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Il Marocco, ufficialmente Regno del Marocco, è uno Stato nordafricano del Maghreb, bagnato a nord dal Mar Mediterraneo e dallo stretto di Gibilterra e a ovest dall’Oceano Atlantico. Confina a est con l’Algeria, a nord con tre exclavi spagnole e a sud con i territori rivendicati del Sahara Occidentale. La capitale è Rabat.
Abitato fin dalla preistoria da popolazioni berbere, il Paese ha conosciuto Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini, ma l’impronta più forte è quella degli Arabi, arrivati nel medioevo con l’islam. Si sono poi succedute varie dinastie islamiche: Idrisidi, Almoravidi, Almohadi, Merinidi, Wattasidi, Sa’diani e Alawidi, questi ultimi ancora sul trono.
Attraversato dalle catene dell’Atlante e del Rif, il Marocco alterna zone temperate di clima mediterraneo e distese desertiche. Culturalmente convivono due anime: quella araba, maggioritaria nelle pianure, e quella berbera, maggioritaria in montagna. È una monarchia costituzionale, e la sua economia si regge su agricoltura, estrazione di fosfati e turismo.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Marocco si estende su 458 745 chilometri quadrati ed è segnato da due grandi catene montuose: il Rif, a ridosso della costa mediterranea, e l’Atlante, che lo attraversa in diagonale da nord-est a sud-ovest, dove incontra l’Atlantico all’altezza di Agadir.
L’Atlante si articola nell’Anti Atlante, che tocca i 2060 metri, nel Medio Atlante, che arriva a 3350, e nell’Alto Atlante, cui appartiene il Jbel Toubkal: con i suoi 4167 metri è la vetta più alta del Paese e di tutto il Nordafrica, e visto da Marrakech appare come una barriera scoscesa di roccia cristallina coperta di neve. Nella parte più meridionale comincia il grande deserto del Sahara, dove gli insediamenti umani si fanno rarissimi.
I fiumi scendono dall’Atlante verso nord e nord-ovest, con un regime irregolare: i maggiori sono il Draa, lungo circa 1100 chilometri, l’Oum Er-Rbia, di circa mille, la Muluia e il Sebou. Non sono navigabili, ma vengono sfruttati intensamente per l’irrigazione e per l’energia idroelettrica. I laghi sono pochi e piccoli, per via della fortissima evaporazione: l’acqua è, per il Marocco, un problema fondamentale.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La grande estensione del territorio e la sua morfologia dividono il Marocco in cinque sotto-zone climatiche: oceanica, mediterranea, montana, continentale temperata e desertica.
Le precipitazioni, comunque scarse, sono garantite dalle alte pressioni atlantiche, che portano venti di maestrale e di scirocco, e calano nettamente da nord a sud: si passa dagli 817 millimetri di Tangeri ai 516 di Rabat, ai 506 di Casablanca, fino ai 220 di Agadir.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tangeri-Tetouan-Al Hoceima · Regione Orientale · Fes-Meknès · Rabat-Salé-Kenitra · Béni Mellal-Khénifra · Casablanca-Settat · Marrakech-Safi · Drâa-Tafilalet · Souss-Massa · Guelmim-Oued Noun · Laâyoune-Sakia El Hamra · Dakhla-Oued Ed Dahab
Stato attuale dal 789
oltre 300 000 anni fa
A Jebel Ighoud sono stati trovati i più antichi resti di Homo sapiens del mondo, datati a più di trecentomila anni fa: la scoperta, resa nota nel 2017, ha spostato indietro l’origine della nostra specie.
IX secolo a.C.
I Fenici fondarono empori a Tingis, l’odierna Tangeri, a Lixus e in altri punti della costa, e la regione entrò nella rete commerciale del Mediterraneo.
IV secolo a.C.
Comparve il regno di Mauretania. Giuba II, che vi regnò dal 25 a.C., ne sviluppò una civiltà originale, fatta di influenze cartaginesi, ellenistiche ed egizie.
40 d.C.
Dopo l’assassinio dell’ultimo re, Roma annesse il regno: la parte a ovest del fiume Muluia divenne la provincia di Mauretania Tingitana, con capoluogo Tingis.
429–533
I Vandali attraversarono lo stretto di Gibilterra e posero fine alla dominazione romana; nel 533 una spedizione bizantina annientò il regno vandalo, ma il controllo bizantino si limitò alla costa dello stretto.
649–710
La conquista del Maghreb da parte delle truppe arabe cominciò, completata nel 710: con essa arrivò l’islam, che avrebbe segnato per sempre il Paese.
789–985
Idris I fondò la prima dinastia musulmana del Marocco; suo figlio Idris II fece di Fès la capitale, trasformandola in un grande centro spirituale, economico e commerciale, e il regno fiorì grazie al commercio transahariano.
1055–1147
Il movimento almoravide, nato fra le tribù sahariane, conquistò il Marocco e poi al-Andalus: intorno al 1070 fu fondata Marrakech, e l’impero arrivò a estendersi dall’Ebro in Spagna fino al fiume Senegal.
1147–1269
Gli Almohadi presero Marrakech nel marzo 1147 e costruirono un impero che riunì il Maghreb e al-Andalus, riformandone esercito e amministrazione e lasciando una straordinaria eredità architettonica.
1212
La sconfitta contro la coalizione dei regni cristiani segnò l’inizio del declino almohade. Castiglia, Aragona e Navarra ne furono le protagoniste.
1269–1465
Con la presa di Marrakech i Merinidi posero fine alla dinastia almohade; fecero di Fès la capitale e raggiunsero l’apogeo sotto Abu al-Hasan, che nel 1337 conquistò Tlemcen.
1472–1554
I Wattasidi governarono da Fès un Paese diviso in due, mentre a Marrakech emergeva la nuova dinastia dei Sa’diani.
1554–1659
I Sa’diani cacciarono i portoghesi da gran parte delle loro piazzeforti e, con la vittoria nella battaglia dei Tre Re, affermarono il Marocco fra le potenze del Mediterraneo. Sotto Ahmed al-Mansour il sultanato controllò le tre grandi zone del commercio transahariano e il sovrano fu definito «il principe più ricco del mondo».
1666–1672
Moulay Rachid divenne sultano del Marocco, dando inizio alla dinastia alawide che regna ancora oggi; dal 1672 Moulay Ismail costruì uno Stato forte e centralizzato con un esercito che arrivò a centocinquantamila uomini.
1769–1786
Con la riconquista di Mazagan finì definitivamente il Marocco portoghese. Mohammed III aprì il Paese al commercio internazionale, fondò il porto di Essaouira e nel 1777 fu il primo capo di Stato al mondo a riconoscere l’indipendenza degli Stati Uniti, con cui firmò un trattato di pace e amicizia nel 1786.
1844–1860
La sconfitta nella battaglia di Isly contro la Francia e poi la guerra ispano-marocchina del 1859-1860 aprirono la strada alle ingerenze europee.
1912
Il Marocco divenne protettorato di Francia e Spagna, dopo decenni di infiltrazioni coloniali.
1956
Guidato dal sultano Mohammed V, il Marocco fu fra i primi Paesi africani a tornare indipendente, mantenendo la monarchia. Il 7 aprile la Spagna rinunciò al protettorato del Rif.
1975
Il 6 novembre circa trecentocinquantamila marocchini disarmati attraversarono il confine del Sahara Occidentale in una manifestazione di massa voluta dal re Hassan II; quando la Spagna si ritirò, il Marocco ne annesse i due terzi settentrionali.
1976–1991
Il Fronte Polisario proclamò il 27 febbraio 1976 la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi; la guerriglia si concluse con il cessate il fuoco del 1991, ma il referendum sullo status definitivo del territorio non si è mai tenuto.
1999
Alla morte di Hassan II salì al trono il figlio Mohammed VI.
2011
Il 1º luglio un referendum approvò la nuova Costituzione: il sovrano rinunciò a una parte dei poteri esecutivi a favore del primo ministro, mantenendo però il controllo delle decisioni strategiche.
2022
La nazionale di calcio marocchina è stata la prima squadra africana e araba ad arrivare in semifinale a un campionato del mondo.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it), Maroc (Wikipedia, fr) · CC BY-SA 4.0
Nel 1960 il Marocco contava circa dodici milioni di abitanti; oggi sono circa trentasette, quasi il triplo. È il terzo Paese africano per numero di arabi, dopo Egitto e Algeria. La maggior parte della popolazione vive a ovest dell’Atlante, la catena che separa il Paese dal Sahara, e circa il sessanta per cento vive in città; Casablanca è il maggiore centro urbano, commerciale e industriale.
La popolazione è formata da due grandi gruppi etnolinguistici: i berberi, maggioritari sull’Atlante e sul Rif, e gli arabi, prevalenti nelle pianure e nelle grandi città. Nelle città imperiali e nei centri costieri del nord vivono i discendenti dei moriscos di Spagna, espulsi dopo la Reconquista; nelle zone sahariane ci sono i sahrawi, e nel Paese vivono anche comunità di origine subsahariana come i gnawa e gli haratin.
Dal XX secolo si è formata una vasta diaspora: ci sono circa cinque milioni di marocchini all’estero, soprattutto in Francia, Spagna, Belgio, Italia, Paesi Bassi e Germania. Negli ultimi anni, con lo sviluppo economico, è cresciuta anche l’immigrazione verso il Marocco, in particolare dall’Africa subsahariana.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali del Marocco sono l’arabo, parlato da oltre il 65 per cento della popolazione, e il berbero, parlato da poco più del 30 per cento. Come in tutti i Paesi arabi vige la diglossia: l’arabo standard si usa negli ambiti formali, mentre nella vita quotidiana domina l’arabo marocchino, un insieme variegato di dialetti; nel sud si parla il dialetto hassaniyya.
I dialetti berberi si raggruppano in tre famiglie: il tarifit nel Rif, il tamazight del Marocco centrale nel Medio Atlante e il tashelhit nel centro-sud. Il francese è di fatto la seconda lingua del Paese, prevalente nell’amministrazione, nell’economia, nell’istruzione e nei media; nelle regioni settentrionali e meridionali è diffuso anche lo spagnolo.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La religione più diffusa è l’islam, nella corrente sunnita malikita, spesso intrecciato con tradizioni locali come il culto dei marabutti. La monarchia è legittimata dal suo lignaggio sceriffiano e il sovrano è considerato Amir al-Mu’minin, «comandante dei credenti».
Radicata nel mosaico culturale del Paese è la storica comunità ebraica, la più numerosa e organizzata del mondo arabo, anche se la maggior parte degli ebrei marocchini è emigrata fra gli anni cinquanta e sessanta: l’ebraismo è ufficialmente riconosciuto e i rabbini sono stipendiati dallo Stato. C’è poi una piccola minoranza cristiana, fatta soprattutto di immigrati europei e di convertiti.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La crescita economica, costante dal 2003, ha frenato l’emigrazione e migliorato esportazioni, infrastrutture e afflusso di capitali esteri, ma il Marocco resta un Paese di forti diseguaglianze e le aree settentrionali e meridionali restano indietro.
L’agricoltura produce cereali, canna da zucchero e legumi per il mercato interno, mentre agrumi, pomodori e olive vanno all’esportazione; il Marocco è l’unico produttore mondiale di olio di argan e il maggiore produttore ed esportatore mondiale di sardine, grazie ai suoi diciassette porti. Una coltivazione a parte è quella della cannabis, praticata nel Rif fin dal XVII secolo: il Paese è il secondo produttore mondiale, e nel 2021 governo e parlamento ne hanno legalizzato l’uso terapeutico e industriale.
Povero di petrolio e di gas, il Marocco è invece ricchissimo di fosfati: ne è il secondo produttore mondiale e il primo esportatore, e detiene circa il settanta per cento delle riserve mondiali conosciute. L’industria è fra le più attive dell’Africa — agroalimentare, tessile, chimica, automobilistica, aeronautica — e Casablanca è il maggiore centro finanziario del Maghreb.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Marocco è una delle tre monarchie dell’Africa. Dal luglio 1999 il sovrano è Mohammed VI, succeduto al padre Hassan II e al nonno Mohammed V, il re dell’indipendenza; la dinastia alawide vanta un’origine sceriffiana, cioè una discendenza diretta dal Profeta.
Il 1º luglio 2011, sull’onda delle proteste scoppiate in tutto il Maghreb, un referendum ha approvato una nuova Costituzione con cui il re ha rinunciato a una serie di poteri esecutivi a favore del primo ministro, mantenendo però il controllo delle decisioni strategiche. Il sovrano resta capo religioso del Paese, garante del libero esercizio di tutti i culti e capo delle forze armate.
Il potere legislativo è bicamerale dal 1996: la Camera dei rappresentanti ha 395 deputati eletti ogni cinque anni a suffragio universale, la Camera dei consiglieri 270 seggi rinnovati per un terzo ogni tre anni con elezione indiretta. Il Paese è diviso in dodici regioni e in settantacinque fra prefetture e province.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale515.619 abitanti
Prefettura di Rabat

3.215.935 abitanti
Prefettura di Casablanca

1.002.697 abitanti
Prefettura di Marrakech

1.275.428 abitanti
Prefettura di Tangeri-Assila

1.167.842 abitanti
Prefettura di Fès

262.791 abitanti
Provincia di Laâyoune

538.000 abitanti
Prefettura di Agadir-Ida ou Tanane

551.503 abitanti
Prefettura di Meknès
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Monumento

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Nell’ultimo secolo il Marocco ha visto estinguersi varie specie animali, fra cui il leone berbero, l’alcelafo e lo struzzo, e quasi la metà delle specie di uccelli del Paese è oggi minacciata.
Il Paese affronta inoltre una crisi acuta di stress idrico: le risorse idriche per abitante sono crollate fra il 1960 e il 2019, passando da 2500 a 500 metri cubi l’anno, e il Marocco è fra i Paesi più minacciati al mondo dalla carenza d’acqua.
La rete di protezione però cresce: dai soli tre parchi del 1999 si è passati a dieci nel 2006 e a quattordici nel decennio successivo, cui si aggiungono quasi centocinquanta riserve biologiche. I più famosi sono il parco nazionale di Toubkal, il più antico, istituito nel 1942, e quello di Souss-Massa, a sud di Agadir. Importante è anche la conservazione dell’Argania spinosa, l’albero spontaneo ed endemico dell’ovest del Paese da cui si ricava l’olio di argan.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 340 km²

Parco nazionale
Superficie 1.850 km²

Parco nazionale
Superficie 380 km²

Parco nazionale
Superficie 518 km²

Parco nazionale
Superficie 137 km²

Parco nazionale
Superficie 470 km²

Parco nazionale
Superficie 123 km²

Parco nazionale
Superficie 589 km²

Parco nazionale
Superficie 490 km²

Parco nazionale
Superficie 2.027 km²
Parco nazionale
Superficie 18.889 km²
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Montagna
Altezza 4.165 m

Montagna
Altezza 2.455 m

Montagna
Altezza 4.167 m

Montagna
Altezza 4.167 m

Montagna
Altezza 3.356 m

Montagna
Altezza 3.304 m

Montagna
Altezza 2.308 m

Montagna
Altezza 2.328 m
Montagna
Altezza 4.068 m

Montagna
Altezza 3.304 m

Montagna
Altezza 2.456 m

Montagna
Altezza 2.712 m
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La cucina marocchina è estremamente varia, frutto di secoli di scambi con altre culture: alla base, secondo molte tradizioni, c’è il cibo dei nomadi — pecora, verdure e datteri — su cui si sono innestate influenze berbere, mediterranee, arabe e francesi, con differenze fortissime fra nord e sud, costa ed entroterra, montagna e deserto.
Il risultato sono piatti che mescolano il dolce e il salato: in un piatto unico si possono trovare carne, frutta e verdura, condite perfino con lo zucchero. I più tipici sono il tajine, il couscous, la pastilla, la harira e i merguez, le salsicce di carne bovina o ovina. Lungo la costa si mangiano aragoste, astici, gamberoni, sardine e sogliole, e per strada si incontrano continuamente venditori di fichi d’India e datteri.
Mandorle, miele e zucchero sono la base dei dolci: le celebri «corna di gazzella», in cui la pasta di mandorle si mescola all’estratto di fiori d’arancio, la pastilla au lait con sfoglie, crema di latte e mandorle tritate, e la crema dolce di argan. La bevanda nazionale è il tè alla menta, che ha un vero e proprio rito di preparazione.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La tunica tradizionale marocchina, generalmente blu, si chiama gellaba. Nella mitologia popolare vivono figure come Lalla Malika, spirito benvoluto, Aisha Kandisha, spirito temuto, e i jinn, citati anche nel Corano.
Il calendario è lunare, quindi le feste islamiche cadono ogni anno in giorni diversi: le principali sono l’ʿĪd al-aḍḥā, l’ʿĪd al-fiṭr, il mese di Ramadan e il Mawlid, l’anniversario della nascita di Maometto.
I siti marocchini patrimonio dell’umanità raccontano la varietà del Paese: la medina di Fès, quella di Marrakech, il ksar di Ait-Ben-Haddou, la città storica di Meknès, il sito archeologico di Volubilis, le medine di Tétouan e di Essaouira, la città fortificata portoghese di El Jadida e Rabat.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Marocco la musica classica, strumentale o vocale, si chiama arabo-andalusa, perché si è sviluppata intorno all’anno Mille nella Spagna islamica. Le composizioni sono in gran parte organizzate in cinque movimenti dal metro diverso, e l’orchestra unisce strumenti a corda come il rebab, l’oud e il qanun al violino e alle percussioni. Tipicamente marocchina è anche la forma del malhun.
Accanto alla musica colta vive una grande varietà di tradizioni popolari: la reggada, originaria della provincia di Berkane, la dakka marrakchia, forma rituale e folcloristica di Marrakech, l’ahidous, la danza delle tribù berbere del Medio e Alto Atlante in cui uomini e donne formano linee ondeggianti accompagnandosi con canti al ritmo del bendir, e il hait, fatto di flauti e tamburi.
La musica gnawa è la sonorità tradizionale praticata dai Gnawa, il gruppo etnico discendente dagli schiavi neri subsahariani: è forse la forma musicale marocchina più conosciuta nel mondo.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’architettura religiosa è una delle espressioni più alte dell’arte marocchina. La moschea si compone di elementi ricorrenti: il sahn, il cortile con la vasca per le abluzioni, il riwaq, il portico, la sala della preghiera, il mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca, il minbar, il pulpito da cui l’imam pronuncia il sermone, e il minareto, in Marocco quasi sempre a base quadrata. Accanto alle moschee sorgono le madrase, dove si insegnavano la legge islamica e la teologia, decorate con mattonelle e stucchi a stalattite.
Nell’architettura urbana il suq, che a prima vista sembra un ammasso disordinato di case, segue in realtà regole precise: vie alternativamente coperte per mantenere il fresco, e una gerarchia dei negozi che parte dalla moschea, con le botteghe di candele e oggetti di culto, e si allontana passando per librai e merciai fino ai negozi per i carovanieri, vicino alle mura.
L’architettura berbera si esprime nel ksar, il villaggio fortificato cinto da un muro con quattro torri e una sola entrata, e nella qasba, più urbana, dai colori intensi e dalle torri decorate. Il riad, infine, è la casa con cortile o giardino interno a cielo aperto, con fontane e sale disposte tutt’intorno.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La poesia marocchina ha avuto grande fioritura nel medioevo, soprattutto sotto i Merinidi; fra i poeti più noti c’è Muhammad Awzal, poeta religioso berbero del XVII secolo.
Fra gli scrittori conosciuti in Europa ci sono Tahar Ben Jelloun, nato a Fès nel 1944, impegnato contro il razzismo e attento ai racconti, alle leggende e ai miti del Maghreb; Mohamed Choukri, di origine berbera, due volte candidato al Premio Nobel per la letteratura; e Fatema Mernissi, scrittrice, sociologa e studiosa del Corano.
Un capitolo a sé è quello dei viaggi: il marocchino Ibn Battuta, vissuto fra il 1304 e il 1368, giurista e storico, è uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi, e il suo resoconto, la Riḥla, è conosciuto in tutto il mondo.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cinema marocchino ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali con film come Il caftano blu, del 2022, della regista Maryam Touzani, arrivato nella rosa dei nove candidati all’Oscar per il miglior film straniero, e Les Chevaux de Dieu di Nabil Ayouch. Fra gli altri registi noti ci sono Jillali Ferhati e Daoud Aoulad-Syad.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più seguito è il calcio. La nazionale marocchina, i cui giocatori sono soprannominati «Leoni dell’Atlante», ha vinto due edizioni della Coppa d’Africa, nel 1976 e nel 2025, ed è stata la prima nazionale africana e araba ad arrivare agli ottavi di finale ai Mondiali, nel 1986, e la prima ad arrivare in semifinale, nel 2022.
Gli atleti marocchini eccellono soprattutto nelle gare di resistenza e nel mezzofondo: il simbolo è Hicham El Guerrouj, due volte oro olimpico ad Atene 2004 e più volte campione del mondo. Il primo oro olimpico del Paese è però di una donna, Nawal El Moutawakel, nei 400 metri ostacoli a Los Angeles 1984; la prima medaglia in assoluto era stata l’argento di Rhadi Ben Abdesselam a Roma 1960.
Il Marocco ha ospitato tre edizioni della Coppa del mondo per club, e nel 2013 il Raja Casablanca è arrivato a disputarne la finale. Nell’alpinismo, il 20 maggio 2013 Nacer Ibn Abdeljalil è stato il primo marocchino a raggiungere la vetta dell’Everest.
Sintesi · Fonte: Marocco (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Lingua
Il nome Marocco deriva da Marrakesh, a sua volta dal berbero Mur-Akush, «terra di Dio»: nel medioevo la città era conosciuta in Europa come «Città di Marocco».
Fonte: Marocco (Wikipedia, it)
Record
A Jebel Ighoud, in Marocco, sono stati trovati i più antichi resti di Homo sapiens del mondo: più di trecentomila anni.
Fonte: Marocco (Wikipedia, it)
Record
Il Jbel Toubkal, con 4167 metri, è la montagna più alta del Marocco e di tutto il Nordafrica.
Fonte: Marocco (Wikipedia, it)
Geografia
Il Marocco si divide in cinque sotto-zone climatiche: oceanica, mediterranea, montana, continentale temperata e desertica.
Fonte: Marocco (Wikipedia, it)
Geografia
Le precipitazioni marocchine calano drasticamente da nord a sud: 817 millimetri a Tangeri, 220 ad Agadir.
Fonte: Marocco (Wikipedia, it)
Geografia
Il fiume più lungo del Marocco è il Draa, con circa 1100 chilometri.
Fonte: Marocco (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.