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Il Senegal, in wolof Sunu Gaal, cioè «la nostra piroga», ufficialmente Repubblica del Senegal, è uno Stato dell’Africa occidentale con capitale Dakar.
Il territorio si estende per circa 200 000 km² nell’estrema parte occidentale dell’Africa sudanese, sulla sinistra idrografica del fiume omonimo e sui bacini di alcuni fiumi minori; a ovest si affaccia sull’oceano Atlantico e circonda quasi interamente lo Stato anglofono del Gambia, che si estende lungo l’omonimo fiume.
Il popolamento del territorio è antico, con tracce risalenti al Paleolitico; islamizzato a partire dall’undicesimo secolo, il Paese venne interessato dal prolungato dominio coloniale europeo, iniziato nel quindicesimo secolo e accentuatosi nel diciannovesimo, quando cominciò a interessare anche le zone interne.
La Repubblica del Senegal si rese indipendente dalla Francia nel 1960, dapprima in unione con il Mali e successivamente come Stato indipendente; dal 2019 è una repubblica presidenziale.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio è in gran parte pianeggiante e in piccola parte presenta rilievi montuosi di origine vulcanica, che formano le isole di Capo Verde.
I fiumi più importanti sono il Senegal, che segna il confine settentrionale, il Gambia e il Casamance, mentre gli altri hanno carattere torrentizio; a nord le coste sono basse, a sud sono costellate di lagune.
Il Paese si estende nel Sahel, la zona di transizione fra le regioni aride sahariane e quelle umide dell’Africa guineana: il manto vegetale prevalente è quindi quello della savana, in alcune aree alterata a causa della presenza umana.
Il territorio è costituito da una fascia costiera atlantica, da pianure interne semiaride e da regioni sud-orientali più umide e collinari; le aree umide, fatte di lagune, estuari e zone di inondazione stagionale, sono distribuite principalmente lungo il delta del fiume Senegal, nella regione della Casamance e nel bacino del Saloum.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Senegal ha un clima equatoriale con un piacevole calore durante tutto l’anno e stagioni asciutte e umide ben definite: la stagione secca, da dicembre ad aprile, è dominata dal vento caldo e secco detto armattano.
Le precipitazioni annuali di Dakar, circa 600 mm, si verificano tra giugno e ottobre, quando la temperatura massima è di 30 °C e la minima di 24,2 °C, mentre da dicembre a febbraio le massime sono in media di 25,7 °C e le minime di 18 °C.
Le temperature interne sono più alte rispetto alla costa e le precipitazioni aumentano sensibilmente più a sud, superando i 1500 mm all’anno in alcune aree; a Tambacounda, nell’estremo interno al confine con il Mali, dove inizia il deserto, le temperature possono raggiungere anche i 47 °C.
La parte più settentrionale del Paese ha un clima desertico e caldo, la parte centrale un clima caldo semiarido e la parte più meridionale un clima tropicale.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dakar · Regione di Diourbel · Fatick · Kaffrine · Regione di Kaolack · Kédougou · Kolda · Louga · Matam · Saint-Louis · Sédhiou · regione di Tambacounda · regione di Thiès · Ziguinchor
Stato attuale dal 1960
Paleolitico
Il popolamento del territorio senegalese è antico, con tracce risalenti al Paleolitico.
Neolitico
Tracce di attività neolitica sono presenti su quasi tutto il territorio, come dimostrano molti ritrovamenti.
Protostoria
L’epoca protostorica segna la comparsa dei metalli nella vallata del Senegal, con depositi contenenti antichi forni da fusione con i loro camini e tombe a tumulo.
Megalitismo
Nel centro del Paese e nel Gambia, in una zona di 15 000 chilometri quadrati, si trova un certo numero di circoli megalitici.
VII secolo
La formazione dei primi regni conosciuti si registra a partire da quel secolo, in particolare il Jolof, governato da un sovrano eletto dalle famiglie più antiche e nobili del regno.
XI secolo
L’Islam arrivò nel Paese, ma si impose solo tra i peul a est e i toucouleur a nord, lungo il fiume Senegal.
1500
Il primo insediamento stabile degli europei fu sull’isola di Gorée, dove i portoghesi potevano comprare dal popolo dei wolof gli schiavi che gli stessi wolof avevano rapito o comprato più all’interno.
1677
Gorée, divenuta olandese, fu acquistata dai francesi, che ne fecero uno dei principali centri africani della tratta degli schiavi.
1800
Fino a quell’anno il resto del Paese, al di fuori delle zone islamizzate, era rimasto animista.
1904
Dakar, eretta colonia autonoma, divenne la capitale dell’Africa Occidentale Francese.
1914
Gli africani residenti nelle città di Dakar, Gorée, Rufisque e Saint-Louis ricevettero la cittadinanza francese ed elessero i loro deputati alla camera francese.
1940
Nel settembre di quell’anno si svolse la Battaglia di Dakar.
1944
Il 1º dicembre l’esercito francese massacrò a Thiaroye, alla periferia di Dakar, diverse centinaia di tirailleurs senegalesi che reclamavano il loro salario; gli storici stimano il numero delle vittime tra le tre e le quattrocento.
1946
Il Senegal entrò a far parte del territorio francese e la cittadinanza fu estesa a tutti i senegalesi.
1957
Il 24 febbraio venne istituita la prima e più grande università del Paese, l’Università Cheikh Anta Diop.
1958
Il Paese ottenne lo statuto di repubblica autonoma.
1960
Il 4 aprile la Federazione del Mali, nata dalla fusione con il Sudan francese, divenne completamente indipendente; già il 20 agosto Senegal e Sudan francese dichiararono però la propria indipendenza separata, e nel settembre Léopold Sédar Senghor venne eletto primo presidente.
1963
Entrò in vigore la Costituzione poi sostituita dal testo approvato nel 2001; nello stesso anno uscì il cortometraggio Borom Sarret di Ousmane Sembène, premiato come opera prima al Festival di Tours.
1966
Fu organizzato a Dakar il primo Festival Mondial des Arts Nègres, manifestazione di arte, musica, danza e teatro che coinvolge nazioni dell’Africa subsahariana.
1971
La nuova Costituzione di quell’anno sancì l’affiancamento di sei lingue nazionali al francese.
1975
Da quell’anno il governo sovrintende alla commercializzazione dei prodotti oleari mediante una società nazionale dedicata.
1981
Léopold Sédar Senghor si ritirò dalla vita politica del Paese e la presidenza passò al suo successore Abdou Diouf; alla fine dello stesso anno fu avviato il progetto di valorizzazione del fiume Senegal per l’irrigazione di 400 000 ettari di terreno nel nord.
1982
Un nuovo tentativo di federazione, stavolta con il Gambia, ebbe luogo senza entrare mai veramente in vigore; nello stesso anno entrò in funzione in Casamance un modernissimo complesso conserviero.
1988
Amadou Dia Bâ vinse la medaglia d’argento nei 400 metri ostacoli maschili, prima e finora unica medaglia olimpica del Paese.
1989
La federazione con il Gambia si dissolse.
1994
Youssou N’Dour cantò in duetto con Neneh Cherry il singolo 7 seconds, venduto in 1 500 000 copie.
2000
Nelle elezioni presidenziali il leader dell’opposizione Abdoulaye Wade riuscì a sconfiggere Abdou Diouf; nello stesso anno un cavo a fibra ottica cominciò a collegare il Paese con il Sudamerica e l’Europa.
2001
Il 7 gennaio la nuova Costituzione fu approvata mediante referendum popolare; nello stesso anno Amy Mbacké Thiam vinse l’oro mondiale nei 400 metri piani.
2002
La nazionale di calcio ottenne il suo miglior risultato nel Campionato mondiale arrivando ai quarti di finale.
2004
Il film Moolaadé di Ousmane Sembène vinse il premio come miglior film al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard.
2007
Abdoulaye Wade fu riconfermato alla presidenza dal popolo senegalese.
2011
Il 29 giugno Wade tentò di far approvare un pacchetto di riforme costituzionali che fece scoppiare forti proteste a Dakar, riunendo la società civile nella piattaforma Movimento 23 giugno e il movimento di contestazione dei rapper; il provvedimento fu ritirato.
2012
Il 27 gennaio il Consiglio Costituzionale approvò la contestata candidatura di Wade; il voto del 26 febbraio portò al ballottaggio tra Wade e Macky Sall, e il 25 marzo Sall sconfisse il presidente uscente diventando il quarto presidente del Paese.
2017
Il presidente Macky Sall istituì il Ministero del Petrolio del Senegal; nello stesso anno il film Félicité di Alain Gomis entrò nella lista ristretta dei nove candidati all’Oscar per il miglior film in lingua straniera.
2018
La popolazione stimata ammontava a 15,8 milioni di abitanti; la nazionale di calcio si qualificò ai mondiali di quell’anno in Russia.
2019
Il Paese divenne una repubblica presidenziale e la carica di Primo ministro fu soppressa fino al 2022; nello stesso anno il film Atlantique di Mati Diop entrò nella lista ristretta dei candidati all’Oscar.
2022
La carica di Primo ministro, soppressa nel 2019, fu ripristinata; la nazionale si qualificò ai mondiali in Qatar.
2024
Il 16 agosto è stato lanciato GaindeSat-1A, il primo satellite del Paese.
2025
Il tasso di povertà è stato stimato al 37%, senza diminuire da diversi anni.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo una stima del 2018 la popolazione ammontava a 15,8 milioni di abitanti, con una densità di circa 64 abitanti per km²; il tasso d’incremento è pari al 2,7% per via di un tasso di natalità elevato e di un tasso di mortalità relativamente contenuto.
La popolazione si addensa dove sono migliori le condizioni ambientali, lungo la fascia costiera e nell’immediato entroterra, mentre l’interno, in buona parte arido o semiarido, vede un popolamento più rado, con addensamenti solo lungo il corso dei fiumi.
La maggiore città è la capitale Dakar, che conta circa 2,6 milioni di abitanti e ospita buona parte della popolazione urbana del Paese, mentre gli altri centri urbani di rilievo nazionale hanno dimensioni demografiche minori.
Il gruppo etnico dominante è quello dei wolof, con il 43% della popolazione, insediati soprattutto al centro del Paese, a nord-est di Dakar e sulla costa; altre due etnie dominanti sono i sérèr, con il 15%, e i fula, con il 23%. Questi popoli e varie minoranze non sono in guerra tra loro, anche grazie al rapporto di cousinage, cioè di cugini per scherzo, che consente conversazioni confidenziali e scherzose anche fra estranei.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è il francese, a cui si affiancano sei lingue nazionali riconosciute: diola, mandinga, pulaar, serere, soninké e wolof.
Il wolof è la lingua più ampiamente usata e costituisce una sorta di lingua franca nazionale insieme al francese; è collegato al pulaar, parlato anch’esso da una gran parte della popolazione.
Oltre alle lingue riconosciute sono presenti nel Paese diversi dialetti.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo le statistiche ufficiali la popolazione è composta da musulmani sunniti per il 95%, da cristiani per il 4% e da animisti per il restante 1%.
L’islam arrivò nell’undicesimo secolo, ma si impose solo tra i peul a est e i toucouleur a nord, lungo il fiume Senegal: il resto del Paese rimase animista fino al 1800.
Molti senegalesi si dichiarano musulmani o cristiani ma sono in realtà legati anche a forme di religione tradizionale: un profondo processo di sincretismo ha reso possibile la coesistenza delle religioni tradizionali con quelle rivelate.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con l’acquisizione dell’indipendenza il governo si impegnò a dare un aspetto sempre più africano all’economia, nella cosiddetta politica di senegalizzazione: da un lato lo Stato interviene a controllare soprattutto le attività primarie, dall’altro, per accelerare l’industrializzazione, ha delegato essenzialmente ai capitalisti stranieri il compito di promuovere lo sviluppo dell’industria, creando attorno a Dakar una vasta zona franca industriale.
L’agricoltura costituisce la base dell’economia: la coltura principale è quella delle arachidi, di cui il Paese è uno dei maggiori fornitori mondiali, con coltivazioni estese su 840 000 ettari e la loro area migliore intorno a Kaolack. Principali colture alimentari sono i cereali, soprattutto il miglio, che copre un quarto dell’arativo, seguito da riso e mais.
La pesca fornisce mediamente circa 400 000 tonnellate all’anno di prodotto destinato al consumo interno e all’esportazione, favorita dalla ricchezza ittica delle acque intorno al Capo Verde; Dakar è una grande base africana per la pesca del tonno. L’allevamento contribuisce al sostentamento del 30 per cento delle famiglie e riguarda principalmente piccoli ruminanti, bovini e pollame.
Il settore più dinamico è oggi quello dell’industria, con il netto prevalere delle attività manifatturiere: industrie alimentari, manifatture di tabacchi, cotonifici, calzaturifici e cementifici, cui si aggiungono i settori chimico e petrolchimico. Il sottosuolo fornisce fosfati e minerali di titanio, e a partire dagli anni 2000 sono stati scoperti numerosi giacimenti di petrolio.
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Il Senegal è ordinato come una democrazia laica e sociale, multipartitica: la sua costituzione tutela l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione d’origine, di razza, di sesso, di religione, e la sovranità nazionale appartiene al popolo, che la esercita attraverso i suoi rappresentanti o per via referendaria.
La Costituzione in vigore è stata approvata mediante referendum popolare il 7 gennaio 2001 e sostituisce la precedente del 1963; dichiara l’adesione alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789, alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e alla Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli del 1981.
Il potere esecutivo è esercitato dal Presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale diretto per un mandato di cinque anni rinnovabile una sola volta; il presidente nomina il Primo ministro e approva il Consiglio dei ministri.
Il potere legislativo è esercitato da un’Assemblea Nazionale unicamerale che comprende 165 membri eletti ogni cinque anni: 90 deputati con un sistema maggioritario a doppio turno tramite collegi uninominali, 60 con sistema proporzionale e i restanti 15 riservati esclusivamente ai cittadini residenti all’estero.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Luogo di culto

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La flora e la fauna riflettono l’incontro tra ecosistemi saheliani, savanici, costieri e fluviali, che conferiscono al Paese una notevole varietà biologica, soggetta però a pressioni crescenti legate alla crescita demografica, all’agricoltura estensiva e ai cambiamenti climatici.
Le regioni settentrionali, più secche, sono dominate da acacie, cespugli spinosi e graminacee annuali, mentre nelle zone centrali e meridionali si sviluppano savane arborate, dove trovano spazio il baobab, il karité, il néré, il tamarindo e il caicedi; la flora comprende circa 2 100 specie vegetali superiori.
Tra le specie animali più emblematiche si trovano l’ippopotamo, il facocero, diverse specie di antilopi, il lupo africano, il caracal e la iena macchiata, mentre i leoni sono presenti soprattutto nel Parco nazionale del Niokolo-Koba, uno dei principali santuari faunistici dell’Africa occidentale.
La fauna aviaria è particolarmente ricca e comprende circa 660 specie di uccelli, sia stanziali sia migratori: le zone umide del delta del Saloum e del fiume Senegal ospitano grandi colonie di fenicotteri, pellicani, aironi e spatole, e la posizione geografica del Paese lo rende un importante crocevia per gli uccelli migratori tra l’Europa e l’Africa subsahariana.
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Parco nazionale
Superficie 9.130 km²

Parco nazionale
Superficie 160 km²

Parco nazionale
Superficie 760 km²

Parco nazionale
Superficie 50 km²
Parco nazionale
Superficie 20 km²
La cucina senegalese viene considerata una delle migliori di tutto il continente africano, e ciò è dovuto in particolare alla varietà degli alimenti e alla ricca presenza di spezie.
La dieta si basa su cereali, cioè riso, miglio e sorgo, che costituiscono i due terzi circa dell’apporto calorico, oltre a ortaggi, pesce, fagiolo dell’occhio e arachide; il consumo annuo pro capite di carne si aggira sui 15-20 chilogrammi.
Il pesce è un prodotto alimentare diffusissimo, garantito da una pesca che sostiene anche una fiorente industria conserviera con impianti a Dakar, a Saint-Louis e in Casamance.
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Il rapporto di cousinage, letteralmente «cugini per scherzo», lega fra loro le diverse etnie e consente di tenere conversazioni confidenziali e scherzose anche fra estranei: è uno dei cardini della pace sociale del Paese.
Tipici del folclore senegalese sono i Dömm, ovvero streghe o stregoni cannibali.
Nella lotta tradizionale i lottatori si cingono il corpo con numerosi amuleti e, al momento di entrare in campo, si spalmano spesso con liquidi dai colori simbolici; l’incontro è preceduto da una cerimonia folcloristica in cui i griot, poeti e cantanti, suonano i tamburi, il marabout benedice gli atleti e le donne cantano per incoraggiamento.
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Un tipico tamburo a calice del Paese è il djembe, mentre la kora è uno strumento del gruppo dei cordofoni.
Tra i protagonisti della scena musicale è fondamentale ricordare Youssou N’Dour, che ha sviluppato un genere musicale popolare senegalese chiamato mbalax.
Nel 1994 Youssou N’Dour cantò in duetto con Neneh Cherry il singolo 7 seconds, famoso in tutto il mondo e venduto in 1 500 000 copie; altri cantanti noti sono Ismaël Lô, Akon, Baaba Maal e Mamady Keita.
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Con l’indipendenza il primo presidente Léopold Sédar Senghor ha avuto un ruolo centrale nel definire la politica culturale del Paese, caratterizzata tra il 1960 e il 1980 dalla creazione di molte istituzioni culturali e dal sostegno diretto del presidente alla Scuola di Dakar.
Il pensiero di Senghor, strettamente connesso alla Négritude e al panafricanismo, è anche il punto di partenza del primo Festival Mondial des Arts Nègres, organizzato a Dakar nel 1966, e del Museo delle civiltà nere realizzato cinquant’anni più tardi: il festival è una manifestazione di arte, musica, danza e teatro che coinvolge nazioni dell’Africa subsahariana, mentre il museo raccoglie testimonianze legate alla cultura africana dentro e fuori dal continente.
Alla fine degli anni ottanta il presidente Abdou Diouf sostenne l’iniziativa di artisti, scrittori e intellettuali e la nascita della Biennale di Dakar, che è oggi la più importante biennale internazionale di arte contemporanea africana; ricoprono un ruolo molto importante anche i centri e le residenze d’arte, le istituzioni indipendenti e i collettivi di artisti.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In campo letterario, nel ventesimo secolo, si distinse la figura del poeta e uomo di Stato Léopold Sédar Senghor, uno dei più illustri esponenti del concetto di negritudine.
Tra gli altri scrittori senegalesi si ricordano Cheikh Hamidou Kane e Fatou Diome.
La tradizione orale resta viva grazie ai griot, poeti e cantanti che accompagnano le grandi occasioni collettive.
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In campo cinematografico spicca la figura del regista Ousmane Sembène, tra i più noti cineasti africani, autore del cortometraggio Borom Sarret del 1963, premiato come opera prima al Festival di Tours, e del film Moolaadé, che ha vinto il premio come miglior film al Festival di Cannes del 2004 nella sezione Un Certain Regard.
Il film Félicité, del regista Alain Gomis, è stato il primo film senegalese entrato, nel 2017, nella lista ristretta dei nove candidati per l’Oscar al miglior film in lingua straniera.
Nel 2019 un altro film, Atlantique, della regista franco-senegalese Mati Diop, è entrato nella stessa lista ristretta dei nove candidati.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lotta con i pugni, detta anche Lamb, è una disciplina sportiva tipicamente senegalese praticata soprattutto dai giovani delle città: è un misto tra rito, spettacolo e competizione, vissuta alla pari di un rito sacro e seguita come un vero sport agonistico, al punto da subissare persino il calcio.
Si combatte a mani nude all’interno di un cerchio molto ampio disegnato sulla sabbia: la stagione dei combattimenti inizia a ottobre e finisce a maggio, gli incontri durano tre tempi da 15 minuti l’uno intervallati da pause di 5 minuti, e per vincere bisogna portare la testa, la schiena o i glutei dell’avversario a terra.
Lo sport più praticato dopo la lotta è il calcio: la nazionale, chiamata Les Lions de la Teranga, ottenne il suo miglior risultato nel Campionato mondiale arrivando ai quarti di finale nell’edizione del 2002 e ha vinto due volte la Coppa d’Africa; tra i giocatori spicca in particolare El Hadji Diouf, inserito nella lista FIFA 100.
Nell’atletica leggera il Paese si è affermato in campo internazionale con Amy Mbacké Thiam, oro mondiale nei 400 metri piani nel 2001; il primo e finora unico vincitore di una medaglia olimpica fu invece Amadou Dia Bâ, argento nei 400 metri ostacoli nel 1988.
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Iscritto nel 1981
Iscritto nel 1978

Iscritto nel 1981

Iscritto nel 2012

Iscritto nel 2011

Iscritto nel 2000

Iscritto nel 2006
Lingua
In wolof il nome del Paese si dice Sunu Gaal e significa «la nostra piroga».
Fonte: Senegal (Wikipedia, it)
Geografia
Il Paese circonda quasi interamente lo Stato anglofono del Gambia, che si estende lungo l’omonimo fiume.
Fonte: Senegal (Wikipedia, it)
Geografia
Il territorio si estende nel Sahel, la zona di transizione fra le regioni aride sahariane e quelle umide dell’Africa guineana.
Fonte: Senegal (Wikipedia, it)
Geografia
I pochi rilievi montuosi del Paese sono di origine vulcanica e formano le isole di Capo Verde.
Fonte: Senegal (Wikipedia, it)
Geografia
A nord le coste sono basse, mentre a sud sono costellate di lagune.
Fonte: Senegal (Wikipedia, it)
Geografia
La stagione secca, da dicembre ad aprile, è dominata dal vento caldo e secco detto armattano.
Fonte: Senegal (Wikipedia, it)
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Il turismo, soprattutto balneare, è in progressivo sviluppo; il Paese conserva una rete di aree protette che comprende riserve forestali, parchi nazionali e riserve della biosfera.
Il Parco nazionale del Niokolo-Koba rappresenta l’area protetta più estesa e significativa, mentre altre aree di rilevanza ecologica includono il Parco nazionale della Langue de Barbarie, il Parco nazionale del delta del Saloum e le riserve ornitologiche di Djoudj, fondamentali per la conservazione degli uccelli migratori.
Dakar è il secondo porto dell’Africa occidentale, dopo Abidjan, ed è un grande centro aeroportuale grazie all’aeroporto internazionale di Ndiass, attivissimo scalo sulla rotta tra l’Europa e l’America Meridionale; altri aeroporti sono quelli di Saint-Louis, Tambacounda e Ziguinchor.
Importantissima è la linea ferroviaria che da Dakar attraversa tutto il Paese giungendo fino a Bamako, capitale del Mali, mentre un’altra linea si sviluppa lungo la costa da Dakar fino a Saint-Louis; la rete stradale e autostradale totalizza oltre 15 000 km, per quasi metà agibili tutto l’anno.
Sintesi · Fonte: Senegal (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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