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La Tunisia, ufficialmente Repubblica di Tunisia, è lo Stato più settentrionale dell’Africa e fa parte della regione del Maghreb del Nordafrica. Confina con l’Algeria a ovest e la Libia a sud-est, ed è bagnata dal Mar Mediterraneo a nord e a est.
Conosciuta per la sua architettura antica, i souk e le coste blu, copre un’area di 163 610 chilometri quadrati e ha una popolazione di 12,1 milioni di abitanti. Contiene l’estremità orientale delle montagne dell’Atlante e le propaggini settentrionali del deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio rimanente è terra coltivabile; la capitale e città più grande è Tunisi, che si trova sulla costa nord-orientale e dà il nome al paese.
Presenta i siti archeologici di Cartagine, risalenti al nono secolo avanti Cristo, così come la Grande moschea di Qayrawan. La Tunisia fa parte della Lega araba, dell’Unione africana e dell’Organizzazione della cooperazione islamica, e mantiene stretti rapporti con gli Stati Uniti, la Francia e l’Unione europea.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell’Atlante. La sua capitale, decentrata rispetto al resto del territorio nazionale, è Tunisi, nel Nord del paese.
Il quaranta per cento della sua superficie è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e da circa milletrecento chilometri di coste facilmente accessibili.
Il paese possiede una rete idrografica scarsamente sviluppata: il fiume Medjerda, lungo 365 chilometri, nasce in Algeria ma si snoda per tre quarti del suo percorso in territorio tunisino prima di sfociare a nord della Tunisia.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima si presenta mediterraneo di tipo subtropicale sulle coste, con inverni miti ed estati calde e secche, mentre è di tipo tropicale arido o desertico all’interno, con temperature estive molto elevate, oltre i quarantacinque gradi, e precipitazioni scarse.
Sulle coste il caldo estivo è relativamente limitato dalle brezze marine, con temperature di circa trentacinque gradi, mentre quando il vento soffia dal deserto la temperatura può diventare opprimente.
A Tunisi, invece, le temperature estive diventano elevate e fastidiose a causa dell’elevata umidità presente.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1956
preistoria
La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria, e la presenza umana è documentata fin dal Paleolitico; i suoi primi abitanti noti furono tribù berbere.
814 a.C.
La città fu fondata per mano dei Fenici.
II secolo a.C.
Dopo le guerre puniche Cartagine passò sotto Roma, dove conobbe un periodo di grande prosperità: si svilupparono fortemente l’agricoltura e l’urbanizzazione.
180–304
Cartagine, centro principale del cristianesimo africano, subì varie persecuzioni da parte dell’Impero romano: i martiri scillitani, Perpetua e Felicita, Cipriano e i martiri di Abitina.
III secolo
Nel 220 si riunirono settanta vescovi, fra il 236 e il 240 più di ottanta e nel 256 oltre cento: la maggior parte proveniva da territori della Tunisia odierna.
189–496
La Chiesa cartaginese annoverò tre papi: Vittore I, Milziade e Gelasio I.
647–702
Furono necessarie sei spedizioni per strappare il paese ai Bizantini e insediarvisi stabilmente, spezzando anche la resistenza dei Berberi; proprio nel 670 gli invasori arabi fondarono Qayrawan.
702
Con la conversione dei Berberi all’Islam, l’antica Provincia Africa diventò Ifriqiya nella lingua dei nuovi dominatori.
IX secolo
La dinastia, soggetta ai califfi sunniti, governò la regione.
909–921
L’Ifriqiya vide la nascita della dinastia sciita, fondatrice di Mahdiya, che nel 921 divenne la loro prima capitale.
XII secolo
Nella prima metà del secolo le città della costa furono occupate dai normanni di Sicilia.
1159–1160
Tutta la regione cadde sotto il dominio degli Almohadi, berberi provenienti dal Marocco, che unificarono tutto il Maghreb.
1228
La dinastia berbera si rese autonoma e regnò fino al sedicesimo secolo.
1574
Si completò la conquista da parte dei turchi ottomani, che tuttavia furono sempre pochi e costretti a delegare il potere amministrativo a notabili locali, riservandosi l’autorità militare.
1705
Venne fondata la dinastia i cui esponenti regnarono come Bey di Tunisi fino al 1957.
1881
Il 12 maggio, in seguito all’invasione militare da parte di truppe francesi, fu firmato il trattato del Bardo; la Francia bloccò così le mire dell’Italia, che già contava la colonia europea più numerosa.
1920
Si formò il movimento che guidò la resistenza anticoloniale, poi soppiantato dal più radicale Néo-Destour nel 1934.
1938
Il governo francese lo proclamò in tutta la colonia, segnando così l’inizio della lotta per l’indipendenza della Tunisia.
1940–1943
La Tunisia divenne parte del regime di Vichy e poi, dall’ottobre-novembre 1942, fu occupata dai tedeschi e dagli italiani in ritirata; l’11-13 maggio 1943 le forze dell’Asse si arresero a Capo Bon.
1954–1955
Il 31 luglio 1954 il primo ministro francese Pierre Mendès France si impegnò, in un discorso a Cartagine, a riconoscere l’autonomia tunisina, inaugurata dalle convenzioni firmate l’anno seguente.
1956
Il 20 marzo il trattato del Bardo venne abrogato e la Tunisia venne dichiarata indipendente; alle elezioni dell’8 aprile il Néo-Destour ottenne il novantacinque per cento dei voti e Habib Bourguiba divenne Primo Ministro.
1956
Il 13 agosto fu approvato il testo che di fatto emancipava le donne, con il divieto della poligamia e la sostituzione del divorzio al ripudio.
1957
Il 25 luglio l’Assemblea Costituente dichiarò decaduta la dinastia Husaynide e attribuì a Bourguiba le funzioni di Presidente della Repubblica.
1959
Il 1º giugno venne adottata la prima Costituzione repubblicana, che confermò la natura laica dello Stato.
1963
Bourguiba la inaugurò come necessaria allo sviluppo, ma la Francia azzerò gli aiuti; il 15 ottobre le truppe francesi lasciarono il porto di Biserta, ultima loro base nel Paese.
1964
Habib Galhia vinse il bronzo nel pugilato a Tokyo.
1968
Mohamed Gammoudi lo conquistò nei cinquemila metri piani ai Giochi di Città del Messico.
1978
Il 26 gennaio ci fu uno sciopero generale proclamato dal sindacato UGTT, e ai disordini che seguirono la polizia rispose brutalmente.
1979
In seguito alla firma degli accordi di Camp David fra Egitto e Israele, la Lega araba trasferì la sua sede a Tunisi, dove sarebbe rimasta fino al 1990.
1983–1984
L’annuncio di un aumento del prezzo del pane e dei cereali generò violente manifestazioni spontanee; il 6 gennaio il presidente annunciò alla televisione il mantenimento dei prezzi.
1987
Il 7 novembre il generale Zine El-Abidine Ben Ali depose il presidente Bourguiba per senilità, costruendo poi un regime autoritario.
1995
La Tunisia stipulò con l’Unione europea un accordo di associazione.
2004
La Nazionale di calcio vinse il torneo da Paese ospitante, battendo in finale il Marocco.
2010
Il 17 dicembre un giovane ambulante si diede fuoco davanti al palazzo del Governatorato di Sidi Bouzid, dopo che le autorità volevano revocargli la licenza: l’episodio portò alla nascita della Primavera Araba.
2011
Il 14 gennaio si dimise il presidente Ben Ali, che andò all’estero; il 23 ottobre si svolsero le elezioni per l’Assemblea costituente.
2014
Il 26 gennaio entrò in vigore la carta contenente garanzie di libertà e uguaglianza, principi di tutela delle tradizioni e un’introduzione rivoluzionaria dei nuovi diritti.
2014
Le legislative del 26 ottobre furono le prime giudicate a livello internazionale sostanzialmente rispettose delle tradizioni democratiche parlamentari e realmente multipartitiche; le presidenziali diedero la vittoria a Beji Caid Essebsi.
2021
Il 25 luglio il presidente sospese il parlamento e licenziò il primo ministro, consolidando il proprio potere in quello che gli oppositori hanno definito un colpo di Stato; il 22 marzo dello stesso anno era stato lanciato Challenge-1, il primo satellite tunisino.
2022
Dopo il referendum costituzionale, che nonostante un forte astensionismo approvò il nuovo testo, la Tunisia è diventata una repubblica presidenziale.
2026
La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya ha vinto il Gran premio della giuria alla Mostra internazionale d’arte cinematografica.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Tunisia ci sono 12 351 444 abitanti, per la maggioranza arabi; ci sono tuttavia anche minoranze berbere e di origine europea, queste ultime costituite principalmente da francesi e italiani.
Nonostante circa il novantotto per cento dell’odierna popolazione parli arabo e si identifichi nella cultura araba, sarebbe assolutamente errato dedurne un’origine etnica proporzionale: le analisi genetiche condotte tra popolazioni berberofone e arabofone del Nordafrica hanno mostrato un’unità di fondo, per cui la popolazione deve essere considerata principalmente di etnia berbera arabizzata.
I tunisini residenti all’estero sono quattro milioni, la maggior parte dei quali in Europa, principalmente in Francia e in Italia. La comunità berberofona è oggi una minoranza pari all’un per cento della popolazione totale, mentre una minoranza ebraica è concentrata per lo più a Tunisi e nell’isola di Gerba.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale della Tunisia è l’arabo moderno standard, e il Paese è lo Stato del Maghreb più omogeneo sul piano linguistico, dal momento che la quasi totalità della popolazione parla la lingua araba. L’arabo tunisino è la variante locale, parlata al di fuori dei contesti formali.
Il francese funge da lingua amministrativa ed è utilizzato anche nell’istruzione superiore e nel commercio: si impose durante il protettorato attraverso le istituzioni, in particolare l’educazione. A partire dall’indipendenza il Paese si è arabizzato, anche se l’amministrazione, la giustizia e l’insegnamento restano bilingui; l’Organizzazione internazionale della francofonia stima in circa 8,5 milioni le persone con una certa conoscenza del francese.
In alcune località del Sud e dell’isola di Gerba sono parlate varianti del berbero. L’italiano è inoltre diffuso come lingua straniera, favorito dalla vicinanza geografica con l’Italia, dai rapporti migratori e culturali e dalla diffusione dei media italiani, ed è studiato nelle scuole.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Circa il 98,6 per cento della popolazione è di religione musulmana.
Oltre alla minoranza di fede ebraica, pari allo 0,8 per cento, è presente anche una piccola componente di credenti di fede cristiana.
Le principali festività islamiche sono ʿĪd al-aḍḥa, ʿĪd al-fitr, il Ramadan e il Mawlid, il giorno di nascita di Maometto; il calendario islamico è lunare, pertanto queste festività non hanno giorni stabiliti per tutti gli anni.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Tunisia ha un sistema economico diversificato che va dall’agricoltura al settore industriale fino al turismo, che rappresenta il sette per cento del prodotto interno lordo. Al prodotto interno lordo l’agricoltura contribuisce per il sedici per cento, l’industria per il 28,5 per cento e i servizi per il 55,5 per cento.
Per quanto riguarda l’agricoltura, molto rilevanti per le esportazioni sono l’olivicoltura, la viticoltura, la frutticoltura e l’orticoltura; l’allevamento è prevalentemente ovino e caprino. La Tunisia produce ed esporta cereali, olive e olio di oliva, frutta, e possiede inoltre una notevole flotta da pesca.
Nell’industria si produce molto per l’esportazione, grazie al basso costo della manodopera: i settori prevalenti sono quelli di trasformazione di prodotti alimentari e il tessile, mentre dagli anni duemiladieci è in netto aumento l’estrazione e la trasformazione di prodotti petroliferi. La Tunisia è inoltre un grande produttore di fosfati, il sesto nel mondo.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra il 1956 e il 2011 la Tunisia era de facto uno Stato monopartitico, dominato da tre partiti secolari uno successore dell’altro, sotto la guida prima di Habib Bourguiba e poi, a seguito del colpo di Stato del 1987, di Zine Ben Ali. Dal 2014 al 2020 la Tunisia venne considerata l’unica democrazia del mondo arabo dall’Economist Intelligence Unit.
In seguito a varie proteste, il 25 luglio 2021 il presidente Saïed sospese il parlamento e licenziò il primo ministro, consolidando il proprio potere in quello che gli oppositori hanno definito un colpo di Stato; dopo il referendum costituzionale del 2022 la Tunisia è diventata una repubblica presidenziale.
Secondo la nuova carta il potere esecutivo è affidato al Presidente, che nomina un Primo ministro non autonomo. Il potere legislativo è affidato a un Parlamento bicamerale, composto dall’Assemblea dei rappresentanti del popolo, con centosessantuno membri obbligatoriamente non affiliati ad alcun partito, e da un Consiglio nazionale delle regioni e dei distretti di settantasette membri.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Castello e fortezza

Luogo di culto

Museo

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

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Sito archeologico

Sito archeologico

Palazzo

Luogo di culto
Luogo di culto

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Luogo di culto

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Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto
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Il quaranta per cento della superficie tunisina è occupato dal deserto del Sahara.
Gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile, che rende possibile l’olivicoltura, la viticoltura e la coltivazione di pesche, albicocche, prugne, mele, pere, datteri e mandorle.
Fra i siti naturali di rilievo c’è il Parco nazionale di Ichkeul, iscritto nella Lista dei patrimoni dell’umanità nel 1980.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 126 km²

Parco nazionale

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 67 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 6.315 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Parco nazionale
Superficie 6 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 80 km²

Parco nazionale
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I piatti principali della gastronomia tunisina sono il couscous, il tajine, la mulukhiyya, la meshweyya, il brik, l’osbane, la chorba, il mlawi, il lablabi e il mergez.
Fra i dolci si annoverano le samsa, le adlia, la baklawa, i kaak Anbar, i Mlabes e i makroud.
Relativamente alle bevande, la Tunisia produce sia vini bianchi sia vini rossi; fra i liquori sono prodotti localmente il Thibarine e il Boukha, mentre esiste una bevanda chiamata Laghmi che consiste in linfa di palma estratta e servita senza alcun trattamento.
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Il calendario islamico è lunare, pertanto le festività islamiche non hanno giorni stabiliti per tutti gli anni.
Le principali sono ʿĪd al-aḍḥa, ʿĪd al-fitr, il Ramadan, mese celebrativo e dedicato al digiuno, e il Mawlid.
Il Codice dello statuto della persona, approvato nel 1956, di fatto emancipava le donne: vietava la poligamia, introduceva la necessità di un’età minima e del reciproco consenso per il matrimonio, aboliva il dovere di obbedienza della sposa e sostituiva il divorzio al ripudio.
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Un genere di musica tradizionale popolare è rappresentato dal Mezwed.
Strumenti musicali noti sono la darabouka e l’oud.
Tra i cantanti tunisini più noti spiccano Safia Chamia, anche attrice, Latifa e Dhafer Youssef; fra i gruppi musicali si ricordano i Myrath.
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La Tunisia può vantare l’iscrizione di diversi siti nella Lista dei patrimoni dell’umanità, fra cui l’Anfiteatro romano di El Jem, la Medina di Tunisi e il Sito archeologico di Cartagine, tutti iscritti nel 1979.
Vi si aggiungono la Città punica di Kerkouane e la sua necropoli, al-Qayrawan, la Medina di Susa e le Rovine romane di Thugga.
In campo storiografico e filosofico spicca soprattutto la figura di Ibn Khaldun, noto in particolare per l’opera Muqaddima.
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Nel corso del ventesimo secolo si affermò l’opera di uno dei maggiori poeti del mondo arabo, Abu l-Qasim al-Shabbi.
La Chiesa tunisina dei primi secoli fornì forti personalità alla cultura teologica in lingua latina, quali Tertulliano, Cipriano e Agostino.
Grande fu anche il contributo degli autori africani dei primi secoli quali Vittore Vitense, Quodvultdeus di Cartagine e Fulgenzio di Ruspe.
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In campo cinematografico si ricordano Abdellatif Kechiche e soprattutto Kawthar ibn Haniyya: quest’ultima, con il film L’uomo che vendette la sua pelle, nel 2021 ha portato per la prima volta un film tunisino come candidato all’Oscar al miglior film straniero.
La regista ha ripetuto il successo portando nel 2023 il film Quattro figlie nella rosa dei nove candidati all’Oscar, e nel 2026 il suo ultimo film La voce di Hind Rajab ha vinto il Gran premio della giuria alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Altro film noto della regista è La bella e le bestie.
Tra i film documentari si ricorda Rouge Parole, sulla Rivoluzione dei Gelsomini, del regista tunisino Elyes Baccar, premiato nel 2012 al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano.
Sintesi · Fonte: Tunisia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più popolare è il calcio: fra i trofei vinti dalla Nazionale spicca la Coppa delle Nazioni Africane del 2004, quando la Tunisia era il Paese ospitante e ottenne la vittoria battendo in finale il Marocco. I club più importanti sono l’Espérance Sportive de Tunis, l’Étoile Sportive du Sahel, il Club Africain e il Club Sportif Sfaxien.
Nel nuoto si ricorda la figura di Oussama Mellouli, vincitore di diversi ori mondiali, tra cui quello ai Campionati mondiali del 2009, disputatisi a Roma. Il primo oro olimpico per la Tunisia fu invece conquistato nei cinquemila metri piani da Mohamed Gammoudi ai Giochi di Città del Messico 1968.
La Nazionale di pallavolo maschile è la squadra più titolata del Campionato africano, con undici titoli, e quella di pallamano lo è a sua volta con dieci titoli continentali; la Nazionale di pallacanestro ha vinto tre Campionati africani.
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Record
La Tunisia è lo Stato più settentrionale dell’Africa.
Fonte: Tunisia (Wikipedia, it)
Lingua
La capitale Tunisi dà il nome al paese.
Fonte: Tunisia (Wikipedia, it)
Geografia
Il quaranta per cento della superficie tunisina è occupato dal deserto del Sahara.
Fonte: Tunisia (Wikipedia, it)
Geografia
La Tunisia ha circa milletrecento chilometri di coste facilmente accessibili.
Fonte: Tunisia (Wikipedia, it)
Geografia
Il Medjerda, lungo 365 chilometri, nasce in Algeria ma si snoda per tre quarti del suo percorso in territorio tunisino.
Fonte: Tunisia (Wikipedia, it)
Geografia
La Tunisia dista solo settantuno chilometri da Pantelleria e centodieci dalla Sicilia.
Fonte: Tunisia (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.