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La Libia, ufficialmente Stato della Libia, è uno Stato del Nordafrica: occupa la parte centrale della regione, affacciandosi sul Mar Mediterraneo intorno al golfo della Sirte, tra il 10º e il 25º meridiano est.
La Libia è il quarto Paese dell’Africa per superficie e il diciassettesimo del mondo; confina a nord-ovest con la Tunisia, a ovest con l’Algeria, a sud con il Niger e il Ciad, a sud-est con il Sudan e a est con l’Egitto.
La popolazione libica parla l’arabo e il berbero e usa come moneta il dinaro libico; il 20% degli abitanti risiede nella capitale, Tripoli.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
I confini della Libia sono frutto di trattati e convenzioni stipulati nel tempo da vari Stati, fra cui l’Italia, la Francia, il Regno Unito e l’Egitto, e seguono principalmente riferimenti artificiali quali paralleli e meridiani e quasi mai riferimenti naturali quali fiumi o montagne.
La Libia è dotata di una lunga costa mediterranea e il suo territorio è prevalentemente piatto: a ovest l’altopiano raggiunge il mare, creando scogliere e insenature profonde, mentre a est la costa è bassa, ornata da dune. La pianura costiera corrisponde al golfo della Sirte, un bacino sedimentario caratterizzato in alcuni punti da altitudini anche inferiori al livello del mare.
L’interno è basso, fino ai 250 metri, con l’eccezione del massiccio del Tibesti, caratterizzato da deserto roccioso e sabbioso punteggiato di oasi; il rilievo maggiore è il Bikku Bitti, che raggiunge i 2267 m sul livello del mare.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima libico è fortemente influenzato dal deserto a sud e dal Mediterraneo a nord: sulla regione costiera la temperatura è piuttosto temperata, e a Tripoli la media è di circa 26 °C d’estate e 14 °C d’inverno, mentre le precipitazioni annue raggiungono i 380 mm, concentrate soprattutto nei mesi invernali.
In estate, occasionalmente, in presenza di venti provenienti dal deserto, la temperatura nella capitale può raggiungere o superare i 45 °C; nelle pianure centrali domina un clima semiarido, mentre il deserto a sud è soggetto a lunghi periodi di siccità.
Sulla fascia costiera, generalmente più umida, soffia a volte in primavera e in autunno il ghibli, un vento secco, caldo e carico di sabbia.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1551
Neolitico
L’odierna Libia era abitata da popolazioni indigene, antenate dei berberi odierni, dedite all’allevamento dei bovini e alla coltivazione dei cereali.
II millennio a.C.
Alcune di queste popolazioni, in particolare i Libu, divennero tributarie dei faraoni nel corso dell’Antico e del Medio Regno.
XI secolo a.C.
I popoli libici giunsero al potere in Egitto con Herihor, governatore di un regno autonomo dell’Alto Egitto, e con il fondatore delle dinastie libiche.
VII secolo a.C.
I Fenici di Tiro fondarono i porti di Leptis, Oea e Sabratha, mentre i Greci si insediarono a Cirene, Arsinoe, Berenice, Apollonia e Barce, costituendo la cosiddetta Pentapoli Cirenaica.
332–331 a.C.
Il conquistatore sottomise l’Egitto e la confederazione di città greche sorte a occidente dei suoi confini; la Cirenaica entrò quindi nell’orbita dei Tolomei d’Egitto, che vi fondarono anche la nuova città di Tolemaide.
146 a.C.
L’Impero romano la acquisì dopo la definitiva distruzione di Cartagine, mentre la Cirenaica sarebbe arrivata nel 96 a.C.
II–III secolo
La città, divenuta una delle tre maggiori di tutto il Nordafrica, diede i natali alla dinastia dei Severi: è giunto a noi in perfetto stato di conservazione l’arco dedicato all’imperatore Settimio Severo.
430
I Vandali di Genserico, di religione ariana, già conquistata Cartagine, occuparono i territori libici, arrivando a distruggere Tolemaide.
534
Dopo un anno di lotte l’ultimo re vandalo, Gelimero, si arrese al generale bizantino Belisario; Giustiniano istituì la Prefettura del Pretorio d’Africa, formata da sette province, tra cui Tripoli.
643
Gli arabi giunsero in Cirenaica, stabilendo nel 644 il governatorato della regione nella città di Barqa.
698
Un esercito arabo proveniente dall’Egitto saccheggiò Cartagine e conquistò l’esarcato, mettendo fine al dominio cristiano e romano sul Nordafrica.
IX secolo
L’Ifriqiya abbaside fu assegnata in gestione autonoma all’Emiro Ibrahim ibn al-Aghlab, allo scopo di meglio combattere l’endemico insurrezionalismo religioso, economico e sociale dei locali kharigiti.
990
Sconfissero gli Aghlabidi e fondarono un nuovo califfato in Egitto, di cui le regioni che formeranno l’attuale Libia divennero tributarie.
1135
La Seconda Crociata permise ai Normanni di Ruggero II di Sicilia di impadronirsi dell’intera costa libica, compresa tra Tripoli e Capo Bon; ne furono cacciati nel 1163 dagli Almohadi di al-Andalus.
1350–1450
Governarono in autonomia la Libia finché le principali città si proclamarono autonome, arricchendosi con la "guerra di corsa", che vide impiegato un buon numero di corsari definiti "barbareschi".
1510
La minaccia dei corsari barbareschi spinse gli spagnoli, padroni del Regno di Sicilia, a intervenire, affidando Tripoli e Malta ai Cavalieri di San Giovanni.
1517–1551
Occuparono in maniera stabile la Cirenaica, nel 1517, e la Tripolitania, fra il 1521 e il 1551.
1711–1835
Un nuovo regno autonomo si stabilì in Libia, ufficialmente tributario del Sultano, e prosperò per il commercio degli schiavi e la guerra di corsa.
1801–1805
L’attività corsara libica spinse gli Stati Uniti d’America a intervenire, per la prima volta fuori dal continente, occupando la città di Derna.
1835
Maggiori pressioni degli europei spinsero il Sultano a sollevare i Karamanli dall’incarico e a ristabilire il dominio ottomano.
1843
Muḥammad b. ʿAlī al-Sanūsī, capo di un’importante confraternita mistica, si stabilì in Cirenaica, facendo proseliti in tutta la regione e nella Tripolitania.
1911
L’Italia di Giolitti dichiarò guerra all’Impero ottomano per ottenere il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, parzialmente sancito dalla pace di Losanna del 1912.
1928–1932
La repressione italiana provocò la morte di circa un quarto della popolazione della Cirenaica, che contava 225 000 abitanti; nel 1931 fu impiccato Omar al-Mukhtar, capo della resistenza senussita.
1934
Con l’unione della Tripolitania e della Cirenaica venne proclamato il Governatorato Generale della Libia, di cui il primo governatore fu Italo Balbo.
1937
Italo Balbo divise la Libia italiana nelle province di Tripoli, Bengasi, Derna e Misurata, più il Territorio Militare del Sud con capoluogo Hun.
1939
In occasione del primo censimento i coloni italiani costituivano il 13% della popolazione.
1943
Nel gennaio la Libia fu occupata dalle truppe Alleate; nonostante ciò, gran parte degli italiani rimase nel Paese.
1947
Con il trattato di Pace la Gran Bretagna amministrò la Tripolitania e la Cirenaica e la Francia il Fezzan, in gestione fiduciaria delle Nazioni Unite.
1951
Il 24 dicembre la Libia dichiarò l’indipendenza come Regno Unito di Libia, monarchia ereditaria e costituzionale sotto re Idris al-Senussi; Stati Uniti e Gran Bretagna vi mantennero due basi militari.
1953
Il 28 marzo la Libia entrò nella Lega Araba e il 14 dicembre 1955 nelle Nazioni Unite.
1955
Il 15 dicembre venne istituito l’ateneo, oggi Università di Bengasi; nello stesso anno una legge concesse l’uso dei giacimenti alle principali compagnie petrolifere mondiali, riservando al governo soltanto il 50% degli introiti.
1959
Cominciò lo sfruttamento dei grandi giacimenti di petrolio scoperti negli anni cinquanta.
1963
Il 25 aprile un’importante riforma abolì il sistema di governo federale, il nome del paese fu modificato e le donne ottennero il diritto di voto.
1969
Il 1º settembre re Idris fu deposto da un gruppo di ufficiali nasseriani: il Paese fu ribattezzato Repubblica araba di Libia e Muʿammar Gheddafi resse il governo provvisorio, che avviò un programma di nazionalizzazioni e chiuse le basi militari statunitensi e britanniche.
1970
I beni degli italo-libici furono confiscati e gli stessi cittadini furono costretti a lasciare il Paese entro il 15 ottobre; nello stesso anno l’islam fu proclamato religione di Stato.
1976
Gheddafi esplicitò in quest’opera la sua filosofia politica.
1977
Il 2 marzo venne proclamata la "Repubblica delle masse"; grazie ai maggiori introiti derivanti dal petrolio Gheddafi poté dotare il suo Stato di nuove strade, ospedali, acquedotti e industrie.
1979
Sull’onda della popolarità Gheddafi rinunciò a ogni carica politica ufficiale, pur rimanendo l’unico leader del paese.
1986
In reazione all’attentato alla discoteca di Berlino, il 15 aprile Tripoli venne bombardata dai caccia americani; per reazione la Libia rispose con uno sterile attacco missilistico contro Lampedusa.
1988
La nazione venne accusata di aver organizzato l’attentato sul volo Pan Am 103, che causò la morte di 270 persone; con la risoluzione 748/92 l’ONU impose un embargo alla Libia.
1991
Si concluse la prima fase dell’imponente opera idraulica, con il tratto che giunge fino a Bengasi; la seconda si sarebbe conclusa nel 1996 con il tratto fino a Tripoli e la terza nel 2000.
1999
Il 5 aprile la Libia consegnò gli imputati di Lockerbie, e nel 2003 accettò la responsabilità civile verso le vittime.
2006
Il 15 maggio gli Stati Uniti riallacciarono le relazioni diplomatiche interrotte venticinque anni prima, togliendo la Libia dalla lista degli "Stati canaglia".
2008
Le relazioni diplomatiche con l’Italia si stabilizzarono grazie all’accordo.
2011
Nel febbraio scoppiarono sommosse popolari cui seguì un conflitto armato; il 19 marzo, dopo la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, venne attivato un intervento militare internazionale.
2011
Il 17 ottobre cadde l’ultima città lealista, Bani Walid, e il 20 ottobre Gheddafi venne catturato e ucciso nella sua città natale di Sirte.
2014
Dopo il 18 maggio la situazione precipitò con il colpo di Stato del generale Khalifa Belqasim Haftar; il 30 luglio la milizia Anṣār al-Sharīʿa occupò Bengasi, proclamando l’emirato islamico.
2015
Il 17 dicembre, in Marocco, i rappresentanti del Congresso di Tripoli e della Camera di Tobruch firmarono un accordo per la formazione di un "governo di accordo nazionale", sotto l’egida delle Nazioni Unite.
2020
Il 21 agosto il presidente del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e il presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, dichiararono di comune accordo un immediato cessate il fuoco, chiedendo il ritiro dei mercenari stranieri.
2021
Il nuovo esecutivo ad interim guidato da Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh ricevette la fiducia dal Parlamento il 10 marzo con 132 voti su 178 e si insediò a Tripoli, sostituendo entrambi i governi rivali precedenti.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel 2010, prima dei conflitti, la Libia si collocava tra i Paesi a indice di sviluppo umano medio-alto: all’epoca la speranza di vita media della popolazione era di 73 anni.
La densità di popolamento rimane ancor oggi molto bassa, con una media di tre abitanti per km², e la popolazione si addensa soprattutto lungo la costa, dove si contano oltre 200 abitanti per km², nella piana di Gefara e in alcune oasi; al 2014 l’86% della popolazione abitava in città.
I libici sono principalmente arabi, berberi e tuareg; i limitati gruppi tribali Hausa e Tebu di stanza nel sud conducono vita nomade o seminomade, mentre la maggioranza degli stranieri presenti nel paese proviene da altri paesi africani, specialmente dall’Egitto.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arabo è la lingua ufficiale del paese.
La lingua berbera è parlata, ma senza alcun riconoscimento ufficiale, da circa 160 000 persone, soprattutto nel Gebel Nefusa, a Zuara sulla costa e in vari centri dell’interno, come Ghat, Gadames, Socna e Augila.
La lingua inglese è utilizzata a livello economico per i commerci.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dal 1970 la confessione islamica è stata proclamata religione di Stato.
I musulmani, per lo più sunniti ma anche ibaditi, sono circa il 97%, i cristiani circa il 3%, e di questi circa 56 000 sono cattolici.
La maggioranza della popolazione araba e arabo-berbera è sunnita, mentre la maggioranza dei berberi del Gebel Nefusa e di Zuara è ibadita; fino agli anni 1960 viveva in Libia una cospicua comunità ebraica.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fino agli anni 1950 considerata uno dei paesi più poveri del mondo, soprattutto a causa dell’improduttività del territorio, la Libia registrava già nel 1977 il reddito annuo pro capite più elevato del continente africano, grazie allo sfruttamento dei grandi giacimenti di petrolio, iniziato nel 1959 e nazionalizzato dopo il 1970.
La base dello sviluppo economico è rappresentata dal petrolio: le quantità da estrarre ogni anno e i relativi prezzi di vendita sono sotto il controllo del governo e in adesione alla strategia dell’OPEC. Il petrolio, di cui la Libia è il secondo produttore del continente africano dopo la Nigeria, contribuisce per oltre il 25% alla formazione del reddito nazionale e rappresenta la quasi totalità delle esportazioni.
L’agricoltura riveste scarsa importanza, sia per la limitatissima superficie coltivabile, l’1,2% del territorio, sia per la scarsità di acqua; l’industria manifatturiera è di dimensioni assai modeste, con impianti tessili, alimentari, del tabacco e della concia del pellame.
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Nel 2011, allo scoppio della guerra civile, due diverse autorità politiche affermavano di rappresentare il legittimo governo libico: l’esecutivo guidato da Muʿammar Gheddafi, al potere dal 1969, e il Consiglio nazionale di transizione, che si opponeva alla dittatura quasi quarantennale.
Il governo di Gheddafi corrispondeva, in termini politologici, a un regime autoritario militare, con la presenza di una leadership forte, un’ideologia incompiuta e la mancanza di pluralismo e di una qualsiasi parvenza di uno Stato di diritto; il Consiglio nazionale di transizione intendeva invece eleggere un’assemblea costituente per la definizione di un ordinamento democratico.
Dal 2014 diverse fazioni si intestavano la guida del Paese, fino a quando nel 2021 è stato costituito il Governo di unità nazionale di Tripoli, riconosciuto dall’ONU.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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La vegetazione, a causa dell’aridità del clima, è scarsa: macchia mediterranea lungo la costa, con olivi, viti, lentischi, mirti, carrubi, ginepri e cipressi, mentre verso l’interno prevalgono la steppa semidesertica e poi il deserto vero e proprio; nelle oasi crescono palme da datteri, ulivi e aranci.
La fauna è ridotta: dromedari, roditori del deserto, iene, volpi e sciacalli, mentre nelle zone meno aride vivono gazzelle e linci. Gli erg ospitano fennec, varani del deserto, pesci della sabbia, rettili e le pericolose vipere della sabbia, mentre negli uadi si trovano gazzelle dorcas e scorpioni velenosi della sabbia.
La Libia è stata uno Stato pioniere in Nord Africa nella protezione delle specie, con la creazione dell’area protetta di El Kouf nel 1975; la caduta del regime ha però incoraggiato un intenso bracconaggio, e più di 500 000 uccelli vengono uccisi in questo modo ogni anno.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Montagna
Superficie 39.240 km²

Montagna
Altezza 3.415 m

Montagna
Altezza 980 m
Montagna
Altezza 600 m

Montagna
Altezza 2.267 m

Montagna
Altezza 547 m

Montagna
Altezza 1.934 m

Montagna
Altezza 1.200 m

Montagna
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La cucina libica presenta elementi misti di cultura araba e mediterranea, con forti influssi italiani che risalgono al passato coloniale.
I pastori nomadi berberi hanno lasciato la consuetudine della cottura a fuoco lento di zuppe e carni in pentole di terracotta, oltre al couscous, tradizionalmente di miglio o di grano, condito con carne, principalmente montone, pesce o verdure.
La shorba è invece una zuppa di verdure speziata al peperoncino e condita con pezzi di pollo, tacchino o montone; la pasta al pomodoro è un lascito della cucina italiana, reinterpretata con l’uso delle spezie.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Libia, durante la sua storia, venne sempre considerata un’unica regione, ma ha sempre visto l’esistenza di due territori importanti come la Tripolitania e la Cirenaica, con culture e ideologie completamente diverse.
I tripolitani sono attaccati culturalmente al potere politico centrale della capitale, legame reso ancor più forte durante la dittatura di Gheddafi, mentre i Cirenaici sono molto legati alla loro tradizione locale, non si vedono rappresentati da Tripoli e si sentono soffocati dagli ideali centralistici della Tripolitania.
La popolazione libica predilige mangiare in casa, tranne al venerdì, quando vengono preparati picnic sulla costa, in cui i commensali si servono, usando mani e pane come posate, da un grande piatto comune.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel XXI secolo, in campo musicale, si è distinta tra gli altri la figura della cantante berbera Dania Ben Sassi.
La cultura musicale libica si inserisce nel più ampio quadro culturale del Paese, che unisce elementi arabi, berberi e mediterranei.
Le attività artigianali tradizionali comprendono la lavorazione dei tappeti, a Misurata, e i ricami in seta e argento.
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Numerose sono le pitture e le incisioni rupestri libiche, un’interessante testimonianza sulla fauna e sui popoli che un tempo abitarono il deserto.
Il nascere della pittura rupestre si può collocare nel Neolitico e si può distinguere in due fasi: l’una pre-camelina, anteriore all’introduzione del dromedario, naturalistica e assai raffinata, l’altra di epoca camelina, schematica e scadente.
Successivi elementi artistici punici, greci, romani, arabi, ottomani e coloniali, oltre che moderni, sono custoditi nei musei delle maggiori città; alcuni siti della Libia sono iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nella letteratura libica contemporanea i generi prevalenti sono la poesia e il racconto breve.
Fuad Kaabazi e Khalifa Tillisi sono tra i letterati che maggiormente si sono spesi per la traduzione e l’interscambio tra la letteratura italiana e la letteratura libica.
Tra gli scrittori libici che si sono affermati maggiormente nel XXI secolo vi sono Ibrahim Kuni e Hisham Matar.
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La Libia ha partecipato per la prima volta ai Giochi olimpici nel 1964, senza mai vincere una medaglia, e non ha mai partecipato alle Olimpiadi invernali.
Il principale sport seguito in Libia è il calcio e le principali squadre sono l’Al Ittihad Tripoli e l’Al Ahly Tripoli.
La nazionale di calcio non si è mai qualificata al campionato del mondo e ha raggiunto come miglior risultato in Coppa d’Africa il secondo posto, nell’edizione casalinga del 1982, sconfitta in finale ai rigori contro il Ghana.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Record
La Libia è il quarto Paese dell’Africa per superficie e il diciassettesimo del mondo.
Fonte: Libia (Wikipedia, it)
Geografia
I confini della Libia seguono principalmente riferimenti artificiali quali paralleli e meridiani e quasi mai riferimenti naturali quali fiumi o montagne.
Fonte: Libia (Wikipedia, it)
Geografia
Il rilievo maggiore della Libia è il Bikku Bitti, che raggiunge i 2267 m sul livello del mare.
Fonte: Libia (Wikipedia, it)
Geografia
Il bacino sedimentario del golfo della Sirte è caratterizzato, in alcuni punti, da altitudini anche inferiori al livello del mare.
Fonte: Libia (Wikipedia, it)
Geografia
Gli unici fiumi perenni della Libia sono il Ki'am e il Ramla, in Tripolitania, e il Derna, in Cirenaica.
Fonte: Libia (Wikipedia, it)
Geografia
Il territorio libico ospita principalmente uadi sahariani, che canalizzano l’acqua della stagione delle piogge.
Fonte: Libia (Wikipedia, it)
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Per tutti gli anni settanta e ottanta il governo libico ha scoraggiato l’afflusso turistico, una posizione che solo nei primi anni novanta si è andata modificando.
Poli di attrazione sono l’antico nodo carovaniero di Gadames, lo spiccato carattere di Tripoli con le sue ricche moschee e importanti resti archeologici, dai celebri resti della fenicia e poi romana Sabratha a quelli romani di Leptis Magna e a quelli ellenici e romani di Cirene.
I maggiori porti sono Tripoli, Bengasi, Marsa El Brega, relativamente recente e destinato unicamente all’imbarco di petrolio, Misurata e Tobruk; la rete stradale, sviluppata soprattutto lungo la costa, è asfaltata per un terzo, mentre la rete ferroviaria dei tempi coloniali è stata smantellata.
Sintesi · Fonte: Libia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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