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La Svizzera, ufficialmente Confederazione Svizzera, è uno Stato federale dell’Europa centrale composto da 26 cantoni autonomi. È un Paese alpino senza sbocco sul mare, diviso fra il massiccio del Giura, l’Altipiano e le Alpi, e confina a nord con la Germania, a est con l’Austria e il Liechtenstein, a sud con l’Italia e a ovest con la Francia.
Due terzi dei nove milioni di abitanti vivono sull’Altipiano, dove si trovano le maggiori città: Zurigo, Ginevra, Basilea, Losanna, Berna, Winterthur, Lucerna e San Gallo. Berna è la «città federale», cioè la capitale di fatto, e ospita nel Palazzo Federale il parlamento e il governo; Zurigo e Ginevra sono piazze finanziarie internazionali e Basilea è il centro dell’industria farmaceutica.
La Svizzera nacque ufficialmente con l’alleanza di tre cantoni che nel 1291 rinnovarono il patto eterno confederale, il che fa pensare a origini ancora più antiche: è uno dei più antichi Stati del mondo. La sua politica estera è segnata dalla neutralità, mantenuta dal 1674, anno della prima dichiarazione ufficiale. Fa parte dell’ONU dal 2002 e ospita moltissime organizzazioni internazionali, ma ha scelto di non entrare né nell’Unione europea né nella NATO.
Sintesi · Fonte: Svizzera (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La morfologia della Svizzera ne fa il tetto d’Europa: i fiumi che nascono sul suo territorio sfociano in quattro mari diversi. La cima più alta è la Punta Dufour, con 4634 metri, mentre il punto più basso è il pelo del Lago Maggiore, a 193 metri. In tutto svettano 74 cime oltre i 4000 metri, e la montagna più alta interamente svizzera è il Dom, con 4545 metri; la più famosa nel mondo è però il Cervino, alto 4478 metri, a sud di Zermatt.
Il territorio si divide in tre grandi regioni: le Alpi con le Prealpi, che insieme coprono il sessanta per cento del Paese, l’Altipiano fra i 400 e i 600 metri, dove vive la maggior parte della popolazione, e la catena del Giura, un massiccio poco elevato che delimita l’Altipiano per 300 chilometri verso ovest e verso nord.
Dal massiccio del San Gottardo nascono i grandi fiumi europei Reno e Rodano, oltre al Ticino e alla Reuss. Il corso d’acqua più lungo in territorio svizzero è il Reno, con 375 chilometri. Il Paese ospita circa 1500 laghi, in gran parte piccoli laghi di montagna: i maggiori sono il Lemano, condiviso con la Francia, e il lago di Costanza, al confine con Austria e Germania, mentre i più grandi interamente svizzeri sono quelli di Neuchâtel, dei Quattro Cantoni e di Zurigo.
Sintesi · Fonte: Svizzera (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nonostante la posizione interna al continente, il clima svizzero è influenzato dall’Atlantico: le correnti da occidente portano aria umida e mite, che rinfresca l’estate e tiene temperato l’inverno, con precipitazioni abbondanti in tutti i mesi. Le regioni a sud delle Alpi risentono del clima mediterraneo e hanno inverni più caldi.
La temperatura dipende soprattutto dall’altitudine: sull’Altipiano si va da 1 °C in gennaio a 17 °C in luglio, mentre sopra i 1500 metri si oscilla fra −5 e 11 °C. Alcune valli alpine sono molto più secche delle regioni circostanti: 2000 millimetri di pioggia all’anno nelle Prealpi contro i circa 650 dell’Engadina e i 550 del Vallese. Una particolarità del clima alpino è il favonio, il vento che crea zone miti e asciutte nei mesi invernali.
Sintesi · Fonte: Svizzera (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Appenzello Esterno · canton Appenzello Interno · Argovia · Basilea Campagna · Basilea Città · Canton Berna · Friburgo · Canton Ginevra · Canton Glarona · canton Grigioni · Giura · canton Lucerna · Canton Neuchâtel · canton Nidvaldo · canton Obvaldo · San Gallo · canton Sciaffusa · canton Svitto · canton Soletta · Canton Ticino · cantone Turgovia · canton Uri · canton Vallese · canton Vaud · canton Zugo · canton Zurigo
Stato attuale dal 1848
450 a.C.
Prima della conquista romana il territorio a sud del Reno era abitato da tribù celtiche: l’insediamento di La Tène, sul lago di Neuchâtel, ha dato il nome alla cultura della tarda età del ferro.
58 a.C.
La battaglia di Bibracte, in cui gli Elvezi furono sconfitti, segnò l’inizio della dominazione romana; la conquista fu completata nel 15 a.C. da Tiberio e da suo fratello Druso.
V–VI secolo
I Burgundi si stabilirono a ovest dell’Aare e adottarono la lingua latina, gli Alemanni a est mantennero usi e lingua germanici: nacque così il confine linguistico fra francese e tedesco che attraversa ancora oggi l’Altipiano.
843–1039
Il Trattato di Verdun divise il territorio fra gli eredi di Carlo Magno; nel 1039, con la conquista del Regno burgundo da parte di Corrado II, tutta l’area dell’attuale Confederazione si ritrovò riunita nel Sacro Romano Impero.
1291
Per difendersi dagli Asburgo, le comunità di Uri, Svitto e Untervaldo si giurarono reciproco aiuto: è il primo documento noto della Confederazione, e il 1º agosto è per convenzione la data di nascita della Svizzera.
1315
I Confederati sconfissero i cavalieri asburgici; subito dopo Ludovico il Bavaro riconobbe loro l’immediatezza imperiale. Da quella vittoria il nome di Svitto passò a indicare tutti i Confederati.
1332–1365
Aderirono Lucerna nel 1332, Zurigo nel 1351, Berna nel 1353 e Zugo nel 1365; dopo le nuove vittorie di Sempach e Näfels si unì anche Glarona.
1460
Venne aperta l’Università di Basilea, considerata uno dei luoghi di nascita dell’Umanesimo europeo, dove fu attivo Erasmo da Rotterdam.
1499
Al termine della Guerra sveva l’imperatore Massimiliano I riconobbe di fatto l’autonomia della Confederazione.
1515
La sconfitta nella battaglia di Marignano segnò la fine della politica espansionista svizzera: da allora non ci furono più campagne militari fuori dai confini.
1525–1536
Zurigo approvò le idee di Ulrico Zwingli e la Riforma si estese a Sciaffusa, Basilea e Berna; nel 1536 Giovanni Calvino la portò a Ginevra. I cantoni rurali si opposero, e la vittoria cattolica nella Seconda guerra di Kappel del 1531 fermò il movimento riformato nella Svizzera centrale.
1648
La pace di Vestfalia viene considerata il riconoscimento ufficiale dell’indipendenza svizzera da parte dell’Impero.
1674
In risposta all’occupazione francese della Franca Contea, la Dieta proclamò la neutralità armata: dura ancora oggi.
1798–1803
Le truppe rivoluzionarie francesi trasformarono la Svizzera in una repubblica unitaria divisa in dipartimenti; nel 1803 Napoleone la fece tornare Stato confederale con l’Atto di Mediazione, ammettendo come cantoni a pieno titolo gli ex baliaggi di Argovia, Ticino, Turgovia e Vaud.
1815
Le potenze europee riconobbero le frontiere svizzere e imposero al Paese la neutralità armata permanente; Neuchâtel, Vallese e Ginevra entrarono come nuovi cantoni.
1847–1848
La guerra contro la lega separata dei cantoni cattolici si concluse con la vittoria dell’esercito federale guidato dal generale Dufour; nel 1848 entrò in vigore la costituzione che trasformò la Svizzera in uno Stato federale moderno e liberale, e la croce bianca in campo rosso ne divenne il simbolo.
1863
A Ginevra Henry Dunant fondò il Movimento Internazionale della Croce Rossa: nel 1901 ricevette il primo Premio Nobel per la pace, e oggi il giorno della sua nascita, l’8 maggio, è la Giornata mondiale della Croce Rossa.
1874
Nella Costituzione venne iscritto il diritto di lanciare un referendum, cui si aggiunse nel 1891 l’iniziativa popolare. Il 9 ottobre dello stesso anno fu fondata a Berna l’Unione postale universale, ricordata ogni anno dalla Giornata mondiale della posta.
1914–1918
La Svizzera rimase neutrale, ma il peggioramento delle condizioni di vita portò nel 1918 al primo sciopero generale; l’anno seguente il Consiglio nazionale venne eletto con il sistema proporzionale.
1920
Il Paese aderì alla Società delle Nazioni, che aveva sede a Ginevra e che riconobbe la neutralità permanente svizzera esonerandola dalle azioni militari.
1938–1943
Il riconoscimento del romancio come lingua nazionale, la costruzione del sistema di fortificazioni alpine e l’ingresso del primo socialista nel Consiglio federale rafforzarono la coesione nazionale mentre il Paese, dopo il crollo della Francia, si ritrovava circondato dalle forze dell’Asse.
1947
Con l’introduzione dell’assicurazione sulla vecchiaia furono poste le basi dello stato sociale svizzero.
1959
Per la prima volta i seggi del Consiglio federale vennero ripartiti in proporzione alla forza elettorale dei quattro grandi partiti: quella «formula magica» garantì stabilità per oltre quarant’anni.
1971
Dopo un primo tentativo fallito nel 1959, popolo e cantoni concessero il diritto di voto all’elettorato femminile: solo allora i diritti politici divennero davvero universali.
1978
Tre distretti francofoni del Canton Berna si separarono e formarono il Giura, ventiseiesimo cantone svizzero.
1992
Il popolo bocciò per pochissimo l’ingresso nello Spazio economico europeo, con il Paese diviso fra la Romandia favorevole e la Svizzera tedesca e italiana contrarie; da allora i rapporti con l’Unione europea passano per accordi bilaterali.
2002
Il 10 settembre, dopo due rifiuti popolari nel 1948 e nel 1986, la Svizzera entrò nelle Nazioni Unite come centonovantesimo Stato.
2016
Il 1º giugno venne inaugurata la galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri: è la più lunga del mondo e ha avvicinato il sud al nord dell’Europa.
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Con 198 abitanti per chilometro quadrato la Svizzera è un Paese densamente abitato, ma la popolazione è distribuita in modo molto diseguale: si va dai 27 abitanti per chilometro quadrato dei Grigioni ai 5045 di Basilea Città. Sull’Altipiano, che è il trenta per cento della superficie, vivono i due terzi degli abitanti.
Il primo censimento federale, nel 1850, contò 2 392 740 persone. La popolazione raddoppiò fra il 1400 e il 1700, poi di nuovo fra il 1700 e il 1850 e una terza volta fra il 1850 e il 1950. Nella seconda metà del Novecento, con un tasso di fecondità sotto la soglia di sostituzione, la crescita è dipesa unicamente dall’immigrazione.
La Svizzera è terra d’immigrazione da tempo: gli stranieri erano il 2,1 per cento nel 1830 e il 18,3 per cento già nel 1913. Nel 2012 erano circa il 22,7 per cento, la percentuale più alta d’Europa dopo il Lussemburgo, e nel 2021 il 39 per cento dei residenti aveva un passato migratorio. Gli svizzeri all’estero sono circa 700 000 e vengono chiamati la «Quinta Svizzera», dopo le quattro realtà linguistiche del Paese.
Sintesi · Fonte: Svizzera (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Svizzera si parlano quattro lingue: il tedesco, il francese, l’italiano e il romancio. Le prime tre sono nazionali e ufficiali a livello federale; il romancio è lingua nazionale dal 1938 e lingua ufficiale dal 1999 nei rapporti con le persone di lingua romancia. Ogni documento ufficiale deve esistere in tedesco, francese e italiano, e ogni cittadino ha il diritto di rivolgersi alle istituzioni nella propria lingua e di ricevere risposta in quella lingua.
Nel 2013 il tedesco era parlato dal 64,5 per cento degli abitanti, il francese dal 22,6, l’italiano dall’8,3 e il romancio dallo 0,5. I confini dei cantoni non coincidono quasi mai con quelli linguistici: diciassette cantoni sono germanofoni, quattro francofoni e uno italofono, il Vallese, Friburgo e Berna sono bilingui e i Grigioni sono l’unico cantone trilingue.
Gli svizzeri tedeschi comunicano fra loro in un gruppo di dialetti alemanni chiamati collettivamente svizzero tedesco, che nel XX secolo si è affermato anche nei mezzi di comunicazione. Nella Svizzera romanda sopravvivono il francoprovenzale e il francoconteese, chiamati dai parlanti «patois», mentre nel Ticino e nel Grigioni italiano si usano varietà lombarde. Molti svizzeri imparano l’inglese proprio per parlare con gli altri svizzeri: è percepito come un mezzo neutro di comunicazione.
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A livello federale la Svizzera non ha una religione di Stato e la libertà di culto è garantita dalla Costituzione. Nel 2018 il 37,2 per cento della popolazione era membro della Chiesa cattolica e il 24,7 per cento della Chiesa evangelica riformata.
Secondo la rilevazione del 2018, fra le persone dai quindici anni in su il 35,2 per cento si dichiarava cattolico, il 23,1 per cento riformato, il 5,6 per cento cristiano di altre confessioni e il 5,3 per cento musulmano, mentre il 28 per cento non aderiva ad alcuna religione. La comunità ebraica, presente sul territorio da prima della nascita della Confederazione, è oggi concentrata soprattutto nelle città.
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Fino alla prima rivoluzione industriale l’economia svizzera era quasi soltanto agricola. Poi le novità tessili arrivate dal Regno Unito trovarono terreno fertile: dall’industria tessile nacque quella meccanica, dalla produzione di coloranti quella chimica, e da queste la meccanica di precisione e la farmaceutica. Il finanziamento delle ferrovie fece nascere le grandi banche.
Oggi la Svizzera è una delle economie più competitive del mondo e ospita imprese come Nestlé, ABB, UBS, Swatch e Rolex, Novartis e Hoffmann-La Roche, Logitech e Lonza. Le banche svizzere gestiscono migliaia di miliardi di franchi e il Paese è la terza piazza finanziaria del mondo dopo Stati Uniti e Gran Bretagna; il segreto bancario è stato abolito a partire dal 2018, ma resta valido per i residenti.
Priva di risorse naturali, la Svizzera deve la sua prosperità alla capacità di innovare: nel 2008 ha speso il 2,9 per cento del prodotto interno lordo in ricerca e sviluppo, ed è al primo posto al mondo per numero di articoli scientifici per abitante e al secondo per brevetti. La rete dei trasporti è capillare, con un orario cadenzato e con la galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che è la più lunga del mondo.
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La Svizzera è l’unico Stato moderno in cui alla democrazia rappresentativa si affiancano forme così sviluppate di democrazia diretta: i cittadini possono proporre leggi e respingere quelle già approvate dal parlamento. Centomila aventi diritto possono chiedere la revisione della Costituzione, mentre cinquantamila cittadini o otto cantoni possono sottoporre a referendum una legge federale.
Il potere legislativo è esercitato da due camere con gli stessi poteri: il Consiglio nazionale, con duecento membri che rappresentano il popolo, e il Consiglio degli Stati, con quarantasei membri che rappresentano i cantoni. I parlamentari non sono politici di professione: le camere si riuniscono quattro volte l’anno per tre settimane, così che ciascuno possa continuare a lavorare fra una sessione e l’altra.
Il potere esecutivo è del Consiglio federale, un organo collegiale di sette membri eletti ogni quattro anni dalle camere riunite, che non possono essere sfiduciati. Il presidente della Confederazione viene eletto per un solo anno, a rotazione, ed è un primo fra pari con compiti di rappresentanza. In alcuni piccoli cantoni sopravvive la Landsgemeinde: l’assemblea dei cittadini si riunisce all’aperto e vota per alzata di mano.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
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Circa il trenta per cento della superficie del Paese è coperta da boschi: conifere sulle Alpi, latifoglie sull’Altipiano, nel Giura e sul versante sud sotto i mille metri. I boschi alpini hanno una funzione vitale, perché trattengono gli smottamenti, impediscono le frane e regolano la filtrazione dell’acqua piovana.
In Svizzera vivono circa 83 specie di mammiferi. I grandi predatori erano scomparsi nell’ultimo secolo, ma oggi lince, lupo e orso bruno sono protetti: la lince è stata reintrodotta, i lupi sono arrivati dalla Francia e nel 2005 un orso bruno è ricomparso nei Grigioni. Sopra il limite degli alberi si incontrano la marmotta, riconoscibile dal fischio acuto, il camoscio, che in Engadina raggiunge forse la densità più alta d’Europa, e lo stambecco, che sale fino a quattromila metri; nei cieli volano l’aquila reale e il gipeto barbuto.
Le prime zone protette furono le bandite federali di caccia, istituite nel 1875 per salvare camosci, stambecchi, cervi e caprioli. Il Parco nazionale Svizzero, nei Grigioni, è stato creato il 1º agosto 1914 ed è riserva UNESCO della biosfera dal 1979. Sul territorio vivono circa diecimila specie vegetali e poco meno di quarantamila specie animali, ma un terzo di quelle monitorate è a rischio.
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Montagna
Altezza 4.811 m

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Altezza 4.478 m

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Altezza 3.967 m

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Altezza 4.634 m

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Altezza 4.634 m

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Nella gastronomia svizzera convivono tre tradizioni diverse: quella francofona, quella germanica e quella italiana, soprattutto dell’Italia settentrionale. Il Paese cominciò presto a esportare prodotti alimentari lavorati: i formaggi, a cominciare dal Gruyère e dall’Emmentaler, i concentrati di carne, la carne in scatola, le minestre liofilizzate e il latte in polvere.
La storia del cioccolato svizzero comincia nel 1697, quando il sindaco di Zurigo Heinrich Escher assaggiò in Spagna la cioccolata appena arrivata dalle Americhe e ne rimase folgorato. La prima fabbrica fu aperta da François-Louis Cailler nel 1819 vicino a Vevey, e proprio a Vevey si cominciò a mescolare il cacao con il latte, che era il prodotto principale della regione: nel 1875 Daniel Peter perfezionò il procedimento e creò il cioccolato al latte. A Berna, nel 1879, Rodolphe Lindt inventò il concaggio e produsse il cioccolato fondente, e sempre a Berna la famiglia Tobler creò nel 1908 il Toblerone.
L’altra grande avventura alimentare svizzera è quella della Nestlé, fondata nel 1866 dal chimico Henri Nestlé: nel 1938 mise a punto un procedimento per liofilizzare il caffè e creò il Nescafé, che nel 1942 l’esercito americano inserì nella sua razione, decretandone il successo mondiale. Nelle valli e sulle rive dei laghi si coltivano orzo, avena, frumento, mais, patate e alberi da frutto, e la vite ha un’importanza crescente: tredicimila ettari di vigneti danno 120 milioni di litri di vino, per metà bianco.
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La croce bianca comparve fra le armate svizzere per la prima volta nella battaglia di Laupen, nel 1339, ma per secoli i cantoni continuarono a usare le proprie insegne. La prima bandiera unitaria fu il tricolore verde, rosso e giallo della Repubblica elvetica; la croce bianca in campo rosso è diventata ufficialmente il simbolo dello Stato federale nel 1848, e dal 1889 la bandiera è quadrata.
La Festa nazionale, chiamata anche «Natale della Patria», si celebra ogni 1º agosto e ricorda la nascita della Confederazione sul praticello del Grütli. La mattina si tiene la festa sul praticello con il presidente della Confederazione, a mezzogiorno le radio trasmettono il suo discorso nelle tre lingue e alle otto di sera tutte le campane del Paese suonano a festa, mentre la gente accende falò ed espone le bandiere sui balconi.
Sono considerati sport nazionali dal 1855 la lotta svizzera, il lancio della pietra, il tiro di campagna federale e l’hornussen, in cui un giocatore scaglia in alto una pallina di caucciù con una frusta di ferro e gli avversari, anche a centinaia di metri di distanza, cercano di prenderla al volo con una pala di legno. Erano giochi da pastori, già praticati nel basso medioevo durante sagre e feste di mezza estate.
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Lo sviluppo della musica in Svizzera ha due caratteristiche: la mancanza di grandi centri musicali, nati altrove nelle corti principesche, e la diffusione sul territorio di generi stranieri al di là delle differenze linguistiche. Nelle città riformate si sviluppò il canto religioso, nelle regioni cattoliche la musica d’organo.
La musica popolare si avvale dal Cinquecento del corno alpino e si è arricchita delle marce militari imparate all’estero dai mercenari; dal Settecento sono attestati gli jodel. Oggi i principali appuntamenti musicali sono le rassegne di musica classica di Lucerna, Zurigo e Ascona, il Montreux Jazz Festival, l’Estival Jazz di Lugano, l’Open Air di San Gallo e il Paléo Festival di Nyon.
L’evento musicale più imponente è però la Street Parade, la parata di musica techno che si tiene ogni anno per le strade di Zurigo, di solito il secondo sabato di agosto: nata nel 1992 per iniziativa di uno studente del Politecnico federale, oggi raduna intorno agli ottocentomila partecipanti ed è riconosciuta come bene culturale zurighese. Di Svizzera è anche Lys Assia, che con Refrain vinse la primissima edizione dell’Eurovision Song Contest, nel 1956.
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Fino al Settecento le arti figurative svizzere restarono confinate all’ambito domestico, e molti pittori e scultori portarono la loro arte all’estero. Nell’Ottocento emersero Arnold Böcklin, Vincenzo Vela e Ferdinand Hodler.
Il Novecento cambiò tutto: accanto a Paul Klee, esponente dell’astrattismo, la figura più grande è Alberto Giacometti, che a Parigi passò dal cubismo al surrealismo e dopo la guerra sviluppò il suo inconfondibile stile di figure allungate in bronzo. Da ricordare anche Sophie Taeuber-Arp, lo scultore Jean Tinguely e il pittore e designer HR Giger, che ha creato il mostro del film Alien e ha vinto l’Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.
Il dadaismo è nato proprio in Svizzera, a Zurigo, nel 1916, nel locale chiamato Cabaret Voltaire. E a Ginevra, nel 1833, l’illustratore Rodolphe Töpffer pubblicò l’Histoire de monsieur Jabot, considerata la prima storia a fumetti del mondo.
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Poiché alla sua fondazione la Confederazione era fatta quasi solo di regioni di lingua tedesca, le prime forme di letteratura svizzera sono in tedesco: fra i classici ci sono Jeremias Gotthelf, che ha raccontato la vita contadina dell’Emmental, Gottfried Keller e Carl Spitteler. I due giganti del Novecento sono Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt, autore de I fisici e de La promessa.
Fra gli autori di lingua francese spiccano Jean-Jacques Rousseau e Madame de Staël, e più tardi Charles-Ferdinand Ramuz, i cui romanzi raccontano la vita dura dei montanari, e Blaise Cendrars.
La creazione letteraria svizzera più famosa resta però Heidi, del 1880, la storia della bambina orfana che vive con il nonno sulle Alpi: ha venduto cinquanta milioni di copie ed è diventata per molti il simbolo stesso della Svizzera. La sua autrice, Johanna Spyri, scrisse diversi libri sullo stesso tema.
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Il cinema svizzero ha dato all’internazionale l’attore Bruno Ganz e i registi Alain Tanner e Xavier Koller, il cui Viaggio della speranza ha vinto l’Oscar al miglior film in lingua straniera nel 1991. Il primo film svizzero a vincere quell’Oscar era stato Mosse pericolose di Richard Dembo, nel 1985.
Il principale teatro del Paese è lo Schauspielhaus di Zurigo, fondato nel 1892 e fra i maggiori teatri di lingua tedesca: qui sono andati in scena per la prima volta molti drammi di Bertold Brecht e i lavori di Dürrenmatt e Frisch.
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Risparmiata dalle distruzioni grazie alla neutralità, la Svizzera conserva tracce di tutti gli stili architettonici della sua storia: le cattedrali romaniche di Basilea, Sion, Coira e Ginevra, le chiese gotiche di Sciaffusa, Zugo e Zurigo.
Molti architetti svizzeri hanno lavorato fuori dai confini: il ticinese Francesco Borromini, massimo esponente del barocco, operò soprattutto a Roma, Antonio da Ponte progettò il Ponte di Rialto a Venezia e Domenico Trezzini firmò il piano di San Pietroburgo. Il più conosciuto architetto svizzero resta però Le Corbusier, fra i massimi esponenti del Movimento Moderno; oggi lavorano soprattutto all’estero Mario Botta, Peter Zumthor e Valerio Olgiati.
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Gli sport di squadra più seguiti sono l’hockey su ghiaccio e il calcio. La Svizzera ha ospitato il campionato mondiale di calcio nel 1954 e, insieme all’Austria, l’Europeo del 2008; nell’hockey ha ospitato dieci volte il campionato mondiale ed è stata vicecampione del mondo nel 2013, nel 2018, nel 2024 e nel 2025.
Negli sport individuali il tennis ha dato al Paese Martina Hingis, la più giovane tennista ad arrivare al numero uno del ranking mondiale, e Roger Federer, considerato da molti il più grande tennista della storia, con otto tornei di Wimbledon, sei Australian Open, cinque US Open e un Open di Francia. Nel ciclismo il nome più grande è Fabian Cancellara, quattro volte campione del mondo a cronometro.
Lo sci alpino è la specialità di casa: gli sciatori svizzeri hanno vinto undici volte la Coppa del Mondo maschile e tredici volte quella femminile. Il primo campione olimpico svizzero fu Louis Zutter, oro nella ginnastica ad Atene 1896, e gli atleti più medagliati restano i ginnasti Georges Miez ed Eugen Mack, con otto medaglie ciascuno. Il 14 gennaio 1897 l’alpinista svizzero Matthias Zurbriggen compì la prima ascensione dell’Aconcagua, la montagna più alta delle Americhe.
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Lingua
Il nome Svizzera viene da Svitto, uno dei cantoni forestali che formavano il nucleo della Vecchia Confederazione: dopo la battaglia di Morgarten passò a designare tutti i Confederati.
Fonte: Svizzera (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome latino Confoederatio Helvetica è un neologismo adottato dopo il 1848 per non privilegiare nessuna delle lingue ufficiali: da lì viene la sigla CH.
Fonte: Svizzera (Wikipedia, it)
Tecnologia
Dal 1995 la sigla «ch» è il dominio internet di primo livello dei siti svizzeri.
Fonte: Svizzera (Wikipedia, it)
Geografia
La Svizzera è il tetto d’Europa: i fiumi che nascono sul suo territorio sfociano in quattro mari diversi.
Fonte: Svizzera (Wikipedia, it)
Record
In Svizzera svettano 74 cime oltre i 4000 metri.
Fonte: Svizzera (Wikipedia, it)
Geografia
La cima più alta della Svizzera è la Punta Dufour, con 4634 metri; la più alta interamente svizzera è il Dom, con 4545.
Fonte: Svizzera (Wikipedia, it)
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