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La Turchia è un Paese a cavallo di due continenti: quasi tutto il territorio si trova in Anatolia, nell’Asia occidentale, mentre una piccola parte, la Tracia orientale, è in Europa. Le due parti sono separate dal mar di Marmara e dagli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, che collegano il mar Nero al Mediterraneo.
Confina con Grecia e Bulgaria a nord-ovest, con la Georgia a nord-est, con Armenia, Azerbaigian e Iran a est, con l’Iraq a sud-est e con la Siria a sud. La capitale è Ankara, ma la città più grande è Istanbul, l’antica Costantinopoli, dove vive quasi un quinto della popolazione del Paese.
Per la sua posizione di passaggio fra due continenti, il territorio turco è stato la casa di moltissimi popoli: Ittiti, Frigi, Urartici, Lici, Lidi, Ioni, Persiani, Macedoni, Romani, Bizantini, Selgiuchidi e Ottomani. La Repubblica di Turchia è nata nel 1923 dalle ceneri dell’Impero ottomano, con Mustafa Kemal Atatürk come primo presidente.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it), Turkey (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
La penisola anatolica, che divide il mar Nero dall’Egeo e dal Mediterraneo orientale, occupa il novantasette per cento del territorio; il restante tre per cento è la Tracia orientale, dove si trova la parte europea di Istanbul. Fanno parte della Turchia anche le isole egee di Imbro e Tenedo.
L’Anatolia è in gran parte un altopiano chiuso fra due catene che corrono da est a ovest: i Monti del Ponto a nord e i Monti del Tauro a sud. La vetta più alta è il monte Ararat; a est si trova anche il lago Van, il più grande del Paese, e da questa regione nascono l’Eufrate e il Tigri.
La Turchia si divide in sette regioni geografiche: quattro prendono il nome dai mari — Mar Nero, Marmara, Egeo e Mediterraneo — e tre dalla posizione in Anatolia, centrale, orientale e sud-orientale. In Cappadocia, nell’Anatolia centrale, si trovano le famose grotte di tufo e le chiese rupestri, mentre lungo la costa egea si allineano i siti antichi di Troia, Pergamo, Efeso e Mileto.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it), Turkey (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il clima cambia moltissimo da regione a regione. Le coste sul Mediterraneo e sull’Egeo hanno un clima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti; la costa del mar Nero è piovosa tutto l’anno, con estati calde e umide e inverni freddi; l’interno ha un clima continentale, con estati calde e secche e inverni freddi e nevosi, perché le montagne fermano l’influenza dei mari.
Le differenze sono enormi: nella zona più arida le piogge superano di rado i trecento millimetri all’anno, mentre sul mar Nero si passano i duemilacinquecento. Il Paese gode di un’insolazione elevata, in media sette ore e mezzo di sole al giorno, e punta molto sull’energia solare. La Turchia è molto esposta al cambiamento climatico e si è data l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2053.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it), Turkey (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1923
circa 10.000 a.C.
In Anatolia sorgono alcuni dei siti neolitici più antichi del mondo: Göbekli Tepe ha quasi dodicimila anni, e seguono Çatalhöyük e Alaca Höyük. Parte dell’Anatolia appartiene alla Mezzaluna Fertile, dove nasce l’agricoltura.
circa 2000 a.C.
Le tavolette d’argilla di Kültepe, di una colonia commerciale assira, sono i più antichi documenti scritti dell’Anatolia; le lingue parlate erano l’hattico, l’hurrita, l’ittita, il luvio e il palaico.
1700–1200 a.C.
Gli Ittiti costruiscono un grande regno nell’Anatolia centrale, con capitale Hattusa.
circa 1000 a.C.
I Greci cominciano a stabilirsi lungo la costa occidentale: nascono città come Mileto, Efeso, Alicarnasso e Smirne. Bisanzio è fra queste, e tutte avranno un ruolo decisivo nella civiltà greca arcaica.
547 a.C.
L’Anatolia orientale viene attaccata e l’Impero achemenide arriva fino alla costa occidentale. Ciro ne è l’artefice.
334–333 a.C.
L’Impero persiano crolla e l’ellenizzazione dell’Anatolia accelera. Alessandro il Grande conquista la regione in due sole campagne.
II secolo a.C.
Roma interviene in Anatolia in aiuto di Pergamo; il re di Pergamo, senza eredi, lascia il regno a Roma, che ne fa la provincia d’Asia.
325
Il concilio riunito nell’odierna Iznik definisce le basi della dottrina cristiana. Paolo vi aveva predicato in precedenza, facendo crescere molto la Chiesa in Anatolia.
330–1453
L’Impero romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli, dura più di mille anni ed è a lungo la potenza economica, culturale e militare del Mediterraneo.
1071
I Selgiuchidi sconfiggono i Bizantini e fondano il Sultanato di Rum: comincia la turchizzazione dell’Anatolia, un processo lungo secoli fatto di migrazioni, matrimoni e conversioni all’islam.
inizio del XIV secolo
Osman I fonda il beilicato ottomano intorno a Söğüt; gli Ottomani annettono gli altri principati turchi e si espandono nei Balcani.
1453
Il 29 maggio Maometto II conquista Costantinopoli e mette fine all’Impero bizantino.
XVI secolo
Con Selim I e Solimano il Magnifico l’Impero ottomano diventa una potenza mondiale; nello stesso secolo accoglie anche gli ebrei sefarditi cacciati dalla Spagna.
1839
Le riforme Tanzimat cercano di modernizzare lo Stato ottomano sul modello dell’Europa occidentale; nel 1876 arriva la prima costituzione fra gli Stati musulmani, ma dura poco.
1914–1918
L’Impero ottomano entra in guerra a fianco degli Imperi centrali ed esce sconfitto. Durante il conflitto gli armeni dell’impero vengono deportati in Siria nel genocidio armeno, in cui muoiono centinaia di migliaia di persone; violenze colpiscono anche assiri e greci.
1919–1923
Dopo l’occupazione di Istanbul e Smirne nasce il Movimento nazionale turco, guidato da Mustafa Kemal: fra il 1921 e il 1923 gli eserciti armeno, greco, francese e britannico vengono respinti.
1922–1923
Il 1º novembre 1922 il parlamento di Ankara abolisce il sultanato, chiudendo 623 anni di monarchia ottomana; il trattato di Losanna riconosce il nuovo Stato e il 29 ottobre 1923 la Repubblica viene proclamata ad Ankara, con Atatürk primo presidente.
1923
La Convenzione di Losanna impone uno scambio forzato di popolazioni: i greci ortodossi dell’Anatolia vanno in Grecia e i musulmani di Grecia in Turchia, con l’eccezione dei greci di Istanbul e dei musulmani della Tracia occidentale.
anni Venti e Trenta
Atatürk abolisce il califfato, passa dall’alfabeto arabo a quello latino e laicizza lo Stato; nel 1934 le donne ottengono il diritto di voto.
1946
La Turchia passa da repubblica a partito unico a repubblica parlamentare multipartitica.
2016
Un tentativo di colpo di Stato fallisce; seguono la rimozione di migliaia di magistrati e militari e l’arresto di oppositori, giornalisti e insegnanti.
2017–2018
Un referendum costituzionale trasforma la Turchia in una repubblica presidenziale: la carica di primo ministro viene abolita nel 2018.
2023
I terremoti che colpiscono la Turchia e la Siria sono i più letali della storia recente del Paese.
Sintesi · Fonte: Turkey (Wikipedia, en), Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Turchia ha circa ottantasei milioni di abitanti e quasi tre quarti di essi vivono in città: le aree urbane maggiori sono Istanbul, Ankara, Smirne, Bursa, Adana, Gaziantep, Konya e Adalia. La popolazione è giovane: i ragazzi sotto i quindici anni sono circa un quarto del totale.
La Costituzione definisce turco «chiunque sia legato allo Stato turco dal vincolo della cittadinanza», quindi il termine legale non coincide con quello etnico. La maggioranza della popolazione è di etnia turca; i curdi, concentrati soprattutto nelle province del sud-est, sono la più grande minoranza. Le tre minoranze riconosciute dal trattato di Losanna sono armeni, greci ed ebrei, e nel Paese vivono anche abcasi, albanesi, arabi, assiri, bosniaci, circassi, georgiani, lazi, bulgari e rom.
Dall’inizio dello scorso decennio l’arrivo di milioni di profughi dalla Siria e da altri Paesi del Medio Oriente e dell’Asia centrale ha cambiato la composizione della popolazione.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è il turco, parlato dall’ottantacinque per cento della popolazione, soprattutto nella forma standard fissata dalla riforma linguistica degli anni Trenta. La Turchia non riconosce né tutela le numerose minoranze linguistiche entro i suoi confini.
Il curdo è parlato da circa venti milioni di persone nel sud-est del Paese e per molti resta la prima lingua. Sono ancora vive, anche se spesso a rischio, l’abcaso, l’albanese, l’arabo, l’armeno, l’aramaico, l’azero, il bosniaco, il bulgaro, il circasso, il georgiano, il greco, il greco-pontico, il laz e lo zazaki.
A Istanbul una piccola comunità ebraica discende dagli ebrei fuggiti dalla Spagna nel 1492 e parla ancora il giudeo-spagnolo, il ladino.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Turchia è uno Stato laico, senza religione di Stato, e la Costituzione garantisce la libertà di religione e di coscienza. L’islam è la religione prevalente: se si contano anche i non praticanti, la professa oltre il novantanove per cento della popolazione, e la maggioranza è sunnita, con una componente alevita.
Le minoranze cristiane, soprattutto ortodosse e cattoliche, contano circa centoventimila fedeli; il Patriarcato ortodosso ha sede a Istanbul dal IV secolo. C’è anche una piccola comunità ebraica, in gran parte sefardita.
Dagli anni Venti e Trenta del Novecento Atatürk promosse una profonda laicizzazione dello Stato: furono aboliti i tribunali religiosi, sciolti gli ordini sufi e vietati i simboli religiosi negli spazi pubblici, e nacque il Direttorato degli Affari Religiosi, che ancora oggi amministra la vita religiosa ufficiale.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dai tempi di Atatürk l’economia turca è cresciuta con un forte ruolo dello Stato; negli anni Ottanta, con il primo ministro Turgut Özal, si è aperta sempre di più al mercato. Un Paese un tempo agricolo è diventato una media potenza industriale: i settori principali sono l’automobile, il tessile e l’abbigliamento, l’elettronica e le costruzioni, concentrati soprattutto sulle coste occidentali.
Il turismo è una delle prime fonti di reddito: nel 2017 la Turchia era l’ottavo Paese più visitato al mondo. Il commercio estero si svolge in gran parte con l’Unione europea, con cui la Turchia ha un’unione doganale firmata nel 1995.
L’economia informale è molto estesa e in crescita, e negli ultimi anni la lira turca ha perso gran parte del suo valore, con un’inflazione altissima: la banca centrale non è indipendente dal governo, e il suo governatore è nominato dal presidente della Repubblica.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nata nel 1923 come repubblica parlamentare a partito unico, dal 1946 la Turchia è diventata una repubblica parlamentare multipartitica e, dopo il referendum costituzionale del 2017, una repubblica presidenziale. È stata uno dei primi Paesi a introdurre il suffragio universale: le donne votano dal 1934.
Il presidente della Repubblica, eletto direttamente per cinque anni, è capo dello Stato e del governo, nomina e revoca i ministri, può sciogliere il parlamento ed emanare decreti; la carica di primo ministro è stata abolita nel 2018. Il potere legislativo spetta alla Grande Assemblea Nazionale Turca, un parlamento di seicento deputati con una soglia di sbarramento nazionale, ridotta al sette per cento nel 2022.
Il Paese è diviso in ottantuno province, guidate da governatori nominati dal governo centrale. Dopo il fallito colpo di Stato del 2016 sono stati rimossi migliaia di magistrati e militari e arrestati esponenti dell’opposizione, giornalisti e insegnanti; i negoziati per l’adesione all’Unione europea sono di fatto congelati.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

15.655.924 abitanti
Provincia di Istanbul
Capitale5.803.482 abitanti
Provincia di Ankara

180.327 abitanti
Provincia di Edirne

2.901.396 abitanti
Provincia di Bursa

2.426.356 abitanti
Provincia di Adalia

1.765.981 abitanti
Provincia di Adana

1.680.723 abitanti
Provincia di Gaziantep

824.352 abitanti
Provincia di Trebisonda

1.389.680 abitanti
Provincia di Kayseri

2.232.374 abitanti
Provincia di Konya

377.793 abitanti
Provincia di Hatay

1.732.396 abitanti
Provincia di Diyarbakır
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Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

Palazzo

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto
Monumento

Sito archeologico

Palazzo

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto
Monumento

Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto
Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Luogo di culto

Sito archeologico
Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Sito archeologico

Sito archeologico
Sito archeologico

Sito archeologico
Sito archeologico

Sito archeologico

Sito archeologico
Palazzo

Palazzo
Castello e fortezza

Sito archeologico
Sito archeologico
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La Turchia ha una biodiversità ricchissima e comprende tre dei trentasei «punti caldi» della biodiversità mondiale: quello mediterraneo, quello irano-anatolico e quello caucasico. Nel Paese vivono circa centonovantasette specie di mammiferi, quattrocentoventi di uccelli, ottocentoventi di pesci marini e d’acqua dolce e centotrenta di rettili, oltre a più di diecimila specie di piante vascolari, molte delle quali endemiche.
Le foreste coprono circa il ventinove per cento del territorio e ospitano le maggiori concentrazioni al mondo di cedro del Libano e di cipresso mediterraneo, mentre le zone umide sono importantissime per gli uccelli migratori. Il ventisette per cento del Paese è protetto, con cinquanta parchi nazionali.
I rischi non mancano: desertificazione, erosione del suolo, abbassamento delle falde e salinizzazione. La Turchia è anche una delle regioni più sismiche del mondo: quasi tutta la popolazione vive in zone a rischio, e i terremoti del 2023 sono stati i più letali della storia recente del Paese.
Sintesi tradotta dal inglese · Fonte: Turkey (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Parco nazionale
Superficie 96 km²
Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 124 km²

Parco nazionale
Superficie 277 km²

Parco nazionale
Superficie 420 km²

Parco nazionale
Superficie 37.753 km²

Parco nazionale
Superficie 77 km²

Parco nazionale
Superficie 59 km²
Parco nazionale
Superficie 12 km²

Parco nazionale

Parco nazionale

Parco nazionale
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Montagna
Altezza 5.137 m

Montagna
Altezza 4.409 m

Montagna
Altezza 3.756 m

Montagna
Altezza 5 m

Montagna
Altezza 3.937 m

Montagna
Altezza 2.150 m

Montagna
Altezza 3.916 m
Montagna
Altezza 530 m

Montagna
Altezza 2.542 m

Montagna
Altezza 3.268 m

Montagna
Altezza 1.770 m

Montagna
Altezza 3.080 m
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La cucina turca è ricchissima e cambia molto da regione a regione: ha ricevuto influenze anatoliche, mediterranee, iraniane, centroasiatiche e dell’Asia orientale, e a sua volta ne ha influenzate altre. Alcuni piatti, come il güveç, il bulgur e il börek, sono fra i più antichi documentati della tradizione turca.
Gli alimenti base sono il pane, in varietà come il lavash e la pide, e lo yogurt, da cui si ricava anche l’ayran. Si usano molto grano, mais, orzo, legumi, ceci, frutta secca, melanzane e agnello, e sulle coste occidentali l’olio d’oliva. Il döner kebab, nato in Turchia, è carne di agnello marinata e cotta in verticale; sono tipici anche i dolma, i mantı, i sarma e gli stufati yahni, oltre alla tradizione del meze.
Per i dolci si usano miele, pekmez e frutta secca: la pasta fillo, di origine turca, è quella del baklava, e il «turkish delight», il lokum, è una gelatina morbida ed elastica. Fra le bevande spiccano il caffè turco e il rakı.
Sintesi tradotta dal inglese · Fonte: Turkey (Wikipedia, en), Turchia (Wikipedia, it), Wikidata · CC BY-SA 4.0

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto

Piatto
Piatto

Piatto

Piatto
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La Turchia conserva tradizioni antichissime, come il meddah e l’arte dei dervisci rotanti legata alla confraternita dei Mevlevi, fondata a Konya intorno al poeta mistico Rumi.
La riforma della lingua e il passaggio all’alfabeto latino, l’abolizione del califfato e la laicizzazione dello Stato hanno cambiato profondamente la vita quotidiana del Paese nel Novecento, in un equilibrio fra la spinta verso l’Europa e il legame con il passato ottomano e islamico.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it), Turkey (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il genere tradizionale più diffuso è il türkü, suonato con il saz. Il meddah, l’arte tradizionale del narratore, è patrimonio immateriale dell’UNESCO dal 2003.
Fra le voci più amate della musica classica turca ci sono Müzeyyen Senar, chiamata la «diva della Repubblica», e Zeki Müren; fra i cantautori Barış Manço, tradotto in molte lingue. Nel 2003 la Turchia ha vinto l’Eurovision Song Contest con Sertab Erener.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura turca nasce nel Medioevo dall’incontro con l’islam e con le sue lingue di cultura, l’arabo e il persiano. Il primo grande nome è quello del mistico Yunus Emre, poeta e sufi fra XIII e XIV secolo; al quindicesimo secolo risale probabilmente la prima stesura scritta del Dede Korkut, la grande saga epica in prosa.
Nel periodo classico ottomano si affermano poeti come Fuzûlî, autore trilingue, e Bâkî, il «sultano dei poeti», e prosatori come il grande viaggiatore Evliya Çelebi, che raccolse quarant’anni di viaggi in un memorabile Libro di viaggi.
Con la Repubblica e la riforma della lingua — il passaggio dall’alfabeto arabo a quello latino — i turchi si trovarono separati dalla loro tradizione letteraria, che non erano più in grado di leggere. La letteratura moderna ha in Nazım Hikmet il suo poeta più celebre e in Orhan Pamuk, Premio Nobel per la letteratura nel 2006, il primo turco a ricevere il riconoscimento.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il regista turco più affermato del nuovo secolo è Nuri Bilge Ceylan, che nel 2014 ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes con Il regno d’inverno; anche Metin Erksan e Semih Kaplanoğlu hanno ottenuto riconoscimenti internazionali.
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La nazionale di calcio turca è arrivata terza al Campionato del mondo del 2002, e il Galatasaray ha vinto la Coppa UEFA nel 1999-2000 e poi la Supercoppa Europea.
Nel motociclismo la Turchia ha avuto campioni del mondo come Kenan Sofuoğlu, cinque volte iridato nel mondiale Supersport, e Toprak Razgatlıoğlu, campione del mondo Superbike.
La prima medaglia olimpica turca arrivò ai Giochi di Berlino del 1936, nella lotta: un bronzo con Ahmet Kireççi e, nella stessa edizione, il primo oro con Yaşar Erkan.
Sintesi · Fonte: Turchia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Lingua
«Türkiye» unisce «Türk», il nome del popolo, e un suffisso che significa «relativo a»: il primo uso documentato della parola «Türk» è in iscrizioni dell’VIII secolo trovate in Mongolia.
Fonte: Turchia (Wikipedia, it)
Lingua
I Bizantini usavano il nome Tourkia per indicare l’Ungheria, occupata da tribù proto-turche, e solo più tardi lo riferirono ai Selgiuchidi d’Anatolia.
Fonte: Turchia (Wikipedia, it)
Geografia
La Turchia sta su due continenti: il 97 per cento del territorio è in Asia e il 3 per cento in Europa, e Istanbul è divisa fra i due.
Fonte: Turchia (Wikipedia, it)
Record
Nel punto più stretto, vicino a Istanbul, il Bosforo è largo circa cinquecento metri: è lì che Europa e Asia si sfiorano.
Fonte: Turchia (Wikipedia, it)
Geografia
La Turchia è la regione più occidentale del continente asiatico.
Fonte: Turchia (Wikipedia, it)
Record
Göbekli Tepe, in Anatolia, ha quasi dodicimila anni ed è uno dei siti neolitici più antichi del mondo.
Fonte: Turkey (Wikipedia, en)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.