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Il Mali, ufficialmente Repubblica del Mali, è uno Stato situato nell’Africa occidentale e senza sbocco al mare: è l’ottavo Stato più esteso dell’Africa, con un’area di oltre 1240000 km², e la popolazione ammonta a 21,3 milioni di abitanti.
A nord confina con l’Algeria, a est con il Niger, a sud con il Burkina Faso e la Costa d’Avorio, a sud-ovest con la Guinea e a ovest con il Senegal e la Mauritania; la capitale è Bamako, che è anche la maggiore città del Paese.
Lo Stato consiste di otto regioni e il suo confine settentrionale raggiunge le profondità del deserto del Sahara, mentre la parte meridionale è compresa nella savana sudanese, attraverso la quale scorrono sia il fiume Niger sia il fiume Senegal e dove vive la maggior parte degli abitanti.
L’economia nazionale è centrata sull’agricoltura e l’estrazione mineraria: una delle principali risorse naturali è l’oro, di cui il Mali è il terzo produttore nel continente africano, e si esporta anche il sale.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Mali è il 24º paese più grande al mondo con 1 242 248 km² di estensione ed è situato nella zona interna dell’Africa nord-occidentale, fra il tropico del Cancro e la fascia equatoriale, tra il 10º e il 25º parallelo nord.
L’ossatura topografica è costituita da altipiani di modesta altitudine formati da rocce sedimentarie recenti, sovrapposte al basamento cristallino antico: nella regione settentrionale si stendono vasti tavolati che si elevano per alcune centinaia di metri fino a culminare nel gruppo montuoso dell’Adrar degli Ifoghas, mentre nella regione sud-occidentale affiorano i lembi settentrionali del massiccio guineano con il monte Mina, di 820 metri, i monti di Kenieba e l’altopiano di Bambouck.
L’idrografia territoriale è sviluppata soltanto nella sezione meridionale, attraversata per 1 800 km dal corso del fiume Niger e da quello superiore del fiume Senegal: il Niger, proveniente come il Senegal dal massiccio del Fouta Djalon in Guinea, entra in territorio maliano con un percorso orientato da sud-ovest a nord-est, formando un’ampia ansa paludosa prima di mutare direzione verso sud-est.
La vasta area irrigata dal delta interno del Niger rappresenta una felice eccezione nell’arida realtà saheliana e consente un notevole sfruttamento agricolo e pastorale; il Paese è suddiviso in otto regioni più il distretto della capitale, divise in 49 circondari e 703 comuni.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dal punto di vista climatico il territorio del Mali è caratterizzato da tre distinte situazioni: nell’area settentrionale, oltre il margine saheliano, prevalgono condizioni di clima desertico con temperature molto elevate in estate e nelle ore diurne, da 25 a 52 °C, relativamente basse in inverno e durante la notte, da 0 a 5 °C, e caratterizzate dalla mancanza di precipitazioni.
La regione saheliana centrale riceve più di 250-700 mm di piogge annue, mentre in quella meridionale, sudanese, le precipitazioni medie annue superano i 700 mm e la stagione delle piogge inizia a fine aprile prolungandosi fino a ottobre.
Le escursioni termiche si intensificano procedendo verso le aree più continentali: i valori medi delle temperature minime di gennaio sono di 17 °C a Bamako e di 14 °C a Gao, quelli massimi di maggio sono rispettivamente di 39 e di 43 °C. Durante tutto l’anno l’aliseo di nord-est domina nella regione settentrionale, mentre l’harmattan soffia ovunque da novembre ad aprile.
Durante un’intensa ondata di caldo, il 3 aprile 2024, nella città di Kayes si registrò la temperatura più alta mensile di tutto il continente africano, con 48,5 °C.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1960
10.000 a.C.
L’arte sulle rocce nel Sahara suggerisce che il Mali settentrionale sia stato abitato fin da quest’epoca, quando il Sahara era fertile e ricco di fauna.
9.400 a.C.
I primi manufatti in ceramica furono scoperti nel Mali centrale a Ounjougou e si crede rappresentino un esempio di invenzione indipendente di vasellame nella regione.
5.000 a.C.
A quest’epoca risalgono le prime tracce di allevamento nella regione.
900 a.C.
Il popolo Mandè fondò le prime città collegate al popolo Sarakollé lungo il medio fiume Niger, inclusa Dia, che raggiunse il suo picco intorno al 600 a.C.
500 a.C.
A quest’epoca risalgono le prime tracce di uso del ferro nella regione.
300 a.C.
Fu fondata la città di Jenné-Jeno, che durò fino al 900 d.C.
VI secolo
Iniziarono i fiorenti commerci trans-sahariani di oro, sale e schiavi, che facilitarono la nascita dei grandi imperi dell’Africa occidentale.
VIII secolo
Il primo dei grandi imperi della regione, dominato dai popoli Sarakollé e Mande, si espanse in tutta l’Africa occidentale.
1068
Nell’opera di Abu ʿUbayd al-Bakri compaiono riferimenti a Pene e a Malal.
1078
L’Impero del Ghana fu conquistato dagli Almoravidi.
XIII secolo
L’Impero del Mali fu costituito nell’alto fiume Niger: una tradizione mandinga racconta che il leggendario primo imperatore Sundjata Keïta, alla sua morte, si trasformò in un ippopotamo del fiume Sankarani.
1312–1337
Sotto il regno di Musa I il Mali controllava le vie commerciali trans-sahariane di oro, sale e schiavi; le antiche città di Djenné e Timbuctù furono centri del commercio e della cultura islamica.
XIV secolo
Il viaggiatore marocchino riportò che la capitale dell’Impero del Mali era chiamata Mali.
Tardo XIV secolo
I songhai conquistarono gradualmente l’indipendenza dal Mali e si espansero, incorporando alla fine l’intera porzione orientale dell’Impero del Mali.
1397
Ibn Khaldun raccontò la storia della conversione all’islam di uno dei primi governanti della regione.
1591
Il crollo dell’Impero Songhai fu causato dall’invasione marocchina sotto il comando di Jawdar Pascià: la caduta segnò la fine del ruolo della regione come crocevia dei commerci.
Anni 1680
La carestia si estese dalla costa Senegambiana fino all’Alto Nilo e molti si vendettero come schiavi per ottenere il sostentamento.
1738–1756
A causa della siccità e delle locuste, la peggiore crisi alimentare che si ricordi nell’Africa occidentale uccise circa metà della popolazione di Timbuctù.
1864
I francesi iniziarono la colonizzazione del territorio.
1895
Il territorio venne integrato nell’Africa Occidentale Francese con il nome di Sudan francese.
1958
Il 24 novembre la Repubblica Sudanese e il Senegal divennero repubbliche autonome all’interno della Comunità francese.
1959
Nel gennaio Mali e Senegal uniti divennero la Federazione del Mali.
1960
La Federazione ottenne l’indipendenza dalla Francia il 20 giugno; nell’agosto il Senegal si separò e la Repubblica Sudanese prese il nome di Mali il 22 settembre, con Modibo Keïta primo presidente, che in poco tempo instaurò un regime con partito unico di orientamento marxista.
1966
Fu creata la Malien Première Division, massima competizione calcistica del Paese.
1968
Il 19 novembre, a seguito del continuo declino economico, il regime di Keïta fu rovesciato con un colpo di Stato militare senza spargimento di sangue, guidato da Moussa Traoré; nello stesso anno Yambo Ouologuem vinse il Premio Renaudot.
1968–1974
Gli sforzi di riforma economica del regime militare furono annullati dalla situazione politica instabile e da una devastante siccità, in cui la carestia uccise migliaia di persone.
1972
La nazionale di calcio del Mali raggiunse il secondo posto nella competizione continentale.
Anni settanta
Il regime di Traoré fu contrastato dalle rivolte studentesche e da tre tentati colpi di Stato, e represse tutti i dissidenti fino alla fine degli anni Ottanta.
1990
Iniziarono a emergere movimenti di opposizione e la situazione fu complicata ulteriormente dalla turbolenta violenza etnica nel Nord, a seguito del ritorno di molti Tuareg nel Mali.
1991
Dal 22 al 26 marzo si tennero riunioni di massa pro-democrazia e uno sciopero nazionale: i soldati aprirono il fuoco indiscriminatamente sui manifestanti non violenti e negli scontri dei quattro giorni si contarono circa 300 vittime. Il 26 marzo il colonnello luogotenente Amadou Toumani Touré annunciò via radio di avere arrestato il presidente dittatore.
1992
Alpha Oumar Konaré fu eletto presidente; alla stessa data risale la costituzione vigente e un accordo tra il governo e le forze ribelli Tuareg, che portò all’incorporazione delle forze irregolari nell’organico regolare dell’esercito.
1995
Le entrate del turismo ammontavano a 19 milioni di dollari.
1996
Venne fondata l’Università di Bamako, allora denominata Università del Mali.
1997
Dopo la sua rielezione, Konaré continuò le riforme politiche ed economiche, lottando contro la corruzione.
2002
Il Mali ospitò la Coppa delle nazioni africane e il calcio divenne una passione nazionale; nello stesso anno Amadou Toumani Touré fu eletto presidente e la pena di morte fu sospesa.
2007
Amadou Toumani Touré venne rieletto presidente.
2008
A partire dall’autunno si sono riacutizzate le tensioni tra il gruppo etnico Tuareg e le etnie maggioritarie nel paese, con violenze e intimidazioni contro elementi Tuareg da parte di ex miliziani filogovernativi.
2011
Il 3 aprile il presidente Touré ha nominato capo del governo Cissé Mariam Kaïdama Sidibé, prima donna della storia a ricoprire tale incarico in Mali.
2012
Il 22 marzo soldati ammutinati guidati dal capitano Amadou Haya Sanogo presero il controllo dei media e delle istituzioni maggiori, annunciando la dissoluzione delle istituzioni e la sospensione della Costituzione; contemporaneamente riprese la guerra civile, con l’etnia tuareg del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad alleata a frazioni fondamentaliste che presero il controllo della regione settentrionale.
2013
Il 10 gennaio il presidente Dioncounda Traoré comunicò di aver chiesto e ottenuto un intervento aereo della Francia, in accordo con l’Ecowas: furono liberate le principali città dell’Azawad e le truppe furono accolte con esultanza dalla popolazione. Le elezioni del 28 luglio e dell’11 agosto videro la vittoria di Ibrahim Boubacar Keïta, eletto con il 77,62% dei voti.
2020
Il 18 agosto il presidente Ibrahim Boubacar Keïta, assieme al primo ministro, è stato tratto in arresto con un colpo di Stato; il Comitato nazionale per la salvezza del popolo ha nominato il triumvirato Assimi Goïta, Malick Diaw e Sadio Camara.
2023
Da quell’anno il francese non è più considerato una lingua ufficiale del paese.
2024
Il 3 aprile, durante un’intensa ondata di caldo, nella città di Kayes si registrò la temperatura più alta mensile di tutto il continente africano, 48,5 °C.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La densità media di popolazione è molto bassa e si innalza solo nelle regioni centromeridionali, soprattutto Sikasso e Ségou, dove si concentrano i tre quarti dei maliani e la totalità della popolazione urbana; al contrario, nelle regioni sahariane del Nord, che occupano oltre il 60% del territorio, la rarefazione demografica è massima.
Il forte incremento demografico, superiore al 3% annuo a causa di un indice di fecondità di oltre sei figli per donna, alimenta intensi flussi migratori, sia stagionali verso il Senegal sia verso l’Europa: molto alto è il numero degli emigrati stabili, circa 800 000, e la comunità più numerosa vive in Francia.
Il Mali si colloca nelle ultimissime posizioni della graduatoria dell’Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite: le condizioni di vita sono precarie per la maggior parte della popolazione, come attestano l’altissima mortalità infantile, la bassa speranza di vita, l’elevato tasso di analfabetismo e le carenti condizioni igienico sanitarie.
Le principali etnie del Paese sono Bambara, Bozo, Dogon, Malinke, Fulani, Sarakollé, Senoufo, Songhai, Toucouleur e Tuareg; le città principali, oltre a Bamako, sono Sikasso, Koutiala, Ségou, Kayes, Mopti, Timbuctù, Kalabancoro, Gao, Kati e San.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il francese, che è stato l’unica lingua ufficiale fino al 2023, è parlato quasi ovunque e serve come lingua degli affari e del commercio, ma dal 2023 non è più considerato una lingua ufficiale del paese.
La lingua bambara, un tempo la più diffusa, si sta ridimensionando drasticamente negli ultimi anni a causa della diffusione del francese tra la popolazione e nell’Africa francofona in particolare.
Nel Nord è parlata anche la lingua tuareg, in alcune zone del paese si parla il soninke e nella zona occidentale è parlato lo xaasongaxango; il Mali è membro dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
I musulmani sono il 92% della popolazione del Mali, in maggioranza sunniti.
Gli animisti sono il 5%, i cristiani il 2,5% e altre religioni raccolgono lo 0,5%.
Le circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche consistono in un’arcidiocesi con sede a Bamako, avente cinque diocesi suffraganee: Kayes, Mopti, San, Ségou e Sikasso.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dei 124 milioni di ettari di superficie territoriale, il deserto del Sahara costituisce il 55%: del totale, 7 milioni di ettari sono coltivati, i pascoli occupano 35 milioni di ettari e le foreste coprono l’1% del territorio.
L’agricoltura è di sussistenza, dominata da aziende di dimensioni medio-piccole, e il grosso della produzione si ottiene nel Sud del paese, meglio irrorato: i cereali asciutti, soprattutto miglio, sorgo e mais, rappresentano il 56 per cento della produzione, mentre le colture commerciali principali sono il cotone, le arachidi, il karité e i fagioli degli occhi. Il livello produttivo è generalmente molto basso per la piovosità insufficiente e fortemente irregolare.
L’allevamento è diffuso in tutto il paese, ma il grosso del bestiame si trova nella zona saheliana: il patrimonio zootecnico è costituito da piccoli ruminanti, bovini, cammelli, equini e pollame. La pesca, sempre di tipo artigianale, si pratica nei fiumi, nei laghi naturali e artificiali, nelle paludi e nelle zone inondate, e il Niger fornisce oltre l’80 per cento della produzione ittica.
Gli estesi giacimenti di fosfati, oro, uranio, ferro, bauxite, manganese e sale sono poco sfruttati a causa delle infrastrutture carenti; l’industria garantisce il 26% delle entrate ed è concentrata quasi esclusivamente nelle vicinanze della capitale, con industrie chimiche, tessili, diamantifere e del cemento, oltre a quelle agroalimentari.
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Dal 1991 la Costituzione del Mali ha subito cambiamenti che hanno consentito la creazione di un sistema pluripartitico; in base alla costituzione del 1992 il Paese è una repubblica parlamentare con regime semipresidenziale.
Il Capo di Stato, che nomina il primo ministro, viene eletto a suffragio universale diretto con mandato quinquennale, mentre l’Assemblea Nazionale, con 160 membri eletti ogni cinque anni di cui 13 eletti dai maliani residenti all’estero, detiene il potere legislativo e il controllo sul governo. La pena di morte è stata sospesa nel 2002.
Il paese è membro di ONU, UA, WTO e OCI, fa parte dei paesi ACP e di organizzazioni regionali come l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale e la Comunità economica dell’Africa occidentale.
Le forze armate consistono di un esercito, che comprende le forze terrestri e forze aeree, nonché i paramilitari della Gendarmeria e della Guardia Repubblicana, tutti sotto il controllo del Ministero della Difesa e dei Veterani; l’insicurezza lungo i confini del Nord, tra banditismo transfrontaliero e terrorismo, rimane una questione fortemente problematica delle relazioni regionali.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Il Mali è lo Stato più vasto dell’Africa occidentale e ospita cinque differenti habitat: il Nord è occupato dal Sahara, il Sud è costituito da terreni coltivati relativamente pianeggianti e bene irrigati, l’Ovest è una propaggine collinosa coperta dai boschi degli altipiani del Fouta Djalon, la fascia centrale è una savana semiarida e il delta interno del Niger è un labirinto di canali, paludi e laghi.
Nel paesaggio vegetale dell’area sudanese predomina la savana arborata ricca di erbe alte, maestosi baobab e alberi da frutta, alternata a zone residuali di foresta tropicale e foresta a galleria lungo il corso dei fiumi; nella zona saheliana è molto diffusa la steppa, dove le alte erbe sono sostituite da graminacee provviste di spine, gigantesche euforbie e acacie.
La fauna è abbondante e ben rappresentata: nella savana e ai margini della foresta equatoriale vivono scimmie, ruminanti, felini e rettili di grosse dimensioni, mentre nei corsi d’acqua vivono coccodrilli, ippopotami e molte specie di pesci.
Il Paese ha quattro parchi nazionali e diverse aree protette, ma la fauna selvatica è stata annientata da secoli di interventi umani: il Parc National du Bafing protegge numerose specie di primati, tra cui gli scimpanzé, mentre la Réserve de Douentza è popolata dai robusti elefanti del deserto. Le questioni ambientali più pressanti sono il disboscamento, lo sfruttamento eccessivo del territorio per il pascolo e la desertificazione.
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Riso e miglio sono la base della cucina del Mali, che è fortemente basata su cereali.
I cereali sono generalmente preparati con salse a base di foglie di spinaci o foglie di baobab, con pomodoro o con salsa di arachidi, e possono essere accompagnati da pezzi di carne alla griglia, tipicamente di pollo, agnello, manzo o capra.
La cucina del Mali varia molto regionalmente: fra i piatti diffusi ci sono il maafe, stufato in salsa di arachidi, e la taguella, il pane cotto nella sabbia della tradizione tuareg.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La variegata cultura quotidiana dei maliani riflette la diversità etnica e geografica del paese.
La maggior parte dei maliani indossa fluenti abiti colorati chiamati boubous, che sono tipici dell’Africa occidentale.
I maliani partecipano spesso a feste tradizionali, balli e cerimonie; le tradizioni musicali derivano dai griot, che sono noti come Custodi di memorie.
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La ricorrenza nazionale del Mali è il 22 settembre, jour de l’Indépendance, nel quale si commemora l’indipendenza dalla Francia del 1960.
Il 19 novembre è commemorato come Anniversario della liberazione, in ricordo del colpo di Stato del 1968 che rovesciò il regime di Modibo Keïta.
Il 26 marzo è una giornata festiva in ricordo dei tragici eventi del 1991 e delle persone che morirono negli scontri fra i soldati e gli studenti manifestanti pacifici.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le tradizioni musicali del Mali derivano dai griot, che sono noti come Custodi di memorie: la musica maliana è varia e ha diversi generi.
Alcune famose influenze sono quelle del virtuoso musicista Kora, Toumani Diabaté, le profonde radici del chitarrista blues Ali Farka Touré e il gruppo tuareg Tinariwen.
Fra i numerosi artisti afro-pop si ricordano Salif Keïta, il duo Amadou & Mariam, Oumou Sangare, Bassekou Kouyaté e Habib Koné.
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Anche se la letteratura del Mali è meno famosa della sua musica, il Paese è sempre stato uno dei più vivaci centri intellettuali: la tradizione letteraria è stata trasmessa in passato principalmente con il passaparola, con jalis a recitare o cantare storie conosciute a memoria.
L’Epopea di Sundiata si ricollega alla fondazione dell’Impero del Mali; Amadou Hampâté Bâ, lo storico più conosciuto del Paese, ha trascorso gran parte della sua vita a scrivere di queste tradizioni orali perché il mondo se ne ricordi.
Il romanzo più conosciuto di uno scrittore del Mali è Le Devoir de violence di Yambo Ouologuem, che ha vinto il Premio Renaudot 1968, ma la cui eredità è stata segnata dalle accuse di plagio; altri noti scrittori sono Baba Traoré, Modibo Keita Sounkalo, Massa Makan Diabaté, Moussa Konaté e Fily Dabo Sissoko.
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In ambito cinematografico si può ricordare il regista Daouda Coulibaly, il cui cortometraggio del 2010 Tinye So ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali.
Altri registi maliani di rilievo sono Souleymane Cissé e Cheick Oumar Sissoko.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più popolare in Mali è il calcio, che è diventato una passione nazionale quando il Paese è stato scelto per ospitare la Coppa delle nazioni africane 2002.
La nazionale di calcio del Mali ha raggiunto il secondo posto nel 1972 in Coppa d’Africa; la maggior parte delle città ha club professionisti o semi-professionali, che giocano in campionati nazionali e regionali.
La Malien Première Division è la massima competizione calcistica del Paese, creata nel 1966: la maggior parte dei club ha sede a Bamako e le squadre più popolari a livello nazionale sono il Djoliba Athletic Club, lo Stade Malien de Bamako e l’Association Sportive Korofina.
L’Impero coloniale francese ha introdotto il gioco nella colonia e i primi campionati organizzati aperti agli africani nacquero nel 1930; per le altre discipline sportive si ricorda il taekwondo, con Daba Modibo Keita campione del mondo.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Mali deriva dall’Impero del Mali, significa il luogo dove vive il re e ha una connotazione di forza.
Fonte: Mali (Wikipedia, it)
Lingua
Uno studio di proverbi maliani nota che nel vecchio Mali c’è un villaggio che si chiama Malikoma, che significa nuovo Mali.
Fonte: Mali (Wikipedia, it)
Lingua
Un’ipotesi suggerisce che Mali sia la pronuncia fula del nome del popolo Mandè.
Fonte: Mali (Wikipedia, it)
Cultura
Una tradizione mandinga racconta che il leggendario primo imperatore Sundjata Keïta, alla sua morte, si trasformò in un ippopotamo del fiume Sankarani.
Fonte: Mali (Wikipedia, it)
Record
Il Mali è l’ottavo Stato più esteso dell’Africa e il 24º paese più grande al mondo.
Fonte: Mali (Wikipedia, it)
Record
Una delle principali risorse naturali del Mali è l’oro, di cui è il terzo produttore nel continente africano.
Fonte: Mali (Wikipedia, it)
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Il turismo può contare su attrattive quali le moschee in stile sudanese, la famosissima città di Timbuctù e il deserto.
Il patrimonio culturale del Mali è testimoniato anche dalla presenza di alcuni siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui Timbuctù, le antiche città di Djenné, la Tomba di Askia e la Falesia di Bandiagara.
Il turismo è in crescita, del 18,4% all’anno: le entrate sono aumentate da 19 milioni di dollari nel 1995 agli attuali 71 milioni.
La rete dei trasporti è molto limitata e comprende, oltre a strade poco e mal asfaltate, un’estesa rete fluviale: il Niger costituisce un canale di navigazione che attraversa il paese da sud-ovest a nord-est, mentre nel Nord si usano prevalentemente cammelli negli spostamenti.
Sintesi · Fonte: Mali (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.