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Il Sudan, ufficialmente Repubblica del Sudan, è uno Stato arabo-africano che confina con l’Egitto a nord, con il mar Rosso a nord-est, con l’Eritrea e l’Etiopia a est, con il Sudan del Sud a sud, con la Repubblica Centrafricana a sud-ovest, con il Ciad a ovest e con la Libia a nord-ovest.
Il Paese viene diviso longitudinalmente dal Nilo in due metà, orientale e occidentale; la sua popolazione risulta dalla combinazione di abitanti autoctoni della valle del Nilo e di discendenti di immigrati dalla penisola arabica.
Il nome Sudan deriva dall’espressione araba Bilād al-Sūdān, ossia «Paese degli uomini neri».
Membro delle Nazioni Unite, il Sudan aderisce anche all’Unione africana, alla Lega araba, all’Organizzazione per la cooperazione islamica e al Movimento dei paesi non allineati; la sua capitale è Khartum, centro politico, culturale e commerciale della nazione.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio è composto principalmente da vaste pianure e altopiani drenati dal Nilo Bianco e dai suoi affluenti: l’immensa pianura è delimitata a ovest dallo spartiacque Nilo-Congo e dagli altopiani del Darfur, a est dall’acrocoro etiopico e dalle colline del Mar Rosso.
La maggior parte del Sudan settentrionale è ricoperta da un deserto di sabbia o ghiaia, reso meno monotono da mesas di arenaria nubiana e da ripide colline di granito simili a isole; nel Sudan centro-meridionale la pianura argillosa è caratterizzata da inselberg, colline isolate che si innalzano bruscamente dalla pianura, il cui raggruppamento più grande forma i monti Nuba.
Più a ovest il massiccio vulcanico del Jebel Marra si innalza dall’altopiano del Darfur fino a quote comprese tra circa 900 e 3 000 metri sul livello del mare: queste montagne formano lo spartiacque Nilo-Congo e il confine occidentale della pianura argillosa.
Il sistema idrografico del Nilo è la caratteristica fisica dominante del territorio: il fiume penetra nel Paese come Nilo Bianco da sud-est e a Khartoum viene raggiunto dal Nilo Azzurro, che nasce sull’acrocoro etiopico e cui si deve il maggior quantitativo di acque complessivo del Nilo. Dopo la confluenza il fiume scorre verso nord con un corso tortuoso.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Sudan ha un clima tropicale con accentuati caratteri di continentalità in quasi tutto il vasto territorio: soltanto lungo il tratto costiero nord-orientale il Mar Rosso introduce certe caratteristiche marittime.
A nord del diciannovesimo parallelo si estende una regione desertica interessata da venti secchi d’origine settentrionale e quasi priva di precipitazioni: la temperatura oscilla tra medie di 16 °C in gennaio e di 32 °C da luglio a settembre, e a Wadi Halfa raggiunge in certe giornate i 50 °C, i valori assoluti più elevati di tutto il Sudan.
La regione che si affaccia al Mar Rosso riceve durante l’anno circa 100-110 mm di pioggia a Port Sudan, con temperature che passano da medie di 35 °C in agosto a medie di 24 °C in febbraio e un’umidità relativa piuttosto sensibile, che rende penosa l’abitabilità.
A sud del diciannovesimo parallelo la regione si classifica come semiarida: a Khartum le precipitazioni raggiungono annualmente i 170 mm, ma aumentano a Kassala e ad al-Fashir, e valori eccezionali, fino a 600 mm, si registrano sul Jebel Marra, che è la zona più piovosa del Sudan.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gezira · Gadaref · Cassala · Darfur Settentrionale · Darfur Meridionale · Darfur Occidentale · Nilo Bianco · Nilo Azzurro · Sennar · Mar Rosso · Khartum · Kordofan Meridionale · Kordofan Settentrionale · Nord · Nilo
Stato attuale dal 1956
VIII millennio a.C.
Un popolo di cultura neolitica si era stabilito sulla valle del Nilo, con uno stile di vita sedentario e villaggi fortificati di mattoni di fango, integrando la caccia e la pesca con la raccolta del grano e l’allevamento del bestiame.
V millennio a.C.
Le migrazioni dal Sahara in prosciugamento portarono popolazioni neolitiche nella valle del Nilo insieme all’agricoltura; intorno al 4000 avanti Cristo compare nel Sudan orientale il gruppo Butana.
3300 a.C.
La ricerca indica che durante il periodo pre-dinastico la Bassa Nubia e l’Alto Egitto erano etnicamente e culturalmente quasi identici, e si ebbe l’affermazione simultanea di sistemi di regalità faraonica.
3000 a.C.
Nacque il gruppo Gash, cultura preistorica conosciuta in diversi luoghi: Mahal Teglinos era un sito importante di circa 10 ettari, con case in mattoni di fango e sigilli che attestano un livello di amministrazione elevato.
Antichità
La regione settentrionale dell’attuale Sudan era conosciuta come regno della Nubia o regno di Kush: la sua civiltà fiorì lungo il corso del Nilo, tra la prima e la sesta cateratta.
III–IV secolo
Il cristianesimo fu introdotto nel Sudan e tre dei regni che componevano la regione, Nobazia, Makuria e Alodia, furono convertiti.
640 circa
L’Islam fece la sua comparsa nella regione; la coesistenza fra le due fedi sarebbe rimasta accettabilmente pacifica sino all’inizio del quattordicesimo secolo.
XII secolo
Il dominio economico nel Sudan feudale fu gradualmente assunto da una classe di mercanti arabi, mentre l’Egitto diventava sempre più aggressivo verso gli impoveriti regni nubiani.
1504
Al regno cristiano di Alodia, nel Sudan centrale, succedette il sultanato islamico di Sennar.
1517
L’Egitto cadde sotto il dominio dell’Impero ottomano e la stessa sorte toccò a Makuria, nel Nord Sudan.
1820
Il Pascià ottomano Mehmet Ali, wali d’Egitto, inviò un esercito agli ordini di suo figlio per occupare il Sudan orientale; con l’ingresso dei conquistatori si sviluppò un intenso commercio di schiavi, ma venne anche estesa l’irrigazione e incrementata la produzione di cotone.
1857
Giunsero in Sudan alcuni missionari cattolici, fra i quali Daniele Comboni, che vi fondò la comunità missionaria dei Padri Comboniani.
1881
Il leader religioso Muḥammad Aḥmad ibn ʿAbd Allāh, un arabo-sudanese di Dongola autoproclamatosi Mahdi, guidò una rivolta nazionalista contro il dominio egiziano.
1882
L’occupazione di Egitto e Sudan, formalmente per difendere l’autorità del Chedivè, mirava in realtà a controllare entrambi i Paesi.
1884–1898
Il regime impose la sharīʿa, bruciò ogni testo associato con il vecchio regime, si oppose al tribalismo e sterminò chiunque non lo abbracciasse; guerre, pestilenze e carestie dimezzarono la popolazione sudanese.
1885
Il 12 gennaio, alla fine dell’assedio, trovò la morte il comandante britannico generale Gordon; fu instaurata una teocrazia fondamentalista mentre le truppe egiziane e britanniche si ritiravano dal Sudan.
1894–1897
Dal 17 luglio 1894 al 25 dicembre 1897 l’area di Cassala fu occupata dagli italiani, che la cedettero ai britannici dopo la sconfitta della battaglia di Adua.
1898
Il 2 settembre l’esercito mahdista fu sopraffatto dalle forze anglo-egiziane guidate da Lord Kitchener; nello stesso anno, presso Atbara, furono impiegate per la prima volta in Sudan le mitragliatrici.
1899
L’Impero britannico impose all’Egitto un condominio sul Sudan; il 24 novembre il successore del Mahdi fu ucciso nella battaglia di Umm Diwaykarat.
1902
Fu istituita l’Università di Khartum.
1924
Il Sudan fu diviso in due parti distinte, il Sud cristiano e il Nord musulmano.
1935
Fu istituito il Parco nazionale di Dinder, poi riconosciuto come Riserva della Biosfera dell’UNESCO.
1955–1972
I conflitti interni nacquero dal contrasto fra le forze governative settentrionali e le forze Anyanya, che rivendicavano l’autonomia della parte meridionale del Paese.
1956
Il Sudan ottenne l’indipendenza dal Regno Unito, proclamata dal Parlamento nel dicembre 1955.
1964
L’opera dei missionari stranieri fu interrotta da un imprevisto decreto di espulsione generalizzato, e le tensioni crebbero fino a fare montare in autunno una ribellione nota come rivoluzione d’ottobre.
1969
Jaʿfar al-Nimeyrī attuò un colpo di Stato detto rivoluzione di maggio, con l’appoggio dei comunisti.
1970
La nazionale di calcio del Sudan vinse la Coppa d’Africa.
1972
Un accordo di pace garantì al Sud una sorta di autonomia tramite la costituzione di un’assemblea regionale; il primo presidente dell’assemblea regionale del Sud fu Abel Alier.
1980
Mohamad Ahmed Isam vinse la prima medaglia d’oro per il Sudan nell’atletica ai Giochi paralimpici estivi.
1986
Il Paese entrò a far parte dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione formata dai Paesi del Corno d’Africa.
1989
Il 30 giugno il colonnello Omar Hasan Ahmad al-Bashir guidò un colpo di Stato militare senza spargimenti di sangue: il nuovo regime mise al bando tutti i partiti politici e introdusse la legge islamica a livello nazionale.
1993
Il 16 ottobre al-Bashir nominò sé stesso presidente e smantellò il Consiglio Rivoluzionario di Comando; dallo stesso anno gli Stati Uniti inclusero il Sudan nella lista dei paesi sponsor del terrorismo.
1996
Omar al-Bashir fu l’unico candidato a correre legalmente per l’elezione e il Sudan divenne un sistema monopartitico; l’ONU irrogò sanzioni per il supposto coinvolgimento del Paese nell’attentato al presidente egiziano dell’anno precedente.
1998
A causa di una siccità particolarmente pesante, nel Sud scoppiò una carestia di luttuosa gravità; nello stesso anno si tenne un referendum costituzionale.
2002
Nel giugno iniziarono le trattative di pace fra il governo sudanese e il movimento del Sud: il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni riuscì a fare incontrare per la prima volta al-Bashīr e John Garang.
2003
Nel febbraio il conflitto crebbe dopo che le milizie ribelli attaccarono alcuni insediamenti governativi.
2004
Nell’aprile Kofi Annan ricordò che il rappresentante locale delle Nazioni Unite aveva usato la definizione «pulizia etnica» per descrivere la violenza del conflitto; la condizione del Sudan fu definita dalla comunità internazionale la più grave situazione umanitaria esistente.
2005
Fu firmato l’accordo che pose fine a oltre venti anni di guerra civile tra il Nord e il Sud del Sudan.
2008
Ismail Ahmed Ismail vinse l’argento negli 800 metri, prima medaglia olimpica del Sudan; nello stesso anno Abubaker Kaki vinse l’oro ai Campionati del mondo indoor.
2010
Le elezioni parlamentari e presidenziali si tennero nell’aprile, con dieci mesi di ritardo rispetto al previsto: al-Bashīr fu riconfermato presidente ottenendo il 68% dei suffragi.
2011
Tra il 9 e il 15 gennaio nel Sudan del Sud si tenne il referendum per la secessione; il 9 luglio fu proclamata l’indipendenza del Sudan del Sud, subito riconosciuta dal governo di Khartum.
2019
L’11 aprile, dopo mesi di sommosse popolari, il presidente si dimise e fu instaurato un Consiglio sovrano con finalità esecutive transitorie; il 3 novembre venne lanciato SRSS-1, il primo satellite del Sudan.
2020
La mutilazione genitale femminile è diventata illegale, sono state abolite la pena di morte per omosessualità e apostasia, il divieto di consumare alcolici per i non musulmani, l’obbligo del velo per le donne e la fustigazione pubblica.
2021
Il 25 ottobre un nuovo colpo di Stato da parte delle forze armate portò all’arresto del premier e di diversi ministri e all’instaurazione di un pieno governo militare; il 21 novembre Abdalla Hamdok tornò a essere Primo ministro.
2022
Il 2 gennaio Abdalla Hamdok si dimise, citando l’incapacità effettiva di agire per potere riformare il Paese.
2023
Il 15 aprile, dopo settimane di tensioni interne, iniziarono gli scontri fra l’esercito ribelle delle Forze di Supporto Rapido e l’esercito ufficiale: la guerra coinvolse in breve buona parte del paese, causando centinaia di migliaia di vittime e diversi milioni di sfollati.
2025
Alla fine dell’anno l’esercito regolare controllava la parte orientale e settentrionale del paese, dopo aver riconquistato Khartum, mentre le Forze di Supporto Rapido controllavano la parte occidentale.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione del Sudan è stimata in circa 49 milioni di abitanti, con un tasso di crescita demografica intorno al 2,4% annuo: la distribuzione è fortemente disomogenea, perché la maggior parte si concentra lungo la valle del Nilo, mentre vaste aree del Darfur, del Kordofan e del deserto nubiano restano scarsamente popolate.
Il Paese ha una popolazione prevalentemente giovane, con oltre il 40% degli abitanti al di sotto dei 15 anni; l’aspettativa di vita si attesta attorno ai 66 anni per gli uomini e ai 69 per le donne.
Il Sudan è uno degli Stati più etnicamente eterogenei dell’Africa: i gruppi arabo-sudanesi, frutto di processi di arabizzazione e islamizzazione avviati dal Medioevo, costituiscono la maggioranza, e fra questi i Ja’aliyin, gli Shaigiya e i Danagla rappresentano i principali lignaggi storici del bacino del Nilo.
Nelle regioni occidentali e meridionali vivono numerosi gruppi etnici non arabizzati, tra cui i Fur, i Masalit e gli Zaghawa nel Darfur, i Nuba nel Kordofan e i Beja lungo la costa del Mar Rosso, ciascuno dei quali conserva lingue, costumi e strutture sociali proprie.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è l’arabo, adottato come lingua dell’amministrazione, dell’istruzione e dei media: l’arabo sudanese, variante locale influenzata da substrati nilotici e nubiani, funge da lingua franca nazionale.
Accanto a esso è diffuso l’inglese, co-ufficiale in alcune istituzioni e nel sistema educativo superiore, retaggio del periodo anglo-egiziano e oggi in espansione nelle aree urbane e negli scambi internazionali.
Il panorama linguistico è estremamente variegato: si contano oltre un centinaio di lingue e dialetti appartenenti a famiglie diverse, tra cui le lingue nilo-sahariane, come il nubiano e il fur, e le lingue ciadiche e cushitiche, parlate dai Beja e da altri gruppi orientali. Negli ultimi anni sono stati avviati programmi di documentazione e preservazione delle lingue indigene.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La religione dominante è l’islam, professato da oltre il 90% della popolazione: la maggioranza dei musulmani è di rito sunnita, appartenente alla scuola malikita, anche se esistono forti influenze sufi.
Le confraternite religiose, come i Khatmiyya e gli Ansar, rivestono un ruolo politico e sociale di rilievo.
Dopo la secessione del Sudan del Sud la presenza cristiana si è ridotta drasticamente, pur restando significativa nelle aree urbane e tra le comunità di origine meridionale: le principali confessioni sono quella cattolica e quella anglicana. Permangono inoltre pratiche religiose tradizionali, spesso sincretiche, in alcune comunità rurali e montane.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il prodotto nazionale lordo del Paese, a parità di potere di acquisto, era stimato in 85,415 miliardi di dollari nel 2012.
Le esportazioni ammontano a circa 2,45 miliardi di dollari e si riferiscono a petrolio e prodotti petroliferi, cotone, sesamo, arachidi, gomma arabica, zucchero e bestiame; i paesi verso cui il Sudan esporta di più sono la Cina, con il 40,9%, l’Arabia Saudita, con il 17,2%, e gli Emirati Arabi Uniti.
Il valore delle importazioni è pari a 2 383 milioni di dollari e riguarda prodotti alimentari, manufatti, attrezzature meccaniche per la raffinazione e il trasporto, medicinali e sostanze chimiche, tessili e grano.
Port Sudan, fondata intorno a un porto artificiale tra il 1904 e il 1908 e collegata da una ferrovia a Khartum e ad Atbara, costituisce il principale sbocco marittimo del Paese ed è sede di industrie tessili, petrolchimiche e chimiche.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ufficialmente una repubblica presidenziale federale democratica rappresentativa, la situazione politica del Sudan è ampiamente considerata dalla comunità internazionale come instabile e autoritaria, a causa dei numerosi colpi di Stato e delle frequenti guerriglie interne.
Il Paese è diviso in 17 regioni chiamate wilāyāt: prima della divisione dal Sudan del Sud erano 26.
Fin dall’indipendenza dal Regno Unito la politica interna è stata dominata da regimi militari che, secondo una visione pressoché unanime degli studiosi, avrebbero favorito governi a orientamento islamico e privilegiato il Sudan settentrionale.
Il Paese appartiene dal 1986 all’Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione politico-commerciale formata dai Paesi del Corno d’Africa.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale5.345.000 abitanti
Khartum

2.805.396 abitanti
Khartum

579.942 abitanti
Mar Rosso

560.471 abitanti
Sheikan locality

492.984 abitanti
Darfur Meridionale

286.277 abitanti
Darfur Settentrionale

536.009 abitanti
Cassala

354.927 abitanti
Gadaref

936.349 abitanti
Khartum

139.768 abitanti
Nilo

43.337 abitanti
Mar Rosso

528.458 abitanti
Kosti District
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La flora e la fauna del Sudan rispecchiano la straordinaria varietà di ambienti che si estendono dal deserto sahariano al nord fino alle savane e alle paludi del Nilo Bianco a sud, configurando il paese come una zona di transizione biogeografica tra l’Africa settentrionale arida e quella subsahariana umida.
Nel nord prevale un paesaggio desertico dove sopravvivono soltanto piante xerofile, mentre nelle oasi e lungo il Nilo compaiono palmeti e vegetazione ripariale a tamarisco, giunco e papiro; procedendo verso sud il deserto cede il posto alla steppa saheliana e poi, nel Kordofan e nel Darfur centrale, alla savana arbustiva.
Le zone settentrionali ospitano specie adattate agli ambienti aridi, come la gazzella dorcade e la volpe del deserto, mentre nelle savane centrali e occidentali sono ancora presenti, sebbene in declino, grandi mammiferi africani come l’elefante, la giraffa, il bufalo e numerose specie di gazzelle. I leoni, un tempo diffusi in tutto il Sudan, sopravvivono oggi in popolazioni frammentarie.
L’avifauna è particolarmente ricca grazie alla posizione del paese lungo le principali rotte migratorie afro-europee: oltre 900 specie di uccelli sono state censite. Le aree protette, come il Parco nazionale di Dinder, istituito nel 1935 e riconosciuto come Riserva della Biosfera dell’UNESCO, e il Parco nazionale di Radom, rappresentano i principali rifugi della biodiversità.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La tavola sudanese si regge sui prodotti che il Paese coltiva ed esporta: sesamo, arachidi, gomma arabica, zucchero e bestiame.
Il pane tradizionale è la kisra, la sottile sfoglia di sorgo fermentato che accompagna zuppe e stufati.
Fra i dolci è diffusa la jalebi, la spirale di pasta fritta e immersa nello sciroppo, arrivata con i commerci che legano il Sudan al mondo arabo e all’Asia meridionale.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La produzione della cultura nomade si concentra sulla lavorazione delle pelli, dei metalli e nella creazione di contenitori, armi, tappeti e gioielli.
La decorazione personale sul proprio abbigliamento è una forma chiave di espressione estetica, e alcuni dei motivi che caratterizzano queste produzioni vengono poi ripresi nella produzione pittorica del ventesimo secolo.
La ricorrenza nazionale cade il 1º gennaio e ricorda il giorno dell’indipendenza dal Regno Unito e dall’Egitto, ottenuta nel 1956.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tipico strumento musicale a corde del Sudan è il kissar.
Fra gli strumenti a fiato si ricorda il kakaki.
In ambito musicale Asma Hamza è considerata la prima compositrice sudanese, mentre per il genere afrobeat si può ricordare la cantante Alsarah.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arte del Sudan è ricca di storia: precede e influenza l’arte faraonica dell’ottavo e del settimo secolo avanti Cristo con i reali della Nubia, ed è influenzata dalla storia di Kerma, di Meroe, del Cristianesimo, dell’Islam, della colonizzazione ottomana, della Mahdiya, del colonialismo anglo-egiziano e dell’arabizzazione.
Secondo il pittore Rashid Diab, la produzione di arte visiva del Sudan è fortemente influenzata da un lato dal nomadismo, che per secoli non produce la cultura urbana necessaria per il fiorire delle arti visive, e dall’altro dalla cultura islamica, che impone restrizioni alla rappresentazione di figure umane.
La scuola d’arte nacque nel 1951 e ha avuto un forte impatto nel formare una generazione di artisti nella seconda metà degli anni cinquanta e negli anni sessanta; nella loro formazione ha avuto un ruolo importante anche l’esperienza di studio all’estero, negli anni cinquanta nelle migliori accademie di Londra e negli anni settanta anche in Francia e Spagna.
La scuola di Khartum è composta da pittori e scultori interessati a riscoprire la loro identità sudanese, che unisce cultura islamica, tradizione sufi, chiese cristiane e copte e cultura del Nord della Nubia: gli artisti utilizzano nelle loro opere calligrafia, motivi islamici tradizionali e motivi africani come maschere.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In campo letterario il Sudan si è affermato a livello internazionale soprattutto nel ventesimo secolo con lo scrittore Tayeb Salih.
Il suo romanzo del 1967, intitolato La stagione della migrazione a Nord, è stato dichiarato nel 2001 dall’Accademia letteraria arabica il più importante romanzo arabo del ventesimo secolo.
Altro scrittore noto è Hammour Ziada, che ha avuto vari riconoscimenti internazionali.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La nazionale di calcio del Sudan è stata campione di Coppa d’Africa nel 1970.
Il Sudan ha vinto la sua prima medaglia olimpica nel 2008 con Ismail Ahmed Ismail, argento nell’atletica leggera negli 800 metri maschili.
Mohamad Ahmed Isam ha vinto la prima medaglia d’oro per il Sudan nell’atletica ai Giochi paralimpici estivi del 1980.
Sempre nell’atletica leggera, negli 800 metri piani, Abubaker Kaki ha vinto nel 2008 e nel 2010 la medaglia d’oro ai Campionati del mondo di atletica leggera indoor.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Sudan deriva dall’espressione araba Bilād al-Sūdān, che significa «Paese degli uomini neri».
Fonte: Sudan (Wikipedia, it)
Geografia
Il Paese viene diviso longitudinalmente dal Nilo in due metà, una orientale e una occidentale.
Fonte: Sudan (Wikipedia, it)
Storia
Insieme ad altri paesi sul Mar Rosso, il Sudan è considerato il luogo più probabile della terra nota agli antichi Egizi come Punt, che significa «Terra di Dio».
Fonte: Sudan (Wikipedia, it)
Geografia
Nella pianura argillosa del Sudan centro-meridionale si innalzano bruscamente colline isolate chiamate inselberg, il cui raggruppamento più grande forma i monti Nuba.
Fonte: Sudan (Wikipedia, it)
Geografia
Il massiccio vulcanico del Jebel Marra si innalza fino a quote comprese tra circa 900 e 3 000 metri ed è la zona più piovosa del Sudan, con valori fino a 600 mm.
Fonte: Sudan (Wikipedia, it)
Geografia
Al Nilo Azzurro, che nasce sull’acrocoro etiopico, si deve il maggior quantitativo di acque complessivo del Nilo.
Fonte: Sudan (Wikipedia, it)
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Dopo la capitale Khartum, le principali città del Paese sono Omdurman, situata sulla riva occidentale del Nilo di fronte alla capitale e importante polo industriale e commerciale con 2 400 000 abitanti, e Bahrī, terza città con 1 700 000 abitanti, situata alla confluenza del Nilo azzurro con il Nilo bianco.
Port Sudan, capoluogo della provincia del mar Rosso, conta circa 490 000 abitanti e fu fondata intorno a un porto artificiale tra il 1904 e il 1908.
Atbara, con circa 112 000 abitanti, è situata sulla riva destra del fiume omonimo alla sua confluenza nel Nilo: nel 1898 il generale britannico Horatio Herbert Kitchener portò proprio nei suoi pressi l’esercito egiziano alla vittoria contro i Dervisci del Mahdi, e in quell’occasione vennero impiegate per la prima volta in Sudan le mitragliatrici.
La costa del Mar Rosso è festonata da dune e barriere coralline, lungo una stretta pianura costiera larga da 16 a 40 km.
Sintesi · Fonte: Sudan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.