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La Siria, ufficialmente Repubblica Araba di Siria, è uno Stato del Medio Oriente affacciato al mar Mediterraneo. Confina a nord con la Turchia, a est con l’Iraq, a sud con la Giordania e a ovest con Israele e Libano. La capitale è Damasco.
Storicamente per "Siria" ci si riferiva all’omonima regione storica, che coincide con il Levante. Il paese vide sorgere sul suo territorio numerosi regni e civiltà, tra i quali la civiltà eblaita, e fu poi soggetto al dominio di assiri, babilonesi, romani, bizantini, arabi, crociati e ottomani; Damasco fu sede del califfato omayyade e capitale provinciale del sultanato mamelucco.
Lo Stato siriano moderno venne fondato nel 1945, quando la Repubblica di Siria divenne membro fondatore delle Nazioni Unite. A partire dal 1963 il partito Ba'th mantenne il potere e dal 1970 la presidenza venne mantenuta dalla famiglia al-Asad; dal 2011 il paese entrò in uno stato di guerra civile che nel 2024 ha portato alla presa del potere da parte delle forze di opposizione.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio siriano si estende dalle coste del Mediterraneo alle rive dell’Eufrate e presenta perciò aspetti fisici diversi: la maggior parte è caratterizzata da steppe, che coprono 60.000 km², e da deserti. Si può parlare di tre ambienti che si susseguono e si compenetrano: la costa, le catene montuose, il deserto.
La costa ha un’ampiezza modesta ed è spesso interrotta da promontori: la sua esiguità è dovuta alla presenza di una catena montuosa a essa parallela, continuazione dei monti del Libano. Più a sud, oltre la valle dell’Oronte, il confine con il Libano corre lungo la catena dell’Antilibano, che si eleva oltre i 2000 m.
La valle dell’Oronte è una depressione tettonica formatasi alla fine dell’era terziaria, come diretta prosecuzione di quella del Mar Morto, unitamente ad effusioni vulcaniche; a queste sono da imputare alcuni rilievi basaltici. Il resto del Paese è formato da un’ampia porzione del tavolato arabico lievemente inclinato a nord-est verso l’arida depressione mesopotamica, mentre la sezione sud-orientale costituisce una parte del desolato deserto siriaco.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Climi diversi si succedono passando dal mare all’interno. Nelle zone costiere prevale quello mediterraneo, con modeste escursioni termiche annue e sufficiente piovosità.
Modificazioni climatiche si incontrano sui rilievi, con temperature inferiori e piovosità d’altitudine, ma a oriente di essi si estendono le zone a clima steppico, con scarto tra inverno ed estate abbastanza elevato e con netta diminuzione di precipitazioni.
Nella parte meridionale del Paese e in quella sud-orientale si hanno scarsissime piogge e alte temperature, tipiche delle aree desertiche.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
governatorato di Damasco · governatorato del Rif di Damasco · governatorato di Quneitra · governatorato di Dar'a · governatorato di al-Suwayda · governatorato di Homs · governatorato di Tartus · governatorato di Latakia · governatorato di Hama · governatorato di Idlib · governatorato di Aleppo · governatorato di al-Raqqa · governatorato di Deir el-Zor · governatorato di al-Hasaka
Stato attuale dal 1920
X millennio a.C.
Il territorio siriano fu interessato dalla cultura mesolitica dei Natufiani, che vide forse gli inizi dell’agricoltura e alcune delle civiltà più antiche del mondo.
III millennio a.C.
La Siria subì nell’antichità una serie di dominazioni che le consentirono di sviluppare una fiorente civiltà, di cui Ebla è il più significativo esempio.
II–I millennio a.C.
La regione fu influenzata direttamente prima dagli Egiziani, poi dai Babilonesi e dai Persiani.
VIII secolo a.C.
Diverse fonti indicano che il nome Siria derivi dal termine Luvio "Sura/i", a sua volta legato ad Aššūrāyu, cioè l’Assiria nella Mesopotamia settentrionale.
IV secolo a.C.
A partire dalla fine del secolo la regione fu sottoposta a un vigoroso processo di ellenizzazione dalla dinastia dei Seleucidi; il greco si impose soprattutto nelle città, molte delle quali erano di fondazione ellenica.
64 a.C.
La dominazione ebbe inizio con la conquista della regione da parte di Pompeo e si protrasse per circa sette secoli, prima nel quadro di un Impero unitario, poi come parte dell’Impero romano d’Oriente.
I–III secolo
I Romani, e i loro eredi Bizantini, fecero della Siria un fiorente centro del commercio internazionale con capoluogo Antiochia.
266–272
Ebbe vita un regno indipendente retto da Zenobia.
VII secolo
La Siria venne conquistata dagli arabi e fu amministrata dalla dinastia califfale omayyade, che ne fece il centro propulsore del Califfato ed eresse a sua capitale Damasco.
VIII–XIII secolo
Alla dinastia omayyade seguirono gli abbasidi, in parte i Selgiuchidi e quindi i Fatimidi, gli Ayyubidi e i Mamelucchi; il paese fu coinvolto nelle Crociate e subì l’invasione dei Mongoli.
1517
L’Impero ottomano conquistò la Siria: inizialmente il dominio non fu molto gravoso, poiché i turchi rispettarono l’arabo come lingua dei testi sacri e Damasco fu il maggior snodo di transito per la Mecca.
1830
Furono avviate negli anni trenta dell’Ottocento, durante l’occupazione egiziana; dal XVIII secolo missionari europei avevano già aperto scuole in tutto il paese.
1840
Il Paese cominciò a rappresentare una meta per i turisti occidentali che visitavano la Terra santa e l’Egitto.
1864
Le riforme amministrative vennero applicate anche nella Siria ottomana, suddividendola in quattro province principali.
1869
Le autorità ottomane lo istituirono in modo da limitare l’influenza politica delle scuole missionarie europee.
1903
Venne istituita a Damasco; seguirono la facoltà di legge nel 1919 e una scuola preparatoria militare nel 1920.
1916–1918
Durante la prima guerra mondiale la Siria si ribellò al giogo degli ottomani, schierati al fianco degli Imperi centrali, reclamando l’indipendenza.
1920
Dopo un breve tentativo, stroncato dalle forze armate francesi, di dar vita a una monarchia indipendente sotto Faysal b. al-Husayn, la Siria dovette sottostare a un Mandato assegnato dalla Lega delle Nazioni.
1923
Venne istituita attraverso l’unione delle facoltà di medicina e di legge.
1936
Il 17 aprile fu firmato un trattato che riconosceva l’indipendenza della Repubblica della Siria, il cui primo presidente fu Hashim al-Atassi; il trattato non venne però ratificato.
1939
La provincia, il cui capoluogo è la storica città di Antiochia, fu ceduta alla Turchia durante il mandato francese, senza che la Siria indipendente ne abbia mai riconosciuto la cessione.
1945
Nella seconda metà del maggio dieci giorni di manifestazioni ininterrotte furono seguiti da un bombardamento di 36 ore; a luglio il comando delle forze armate passò in mani siriane.
1946
Fu riconosciuta il 1º gennaio e le ultime truppe straniere lasciarono la Siria il 17 aprile; il primo Presidente della repubblica indipendente fu il veterano nazionalista Shukri al-Quwwatli.
1949
Fu condotto da Husni al-Za'im contro al-Quwwatli, a seguito della sconfitta nella guerra arabo-israeliana del 1948; in tutto il periodo d’instabilità si contarono tredici colpi di Stato.
1954
Il colonnello Adib al-Shishakli fu rovesciato e al-Quwwatli, reinsediatosi alla presidenza, varò una politica filo-egiziana.
1956
Fu proclamata la legge marziale e truppe siriane e irachene si schierarono in Giordania per prevenire un’invasione israeliana; a novembre la Siria firmò un trattato con l’Unione Sovietica, ottenendo ampi rifornimenti militari.
1958
Il 1º febbraio fu sancita l’unione con l’Egitto governato dal colonnello Nasser; l’unione cadde il 28 settembre 1961 per un colpo di Stato dei militari siriani.
1963
L’8 marzo il partito panarabo s’impadronì del potere.
1965
Iniziò la costruzione sull’Eufrate con l’aiuto dell’Unione Sovietica: l’opera simboleggiava l’era di progresso che i nuovi leader del Paese intendevano inaugurare.
1966
Il 23 febbraio un nuovo golpe militare guidato da Salah Jadid portò il Ba'th ad abbandonare la linea panaraba per una socialista e filo-sovietica.
1967
Israele invase parte della Siria nella guerra dei sei giorni e annesse le alture, annessione che la Siria non ha mai riconosciuto.
1970
Il 13 novembre prese la guida del paese il generale Hafiz al-Asad, leader dell’ala nazionalista, che instaurò un regime dittatoriale e fu eletto presidente in modo plebiscitario nel 1971.
1973
Il 6 ottobre la Siria e l’Egitto sferrarono un attacco a sorpresa alle forze armate israeliane, ma vennero contrastati da Israele, che mantenne il controllo delle alture del Golan; nel marzo dello stesso anno la Costituzione sancì la preminenza del partito Baath.
1976
Al-Asad intervenne nella guerra civile libanese contro Israele e contro l’OLP di Yasser Arafat, imponendo una sorta di protettorato siriano sul Libano, ratificato nel 1991 e destinato a durare sino al 2005.
1982
Le insurrezioni di massa dei Fratelli Musulmani contro il regime laico del Ba'th furono stroncate con una spietata repressione, che causò fra i 10.000 e i 30.000 morti.
1984
Il lottatore Joseph Atiyeh vinse l’argento nei pesi massimi ai Giochi olimpici di Los Angeles.
1987
Il 22 luglio Muhammad Ahmed Faris volò nello spazio.
1990
Dopo l’invasione irachena del Kuwait al-Asad si schierò con la coalizione guidata dagli USA contro Saddam Hussein.
1996
La prima medaglia d’oro olimpica per la Siria fu conquistata nell’eptathlon ai Giochi olimpici di Atlanta.
2000
Nel giugno al-Asad morì e il 17 luglio gli succedette il figlio ed erede designato, Bashar al-Asad.
2005
La Siria fu accusata del coinvolgimento nell’omicidio di Rafīq Ḥarīrī e dovette richiamare in patria le proprie truppe.
2011
Nell’ambito della primavera araba tutto il Paese venne coinvolto da manifestazioni popolari che chiedevano riforme politiche e in seguito la caduta del regime; la repressione trasformò la rivoluzione in una guerra civile.
2013
Gruppi di opposizione fondamentalisti islamici assunsero un ruolo principale nel conflitto, emarginando l’Esercito Siriano Libero; tra questi emerse in particolare lo Stato Islamico.
2024
Una serie di improvvise e rapide offensive permise alle forze dell’opposizione di rovesciare in soli 11 giorni il regime di al-Asad e di stabilire, il 9 dicembre, un governo di transizione.
2025
Il 13 marzo il governo ad interim del presidente Ahmad al-Shara' ha approvato una nuova Costituzione provvisoria di durata quinquennale, basata sulla giurisprudenza islamica ma con tutele alle donne, alle minoranze etno-religiose e alla libertà di stampa.
2026
Nell’agosto il paese è pienamente rientrato nel circuito per i settori bancario, tecnologico e delle telecomunicazioni.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Siria contava nel 2019 una popolazione di circa 18500000 abitanti, esclusi i sei milioni di rifugiati fuori dal Paese. La maggior parte della popolazione è concentrata nelle regioni occidentali e lungo la valle dell’Eufrate, con una densità complessiva di circa 99 abitanti per chilometro quadrato.
I siriani sono nel complesso un popolo levantino indigeno, strettamente legato ai loro vicini immediati, come libanesi, palestinesi, giordani ed ebrei. Gli arabi rappresentano la grande maggioranza della popolazione e una loro minoranza è data dai beduini; il secondo gruppo etnico più grande è quello dei curdi, costituenti circa un decimo della popolazione.
Il terzo grande gruppo etnico del Paese è rappresentato dai turcomanni, divisi fra quelli rurali, che hanno conservato la lingua turca, e quelli urbani, prevalentemente arabizzati. Altri gruppi presenti sono gli armeni, i circassi, giunti dal Caucaso negli anni 1870, e gli assiri, arrivati perlopiù nel 1933 dall’Iraq.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è l’arabo. I dialetti arabi parlati in Siria sono principalmente di tipo levantino, mentre nelle regioni orientali sono di tipo mesopotamico, e sono parlati in diglossia con l’arabo standard.
La lingua curda è parlata nelle regioni settentrionali nella variante kurmanji, mentre i turcomanni nelle regioni rurali parlano il turco. La lingua aramaica è parlata principalmente dagli assiri nel nord-est, e nei villaggi di Ma'lula, Jubb'adin e al-Sarkha è parlato l’aramaico occidentale.
I circassi parlano il cabardo e l’adighè, mentre gli armeni parlano il dialetto armeno occidentale; nelle scuole vengono anche insegnati l’inglese e il francese.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La grande maggioranza della popolazione è di fede musulmana, per circa i tre quarti sunnita; una certa minoranza dei musulmani appartiene ad altre correnti, prevalentemente sciite o di derivazione sciita, tra le quali gli alauiti, i duodecimani, gli ismailiti e i drusi.
Circa un decimo della popolazione è di fede cristiana, aderente a svariate confessioni: le principali chiese attive sono la Chiesa greco-ortodossa di Antiochia, la Chiesa greco-cattolica melchita, la Chiesa apostolica armena, la Chiesa ortodossa siriaca, la Chiesa maronita, la Chiesa cattolica sira, la Chiesa armeno-cattolica, la Chiesa cattolica caldea e la Chiesa assira d’Oriente.
In passato vi era una comunità ebraica, emigrata completamente tra il XIX e il XXI secolo. Le materie inerenti allo status personale dei cittadini sono gestite dalle rispettive comunità religiose.
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La Siria è considerata un Paese in via di sviluppo. A partire dall’indipendenza la sua economia attraversò diverse fasi: una capitalista dal 1946 al 1961, nella quale venne sviluppato il settore agricolo attraverso investimenti privati e il settore dei trasporti attraverso investimenti pubblici, e una socialista dal 1961 al 1989, con un’ampia riforma agraria, la costruzione della diga di Tabqa, piani quinquennali e l’ampliamento del settore pubblico.
L’economia è oggi di tipo misto con un massiccio intervento pubblico; rivestono tuttora notevole importanza le attività agricole e pastorali, mentre il petrolio, non particolarmente abbondante, riesce comunque a soddisfare buona parte della domanda interna.
La Siria venne sottoposta a varie sanzioni economiche a partire dal 2011 da Unione europea, Stati Uniti d’America, Lega araba e da vari altri Paesi: esse comprendevano un embargo sul petrolio, il congelamento dei beni finanziari dello Stato e delle figure governative, il divieto di esportazione di determinati beni e restrizioni in materia di trasferimento di denaro.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Siria è amministrata sotto una Costituzione provvisoria che resterà in vigore per un quinquennio, nel mentre che si attui il processo di redazione di un testo definitivo e più ampio; è entrata in vigore il 13 marzo 2025 con la firma del Presidente ad interim Ahmad al-Shara', mantenendo l’impianto di una Repubblica presidenziale in attesa di nuove elezioni.
Ai sensi della carta provvisoria il presidente della Repubblica, su cui è concentrato il potere esecutivo, deve essere musulmano, ma l’Islam non è religione ufficiale: ha il potere di nominare i ministri, i funzionari pubblici e i vertici militari, di dichiarare guerra, legge marziale e amnistia e di promulgare leggi, soggette ad approvazione del Consiglio Popolare.
Il potere legislativo è esercitato dal Consiglio del popolo: in seguito alle elezioni di ottobre 2025 sono stati eletti 122 membri del consiglio, su 140 elettivi e su 210 totali, mentre il restante terzo dei membri è nominato dal Presidente. La Siria è teoricamente divisa in 14 province o governatorati, a loro volta divisi in 60 distretti e in 206 sottodistretti.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale2.685.360 abitanti
Governatorato di Damasco

2.003.671 abitanti
Distretto di Jabal Sam'an

775.404 abitanti
Siria

696.863 abitanti
Hama Subdistrict
709.000 abitanti
Lattakia Subdistrict

299.824 abitanti
Raqqa Subdistrict

271.800 abitanti
Deir-ez-Zor Subdistrict

165.000 abitanti
Sottodistretto di Idlib
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La rete idrografica è legata sia alle condizioni climatiche sia a quelle morfologiche: corsi a regime torrentizio si incontrano nella zona costiera, con piene invernali e forti pendenze, mentre nei solchi intermontani vi sono fiumi con buone portate.
L’Oronte, con direzione prima verso nord e poi verso ovest, raggiunge il Mediterraneo ed è alimentato da discrete precipitazioni. Notevole importanza ha l’Eufrate, proveniente dai monti Tauri, che attraversa la sezione nord-orientale del Paese per un tratto di 500 km; anche un breve tratto del Tigri tocca la Siria in corrispondenza del confine turco-iracheno.
Il mantello forestale è poco esteso per le condizioni climatiche e per la precoce umanizzazione del territorio: la vegetazione si presenta sotto forma di macchia fino ai 1000 m, di boschi caducifogli e aghifogli nelle zone montuose e di vegetazione steppica nelle aree premontane orientali.
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La cucina siriana è parte di quella levantina.
Le attività agricole e pastorali rivestono tuttora notevole importanza nell’economia del Paese e ne alimentano la tavola.
Le sanzioni economiche applicate a partire dal 2011 hanno avuto un impatto indiretto anche sul prezzo dei prodotti alimentari.
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La ricorrenza nazionale è il 17 aprile, Giorno dell’indipendenza o Giornata dell’evacuazione: commemora l’evacuazione dell’ultimo soldato francese, la proclamazione della piena indipendenza dello Stato e la fine del Mandato francese della Siria, nel 1946.
La Siria è stata a lungo caratterizzata da un’elevata emigrazione, che ha costituito una diaspora siriana, principalmente in America Latina: la più grande concentrazione al di fuori del mondo arabo è in Brasile, dove milioni di cittadini hanno origini arabe.
Aleppo e la capitale Damasco sono tra le più antiche città abitate ininterrottamente al mondo, e le materie inerenti allo status personale dei cittadini sono ancora gestite dalle rispettive comunità religiose.
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In campo musicale, durante il XX secolo spiccarono le figure di Farid al-Atrash e della sorella Asmahan.
Nell’antichità la regione siriana diede i natali a un gran numero di letterati, filosofi, storici e uomini di cultura sia di lingua greca sia, con minor frequenza, di espressione latina e aramaico-siriaca.
In ambito teologico è importante la figura di Giovanni Damasceno, noto esponente del neoplatonismo.
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La letteratura siriana costituisce una delle principali espressioni della letteratura araba: tra i principali letterati siriani del medioevo emersero Al-Mutanabbi e Al-Ma'arri, e importanti contributi li diedero la narrativa e il sufismo.
La letteratura araba moderna trae le sue origini nella Nahda del XIX secolo, di cui uno dei principali esponenti siriani fu Francis Marrash; nel corso del XX secolo i letterati siriani contribuirono attraverso la letteratura sperimentale e la critica dei costumi.
Tra i principali novellisti siriani del XX secolo emersero Hanna Mina, Abd al-Salam al-Ujayli, Colette Khoury, Ghada al-Samman e Ulfat Idlibi, e tra i poeti Nizar Qabbani, Adonis e Muhammad al-Maghut; tra il XX e il XXI secolo spicca la figura dello scrittore e poeta Khaled Khalifa.
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In ambito cinematografico spicca, tra gli altri, la regista Sudad Ka'dan, il cui film Nezouh - Il buco nel cielo ha avuto diversi premi internazionali.
Il cinema siriano condivide con il resto della produzione culturale del Paese le difficoltà create dalla guerra civile scoppiata nel 2011.
Il conflitto ha inoltre spinto all’estero una parte rilevante della popolazione, dando forma a una diaspora che si è espressa anche nelle arti.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La prima medaglia olimpica della Siria fu l’argento vinto dal lottatore Joseph Atiyeh, nei pesi massimi, ai Giochi olimpici di Los Angeles 1984.
La prima medaglia d’oro olimpica fu conquistata da Ghada Shouaa, nell’eptathlon, ai Giochi olimpici di Atlanta 1996; la stessa atleta era stata campionessa mondiale nel 1995 a Göteborg, in Svezia.
Nel 2012 la nazionale maschile di calcio della Siria si è aggiudicata la Coppa dell’Asia occidentale, battendo in finale l’Iraq.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Un tempo era diffusa anche la forma Sorìa, presa dal nome arabo del paese: oggi ne rimane traccia solo nella denominazione del gatto soriano.
Fonte: Siria (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Siria deriva in definitiva dall’accadico Aššur, cioè dall’Assiria.
Fonte: Siria (Wikipedia, it)
Storia
Il nome greco della Siria sembra corrispondere al fenicio ʾšr "Assur", registrato nell’iscrizione di Çineköy dell’VIII secolo a.C.
Fonte: Siria (Wikipedia, it)
Storia
Plinio il Vecchio descriveva il confine nord-orientale della Siria classica come includente, da ovest a est, Commagene, Sofene e Adiabene.
Fonte: Siria (Wikipedia, it)
Storia
La provincia romana della Giudea fu ribattezzata Palestina nel 135 d.C.
Fonte: Siria (Wikipedia, it)
Record
Aleppo e la capitale Damasco sono tra le più antiche città abitate ininterrottamente al mondo.
Fonte: Siria (Wikipedia, it)
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Il turismo in Siria nacque a partire dagli anni 1840, quando il Paese cominciò a rappresentare una meta per i turisti occidentali che visitavano la Terra santa e l’Egitto; l’industria del turismo venne organizzata dallo Stato a partire dagli anni 1970 e crebbe a partire dal 1986 grazie alle riforme liberiste.
Il numero dei turisti passò dai circa 550000 all’anno a metà anni 1980 a quasi tre milioni a metà anni 1990, e la maggior parte proveniva dal resto del mondo arabo, in particolare dagli stati arabi del Golfo Persico, oltre che dall’Iran.
Le principali attrattive turistiche sono rappresentate dai siti archeologici di Palmira e Ugarit, dalla città cristiana di Ma'lula, dal Krak dei Cavalieri e dai centri storici di Damasco, Aleppo e Hama; la guerra civile scoppiata nel 2011 ebbe effetti devastanti sul settore.
Sintesi · Fonte: Siria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.