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L’Iraq, ufficialmente Repubblica d’Iraq, è uno Stato del Medio Oriente. Confina con la Turchia a nord, con l’Arabia Saudita e il Kuwait a sud, con la Siria e la Giordania a ovest e con l’Iran a est; a sud-est, per un breve tratto, è bagnato dal golfo Persico.
Il territorio corrisponde approssimativamente alla regione geografica della Mesopotamia, il cui toponimo significa "terra in mezzo ai fiumi". Il nome Iraq deriva da quello dell’antica città di Uruk, che corrisponde all’odierna città di Warka, e pare fosse usato anche come nome per la regione di Babilonia. La capitale è Baghdad.
Oggi l’Iraq è uno Stato federale e una repubblica parlamentare: il presidente è il capo di Stato, il primo ministro è il capo del governo e l’organo deliberativo è il Consiglio dei rappresentanti. Possiede la terza riserva di petrolio più grande al mondo ed è considerato una media potenza emergente con una posizione strategica.
Sintesi · Fonte: Iraq (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Oltre alla Mesopotamia, il territorio iracheno comprende a ovest un vasto lembo orientale del deserto Siriaco, gli ultimi tavolati del Nefūd e i primi rilievi della catena dello Zagros, mentre a nord include un’estrema sezione della stessa catena, che corrisponde al Kurdistan meridionale.
Circa il sessanta per cento del territorio rientra però nella pianura mesopotamica, vasta area depressionaria del tavolato siro-arabico, colmata verso il golfo Persico dalle alluvioni recenti del Tigri e dell’Eufrate: è perciò una zona di passaggio tra la Siria, e quindi il mondo mediterraneo, e il golfo Persico, naturale corridoio verso il mondo indiano.
L’orlo montuoso, che nella parte orientale supera in più punti i 3500 metri, forma un gigantesco arco di catene. I monti scendono ripidi sul bassopiano o vi si smorzano con una serie di lunghe e spettacolari pieghe anticlinali; formati per lo più da rocce calcaree e incisi da gole, si presentano aridi e nudi anche per la diffusione dei fenomeni carsici.
Sintesi · Fonte: Iraq (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima iracheno è subtropicale: praterie aride a nord e deserto a sud.
Gli inverni sono miti, escludendo la catena montuosa a nord del paese, dove sono abbastanza rigidi.
Le estati sono caldissime e le temperature in questa stagione sono tra le più elevate al mondo: superano infatti costantemente i 43 °C, con punte di 51 - 52 °C, soprattutto nella pianura mesopotamica.
Sintesi · Fonte: Iraq (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
governatorato di Baghdad · governatorato di Salah al-Din · governatorato di Diyala · governatorato di Wasit · governatorato di Maysan · governatorato di Bassora · governatorato di Dhi Qar · governatorato di al-Muthanna · Governatorato di al-Qadisiyya · governatorato di Babil · governatorato di Kerbela · governatorato di Najaf · governatorato di al-Anbar · governatorato di Ninive · governatorato di Dahuk · governatorato di Arbil · Governatorato di Kirkuk · governatorato di Sulaymaniyya
Stato attuale dal 1932
IV millennio a.C.
L’area fertile fra Eufrate e Tigri vide nascere alcune delle civiltà più antiche del mondo, fondate dai sumeri di lingua isolata e dagli accadi di lingua semitica.
III millennio a.C.
Gli accadi fondarono un impero nella regione, poi articolatosi politicamente in Babilonia e Assiria, da cui si svilupparono due dialetti della lingua accadica, il babilonese e l’assiro.
XXIII secolo a.C.
La poetessa accadica Enḫeduanna è la prima autrice di cui si conosce il nome.
antichità
Nella città sumerica di Ur sarebbe nato il patriarca Abramo delle tre religioni abramitiche, tutte monoteiste.
VI–IV secolo a.C.
La Mesopotamia fu parte dell’impero persiano, sia di dinastia achemenide, sia partica, sia sasanide.
II secolo
La regione fu in seguito annessa all’impero romano.
III secolo
Nella regione si diffuse il cristianesimo, soprattutto nestoriano.
IV secolo
La Mesopotamia tornò nell’orbita della Persia.
VII secolo
La definitiva sconfitta dei persiani a opera dell’imperatore bizantino Eraclio I precedette di poco la conquista islamica della regione.
656
La Mesopotamia venne incorporata nel califfato arabo, vi iniziò a diffondersi l’islam e divenne di uso preponderante la lingua araba.
762
La sede califfale fu spostata dalla nuova dinastia abbaside nella città mesopotamica di Baghdad, che rimase a lungo il centro più importante del mondo arabo-islamico.
IX secolo
Nacque in Iraq al-Kindi, considerato il primo filosofo musulmano.
X–XI secolo
A Bassora nacque Alhazen, considerato l’iniziatore dell’ottica moderna e autore del Libro dell’Ottica.
1258
Il califfato cadde sotto i colpi dei Mongoli guidati da Hülegü, avviando un processo di frammentazione politica, ma non culturale, del mondo arabo-islamico.
1401
Il condottiero turco-mongolo musulmano invase l’Iraq, pur mantenendo il centro delle sue attività politiche a Samarcanda.
XVI secolo
L’Iraq fu conteso tra l’impero persiano, retto dalla dinastia sciita dei Safavidi, e l’impero ottomano di religione sunnita.
1638
L’impero ottomano incorporò definitivamente l’Iraq.
1916
La spartizione dell’Impero ottomano fra Regno Unito e Francia fu definita in questo accordo.
1920
Il 25 aprile fu presentata alla Società delle Nazioni una bozza che attribuiva a Londra il mandato di amministrare l’Iraq in vista della sua futura indipendenza; una rivolta anti-britannica spinse però a scartare l’idea del mandato in favore di un’immediata semi-indipendenza.
1921
Il nuovo Stato assunse per volontà britannica la forma di una monarchia retta dal re di stirpe hashemita Fayṣal b. al-Ḥusayn.
1932
Il periodo di amministrazione britannica ebbe fine il 3 ottobre, quando venne ufficialmente riconosciuta l’indipendenza del Paese, seppure ancora limitata sotto alcuni aspetti militari ed economici.
1941
Il governo filo-britannico di Nūrī al-Saʿīd fu rovesciato da un colpo di Stato guidato dall’avvocato Rashīd ʿAlī al-Kaylānī; fra l’1 e il 3 giugno i britannici intervennero militarmente e lo sconfissero nel giro di un mese.
1946
I grandi scioperi scossero la città: i manifestanti denunciavano le condizioni di lavoro, ma anche il dominio britannico sulla compagnia petrolifera.
1948
La firma di un nuovo trattato di alleanza con il Regno Unito provocò manifestazioni di massa e la monarchia perse il controllo delle strade per qualche giorno.
1949
Il mullah Mustafa Barzani guidò una rivolta contro la monarchia, che la sedò; Barzani andò in esilio volontario in Unione Sovietica.
1957
Venne istituito il principale ateneo del Paese.
1958
Il 14 luglio un colpo di Stato del Comitato degli Ufficiali Liberi, guidato dal generale ʿAbd al-Karīm Qāsim e dal colonnello ʿAbd al-Salām ʿĀrif, istituì la repubblica perseguendo una linea nazionalista e neutralista.
1963
L’8 febbraio Qāsim fu ucciso nel corso di un colpo di Stato che portò al potere il partito Ba'th, di ispirazione socialista e panaraba; il 18 novembre dello stesso anno il regime fu però rovesciato da un altro colpo di Stato.
1968
Il 17 luglio il partito fu riportato al potere da un colpo di Stato guidato dal generale Ahmad Hasan al-Bakr, parente di Saddam Hussein.
1972
Il 1º giugno il governo nazionalizzò l’industria petrolifera fino a quel momento in mano alla Iraq Petroleum Company britannica: la decisione ebbe un ruolo chiave nelle successive scelte dell’OPEC.
anni settanta
Grazie alla vendita del petrolio nazionalizzato il governo finanziò l’elettrificazione del paese e la costruzione di acquedotti, scuole, università e ospedali.
1979
La presa del potere segnò l’abbandono dell’ispirazione socialista e filo-sovietica e, negli ultimi anni del regime, anche di quella panaraba.
1980
Il 22 settembre l’Iraq scese in guerra contro l’Iran con l’appoggio economico e militare degli Stati Uniti e dei Paesi NATO.
1987–1988
Il 16 agosto 1987 iniziò la campagna repressiva contro i curdi; si è calcolato che il genocidio provocò tra i 50.000 e i 100.000 morti.
1988
Nel marzo del 1988 l’attacco con armi chimiche al campo profughi di Halabja causò la morte di 8000 curdi; l’8 agosto la guerra con l’Iran terminò senza vincitori né vinti.
1990
Il 2 agosto l’Iraq occupò il Kuwait, adducendo antiche rivendicazioni territoriali e più recenti ragioni economiche legate allo sfruttamento dei pozzi petroliferi.
1991
Il 17 gennaio ebbe inizio l’invasione da parte di una coalizione internazionale su mandato delle Nazioni Unite; si concluse il 28 febbraio, seguita il 3 aprile dal cessate il fuoco definitivo.
1992
Il rifiuto di concedere l’accesso agli ispettori dell’UNSCOM causò la proclamazione da parte dell’ONU di un rigido embargo economico, i cui effetti si rivelarono devastanti soprattutto per la popolazione civile.
1995
Con la risoluzione 986 l’ONU avviò il programma che autorizzava l’Iraq a esportare due miliardi di dollari di greggio al semestre per l’acquisto di viveri e medicinali.
1998
Nel dicembre gli Stati Uniti lanciarono l’operazione; l’intervento personale del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ottenne la ripresa delle ispezioni.
2003
Il 20 marzo, nonostante l’opposizione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, gli Stati Uniti e il Regno Unito lanciarono l’attacco; la forza di invasione arrivò a Baghdad il 9 aprile e Saddam Hussein fu catturato in dicembre nei pressi di Tikrit.
2005
Nel corso dell’anno si svolsero tre tornate elettorali; la nuova carta fu approvata dal 79% dei voti attraverso un referendum e Jalāl Ṭālabānī, leader dell’Unione Patriottica del Kurdistan, venne eletto alla presidenza del paese.
2006
L’ex dittatore fu condannato a morte da un tribunale ad hoc e impiccato il 30 dicembre.
2007
George W. Bush annunciò un forte incremento delle truppe americane in Iraq, cercando anche di coinvolgere maggiormente i sunniti nel nuovo regime politico e nella lotta contro gli estremisti.
2011
La presenza degli Stati Uniti in Iraq ebbe fine e le truppe straniere terminarono il ritiro, secondo l’accordo firmato nel 2008.
2014
Il gruppo prese il controllo di Falluja e di buona parte della provincia di al-Anbar, poi di Mosul e Tikrit, proclamando la creazione di un califfato universale guidato da Abu Bakr al-Baghdadi.
2014
Il 19 giugno venne lanciato il primo satellite iracheno, costruito da studenti iracheni dell’Università La Sapienza di Roma.
2017
Il 9 dicembre il premier al-ʿAbādī dichiarò ufficialmente vinta la guerra.
2025
La torta del presidente, del regista Hasan Hadi, entrò nella short-list dei quindici candidati per l’Oscar al miglior film in lingua straniera.
Sintesi · Fonte: Iraq (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo stime del CIA World Factbook nel 2022 la popolazione irachena era di 40.462.701 abitanti.
Le continue guerre degli ultimi trent’anni hanno provocato una forte emigrazione: nel 2008 l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati calcolava circa due milioni di rifugiati all’estero, in larga maggioranza in Siria e Giordania.
L’etnia maggioritaria è quella degli iracheni di lingua araba, del ceppo semitico; vi è poi una consistente minoranza curda, maggioritaria nel nord-est del Paese. Fra le altre etnie vi sono quella assira e quella turcomanna, e all’interno di questi gruppi si individuano sottogruppi come i cosiddetti arabi delle paludi e gli yazidi.
Sintesi · Fonte: Iraq (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua più parlata è l’arabo, nella sua variante mesopotamica, appartenente alla famiglia linguistica semitica: si distinguono il dialetto qeltu nel nord e il dialetto gilit nel sud, così chiamati dal rispettivo modo di pronunciare "io dicevo".
L’arabo mesopotamico è caratterizzato da un substrato aramaico e accadico, e tramite quest’ultimo anche sumerico. Il curdo, lingua del gruppo linguistico indoeuropeo e assai vicino al persiano, è parlato nelle zone dove l’etnia curda è maggioritaria.
L’arabo e il curdo sono le due lingue ufficiali, ma in base all’articolo 4 della Costituzione sono riconosciuti anche il siriaco e il turcomanno come lingue ufficiali nelle aree amministrative dove sono più parlati; ai madrelingua è garantito il diritto all’istruzione in tali lingue nelle istituzioni governative pubbliche, e lo stesso vale per la piccola minoranza parlante armeno.
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Gli iracheni sono ufficialmente in larghissima maggioranza musulmani. Nello specifico, circa il 62,5% della popolazione è di fede sciita e il 34,5% è di fede sunnita.
Gli iracheni residenti nella popolosa zona sudorientale sono prevalentemente sciiti, mentre quelli residenti nella parte centro-occidentale del Paese e la quasi totalità degli appartenenti all’etnia curda sono prevalentemente sunniti.
Vi sono poi minoranze professanti il cristianesimo, il mandeismo e lo zuismo, e specificamente tra i curdi lo yazidismo, lo yarsanesimo e lo zoroastrismo. Fino circa al 2003 la popolazione cristiana contava circa 1 500 000 fedeli; negli anni successivi il numero è drasticamente calato e oggi si stima ammonti a circa 200 000 persone.
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L’economia dell’Iraq si basa fortemente sull’esportazione del petrolio, nazionalizzato nel 1972, che comprende i due terzi delle esportazioni; queste però non bastano a equilibrare la bilancia commerciale.
L’agricoltura è tradizionalmente molto sviluppata, grazie all’abbondanza d’acqua, anche se strategicamente condizionata dalle decisioni della Turchia, che controlla l’alto corso del Tigri e dell’Eufrate. L’industria, comunque non particolarmente sviluppata, ha subito i maggiori danni dai conflitti bellici.
Il turismo, soprattutto culturale e archeologico, è stato virtualmente azzerato dai continui conflitti bellici. I mercati cittadini, e la negoziazione del prezzo dei beni, restano la forma comune di commercio.
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Secondo la Costituzione del 2005 l’Iraq è una repubblica parlamentare, federale e democratica; il codice civile prevede la legge islamica come fonte del diritto. Il potere legislativo è attribuito al Parlamento, composto da 329 membri eletti tramite il sistema elettorale del Voto singolo non trasferibile.
L’esigenza di un equilibrio tra le comunità si è riflessa nella spartizione delle tre principali cariche dello Stato: il Presidente della Repubblica, carica per lo più onorifica, è attribuito a un curdo, il Primo Ministro è scelto all’interno della comunità sciita e il Presidente del parlamento è sunnita. La spartizione non è formalmente prevista nella costituzione, ma è considerata parte fondamentale dell’accordo fra le tre principali comunità del Paese.
La comunità curda gode di ampia autonomia nell’ambito del Governo Regionale del Kurdistan, disponendo di un parlamento e di un governo autonomi nonché di una milizia indipendente i cui membri sono detti peshmerga. La comunità sciita, la più numerosa, si trova dalla caduta di Saddam al centro della vita politica irachena.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
8.126.755 abitanti
Governatorato di Baghdad

1.792.000 abitanti
Governatorato di Ninive

1.326.564 abitanti
Governatorato di Bassora

846.000 abitanti
Distretto di Erbil

690.100 abitanti
Governatorato di Kerbela

975.000 abitanti
Governatorato di Kirkuk

724.700 abitanti
Governatorato di Najaf

140.400 abitanti
Governatorato di Salah al-Din
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L’Iraq corrisponde alla regione geografica della Mesopotamia, la "terra in mezzo ai fiumi", ossia l’Eufrate e il Tigri, che scorrono da nord a sud unendosi prima di sfociare nel golfo Persico.
Lungo le rive di questi fiumi sono presenti ampie zone paludose, usate in passato per frenare le inondazioni generate dalle piene. Altri due fiumi di notevole rilevanza sono il Grande Zāb e il Piccolo Zāb, affluenti del Tigri.
Per far fronte ai problemi idrologici ed energetici del paese sono state costruite numerose dighe: la più grande attualmente in funzione è quella di Mossul, sul Tigri, con una potenza di 750 MW, seguita dalla diga di Haditha sull’Eufrate, con una potenza di 660 MW.
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La cucina irachena rientra nell’ambito della cucina mediorientale.
I mercati cittadini, e la negoziazione del prezzo dei beni, sono la forma comune di commercio, anche alimentare.
L’abbondanza d’acqua della pianura fra Tigri ed Eufrate ha reso l’agricoltura irachena tradizionalmente molto sviluppata, e con essa la cucina che ne deriva.
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La ricorrenza nazionale è il 3 ottobre e celebra l’indipendenza dell’Iraq dal Regno Unito nel 1932; un’altra ricorrenza nazionale è il 14 luglio, Giorno della Repubblica.
Negli ultimi mille anni la cultura irachena si è espressa attraverso cinque principali matrici culturali: la cultura curda nel nord, con centro ad Arbil, la cultura islamica sunnita nella regione centrale attorno a Baghdad, la cultura islamica sciita nel sud con centro a Bassora, la cultura cristiana assira sparsa in varie città del nord e la cultura degli arabi delle paludi.
Questi ultimi, detti Madhan, sono un popolo che vive nelle terre paludose situate nel sud del Paese alla confluenza fra Tigri ed Eufrate, e hanno più di tutti gli iracheni conservato caratteristiche dell’antichissima cultura sumerica.
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L’Iraq è musicalmente conosciuto soprattutto per uno strumento chiamato ʿūd, cioè il liuto, e per il rabāb, simile a un violino; i più noti musicisti che utilizzano questi strumenti sono rispettivamente Ahmad Mukhtār e l’assiro Munīr Bashīr.
Fino alla caduta di Saddam Hussein l’emittente radiofonica più popolare era la Voce della Gioventù, che trasmetteva un mix di rock occidentale, hip hop e musica pop. Fog el Nakhal è invece una tipica canzone popolare irachena.
Il Paese ha prodotto un’importante pop star pan-araba, Kazem El-Saher, e ricorda la figura di Affifa Iskandar, fra le più note cantanti irachene, soprannominata il merlo iracheno; nota anche la pianista Zuhal Sultan, che ha avuto diversi riconoscimenti internazionali.
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Tra il XX secolo e il XXI secolo, in campo artistico, l’Iraq si è affermata in campo internazionale con l’architetto Zaha Hadid, prima donna a ricevere il prestigioso Premio Pritzker nel 2004.
È inoltre da ricordare la figura di Mohammed Ghani Hikmat, tra gli artisti più amati dell’Iraq.
La civiltà sumero-accadica ha dato importantissimi impulsi allo sviluppo della civiltà eurasiatica, e mondiale, quali l’invenzione dei primi metodi di scrittura: alcuni siti del Paese sono iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
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La prima autrice conosciuta fu la poetessa accadica Enḫeduanna: si tratta della prima autrice al mondo di cui si conosce il nome.
Una delle più note esponenti della poesia araba del XX secolo fu l’irachena Nazik al-Mala'ika, che tratta nelle sue opere, tra l’altro, la condizione femminile nel mondo arabo; dello stesso secolo sono Muzaffar al Nawab e Muhammad Mahdi al-Jawahiri, fra i migliori poeti arabi.
Più recente è lo scrittore e regista Hassan Blasim, autore della raccolta di racconti Il matto di piazza della Libertà, in cui vengono esposti la crisi irachena e aspetti della migrazione clandestina.
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In ambito cinematografico il primo film iracheno entrato, nel 2025, nella short-list dei quindici candidati per l’Oscar al miglior film in lingua straniera è La torta del presidente del regista iracheno Hasan Hadi.
Tra i vari film si può ricordare Son of Babylon, del regista Mohamed Al-Daradji, che ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali.
Il principale canale televisivo satellitare e terrestre pubblico del Paese è Al Iraqia.
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Lingua
Il nome Iraq deriva dal nome dell’antica città di Uruk, che a sua volta corrisponde all’odierna città di Warka.
Fonte: Iraq (Wikipedia, it)
Lingua
I costituenti del nome Ur+uk in lingua sumera significano "città+pensiero/esistenza".
Fonte: Iraq (Wikipedia, it)
Lingua
I radicali consonantici irq e urq delle lingue semitiche indicano fiumi e in generale il raccogliersi dell’acqua.
Fonte: Iraq (Wikipedia, it)
Geografia
Il toponimo Mesopotamia significa "terra in mezzo ai fiumi", in arabo Bilād al-Rafidayn.
Fonte: Iraq (Wikipedia, it)
Lingua
Secondo un’altra ipotesi Irāq potrebbe significare appunto bassopiano, perché la pianura mesopotamica è una vasta area depressionaria.
Fonte: Iraq (Wikipedia, it)
Record
L’Iraq possiede la terza riserva di petrolio più grande al mondo.
Fonte: Iraq (Wikipedia, it)
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Il turismo, soprattutto culturale e archeologico, è stato virtualmente azzerato dai continui conflitti bellici.
Le mete di maggiore richiamo restano quelle del patrimonio antico e religioso: alcuni siti dell’Iraq sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui le città di Samarra e di Babilonia e le zone paludose del sud del Paese.
Le principali città del Paese sono Baghdad, che ne è la capitale, poi Ba'quba, Bassora, Falluja, Karbala, Kirkuk, Mosul, Najaf, Nāṣiriya e Samarra.
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.