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L’Ecuador, ufficialmente Repubblica dell’Ecuador, è una repubblica presidenziale del Sudamerica con un’estensione territoriale di 283 561 chilometri quadrati e una popolazione di 18 000 388 abitanti. Situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, confina a nord con la Colombia, a est e a sud con il Perù, e a ovest si affaccia sull’oceano Pacifico; è attraversato dall’equatore, da cui prende il nome.
La capitale è Quito, dichiarata Patrimonio dell’umanità nel 1978 perché ha il centro storico meglio conservato e meno alterato dell’America Latina; la città più popolata è Guayaquil, mentre Cuenca, la terza città più popolata, è anch’essa Patrimonio dell’umanità perché è un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo.
Fa parte dell’Ecuador anche l’arcipelago delle isole Galápagos, situato a circa mille chilometri dalla costa e particolarmente ricco di specie endemiche, che nel diciannovesimo secolo furono profondo oggetto di studio del naturalista britannico Charles Darwin.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Da un punto di vista geografico si possono distinguere quattro regioni con caratteristiche molto differenti: la Costa, la Sierra, l’Oriente e la regione insulare, che comprende le isole Galápagos.
La costa è caratterizzata da una fascia di pianure costiere di origine alluvionale seguita, inoltrandosi nell’interno, dalla catena montuosa della Cordillera Costanera. La parte centrale del paese è attraversata da nord a sud dalla Cordigliera delle Ande: questo territorio montagnoso, costituito da numerosi altopiani, è chiamato la Sierra, ed è formato da due catene parallele separate da un’ampia vallata la cui altezza media supera i duemila metri.
È chiamata Oriente la zona costituita dalle pianure del bacino del Rio delle Amazzoni situate a est delle Ande: in quest’estesa area, poco meno del cinquanta per cento della superficie complessiva dello Stato, vive poco meno del cinque per cento della popolazione totale, ed è ricoperta da un’impenetrabile foresta pluviale.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nonostante il territorio ecuadoriano non sia particolarmente vasto, esiste una diversa varietà di climi: esistono quattro diverse regioni climatiche, con climi e stagioni contrastanti tra loro, condizionati dall’altitudine e dalle correnti oceaniche, mentre l’insolazione, trovandosi all’equatore, rimane la stessa durante tutto l’anno. Le stagioni sono solamente due e vengono contraddistinte dall’abbondanza e dalla frequenza delle precipitazioni.
La costa è caratterizzata da un clima tropicale e una temperatura media di venticinque gradi: la stagione umida va da dicembre a maggio, mentre la stagione secca va da giugno a novembre, periodo nel quale spirano correnti più fredde e secche provenienti da sud, ossia la corrente di Humboldt. La sierra ha un clima più fresco dovuto all’altitudine, con temperature che oscillano mediamente tra gli otto e i venti gradi.
L’Oriente ha un clima caldo-umido, con temperature medie di venticinque gradi e precipitazioni presenti pressoché tutto l’anno. Le isole Galápagos hanno un clima più stabile delle regioni continentali, con temperature costantemente comprese tra i ventidue e i trentadue gradi.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1840
11 000 anni fa
Le prime tracce di presenza umana sul territorio si riferiscono a piccoli gruppi di cacciatori e raccoglitori, dei quali sono stati ritrovati manufatti in basalto, selce e ossidiana.
3500–1800 a.C.
Dalla cultura di Las Vegas, insediatasi nelle piane costiere del Pacifico, originò quella di Valdivia.
1900–1500 a.C.
Comparve questa cultura, forse derivata da quella di Valdivia ma che rispetto a essa mostrava segni di avanzamento.
500
Vissero nella sierra dell’Ecuador centro-meridionale a partire da questo periodo.
800–1500
Occupava le zone costiere ed era dedita in particolar modo alla pesca; furono i primi indigeni a incontrare gli europei, stupiti dalla loro abilità di navigare con barche a vela adatte al trasporto di pesanti carichi.
1460
Quando l’Impero inca arrivò in Ecuador i Cañari rifiutarono la sottomissione e, dopo una cruenta battaglia, furono massacrati dall’esercito di Túpac Yupanqui.
XV secolo
In terra ecuadoriana gli Inca rifondarono la città, l’attuale Cuenca, che elessero a centro amministrativo del nord del loro impero.
1526
Arrivarono gli spagnoli guidati da Francisco Pizarro, che trovarono una società dilaniata dalla guerra civile.
1530
Dopo la divisione dell’impero fra i figli di Huayna Capac, Atahualpa sconfisse il fratello Huáscar riunificando l’impero; tuttavia i conquistadores spagnoli erano ormai alle porte.
1532
Il 16 novembre gli spagnoli presero di sorpresa gli Inca disarmati: Atahualpa venne catturato e si salvò momentaneamente promettendo di riempire d’oro gli spagnoli in cambio della vita.
1535
Il condottiero, che aveva nascosto l’oro destinato al riscatto di Atahualpa e incendiato Quito prima di lasciarla agli spagnoli, fu torturato e ucciso assieme ai suoi compagni di battaglia.
1538
Sono citate almeno quattro fondazioni della città, anche se quella ritenuta ufficiale è a opera di Francisco de Orellana.
1548–1606
Loja e Cuenca furono fondate rispettivamente nel 1548 e nel 1557, mentre l’ultima città importante fondata dagli spagnoli fu Ibarra, nel 1606.
1563
Quito divenne sede di un distretto amministrativo spagnolo incluso dapprima nel Vicereame del Perù e in seguito in quello di Nuova Granada.
1586–1709
Guayaquil fu più volte attaccata: prima Thomas Cavendish, poi il francese Jacques L’Hermite, quindi gli inglesi con William Dampier; l’ultimo assalto avvenne nel 1709, quando il pirata se ne andò anticipatamente perché in città si diffuse la peste.
1809
Il 10 agosto scoppiò la ribellione a Quito, dove i rivoluzionari instaurarono una Giunta suprema provvisoria; in novembre le truppe spagnole sedarono la rivolta e l’anno successivo i ribelli furono condannati e giustiziati.
1820
Iniziò la guerra d’indipendenza: il poeta e politico José Joaquín de Olmedo venne proclamato Capo della provincia libera, e anche Cuenca, un mese più tardi, si dichiarò indipendente.
1822
Il 24 maggio l’emancipazione dell’Ecuador dalla Spagna arrivò grazie alla vittoria degli indipendentisti al comando di Antonio José de Sucre, luogotenente di Simón Bolívar.
1822–1830
Guayaquil e Cuenca si unirono agli attuali Colombia, Panama e Venezuela, con il nome di Distretto del sud, nella confederazione costituita da Bolívar.
1830
Il paese si separò dalla confederazione ormai disgregata, proclamandosi autonomo con il nome di Ecuador: il 14 agosto, a Riobamba, si riunì la prima assemblea costituente convocata dal generale Juan José Flores.
1875
Il presidente conservatore, che aveva firmato un concordato con la Santa Sede, fu assassinato il 6 agosto durante il suo secondo mandato.
1883
La tensione fra conservatori e liberali culminò in un conflitto che vide contrapposti i conservatori di Quito ai liberali di Guayaquil.
1907–1911
Eloy Alfaro, durante il suo secondo periodo di governo, fece promulgare una nuova e più liberale Costituzione, che stabiliva una decisa separazione tra Stato e Chiesa.
1922
Lo sciopero generale del novembre fu represso nel sangue dall’esercito il 15 novembre, uccidendo diverse centinaia di persone: secondo lo storico Jorge Salvador Lara questa sanguinosa repressione segnò l’inizio delle lotte sindacali in Ecuador.
1926
Fu fondato il Partito Socialista dell’Ecuador, una cui scissione si unì alla Terza Internazionale nel 1931 con il nome di Partito Comunista dell’Ecuador.
1941–1942
Il Perù invase la provincia di El Oro e si innescò un conflitto durato più di un anno, causato dalla scoperta di giacimenti petroliferi nella zona di confine; la pace apparente venne fatta solo con il Protocollo di Rio de Janeiro.
1963–1979
Iniziò un periodo di caos: nel 1963 il presidente fu deposto da una giunta militare e nel 1972 il generale Guillermo Rodríguez Lara instaurò un regime di dittatura, continuato fino al 1979.
1979
Venne eletto presidente Jaime Roldós Aguilera, che riportò nel paese un sistema democratico.
1981
Poco tempo dopo la riapertura della disputa di confine con il Perù, il presidente morì per una misteriosa esplosione dell’aereo sul quale viaggiava.
1988–1992
Durante la presidenza di Rodrigo Borja Cevallos il movimento indigeno ottenne la distribuzione di 1 700 000 ettari di terreno alle popolazioni autoctone, e Borja incentivò anche l’alfabetizzazione e l’educazione bilingue.
1992
Sotto la presidenza di Sixto Durán Ballén l’Ecuador si distaccò dall’organizzazione per decidere in modo autonomo la produzione di petrolio.
1995–1998
L’ennesimo conflitto con il Perù si concluse con l’Atto di Brasilia del 1998, nel quale l’Ecuador rinunciava ad alcune zone in cambio dell’accesso all’Amazzonia, del diritto di navigazione, di due zone franche e di due parchi naturali.
1996
Jefferson Pérez vinse ad Atlanta la prima e unica medaglia d’oro olimpica per l’Ecuador.
2000
La grave crisi dovuta al fallimento del sistema finanziario ecuadoriano, complici la caduta del prezzo del petrolio e il vincolo del governo con banche corrotte, portò alla scomparsa del sucre ecuadoriano.
2003–2007
Il marciatore ecuadoriano vinse tre campionati del mondo consecutivi, unico al mondo a riuscirci nella sua disciplina.
2007
L’Ecuador è stato il primo Paese della regione a formare un proprio programma spaziale senza l’aiuto delle potenze straniere.
2007–2008
Le elezioni per l’Assemblea Costituente, le più complesse nella storia del Paese, portarono alla carta in 444 articoli che riconosce il Buen Vivir e le lingue indie.
2008
La LDU Quito divenne il primo club ecuadoriano a vincere il torneo continentale; nello stesso anno la crisi andina, causata dalle incursioni colombiane in territorio ecuadoriano, creò tensione con la vicina Colombia.
2010
Il 30 settembre migliaia di poliziotti occuparono caserme e luoghi pubblici per protestare contro i tagli agli stipendi; il governo dichiarò lo stato d’emergenza e il presidente Rafael Correa, assediato in ospedale, fu posto in salvo il 1º ottobre da un’incursione delle truppe speciali.
2012–2019
Nel 2012 avvenne una crisi diplomatica senza precedenti con il Regno Unito, a causa della protezione data dall’Ecuador a Julian Assange nella sua ambasciata a Londra; l’11 aprile 2019 l’asilo politico fu revocato.
2019
Il 2 giugno Richard Carapaz divenne il primo ciclista ecuadoriano a vincere un Grande Giro: per la tappa finale il presidente proclamò la trasmissione dell’evento in chiaro sulle televisioni nazionali.
2022
La nazionale di calcio ecuadoriana divenne la prima squadra a battere la squadra ospitante nella partita inaugurale di un campionato del mondo.
2023
Nell’ottobre il candidato di destra vinse il ballottaggio e divenne il nuovo presidente della Repubblica.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione dell’Ecuador è in continua crescita: gli abitanti, che nel 1961 erano poco più di 4,5 milioni, sono stimati essere attorno ai diciotto milioni. Circa due o tre milioni di ecuadoriani sono emigrati all’estero negli anni passati, ma con la crisi dei paesi principali mete degli ecuadoriani l’emigrazione si è arrestata e numerosi sono stati i rientri in patria.
La popolazione è distribuita in modo non omogeneo, poiché solo il cinque per cento occupa la zona coperta dalla foresta pluviale: oltre il sessantuno per cento della popolazione risiede nelle grandi città, e più di cinque milioni e mezzo di persone vivono fra Quito e Guayaquil.
Secondo il censimento del 2010 il 71,9 per cento della popolazione è costituito da meticci, il 7,4 per cento da montubi, etnia mista nella quale si identifica la popolazione dell’interno della costa, il 7,2 per cento dalla comunità afro-ecuadoriana, il sette per cento da etnie indigene che vivono in Ecuador da oltre un millennio e il 6,1 per cento da bianchi.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La maggior parte degli ecuadoriani parla spagnolo, e le varianti parlate differiscono a seconda della regione: nella regione costiera si parla lo spagnolo andino nella sua variante costeña, nella Sierra la variante andina del serrano, mentre nella regione orientale si parla lo spagnolo amazzonico.
La costituzione riconosce ufficialmente anche lingue amerinde come il quechua, lo shuar, lo tsafiki e altre, che vengono usate all’interno dei gruppi indigeni; tra queste la più parlata è il quechua, più propriamente kichwa in Ecuador, diffuso soprattutto nell’area andina.
Secondo il censimento del 2001 lo spagnolo era parlato dal novantaquattro per cento della popolazione, il quechua dal 4,1 per cento e lo shuar dallo 0,55 per cento.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo il censimento del 2012 il 91,95 per cento degli ecuadoriani è credente in una religione, il 7,94 per cento si dichiara ateo e lo 0,11 per cento agnostico.
Dei credenti, l’80,44 per cento si dichiara cattolico e l’11,3 per cento evangelico; altri gruppi religiosi presenti sono i mormoni, i buddisti e gli spiritisti. Il 31,3 per cento degli intervistati afferma di seguire una funzione religiosa almeno una volta alla settimana.
Gli ebrei, arrivati in Ecuador durante la persecuzione da parte dei nazisti, sono per lo più concentrati a Quito; l’unica sinagoga è presente nella capitale ed è stata costruita nel 1938. I musulmani hanno a disposizione quattro moschee in territorio ecuadoriano.
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L’Ecuador ha l’ottava maggior economia nell’America Latina. Il paese ha subito negli ultimi anni una notevole trasformazione, passando da un’economia prevalentemente agricola a una industriale e sviluppata soprattutto nel settore terziario: nel 2012 i servizi incidevano per il 57,6 per cento del prodotto interno lordo, contro il sei per cento dell’agricoltura e il 36,1 per cento dell’industria.
L’Ecuador è il maggior esportatore di banane al mondo; altri prodotti esportati sono i fiori tropicali, il cacao, di cui il Paese è l’ottavo produttore mondiale, il caffè e il palmito, cui si aggiungono riso, canna da zucchero e mais. È anche un grosso esportatore di gamberi.
Il paese è ricco di risorse minerarie oltre a quelle petrolifere: vi sono enormi giacimenti di rame, e anche molibdeno, oro e argento sono presenti in notevoli quantità nel sottosuolo. Le attività industriali sono prevalentemente concentrate a Quito e Guayaquil, con punti di forza nel settore petrolchimico, tessile, farmaceutico e del cemento.
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La nuova Costituzione ecuadoriana comprende 444 articoli e incorpora sia il diritto della cultura indio, tra cui il principio del Buen Vivir — non mentire, non rubare, non oziare — sia la lingua quechua e le altre lingue indie come lingue nazionali; i rappresentanti delle varie etnie indio fecero parte dell’Assemblea Costituente, per la prima volta nella storia del Paese.
La Costituzione definisce la separazione dei poteri in cinque rami: oltre alla funzione legislativa, assegnata all’Assemblea Nazionale, a quella esecutiva, guidata dal Presidente della Repubblica, e alla magistratura, furono istituiti due nuovi rami, la funzione elettorale, amministrata dal Consiglio Nazionale Elettorale, e la funzione di trasparenza e del controllo sociale.
L’Assemblea Nazionale è unicamerale, ha sede a Quito e si compone di centotrentasette membri eletti per quattro anni; da un punto di vista amministrativo l’Ecuador è suddiviso in ventiquattro province, a loro volta suddivise in cantoni, mentre nel 2008 sono state create sette regioni per decentralizzare le funzioni amministrative.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Monumento

Sito archeologico

Luogo di culto
Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo
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L’Ecuador è sede di una notevole biodiversità, fa parte dei diciassette paesi cosiddetti megadiversi e ha la più alta concentrazione di biodiversità per chilometro quadrato. Il bioma della foresta pluviale e della foresta tropicale si estende su gran parte del suo territorio, mentre vicino alla costa è presente la foresta di mangrovie: nella provincia di Esmeraldas, in una zona chiamata Majagual, si trovano le mangrovie più alte del mondo.
Il Parco nazionale Yasuní, che in lingua waorani significa «terra sacra», si estende su un’area di 9820 chilometri quadrati ed è considerato dall’UNESCO Riserva della biosfera: nel suo territorio vivono il popolo Waorani e i gruppi Tagaeri e Taromenane, tribù mai contattate dalla civiltà moderna. Secondo uno studio recente il parco e la zona circostante sono considerati le zone che possiedono la più vasta biodiversità del mondo.
Le isole Galápagos hanno una grande varietà di specie endemiche, un tempo oggetto di studio del celebre naturalista Charles Darwin: la constatazione delle diversità morfologiche enfatizzate delle isole, soprattutto di tartarughe e uccelli terrestri, portò all’elaborazione della rivoluzionaria teoria dell’evoluzione delle specie.
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Parco nazionale
Superficie 2.719 km²

Parco nazionale
Superficie 9.823 km²

Parco nazionale
Superficie 288 km²

Parco nazionale
Superficie 334 km²

Parco nazionale
Superficie 76.651 km²

Parco nazionale
Altezza 3 m

Parco nazionale
Altezza 1.420 m

Parco nazionale
Superficie 2.199 km²

Parco nazionale
Altezza 2.583 m

Parco nazionale
Superficie 481 km²

Parco nazionale
Superficie 4.031 km²

Parco nazionale
Altezza 3.877 m
8 di 12

Montagna
Altezza 6.962 m

Montagna
Altezza 6.263 m

Montagna
Altezza 5.897 m

Montagna
Altezza 5.016 m

Montagna
Altezza 5.230 m

Montagna
Altezza 5.790 m

Montagna
Altezza 4.776 m

Montagna
Altezza 1.707 m

Montagna
Altezza 5.758 m

Montagna
Altezza 3.562 m

Montagna

Montagna
Altezza 5.319 m
8 di 12

Isola
Altitudine massima 26 m

Isola
Altitudine massima 864 m

Isola
Altitudine massima 759 m

Isola
Altitudine massima 920 m
Isola
Altitudine massima 444 m

Isola
Altitudine massima 780 m

Isola
Altitudine massima 140 m

Isola
Altitudine massima 18 m
Nonostante non sia un paese vasto, la cucina ecuadoriana è piuttosto varia per via dei diversi climi del paese. Il pesce è consumato maggiormente nella costa, e i piatti più tipici e conosciuti sono il ceviche, la zuppa di mare, l’encocado, cioè lo stufato di pesce con cocco, e l’encebollado.
La carne è consumata in tutto il paese, soprattutto quella di manzo, di maiale e di pollo, mentre agnello e capra sono maggiormente cucinati sulla sierra; viene cotta alla griglia, al forno o, come nel piatto tipico della fritada, fritta in padella.
Vegetali e legumi sono molto diffusi: oltre al largo consumo di platano, il riso viene servito quasi sempre con piatti di carne o pesce, la yuca è un’alternativa molto usata alle patate, e anche il mais viene cucinato in forme diverse, dalla pannocchia bollita ai tortini.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fra le festività nazionali ci sono il 24 maggio, che ricorda la Battaglia di Pichincha, e il 10 agosto, Día del Primer Grito de Independencia de Quito, che ricorda la proclamazione di indipendenza dalla Spagna del 1809.
Si celebrano inoltre il 9 ottobre l’Indipendenza di Guayaquil e il 3 novembre l’Indipendenza di Cuenca.
Il principio del Buen Vivir, incorporato nella Costituzione, riassume la cultura indio in tre precetti: non mentire, non rubare, non oziare.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica ecuadoriana ha una lunga storia. Il Pasillo è un genere di musica latina indigena considerato musica nazionale in tutto il paese, e ci sono diversi tipi di musica tradizionale, come l’albazo, il pasacalle, la tonada, la capishca e la bomba, suonata particolarmente tra gli afro-ecuadoriani di Esmeraldas.
Una delle forme più tradizionali di danze ecuadoriane è il sanjuanito, originario del Nord dell’Ecuador e ballato nelle feste indigene; la tecnocumbia e la rockola sono invece esempi di generi musicali con influenza straniera.
Una delle più note cantanti del ventesimo secolo fu Carlota Jaramillo, soprannominata spesso nel suo paese Regina della canzone nazionale; spicca anche la figura di Julio Jaramillo.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il ricco patrimonio culturale dell’Ecuador è testimoniato anche dalla presenza di diversi siti inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità.
Alcuni dei più noti pittori ecuadoriani del passato sono Oswaldo Guayasamín, Eduardo Kingman, Camilo Egas e Oswaldo Viteri, anche scultore.
Il più noto di essi è senza dubbio Guayasamín, pittore quiteño di origine indigena, le cui opere descrivevano l’origine, il dramma e la tenerezza dei popoli latinoamericani e sono state esposte in vari luoghi del mondo.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La prima letteratura nell’Ecuador colonizzato, così come in tutta l’America Latina, è stata influenzata dal Siglo de Oro spagnolo. Uno dei primi scrittori fu Jacinto Collahuazo, capo indigeno di Otavalo, che imparò a leggere e a scrivere in castigliano anche se le sue opere furono scritte in lingua quechua: gli spagnoli, ignorando il valore letterario dei suoi scritti, gli ordinarono di bruciarle nella piazza pubblica.
Altri scrittori furono i gesuiti Juan Bautista Aguirre e Juan de Velasco, e soprattutto Eugenio Espejo, patriota che si potrebbe definire come il primo giornalista dell’epoca coloniale: le sue idee ispirarono dopo la sua morte la rivoluzione del 1809. Un altro scrittore ricordato è José Joaquín de Olmedo, autore di numerosi poemi.
Scrittori contemporanei noti sono i poeti Jorge Carrera Andrade e Luis Costales, i romanzieri Jorge Icaza, Jorge Enrique Adoum, Gabriela Alemán e Alicia Yánez Cossío, e il saggista Benjamín Carrión.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fra i registi ecuadoriani noti c’è Tania Hermida, autrice del film En el nombre de la hija, vincitore di un premio al Festival internazionale del film di Roma del 2011.
Si ricorda anche Carla Valencia Dávila, autrice del film documentario Abuelos.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è lo sport più popolare del paese: le squadre più importanti sono il Barcelona Sporting Club di Guayaquil, il Deportivo Quito e la LDU Quito, che è il club ecuadoriano di maggior successo in campo internazionale, avendo vinto la Coppa Libertadores del 2008.
La Nazionale ha disputato le fasi finali di diversi mondiali, arrivando agli ottavi di finale in Germania nel 2006; uno dei calciatori più famosi della storia ecuadoriana è Alberto Spencer.
Uno dei più importanti sportivi ecuadoriani è il marciatore Jefferson Pérez, l’unico ad aver vinto una medaglia d’oro ai Giochi olimpici per il suo paese, nel 1996 ad Atlanta, e l’unico marciatore al mondo ad aver vinto tre mondiali consecutivi. Nel ciclismo Richard Carapaz è stato il primo ecuadoriano a vincere un Grande Giro.
Sintesi · Fonte: Ecuador (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Ecuador si riferisce alla linea equatoriale che passa molto vicino alla città di Quito e attraversa il paese da est a ovest.
Fonte: Ecuador (Wikipedia, it)
Storia
Nel diciannovesimo secolo il naturalista tedesco Alexander von Humboldt iniziò a citare la parola Ecuador riferendosi a quei territori.
Fonte: Ecuador (Wikipedia, it)
Storia
Le pressioni regionaliste dei rappresentanti di Guayaquil e Cuenca fecero sì che il nome República de Quito fosse scartato, nonostante durante tutta la colonizzazione spagnola la regione fosse conosciuta come Quito.
Fonte: Ecuador (Wikipedia, it)
Lingua
Fino a inizio del ventesimo secolo l’Ecuador era chiamato in italiano anche Equatore.
Fonte: Ecuador (Wikipedia, it)
Record
Quito è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità nel 1978 perché ha il centro storico meglio conservato e meno alterato dell’America Latina.
Fonte: Ecuador (Wikipedia, it)
Cultura
Cuenca è Patrimonio dell’umanità perché è un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo.
Fonte: Ecuador (Wikipedia, it)
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