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L’Algeria, ufficialmente Repubblica Democratica Popolare di Algeria, è uno Stato dell’Africa del nord, appartenente al Maghreb e in gran parte occupato dal deserto del Sahara.
In termini di superficie è il più grande Stato del continente africano dal 9 luglio 2011, quando il Sudan del Sud è diventato indipendente dal Sudan; è inoltre il più grande Stato del mondo arabo, nonché il decimo Stato più esteso della Terra.
La capitale, Algeri, è eccentrica rispetto alla totalità del territorio, essendo situata all’estremo nord, e il suo nome identifica anche quello dell’intero Paese. La popolazione si divide fra arabi e berberi, che hanno mantenuto la loro identità in seguito alla colonizzazione araba del Nordafrica.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Confina a nord con il mar Mediterraneo e divide le frontiere terrestri con la Tunisia a nord est, la Libia a est, il Niger a sud est, la Mauritania, il Mali e il Marocco e il Sahara Occidentale ad ovest.
La zona più vitale del paese è certamente il Maghreb, che costituisce un settimo del territorio nazionale: vi confluiscono due sistemi di rilievi e pieghe, formatisi in due fasi dell’orogenesi alpina, l’Atlante Telliano e l’Atlante sahariano.
Le brevi catene di Ksour, "palazzi" in arabo, Amour e Ouled Nayl non oltrepassano i 2000 m di altezza; fanno eccezione i massicci dell’Aurès, con 2328 m, e dell’Ahaggar, con 3000 m. All’interno si trova una successione di altopiani che variano in altezza fra i 600 e i 1200 m.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Pur appartenendo all’area climatica mediterranea, il Maghreb esibisce le caratteristiche tipiche di questo clima solo sulla costa: ad Algeri la temperatura media annua si aggira sui 18 °C, con 12 °C di media invernale e 24 °C di media estiva, mentre presso l’alto Chelif si registrano gelate invernali e temperature estive fino a 47 °C.
Le precipitazioni sono in gran parte determinate dall’interazione fra le masse d’aria oceaniche, umide, e quelle secche continentali, di provenienza sahariana: sul versante esterno del Tell, in alcune zone, cadono fino a 1 000 millimetri di pioggia annua, negli altopiani interni i valori scendono a 300-400 e risalgono solo sui pendii dell’Atlante sahariano.
Nella zona sahariana il clima è estremamente arido, con escursioni termiche sia stagionali sia giornaliere fortissime: le precipitazioni sono inferiori ai 10 mm annui, con poche eccezioni, per esempio l’Ahaggar, con 200 mm.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1962
III secolo a.C. – I secolo
Il regno berbero situato nell’odierna Algeria e Tunisia prosperò per cinque secoli; sotto il regno di Massinissa divenne un potente stato alleato di Roma.
I secolo
Dopo la caduta del regno numida, la regione fu incorporata nell’Impero romano come provincia.
V secolo
Con il declino dell’Impero romano l’Algeria divenne parte del Regno dei Vandali e del regno di Altava.
VI secolo
Il territorio fu conquistato in parte dall’Impero bizantino.
VII secolo
L’Algeria entrò in un nuovo capitolo della sua storia: la diffusione dell’Islam portò profondi cambiamenti culturali e sociali.
X–XII secolo
La dinastia berbera fu nota per aver contribuito alla diffusione e all’evoluzione dell’arte islamica e della cultura berbera, con la costruzione di moschee e palazzi decorati con il zellij e il muqarnaṣ.
X–XII secolo
La dinastia fondò la città di Qal’a dei Banu Hammad, la cui architettura è un esempio eccezionale dello stile islamico nordafricano, con grandi palazzi e moschee adornate con intricate opere di stucco e ceramica.
XII–XIII secolo
La dinastia berbera portò ulteriori innovazioni culturali e architettoniche e costruì molte delle strutture monumentali che ancora oggi si possono ammirare in Algeria e nel resto del Maghreb; l’arte dello stucco raggiunse nuovi livelli di perfezione.
1235
Fondato da Yaghmurasan ibn Zayyan, il regno zayyanide fu un importante centro di commercio e cultura nel Maghreb: sotto il suo dominio Tlemcen divenne un vivace snodo commerciale e culturale.
XIII–XVI secolo
Nonostante le frequenti guerre con i Merinidi del Marocco e gli Hafsidi di Tunisi, la dinastia riuscì a mantenere la propria indipendenza per gran parte della sua storia.
XV–XVI secolo
Giunsero in Algeria i discendenti dei musulmani cacciati dalla Spagna agli inizi del XVI secolo e i sefarditi immigrati nel XV secolo.
XVI secolo
Il Paese divenne una reggenza dell’Impero ottomano, mantenendo una certa autonomia: il periodo fu caratterizzato da una relativa stabilità e prosperità economica grazie al commercio marittimo e alla pratica del corsarismo.
1830
La Francia iniziò la conquista dell’Algeria, che culminò in una lunga e sanguinosa guerra di resistenza da parte dei popoli locali.
XIX–XX secolo
L’Algeria divenne ufficialmente una colonia francese, e il periodo fu segnato da una pesante repressione, espropriazione delle terre e sfruttamento delle risorse locali.
1909
Fu fondata la prima università algerina.
1928
Boughéra El Ouafi vinse la medaglia d’oro nella maratona all’Olimpiade di Amsterdam, gareggiando per la Francia: è il primo atleta algerino a vincere una competizione olimpica.
1954
Dopo più di un secolo di dominio coloniale iniziò il conflitto guidato dal Fronte di Liberazione Nazionale.
1960
La popolazione algerina contava 10,9 milioni di persone: sarebbe quasi quadruplicata nel mezzo secolo successivo.
1961
L’Algeria ne entrò a far parte.
1962
La guerra terminò e l’Algeria ottenne finalmente l’indipendenza dalla Francia; nello stesso anno entrò nella Lega Araba.
anni sessanta
Sotto la guida di Ahmed Ben Bella e poi di Houari Boumédiène il Paese adottò politiche socialiste e nazionalizzò molte industrie.
1969
L’Algeria entrò nell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e nell’Organizzazione della Conferenza Islamica.
1970
Z - L’orgia del potere, del regista Costa-Gavras, fu il primo film algerino a vincere l’Oscar al miglior film straniero.
1975
Cronaca degli anni di brace, diretto da Mohammed Lakhdar-Hamina, vinse il massimo premio del Festival di Cannes.
1984
Mohamed Zaoui vinse il bronzo nel pugilato a Los Angeles.
1988
L’Algeria contribuì attivamente alla creazione dell’organizzazione, della quale fa parte dal 1989.
anni ottanta e novanta
L’Algeria fu sconvolta da una grave crisi economica e da una sanguinosa guerra civile tra il governo e gruppi islamisti radicali; nel 1990 la nazionale di calcio vinse la Coppa d’Africa.
1992
Il quartiere storico entrò a far parte del patrimonio dell’umanità; nello stesso anno Hassiba Boulmerka vinse i 1500 metri piani a Barcellona, primo oro olimpico dell’Algeria.
1994
Il romanziere vinse il Grand Prix de la Francophonie de l’Academie Francaise.
1996
Il mezzofondista Noureddine Morceli vinse i 1500 m ai giochi olimpici di Atlanta.
1999
Abdelaziz Bouteflika resse il Paese fino al 2019.
2002
Il 28 novembre fu lanciato il primo satellite nazionale algerino; nello stesso anno l’Algeria entrò nell’Unione Africana.
2004
Fu messa in atto un’ampia strategia di sviluppo turistico, con conseguente innalzamento degli standard qualitativi delle strutture ricettive.
2007
Il volume delle esportazioni fu pari a 63,3 miliardi di dollari contro i 26,1 miliardi di importazioni, con un surplus di 37,2 miliardi.
2011
Il 9 luglio, con l’indipendenza del Sudan del Sud, l’Algeria divenne il più grande Stato del continente africano per superficie.
2019
La nazionale di calcio vinse di nuovo il torneo continentale.
2024
Nelle elezioni presidenziali del 7 settembre Abdelmadjid Tebboune fu eletto presidente per la seconda volta.
2026
Il Fronte di Liberazione Nazionale risultò il partito maggiormente votato, con il 17,57%.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli abitanti risultano essere 42 005 390, con una densità di 16 abitanti per km². La popolazione algerina è quasi quadruplicata nell’ultimo mezzo secolo, dato che nel 1960 gli abitanti erano 10,9 milioni; importante è stato ed è tuttora il flusso migratorio in Francia.
La maggior parte della popolazione è composta da una base etnica berbera, arricchita col passare dei secoli da elementi fenici, romani, bizantini, turchi e, soprattutto, arabi: molti degli algerini si possono definire berberi arabizzati. Una discreta parte discende invece dai turchi, la cui presenza risale al periodo ottomano, ed è nota con l’espressione koulougli.
Oltre alla popolazione berbera e araba l’Algeria presenta minoranze storicamente rilevanti: la comunità ebraica e quella dei pieds-noirs, europei di discendenza prevalentemente francese, corsa, spagnola, italiana e maltese. In seguito all’indipendenza la stragrande maggioranza delle comunità europee ed ebraiche abbandonò il paese per trasferirsi in Francia, e oggi europei ed ebrei raggiungono insieme solamente l’1% della popolazione.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali del paese sono l’arabo e, dopo molti anni di battaglia e di politica di arabizzazione, il berbero, a seguito della riforma costituzionale.
Il francese, residuo del periodo coloniale e largamente diffuso, è utilizzato prevalentemente nei centri urbani, dalle classi più agiate e in ambito economico.
L’istruzione è impartita nella lingua ufficiale del Paese, l’arabo, mentre molti studenti frequentano università straniere, soprattutto francesi.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il 99% della popolazione è di fede islamica.
Il restante 1% si divide tra cristiani ed ebrei.
Nel VII secolo, con l’arrivo degli arabi, la diffusione dell’Islam portò profondi cambiamenti culturali e sociali.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Algeria ha avuto a lungo un’economia ispirata al socialismo di stato; a partire dagli anni Novanta il governo ha iniziato la transizione verso l’economia di mercato.
Il settore energetico, in particolare l’estrazione dei combustibili fossili, costituisce l’ossatura dell’economia, generando circa il 30% del prodotto interno lordo e oltre il 95% del valore delle esportazioni: il paese è il diciassettesimo al mondo per riserve petrolifere, stimate in 12,2 miliardi di barili, e con oltre 4 500 miliardi di metri cubi di gas è al decimo posto al mondo.
L’agricoltura, condizionata dalla bassa produttività, non ha un ruolo importante: più della metà del fabbisogno alimentare viene soddisfatto dalle importazioni. Le principali coltivazioni sono grano, orzo, avena, patata, olivi, uva, aranci e datteri, mentre l’allevamento riguarda principalmente ovini e caprini.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo la Costituzione del 1976, modificata nel 1979 ed emendata nel 1988, 1989, 1996 e 2016, l’Algeria è una repubblica semipresidenziale democratica, sebbene di fatto i militari esercitino ancora una grande influenza.
Il presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale, diretto e segreto per un mandato di cinque anni rinnovabile: firma i decreti presidenziali, nomina le alte cariche, presiede il Consiglio dei ministri e il Supremo consiglio di sicurezza, guida la politica estera e ha il diritto di indire referendum. Il potere esecutivo è ripartito tra presidente e primo ministro.
Il potere legislativo è bicamerale asimmetrico: l’Assemblea popolare nazionale conta 389 eletti a suffragio universale diretto per un mandato di 5 anni, mentre il meno potente Consiglio nazionale conta 144 membri, due terzi individuati indirettamente dagli eletti nei consigli locali e un terzo designati dal presidente, per un mandato di 6 anni.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale2.364.230 abitanti
Provincia di Algeri

803.329 abitanti
Distretto di Oran

465.138 abitanti
Distretto di Daïra of Constantine

257.359 abitanti
Distretto di Annaba

288.461 abitanti
Distretto di Sétif

176.139 abitanti
Distretto di Béjaïa

290.645 abitanti
Distretto di Batna

173.531 abitanti
Distretto di Tlemcen
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La flora e la fauna dell’Algeria riflettono la notevole varietà di ambienti che si estendono dal litorale mediterraneo alle montagne dell’Atlante e fino alle immense distese desertiche del Sahara, che occupano oltre l’ottanta per cento del territorio nazionale.
La fascia costiera settentrionale ospita una vegetazione sempreverde dominata da lecci, sughere, carrubi e olivastri, mentre le aree collinari e montuose della Cabilia, dell’Aurès e dell’Atlante telliano presentano foreste miste con il pino d’Aleppo e il cedro dell’Atlante, specie endemica del Maghreb.
Il paese ospita numerose aree protette istituite per preservare gli ecosistemi più vulnerabili, tra cui il Parco nazionale del Tassili n’Ajjer, patrimonio mondiale dell’UNESCO per la combinazione unica di biodiversità sahariana e arte rupestre preistorica, e il Parco nazionale di El Kala, riconosciuto come Riserva della Biosfera.
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Parco nazionale
Superficie 800 km²

Parco nazionale
Superficie 82 km²

Parco nazionale
Superficie 263 km²

Parco nazionale
Superficie 21 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 8.225 km²

Parco nazionale
Superficie 38 km²

Parco nazionale
Altezza 1.787 m

Parco nazionale
Superficie 24.400 km²
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Montagna
Altezza 4.165 m

Montagna
Altezza 2.158 m

Montagna
Altezza 2.908 m

Montagna
Altezza 890 m

Montagna
Altezza 2.908 m

Montagna
Altezza 2.308 m

Montagna
Altezza 2.328 m

Montagna
Altezza 2.328 m

Montagna
Lunghezza 110 km

Montagna
Altezza 2.008 m

Montagna
Altezza 2.236 m

Montagna
Altezza 2.328 m
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La cucina algerina ha goduto delle influenze della cucina francese e fa parte della cucina araba.
Fra le coltivazioni che la alimentano ci sono grano, orzo, avena, patata, olivi, uva, aranci e datteri, mentre l’allevamento riguarda ovini, caprini, bovini, cammelli e volatili.
Importante è anche la pesca: la flotta algerina cattura tonno, pesce spada, sardine, acciughe e crostacei.
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Tipici del folclore algerino sono gli animali mitologici di Itherther e Thamuatz, che si ritrovano in vari racconti, e ancora Achimi, un caratteristico dio bufalo africano.
Il calendario islamico è lunare, pertanto le festività islamiche non hanno giorni stabiliti per tutti gli anni: le principali sono ʿĪd al-aḍḥa, ʿĪd al-fitr, il Ramadan, mese celebrativo e dedicato al digiuno, e il Mawlid, giorno di nascita di Maometto, che ricorre il 12 del mese lunare di Rabīʿ al-àwwal.
Maqam Echahid viene spesso considerato monumento nazionale d’Algeria.
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Genere tradizionale musicale dell’Algeria è il Raï.
Sono conosciuti anche a livello internazionale i cantanti Khaled, autore di singoli famosi tra cui C’est la vie, e Cheb Mami.
Tra gli uomini di teatro che hanno segnato un periodo della storia algerina ci sono Ould Abderrahmane, detto Kaki, e Kadour Naimi.
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L’architettura dell’Algeria è influenzata da numerosi stili: quello moresco, bizantino, spagnolo, islamico, francese ed ottomano. Questa contaminazione è presente in particolar modo nel nord del paese, mentre nella zona sahariana sono presenti le tipiche costruzioni in color ocra e bianche.
Pur non essendo algerini, artisti come Delacroix, Renoir, Matisse e Fromentin, a seguito della loro visita al Paese a cavallo del XIX secolo e del XX secolo, crearono un nuovo approccio all’uso della luce.
Nel periodo coloniale nacque Mohammed Racim, che divenne famoso in patria e fu molto apprezzato anche in Francia; un noto pittore astratto fu Mohammed Khadda, allievo di Picasso a Parigi, e della stessa scuola furono M’hamed Issiakhem e Choukri Mesli.
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Tra gli scrittori più rilevanti nel panorama algerino troviamo Mohammed Dib, romanziere molto prolifico, con all’attivo più di trenta romanzi, oltre a favole per bambini, poesie e racconti brevi: come molti altri suoi contemporanei scriveva in francese e vinse il Grand Prix de la Francophonie de l’Academie Francaise nel 1994.
Tra gli scrittori di lingua araba tradotti in italiano si ricordano la poetessa e scrittrice Ahlam Mosteghanemi, Ahmad Rida Huhu, Djilali Khellas, at-Tahar Wattar e Ahmad al-Hamid Benhaduga; fra chi scrive in francese si ricorda Mohammed Moulessehoul, meglio noto con lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra.
Si possono citare inoltre Salim Bachi, Mouloud Feraoun e Kateb Yacine, anche poeta, il cui romanzo Nedjma è stato tradotto in varie lingue, e ancora Moufdi Zakaria, considerato il poeta nazionale algerino; tra le scrittrici si ricorda Assia Djebar, esponente del pensiero femminista.
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Il cinema algerino ha ricevuto significativi apprezzamenti nelle più importanti mostre internazionali: fra questi il film vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, Cronaca degli anni di brace, del 1975, diretto da Mohammed Lakhdar-Hamina.
Altri film degni di nota sono Poussières de vie, Days of Glory e Uomini senza legge, diretti dal regista franco-algerino Rachid Bouchareb, che sono tutti e tre riusciti a ottenere una nomination all’Oscar al miglior film in lingua straniera, rispettivamente nel 1996, nel 2007 e nel 2011.
Primo film algerino a vincere l’Oscar al miglior film straniero fu, nel 1970, Z - L’orgia del potere, del regista Costa-Gavras.
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La nazionale di calcio dell’Algeria è stata campione nella Coppa d’Africa nel 1990 e nel 2019, seconda nel 1980 e terza nel 1984 e nel 1988; si è qualificata ai Mondiali per la prima volta nel 1982 e il suo miglior posizionamento sono gli ottavi di finale del Mondiale 2014.
Tra i grandi giocatori algerini spiccano Lakhdar Belloumi e Rabah Madjer, inseriti nella lista dei Migliori calciatori del XX secolo IFFHS; altri giocatori importanti sono Abdelkader Ghezzal, Rafik Djebbour, Hassan Yebda, Sofiane Feghouli, Riyad Mahrez e Ismaël Bennacer.
Nell’atletica leggera spicca il mezzofondista Noureddine Morceli, vincitore di ben tre ori mondiali e poi oro ai giochi olimpici del 1996 di Atlanta nei 1500 m.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Algeri viene dall’arabo al-Jazāʾir, "le isole", per i grossi scogli presenti nelle acque davanti alla città.
Fonte: Algeria (Wikipedia, it)
Lingua
L’Algeria prende il nome dalla sua capitale, città fondata dai Berberi sulle rovine di una città romana.
Fonte: Algeria (Wikipedia, it)
Record
Dal 9 luglio 2011 l’Algeria è il più grande Stato del continente africano per superficie.
Fonte: Algeria (Wikipedia, it)
Record
L’Algeria è il più grande Stato del mondo arabo e il decimo Stato più esteso della Terra.
Fonte: Algeria (Wikipedia, it)
Geografia
La capitale Algeri è eccentrica rispetto alla totalità del territorio, essendo situata all’estremo nord.
Fonte: Algeria (Wikipedia, it)
Geografia
Il Maghreb, la zona più vitale del paese, costituisce un settimo del territorio nazionale algerino.
Fonte: Algeria (Wikipedia, it)
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Lo sviluppo del settore turistico è stato ostacolato dalla mancanza di strutture ricettive, ma dal 2004 un’ampia strategia di sviluppo è stata messa in atto, con conseguente innalzamento degli standard qualitativi delle più moderne strutture.
Il paese conta sette siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: tra questi Djémila, dove sono stati ritrovati i resti dell’antica città romana di Cuicul, e la qasba di Algeri, entrata a far parte del patrimonio dell’umanità nel 1992.
Le città più popolose sono la capitale Algeri, l’unica con oltre due milioni di abitanti, Orano, che ha circa 800 000 abitanti, Costantina, Annaba e Blida.
Sintesi · Fonte: Algeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.