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CapitaleN’Djamena
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Il Ciad, ufficialmente Repubblica del Ciad, è uno Stato dell’Africa centrale che confina a nord con la Libia, a est con il Sudan, a sud-ovest con Camerun e Nigeria, a ovest con il Niger e a sud con la Repubblica Centrafricana; ha una superficie di 1.284.000 km² e una popolazione di 16.877.357 abitanti, per una densità di 8,9 abitanti per km².
Il Paese è costituito da diverse regioni climatiche: una zona desertica a nord, un’arida cintura saheliana al centro, mentre il sud è caratterizzato da una più fertile savana sudanese; il lago Ciad, da cui il paese prende il nome, è la seconda zona umida più grande dell’Africa.
La capitale N’Djamena è anche la città più estesa e popolosa del paese; le lingue ufficiali sono l’arabo e il francese e sono presenti oltre 200 diversi gruppi etnici e linguistici.
Il Ciad rimane un paese tormentato dalla violenza politica e dai ricorrenti tentativi di colpo di Stato: è uno dei paesi meno sviluppati, classificato tra i più bassi in termini di Indice di sviluppo umano, e la maggior parte dei suoi abitanti è costituita da pastori e agricoltori di sussistenza.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Ciad è uno Stato senza sbocco al mare che abbraccia l’Africa centro-settentrionale: copre un’area compresa tra le latitudini 7° e 24° nord e tra le longitudini 13° e 24° est ed è il ventesimo Paese più grande del mondo, leggermente più piccolo del Perù e leggermente più grande del Sudafrica.
La capitale dista 1060 chilometri dal porto più vicino, Douala, in Camerun: a causa della distanza dal mare e del clima prevalentemente desertico, il Ciad viene talvolta definito, in senso climatico, il cuore morto dell’Africa.
Il territorio è costituito da un ampio bacino delimitato a nord e a est dall’altopiano dell’Ennedi e dai monti Tibesti, che comprendono l’Emi Koussi, un vulcano dormiente che raggiunge i 3414 metri sul livello del mare.
Il lago Ciad è ciò che resta di un immenso bacino lacustre che 7.000 anni fa si estendeva per 330000 chilometri quadrati: nel XXI secolo copre solo 17806 chilometri quadrati e la sua superficie è soggetta a forti fluttuazioni stagionali. I principali fiumi del Paese, il Chari, il Logone e i loro affluenti, scorrono attraverso le savane meridionali da sud-est verso il lago.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ogni anno il fronte intertropicale attraversa il Ciad da sud a nord, portando una stagione delle piogge che dura da maggio a ottobre nelle zone meridionali e da giugno a settembre nel Sahel.
Le variazioni delle precipitazioni locali creano tre grandi zone geografiche: il Sahara, che costituisce la fascia più settentrionale, dove le precipitazioni annuali sono inferiori a 50 millimetri e sopravvivono solo occasionali palmeti spontanei, tutti ubicati a sud del Tropico del Cancro.
Il Sahel costituisce la fascia centrale, con precipitazioni che variano da 300 a 600 mm all’anno e una vegetazione prevalentemente costituita da cespugli spinosi, in particolare acacie.
Nella savana sudanese orientale le precipitazioni annue sono invece superiori a 900 mm.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1960
VII millennio a.C.
Le condizioni climatiche e ambientali nella metà settentrionale del territorio ciadiano erano tali da favorire l’insediamento umano, per cui la popolazione aumentò considerevolmente.
5000 a.C.
Il lago Ciad è ciò che resta di un immenso bacino lacustre che 7.000 anni fa si estendeva per 330000 chilometri quadrati.
2000 a.C.
Alcuni dei più importanti siti archeologici africani si trovano in Ciad, principalmente nella regione di Borkou-Ennedi-Tibesti, e alcuni risalgono a periodi anteriori a quest’epoca.
I millennio
Per più di duemila anni il bacino del Ciad fu abitato da popolazioni sedentarie a vocazione agricola: la regione divenne così un crocevia di civiltà, la prima delle quali fu la civiltà dei Sao.
IX secolo
I Sao caddero sotto l’Impero di Kanem, il primo e più longevo degli imperi che si svilupparono nella fascia saheliana del Ciad: nell’Impero circa un terzo della popolazione era costituito da schiavi.
XVI–XVII secolo
Emersero altri due imperi della regione, il Sultanato di Bagirmi e l’Impero di Ouaddai: il potere di Kanem e dei suoi successori si basava sul controllo delle rotte commerciali trans-sahariane.
1900
L’espansione coloniale francese portò alla creazione del Territoire Militaire des Pays et Protectorats du Tchad.
1920
La Francia si era assicurata il pieno controllo della colonia, che fu incorporata come parte dell’Africa Equatoriale Francese; il dominio francese fu caratterizzato dall’assenza di politiche mirate a unificare il territorio e da una modernizzazione molto più lenta rispetto ad altre colonie.
1929
La produzione di cotone grezzo fu introdotta su larga scala nella colonia.
1960
Il Ciad ottenne l’indipendenza l’11 agosto con il leader del Partito Progressista Ciadiano, François Tombalbaye, di etnia Sara, in qualità di primo presidente; il 20 settembre dello stesso anno entrò a far parte dell’ONU.
1962
Tombalbaye bandì i partiti di opposizione e istituì un sistema monopartitico: il suo governo autocratico e la cattiva gestione della cosa pubblica esacerbarono le tensioni interetniche.
1964
Si formò il gruppo musicale che ha dato il via alla scena musicale moderna del Ciad.
1965
I musulmani del nord, guidati dal Fronte di Liberazione Nazionale del Ciad, si ribellarono, scatenando una guerra civile.
1975
Tombalbaye fu rovesciato in un colpo di Stato e ucciso; nonostante ciò l’insurrezione continuò.
1978
La Libia invase il Paese, portando a un conflitto che si sarebbe interrotto solo nel 1987.
1979
Le fazioni ribelli guidate da Hissène Habré conquistarono la capitale, provocando il collasso di tutte le istituzioni statali e ponendo fine all’egemonia del sud; fazioni armate iniziarono poi a contendersi il potere.
1987
L’intervento libico si concluse con un’ampia sconfitta: il presidente appoggiato dalla Francia, Hissène Habré, evocò una mobilitazione dei ciadiani mai vista prima, costringendo l’esercito libico a ritirarsi dal suolo ciadiano, con l’intervento militare francese dell’Operazione Épervier.
1990
Il generale Idriss Déby rovesciò il governo di Habré, che aveva consolidato la sua dittatura grazie a un sistema di potere basato sulla corruzione e sulla violenza.
1991
Con il sostegno francese fu avviata una modernizzazione dell’esercito nazionale del Ciad.
1992
In quell’anno furono legalizzati i partiti di opposizione: fino ad allora il Movimento patriottico di salvezza di Déby era stato l’unico partito legale.
1996
I ciadiani approvarono una nuova costituzione tramite referendum e Déby vinse facilmente le elezioni presidenziali, ottenendo poi un secondo mandato cinque anni più tardi.
2003
La produzione di petrolio è iniziata con il completamento dell’oleodotto verso il Camerun; dallo stesso anno la crisi del Darfur nel confinante Sudan portò a una destabilizzazione anche del Ciad, e 230.000 rifugiati sudanesi sono fuggiti verso il Ciad orientale. Ahmat Taboye pubblicò l’Anthologie de la littérature tchadienne.
2005
Con la modifica della costituzione per rimuovere il limite di due mandati presidenziali scoppiò una nuova guerra civile; Habré fu posto agli arresti domiciliari in Senegal.
2006
Le elezioni, boicottate dall’opposizione, permisero a Déby di ottenere un terzo mandato: da allora la violenza etnica nel Ciad orientale è progressivamente aumentata, e nello stesso anno le forze ribelli tentarono senza successo di impadronirsi della capitale. Nel gennaio la Banca Mondiale sospese il programma di prestiti e il 14 luglio firmò con il Ciad un memorandum d’intesa. Il film Daratt di Haroun vinse il Gran Premio Speciale della Giuria a Venezia.
2008
Le forze ribelli tentarono nuovamente di impadronirsi della capitale con la forza, senza successo.
2010
Un accordo per il ripristino della pace tra Ciad e Sudan, firmato il 15 gennaio, segnò la fine di una guerra quinquennale tra i due Stati: la frontiera fu riaperta dopo sette anni, con il dispiegamento di forze congiunte. Il film A Screaming Man di Haroun vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes.
2013
Nel maggio le forze di sicurezza sventarono un colpo di stato contro il presidente Idriss Déby; nello stesso anno Habré fu formalmente accusato di crimini di guerra commessi durante la sua presidenza.
2015
Secondo le proiezioni dell’agenzia statistica nazionale, la popolazione media del paese era pari a 13.670.084 abitanti.
2016
Nel maggio Hissène Habré fu condannato all’ergastolo, riconosciuto colpevole di violazioni dei diritti umani, tra cui stupro, schiavitù sessuale e l’assassinio di circa 40.000 persone.
2017
È stato adottato un nuovo codice penale che criminalizza i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, punibili con la reclusione e pene pecuniarie.
2021
Il 20 aprile l’esercito annunciò la morte di Idriss Déby, ucciso dai ribelli del Front pour l’alternance et la concorde au Tchad: suo figlio, il generale Mahamat Idriss Déby, fu nominato presidente ad interim da un consiglio di transizione composto da ufficiali militari, che ha sostituito la costituzione con un nuovo statuto.
2023
La costituzione di quell’anno, riprendendo quella del 2018, prevede due livelli di collettività amministrative, le province e i comuni, più il livello intermedio dei dipartimenti.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo le proiezioni dell’agenzia statistica nazionale, nel 2015 la popolazione media del paese era pari a 13.670.084 abitanti, di cui 3.212.470 residenti in aree urbane e 10.457.614 in aree rurali; l’età media è bassa, perché si stima che il 47% degli abitanti abbia meno di 15 anni, e l’aspettativa di vita è di 52 anni.
La popolazione è geograficamente distribuita in modo non uniforme: la densità è di 0,1 abitanti per km² nella regione sahariana di Borkou-Ennedi-Tibesti, ma è pari a 52,4 nella regione del Logone Occidentale, e circa la metà della popolazione vive nel quinto meridionale del territorio.
All’interno del Ciad sono presenti più di 200 distinti gruppi etnici: nel sud risiedono popolazioni sedentarie come i Sara, che costituiscono il principale gruppo etnico della nazione, nel Sahel convivono popolazioni sedentarie e nomadi come gli arabi, secondo grande gruppo etnico del Paese, e il nord è abitato da nomadi, per lo più Tebu.
La vita urbana è concentrata nella capitale, la cui popolazione è per lo più dedita al commercio; tra le altre grandi città si annoverano Sarh, Moundou, Abéché e Doba, notevolmente più piccole ma in rapida crescita in termini di popolazione e di economia.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli idiomi ufficiali del Ciad sono l’arabo e il francese.
Nel Paese sono comunemente parlati più di cento lingue e dialetti.
Grazie all’importante ruolo svolto dai commercianti arabi itineranti e dai mercanti stanziali nelle comunità locali, l’arabo ciadiano è usato come lingua franca.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dal punto di vista religioso il Ciad è molto diversificato: secondo stime del 2010 il 52-58% della popolazione è musulmana, mentre il 39-44% è cristiana; il 22% della popolazione è cattolico mentre il 17% si dichiara protestante.
Tra i musulmani il 48% si professa sunnita, il 21% sciita, il 4% ahmadi e il 23% non si identifica in alcuna di queste denominazioni; la maggioranza dei musulmani aderisce al sufismo, la cui espressione più comune è il Tijaniyah, un ordine seguito dal 35% dei musulmani ciadiani che incorpora alcuni elementi religiosi locali.
I musulmani sono in gran parte concentrati nel Ciad settentrionale e orientale, mentre animisti e cristiani vivono principalmente nel Ciad meridionale e nella regione di Guéra; la costituzione prevede la laicità dello Stato e garantisce la libertà religiosa, e le varie comunità religiose generalmente coesistono senza tensioni.
Il cristianesimo fu introdotto in Ciad con i missionari francesi e americani e, come l’Islam ciadiano, è caratterizzato da un sincretismo con le forme religiose precristiane; i cattolici romani rappresentano la più grande denominazione cristiana del paese.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dal 2003 il petrolio greggio costituisce la principale fonte di guadagni del paese in termini di esportazioni, soppiantando l’industria tradizionale del cotone: la produzione è iniziata con il completamento di un oleodotto, finanziato in parte dalla Banca Mondiale, che collega i giacimenti meridionali ai terminali della costa atlantica del Camerun.
Un consorzio guidato da ExxonMobil ha investito 3,7 miliardi di dollari per lo sviluppo delle riserve petrolifere nel sud del Ciad, stimate in un miliardo di barili; come condizione per il finanziamento la Banca Mondiale aveva insistito affinché l’80% delle entrate dall’industria estrattiva fosse speso in progetti di sviluppo.
L’allevamento è praticato in forma estensiva soprattutto nelle zone pastorali settentrionali e agropastorali al sud, e riguarda principalmente i piccoli ruminanti, i bovini, i cammelli e il pollame; le foreste si estendono su 11,4 milioni di ettari e coprono il 9% del territorio, fornendo legna da ardere, che è la principale fonte di energia disponibile, e gomma arabica.
La pesca si esercita in un complesso fluviale e lacustre esteso 93.000 km², nel quale vivono circa 177 specie ittiche, 27 delle quali oggetto di sfruttamento commerciale: l’89% del pescato è trasformato artigianalmente e il 44% della produzione è esportato nella regione. Il Paese esporta cotone, pellame, arachidi e gomma arabica, mentre importa cereali, latte in polvere, farine e zucchero.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La costituzione del Ciad prevede un forte potere esecutivo guidato da un presidente che domina il sistema politico: il presidente ha il potere di nominare il primo ministro e il governo ed esercita una notevole influenza sulle nomine di giudici, generali, funzionari provinciali e capi delle società parastatali.
Il presidente è eletto direttamente dal popolo e il suo mandato ha una durata di cinque anni; nel 2005 sono stati rimossi i limiti costituzionali del mandato, consentendo a un presidente di rimanere al potere oltre il precedente limite di due mandati.
L’Assemblea nazionale detiene il potere legislativo ed è composta da 155 membri eletti per quattro anni, che si riuniscono tre volte all’anno; il sistema giuridico si basa sul diritto civile francese e sul diritto consuetudinario ciadiano, laddove quest’ultimo non interferisca con l’ordine pubblico o le garanzie costituzionali.
La costituzione del 2023, riprendendo quella del 2018, prevede due livelli di collettività amministrative, le province e i comuni, più un livello intermedio, i dipartimenti: le province sono 23, i dipartimenti 107 e i comuni 377. Fino alla legalizzazione dei partiti di opposizione nel 1992 il Movimento patriottico di salvezza era l’unico partito legale, mentre da allora sono ufficialmente attivi 78 partiti politici.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale1.092.066 abitanti
Ciad

142.462 abitanti
Dipartimento di Lac Wey

76.492 abitanti
Dipartimento di Ouara

108.061 abitanti
Dipartimento di Barh Köh
39.852 abitanti
Dipartimento di Mandoul Orientale

19.004 abitanti
Dipartimento di Kanem

27.770 abitanti
Dipartimento di Mayo-Boneye

20.695 abitanti
Dipartimento di Batha Occidentale
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Il Ciad ospita sei ecoregioni terrestri: la savana sudanese orientale, la savana ad acacia del Sahel, la savana inondabile del lago Ciad, le boscaglie xerofile montane del Sahara orientale, la steppa e boscaglie del Sahara meridionale e le boscaglie xerofile montane del Tibesti-Jebel Uweinat.
La flora comprende circa 1.600 specie di piante vascolari: tra le più significative si possono citare l’Acacia senegal, utilizzata per l’estrazione della gomma arabica, la Balanites aegyptiaca, nota anche come dattero del deserto, e la Parkia biglobosa, i cui frutti e semi hanno un largo impiego nella cucina tradizionale.
Nei parchi e nelle aree protette del sud, come il Parco nazionale di Zakouma, vivono elefanti africani, bufali, leoni, leopardi, iene macchiate e numerose specie di antilopi, mentre le regioni settentrionali e centrali ospitano animali più adattati alla scarsità d’acqua, come la gazzella dorcade e il lupo africano.
Sono state censite oltre 500 specie di uccelli e il bacino del Lago Ciad ospita circa 120 specie di pesci d’acqua dolce; la biodiversità è oggi minacciata dal degrado degli habitat, dalla desertificazione, dalla pressione demografica, dal bracconaggio e dalle ripercussioni dei conflitti armati.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 3.000 km²
Parco nazionale
Superficie 1.140 km²
Parco nazionale
Parco nazionale
Superficie 3.000 km²
Parco nazionale
Superficie 735 km²

Parco nazionale
Superficie 4.643 km²
Il miglio è l’alimento base della cucina ciadiana: è usato per produrre palline di pasta che vengono immerse nelle salse, e nel nord del paese questo piatto è conosciuto come alysh, mentre nel sud è noto come biya.
Il pesce è un alimento diffuso, generalmente preparato e venduto come salanga, cioè Alestes e Hydrocynus essiccati al sole e leggermente affumicati, o come banda, pesce grosso affumicato.
Il carcaje è un popolare tè rosso dolce estratto dalle foglie di ibisco; fra i pani tradizionali della regione si trova anche la kisra.
Le bevande alcoliche, sebbene assenti nel nord, sono diffuse nel sud, dove le persone consumano una birra a base di miglio nota come billi-billi quando prodotta dal miglio rosso e come coshate quando dal miglio bianco.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Grazie alla grande varietà di etnie e lingue, il Ciad possiede un ricco patrimonio culturale.
L’amministrazione coloniale e i governi indipendenti hanno tentato di costruire un’identità nazionale, ma per la maggior parte dei ciadiani la società locale o regionale rimane di gran lunga più importante.
La poligamia è una pratica comune ed è regolata dalla legge, che la consente automaticamente a meno che i coniugi non specifichino che questa è inaccettabile al momento del matrimonio.
La lotta libera è praticata in una forma in cui i lottatori indossano le tradizionali pelli di animali ricoprendosi di polvere.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Durante l’anno nel Ciad vengono osservate sei festività nazionali.
Le festività mobili includono la festa cristiana del lunedì dell’Angelo e le festività musulmane di Eid ul-Fitr, Eid ul-Adha e Eid Milad Nnabi.
La ricorrenza nazionale è l’11 agosto, Jour de l’Indépendance, in cui si celebra l’indipendenza dalla Francia ottenuta nel 1960.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La tradizione musicale del Ciad comprende una serie di strumenti come il kinde, una sorta di arpa, il kakaki, un lungo corno di latta, e l’hu hu, uno strumento a corde che usa le zucche a fiasco come cassa di risonanza.
Altri strumenti sono più legati a specifiche etnie: i Sara prediligono fischietti, balafon, arpe e tamburi kodjo, mentre i Kanembu combinano i suoni dei tamburi con quelli di strumenti simili a flauti.
Il gruppo musicale Chari Jazz, formatosi nel 1964, ha dato il via alla scena musicale moderna del Ciad; in seguito gruppi più rinomati come African Melody e International Challal hanno tentato di mescolare modernità e tradizione, mentre gruppi popolari come il Tibesti si sono basati sul sai, uno stile musicale tradizionale del Ciad meridionale.
Tra i cantanti ciadiani spicca Abdoulaye Nderguet, soprannominato L’usignolo del Ciad; la pirateria e la mancanza di tutele legali per i diritti d’autore costituiscono serie problematiche per l’ulteriore sviluppo dell’industria musicale ciadiana.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Come in altri paesi del Sahel, la letteratura in Ciad è dominata da temi di oppressione politica e discorso storico, trattati da parte di autori spesso in esilio politico o in rifugio all’estero.
Dal 1962 venti autori ciadiani hanno scritto circa sessanta opere di narrativa: tra gli scrittori più famosi a livello internazionale ci sono Joseph Brahim Seïd, Baba Moustapha, Antoine Bangui e Koulsy Lamko.
Nel 2003 l’unico critico letterario del Ciad, Ahmat Taboye, ha pubblicato la sua Anthologie de la littérature tchadienne per approfondire la conoscenza della letteratura ciadiana a livello internazionale e per sopperire alla mancanza di case editrici nel proprio paese.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sviluppo di un’industria cinematografica, iniziata con i cortometraggi di Edouard Sailly negli anni sessanta, è stato ostacolato dalle devastazioni delle guerre civili e dalla mancanza di sale cinematografiche: ne esiste solo una in tutto il paese, il Normandie a N’Djamena.
L’industria del cinema ha ripreso a crescere negli anni novanta, con il lavoro dei registi Mahamat-Saleh Haroun, Issa Serge Coelo e Abakar Chene Massar.
Il film di Haroun Abouna è stato acclamato dalla critica e il suo Daratt ha vinto il Gran Premio Speciale della Giuria alla 63ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia; il lungometraggio del 2010 A Screaming Man ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes, rendendo Haroun il primo regista ciadiano a partecipare e a vincere tale premio.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è lo sport più popolare in Ciad.
La squadra nazionale del paese è molto seguita durante le competizioni internazionali e diversi calciatori ciadiani hanno giocato per le squadre di club francesi.
Molto diffusi sono il basket e la lotta libera, quest’ultima praticata in una forma in cui i lottatori indossano le tradizionali pelli di animali ricoprendosi di polvere.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il Ciad prende il nome dal lago Ciad, che a sua volta prende il nome dalla parola kanuri per lago.
Fonte: Ciad (Wikipedia, it)
Lingua
A causa della distanza dal mare e del clima prevalentemente desertico, il Ciad viene talvolta definito, in senso climatico, il cuore morto dell’Africa.
Fonte: Ciad (Wikipedia, it)
Record
Il Ciad è il ventesimo Paese più grande del mondo, leggermente più piccolo del Perù e leggermente più grande del Sudafrica.
Fonte: Ciad (Wikipedia, it)
Record
La capitale del Ciad dista 1060 chilometri dal porto più vicino, Douala, in Camerun.
Fonte: Ciad (Wikipedia, it)
Geografia
L’Emi Koussi, vulcano dormiente dei monti Tibesti, raggiunge i 3414 metri sul livello del mare.
Fonte: Ciad (Wikipedia, it)
Record
Il lago Ciad, che 7.000 anni fa si estendeva per 330000 chilometri quadrati, nel XXI secolo copre solo 17806 chilometri quadrati.
Fonte: Ciad (Wikipedia, it)
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Alcuni siti del Ciad sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui il massiccio dell’Ennedi e i laghi di Ounianga.
Alcuni dei più importanti siti archeologici africani si trovano in Ciad, principalmente nella regione di Borkou-Ennedi-Tibesti: alcuni risalgono a periodi anteriori al 2000 a.C.
Il Parco nazionale di Zakouma, gestito in collaborazione con l’organizzazione African Parks, ospita elefanti africani, bufali, leoni, leopardi e numerose specie di antilopi.
La rete stradale resta fortemente limitata e le strade sono spesso inagibili per diversi mesi all’anno; al 2013 sul territorio sono presenti 59 aeroporti, solo nove dei quali hanno piste asfaltate, e l’aeroporto internazionale di N’Djamena fornisce voli di linea verso Parigi e verso diverse destinazioni in Africa.
Sintesi · Fonte: Ciad (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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