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Israele, ufficialmente Stato d’Israele, è uno Stato del Medio Oriente affacciato sul mar Mediterraneo. Confina a nord con il Libano, a nord-est con la Siria, a est con la Giordania, a sud-ovest con l’Egitto, e con i territori palestinesi, cioè la Cisgiordania a est e la striscia di Gaza a sud-ovest; a sud tocca il Mar Rosso.
La regione è stata soggetta nel tempo al dominio di numerose civiltà, fra cui cananei, egizi, israeliti, filistei, assiri, babilonesi, romani, bizantini, arabi, crociati e ottomani. Lo Stato d’Israele è stato proclamato il 14 maggio 1948, dopo il piano di partizione della Palestina approvato l’anno prima dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Israele è l’unico Paese a maggioranza ebraica al mondo: gli ebrei sono poco meno dei tre quarti della popolazione, mentre gli arabi israeliani poco più di un quinto. È una democrazia parlamentare, in cui una serie di leggi fondamentali definisce l’ordinamento giuridico: il potere legislativo è esercitato dalla Knesset, quello esecutivo dal primo ministro e dal governo, quello giudiziario da tribunali laici e religiosi con al vertice la Corte suprema.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio sovrano internazionalmente riconosciuto, esclusi i territori occupati, ha una superficie di circa 20 770 chilometri quadrati, di cui il due per cento è costituito da acque; il territorio sottoposto alla legge dello Stato d’Israele sale a 22 072 chilometri quadrati, mentre quello sotto controllo israeliano, territori occupati compresi, arriva a 27 799.
La morfologia è estremamente eterogenea. A ovest, parallela alla costa, si stende la pianura di Sharon, che ospita la maggior parte della popolazione e i principali centri urbani; al centro i monti della Giudea attraversano il Paese per tutta la sua lunghezza, e l’Alta Galilea ne è la regione più elevata. Mentre i versanti occidentali scendono dolcemente verso il Mediterraneo, quelli orientali precipitano verso la valle del Giordano, che fa parte della Great Rift Valley e prosegue con il Mar Morto, il Wadi Araba, il golfo di Aqaba e il Mar Rosso.
A sud si estende il Negev, un territorio prevalentemente desertico che occupa circa metà della superficie del Paese e alla cui estremità meridionale si trova l’unico sbocco al mare non mediterraneo. Tipici del Negev sono i makhteshim, crateri erosivi di cui il più ampio al mondo è il cratere Ramon. Il fiume principale è il Giordano, che nasce dal Monte Hermon; il lago di Tiberiade è quasi interamente in territorio nazionale, mentre il Mar Morto ne bagna solo il settore orientale ed è prossimo al punto più basso del pianeta.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Pur essendo un Paese di modeste dimensioni, Israele presenta differenze climatiche notevoli da zona a zona, con temperature che variano molto soprattutto durante l’inverno.
La costa ha un tipico clima mediterraneo, con estati lunghe, calde e asciutte e inverni freschi e piovosi. Il caldo è ancora maggiore nella valle del Giordano, dove nel 1942 furono registrati 53,7 °C, un record per l’Asia.
Sulle alture il clima è invece da fresco a freddo e umido, con precipitazioni nevose: a Gerusalemme almeno una volta l’anno, sul monte Hermon per gran parte dell’anno. Da maggio a settembre le precipitazioni sono rare, mentre da novembre a marzo il clima è relativamente umido e piovoso.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
distretto di Gerusalemme · distretto di Tel Aviv · distretto Centrale · distretto di Haifa · distretto Nord · distretto Meridionale · Giudea e Samaria
Stato attuale dal 1948
età del bronzo
La regione vide emergere la civiltà cananea sotto forma di città-Stato; durante la tarda età del bronzo fu soggetta per secoli al dominio del Nuovo Regno egizio.
prima età del ferro
La transizione verso la prima età del ferro vide la formazione di due civiltà differenti: i filistei, sulla costa e di origine egea, e gli israeliti, di derivazione cananea e concentrati negli altopiani interni.
722 a.C.
Il regno fu distrutto dall’invasione assira; le deportazioni operate da assiri e babilonesi furono il principio sul quale si costituì la Diaspora ebraica.
587 a.C.
Il regno venne invaso dall’Impero neo-babilonese. La regione fu poi annessa dall’Impero achemenide, e Ciro il Grande permise la ricostruzione della nazione ebraica nel territorio.
II secolo a.C.
Dopo la profonda ellenizzazione vissuta sotto l’Impero seleucide, la rivolta maccabea diede vita al Regno di Giudea, cui seguì la dinastia erodiana.
63 a.C.
Il territorio fu posto sotto protettorato dalla Repubblica romana, dopo la vittoria del proconsole Gneo Pompeo Magno nell’assedio di Gerusalemme.
6 d.C.
Cesare Augusto trasformò il regno cliente di Giudea prima in una prefettura della provincia di Siria e poi in una provincia a sé stante, in seguito rinominata Siria Palestina. Le fallite grandi ribellioni contro Roma provocarono una massiccia emigrazione della popolazione ebraica, che andò ad alimentare le comunità della diaspora.
VII secolo
L’Impero bizantino perse la regione per mano del Califfato dei Rashidun, cui seguirono varie dinastie musulmane, fra cui gli Omayyadi, gli Abbasidi, i Tulunidi e i Fatimidi: nel corso del medioevo la regione visse un processo di progressiva arabizzazione.
1099–1291
Con le Crociate il territorio fu posto sotto la sovranità del Regno di Gerusalemme e in seguito delle dinastie musulmane degli Zengidi, degli Ayyubidi e dei Mamelucchi.
1517–1917
Gli Ottomani rimasero al potere sulla regione fino alla prima guerra mondiale, quando vennero sconfitti dagli Alleati.
fine del XIX secolo
Il movimento sionista spinse molti ebrei, principalmente dall’Europa orientale, a stabilirsi in Palestina attraverso le cosiddette aliyah. Il nuovo yishuv fondò nuove città, fra cui Petah Tikva e Tel Aviv, avviò progetti agricoli con i kibbutz e i moshav e rivitalizzò la lingua ebraica.
1917–1920
Con la Dichiarazione Balfour i britannici si fecero promotori della costituzione di un «focolare nazionale» ebraico in Palestina; alla fine della prima guerra mondiale la Società delle Nazioni trasferì la Palestina sotto il controllo britannico.
1918
Vennero istituite l’Università Ebraica di Gerusalemme, la più antica del Paese, e il teatro Habimah di Tel Aviv.
1939
Dopo i moti del 1929 e la Grande rivolta araba, l’amministrazione britannica pose forti limitazioni all’immigrazione e alla vendita di terreni a ebrei; la popolazione ebraica era intanto passata dalle 85 000 unità del 1914 alle 400 000 della vigilia della seconda guerra mondiale.
1947
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite votò a maggioranza un piano che prevedeva l’istituzione di uno Stato ebraico e di uno arabo, con Gerusalemme sotto controllo internazionale. Il piano venne accolto con favore dalla maggior parte della comunità ebraica e rifiutato dalla comunità araba palestinese e dai Paesi arabi.
1948
Il 14 maggio venne dichiarata la nascita dello Stato di Israele e il giorno seguente gli eserciti di Egitto, Siria, Libano, Iraq e Giordania attaccarono il nuovo Stato. Il conflitto si concluse con l’armistizio di Rodi, che stabilì la Linea Verde; nel suo corso si verificò l’esodo palestinese, con un numero di rifugiati che raggiunse le 711 000 persone.
1950
L’approvazione della legge aprì a una forte immigrazione ebraica dai Paesi arabi e dall’Europa, che portò al raddoppio della popolazione israeliana.
1956
Dopo la nazionalizzazione del canale e la sua chiusura alle navi israeliane, Israele intervenne militarmente alleato a Francia e Regno Unito; la crisi si risolse grazie a una trattativa fra Stati Uniti e Unione Sovietica.
1964
La nazionale di calcio vinse il torneo continentale, nel periodo in cui la federazione israeliana era iscritta alla confederazione asiatica.
1967
Israele conquistò la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, la striscia di Gaza, la penisola del Sinai e le alture del Golan; fino al 1970 il Paese fu poi impegnato nella guerra d’attrito con l’Egitto.
1973
Egitto e Siria attaccarono a sorpresa Israele: i due Paesi arabi ebbero inizialmente la meglio, ma dopo una fase di stallo le truppe israeliane rovesciarono le sorti del conflitto.
1977–1978
Il dominio politico dei sionisti socialisti terminò con la vittoria del Likud; l’anno successivo, con gli accordi di Camp David, Israele si impegnò a restituire la penisola del Sinai e l’Egitto a riconoscere lo Stato di Israele.
1987–1993
Nei territori occupati scoppiò la Prima intifada; nel 1993 gli accordi di Oslo istituirono l’Autorità Nazionale Palestinese.
1988
Venne lanciato Ofek-1, il primo satellite messo in orbita da Israele.
1992
Yael Arad vinse l’argento nel judo a Barcellona: fu la prima medaglia olimpica della storia di Israele.
2000
Scoppiò una nuova sollevazione nei territori occupati; nello stesso anno terminò l’occupazione israeliana del Libano meridionale, iniziata durante la guerra civile libanese.
2003
Ilan Ramon divenne il primo israeliano ad andare nello spazio; lo stesso anno la Città Bianca di Tel Aviv veniva iscritta fra i patrimoni dell’umanità.
2005
Le forze israeliane si ritirarono dalla striscia di Gaza, lasciandola al controllo palestinese.
2010
Israele aderì all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
2017
Venne aperta la prima linea ferroviaria ad alta velocità del Paese, fra Tel Aviv e Gerusalemme.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Alla fine del 2022 la popolazione israeliana era stimata in 9 656 000 abitanti. Fin dalla fondazione dello Stato la crescita demografica è stata trainata soprattutto dall’arrivo di milioni di immigrati ebrei, giunti a ondate successive principalmente dall’Europa continentale, dai Paesi arabi, dai Paesi dell’ex Unione Sovietica e dal Nordamerica, mentre la comunità araba israeliana è cresciuta grazie agli alti tassi di natalità.
Nel 2022 il 73,6 per cento della popolazione era costituito da ebrei israeliani, il 21,1 per cento da arabi israeliani e il restante 5,3 per cento da membri di altri gruppi. La componente ebraica è estremamente variegata: la maggior parte si riconosce nell’area culturale aschenazita, tipica dell’Europa centrale e orientale, o in quella mizrahì, tipica del Medio Oriente e del Maghreb, e storicamente le relazioni fra i due gruppi sono state molto tese. Gli arabi israeliani sono per la maggior parte musulmani sunniti, con significative minoranze cristiane e druse.
Secondo uno studio dell’OCSE, nel gennaio 2023 l’aspettativa di vita in Israele era di 82,9 anni, il nono valore più alto al mondo. La maggioranza della popolazione è concentrata nell’area metropolitana del Gush Dan. Negli ultimi decenni si sono stabiliti nel Paese numeri considerevoli di lavoratori migranti non ebrei, provenienti da Romania, Thailandia, Cina, Africa e America meridionale.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Israele riconosce come lingua ufficiale l’ebraico, rivitalizzato nel XX secolo grazie all’opera avviata da Eliezer Ben Yehuda nella seconda metà del XIX secolo. L’arabo, parlato dalla comunità araba israeliana e da parte degli ebrei mizrahì, era anch’esso ufficiale ed è stato declassato nel 2018 a lingua a statuto speciale.
L’inglese riveste un ruolo importante in ambito economico e mediatico, mentre il russo è molto parlato grazie alla massiccia immigrazione dai Paesi dell’ex Unione Sovietica.
Si parlano inoltre numerose lingue portate dagli immigrati ebrei da tutto il mondo: lo yiddish, tradizionale degli aschenaziti e oggi conservato soprattutto dalle comunità ultraortodosse, il giudeo-spagnolo, il giudeo-georgiano, l’amarico e il francese.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La principale forma di ebraismo in Israele è quella ortodossa, mentre l’ebraismo riformato e quello masoretico sono poco diffusi. Gli ebrei israeliani si distinguono fortemente per grado di osservanza e vengono classificati in quattro gruppi: i laici, poco meno della metà e prevalentemente di origine aschenazita, i tradizionalisti, poco più di un quarto e prevalentemente mizrahì, i religiosi e gli ultraortodossi.
Questi gruppi, in particolare gli ultraortodossi, vivono perlopiù in modo separato dagli altri, e fra la componente laica e quella religiosa esistono forti tensioni politiche. Secondo una statistica internazionale del 2015 Israele è però l’ottavo Paese meno religioso al mondo: il 65 per cento degli israeliani si definisce non religioso e l’otto per cento si dichiara ateo.
Accanto all’ebraismo convivono l’islam sunnita, maggioritario fra gli arabi israeliani, le comunità cristiane, principalmente melchite e greco-ortodosse, e quella drusa. Fra gli ebrei si distinguono anche i caraiti, mentre strettamente imparentati con loro sono i samaritani; il monte Carmelo ospita inoltre un importante centro bahá’í.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia israeliana è di tipo misto ed è considerata una delle più avanzate del Medio Oriente e dell’Asia per progresso economico e industriale, oltre che fra le più competitive e favorevoli agli affari. Dal 2010 Israele aderisce all’OCSE.
Nonostante la limitatezza delle risorse naturali, lo sviluppo dei settori industriale e agricolo, protratto per decenni, ha reso il Paese ampiamente autosufficiente dal punto di vista alimentare, fatta eccezione per le granaglie e le carni; resta invece un grande importatore di idrocarburi, materie prime ed equipaggiamenti militari. Fra le esportazioni si distinguono frutta, verdura, farmaceutici, software, prodotti chimici, tecnologia militare e diamanti.
Il settore industriale si caratterizza per la presenza di piccole aziende nei comparti tradizionali e di poche grandi imprese nell’alta tecnologia, concentrata nel cosiddetto Silicon Wadi fra Tel Aviv e Haifa, dove operano numerose startup. Il Paese è leader mondiale per la conservazione dell’acqua e per l’energia geotermica, e l’energia solare copre il fabbisogno di riscaldamento del 27 per cento della popolazione. La lavorazione dei diamanti è un’industria fiorente, avviata da immigrati ebrei provenienti da Belgio e Paesi Bassi.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Israele è una democrazia parlamentare in cui l’ordinamento giuridico è definito da una serie di leggi fondamentali, in assenza di una costituzione unica. Il potere legislativo è esercitato dalla Knesset, che elegge il presidente, mentre il potere esecutivo spetta al primo ministro e al governo.
Il potere giudiziario è esercitato da tribunali laici e religiosi, con la Corte suprema al vertice del sistema. Le Forze di difesa israeliane sono considerate le forze armate più efficienti del Medio Oriente, e i loro punti di forza principali sono l’alta qualità dell’addestramento e l’avanzata industria militare nazionale.
I giovani israeliani, sia uomini sia donne, sono chiamati alle armi a diciotto anni: il servizio di leva dura tre anni per gli uomini e due per le donne, e al termine gli uomini entrano a far parte delle forze di riserva. Sono esonerati i cittadini arabi musulmani e cristiani e chi non può servire per motivi religiosi; esiste inoltre un servizio civile alternativo, il Sherut Leumi.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Lo Stato d’Israele è molto attivo nella tutela dell’ambiente, e il risparmio idrico rappresenta uno degli impegni principali: viene perseguito soprattutto attraverso l’irrigazione a goccia e il recupero dell’acqua piovana. Buona parte delle risorse idriche del Paese proviene dal lago di Tiberiade.
Nelle regioni periferiche sono state costituite numerose aree naturali protette, anche grazie all’opera del Fondo Nazionale Ebraico, che ha piantato centinaia di milioni di alberi, costruito dighe e riserve e istituito centinaia di parchi. Molto attiva è anche la produzione di energia solare, eolica e da biomassa.
Il paesaggio naturale più caratteristico resta però il Negev, il deserto che occupa circa metà della superficie del Paese e che ospita i makhteshim, crateri erosivi unici al mondo: il più ampio è il cratere Ramon. Nella stessa area si trova il Mar Morto, prossimo al punto più basso del pianeta, mentre nell’Alta Galilea il Monte Meron è uno dei rilievi più importanti del Paese.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 1 km²

Parco nazionale
Superficie 14 km²

Parco nazionale
Superficie 16 km²
Parco nazionale
Parco nazionale

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 3 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 2 km²
Parco nazionale
Altezza 282 m

Parco nazionale
Altezza 25 m

Parco nazionale
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Montagna
Altezza 826 m

Montagna
Altezza 2.814 m

Montagna
Altezza 530 m

Montagna
Altezza 834 m

Montagna
Altezza 826 m

Montagna
Altezza 1.026 m

Montagna
Altezza 1.208 m

Montagna
Altezza 497 m

Montagna
Altezza 750 m

Montagna
Altezza -190 m

Montagna
Altezza -60 m
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La cucina israeliana è estremamente variegata ed è caratterizzata dalla commistione fra la cucina levantina e quelle ebraiche aschenazita, maghrebina e mediorientale.
Il risultato è una tavola in cui convivono piatti portati dagli immigrati di tutto il mondo e specialità nate sul posto, come il ptitim, la pasta a grani inventata negli anni dell’austerità come sostituto del riso, o la bamba, lo snack di arachidi diventato un simbolo nazionale.
Accanto a questi ci sono preparazioni della tradizione mediorientale come il malawach yemenita, le bourekas e l’insalata israeliana di pomodori e cetrioli tagliati finissimi, e prodotti locali come il formaggio di Safed.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cultura israeliana deriva dalla diversità etnoculturale della sua popolazione: ebrei provenienti da tutto il mondo vi hanno portato le proprie tradizioni, dando vita a un originale melting pot. Pur essendo il Paese situato in Medio Oriente, questa cultura è prevalentemente occidentale, perché i primi immigrati sionisti erano in grandissima maggioranza originari dell’Europa orientale; l’immigrazione successiva dal resto del Medio Oriente e dal Maghreb ha poi fatto convivere elementi culturali molto diversi, accomunati dall’identità ebraica.
Israele è il solo Paese al mondo in cui la vita è organizzata secondo il calendario ebraico: il giorno di riposo ufficiale è il sabato, che comincia dopo il tramonto del venerdì, e le vacanze sono determinate dalle feste ebraiche.
Fra le ricorrenze più caratteristiche c’è il Tu B’Av, che cade il quindicesimo giorno del mese di Av: è il giorno dell’amore, simile alla festa di San Valentino.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica israeliana rivela influenze da tutto il mondo, con una scena che spazia dal jazz al pop, dal rock alla classica. Una fonte importante di influenza sono stati il klezmer e la musica dell’Europa orientale; la più celebre delle canzoni folcloristiche israeliane è Hava Nagila.
L’orchestra più prestigiosa del Paese è la Israel Philharmonic Orchestra, fondata nel 1936, e fra i musicisti classici di fama internazionale spiccano Itzhak Perlman, Pinchas Zukerman e Daniel Barenboim. Nei primi decenni dopo l’indipendenza le istituzioni favorirono la musica occidentale, emarginando il contributo degli ebrei originari del mondo arabo; a partire dagli anni settanta questi ultimi svilupparono la musica mizrahì, fortemente influenzata dal pop arabo.
Fra i cantanti israeliani più noti a livello internazionale ci sono Asaf Avidan, Naomi Shemer, Noa, Ofra Haza e Yael Naim. È molto sviluppata anche la scena metal, con gli Orphaned Land e i Melechesh, entrambi esponenti del cosiddetto oriental metal, che introduce strutture mediorientali nelle forme classiche dell’heavy metal. Israele partecipa quasi ogni anno all’Eurovision Song Contest dal 1973 e lo ha vinto in più occasioni.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Israele è sede di numerosi scavi archeologici, condotti da scuole israeliane e straniere di archeologia biblica e paleocristiana. Diversi siti sono iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità: la Città Vecchia di Gerusalemme dal 1981, la città vecchia di Acri e Masada dal 2001, i tell di Megiddo, Hazor e Be’er Sheva dal 2005 e la Via dell’incenso nel deserto del Negev, sempre dal 2005.
Un caso particolare è la Città Bianca di Tel Aviv, iscritta nel 2003: offre alcuni fra i più significativi esempi di architettura Bauhaus esistenti al mondo, portata qui dagli architetti emigrati dall’Europa centrale.
Fra i musei principali ci sono il Museo d’Israele a Gerusalemme, che ospita fra le altre collezioni i rotoli del Mar Morto, lo Yad Vashem, museo nazionale dedicato alla Shoah, e il Beth HaTefutsoth, museo interattivo dedicato alla storia della diaspora ebraica, nel campus dell’Università di Tel Aviv.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura israeliana trae le proprie radici dalla rivitalizzazione della lingua ebraica promossa da Eliezer Ben Yehuda nella seconda metà del XIX secolo, e si sviluppò in seguito alla seconda aliyah.
Fra i suoi autori più celebri figurano Haim Nachman Bialik, Shmuel Yosef Agnon, Yehuda Amichai, Abraham Yehoshua, Amos Oz, Aharon Appelfeld, David Grossman, Etgar Keret e Eshkol Nevo. Importante è stato anche il contributo degli arabi israeliani Sayed Kashua e Anton Shammas, mentre parte della produzione letteraria del Paese è stata scritta in arabo da figure come Emile Habibi.
Ogni giugno si tiene la settimana del libro ebraico, con fiere, letture pubbliche e conferenze, durante la quale viene consegnato il Premio Sapir, il principale riconoscimento letterario israeliano. A Tel Aviv il teatro Habimah, fondato nel 1918, è il più antico del Paese.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Diversi film israeliani hanno ottenuto riconoscimenti internazionali. Il primo a essere candidato all’Oscar per il miglior film straniero fu Sallah, diretto da Ephraim Kishon, nel 1965.
Fra i titoli più premiati ci sono Clara Hakedosha, del 1996, con la co-regia di Ari Folman e Ori Sivan, e soprattutto Valzer con Bashir, dello stesso Folman, del 2008. Synonymes di Nadav Lapid ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino del 2019, mentre fra gli altri registi noti c’è Amos Gitai, autore di Kippur.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Pur essendo collocato in Asia, Israele fa parte dei Comitati Olimpici Europei e gareggia quindi nelle competizioni europee. Il principale sport nazionale è il calcio: la federazione è affiliata alla FIFA dal 1929 e all’UEFA dal 1994, dopo l’espulsione dalla confederazione asiatica su pressione dei Paesi arabi. Durante il periodo asiatico la nazionale vinse la Coppa d’Asia del 1964.
Molto popolare è anche la pallacanestro: la federazione è iscritta alla FIBA dal 1939 e la nazionale vanta una partecipazione ai Giochi olimpici, due ai mondiali e venticinque presenze agli europei.
Ai Giochi olimpici Israele si è distinto soprattutto nel judo, tanto che la disciplina è arrivata a rivaleggiare con il calcio per numero di praticanti: la prima medaglia del Paese arrivò proprio dal judo, con l’argento di Yael Arad a Barcellona 1992. Nella vela il risultato più alto è di Gal Fridman, primo israeliano a vincere un oro olimpico e campione mondiale di windsurf. In Israele è nato inoltre il Krav Maga, sistema di combattimento oggi diffuso in tutto il mondo e usato anche dagli operatori delle forze di sicurezza.
Sintesi · Fonte: Israele (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Lingua
Il nome dello Stato deriva dal nome biblico Israele, attribuito da Dio al patriarca Giacobbe secondo il racconto del libro della Genesi.
Fonte: Israele (Wikipedia, it)
Storia
Prima di scegliere Israele furono presi in considerazione altri nomi per il nuovo Stato, fra cui Eretz Yisrael, Sion, Giudea e Nuova Giudea.
Fonte: Israele (Wikipedia, it)
Lingua
Sull’etimologia del nome Israele non esiste un’opinione comune: c’è chi lo fa derivare dal verbo «governare» e chi dal verbo «combattere», dopo la lotta di Giacobbe con una manifestazione divina.
Fonte: Israele (Wikipedia, it)
Storia
Il documento più antico su cui comparirebbe la parola Israele è la Stele di Merenptah, che ne parla come di uno dei tanti popoli di pastori nomadi della regione.
Fonte: Israele (Wikipedia, it)
Record
Israele è l’unico Paese a maggioranza ebraica al mondo.
Fonte: Israele (Wikipedia, it)
Record
Israele è il solo Paese al mondo in cui la vita è organizzata secondo il calendario ebraico: il giorno di riposo ufficiale è il sabato, che comincia dopo il tramonto del venerdì.
Fonte: Israele (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.