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L’Egitto, ufficialmente Repubblica Araba d’Egitto, è un Paese transcontinentale: occupa l’angolo nord-orientale dell’Africa e, attraverso la penisola del Sinai, si allunga nell’angolo sud-occidentale dell’Asia. Confina con il Mar Mediterraneo a nord, con la striscia di Gaza e Israele a nord-est, con il golfo di Aqaba e il Mar Rosso a est, con il Sudan a sud e con la Libia a ovest.
È uno dei Paesi più popolosi dell’Africa e del Medio Oriente e il tredicesimo al mondo. Quasi tutti gli abitanti vivono lungo le rive del Nilo, su una superficie di circa diecimila chilometri quadrati: è l’unica terra coltivabile del Paese, mentre le immense distese del Sahara che coprono il resto del territorio sono quasi disabitate.
L’Egitto ha una delle storie più lunghe di qualsiasi Stato moderno: è abitato senza interruzione dal X millennio a.C. I suoi monumenti — le piramidi di Giza, la Grande Sfinge, le rovine di Menfi, Tebe, Karnak e la Valle dei Re — sono il lascito di una civiltà che fu fra le più avanzate del suo tempo, e insieme alle coste del Mar Rosso hanno reso il turismo una parte vitale dell’economia.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio egiziano è quasi tutto desertico: solo il cinque per cento è fertile e coincide con la valle del Nilo, il suo delta e le oasi della parte occidentale, come Siwa, Bahariya, al-Fayyum, Farafra, Kharga e Dakhla.
Il Nilo, secondo fiume più lungo del mondo, nasce dai grandi laghi africani e attraversa l’Egitto da sud a nord per circa 1500 chilometri. È quasi tutto navigabile, tranne nel tratto vicino alla prima cateratta: poco a nord del Cairo si divide in due rami principali, quello di Rosetta, che sfocia vicino ad Alessandria, e quello di Damietta, vicino al canale di Suez. Il delta è solcato da una fitta rete di canali artificiali.
Senza il Nilo l’Egitto sarebbe soltanto una landa desertica: il fiume è stato vitale per la nascita della civiltà antica e lo è ancora oggi per l’irrigazione. Il Paese si affaccia a nord sul Mediterraneo e a est sul Mar Rosso, dove si trova una delle barriere coralline più belle del mondo.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima è desertico su quasi tutto il Paese, con l’eccezione della fascia mediterranea, più temperata ma comunque molto secca. Gli inverni sono miti, anche se nel deserto non mancano le gelate notturne per via delle forti escursioni termiche fra giorno e notte.
Le estati sono caldissime e secche: le temperature raggiungono facilmente i 43-45 °C, con punte oltre i 50 °C in pieno deserto. La zona più fresca d’estate è quella delle coste mediterranee, dove le brezze marine rendono il caldo più sopportabile. Le precipitazioni sono scarsissime: nelle zone interne sahariane può non piovere per molti mesi, e le rare piogge sono torrenziali.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1922
X millennio a.C.
L’Egitto è abitato senza interruzione dal X millennio a.C.: è una delle storie più lunghe fra tutti gli Stati moderni.
3100 a.C.
Menes, primo sovrano della I dinastia, unì il Basso e l’Alto Egitto; nelle titolature ufficiali il Paese sarà chiamato per millenni Tȝwy, «le Due Terre».
2670 a.C. circa
Imhotep, considerato il primo architetto della storia, ideò durante la III dinastia la piramide a gradoni di Djoser.
metà del I millennio a.C.
Dopo secoli di indipendenza, alternati a fasi di anarchia, l’Egitto cadde sotto il controllo persiano.
332 a.C.
Alessandro Magno conquistò l’Egitto, che restò poi ai suoi successori, i Tolomei.
30 a.C.
L’Egitto divenne provincia romana e, alla divisione dell’Impero, passò all’Impero romano d’Oriente.
VII secolo
Gli Arabi conquistarono l’Egitto e ne fecero una provincia del loro califfato: cominciò l’islamizzazione, e il copto perse progressivamente il ruolo di lingua maggioritaria.
X secolo
I Fatimidi, sciiti ismailiti, conquistarono il Paese; nello stesso secolo fu fondata l’Università al-Azhar.
XII secolo
Saladino e la dinastia da lui fondata misero sotto controllo Egitto, Siria e Yemen; seguirono i Mamelucchi.
1517
Al termine della campagna del sultano Selim I gli Ottomani presero il potere, mantenendo però i Mamelucchi come loro feudatari.
1798–1800
Un corpo di spedizione francese di circa quarantamila uomini guidato da Napoleone Bonaparte invase l’Egitto: insieme ai soldati arrivò un folto gruppo di studiosi che condusse ricerche storiche, archeologiche e linguistiche fondamentali.
1805–1848
L’albanese Mehmet Ali Pascià prese saldamente in mano il Paese e avviò una dinastia vicereale formalmente vassalla di Istanbul ma di fatto autonoma: il Chedivato d’Egitto.
1869
Il 17 novembre venne inaugurato il canale di Suez, realizzato dall’imprenditore francese Ferdinand de Lesseps: 120 chilometri che cambiarono la geografia dei commerci mondiali.
1882
Londra occupò l’Egitto e il 18 dicembre ne proclamò formalmente l’autonomia dall’Impero ottomano, instaurando di fatto un proprio protettorato.
1922–1936
Dopo lunghe lotte, in cui si distinse l’attività patriottica di Sa’d Zaghlul e del partito del Wafd, il 14 settembre 1936 fu proclamata la piena indipendenza dell’Egitto, pur restando le basi militari britanniche e il controllo del canale.
1952–1953
Il 23 luglio 1952 il colpo di Stato dei Liberi Ufficiali del generale Naguib e del colonnello Nasser depose la monarchia; il 18 giugno 1953 fu proclamata la repubblica. Il 23 luglio è ancora oggi la festa nazionale.
1956
Il 26 luglio Nasser nazionalizzò il canale di Suez; seguirono l’invasione israeliana del Sinai e l’intervento anglo-francese, fermati dalla pressione di Unione Sovietica e Stati Uniti. L’8 novembre entrò in vigore il cessate il fuoco e una settimana dopo arrivarono i caschi blu dell’ONU.
1958–1971
L’Egitto si unì alla Siria nella Repubblica Araba Unita; la Siria si staccò nel 1961, ma il nome restò fino al 31 dicembre 1971, quando fu adottata l’attuale denominazione.
1967–1970
Nel 1967 scoppiò la guerra dei sei giorni; il 28 settembre 1970 morì Nasser e gli succedette il vicepresidente Anwar al-Sadat.
1973–1979
Dopo l’offensiva del 1973, Sadat avviò una svolta storica: nel 1978 ricevette il Premio Nobel per la pace e nel 1979 l’Egitto fu il primo Paese arabo a fare pace con Israele.
1981
Il 6 ottobre Anwar al-Sadat fu ucciso in un attentato; gli succedette Hosni Mubarak, che avrebbe governato per trent’anni.
1988
Lo scrittore Nagib Mahfuz vinse il Premio Nobel per la letteratura.
1991–1996
L’ex vicepremier egiziano Boutros Boutros-Ghali fu segretario generale delle Nazioni Unite.
2011
Con diciotto giorni di proteste imponenti, con oltre ottocento morti, costrinsero Hosni Mubarak alle dimissioni l’11 febbraio.
2013–2014
Il 3 luglio 2013 un colpo di Stato militare destituì il presidente Mohamed Morsi; ʿAbdel Fattāḥ al-Sīsī è presidente dall’8 giugno 2014.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione è concentrata con densità elevatissima lungo la valle del Nilo, ed è cresciuta in modo impressionante nell’ultimo mezzo secolo: dai 27 milioni del 1960 ai quasi 104 milioni di oggi. Circa il 42 per cento degli abitanti vive in aree urbane, soprattutto al Cairo, ad Alessandria e nelle città del delta.
Gli egiziani di lingua araba sono il 94,5 per cento della popolazione. Fra le minoranze ci sono le tribù beduine dei deserti a est del Nilo e del Sinai, i berberi dell’oasi di Siwa, le antiche comunità di Nubiani dell’alto Nilo, i begi dell’estremo sud-est e i clan dom del delta e del Fayum. L’antichissima comunità ebraica è praticamente scomparsa per emigrazione fra il 1948 e il 1962.
L’Egitto ospita inoltre un gran numero di rifugiati: circa 70 000 palestinesi, presenti dal 1948, circa 150 000 iracheni e oltre 200 000 sudanesi.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è l’arabo nella variante moderna standard, usato in diglossia con i dialetti: quelli del nord sono chiamati arabo egiziano e godono di grande prestigio in tutto il mondo arabo, mentre quelli del sud sono detti arabo ṣa‘īdī.
Il francese e l’inglese restano diffusi nella cultura e nei commerci: nelle grandi città i cartelli stradali e le insegne sono spesso in arabo e in inglese, e il Paese è membro dell’Organizzazione internazionale della Francofonia. La lingua copta, ultimo stadio dell’antico egizio, era la lingua maggioritaria fino all’islamizzazione cominciata nel VII secolo: oggi sopravvive soltanto come lingua liturgica della Chiesa copta.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Circa l’85 per cento della popolazione è musulmana; il restante 15 per cento è formato dai cristiani copti, una delle più antiche comunità cristiane del mondo. Restano piccolissime minoranze di ebrei, ciò che sopravvive di una comunità fiorente fino alla metà del XX secolo, e di fedeli bahá’í.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia egiziana è una delle più diversificate del Vicino Oriente e tocca settori molto diversi: turismo, agricoltura, industria e servizi. A lungo è stata quasi immobile intorno alla monocoltura del cotone, che la legava alle oscillazioni dei mercati internazionali.
L’agricoltura impiega un terzo dei lavoratori: i campi sono quasi tutti irrigati artificialmente, perché la diga di Assuan non permette più al Nilo di fertilizzare i terreni con il limo e di dare i tre raccolti annui di un tempo. In inverno si coltivano frumento e legumi, d’estate cotone, canna da zucchero, riso, arachidi, sesamo e mais.
I giacimenti di gas naturale e petrolio garantiscono l’autosufficienza energetica; sono importanti anche la siderurgia, la meccanica e la chimica, ma il settore più sviluppato resta il tessile, legato alla lavorazione del cotone. La zona più industrializzata è quella fra il Cairo e Alessandria. Le altre grandi voci in valuta estera sono il canale di Suez, le rimesse degli emigrati e soprattutto il turismo, che porta oltre dieci milioni di visitatori l’anno.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Egitto è una repubblica dal 18 giugno 1953. La Costituzione attuale, in vigore dal 18 gennaio 2014, organizza il potere secondo un sistema semipresidenziale multipartitico e vieta i partiti fondati su base confessionale.
Il potere esecutivo è diviso fra il presidente e il primo ministro, ma nella pratica è fortemente concentrato nelle mani del presidente. Il potere legislativo spetta a un parlamento bicamerale, con un’assemblea eletta a suffragio universale e un consiglio consultivo dai poteri limitati; il potere giudiziario è costituzionalmente indipendente, con al vertice la Suprema Corte Costituzionale.
Il Paese è diviso in ventisette governatorati, ciascuno guidato da un governatore designato dal presidente della repubblica. La politica estera è moderata e in genere filo-occidentale dagli anni settanta: l’Egitto ospita al Cairo il quartier generale della Lega Araba, media spesso nei conflitti fra Paesi arabi ed è stato il primo Paese arabo a fare pace con Israele.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale9.801.536 abitanti
Governatorato del Cairo

5.362.517 abitanti
Governatorato di Alessandria

4.458.135 abitanti
Governatorato di Giza

202.232 abitanti
Governatorato di Luxor

401.890 abitanti
Governatorato di Assuan

791.749 abitanti
Governatorato di Porto Said

716.458 abitanti
Governatorato di Suez

214.247 abitanti
Governatorato del Mar Rosso

562.061 abitanti
Governatorato di Asyut

73.000 abitanti
Governatorato del Sinai del Sud

429.465 abitanti
Governatorato di Ismailia

206.664 abitanti
Governatorato di Damietta

519.047 abitanti
Governatorato di Faiyum

429.503 abitanti
Governatorato di Gharbiyya

621.953 abitanti
Governatorato di Daqahliyya
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Sito archeologico

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Luogo di culto

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Luogo di culto

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L’Egitto è un Paese estremamente arido e quasi interamente desertico. L’unica eccezione sono le rive del Nilo, che quando il fiume straripava depositavano nei campi il limo, la sostanza fertile che ha reso possibile la civiltà egizia.
Le altre zone fertili sono le oasi del deserto occidentale: Siwa, Bahariya, al-Fayyum, Farafra, Kharga e Dakhla. Fra le grandi risorse ambientali del Paese c’è la barriera corallina del Mar Rosso, meta di sub da tutto il mondo.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Parco nazionale
Superficie 850 km²

Parco nazionale

Parco nazionale

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 35.600 km²
Parco nazionale
Superficie 4.350 km²

Parco nazionale
La cucina egiziana nasce dalle tradizioni agricole della valle del Nilo e del delta e usa moltissimo pollame, legumi, verdure e frutta. I piatti più diffusi sono il mahshi, cioè verdure e foglie di vite ripiene di riso, il falafel, che qui si chiama ta‘ameya, lo shawarma, il kebab e la kofta.
Le specialità più identitarie sono il ful medames, la purea di fave, il feteer, una sfoglia a strati con ripieni diversi, l’hawawshi, carne macinata e speziata cotta dentro il pane, la molokhiya, uno stufato di foglie di corcoro, e il koshari, un misto di lenticchie, riso e pasta riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Il pane ha un posto centrale: se ne contano più di sessanta tipi diversi, e l’eish baladi, la focaccia tonda integrale, si usa come posata commestibile per raccogliere il cibo.
Fra le spezie domina il cumino, accanto a coriandolo, cardamomo, aneto, cannella e menta. I dolci più amati sono il baklava, la basbousa, la kunafa e i qatayef, spesso con datteri, miele, sciroppo, noci e semolino. La bevanda nazionale è il tè, seguito dal caffè preparato alla turca, dal karkadè di ibisco e dal succo di canna da zucchero. La birra ha radici antichissime: già nell’Egitto dei faraoni si otteneva facendo fermentare nell’acqua pagnotte d’orzo, e faceva parte delle offerte rituali ai defunti e alle divinità insieme al pane e alle carni.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it), Egypt (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
L’identità egiziana si è formata nel corso di millenni, stratificandosi. La valle del Nilo fu sede di una delle civiltà più antiche del mondo, con una lingua e una religione proprie, durata più di tre millenni; dopo il 343 a.C. il Paese conobbe una serie di dominazioni straniere — macedone, romana, bizantina, araba, mamelucca, ottomana, britannica — ciascuna delle quali ha lasciato la sua impronta, insieme a due nuove religioni e a una nuova lingua.
Il sistema metrico decimale è stato adottato il 28 aprile 1891, ma per misurare i terreni si usa ancora il feddan, pari a poco più di mezzo ettaro. La festa nazionale è il 23 luglio, giorno della rivoluzione del 1952 che diede vita alla moderna Repubblica d’Egitto.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Fra i padri della musica popolare egiziana spicca Sayed Darwish. La cantante più celebre non solo dell’Egitto ma di tutto il mondo arabo è stata Umm Kulthum, seguita fra gli uomini da Abd el-Halim Hafez. Oggi fra gli artisti egiziani più noti a livello internazionale c’è Amr Diab.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arte e l’architettura dell’antico Egitto hanno lasciato un segno indelebile. Fra gli architetti più noti c’è Imhotep, considerato il primo architetto della storia, che nella III dinastia ideò la piramide di Djoser.
Oggi la città più attiva nell’arte contemporanea è Il Cairo, dove accanto all’eredità faraonica cresce una generazione di giovani artisti con esperienze internazionali, sostenuta da gallerie, mostre e centri culturali. Fra gli artisti egiziani conosciuti nel mondo ci sono Tahia Halim, esponente dell’espressionismo egiziano, Susan Hefuna, Wael Shawky, Youssef Nabil e Khaled Hafez.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura dell’antico Egitto, che va dal periodo faraonico fino alla fine della dominazione romana, è considerata una delle più antiche del mondo.
La letteratura egiziana moderna si afferma nel XX secolo con autori di fama internazionale: il poeta Ahmed Shawqi, Taha Hussein e soprattutto Nagib Mahfuz, che ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1988. Fra le scrittrici più apprezzate nel mondo arabo ci sono Laṭīfa al-Zayyāt e Radwa Ashour.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cinema egiziano è il più importante del mondo arabo. Sul piano internazionale il volto più famoso è quello di Omar Sharif, protagonista di Lawrence d’Arabia; icone dell’età d’oro sono state Hind Rostom, soprannominata «la Marilyn Monroe d’Oriente», che ha recitato in oltre ottanta film, e Faten Hamama.
Fra i registi si sono imposti Yusuf Shahin e Shadi Abdel Salam, autore de La mummia, uno dei film di maggior successo della cinematografia egiziana.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio egiziano ha una storia lunga più di cent’anni. La nazionale ha vinto sette volte la Coppa d’Africa, record del continente, di cui tre di fila fra il 2006 e il 2010, e si è qualificata quattro volte ai Mondiali. Il club più titolato del Paese, e anche del continente, è l’Al-Ahly.
Molto popolari sono anche il tennis e soprattutto lo squash, in cui la nazionale egiziana compete ad altissimo livello fin dal 1930: il giocatore più rappresentativo è Amr Shabana, tre volte campione del mondo. La nazionale di pallamano ha partecipato a tutte le trentaquattro edizioni del campionato africano, vincendone cinque consecutive.
La prima medaglia olimpica egiziana, e primo oro, fu conquistata nel sollevamento pesi da El-Sayed Nosseir ad Amsterdam 1928. Nel 2007 Omar Samra ha guidato una spedizione che ha scalato l’Everest dal versante sud.
Sintesi · Fonte: Egitto (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 1979

Iscritto nel 1979

Iscritto nel 1979

Iscritto nel 1979

Iscritto nel 2005

Iscritto nel 1979

Iscritto nel 2002
Lingua
Il nome arabo e ufficiale dell’Egitto è Miṣr, una parola di origine semitica che nella radice accadica significa «frontiera, territorio».
Fonte: Egitto (Wikipedia, it)
Lingua
Gli antichi egizi chiamavano il loro Paese Kemet, «terra nera», per il fertile limo depositato dalle piene del Nilo, in contrapposizione alla «terra rossa» del deserto.
Fonte: Egitto (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome «Egitto» viene dal latino Aegyptus e dal greco Àigüptos, forse a sua volta dall’egizio Hut ka Pta, «casa del ka di Ptah», il nome di un tempio a Menfi.
Fonte: Egitto (Wikipedia, it)
Lingua
Nelle titolature ufficiali dei faraoni l’Egitto era chiamato Taui, «le Due Terre», cioè l’unione dell’Alto e del Basso Egitto.
Fonte: Egitto (Wikipedia, it)
Record
Solo il cinque per cento del territorio egiziano è fertile: tutto il resto è deserto.
Fonte: Egitto (Wikipedia, it)
Società
Quasi tutti gli egiziani vivono su circa diecimila chilometri quadrati lungo il Nilo, l’unica terra coltivabile del Paese.
Fonte: Egitto (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.