Stiamo preparando la sala giochi…
Stiamo preparando la sala giochi…
Africa · Africa occidentaleGuida completa
Controllo il passaporto…
CapitaleOuagadougou
Apri la guida di Ouagadougou
Il Burkina Faso, fino al 1984 Alto Volta, è uno Stato indipendente dell’Africa occidentale privo di sbocchi sul mare: ha una superficie di 274200 km² e confina con il Mali a nord, il Niger a est, il Benin a sud-est, il Togo e il Ghana a sud e la Costa d’Avorio a sud-ovest.
La capitale è Ouagadougou e la forma di governo è una repubblica semipresidenziale, il cui capo dello Stato, eletto ogni cinque anni, è anche responsabile dell’esecutivo; i suoi abitanti si chiamano burkinabé e la popolazione totale stimata è di poco più di 21,5 milioni di persone.
Ex colonia francese fino al 1960, in tale anno il Paese ottenne l’indipendenza assumendo il nome di Alto Volta, dal nome dell’omonimo fiume il cui corso superiore attraversa il territorio.
Il gruppo etnico più numeroso è quello dei Mossi, che si insediarono nella zona tra l’XI e il XIII secolo e fondarono regni potenti come quello di Ouagadougou, Tenkodogo e Yatenga.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’altitudine media del Burkina Faso è di 400 metri: si tratta quindi di una regione relativamente piana, con poche eccezioni localizzate.
La gran parte del territorio è costituita da un penepiano, in alcune zone mosso da poche colline, ultime vestigia di un massiccio del Precambriano; il sudovest è invece dominato da un massiccio di arenaria, dove si trova la più alta vetta del paese, il Ténakourou, a 749 metri sul livello del mare, con ripide scarpate dai dislivelli fino a 150 metri.
Il vecchio nome del paese, Alto Volta, si doveva a quattro importanti fiumi che ne attraversano il territorio: il Comoé, il Mouhoun, precedentemente chiamato Volta Nero, il Nakambé, ovvero il Volta Bianco, e il Nazinon, il Volta Rosso; il Mouhoun e il Comoé sono i due unici corsi d’acqua con presenza di acqua tutto l’anno.
Il bacino del fiume Niger costituisce il 72% della superficie del Paese e i suoi tributari hanno andamento stagionale: sono in secca per circa metà dell’anno, ma possono anche causare notevoli inondazioni. Il Burkina Faso è suddiviso in 17 regioni, 47 province e 350 dipartimenti.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima del Burkina Faso è principalmente tropicale, con due stagioni distinte.
La stagione delle piogge va da maggio-giugno a settembre, ed è più breve nel nord, con precipitazioni comprese fra i 600 e i 900 mm.
Nella stagione secca soffia invece l’harmattan, un vento secco e caldo proveniente dal Sahara.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
regione degli Alti Bacini · regione dell'Altopiano Centrale · regione di Boucle du Mouhoun · regione delle Cascate · regione del Centro · regione del Centro-Est · regione del Centro-Nord · regione del Centro-Ovest · regione del Centro-Sud · regione dell'Est · regione del Nord · regione del Sahel · regione del Sud-Ovest
Stato attuale dal 1960
12 000–5 000 a.C.
Come tutta l’Africa occidentale la regione del Burkina Faso fu abitata fin dall’antichità da popolazioni di cacciatori-raccoglitori; strumenti di pietra di questo periodo sono stati ritrovati a partire dal 1973.
3600–2600 a.C.
Apparvero i primi insediamenti agricoli; a quell’epoca risalgono i resti della cultura di Bura, una civiltà dell’età del ferro situata nella parte sud-occidentale dell’odierno Niger e nella parte sud-orientale dell’attuale Burkina Faso.
XV–X secolo a.C.
Si sviluppò l’uso del ferro, della ceramica e della pietra levigata; a questo periodo risalgono anche i primi ritrovamenti che testimoniano riti funebri.
800–700 a.C.
Le più antiche testimonianze di fusione del ferro rinvenute in Burkina Faso risalgono a quest’epoca e fanno parte dei siti della Ancient Ferrous Metallurgy, facenti parte del patrimonio dell’umanità.
VIII–XI secolo
I Proto-Mossi arrivarono nella parte orientale dell’attuale Burkina Faso.
Medioevo
I Mossi fondarono diversi regni separati, tra cui quelli di Tenkodogo, Yatenga, Zandoma e Ouagadougou.
1328–1338
I guerrieri Mossi fecero incursioni a Timbuctù.
1483
I Mossi furono sconfitti da Sonni Ali di Songhai nella battaglia di Kobi, in Mali.
XV–XVI secolo
La regione del Burkina Faso fu uno dei centri economici più importanti dell’Impero Songhai; agli inizi del XVI secolo i Songhai condussero numerose incursioni per catturare schiavi nelle regioni dell’odierno Paese.
1896
I francesi iniziarono la colonizzazione della regione, sottomettendo il regno dei Mossi di Ouagadougou.
1897
Le regioni orientali e occidentali, dove uno stallo contro le forze del potente sovrano Samory Turé complicò la situazione, passarono sotto l’occupazione francese.
1898
L’intera regione passò sotto il controllo francese e la Convenzione franco-britannica del 14 giugno creò i confini moderni del Paese.
1904
I territori del bacino del Volta, in gran parte pacificati, furono integrati alle colonie degli odierni Senegal e Niger all’interno dell’Africa Occidentale Francese.
1915–1916
In protesta contro l’arruolamento forzato e le forti tasse, i distretti della parte occidentale insorsero, diventando teatro di una delle più importanti opposizioni armate al governo coloniale: il governo francese riuscì a reprimere il movimento solo dopo aver subito delle sconfitte e aver organizzato la più grande forza di spedizione della sua storia coloniale.
1919
Il Burkina Faso divenne una colonia separata con il nome di Alto Volta: il primo governatore fu François Charles Alexis Édouard Hesling, che avviò un ambizioso programma di costruzione di strade e promosse la crescita del cotone per l’esportazione.
1932
Il 5 settembre la colonia fu smembrata e suddivisa fra Costa d’Avorio, Mali e Niger.
1947
Il 4 settembre la colonia fu ricostituita con gli stessi confini che aveva in precedenza, dopo il diffondersi di sentimenti anticoloniali.
1958
L’11 dicembre l’Alto Volta ottenne l’autogoverno, diventando una repubblica membro della Comunità Franco-Africana.
1960
La Francia concesse l’indipendenza: il primo presidente fu Maurice Yaméogo, leader dell’Unione Democratica Voltaica, che subito dopo essere salito al potere mise al bando tutti i partiti politici diversi dal suo.
1965
Fu fondata l’Università di Ouagadougou.
1966
Dopo molti disordini, tra cui dimostrazioni di massa e scioperi di studenti, sindacati e dipendenti pubblici, intervennero i militari: sospesero la costituzione, sciolsero il parlamento e misero il tenente colonnello Sangoulé Lamizana a capo del Paese.
1969
Fu lanciato come settimana del cinema il Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou.
1976
Il 14 giugno i burkinabé ratificarono una nuova costituzione che stabiliva un periodo di transizione di quattro anni verso un completo governo civile.
1978
Lamizana fu rieletto con elezioni aperte.
1980
Il 25 novembre il colonnello Saye Zerbo rovesciò il presidente con un colpo di Stato incruento e istituì il comitato militare di recupero per il progresso nazionale, sradicando la Costituzione del 1977.
1982
Anche il colonnello Zerbo incontrò la resistenza dei sindacati e fu rovesciato dal maggiore Jean-Baptiste Ouédraogo e dal Consiglio di Salvezza Popolare.
1983
Il capitano Thomas Sankara, nominato primo ministro nel gennaio, fu poi arrestato: gli sforzi per liberarlo, diretti dal capitano Blaise Compaoré, sfociarono in un colpo di Stato militare il 4 agosto. Nello stesso anno Sankara salvò con il suo contributo economico la Federation of Panafrican Filmmakers.
1984
Il 2 agosto un decreto cambiò il nome dell’Alto Volta in Burkina Faso, confermato dall’Assemblea Nazionale il 4 agosto.
1987
Il 15 ottobre Sankara venne fatto assassinare assieme a dodici funzionari governativi dal suo vice Blaise Compaoré, che resse il paese per ventisette anni: in seguito al colpo di Stato Compaoré annullò le nazionalizzazioni, rovesciò quasi tutte le politiche del predecessore e riportò il Paese all’interno del Fondo Monetario Internazionale.
1991
Fu promulgata la Costituzione vigente, che definisce il Paese una repubblica semipresidenziale.
1993
Il film Samba Traoré di Idrissa Ouédraogo vinse l’Orso d’Argento al Festival internazionale del cinema di Berlino.
2011
Tra febbraio e aprile la morte di uno scolaro provocò proteste in tutto il Paese, accompagnate da un ammutinamento militare e da uno sciopero dei magistrati.
2013
La Nazionale di calcio raggiunse il suo miglior risultato nella competizione continentale.
2014
Il 31 ottobre, dopo un’ampia sollevazione popolare contro una modifica costituzionale che gli avrebbe permesso un ulteriore rinnovo del mandato presidenziale, Compaoré si dimise e lasciò il posto a una giunta militare provvisoria presieduta dal colonnello Yacouba Isaac Zida; il 17 novembre fu annunciato il nuovo Presidente civile Michel Kafando.
2015
Nel marzo fu avviata un’inchiesta sulla morte di Thomas Sankara; il 17 settembre il generale Gilbert Diendéré prese il controllo del Paese, ma il 23 settembre un accordo riportò al potere Michel Kafando. Il 29 novembre Roch Marc Christian Kaboré vinse le elezioni al primo turno con il 53,5% dei voti, e nell’agosto era iniziata l’insurrezione jihadista.
2016
Il 15 gennaio i terroristi attaccarono la capitale, uccidendo 30 persone: l’attentato fu rivendicato da Al-Qaida nel Maghreb islamico e al-Murabitun.
2018
Da quell’anno si sono progressivamente intensificate le attività di gruppi estremisti islamici, che sono giunti a controllare gran parte del nord-est della nazione.
2020
Roch Marc Christian Kaboré fu rieletto per il suo secondo mandato; ai Giochi olimpici Hugues Fabrice Zango conquistò il bronzo nel salto triplo, prima medaglia olimpica del Burkina Faso.
2022
Il 24 gennaio i militari annunciarono di aver preso il controllo del Paese e del governo; il 31 gennaio la giunta ripristinò la Costituzione nominando Paul-Henri Sandaogo Damiba presidente ad interim. Il 30 settembre Damiba fu rovesciato da un nuovo colpo di Stato che portò al potere Ibrahim Traoré. Nello stesso anno l’architetto Diébédo Francis Kéré ricevette il Premio Pritzker.
2023
Hugues Fabrice Zango conquistò la medaglia d’oro nel salto triplo ai Campionati del mondo di atletica leggera di Budapest.
2024
Nel febbraio almeno 15 fedeli cattolici sono stati uccisi nel villaggio Essakane, nel nord del paese, durante un attacco terroristico condotto da uomini armati.
2025
Al luglio risale l’ultima riforma amministrativa delle suddivisioni territoriali del Paese.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione è concentrata nella parte centrale e meridionale del paese; a causa del forte tasso di disoccupazione centinaia di migliaia di burkinabé migrano stagionalmente nei paesi confinanti in cerca di lavoro.
L’aspettativa di vita è di poco inferiore ai 50 anni e l’età media degli abitanti è 17 anni: malgrado il forte impatto dell’AIDS, la popolazione è quadruplicata nell’ultimo mezzo secolo, passando dai 4,8 milioni di abitanti nel 1960 agli attuali 20 milioni.
I burkinabé sono suddivisi in tre grandi gruppi etnico-culturali, i Voltaici, i Mandé e i Grussi, cui si aggiungono circa 5 000 europei: i Voltaici, più numerosi, includono il sottogruppo dei Mossi, che costituiscono circa metà della popolazione, mentre i Bobo occupano la regione sud-occidentale di Bobo-Dioulasso e le aree aride del Sahel sono abitate da Tuareg, Peul e Hausa.
La capitale è Ouagadougou, chiamata dai locali Ouaga, con 1,475 milioni d’abitanti nel 2006; altre città importanti sono Bobo-Dioulasso, Koudougou, Ouahigouya e Banfora.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel Burkina Faso sono parlate numerose lingue locali e dialetti, ben 67.
Il nome stesso del Paese unisce due lingue diverse: Burkina deriva dalla lingua mossi e significa retto, mentre Faso deriva dalla lingua dioula e significa patria, letteralmente casa del padre.
Il suffisso -bé, aggiunto a Burkina per formare il demonimo burkinabé, deriva dalla lingua fula e significa donne o uomini; la lingua dell’amministrazione coloniale e della scuola divenne invece il francese.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Circa il 50% della popolazione del Burkina Faso è di fede islamica.
I cristiani sono circa il 30% della popolazione.
Il restante 20% è costituito principalmente da seguaci delle religioni africane tradizionali animiste, ed elementi della tradizione animista si ritrovano anche nelle pratiche di culto cristiane e musulmane dei burkinabé.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con un PIL procapite di 1 415 dollari, dato del 2012 a parità di potere d’acquisto, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo e gran parte della sua economia è finanziata da aiuti internazionali; l’elevatissimo tasso di disoccupazione causa un notevole fenomeno di emigrazione, e circa tre milioni di burkinabé vivono stabilmente in Costa d’Avorio.
L’agricoltura è generalmente praticata da aziende familiari che coltivano da tre a sei ettari: si tratta di un’agricoltura di sussistenza, con prevalenza delle colture alimentari come miglio, sorgo, fonio, mais e riso, mentre gli altri prodotti comprendono il cotone, principale prodotto di esportazione, il fagiolo dell’occhio, l’arachide, il sesamo, gli ortofrutticoli e la canna da zucchero. L’irrigazione interessa meno dell’uno per cento della superficie coltivata.
L’allevamento, soprattutto di bovini, piccoli ruminanti e pollame, rappresenta una fonte importante di reddito, contribuendo per il 19% alle esportazioni; anche per questa attività la produttività è molto bassa. Il 46,4 per cento della popolazione vive sotto la soglia della povertà, che colpisce in particolare la popolazione rurale.
Altre risorse, di minore rilievo, sono quelle minerarie, soprattutto rame, ferro, manganese e oro, mentre relativamente attivo è il settore dell’artigianato: a Ouagadougou si tiene ogni due anni una delle più importanti fiere di prodotti artigianali dell’intera Africa, il Salon International de l’Artisanat de Ouagadougou.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Burkina Faso, in base alla Costituzione del 1991, è una repubblica semipresidenziale dove il capo dello Stato, in carica per cinque anni, detiene il potere esecutivo e ha il potere di nominare il primo ministro.
Il parlamento è composto da 111 membri, mentre il potere giudiziario ha il suo vertice nella Corte suprema, che tiene le sue sedute a Ouagadougou.
Seguendo le sorti di altri Paesi africani decolonizzati, il Burkina Faso è stato caratterizzato per buona parte della sua storia indipendente da vari colpi di Stato e dittature esplicite o de facto.
La valuta del Paese è il franco CFA dell’UEMOA, moneta condivisa con Paesi della stessa area africana come Benin, Costa d’Avorio, Niger e Senegal; Burkina Faso, Mali e Niger hanno inoltre annunciato la formazione della Alleanza degli Stati del Sahel, che raggruppa i tre paesi per scopi militari, economici e di sicurezza.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale2.453.496 abitanti
Ouagadougou Department

903.887 abitanti
Provincia di Houet

117.200 abitanti
Provincia di Comoé

160.207 abitanti
Provincia di Boulkiemdé

124.580 abitanti
Provincia di Yatenga

122.949 abitanti
Provincia di Sanmatenga

73.200 abitanti
Provincia di Gourma

63.617 abitanti
Provincia di Mouhoun
6 di 8
Il territorio presenta una grande varietà di ambienti naturali, dalle aspre zone desertiche e semidesertiche del nord ai boschi e alla savana della verde regione sud-occidentale: nei pressi di Banfora le piogge sono particolarmente intense e ci sono rigogliose foreste, coltivazioni di canna da zucchero e risaie. La caratteristica predominante del territorio è comunque il vasto altopiano centrale di laterite del Sahel.
Le foreste coprono circa 6,6 milioni di ettari e sono situate principalmente nei due parchi nazionali al confine con Bénin e Togo: i prodotti forestali principali sono la legna da ardere e da opera, il karité, la fauna e il miele.
Il Parc National d’Arly, nei pressi del confine con il Benin, è la dimora delle poche specie animali di grossa taglia rimaste nel Paese, come elefanti, ippopotami, facoceri, babbuini, scimmie, leoni, leopardi, coccodrilli e diverse specie di antilopi; le due maggiori aree protette sono lo stesso Parc National d’Arly e il Ranch de Nazinga, mentre il Parc National des Deux Balés ospita elefanti.
Il Burkina Faso è gravemente colpito da due forme collegate di danno ambientale, la deforestazione e l’erosione del suolo: secondo alcune fonti il PIL si riduce ogni anno del 9% a causa di questi fenomeni, e Ouagadougou è oggi circondata da una fascia di 70 km praticamente priva di alberi. Alcuni piccoli progetti di organizzazioni non governative hanno però incoraggiato i contadini a sfruttare le acque sotterranee e a ripristinare le diguettes, file di pietre disposte lungo i margini dei campi che impediscono il deflusso dell’acqua.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cucina del Burkina Faso è per lo più di tipo rurale.
La base alimentare viene dalle colture di sussistenza del Paese, con prevalenza di miglio, sorgo, fonio, mais e riso, cui si aggiungono il fagiolo dell’occhio, l’arachide e il sesamo.
Fra i prodotti forestali entra nell’alimentazione anche il karité, mentre dal sorgo si ricava la birra tradizionale e dal mais preparazioni fermentate come l’akassa.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’etimologia del nome del Paese può essere riassunta come terra degli uomini onesti, o incorruttibili, a dimostrazione di come la popolazione sia orgogliosa della propria integrità.
La tradizione vuole che i regni Mossi di Tenkodogo, Yatenga, Zandoma e Ouagadougou furono fondati dalla principessa Yennenga e dalla sua discendenza.
La bandiera dell’Alto Volta rappresentava i tre affluenti del fiume Volta, che sono chiamati rispettivamente Volta Bianco, Nero e Rosso.
Elementi della tradizione animista si ritrovano anche nelle pratiche di culto cristiane e musulmane dei burkinabé.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Fête nationale del Burkina Faso si celebra l’11 dicembre.
La ricorrenza segna l’anniversario dell’istituzione della Repubblica, nel 1958.
A Ouagadougou si tiene inoltre, ogni due anni, il Salon International de l’Artisanat de Ouagadougou, una delle più importanti fiere di prodotti artigianali dell’intera Africa.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In campo musicale spiccano, tra gli altri, Robert Ouédraogo e Kassoum Diarra.
La produzione musicale del Paese si intreccia con le tradizioni dei numerosi gruppi etnico-culturali che lo compongono.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In campo letterario si ricorda la figura di Nazi Boni, il primo scrittore del Burkina Faso.
Nel Paese si può studiare in diverse università, quattro delle quali pubbliche: l’Università di Ouagadougou, creata nel 1974, l’Università Nazi Boni, del 1997, l’Università Norbert Zongo, fondata nel 2005, e l’Università Thomas Sankara, creata nel 2007.
L’istruzione è obbligatoria per i ragazzi tra i 7 e i 13 anni: nonostante questo, e nonostante sia gratuita, il tasso di alfabetizzazione è molto basso, e nel 2005 era pari al 36%.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cinema del Burkina Faso rappresenta una parte importante dell’industria filmografica dell’Africa Occidentale: il contributo del Paese al cinema africano risale alla costituzione del Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou, lanciato come settimana del cinema nel 1969.
Per molti anni la sede della Federation of Panafrican Filmmakers fu a Ouagadougou, salvata nel 1983 da un periodo di inattività dall’entusiastico intervento e contributo economico del Presidente Sankara.
Tra i registi più conosciuti del Burkina Faso ci sono Gaston Kaboré, Dani Kouyate e Idrissa Ouédraogo, il cui film Samba Traoré ha vinto nel 1993 l’Orso d’Argento al Festival internazionale del cinema di Berlino.
Il Paese produce anche famose serie televisive, e molti dei produttori nazionali sono conosciuti a livello internazionale e hanno vinto premi internazionali.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In ambito architettonico, nel XXI secolo, si è distinta la figura di Diébédo Francis Kéré.
L’architetto burkinabé ha ricevuto il Premio Pritzker nel 2022.
Diversi siti del Burkina Faso sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui le rovine di Loropéni, la corte reale di Tiébélé e gli antichi siti metallurgici del ferro.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ogni anno a novembre si svolge in Burkina Faso il Tour du Faso.
Sta inoltre avendo un notevole successo il calcio: la Nazionale ha partecipato 11 volte alla Coppa d’Africa e il suo miglior risultato è stato il secondo posto nell’edizione 2013.
La prima medaglia olimpica vinta dal Burkina Faso è il bronzo conquistato nel salto triplo da Hugues Fabrice Zango a Tokyo 2020.
Lo stesso Hugues Fabrice Zango ha conquistato la medaglia d’oro nel salto triplo ai Campionati del mondo di atletica leggera 2023 di Budapest.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Burkina Faso significa la terra degli uomini integri in more e in bambara, parlate rispettivamente dall’etnia mossi e dall’etnia dioula.
Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it)
Lingua
Le parole Burkina e Faso derivano da lingue diverse parlate nel Paese: la prima dalla lingua mossi, la seconda dalla lingua dioula.
Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it)
Lingua
Il suffisso -bé, che forma il demonimo burkinabé, deriva dalla lingua fula e significa donne o uomini.
Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it)
Lingua
La colonia francese dell’Alto Volta fu chiamata così per la sua posizione sui corsi superiori del fiume Volta, ovvero il Volta nero, rosso e bianco.
Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it)
Record
Nel Burkina Faso sono parlate ben 67 lingue locali e dialetti.
Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it)
Geografia
La più alta vetta del Burkina Faso è il Ténakourou, a 749 metri sul livello del mare.
Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it)
6 di 50
Diversi siti del Burkina Faso sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui il complesso W-Arly-Pendjari e le rovine di Loropéni.
Le due maggiori aree protette del Paese, il Parc National d’Arly, che dà accesso ai parchi nazionali del Benin appena oltre il confine, e il Ranch de Nazinga, si trovano nell’angolo sud-orientale.
Nei pressi di Banfora le piogge sono particolarmente intense e si trovano rigogliose foreste, coltivazioni di canna da zucchero e risaie.
Il paese dispone di una rete ferroviaria complessiva di soli 600 km e di circa 12 000 km di strade, di cui solo il 16% circa è asfaltato; l’unico aeroporto internazionale si trova nella capitale Ouagadougou.
Sintesi · Fonte: Burkina Faso (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Controllo i tuoi viaggi…
Controllo il passaporto…
I dati strutturati vengono da Wikidata (CC0). Le descrizioni e le sintesi derivano da voci di Wikipedia, ridistribuite con licenza CC BY-SA 4.0: chi le riusa deve citare gli autori e mantenere la stessa licenza. Le fotografie vengono da Wikimedia Commons, con autore e licenza elencati qui sotto.
Fotografie
Altre fonti: Wikidata (CC0 1.0)
Dati aggiornati al 21 settembre 2026.