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La Thailandia, ufficialmente Regno di Thailandia, è uno Stato del Sud-est asiatico. Confina con il Laos e la Cambogia a est, con il golfo del Siam e la Malaysia a sud e con il mar delle Andamane e la Birmania a ovest. Gli abitanti sono circa settanta milioni e la capitale è Bangkok.
È conosciuta anche come Siam, che fu il nome ufficiale del Paese fino al 24 giugno 1939 e di nuovo dal 1945 fino all’11 maggio 1949, quando venne adottata definitivamente la denominazione attuale. «Thailandia» traduce il termine locale Prathet Thai, «terra dei thai», e la parola thai significa «libero» o «indipendente».
Fra gli anni ottanta e novanta del XX secolo il Paese ha avviato una forte industrializzazione che lo ha reso una delle economie a medio reddito più solide del Pacifico e uno degli Stati più influenti del Sud-est asiatico: i settori chiave sono il turismo, il manifatturiero e l’export.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con 513 120 chilometri quadrati la Thailandia è il cinquantunesimo Stato del mondo per estensione, paragonabile per dimensioni alla Spagna, ed è divisa in regioni geografiche molto diverse fra loro.
La Thailandia del Nord è montuosa e ospita il Doi Inthanon, il rilievo più alto del Paese con 2576 metri; il fiume Mekong fa da confine con il Laos. Il nord-est, chiamato Isan, è formato dall’altopiano di Khorat, mentre i monti Dângrêk segnano il confine con la Cambogia. Il centro è dominato dalla valle pianeggiante del Chao Phraya, che sfocia nel golfo del Siam.
Il sud si allunga sulla penisola malese, attraversata dai monti del Tenasserim, e raggiunge il suo punto più stretto nell’istmo di Kra. Sul golfo del Siam e sul mare delle Andamane si trovano moltissime isole attrezzate per il turismo, che sono una delle principali fonti di ricchezza del Paese.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima è tropicale e governato dai monsoni. La forma allungata del Paese, che si sviluppa in senso nord-sud, crea molti microclimi e temperature molto diverse da una zona all’altra.
La stagione fresca va da metà ottobre a gennaio, con il monsone asciutto di nord-est e temperature che al nord possono arrivare fino allo zero; la stagione calda va da febbraio ad aprile e tocca i 40 °C; la stagione delle piogge, portata dal monsone sud-occidentale, comincia fra maggio e giugno e finisce fra ottobre e novembre. Nel sud, più caldo e umido, la stagione fresca è più breve e le piogge terminano un paio di mesi più tardi.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1768
2000–1500 a.C.
Il sito di Khok Phanom Di, nella Thailandia orientale, testimonia il passaggio da un’economia di caccia e raccolta a quella agricola; nei secoli successivi arrivarono la fusione del rame, dello stagno e poi del bronzo.
I secolo d.C.
Le prime civiltà del territorio risentirono della cultura indiana: la federazione pre-khmer di Funan nel nord-est e, dalla metà del I millennio, le città-Stato Dvaravati fondate dal popolo mon, che diffusero il buddhismo.
638
I tai yuan, una delle prime etnie tai scese da nord, fondarono nell’odierna Thailandia del Nord il piccolo Regno di Hiran, che sarebbe poi diventato il potente Regno di Lanna.
1238
I governatori di Sukhothai e della vicina Rad si ribellarono al controllo di Lavo e dichiararono indipendenti i loro territori.
1279–1298
Sotto Ramkhamhaeng il regno si espanse enormemente, mise fine all’egemonia khmer sulla penisola malese e conobbe il massimo splendore nelle arti e nell’economia, con scambi commerciali esenti da tasse e rapporti con l’Impero cinese.
1283
Ramkhamhaeng fece predisporre il nuovo alfabeto siamese, che è ancora oggi in uso in Thailandia.
1350
Il principe Uthong fondò il Regno di Ayutthaya, che nel 1431 saccheggiò Angkor e nel 1438 annesse Sukhothai; in questo periodo il buddhismo theravada divenne il credo predominante.
1511
L’ambasciatore portoghese Duarte Fernandes giunse ad Ayutthaya: furono i primi contatti del regno con gli europei.
1569
Il conquistatore birmano Bayinnaung espugnò per la prima volta Ayutthaya e deportò l’intera famiglia reale siamese; l’indipendenza fu riconquistata alla sua morte, con il re Naresuan.
1656–1688
Sotto re Narai crebbero gli scambi commerciali e diplomatici con l’Occidente: Ayutthaya divenne un crocevia del commercio internazionale e la corte accolse scrittori e poeti in un periodo dorato per la letteratura siamese. Intorno al 1700 la città era forse la più popolosa del mondo, con circa un milione di abitanti.
1767
I birmani espugnarono e rasero al suolo Ayutthaya, ponendo fine al regno 417 anni dopo la sua fondazione; nel novembre dello stesso anno il generale Taksin riorganizzò i siamesi e cacciò gli invasori.
1768
Taksin spostò la capitale settanta chilometri più a sud, a Thonburi, riunificò il Siam e fu incoronato: fu l’unico monarca di un regno durato quindici anni.
1782
Chao Phraya Chakri fondò il Regno di Rattanakosin e la dinastia Chakri, che guida ancora oggi la Thailandia; spostò la capitale nell’allora piccolo villaggio di Bangkok e lo trasformò in una città sontuosa.
1785–1812
Il Siam respinse ripetute invasioni, la più pericolosa delle quali fu la guerra dei nove eserciti; l’ultima invasione birmana finì nel 1812.
1851–1910
Rama IV avviò la modernizzazione del Paese con l’aiuto di consiglieri europei e il figlio Rama V ne continuò l’opera: riformò l’amministrazione, introdusse sistemi educativi e legislativi di stile europeo, fece costruire la prima ferrovia e nel 1905 dichiarò illegale la schiavitù. Fu grazie a loro che il Siam rimase l’unico Paese della regione a non essere colonizzato.
1917
Il 22 giugno il Siam dichiarò guerra agli imperi austro-ungarico e tedesco, ottenendo un posto fra i vincitori; il 26 marzo dello stesso anno era stata istituita l’Università Chulalongkorn, il più antico ateneo del Paese.
1932
Il colpo di Stato del 1932 pose fine alla monarchia assoluta e diede inizio alla monarchia costituzionale; cominciò anche la lunga stagione dei colpi di Stato militari.
1939
Il 24 giugno il Paese cambiò nome in Thailandia, «terra degli uomini liberi»: il cambio fu voluto dai militari nazionalisti, che mal sopportavano l’origine cinese del nome Siam.
1940–1947
La Thailandia si schierò con le potenze dell’Asse e ottenne alcuni territori dall’Indocina francese, che dovette restituire nel 1947; verso la fine del conflitto il movimento anti-giapponese Seri Thai costrinse alle dimissioni il primo ministro Phibunsongkhram.
1946
Alla morte di Rama VIII salì al trono il giovane fratello Bhumibol Adulyadej, Rama IX, che avrebbe acquisito enorme prestigio in patria e all’estero e garantito al Paese una certa stabilità anche nei momenti più turbolenti.
1976
Il 6 ottobre la repressione del movimento studentesco provocò oltre cento morti e moltissimi arresti; nella stessa giornata un nuovo colpo di Stato consegnò il potere ai nazionalisti filo-monarchici.
anni ottanta
Un governo più democratico promosse la pacificazione nazionale, concesse l’amnistia ai ribelli comunisti e rilanciò l’economia, facendo della Thailandia una delle tigri asiatiche.
1992
Un’imponente manifestazione anti-governativa fu repressa nel sangue, con 52 morti; l’intervento del re pose fine alla rivolta e il governo golpista si dimise.
1997
La forte svalutazione del baht diede il via a un effetto domino che travolse le economie della regione.
2004
Il 26 dicembre un terremoto con epicentro a Sumatra provocò uno tsunami che colpì le coste e le isole thailandesi, causando oltre cinquemila vittime nel Paese.
2006–2014
Il colpo di Stato del settembre 2006 depose il primo ministro Thaksin Shinawatra e aprì anni di scontro fra i suoi sostenitori e i conservatori; nel 2010 la repressione delle manifestazioni provocò 91 morti, e il 22 maggio 2014 l’esercito prese di nuovo il potere.
2016
Con la morte di Rama IX, il 13 ottobre, salì al trono il figlio Vajiralongkorn, Rama X.
2020–2021
Lo scioglimento del Partito del Futuro Nuovo scatenò le manifestazioni più grandi dal 2014: i dimostranti chiesero per la prima volta nella storia del Paese una riforma radicale della monarchia. Le proteste furono represse e finirono con la reintroduzione della severa legge sulla lesa maestà.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Thailandia ha circa 66,5 milioni di abitanti, concentrati soprattutto nelle aree rurali dove si coltiva il riso, al centro, al nord-est e al nord; secondo il censimento del 2010 il 45,7 per cento della popolazione viveva in città, in gran parte nella regione metropolitana di Bangkok.
Il programma di pianificazione familiare promosso dal governo ha fatto crollare la crescita demografica, passata dal 3,1 per cento del 1960 a circa lo 0,4 per cento del 2010: nel 1970 una famiglia thailandese contava in media 5,7 persone, nel 2010 soltanto 3,2.
Il popolo thai si divide in quattro grandi sottogruppi: thai centrali, nord-orientali, settentrionali e meridionali. I thai centrali dominano da tempo la vita politica, economica e culturale pur essendo appena un terzo della popolazione. La principale minoranza non thai è quella cinese: arrivata in numero crescente dalla fine del XVIII secolo, ha assunto un ruolo dominante nell’economia e si è integrata a fondo nella società, fino a imparentarsi con la famiglia reale. Altri gruppi sono i malesi del sud, i mon, i khmer lungo il confine cambogiano e diverse tribù delle colline.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua nazionale è il thailandese, scritto con un alfabeto proprio, affiancato da numerosi dialetti. Nel nord-est è diffusa la lingua isan, divisa in dialetti derivati dal lao e mutuamente comprensibili con il thailandese; le minoranze usano i propri idiomi, soprattutto mon e khmer. L’inglese è insegnato nelle scuole ma non è molto diffuso, specie nelle regioni più remote.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo i dati governativi del 2015 il 94,6 per cento dei thailandesi professa il buddhismo theravada. Seguono i musulmani, il 4,3 per cento, concentrati nel sud del Paese e rappresentati soprattutto dalla minoranza malese, e i cristiani, poco più dell’uno per cento. Nelle città ci sono piccole comunità di induisti, confuciani e sikh, mentre fra le etnie tribali la fede principale è l’animismo.
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Quasi il settanta per cento dei thailandesi lavora nel settore primario. I terreni alluvionali fertilissimi fanno della Thailandia il primo esportatore mondiale di tapioca, il secondo di riso e di caucciù e il terzo di ananas in scatola; il Paese è anche fra i principali esportatori di zucchero, granoturco e stagno. Il riso è l’alimento base ed è coltivato nelle pianure del Chao Phraya e del Mekong.
L’industria è cresciuta molto: la Thailandia è il principale produttore di automobili della regione e nel 2021 era il decimo al mondo, con oltre un milione e mezzo di veicoli prodotti, davanti a Paesi di lunga tradizione come il Canada, il Regno Unito e l’Italia. Fra i prodotti più esportati ci sono abbigliamento e calzature, diamanti e pietre preziose, derivati del petrolio, riso e crostacei.
Il turismo vale circa il sei per cento del prodotto interno lordo. I visitatori arrivano soprattutto per le spiagge, ma anche Bangkok ha visto una forte crescita; il Paese è inoltre la quinta destinazione mondiale del turismo medico, con oltre 2,5 milioni di visitatori nel 2018. La moneta è il baht, che nel 1997 fu pesantemente svalutato dando il via alla crisi delle tigri asiatiche.
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La Thailandia è una monarchia parlamentare con un parlamento bicamerale formato dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato. Il Paese è governato in base alla Costituzione scritta nel 2017 secondo i voleri della giunta militare che lo resse dal colpo di Stato del 2014 fino al 2019: alle elezioni del 2019 e del 2023 i 250 membri del Senato sono stati scelti dalla giunta e sono risultati decisivi nella scelta del primo ministro.
I militari e le élite conservatrici controllano anche istituzioni chiave come la Commissione elettorale, la Commissione anti-corruzione e soprattutto la Corte costituzionale, protagonista della scena politica con sentenze controverse: la destituzione di primi ministri, lo scioglimento di partiti di governo e la dissoluzione dei partiti riformisti che avevano vinto fra i giovani alle elezioni del 2019 e del 2023.
Il sovrano è Vajiralongkorn, Rama X, in carica dal 13 ottobre 2016. Il Paese è diviso in 76 province, cui si aggiunge Bangkok, che dal 1975 ha uno statuto speciale di metropoli ed è amministrata allo stesso livello delle province.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale5.676.648 abitanti
Tailandia

1.198.000 abitanti
Distretto di Mueang Chiang Mai

119.532 abitanti
Distretto di Bang Lamung

134.440 abitanti
Distretto di Mueang Nakhon Ratchasima

52.940 abitanti
Distretto di Phra Nakhon Si Ayutthaya

77.610 abitanti
Distretto di Mueang Phuket

130.274 abitanti
Udǭnthānī

255.671 abitanti
Distretto di Mueang Nonthaburi

159.130 abitanti
Distretto di Hat Yai

130.703 abitanti
Amphoe Mueang Surat Thani

115.928 abitanti
Khǭnkǣn

437.350 abitanti
Tailandia
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La Thailandia è un Paese di foreste, praterie con arbusti e zone umide paludose costellate di loti e ninfee. Dalla metà del XX secolo però la superficie forestale è scesa da oltre la metà del territorio a meno di un terzo, per l’apertura di terreni agricoli, lo sfruttamento eccessivo del legname e la cattiva gestione delle risorse. Le foreste sono fatte soprattutto di essenze dure come il teak, sfruttate per il legname e per la resina, accanto a palme, rattan e felci.
La deforestazione rapida e la domanda di animali esotici hanno avuto effetti gravissimi sulla fauna: rinoceronti e tapiri, un tempo diffusi in molte parti del Paese, sono quasi scomparsi, come le mandrie di elefanti selvatici, i gibboni e alcune specie di scimmie e di uccelli. Anche i pesci, i gamberi e i granchi, un tempo abbondantissimi, sono crollati per la pesca eccessiva: gran parte di quelli venduti nei mercati viene da allevamenti.
Nel 1985 la Thailandia ha destinato il venticinque per cento della propria superficie alla protezione delle foreste e il quindici per cento alla produzione di legname. Fra i siti naturali riconosciuti patrimonio dell’umanità ci sono i santuari della vita selvatica di Thungyai e Huai Kha Khaeng, il complesso forestale di Dong Phayayen-Khao Yai e quello di Kaeng Krachan.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 2.172 km²

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Superficie 2.915 km²

Parco nazionale
Superficie 98 km²

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Superficie 739 km²

Parco nazionale
Superficie 550 km²

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Superficie 102 km²

Parco nazionale
Superficie 401 km²

Parco nazionale
Superficie 262 km²

Parco nazionale
Superficie 4.824 km²

Parco nazionale
Superficie 969 km²

Parco nazionale
Superficie 594 km²

Parco nazionale
Superficie 130 km²
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Montagna
Altezza 1.813 m
Montagna
Altezza 2.565 m
Montagna
Altezza 753 m

Montagna
Altezza 2.183 m

Montagna
Altezza 2.187 m

Montagna
Altezza 1.276 m

Montagna
Altezza 1.167 m
Montagna
Altezza 2.120 m

Montagna
Altezza 1.676 m

Montagna
Altezza 2.565 m

Montagna
Altezza 1.794 m

Montagna
Altezza 624 m
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La cucina thailandese mescola elementi delle tradizioni del Sud-est asiatico e punta su piatti leggeri con forti componenti aromatiche. Il dettaglio e la varietà contano moltissimo, e il principio fondamentale è l’equilibrio fra i quattro sapori di base — aspro, dolce, salato e amaro — in ogni piatto o almeno nel pasto nel suo insieme.
Alla base c’è il riso, che ha un ruolo centrale nella cultura del Paese: in thailandese «mangiare» si dice kin khao, che letteralmente significa «mangiare riso». L’altro pilastro è il pesce. I sapori vengono dalle spezie e dalle erbe, in particolare il basilico sacro, il basilico thai e il peperoncino thai, accanto ad aglio, scalogno, citronella, pandano e taro.
Il piatto thailandese più famoso nel mondo è il pad thai, pasta di riso saltata in padella e condita in molti modi diversi.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Il rispetto per gli anziani e per chi ha una posizione sociale più alta è un pilastro della cultura thailandese e si riflette in un sistema complesso di forme di cortesia. Il saluto tradizionale è il wai, che di norma offre per primo chi è più giovane o di rango inferiore. Fra i tabù ci sono toccare la testa di qualcuno o indicare con i piedi: la testa è considerata la parte più sacra del corpo, il piede la più bassa.
Accanto alle danze popolari, la Thailandia ha due grandi forme di teatro-danza classico, il khon e il lakhon nai, nati nelle corti reali e poi filtrati nel likay, il teatro danzato popolare. Danze rituali come il ram muay e il wai khru si eseguono prima degli incontri di muay thai come omaggio ai maestri.
Nel folclore sono tipici i Kiṃnara, creature mitologiche metà uomini e metà uccelli. Il rispetto per la monarchia è profondissimo, tanto che ogni proiezione cinematografica è preceduta dall’inno nazionale, che il pubblico ascolta in piedi.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it), Thailand (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Fra gli strumenti tipici ci sono il sueng, un cordofono originario della Thailandia, e il khèn, uno strumento a fiato ad ancia libera tipico della tradizione rurale del Laos e del nord-est thailandese.
Una delle interpreti più amate è stata Pumpuang Duangjan, ricordata per i testi che raccontano la condizione dei poveri nelle campagne. Fra gli artisti pop di fama internazionale ci sono Tata Young e Lalisa Manobal.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cultura siamese raffinata fiorì nei regni di Sukhothai e soprattutto di Ayutthaya, risentendo delle arti indiane e khmer; l’architettura tradizionale locale si sviluppò lungo questa linea fino all’assimilazione della cultura occidentale nel XIX secolo.
Restano a testimoniarlo i siti riconosciuti dall’UNESCO: la città storica di Ayutthaya e quella di Sukhothai, entrambe iscritte nel 1991, e il sito archeologico di Ban Chiang, iscritto nel 1992.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Verso la fine del XVIII secolo si afferma l’epica nazionale thailandese del Ramakien, la «gloria di Rama». La produzione letteraria nasce nel XIV secolo e raggiunge il suo culmine nell’Ottocento con la poesia, il cui autore più celebre è Sunthorn Phu; la prosa si sviluppa invece nel XX secolo, allargando i temi ben oltre il repertorio popolare.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel 2010 Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, del regista Apichatpong Weerasethakul, è diventato il primo film prodotto nel Sud-est asiatico a vincere la Palma d’oro al Festival di Cannes. L’attore thailandese più conosciuto nel mondo è Tony Jaa, protagonista di film di arti marziali come Ong-Bak.
In patria sono popolarissimi i film horror, e le serie televisive thailandesi, chiamate lakorn, hanno conquistato tutto il Sud-est asiatico e sono arrivate nel resto del mondo attraverso le piattaforme di streaming.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport nazionale è la muay thai, l’arte marziale che discende dall’antica muay boran sviluppatasi ai tempi di re Naresuan nel XVI secolo; ha assunto la forma odierna verso la metà del XVIII secolo ed è oggi praticata in tutto il mondo. Fra i campioni thailandesi c’è Buakaw Banchamek, più volte campione del mondo.
Il calcio è diventato popolarissimo, soprattutto fra i giovani, e la nazionale è una delle più forti del Sud-est asiatico. Fra gli sport tradizionali c’è il takraw, una specie di footvolley in cui una piccola palla di rattan può essere toccata con tutto il corpo tranne che con braccia e mani: le squadre thailandesi hanno vinto le prime due Coppe del mondo, nel 2011 e nel 2017, sia fra gli uomini sia fra le donne.
Nel badminton si è distinta Ratchanok Intanon, campionessa del mondo in singolare nel 2013, e nel tennis Paradorn Srichaphan, entrato fra i primi dieci del ranking mondiale nel 2003. La prima medaglia olimpica thailandese fu il bronzo nel pugilato di Payao Poontarat a Montréal 1976, il primo oro quello di Somluck Kamsing ad Atlanta 1996; il Paese ha vinto titoli olimpici anche nel sollevamento pesi e nel taekwondo, dove Panipak Wongpattanakit ha trionfato a Tokyo e poi a Parigi.
Sintesi · Fonte: Thailandia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Iscritto nel 1991

Iscritto nel 2005

Iscritto nel 1992

Iscritto nel 1991


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Iscritto nel 2023

Iscritto nel 2026
Iscritto nel 2024
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Lingua
«Thailandia» traduce Prathet Thai, «terra dei thai»: e nella lingua thailandese thai significa «libero».
Fonte: Thailandia (Wikipedia, it)
Lingua
Il Paese si è chiamato ufficialmente Siam fino al 1939 e di nuovo dal 1945 al 1949.
Fonte: Thailandia (Wikipedia, it)
Storia
Il cambio di nome da Siam a Thailandia fu voluto dai militari nazionalisti, che vedevano di cattivo occhio la provenienza cinese del nome Siam.
Fonte: Thailandia (Wikipedia, it)
Storia
La Thailandia è l’unico Paese della regione a non essere mai stato colonizzato: Birmania, Laos, Cambogia e Malaysia lo furono tutti.
Fonte: Thailandia (Wikipedia, it)
Geografia
Il rilievo più alto della Thailandia è il Doi Inthanon, con 2576 metri.
Fonte: Thailandia (Wikipedia, it)
Geografia
L’istmo di Kra è il punto più stretto della lunga penisola su cui si allunga la Thailandia del Sud.
Fonte: Thailandia (Wikipedia, it)
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