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CapitaleNairobi
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Il Kenya, ufficialmente Repubblica del Kenya, è uno Stato dell’Africa orientale: confina a nord con Etiopia e Sudan del Sud, a sud con la Tanzania, a ovest con l’Uganda e a nord-est con la Somalia, ed è bagnato a est dall’oceano Indiano. Nairobi ne è la capitale e la città più grande.
È attraversato dall’equatore, ma pur essendo un Paese equatoriale e tropicale presenta climi molto vari: nel nord ci sono aree desertiche, nel centro-sud altopiani con boschi e savane. L’elemento morfologico che più lo caratterizza è la Rift Valley, che lo taglia da nord a sud.
La popolazione ha superato i 54 milioni di abitanti e continua a crescere a ritmi sostenuti: nel giro di vent’anni è pressoché raddoppiata. Il Kenya ottenne l’indipendenza il 12 dicembre 1963, e le elezioni di quell’anno portarono alla presidenza Jomo Kenyatta, uno dei leader indipendentisti.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dalla costa bassa e sabbiosa dell’oceano Indiano, lunga oltre quattrocento chilometri, il territorio procede verso l’interno con una regione di altopiani aridi e stepposi. L’altopiano centrale si eleva fra i 1500 e i tremila metri ed è diviso dalla frattura della Rift Valley, che forma il bacino del lago Turkana.
Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici: il maggiore è il monte Kenya, che con 5199 metri è uno dei più alti dell’Africa, cui si aggiunge il Kilimangiaro, di 5895 metri, appena oltre il confine con la Tanzania. L’altopiano digrada a ovest verso il lago Vittoria e a nord, dove il territorio è occupato da un ampio tavolato desertico.
Le acque interne sono rappresentate da laghi d’acqua dolce e salata e da numerosi soffioni boraciferi e geyser. I fiumi invece sono pochi: solo il Tana e il Galana hanno portata e lunghezza degne di nota, sfociano nell’oceano Indiano e hanno un regime che varia molto durante l’anno. Il lago più vasto è il Turkana, dalle acque salmastre e punteggiato di isole, dato che del lago Vittoria appartiene al Kenya solo una piccola porzione.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima keniota è molto caldo e umido nelle regioni costiere e diventa più mite e asciutto verso l’interno, in rapporto all’altitudine.
Le piogge sono concentrate in due periodi dell’anno: da marzo a maggio cadono le grandi piogge, mentre fra ottobre e dicembre arrivano precipitazioni intense ma brevi.
L’ambiente dominante è quello della savana; sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell’originaria foresta pluviale, mentre a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel deserto.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
provincia Costiera · provincia Orientale · provincia Nordorientale · provincia di Nyanza · provincia della Rift Valley · provincia Occidentale · provincia di Nairobi
Stato attuale dal 1963
1,9 milioni di anni fa
Specie come l’Homo habilis e l’Homo erectus, forse antenati diretti dell’uomo moderno, vissero in Kenya durante il Pleistocene: l’Africa orientale è una delle prime regioni in cui si ritiene siano vissuti gli esseri umani moderni.
320 000 anni fa
Gli scavi condotti in Kenya hanno individuato reti di scambio a lunga distanza, l’uso di pigmenti e forse la produzione di punte da lancio: indizi che comportamenti complessi fossero già iniziati in Africa all’epoca della comparsa dell’Homo sapiens.
2000 a.C.
I pastori di lingua nilotica cominciarono a migrare in Kenya dalla valle del Nilo e dagli altopiani etiopici; i primi arrivati furono gli antenati dei kalenjin, seguiti da altre ondate.
I millennio d.C.
Gli agricoltori di lingua bantu, originari dell’Africa occidentale, si spostarono nella regione lungo la costa, portando nuovi sviluppi nell’agricoltura e nella lavorazione del ferro.
XII secolo
Gli arabi fondarono numerose città costiere e intrattennero intensi rapporti commerciali con i gruppi indigeni: dall’incontro fra i due mondi nacque la cultura swahili, unificata dalla lingua kiswahili e dalla religione islamica.
XVI–XVII secolo
I portoghesi occuparono alcune località della costa, ma furono in seguito soppiantati dai sultani omaniti di Zanzibar.
XVII secolo
Il popolo nilota dei masai arrivò nell’odierno Kenya e occupò il territorio attuale verso il 1750; la data si ricava contando a ritroso i gruppi di iniziazione, i cui nomi sono ricordati oralmente da tutti i clan.
fine del XIX secolo
La presenza europea si intensificò e il Kenya divenne colonia britannica: i bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani interni, avviando l’agricoltura di piantagione.
anni cinquanta
Nel secondo dopoguerra i kikuyu lottarono aspramente per l’indipendenza, e molti di loro parteciparono alla celebre rivolta.
1963
Il 12 dicembre il Kenya divenne indipendente, e le elezioni di quell’anno portarono alla presidenza Jomo Kenyatta, uno dei leader indipendentisti.
1964
A Tokyo Wilson Kiprugut vinse il bronzo nell’atletica leggera: fu la prima medaglia olimpica keniota.
1968
Ai Giochi di Città del Messico Naftali Temu vinse i 10 000 metri piani, primo oro olimpico del Kenya.
1978
Alla morte di Kenyatta fu eletto presidente Daniel arap Moi, che ne proseguì la politica; nello stesso anno nasceva a Nairobi la Undugu Society per i bambini di strada.
1982
Approfittando di un fallito golpe militare, Moi consolidò il proprio potere perseguitando gli oppositori politici come traditori e introducendo il partito unico.
1984
Durante scavi presso il lago Turkana, il paleoantropologo Richard Leakey, assistito da Kamoya Kimeu, scoprì un fossile di Homo erectus di 1,6 milioni di anni fa.
anni novanta
Le pressioni internazionali e la minaccia di sospendere gli aiuti economici costrinsero Moi a reintrodurre il multipartitismo, ma la disorganizzazione delle opposizioni gli permise di essere riconfermato nel 1992 e nel 1997.
2002
Moi non poté ricandidarsi per divieto costituzionale: dopo ventiquattro anni il regime finì e fu eletto presidente Mwai Kibaki.
2004
L’ambientalista keniota, che si occupava in particolare di sviluppo sostenibile, ricevette il Premio Nobel per la pace.
2007–2008
Le elezioni generali furono segnate da un’esplosione di violenza etnica, proseguita anche dopo la proclamazione della vittoria del presidente uscente; solo la mediazione di Kofi Annan portò a un accordo, con il rivale Odinga nominato primo ministro.
2012
Il 9 agosto, a Londra, David Rudisha stabilì il record mondiale degli 800 metri piani.
2013
Le elezioni generali furono vinte dal figlio di Jomo Kenyatta.
2015
Il 2 aprile il gruppo islamista di Al-Shabaab compì una strage nell’università della città.
2017
Uhuru Kenyatta sconfisse di nuovo Odinga, ma il 1º settembre la Corte Suprema annullò il voto riscontrandovi irregolarità: le nuove elezioni, il 26 ottobre, furono vinte da Kenyatta con il 98 per cento dei voti.
2018
Il 2 aprile venne lanciato 1KUNS-PF, il primo satellite keniota.
2021
Il Kenya lanciò il primo censimento della fauna selvatica, dopo decenni di bracconaggio, espansione degli insediamenti umani e riscaldamento globale.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, en), Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione del Kenya supera i 54 milioni di abitanti e cresce rapidamente, con una percentuale altissima di giovani sotto i quindici anni. La densità è elevata negli altopiani interni, mentre la fascia costiera è poco abitata, con l’eccezione della zona di Mombasa. Il tasso di urbanizzazione è del 28 per cento e la popolazione urbana si concentra soprattutto a Nairobi e a Mombasa.
Gli abitanti si dividono in più di settanta etnie, appartenenti a quattro famiglie linguistiche: bantu, nilotici, paranilotici e cusciti. Secondo il censimento del 2019 il gruppo più numeroso è quello bantu dei Kikuyu, con il diciassette per cento della popolazione, seguito dai kalenjin, dai luhya, dai luo e dai kamba. Vivono nel Paese anche esigue minoranze di asiatici, europei e arabi.
A Nairobi opera dal 1978 la Undugu Society, il cui nome in kiswahili significa «solidarietà»: è un’organizzazione non governativa nata per affrontare l’emarginazione dei bambini di strada. Con lo slogan «Non dategli denaro, dategli un’educazione», lavora nelle tre maggiori baraccopoli della capitale con educatori di strada, servizi sociali, alloggi economici e la vendita di prodotti artigianali per finanziare i propri programmi.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali del Kenya sono l’inglese e lo swahili, ed è in una di queste due, o in entrambe, che vengono scritti tutti gli atti dell’Assemblea Nazionale. In totale nel Paese si parlano 68 lingue: i diversi gruppi etnici usano in genere la propria lingua madre all’interno delle rispettive comunità, mentre le due lingue ufficiali servono per la comunicazione fra popolazioni diverse.
L’inglese è più diffuso negli scambi commerciali, nella scuola e a livello istituzionale; gli abitanti delle periferie urbane e delle zone rurali sono meno multilingui e molti parlano soltanto la propria lingua natale. La variante più diffusa è l’inglese britannico, anche se si è sviluppato un inglese kenyota con caratteristiche uniche derivate dalle lingue bantu locali.
A Nairobi è nato lo sheng, poi diffusosi nelle principali città: è un patois che mescola kiswahili, inglese e lingue bantu. Fra le lingue africane più parlate ci sono il kikuyu, con otto milioni di locutori, il luo, con oltre quattro milioni, e il kamba, con quasi quattro.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La maggioranza dei kenioti è cristiana: i protestanti sono il 53,8 per cento, i cattolici il 20,6, le chiese indipendenti africane il sette per cento, cui si aggiungono ortodossi e altri cristiani.
I musulmani sono il 10,9 per cento della popolazione, mentre l’1,5 per cento segue le religioni tradizionali e l’1,6 dichiara di non averne alcuna. Sono presenti anche induismo, animismo, sikhismo, giainismo e la fede bahá’í.
Un primato poco noto riguarda i quaccheri: il Kenya ospita il più grande gruppo quacchero presente in una singola nazione al mondo.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo un periodo di benessere l’economia keniota cadde in una profonda crisi, aggravata negli ultimi anni della dittatura di Moi. Con il nuovo millennio è tornata a crescere a ritmi compresi fra il cinque e il sei per cento annuo, ma la distribuzione del reddito resta squilibrata: al benessere di pochi corrisponde la povertà di molti, con circa metà della popolazione sotto la soglia di povertà.
L’economia si basa sulle esportazioni, soprattutto agricole, e sul turismo. Le piantagioni dell’altopiano forniscono caffè, tè e piretro, una pianta usata per produrre insetticidi e antiparassitari di cui il Kenya è il maggiore esportatore mondiale, con circa ottomila tonnellate l’anno; sulla costa sono diffuse le palme da olio e da cocco. Le coltivazioni di mais, sorgo, miglio e patate non bastano invece al fabbisogno interno.
Le industrie maggiori si concentrano a Nairobi e sono di tipo agro-industriale, chimico, petrolchimico, metalmeccanico e del cemento; fra le risorse minerarie ci sono fluorite, oro, sale e pietre preziose. Negli ultimi anni il Paese ha fatto progressi anche nell’industrializzazione: una casa automobilistica europea vi ha aperto un impianto di assemblaggio e aziende locali producono veicoli adatti al terreno accidentato della maggior parte delle strade kenyote.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo l’indipendenza del 1963 Jomo Kenyatta promosse una politica moderata e filo-occidentale, realizzando riforme economiche e politiche che permisero la modernizzazione e l’industrializzazione del Paese e mantenendo buoni rapporti con la Gran Bretagna e con le nazioni confinanti.
Alla sua morte, nel 1978, fu eletto presidente Daniel arap Moi: nel 1982, approfittando di un fallito golpe militare, consolidò il proprio potere perseguitando gli oppositori come traditori e introducendo il monopartitismo. Con la fine della guerra fredda le pressioni internazionali, e la minaccia di sospendere gli aiuti economici, lo costrinsero a reintrodurre il multipartitismo, ma la disorganizzazione delle opposizioni gli permise di essere riconfermato nel 1992 e nel 1997.
Nel 2002 Moi non poté ricandidarsi per divieto costituzionale, e ventiquattro anni di regime finirono con l’elezione di Mwai Kibaki. Le elezioni del 2007 furono segnate da un’esplosione di violenza etnica, rientrata solo grazie alla mediazione di Kofi Annan e a un accordo di governo condiviso; dal 2013 la presidenza è passata a Uhuru Kenyatta, figlio di Jomo, confermato nel 2017 dopo che la Corte Suprema aveva annullato il primo voto riscontrandovi irregolarità.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale5.545.000 abitanti
Contea di Nairobi

1.208.333 abitanti
Contea di Mombasa

397.957 abitanti
Contea di Kisumu

307.990 abitanti
Contea di Nakuru

289.380 abitanti
Contea di Uasin Gishu

65.881 abitanti
Contea di Garissa

98.908 abitanti
Provincia centrale

91.778 abitanti
Contea di Kakamega

90.116 abitanti
Contea di Wajir

41.092 abitanti
Provincia Orientale

162.169 abitanti
Provincia della Rift Valley

82.970 abitanti
Provincia della Rift Valley
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Castello e fortezza

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Museo

Sito archeologico

Museo
Sito archeologico

Sito archeologico

Museo

Museo

Sito archeologico
Museo

Luogo di culto

Sito archeologico

Museo

Sito archeologico
Museo

Sito archeologico
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Il Kenya destina alla fauna selvatica aree vastissime, fra cui il parco dello Tsavo e il Masai Mara. Qui si possono osservare i «Big Five» africani — leone, leopardo, bufalo, rinoceronte ed elefante — accanto a una grande varietà di altri animali, rettili e uccelli protetti nei parchi nazionali e nelle riserve di caccia: complessivamente le aree protette coprono circa il dieci per cento del territorio nazionale.
Lo spettacolo più celebre è la migrazione annuale: fra giugno e settembre due milioni di gnu percorrono 2900 chilometri dal Serengeti tanzaniano al Masai Mara, in un movimento costante in senso orario alla ricerca di cibo e acqua, accompagnati da duecentomila zebre nell’attraversamento del fiume Mara. Questa migrazione è inclusa fra le Sette meraviglie naturali dell’Africa.
La pressione sulla fauna è però fortissima: il Kenya ha lanciato il primo censimento degli animali selvatici nel 2021, dopo che decenni di bracconaggio, l’espansione degli insediamenti umani e il riscaldamento globale avevano colpito duramente le popolazioni animali. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura il numero degli elefanti africani è diminuito di oltre il sessanta per cento dagli anni settanta, e la superficie di foresta primaria è passata da 766 000 a 322 000 ettari fra il 1990 e il 2005.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, en), Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 117 km²

Parco nazionale
Superficie 392 km²

Parco nazionale
Superficie 715 km²

Parco nazionale
Superficie 766 km²
Parco nazionale
Superficie 1.571 km²
Parco nazionale
Superficie 11.747 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 870 km²

Parco nazionale
Superficie 169 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 1.153 km²
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Montagna
Altezza 5.199 m

Montagna
Altezza 4.321 m
Montagna
Altezza 2.776 m

Montagna
Altezza 3.999 m

Montagna
Altezza 1.751 m

Montagna
Altezza 2.278 m

Montagna
Altezza 2.209 m

Montagna
Altezza 1.707 m

Montagna
Altezza 2.460 m
Montagna
8 di 10
La cucina keniota ha subito le influenze dei popoli con cui è venuta a contatto nel corso della storia: quelle bantu e nilotiche dell’interno, quelle arabe e swahili della costa e quelle indiane portate dalle comunità asiatiche.
L’alimento base è l’ugali, una polenta densa di farina di mais che accompagna quasi ogni pasto, spesso servita con verdure a foglia e stufati.
Fra i piatti più diffusi ci sono il nyama choma, la carne arrostita alla brace che è un vero rito conviviale, e il githeri, a base di mais e fagioli; fra le bevande tradizionali si ricorda il changaa.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cultura swahili nacque dall’incontro, a partire dal XII secolo, fra gli arabi che fondarono le città costiere e i gruppi indigeni: ha due elementi di unificazione, la lingua kiswahili e la religione islamica.
La società keniota conserva ancora oggi i segni della divisione imposta dal colonialismo: ai kikuyu furono affidate le fattorie, i kamba furono spinti ad arruolarsi nel nascente esercito e i luya impiegati nei lavori domestici e nell’artigianato. Assegnando a ogni etnia un ruolo diverso, i coloni applicarono la regola del dividi et impera usata in tutte le loro colonie africane.
Anche la tradizione popolare va letta con attenzione: la presunta supremazia dei masai sui kikuyu non fu mai reale, e furono i kamba, che facevano da mediatori nei commerci fra la costa e l’interno, a diffondere storie sulla ferocia dei masai per scoraggiare le carovane dei mercanti. La data di arrivo dei masai nel territorio attuale, attorno al 1750, si ricava contando a ritroso i gruppi di iniziazione, i cui nomi sono ricordati oralmente senza eccezioni da tutti i clan.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fra i musicisti kenioti affermatisi a cavallo fra XX e XXI secolo c’è Adam Solomon, cantante e chitarrista che si dedica soprattutto alla musica africana.
Nel nuovo secolo si è messa in luce Stella Mwangi.
Fra i brani in lingua swahili più conosciuti nel mondo c’è Jambo Bwana, del gruppo keniota Uyoga.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il patrimonio archeologico del Kenya è fra i più importanti del mondo, perché l’Africa orientale è una delle prime regioni in cui si ritiene siano vissuti gli esseri umani moderni: nel 1984, durante scavi presso il lago Turkana, il paleoantropologo Richard Leakey, assistito da Kamoya Kimeu, scoprì il «ragazzo del Turkana», un fossile di Homo erectus di 1,6 milioni di anni fa.
Ricerche più recenti hanno individuato in Kenya le prime tracce di comportamenti moderni: reti di scambio a lunga distanza, che riguardavano materiali come l’ossidiana, l’uso di pigmenti e forse la produzione di punte da lancio, circa 320 000 anni fa. Gli autori degli studi suggeriscono che comportamenti complessi fossero già iniziati in Africa all’epoca della comparsa dell’Homo sapiens.
Fra i siti preistorici dell’interno spiccano Namoratunga, sulla sponda occidentale del lago Turkana, forse legato all’osservazione del cielo, e l’insediamento cinto di mura di Thimlich Ohinga.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it), Kenya (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Uno degli autori più noti non soltanto della letteratura keniota ma di tutta la produzione letteraria africana del XX secolo è Ngugi wa Thiong’o.
Più volte indicato come candidato al Premio Nobel per la letteratura, ha scritto le proprie opere sia in inglese sia in lingua gikuyu, facendo della scelta linguistica una questione politica e culturale.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cinema keniota si è affermato soprattutto grazie a registe donne.
Fra loro ci sono Wanuri Kahiu e Hawa Essuman, il cui film Soul Boy, del 2010, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Kenya è una potenza mondiale dell’atletica leggera, soprattutto nel mezzofondo e nel fondo. Il primo oro olimpico fu conquistato da Naftali Temu nei 10 000 metri ai Giochi di Città del Messico del 1968, mentre la prima medaglia in assoluto era stata il bronzo di Wilson Kiprugut a Tokyo 1964.
David Rudisha detiene il record mondiale degli 800 metri piani, stabilito a Londra il 9 agosto 2012; fra gli altri atleti si ricordano il campione mondiale Emmanuel Korir e il primatista della maratona Kelvin Kiptum.
La nazionale femminile di pallavolo è attualmente la più forte del continente africano, con sette vittorie ai campionati continentali e diverse partecipazioni ai mondiali e alle Olimpiadi; la nazionale di calcio vanta cinque vittorie nella Coppa CECAFA e ha in Dennis Oliech il proprio capocannoniere, con 34 reti.
Sintesi · Fonte: Kenya (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Geografia
L’elemento morfologico che più caratterizza il Kenya è la Rift Valley, che lo taglia da nord a sud.
Fonte: Kenya (Wikipedia, it)
Record
Il monte Kenya, con 5199 metri, è uno dei più alti dell’Africa e dà il nome al Paese.
Fonte: Kenya (Wikipedia, it)
Geografia
Il Kenya è attraversato dall’equatore, ma pur essendo un Paese equatoriale e tropicale presenta climi molto vari, dal deserto agli altopiani boscosi.
Fonte: Kenya (Wikipedia, it)
Geografia
Il lago più vasto del Kenya è il Turkana, dalle acque salmastre e punteggiato di isole: del lago Vittoria appartiene al Paese solo una piccola porzione.
Fonte: Kenya (Wikipedia, it)
Geografia
In Kenya solo due fiumi hanno portata e lunghezza degne di nota, il Tana e il Galana.
Fonte: Kenya (Wikipedia, it)
Geografia
Le acque interne del Kenya comprendono numerosi soffioni boraciferi e geyser.
Fonte: Kenya (Wikipedia, it)
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