Stiamo preparando la sala giochi…
Stiamo preparando la sala giochi…
Africa · Africa orientaleGuida completa
Controllo il passaporto…
CapitaleAddis Abeba
Apri la guida di Addis Abeba
L’Etiopia, ufficialmente Repubblica Federale Democratica d’Etiopia, è uno Stato dell’Africa orientale situato nel Corno d’Africa, con una popolazione di oltre 120 milioni di abitanti e capitale Addis Abeba.
Confina a nord con l’Eritrea, a nord-est con Gibuti, a est con la Somalia, a ovest con il Sudan e il Sudan del Sud e a sud con il Kenya. È il più popoloso Stato senza sbocco al mare del mondo e occupa una superficie di oltre 1 100 000 chilometri quadrati, pur con una densità di popolazione bassa.
Il Paese ha una storia unica in Africa: è stato una delle prime nazioni al mondo ad adottare ufficialmente il cristianesimo come religione di Stato, nel IV secolo, e ha mantenuto la propria indipendenza anche durante la spartizione coloniale del continente, con la sola parentesi dell’occupazione italiana fra il 1936 e il 1941.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con 1 126 829 chilometri quadrati l’Etiopia è il ventisettesimo Paese più esteso al mondo. All’interno del suo territorio si trova un vasto complesso di montagne e scoscesi altopiani, diviso dalla Rift Valley, che lo attraversa da sud-ovest a nord-est ed è circondata da bassopiani, steppe e zone semidesertiche.
La grande diversità del territorio determina una varietà straordinaria di climi, terreni, vegetazione e insediamenti. L’altopiano etiopico si divide in quattro fasce altimetriche: la zona inferiore, con acacie, euforbie, palme, tamarindi e bambù; quella intermedia, con alberi e arbusti sempreverdi, aloe e ginepri; quella superiore, con prati e pascoli sfruttati dalla pastorizia; e le aree cacuminali, con vegetazione di tipo alpino. La vetta più alta è il Ras Dejen, con 4620 metri.
I corsi d’acqua maggiori sono in genere navigabili solo per brevi tratti, per via delle forti variazioni di portata. Il più importante è il Nilo Azzurro, emissario del lago Tana, che piega verso ovest e raggiunge il Nilo Bianco in territorio sudanese; a nord scorre il Tacazzè, dentro un canyon, mentre gli altopiani meridionali sono solcati dall’Omo e dal Giuba. Il lago Tana, nel cuore dell’acrocoro, è il maggiore del Paese.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima predominante è tropicale monsonico, con variazioni determinate dalla topografia. Gli altopiani, che coprono gran parte del Paese, hanno un clima molto più fresco di altre regioni equatoriali: la maggior parte delle città etiopi si trova fra i duemila e i 2500 metri di altitudine, comprese le capitali storiche di Gondar e Axum.
Addis Abeba sorge ai piedi del Monte Entoto a circa 2400 metri, e questo le dà un clima mite tutto l’anno: la temperatura media annuale è di 16 °C, con massime giornaliere fra i venti e i venticinque gradi e minime notturne fra i cinque e i dieci. Le stagioni sono scandite dalle piogge: una stagione secca da ottobre a febbraio, una delle piogge da marzo a maggio e una di forti piogge da giugno a settembre, per una media annua di circa 1200 millimetri e sette ore di sole al giorno.
Nelle regioni più basse della parte orientale il clima diventa molto più caldo e secco, con praterie di xerofite e arbusteti. A Dallol, nella depressione della Dancalia, è stata registrata la più alta temperatura media annuale del mondo: 34 °C.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Addis Abeba · regione degli Afar · regione degli Amara · regione Benisciangul-Gumus · Dire Daua · regione di Gambella · regione di Harar · Oromia · regione dei Somali · Etiopia meridionale · regione dei Tigrè · Regione dei Popoli Etiopi del Sud-Ovest · Regione dell'Etiopia centrale · Regione di Sidama
Stato attuale dal 1995
4 milioni di anni fa
Nel 1994 furono scoperti in Etiopia i resti di un Ardipithecus, un antichissimo ominide vissuto oltre quattro milioni di anni fa.
3,2 milioni di anni fa
Il più conosciuto fra i progenitori dell’uomo, un Australopithecus afarensis ribattezzato Lucy, fu rinvenuto nel 1974 presso il villaggio di Hadar, nella valle dell’Auasc, nel Triangolo di Afar.
200 000 anni fa
Ossa umane di un Homo sapiens di duecentomila anni fa furono rinvenute nel 1967 nell’Omo Kibish, nel sud dell’Etiopia; nel 1997, nella media valle dell’Auasc, vennero alla luce i resti dell’Homo sapiens idaltu, di circa 160 000 anni fa.
VIII secolo a.C.
Nei territori delle odierne Eritrea ed Etiopia settentrionale venne fondato il regno di D’mt, con capitale presso Yeha; nello stesso periodo fu costruito il Grande tempio di Yeha, l’edificio più antico del Paese.
I secolo d.C.
Il regno emerse nelle odierne Etiopia del nord ed Eritrea e estese il proprio dominio anche sull’altra sponda del Mar Rosso, nell’odierno Yemen.
III secolo
Il profeta persiano Mani menzionò il regno di Axum fra le quattro grandi potenze dell’epoca, insieme all’Impero romano, a quello persiano e a quello cinese.
316 circa
Frumenzio e il fratello Edesio, condotti a corte come schiavi dopo un naufragio, ottennero incarichi di fiducia dal re Ezana e convertirono la corte reale al cristianesimo; Frumenzio divenne il primo vescovo di Axum.
615
Un gruppo di musulmani perseguitati alla Mecca fuggì in Etiopia su consiglio del profeta e vi trovò rifugio presso il re di Axum: è la prima Egira della storia islamica.
970 circa
La regina invase il regno di Axum e distrusse tutti i luoghi di culto cristiani.
1137–1270
La dinastia governò diverse regioni delle odierne Etiopia ed Eritrea; al XII secolo risale il celebre complesso delle chiese di Lalibela.
1270–1755
La dinastia Salomonide governò l’impero etiopico per quasi cinque secoli.
1428
L’imperatore Yeshaq I inviò emissari ad Alfonso V d’Aragona, che a sua volta ne mandò di propri: era la prima volta dall’era axumita che l’Etiopia cercava accordi diplomatici con i regni europei.
1508–1543
L’imperatore Davide II strinse accordi con il Regno del Portogallo, che inviò quattrocento uomini armati: fu così che il figlio Claudio riuscì a sconfiggere l’imam Ahmad ibn Ibrahim al-Ghazi del Sultanato di Adal e a ristabilire il proprio dominio.
1632
Dopo che la conversione al cattolicesimo dell’imperatore Susenyos aveva provocato rivolte e migliaia di morti, il 25 giugno il figlio Fasilides dichiarò il cristianesimo ortodosso religione di Stato ed espulse i missionari gesuiti.
1755–1855
L’Etiopia visse un secolo di isolamento, lo Zemene Mesafint: gli imperatori divennero mere figure di facciata, controllate dai capi militari del Tigré e poi dalla dinastia oromo degli Yejju.
1889
Menelik II divenne imperatore e fondò la nuova capitale Addis Abeba; nel maggio dello stesso anno Italia ed Etiopia stipularono il trattato di Uccialli, le cui versioni in italiano e in amarico non corrispondevano.
1896
La guerra fra Italia ed Etiopia si concluse con la pesante sconfitta italiana nella battaglia di Adua; il 26 ottobre il trattato di Addis Abeba abrogò quello di Uccialli e l’Italia riconobbe la piena sovranità etiopica.
1923
Il reggente Tafarì Maconnèn, che aveva avviato la modernizzazione del Paese, ottenne l’ingresso dell’Etiopia nella Società delle Nazioni.
1930
Il 2 novembre, dopo la morte dell’imperatrice Zauditù, Tafarì Maconnèn fu incoronato imperatore con il nome di Hailé Selassié, «Forza della Trinità».
1935–1936
Il 3 ottobre 1935 il Regno d’Italia attaccò l’Etiopia dall’Eritrea e dalla Somalia; Hailé Selassié si appellò alla Società delle Nazioni, che deliberò sanzioni economiche contro l’Italia. Il 2 maggio 1936 l’imperatore partì per l’esilio e pochi giorni dopo Mussolini annunciò la nascita dell’Impero.
1941
Nel corso della campagna dell’Africa Orientale Italiana le forze britanniche, insieme ai combattenti etiopi arbegnuoc, riconquistarono il Paese: Hailé Selassié rientrò ad Addis Abeba il 5 maggio.
1960
Alla maratona dei Giochi olimpici di Roma, Abebe Bikila vinse la prima medaglia d’oro olimpica per l’Etiopia e per l’intero continente africano.
1962–1963
Nel 1962 Hailé Selassié annesse unilateralmente l’Eritrea, scatenando una guerra d’indipendenza trentennale; nel 1963 svolse un ruolo di primo piano nella fondazione dell’Organizzazione dell’unità africana, con sede ad Addis Abeba. Nello stesso 1962 la nazionale di calcio vinse la Coppa d’Africa.
1974–1975
Il 12 settembre 1974 un colpo di Stato di un gruppo di ufficiali detronizzò Hailé Selassié; il 12 marzo 1975 il Derg proclamò la fine del regime imperiale e la nascita di uno Stato comunista. L’imperatore morì il 27 agosto di quell’anno.
1977–1978
Nella lotta interna al Derg prevalse la fazione radicale di Menghistu Hailé Mariàm, che instaurò il regime del Terrore Rosso; negli stessi anni Etiopia e Somalia si scontrarono nella guerra dell’Ogaden.
1983–1985
Una gravissima carestia colpì il Paese causando la morte di almeno 400 000 persone.
1991
Perso l’appoggio sovietico, Menghistu fuggì in Zimbabwe, travolto dal Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope; nello stesso anno l’Operazione Salomone trasportò in Israele migliaia di ebrei etiopi.
1993–1995
Dopo un referendum l’Eritrea divenne Stato indipendente; nel 1994 fu promulgata la nuova costituzione etiope e nel maggio 1995 si tenne la prima elezione formalmente pluripartitica.
1998–2000
Una disputa di confine provocò una nuova guerra fra i due Paesi, conclusa con l’accordo di Algeri: il costo del conflitto, stimato per entrambe le parti attorno al milione di dollari al giorno, ebbe effetti devastanti sull’economia etiope.
2018–2019
Abiy Ahmed Ali divenne primo ministro, primo oromo alla guida del Paese, e fece una storica visita in Eritrea che pose fine al conflitto fra i due Stati: per questo nel 2019 gli fu conferito il Premio Nobel per la pace.
2020–2022
Le relazioni fra governo federale e governo del Tigrè si guastarono fino a condurre alla guerra civile, conclusa il 3 novembre 2022 con la cosiddetta Pace di Pretoria.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione etiope è cresciuta dai 33,5 milioni del 1983 ai novanta milioni del 2014, fino agli oltre 120 milioni di oggi; nel XIX secolo si aggirava sui nove milioni. Negli anni venti del nuovo secolo il tasso di crescita è fra i primi dieci del mondo, e si prevede che entro il 2060 il Paese possa raggiungere i 210 milioni di abitanti.
La popolazione è formata da più di ottanta gruppi etnici diversi. Secondo il censimento del 2007 gli Oromo sono il maggiore, con il 34,4 per cento, presenti nella zona centro-meridionale e dediti soprattutto alla pastorizia e all’agricoltura; seguono gli Amara, con il 27 per cento, che vivono sull’altopiano a nord di Addis Abeba, e i Tigrini, con il 6,22 per cento, nel nord del Paese. Fra gli altri gruppi ci sono Sidamo, Guraghé, Welayta e Afar.
Fra i gruppi non autoctoni si segnalano yemeniti, indiani, armeni, greci e italiani, oltre a una piccola comunità di rastafariani provenienti dalla Giamaica. Nel 2009 l’Etiopia ospitava circa 135 200 fra rifugiati e richiedenti asilo, in gran parte provenienti da Somalia, Eritrea e Sudan.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo Ethnologue in Etiopia si parlano novanta lingue diverse. La maggior parte appartiene alla famiglia afro-asiatica: al gruppo cuscitico appartiene l’oromo, mentre amarico e tigrino sono lingue semitiche; insieme, questi tre gruppi linguistici coprono circa tre quarti della popolazione. Le lingue omotiche sono parlate dalle minoranze del sud, quelle nilo-sahariane dalle popolazioni nilotiche del sud-ovest.
Tutte le lingue godono di riconoscimento statale nella Costituzione del 1995, ma l’amarico è la lingua di lavoro del governo federale; le regioni sono libere di determinare le proprie, e oromo, tigrino e somalo sono ufficiali nei rispettivi territori. L’inglese è la lingua straniera più parlata ed è insegnata in tutte le scuole secondarie, mentre l’italiano è ancora parlato da una parte della popolazione, soprattutto fra le generazioni più anziane, ed è insegnato in alcune scuole: amarico e tigrino hanno molte parole prese in prestito dall’italiano.
La scrittura principale è il ge’ez, o ortografia etiope, impiegata come alfasillabario per molte lingue del Paese: fu usata per la prima volta fra il VI e il V secolo a.C. per trascrivere la lingua ge’ez, che oggi è la lingua liturgica delle Chiese ortodosse etiope ed eritrea. Nel 1980 il set di caratteri etiopico è stato digitalizzato e oggi fa parte dello standard Unicode.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Etiopia ha legami storici strettissimi con tutte e tre le grandi religioni abramitiche. Secondo il censimento del 2007 i cristiani sono il 62,8 per cento della popolazione, di cui il 43,5 per cento ortodossi etiopi, i musulmani il 33,9 per cento, i praticanti di religioni tradizionali il 2,6 per cento.
Il Regno di Axum fu una delle prime nazioni al mondo ad accettare ufficialmente il cristianesimo, quando san Frumenzio di Tiro, chiamato in Etiopia «Padre della Pace», convertì l’imperatore Ezana nel IV secolo; secondo il Nuovo Testamento, però, il cristianesimo era arrivato qui ancora prima, con il battesimo di un funzionario del tesoro reale etiope. La Chiesa ortodossa etiope Tewahedo fa parte delle chiese ortodosse orientali, e dal XVIII secolo esiste anche una piccola Chiesa cattolica etiope in piena comunione con Roma.
L’islam in Etiopia risale alla fondazione stessa della religione: nel 615 un gruppo di musulmani, su consiglio del profeta, fuggì qui per sfuggire alle persecuzioni della Mecca, e il Paese è quindi il luogo della prima Egira della storia islamica; la città di Negash, nel Tigré, è il più antico insediamento islamico africano. Fino agli anni ottanta viveva nel Paese una consistente popolazione di ebrei etiopi, i Beta Israel, in gran parte poi emigrata in Israele.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo il Fondo monetario internazionale l’Etiopia è stata una delle economie in più rapida crescita al mondo fra il 2004 e il 2009, con un tasso del dieci per cento, e nel 2007 e 2008 la più rapida economia africana non dipendente dal petrolio. Fino al 2016 la crescita si è mantenuta fra l’otto e l’undici per cento, per poi scendere attorno al sette.
Nonostante ciò il prodotto interno lordo pro capite resta fra i più bassi del mondo e l’economia affronta gravi problemi strutturali. Gli investimenti statali puntano soprattutto sulle infrastrutture — strade, ferrovie, produzione e trasporto dell’energia — e i partner commerciali principali sono Cina, Turchia, India e Unione europea. Nel dicembre 2023 il Paese ha dichiarato formalmente default, non essendo riuscito a ripagare una cedola del suo unico titolo di Stato internazionale.
La costituzione stabilisce che il diritto di possedere i terreni spetta solo «allo Stato e al popolo»: i cittadini possono affittare la terra fino a novantanove anni, ma non ipotecarla né venderla. L’agricoltura, praticata con metodi tradizionali, occupa il settanta per cento della popolazione e produce caffè da esportazione, ortaggi, legumi, orzo e grano sugli altopiani, cotone e tabacco nelle zone più umide; a generare la quota maggiore del prodotto interno lordo sono però ormai i servizi.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dopo la caduta della dittatura del Derg, nel 1991, fu istituito un governo di transizione e nel 1994 venne promulgata una nuova costituzione, con un parlamento bicamerale e un nuovo sistema giudiziario. La prima elezione formalmente pluripartitica si svolse nel maggio 1995.
Le elezioni successive, nel 2005, nel 2010 e nel 2015, furono tutte vinte dal Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope e si caratterizzarono per segnalazioni di gravi irregolarità, seguite da proteste e scioperi. Nel 2018 il primo ministro Hailé Mariàm Desalegn si dimise inaspettatamente e gli succedette Abiy Ahmed Ali, primo premier oromo del Paese, che liberò migliaia di prigionieri politici e annunciò ampie riforme.
La frattura con il partito al governo nella regione del Tigrè, che si oppose al rinvio delle elezioni e ne organizzò di proprie nel settembre 2020, portò alla guerra civile del Tigrè, conclusa il 3 novembre 2022 con la cosiddetta Pace di Pretoria. Gli accordi somigliano però più a un cessate il fuoco che a una pace: restano irrisolte questioni come il rientro dei soldati eritrei e l’assetto amministrativo del Tigray occidentale, conteso fra Tigray e Amhara.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale5.704.000 abitanti
Etiopia
44.647 abitanti
Mehakelegnaw
157.000 abitanti
Regione di Harar
323.700 abitanti
Regione dei Tigrè

323.900 abitanti
Gondar

277.000 abitanti
Etiopia

243.300 abitanti
Regione degli Amara

324.000 abitanti
Oromia

300.100 abitanti
Regione di Sidama

125.876 abitanti
Fafan

512.498 abitanti
Wolayita

177.900 abitanti
Jimma

187.900 abitanti
Dessie

66.100 abitanti
Gambela

74.879 abitanti
Gamo (zona)
6 di 15

Luogo di culto
Luogo di culto

Monumento

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico
Sito archeologico
Museo

Luogo di culto
Sito archeologico

Luogo di culto
Sito archeologico

Monumento

Monumento

Luogo di culto

Palazzo

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto
Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Palazzo
Luogo di culto
8 di 32
L’Etiopia viene spesso considerata dagli occidentali una destinazione di interesse puramente storico, solo perché non ospita grandi branchi di elefanti, giraffe e rinoceronti. In realtà nel Paese vivono 277 specie di mammiferi, duecento di rettili, 148 di pesci e 63 di anfibi, oltre a più di 860 specie di uccelli censite: delle dieci famiglie di uccelli endemiche dell’Africa, l’Etiopia ne ospita ben otto.
Ancora più notevole è il tasso di endemismo: 31 mammiferi, 21 uccelli, nove rettili, quattro pesci e 24 anfibi esistono solo qui. L’habitat afroalpino, compreso fra il parco nazionale delle montagne di Bale e quello dei monti Simien, vanta il maggior numero di mammiferi endemici e ospita il nyala di montagna, lo stambecco del Simien, il lupo etiope — fra i canidi più rari al mondo — e il gelada, oltre a sedici specie di uccelli endemiche.
La pressione demografica è però il maggiore pericolo: si ritiene che circa il 95 per cento delle foreste naturali sia stato sostituito dall’agricoltura e dagli insediamenti umani, e negli ultimi ottant’anni la popolazione si è quasi quintuplicata. La deforestazione ha prodotto una grave erosione del suolo, che aumenta il pericolo di carestie, e durante la guerra civile intere foreste furono date alle fiamme dal Derg per stanare le forze ribelli. Il Paese ha comunque istituito numerosi parchi nazionali, fra cui quelli del Semien, dell’Omo, dell’Auasc e delle montagne di Bale.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 412 km²

Parco nazionale
Superficie 2.471 km²

Parco nazionale
Superficie 753 km²

Parco nazionale
Superficie 514 km²

Parco nazionale
Superficie 5.061 km²

Parco nazionale
Superficie 4.068 km²

Parco nazionale
Superficie 887 km²

Parco nazionale
Superficie 4.731 km²
Parco nazionale
Superficie 5.061 km²
Parco nazionale
Superficie 5 km²

Parco nazionale
Parco nazionale
8 di 12
Montagna
Altezza 4.550 m
Montagna
Altezza 4.533 m
Montagna
Altezza -91 m

Montagna
Altezza 4.550 m

Montagna
Altezza 2.028 m
Montagna
Altezza 521 m

Montagna
Altezza 4.389 m

Montagna
Altezza 1.295 m
Montagna
Altezza 4.307 m

Montagna

Montagna
Altezza 2.998 m

Montagna
Altezza 1.733 m
8 di 12
L’alimento più noto della cucina etiope sono i vari stufati di carne conosciuti come wat. La carne e i contorni di verdure vengono serviti sull’injera, una grande focaccia sottile fatta con farina di teff: non si usano posate, ed è l’injera stessa a raccogliere le portate.
Quasi ovunque in Etiopia si mangia dallo stesso piatto, posto al centro del tavolo e condiviso da tutto il gruppo. È anche usanza comune imboccare gli altri commensali con le proprie mani, una tradizione chiamata gursha.
La cucina tradizionale non impiega né maiale né frutti di mare, vietati tanto dalla fede cristiana ortodossa etiope quanto dall’islam e dall’ebraismo. Fra i piatti più noti ci sono il kitfo, originario dei guraghé e amatissimo in tutto il Paese, il tihlo, una sorta di gnocco di farina di orzo tostato nato in Tigré, e specialità oromo come il chechebsa.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Etiopia usa un proprio calendario, conosciuto come calendario etiopico o ge’ez, basato sul più antico calendario copto alessandrino, a sua volta derivato da quello egizio: ha dodici mesi di esattamente trenta giorni ciascuno, più cinque o sei giorni che formano un tredicesimo mese. Attorno al 300 a.C. gli Oromo svilupparono inoltre un calendario lunare-stellare, fondato sull’osservazione della luna in rapporto a sette stelle o costellazioni particolari.
Anche i nomi funzionano diversamente: ai bambini si aggiunge il nome del padre e quello del nonno paterno dopo il proprio nome di battesimo, e per compatibilità con i sistemi occidentali il nome del padre viene preso come cognome. Nelle situazioni ufficiali si usano prefissi specifici per gli uomini, per le donne sposate e per quelle non sposate.
Fra le ricorrenze nazionali il 28 maggio si celebra la caduta della giunta del Derg, avvenuta nel 1991, mentre l’Enkutatash, il capodanno etiope, si festeggia qui come in Eritrea.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica etiope è estremamente varia: si potrebbe dire che ciascuno degli ottanta gruppi etnici del Paese sia associato a suoni unici e specifici. Usa un sistema modale particolare, la scala pentatonica, con caratteristici e lunghi intervalli intercalati fra alcune note, ed è strettamente legata a quella dei Paesi vicini.
Il canto tradizionale presenta diversi stili di polifonia, dall’eterofonia al bordone al contrappunto. I testi dei compositori etiopi sono fortemente associati al patriottismo e all’orgoglio nazionale, al romanticismo, all’amicizia e soprattutto a un sentimento chiamato «Tissita», fatto di ricordo e nostalgia.
L’esponente più noto dell’Ethio Jazz, il jazz etiope, è Mulatu Astatke.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arte e l’architettura religiosa etiopi sono ricchissime e riflettono la lunga storia del cristianesimo locale: le chiese e i loro affreschi testimoniano influenze axumite, bizantine e copte. È diffusa soprattutto la pittura a soggetto sacro, caratterizzata da colori molto forti e caldi, mentre la scultura è rara, perché solo la pittura può raffigurare scene sacre.
La caratteristica principale dell’architettura etiope è lo sviluppo orizzontale, tipico degli edifici religiosi e civili. L’edificio più antico del Paese è il Grande tempio di Yeha, noto anche come Tempio della Luna, costruito nel VII secolo a.C. senza l’uso di malta, con soluzioni che denotano notevoli capacità ingegneristiche. Celebre è il complesso delle chiese di Lalibela, risalenti al XII secolo, dalla pianta regolare, con archi ampi, soffitti a cupolette e finestrelle con griglia a croce.
La tripartizione dello spazio sacro descritta nel Libro dei Re per il Tempio di Gerusalemme trova corrispondenza in una serie di chiese etiopi: un edificio rettangolare di tre vani allineati, il primo per i cantori e il popolo, il secondo per il clero non officiante, il terzo per i sacerdoti. Attorno al XVI secolo comparve la chiesa rotonda con tetto conico di stile Amhara, mentre dal 1600 in poi influenze indiane, arabe e portoghesi diedero forma ai castelli quadrangolari di Gondar, a più piani e con torrioni angolari.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fra i testi fondativi della cultura etiope c’è la Gloria dei Re, risalente al periodo compreso fra il IV e il VI secolo, che è anche uno dei testi sacri del rastafarianesimo.
Fra XIX e XX secolo si distinse Afework Ghevre Jesus, considerato uno dei padri della moderna letteratura etiopica.
Fra gli autori successivi si ricordano il poeta e drammaturgo Tsegaye Gabre-Medhin e la scrittrice Maaza Mengiste, che ha ottenuto vari riconoscimenti internazionali.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cinema etiope ha alcune figure di rilievo internazionale, fra cui i registi Zelalem Woldemariam e Haile Gerima.
Il film Teza di Haile Gerima è stato premiato nel 2008 alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con il Leone d’argento, il Gran premio della giuria.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli atleti etiopi si sono sempre distinti nelle discipline del fondo e del mezzofondo, con una tradizione che risale agli anni sessanta e alle imprese del maratoneta Abebe Bikila, vincitore alle Olimpiadi di Roma 1960 e di Tokyo 1964.
La prima medaglia d’oro olimpica etiope, che fu anche la prima medaglia olimpica dell’intero continente africano, arrivò proprio da lui, nella maratona di Roma. Fra gli altri campioni ci sono Miruts Yifter, Mamo Wolde, Haile Gebrselassie e Kenenisa Bekele, detentore di record del mondo sui 5000 e 10 000 metri, oltre a una lunga serie di atlete come Derartu Tulu, Tirunesh Dibaba, Meseret Defar e Genzebe Dibaba.
La nazionale di calcio non ha ottenuto risultati importanti a livello internazionale, ma ha partecipato spesso alla Coppa d’Africa e l’ha vinta nel 1962; nel 2012 si è qualificata di nuovo alla fase finale del torneo continentale.
Sintesi · Fonte: Etiopia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 1980

Iscritto nel 1980

Iscritto nel 1978
Iscritto nel 1979

Iscritto nel 2023

Iscritto nel 1978

Iscritto nel 2024

Iscritto nel 1980

Iscritto nel 2023

Iscritto nel 1980

Iscritto nel 2011
Iscritto nel 2006
8 di 12
Lingua
In greco Aithiopía è una parola composta che significa letteralmente «faccia bruciata», cioè «persona dalla pelle scura».
Fonte: Etiopia (Wikipedia, it)
Cultura
Secondo il Libro di Axum, del XV secolo, il nome Etiopia deriva da un individuo leggendario chiamato Ityopp’is, che avrebbe fondato la città di Axum.
Fonte: Etiopia (Wikipedia, it)
Lingua
Durante il periodo coloniale l’Etiopia fu spesso chiamata Abissinia, in riferimento agli habesha; in arabo moderno è ancora conosciuta come Al-Ḥabashah.
Fonte: Etiopia (Wikipedia, it)
Record
L’Etiopia è il Paese senza sbocco al mare più popoloso del mondo.
Fonte: Etiopia (Wikipedia, it)
Record
Con 1 126 829 chilometri quadrati l’Etiopia è il ventisettesimo Paese più esteso al mondo, paragonabile alla Bolivia.
Fonte: Etiopia (Wikipedia, it)
Record
La vetta più alta dell’Etiopia è il Ras Dejen, con 4620 metri, nel parco nazionale del Semien.
Fonte: Etiopia (Wikipedia, it)
6 di 50

Controllo i tuoi viaggi…
Controllo il passaporto…
I dati strutturati vengono da Wikidata (CC0). Le descrizioni e le sintesi derivano da voci di Wikipedia, ridistribuite con licenza CC BY-SA 4.0: chi le riusa deve citare gli autori e mantenere la stessa licenza. Le fotografie vengono da Wikimedia Commons, con autore e licenza elencati qui sotto.
Fotografie
Altre fonti: Wikidata (CC0 1.0)
Dati aggiornati al 21 settembre 2026.