel 1845, promulgò la prima Costituzione democratica del Perù.
1864–1866
Il Perù, affiancato da Ecuador, Bolivia e Cile, combatté contro la Spagna per il possesso delle isole Chincha.
seconda metà dell’Ottocento
Oltre centomila italiani si trasferirono a Lima e dintorni, dando vita alla comunità degli italo-peruviani.
1885
Il medico peruviano morì per la malattia che aveva studiato su se stesso e che porta il suo nome; il 5 ottobre, in suo onore, si celebra il Giorno della medicina peruviana.
1913
Il compositore Daniel Alomía Robles firmò il brano destinato a diventare la canzone simbolo del Perù.
1919
Augusto Leguía y Salcedo instaurò una dittatura militare, la prima di una lunga serie.
1939 e 1975
La nazionale di calcio peruviana vinse il torneo continentale nel 1939 e di nuovo nel 1975.
1959
Il tennista peruviano raggiunse la finale di tre tornei del Grande Slam, vincendo gli Open d’Australia e Wimbledon.
anni settanta
Il movimento apparve nelle università: molti studenti, di origine contadina, tornarono poi nelle proprie comunità e vi organizzarono comitati locali, favoriti dall’abbandono delle zone rurali da parte dello Stato.
1980–2000
Lo Stato peruviano si scontrò con i maoisti di Sendero Luminoso e con il Movimiento Revolucionario Túpac Amaru; il conflitto causò decine di migliaia di morti, principalmente nelle zone andine di lingua quechua.
1992–2000
Eletto nel 1990, Alberto Fujimori compì il 5 aprile 1992 un colpo di Stato sciogliendo il Parlamento; ottenne una nuova costituzione nel 1993, ridusse fortemente l’inflazione ma non la povertà, e nel novembre 2000 lasciò il Paese rinunciando alla presidenza via fax dal Giappone.
1997–2013
Il 15 maggio 1997 Carlos Noriega divenne il primo astronauta peruviano e latinoamericano a viaggiare nello spazio con la NASA; il 21 novembre 2013 fu lanciato PUCP-Sat 1, il primo satellite peruviano.
2003
La Commissione creata nel 2000 concluse i propri lavori stabilendo il bilancio del conflitto interno; nello stesso anno il Cienciano vinse la Copa Sudamericana, unico titolo internazionale di un club peruviano.
2010
Mario Vargas Llosa ricevette il Premio Nobel per la letteratura; nello stesso anno Il canto di Paloma di Claudia Llosa fu il primo film peruviano candidato all’Oscar.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Perù è il quarto Paese più popolato del Sudamerica, con una densità di ventidue abitanti per chilometro quadrato. Il 54,6 per cento della popolazione vive sulla costa, il 32 per cento nella regione andina e il restante 13,4 per cento nella selva amazzonica; la popolazione urbana è il 76 per cento del totale.
È un Paese multietnico, formato dalla combinazione di diverse etnie nell’arco degli ultimi cinque secoli. Le popolazioni indigene vissero qui per millenni prima della conquista spagnola, ma le epidemie portate dagli europei, le guerre e i massacri dei conquistadores le ridussero drasticamente: dai nove milioni di abitanti stimati nel 1520 ai circa 600 000 del 1620. Durante il viceregno arrivarono numerosi spagnoli e africani, cui dopo l’indipendenza si aggiunse una graduale immigrazione europea, soprattutto da Italia, Spagna, Inghilterra, Germania e Francia.
Il Perù resta però uno dei Paesi più diseguali al mondo: l’uno per cento della popolazione detiene il trenta per cento della ricchezza.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua spagnola è parlata dall’84,1 per cento della popolazione peruviana.
Le altre due lingue ufficiali sono il quechua, parlato dal 13,7 per cento degli abitanti, e l’aymara, parlato dall’1,7 per cento.
Nel Paese si parlano anche altre lingue native americane, i cui locutori rappresentano complessivamente l’1,2 per cento della popolazione.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Perù la religione principale è il cattolicesimo: in base al censimento del 2007 l’81,3 per cento della popolazione sopra i dodici anni si considera di fede cattolica.
Gli evangelici sono il 12,5 per cento, mentre il 3,3 per cento appartiene ad altre religioni e il restante 2,9 per cento non lo specifica.
Accanto alle confessioni cristiane sopravvive l’eredità della religione inca, fatta di leggende e miti che conservano una rilevanza culturale importante.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Perù è un Paese in via di sviluppo con un alto indice di sviluppo umano, un reddito medio-alto e un tasso di povertà attorno al diciannove per cento. È una delle economie più prospere della regione, con un tasso di crescita medio del 5,9 per cento, e ha uno dei tassi di crescita industriale più rapidi del mondo, in media del 9,6 per cento.
Le attività economiche principali sono l’estrazione mineraria, l’agricoltura, la pesca e la produzione di tessili, cui si aggiungono settori in crescita come le telecomunicazioni e le biotecnologie.
La povertà resta però un problema strutturale, e la disuguaglianza è fra le più alte del mondo: l’uno per cento della popolazione detiene il trenta per cento della ricchezza nazionale.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Perù è una repubblica presidenziale democratica rappresentativa, suddivisa in venticinque regioni cui si aggiunge la provincia di Lima, che non appartiene ad alcuna regione; le regioni sono a loro volta divise in 195 province e in 1832 distretti. È considerato uno Stato «libero» da Freedom House ed è membro attivo della Cooperazione Economica Asia-Pacifico, dell’Alleanza del Pacifico e dell’Organizzazione mondiale del commercio.
La storia repubblicana è stata segnata da una lunga instabilità. Nel 1845 salì al potere Ramón Castilla, il primo a promulgare, nel 1860, una Costituzione democratica; nel 1919 Augusto Leguía y Salcedo instaurò una dittatura militare, la prima di una lunga serie, e nel 1948 un colpo di Stato militare portò al potere Manuel Arturo Odría, che dichiarò fuorilegge i partiti politici.
Fra il 1980 e il 2000 lo Stato peruviano si scontrò con due gruppi armati di sinistra, i maoisti di Sendero Luminoso e il Movimiento Revolucionario Túpac Amaru. La Commissione di verità e riconciliazione, creata nel 2000, concluse nel 2003 che quel conflitto interno aveva causato settantamila morti, principalmente nelle zone andine di lingua quechua; uno studio del 2019 ha contestato quella cifra, stimando 48 000 uccisioni e attribuendone allo Stato una quota significativamente maggiore rispetto a Sendero Luminoso.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale9.943.800 abitanti
Provincia di Lima

428.450 abitanti
Provincia di Cusco

1.008.290 abitanti
Provincia di Arequipa

919.899 abitanti
La Libertad

537.377 abitanti
Provincia di Callao

377.609 abitanti
Provincia di Maynas

552.508 abitanti
Lambayeque

473.025 abitanti
Provincia di Piura
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Sito archeologico

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Museo

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Gli habitat più importanti del Perù sono le foreste di arbusti e le praterie montane — i paramos al nord e le punas al centro e al sud —, le foreste nebulari, le foreste pluviali e il deserto. Il Paese ha aderito ai principali trattati internazionali sull’ambiente, dalla protezione delle zone umide alla tutela delle specie a rischio di estinzione.
Si stima che in Perù vivano circa quattrocento specie di mammiferi, 1700 di uccelli, cinquecento fra rettili e anfibi e circa duemila di pesci. Gli Inca veneravano tre animali che sono tuttora presenti sul territorio: il giaguaro, il condor e il serpente. Nella foresta amazzonica si trovano il formichiere gigante, il caimano, il tapiro, il bradipo, la lontra, diverse specie di scimmie e il capibara, il roditore più grande del mondo; lungo la costa vivono otarie, foche e balene, oltre a pellicani e cormorani.
Sulle Ande gli animali più celebri sono il lama, l’alpaca e la vigogna, importanti per il commercio della lana. Le aree protette occupano oltre il dieci per cento del territorio nazionale e comprendono parchi nazionali come quello del Huascarán, il Manu, il Rio Abiseo e il Bahuaja-Sonene.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 17.163 km²

Parco nazionale
Superficie 3.400 km²

Parco nazionale
Superficie 2.724 km²

Parco nazionale
Superficie 151.561 km²

Parco nazionale
Superficie 135.319 km²

Parco nazionale
Superficie 1.220 km²

Parco nazionale
Superficie 82 km²

Parco nazionale
Superficie 2.510.694 km²

Parco nazionale
Superficie 1.091.416 km²

Parco nazionale
Superficie 3.060 km²

Parco nazionale
Superficie 47.778 km²

Parco nazionale
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Montagna
Altezza 6.962 m

Montagna
Altezza 6.768 m

Montagna
Altezza 5.825 m
Montagna
Altezza 4.850 m
Montagna
Altezza 5.947 m

Montagna
Altezza 6.757 m

Montagna
Altezza 2.693 m

Montagna
Altezza 6.635 m

Montagna
Altezza 5.597 m

Montagna
Altezza 5.672 m

Montagna
Altezza 6.288 m

Montagna
Altezza 6.384 m
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La mescolanza di tradizioni indigene, spagnole, africane e asiatiche ha prodotto in Perù una delle cucine più varie del continente, riconoscibile in ogni regione per ingredienti e tecniche diverse.
Il piatto più celebre è il ceviche, di pesce crudo marinato, accanto al lomo saltado, che porta in tavola l’influenza cinese, all’ají de gallina, alla papa a la huancaína, alla causa a la limeña, all’anticucho e alla carapulcra.
Fra le specialità più tipiche c’è il cui, il porcellino d’India, servito al forno, fritto o alla griglia, mentre il pollo a la brasa è diventato un classico urbano. Fra le bevande spiccano il pisco, l’acquavite nazionale, e il pisco sour.
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Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto
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La religione inca, fatta di leggende e miti, conserva una rilevanza culturale importante nella vita del Paese, e si intreccia con il calendario delle feste cristiane.
La pratica dello sport in Perù risale all’epoca pre-inca e proseguì con la civiltà inca; con l’arrivo degli spagnoli cambiò radicalmente, e gli eventi sportivi divennero quelli della tradizione europea.
Fra le ricorrenze civili c’è il 5 ottobre, il Giorno della medicina peruviana, istituito in memoria di Daniel Alcides Carrión, il medico del XIX secolo che diede il proprio nome alla malattia che studiò e che lo uccise.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica peruviana ha come caratteristica principale il multiculturalismo: è espressione dei gruppi indigeni quechua e aymara, delle popolazioni amazzoniche e delle comunità arrivate dopo la colonizzazione, spagnole, africane, cinesi, giapponesi e italiane. La sua storia è millenaria e affonda nelle popolazioni pre-incaiche: le testimonianze più significative di strumenti musicali e danze vengono dalla civiltà mochica.
I generi che rispecchiano questa varietà sono moltissimi: il huayno con le sue varianti regionali, i carnavales, i caporales e le morenadas nella zona andina; la marinera, il tondero, i vals, le polke, il festejo e la cosiddetta musica criolla sulla costa; e le danze indigene nell’area amazzonica.
Il Perù è anche una culla di grandi voci liriche: la mitica Yma Sumac, soprano dall’estensione vocale straordinaria; Luigi Alva, considerato il re dei tenori leggeri degli anni cinquanta e sessanta; e Juan Diego Flórez, da molti ritenuto l’erede di Luciano Pavarotti. Al compositore Daniel Alomía Robles si deve El Cóndor Pasa, la canzone simbolo del Paese.
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Il Perù vanta un patrimonio storico e culturale di enorme valore, testimoniato dai numerosi siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità.
In campo pittorico si ricordano Adrián de Alesio, vissuto nel XVII secolo e noto anche come poeta, e Diego Quispe Tito, massimo esponente della scuola di Cuzco; nel XX secolo si sono affermati José Sabogal, Enrique Camino Brent e Camilo Blas, mentre nella scultura spicca Víctor Delfín.
Fra gli artisti peruviani conosciuti all’estero ci sono il fotografo Martín Chambi, che documentò come nessun altro il mondo andino, e gli illustratori Alberto Vargas e Boris Vallejo.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura peruviana ha una tradizione antica: fra XVI e XVII secolo spicca Garcilaso de la Vega, che si occupò delle vicende del popolo inca.
Nel XX secolo si distinsero Clemente Palma, esponente del modernismo, José María Arguedas, Ciro Alegría, Alberto Hidalgo, fra i primi rappresentanti dell’avanguardia peruviana, e José Carlos Mariátegui, uno dei più importanti pensatori marxisti dell’America Latina; fra i poeti la figura più grande è César Vallejo.
Fra XX e XXI secolo emerge Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la letteratura nel 2010 e autore di Conversazione nella Cattedrale. Altri scrittori noti sono Manuel Scorza, Alfredo Bryce Echenique, Julio Ramón Ribeyro e Jaime Bayly.
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Il cinema peruviano ha ottenuto il suo riconoscimento internazionale più importante con la regista Claudia Llosa.
Il suo Il canto di Paloma fu, nel 2010, il primo film peruviano candidato all’Oscar per il miglior film straniero.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è lo sport più praticato in Perù, come in tutto il Sudamerica: si trovano campetti amatoriali in ogni località, anche a quattromila metri di quota. La nazionale ha partecipato cinque volte alle fasi finali della Coppa del Mondo, l’ultima nel 2018 dopo trentasei anni di assenza, e ha vinto due volte la Coppa America, nel 1939 e nel 1975.
A livello di club nessuna squadra peruviana ha vinto la Coppa Libertadores: il Club Universitario de Deportes arrivò in finale nel 1972 e lo Sporting Cristal nel 1997. L’unica ad aver conquistato un titolo internazionale è il Cienciano, vincitore della Copa Sudamericana nel 2003 e della Recopa Sudamericana nel 2004. Il calciatore peruviano più grande di tutti i tempi è universalmente considerato Teófilo Cubillas.
Nel tennis il Paese ha avuto Alex Olmedo, che nel 1959 raggiunse la finale di tre tornei del Grande Slam vincendo gli Open d’Australia e Wimbledon, e Luis Horna, che nel 2008 vinse il doppio al Roland Garros in coppia con l’uruguaiano Pablo Cuevas: furono la prima coppia sudamericana a riuscirci.
Sintesi · Fonte: Perù (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Lingua
Il nome Perù deriva da viru, un fiume locale che scorreva vicino al Golfo di San Miguel: quando Francisco Pizarro raggiunse le regioni più a sud, queste furono chiamate Birú o Perú.
Fonte: Perù (Wikipedia, it)
Record
La civiltà di Caral, sviluppatasi in Perù, è la più antica d’America e una delle cinque culle della civiltà.
Fonte: Perù (Wikipedia, it)
Record
L’Impero inca, chiamato Tahuantinsuyo, fu l’entità statale più estesa del periodo precolombiano.
Fonte: Perù (Wikipedia, it)
Record
Il monte Huascarán, con 6768 metri, è la vetta più alta del Perù.
Fonte: Perù (Wikipedia, it)
Record
Il Titicaca è il secondo lago più vasto dell’America meridionale e il più alto lago navigabile del mondo, a 3800 metri.
Fonte: Perù (Wikipedia, it)
Record
Il Perù contiene il 3,7 per cento di tutta l’acqua dolce del pianeta.
Fonte: Perù (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.