Stiamo preparando la sala giochi…
Stiamo preparando la sala giochi…
Asia · Asia occidentaleGuida completa
Controllo il passaporto…
CapitaleGerusalemme Est
Apri la guida di Gerusalemme Est
La Palestina, ufficialmente Stato di Palestina, è uno Stato a riconoscimento limitato situato nel Medio Oriente, osservatore permanente presso le Nazioni Unite e di fatto in gran parte occupato da Israele.
Lo Stato di Palestina rivendica sovranità sui territori palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, con Gerusalemme Est come capitale designata, sebbene il suo centro amministrativo si trovi a Ramallah; tali territori sono stati prima occupati nel 1948 da Giordania ed Egitto e successivamente da Israele dal 1967, a seguito della guerra dei sei giorni.
Il 15 novembre 1988 Yasser Arafat, Presidente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, proclamò ad Algeri l’indipendenza dello Stato di Palestina; un anno dopo la firma degli accordi di Oslo del 1993 venne istituita l’Autorità Nazionale Palestinese per governare le aree A e B in Cisgiordania e la Striscia di Gaza.
Il Paese è membro della Lega araba, dell’Organizzazione della cooperazione islamica, del G77, del Comitato Olimpico Internazionale e dell’UNESCO; al 23 settembre 2025, 157 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite hanno riconosciuto lo Stato della Palestina.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
I territori palestinesi si trovano nel Levante: la Striscia di Gaza confina con il Mar Mediterraneo a ovest, l’Egitto a sud e Israele a nord e a est, mentre la Cisgiordania è delimitata dalla Giordania a est e da Israele a nord, sud e ovest.
Le due enclavi che costituiscono l’area rivendicata dallo Stato di Palestina non hanno confini geografici tra loro, essendo separate da Israele; queste aree costituirebbero il centosessantatreesimo paese al mondo per estensione.
La Cisgiordania è suddivisa in tre zone di giurisdizione in base agli accordi di Oslo II: l’Area A costituisce il 18% del territorio ed è amministrata dal governo palestinese, l’area B il 22% ed è sotto controllo civile palestinese e controllo congiunto di sicurezza, l’area C il 60% ed è amministrata dall’amministrazione civile israeliana.
La Palestina è divisa in due regioni geografiche, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, ognuna delle quali è divisa a sua volta in governatorati, per un totale di 16.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le temperature in Palestina variano ampiamente: il clima in Cisgiordania è prevalentemente mediterraneo, leggermente più fresco nelle aree elevate rispetto al litorale.
A est la Cisgiordania comprende gran parte del deserto della Giudea, compreso il litorale occidentale del Mar Morto, caratterizzato da clima secco e caldo.
Gaza ha un clima semiarido caldo con inverni miti ed estati calde e secche: la primavera arriva intorno a marzo e aprile, i mesi più caldi sono luglio e agosto, con una massima media di 33 °C, e il mese più freddo è gennaio, con temperature generalmente intorno a 7 °C. La pioggia è scarsa e generalmente cade tra novembre e marzo, con tassi di precipitazione annuali di circa 116 mm.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
governatorato di Dayr al-Balah · governatorato di Gerico · governatorato di Gaza · Governatorato di Salfit · governatorato di Gerusalemme · governatorato di Khan Yunis · governatorato di Tubas · governatorato di Jenin · Governatorato di Hebron · Governatorato di Betlemme · governatorato di Gaza Nord · governatorato di Ramallah e al-Bireh · governatorato di Tulkarm · governatorato di Qalqilya · governatorato di Rafah · governatorato di Nablus · Striscia di Gaza · Cisgiordania
Stato attuale dal 1988
V secolo a.C.
Erodoto fu il primo a scrivere di un «distretto della Siria, chiamato Palaistine» in cui i Fenici interagivano con le altre popolazioni marittime.
70
Gli eserciti dell’imperatore Vespasiano e del figlio Tito distrussero quasi totalmente Gerusalemme, stroncando la ribellione al governo provinciale di Roma e causando l’inizio della diaspora ebraica.
135
Dopo la sconfitta di Bar Kocheba, l’imperatore Adriano cancellò definitivamente il nome di Giudea e tutto il territorio assunse il nuovo nome di Syria Palaestina; Gerusalemme fu rifondata come città romanizzata con il nome di Aelia Capitolina.
1517–1918
La Palestina fu parte dell’Impero ottomano, salvo una parentesi dal 1832 al 1840, quando fu conquistata da Mehmet Ali, governatore ottomano dell’Egitto ribellatosi al sultano di Costantinopoli.
1887
Il Sangiaccato di Gerusalemme, in quanto sede dei Luoghi Santi, divenne un Mutasarrifato indipendente, il cui responsabile rispondeva direttamente al governo centrale di Costantinopoli.
1916
Il 16 maggio, con la firma dell’accordo, Francia e Gran Bretagna decisero che il territorio della Palestina ottomana venisse assegnato alla fine della guerra al Regno Unito.
1917
Il 9 dicembre Gerusalemme fu occupata dall’esercito britannico, che occupò l’intera Palestina.
1920
Il mandato britannico della Palestina, mandato di tipo A sotto controllo della Società delle Nazioni, cominciò formalmente; nell’aprile scoppiarono i primi moti contro la politica britannica.
1936–1939
I palestinesi si sollevarono contro la politica britannica sull’immigrazione ebraica e le vendite di terre da parte dei latifondisti arabi agli immigrati.
1947
Le Nazioni Unite adottarono un Piano di partizione della Palestina che prevedeva la creazione di uno Stato arabo e uno Stato ebraico indipendenti e una Gerusalemme internazionalizzata: il piano fu accettato dalla leadership ebraica ma rifiutato dai leader arabi.
1948
Il 14 maggio l’Agenzia ebraica proclamò lo Stato di Israele: iniziò la guerra arabo-israeliana, al termine della quale l’Egitto occupò la Striscia di Gaza e la Transgiordania la Cisgiordania. Il 22 settembre la Lega araba istituì un governo di tutta la Palestina per l’enclave di Gaza.
1950
L’annessione della Cisgiordania alla Transgiordania fu ratificata, ma mai riconosciuta dalla comunità internazionale.
1959
L’Egitto favorì lo scioglimento del governo pan-palestinese di Gaza.
1964
Fu istituita l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, con l’obiettivo di affrontare Israele.
1967
Nel giugno Israele catturò la Striscia di Gaza e la penisola del Sinai dall’Egitto, la Cisgiordania compresa Gerusalemme Est dalla Giordania e le alture del Golan dalla Siria.
1971
Dopo il settembre nero, il quartier generale dell’OLP passò dalla Giordania al Libano.
1974
Il vertice della Lega araba dell’ottobre designò l’OLP come «unico rappresentante legittimo del popolo palestinese»; nel novembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite le garantì lo status di osservatore come entità non statale.
1976
Il 30 marzo l’esercito israeliano inviò le proprie forze in tre villaggi per reprimere le manifestazioni contro l’esproprio di vasti terreni agricoli: gli scontri ebbero un esito sanguinoso e da allora la data è commemorata come Yom al-Ard.
1980
Israele decise di congelare le elezioni dei consigli municipali dei territori e di istituire leghe di villaggio, i cui funzionari erano sotto influenza israeliana.
1988
Il 15 novembre il Consiglio nazionale palestinese, in esilio ad Algeri, proclamò lo Stato della Palestina con 253 voti a favore, 46 contrari e 10 astensioni; nel mese successivo lo Stato fu riconosciuto dagli stati della Lega araba.
1991
Si aprì la Conferenza di Madrid, primo passo del processo di pace.
1993
Firmati a Washington il 13 settembre, gli accordi stabilirono per un periodo transitorio non superiore a cinque anni un autogoverno palestinese in alcune sezioni della Striscia di Gaza e della Cisgiordania.
1994
L’OLP istituì l’Autorità Nazionale Palestinese come amministrazione territoriale; il 4 maggio ebbe luogo il trasferimento dei poteri per la Striscia di Gaza e Gerico e furono introdotte le targhe automobilistiche palestinesi.
1995
L’Accordo di Taba sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza suddivise il territorio nelle aree A, B e C; il 28 settembre ebbe luogo il trasferimento di poteri nelle altre zone della Cisgiordania.
1996
Nel gennaio fu eletto il Consiglio legislativo palestinese.
1997
Il 15 gennaio entrò in vigore il protocollo relativo ad Hebron.
2000
I negoziati sullo status finale di Gaza e Cisgiordania, ripresi nel settembre 1999 dopo una pausa di tre anni, deragliarono a causa della Seconda Intifada.
2002
Nel maggio il Consiglio legislativo palestinese approvò la Legge fondamentale, che afferma senza ambiguità che «Gerusalemme è la capitale della Palestina»; nello stesso anno furono presentate la Road Map for Peace e l’Iniziativa di pace araba.
2005
Israele completò il 12 settembre il ritiro dalla Striscia di Gaza, di cui l’Autorità Nazionale Palestinese ottenne il pieno controllo a eccezione dei confini, dello spazio aereo e delle acque territoriali; il 15 gennaio Mahmoud Abbas era divenuto presidente.
2006
A seguito del conflitto fra i due movimenti, Hamas assunse il controllo della Striscia di Gaza, dove aveva ricevuto la maggioranza dei voti, mentre Fatah mantenne il controllo della Cisgiordania.
2007
Hamas estromise Fatah dalla Striscia di Gaza, dividendo politicamente e territorialmente i palestinesi.
2010
Il 31 maggio una flottiglia di attivisti pro-palestinesi che trasportava aiuti umanitari tentò di violare il blocco di Gaza e fu intercettata da forze navali israeliane nelle acque internazionali, con un totale di 9 morti e 60 feriti.
2011
Il 4 maggio i partiti palestinesi firmarono un accordo di riconciliazione nazionale tra Fatah ed Hamas, che prevedeva un governo congiunto ed elezioni in 8 mesi, poi non svoltesi; nello stesso anno le proteste della primavera araba coinvolsero anche la Palestina.
2012
Il 29 novembre, con 138 voti a favore e 9 contrari, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 67/19, aggiornando lo status della Palestina da entità osservatrice a Stato osservatore non membro.
2013
Dal 3 gennaio l’Autorità Nazionale Palestinese ha adottato il nome di Stato di Palestina sui documenti ufficiali.
2014
Il 2 giugno prese forma un governo di unità nazionale.
2025
Il film documentario No Other Land fu premiato con l’Oscar al miglior documentario; al 23 settembre dello stesso anno 157 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite avevano riconosciuto lo Stato della Palestina.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo l’Ufficio centrale palestinese di statistica, lo Stato della Palestina aveva una popolazione di 4.420.549 persone nel 2013; con un’area di 6 020 chilometri quadrati ha una densità di popolazione di circa 827 persone per chilometro quadrato, contro una densità media mondiale di 25 persone per chilometro quadrato.
I palestinesi di Cisgiordania e Gaza hanno il passaporto e la cittadinanza palestinese, rilasciati dall’Autorità Nazionale Palestinese, mentre i palestinesi di Gerusalemme est hanno la residenza permanente di Israele, indicata da un passaporto blu, ma non hanno nessuna cittadinanza.
Il tasso di alfabetizzazione è del 96,3%, elevato per gli standard internazionali: esiste però una differenza di genere nella popolazione di età superiore ai 15 anni, con il 5,9% delle donne considerate analfabete rispetto all’1,6% degli uomini. L’analfabetismo tra le donne è sceso dal 20,3% del 1997 a meno del 6% nel 2014.
Nel 2017 c’erano 743 centri di assistenza sanitaria primaria, 583 in Cisgiordania e 160 a Gaza, e 81 ospedali, 51 in Cisgiordania e 30 a Gaza.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il termine Palestina è associato sin dal mandato britannico all’area geografica che oggi copre lo Stato di Israele, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.
Erodoto fu il primo a scrivere nelle sue Storie, nel quinto secolo avanti Cristo, di un «distretto della Siria, chiamato Palaistine» in cui i Fenici interagivano con le altre popolazioni marittime; si pensa che il termine sia stato coniato dagli antichi Greci per l’area occupata dal popolo antico dei Filistei.
Le Nazioni Unite e la Corte internazionale di giustizia si riferiscono ai territori palestinesi come «territori palestinesi occupati», mentre altri termini usati per descrivere questi settori sono «territori contesi», «territori israeliani occupati» e semplicemente «territori».
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione della Palestina è in grande maggioranza, il 93%, di religione islamica, principalmente di confessione sunnita, con una piccola minoranza di musulmani Ahmadiyya.
La più alta autorità religiosa musulmana sunnita è il Gran Mufti di Gerusalemme, nominato dal governo palestinese; Gerusalemme è il terzo luogo santo dell’Islam, dopo La Mecca e Medina.
La minoranza cristiana, pari al 6% del totale, fa riferimento a diverse confessioni: il Patriarcato latino di Gerusalemme, il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, cui appartiene la maggioranza dei palestinesi cristiani, il Patriarcato armeno di Gerusalemme, la Chiesa luterana di Palestina e la Diocesi episcopale di Gerusalemme e del Medio Oriente.
Esiste inoltre una piccola minoranza di samaritani che risiede a Kiryat Luza, nei pressi di Nablus, e che abita nella zona da circa 2700 anni ininterrottamente, oltre a una comunità di drusi.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel 2010 4,6 milioni di persone hanno visitato i territori palestinesi, rispetto ai 2,6 milioni del 2009: di quel numero, 2,2 milioni erano turisti stranieri e 2,7 milioni domestici, ma la maggior parte dei visitatori viene solo per poche ore o come parte di un itinerario di gita di un giorno.
Nell’ultimo trimestre del 2012 oltre 150.000 ospiti hanno soggiornato negli hotel della Cisgiordania: il 40% era europeo e il 9% proveniva da Stati Uniti e Canada. Secondo il ministero del Turismo l’occupazione è il principale fattore che impedisce al settore di diventare una fonte di reddito importante per i palestinesi.
La Palestinian Airlines è la compagnia aerea del Paese, con sede presso l’Aeroporto Internazionale di al-Arish da quando l’Aeroporto Internazionale Yasser Arafat di Rafah è stato reso inoperativo dopo la distruzione delle piste per i bombardamenti del dicembre 2001.
L’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari sono caratterizzati da una grave carenza idrica e sono fortemente influenzati dall’occupazione: le risorse idriche sono completamente controllate da Israele e circa un terzo della metà dell’acqua erogata viene persa nella rete di distribuzione.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il governo dello Stato di Palestina viene assicurato dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, quale legittimo rappresentante di tutti i palestinesi che vivono nei territori occupati, nei campi profughi nei paesi arabi e nella diaspora, mentre l’Autorità Nazionale Palestinese governa i territori trasferiti da Israele ai palestinesi nell’ambito del processo di pace.
Le istituzioni dello Stato sono il Presidente della Palestina, nominato dal Consiglio centrale palestinese, il Consiglio nazionale palestinese, l’assemblea legislativa che ha istituito lo Stato, e il Comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, che svolge le funzioni di governo in esilio mantenendo una vasta rete di relazioni con l’estero.
Le cariche di Presidente della Palestina, di Capo del Comitato esecutivo dell’OLP e di Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese generalmente sono ricoperte dalla stessa persona: Mahmoud Abbas dal 15 gennaio 2005.
Lo Stato di Palestina ha un certo numero di forze di sicurezza, tra cui una forza di polizia civile, forze di sicurezza nazionale e servizi di intelligence, ma non ha un esercito.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Luogo di culto
Luogo di culto
Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico
Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Palazzo
Museo
8 di 40
La Palestina si trova ad affrontare una serie di problemi ambientali: le questioni che riguardano la Striscia di Gaza includono la desertificazione, la salinazione dell’acqua dolce, il trattamento delle acque reflue, le malattie trasmesse dall’acqua, il degrado del suolo e l’esaurimento e la contaminazione delle risorse idriche sotterranee.
In Cisgiordania si riscontrano molte delle stesse questioni: l’acqua dolce è molto più abbondante, ma il suo accesso è interamente controllato da Israele.
Gli impianti di trattamento esistenti non hanno la capacità di trattare tutte le acque reflue prodotte, causando un grave inquinamento delle acque, e lo sviluppo del settore dipende fortemente dal finanziamento esterno.
Il paesaggio agricolo del sud di Gerusalemme, con i suoi olivi e le sue vigne, è iscritto nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
I piatti tipici della cucina palestinese sono costituiti dal maftul, un cuscus palestinese, dall’hummus, caratteristico purè di ceci, e dal ful, o purè di fave.
Spesso la tavola è costituita da verdura e da pesce.
Fra le specialità si contano anche il musakhan, il formaggio nabulsi e la qizha, la crema di semi neri usata nei dolci.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il 15 novembre si celebra la Dichiarazione d’indipendenza palestinese, proclamata nel 1988.
Il 15 maggio è il giorno della Nakba.
Il 30 marzo si celebra lo Yawm al-Ard, il giorno della Terra, in ricordo delle manifestazioni del 1976 contro l’esproprio di vasti terreni agricoli per scopi militari, represse nel sangue dall’esercito israeliano.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In ambito musicale, tra i più noti cantanti palestinesi si ricordano Rim Banna, Saint Levant e Tamer Nafar.
Fra i cantanti c’è anche Nabil Salameh, che è anche giornalista.
Fra i musicisti spiccano Wissam Joubran e Daniel Barenboim, naturalizzato palestinese.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Uno dei principali pittori palestinesi fu Ismail Shammout, tra i più importanti artisti della Palestina.
Fra i siti iscritti nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ci sono il Luogo della nascita di Gesù, cioè la Basilica della Natività e la Via del Pellegrinaggio a Betlemme, e la Città vecchia di Hebron.
A Gerusalemme l’OLP ha avuto una sede ufficiale nella Orient House, chiusa il 10 agosto 2001 dall’esercito israeliano durante la seconda intifada.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra i principali scrittori palestinesi spiccano Suad Amiry, Mahmoud Darwish, tra i maggiori poeti in lingua araba, Emile Habibi, Saḥar Ḫalīfa e Ghassan Kanafani, scrittore impegnato per la causa del suo popolo.
Si ricordano inoltre Alì Rashid, Edward Said e Ibrahim Souss.
Tra i principali poeti si possono ricordare Samih al-Qasim, Mahmoud Darwish, Jabra Ibrahim Jabra e Tawfiq Ziyad.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra i registi palestinesi che si sono distinti a livello internazionale si ricorda Elia Suleiman, il cui film Intervento divino ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes del 2002.
Paradise Now è stato il primo film palestinese a essere candidato, nel 2006, per l’Oscar al miglior film straniero; hanno avuto diversi premi internazionali anche Omar, del 2013, del regista Hany Abu-Assad, e Wajib, del 2017, della regista Annemarie Jacir.
Nel 2025 il film documentario No Other Land, diretto da un collettivo israelo-palestinese formato dai registi Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor e Hamdan Ballal, è stato premiato con l’Oscar al miglior documentario.
Nel Paese ci sono un certo numero di giornali, agenzie di stampa e stazioni televisive satellitari; Al Mahed, cioè «la Natività», è l’unica emittente cristiana, con sede a Betlemme.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è lo sport più popolare tra il popolo palestinese e la squadra di calcio nazionale rappresenta il Paese nel calcio internazionale.
Anche il rugby è uno sport popolare.
Esistono un Comitato Olimpico Palestinese, una Federazione calcistica, una Federazione cestistica con la relativa nazionale di pallacanestro e una Federazione pallavolistica.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 2012

Iscritto nel 2012

Iscritto nel 2026

Iscritto nel 2017

Iscritto nel 2024

Iscritto nel 2014
Lingua
Erodoto fu il primo a scrivere, nel quinto secolo avanti Cristo, di un distretto della Siria chiamato Palaistine.
Lingua
Si pensa che il termine Palestina sia stato coniato dagli antichi Greci per l’area occupata dal popolo antico dei Filistei.
Storia
Fu l’imperatore Adriano, nel 135, a cancellare definitivamente il nome di Giudea, sostituito da quello di Syria Palaestina.
Storia
Dopo l’ultima guerra giudaica Gerusalemme fu rifondata come città romanizzata con il nome di Aelia Capitolina.
Geografia
Le aree rivendicate dallo Stato di Palestina costituirebbero il centosessantatreesimo paese al mondo per estensione.
Geografia
Le due enclavi che formano il territorio rivendicato non hanno confini geografici fra loro, perché sono separate da Israele.
6 di 50
La guida turistica Lonely Planet scrive che «la Cisgiordania non è il posto più facile in cui viaggiare, ma lo sforzo è ampiamente ricompensato».
Non ci sono condizioni per il visto imposte a cittadini stranieri diversi da quelli imposti dalla politica dei visti di Israele: l’accesso a Gerusalemme, Cisgiordania e Gaza è completamente controllato dal governo di Israele e l’ingresso ai territori palestinesi occupati richiede solo un passaporto internazionale valido.
Le mete iscritte nel patrimonio dell’umanità sono la Basilica della Natività di Betlemme con la sua Via del Pellegrinaggio, il paesaggio culturale di Battir a sud di Gerusalemme e la Città vecchia di Hebron.
Le targhe automobilistiche palestinesi sono di colore verde o giallo e sono state introdotte nel 1994 dall’Autorità Nazionale Palestinese; non è mai stato permesso alle auto con targa palestinese di circolare nella zona di Gerusalemme Est.
Sintesi · Fonte: Stato di Palestina (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Controllo i tuoi viaggi…
Controllo il passaporto…
I dati strutturati vengono da Wikidata (CC0). Le descrizioni e le sintesi derivano da voci di Wikipedia, ridistribuite con licenza CC BY-SA 4.0: chi le riusa deve citare gli autori e mantenere la stessa licenza. Le fotografie vengono da Wikimedia Commons, con autore e licenza elencati qui sotto.
Fotografie
Altre fonti: Wikidata (CC0 1.0)
Dati aggiornati al 21 settembre 2026.