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CapitaleAbuja
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La Nigeria, ufficialmente Repubblica Federale della Nigeria, è uno Stato federale dell’Africa occidentale: il più popoloso del continente africano e il sesto del mondo. Confina con il Benin a ovest, il Niger a nord, il Ciad a nord-est e il Camerun a est, e si affaccia sull’oceano Atlantico nel golfo di Guinea.
È uno Stato multinazionale abitato da oltre 250 gruppi etnici che parlano cinquecento lingue diverse, con un’ampia varietà di culture. I tre gruppi più numerosi sono gli Hausa, gli Yoruba e gli Igbo, che insieme costituiscono oltre il sessanta per cento della popolazione. La lingua ufficiale è l’inglese, la capitale è Abuja dal 1991 e la città più grande è Lagos.
La Nigeria ottenne l’indipendenza come federazione il 1º ottobre 1960. Dal 1967 al 1970 fu devastata dalla guerra civile, cui seguì una serie di dittature militari fino all’instaurarsi di una democrazia stabile nel 1999. Dal punto di vista religioso la popolazione si divide quasi in parti uguali fra cristiani e musulmani, con una quota che segue le religioni tradizionali africane.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio nigeriano ha una struttura piuttosto semplice: corrisponde a un antico piano le cui parti eminenti stanno nella sezione centro-settentrionale, dove affiorano su vaste superfici le formazioni cristalline dello zoccolo africano. Sono i resti di un antico rilievo spianato dall’erosione e ringiovanito nel Cenozoico, quando si definirono le depressioni che completano il quadro: quella meridionale affacciata alla costa, quella percorsa dal Niger, quella del suo affluente Benue e quella settentrionale, che rientra nel bacino del Ciad.
Le formazioni vulcaniche si concentrano nella sezione centrale, dove l’altopiano di Jos, con 1781 metri, è la parte più elevata del Paese insieme ai Monti Shebshi, che arrivano a 2042 metri. La morfologia è tipicamente africana, con profili maturi e aperti, rotti qua e là da antichi rilievi residuali, da isolate alture granitiche e da vecchie scarpate d’erosione. A nord le superfici sono estremamente piatte, con dune sabbiose fissate dalla vegetazione, mentre la fascia costiera, profonda in media 65 chilometri, è dominata dalla superficie deltizia del Niger.
Il Paese è diviso in tre grandi regioni dai fiumi Niger e Benue, che lo percorrono da nord-est a sud-ovest e confluiscono al centro, non lontano dalla capitale federale, nella regione chiamata Middle Belt; da lì scorrono uniti verso sud, fino a formare il delta del Niger sull’oceano Atlantico.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Più che dalla morfologia, la varietà degli ambienti nigeriani è determinata dal clima, che cambia da sud a nord secondo i ritmi stagionali alternati delle masse d’aria marittime e continentali: inverni asciutti ed estati piovose, con gli apporti umidi oceanici che si attenuano progressivamente verso nord. La fascia costiera, e in particolare la regione deltizia, ha invece un clima di tipo equatoriale.
La stagione delle piogge dura dai quattro ai sette mesi nella fascia centrale e circa sette mesi più a sud; le segue la lunga stagione asciutta legata all’anticiclone sahariano, che genera venti secchi e caratteristici come l’harmattan. Sulla costa equatoriale le piogge sono invece distribuite in modo omogeneo durante l’anno.
Le precipitazioni annue raggiungono i 2500 millimetri sulla costa, oscillano fra mille e millecinquecento nella fascia intermedia e scendono da mille a cinquecento verso nord. Le temperature passano dalle medie equatoriali di 25-26 °C della costa ai 26-30 °C delle zone intermedie, fino al nord, dove ai massimi di 38-41 °C si contrappongono medie minime di 13-16 °C, con i picchi registrati in aprile, all’imminenza della stagione delle piogge.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1963
12000 a.C.
Il territorio nigeriano è abitato almeno dal dodicesimo millennio avanti Cristo, storicamente diviso fra etnie e realtà politiche distinte.
500 a.C. – 200 d.C.
L’arte di Nok produsse le più antiche sculture in terracotta subsahariane conosciute: già così complesse da far ipotizzare agli studiosi l’esistenza di una fase culturale precedente.
IX–XI secolo
L’arte di Igbo-Ukwu raggiunse una grande padronanza della fusione a cera persa, producendo bronzi, vasi, catene di rame e perle vitree dalle decorazioni finissime.
XII secolo
Prese avvio la stagione artistica di Ife, una delle poche fra quelle africane a rappresentare la figura umana con grande realismo: la sua testa in bronzo più celebre sarebbe stata scoperta nel 1910.
XII–XVIII secolo
L’Impero di Kanem-Bornu, vicino al lago Ciad, dominò la Nigeria settentrionale per oltre seicento anni, prosperando come terminale del commercio nord-sud fra i berberi dell’Africa del Nord e le popolazioni delle foreste.
XIV–XVIII secolo
Il regno del Benin produsse innumerevoli sculture in avorio e bronzo, oggi nei musei di tutto il mondo: era un’arte regale, perché solo il re poteva commissionare i bronzi.
XV–XVII secolo
I regni di Oyo nel sud-ovest e del Benin nel sud-est svilupparono elaborati sistemi di organizzazione politica.
XVII–XIX secolo
Viaggiatori e commercianti europei fondarono città portuali per alimentare la crescente tratta degli schiavi destinati alle Americhe; nel XIX secolo materie prime e prodotti finiti sostituirono quel commercio.
1804
Contro i costumi corrotti dei Fulani che controllavano gli Stati hausa si levò la predicazione di Usman dan Fodio, che riuscì a fondare un unico Stato hausa, lasciato alla sua morte diviso fra il fratello, con capitale Sokoto, e il figlio.
1886
Il governo del Regno Unito fondò la compagnia che avrebbe preparato il controllo coloniale della regione.
1901–1914
La Nigeria divenne protettorato britannico nel 1901 e colonia nel 1914.
1960
Il 1º ottobre la Nigeria ottenne la completa indipendenza come federazione di tre regioni, ciascuna con un ampio margine di autogoverno. La popolazione era allora di 41 milioni di abitanti.
1964
A Tokyo Nojim Maiyegun conquistò il bronzo nel pugilato, prima medaglia olimpica nigeriana.
1966
Due colpi di Stato consecutivi, messi in atto da gruppi diversi di ufficiali, portarono il Paese sotto il controllo dei militari; i leader del secondo golpe sostituirono i governi regionali con dodici governi statali.
1967–1970
Gli Igbo, gruppo dominante nella regione orientale, dichiararono l’indipendenza della Repubblica del Biafra: ne seguì una sanguinosa guerra civile, conclusa con la loro sconfitta.
1975–1979
Un colpo di Stato senza spargimento di sangue portò al potere Murtala Ramat Mohammed, che promise un rapido ritorno al governo civile; ucciso in un tentativo di golpe, gli successe Olusegun Obasanjo. Una nuova costituzione fu redatta nel 1977 e nel 1979 si tennero elezioni sostanzialmente democratiche.
1978
Venne adottato Arise O Compatriots come inno nazionale, al posto del precedente.
1983
Un colpo di Stato riportò la Nigeria sotto governo militare, istituendo il Consiglio Militare Supremo come organo di governo.
1986
Lo scrittore originario di Abeokuta divenne il primo africano di colore a vincere il Premio Nobel per la letteratura.
1991
La capitale federale venne trasferita da Lagos ad Abuja.
1992
La Nigeria divenne il primo Paese africano a superare i cento milioni di abitanti.
1993–1998
Dopo la cancellazione delle elezioni da parte del governo militare, il generale Sani Abacha prese il potere e lo tenne fino alla morte improvvisa, nel 1998.
1996
Ad Atlanta Chioma Ajunwa vinse il salto in lungo, prima medaglia d’oro olimpica per la Nigeria.
1999
Abdulsalami Abubakar riconfermò l’autorità della costituzione del 1979 e Olusegun Obasanjo venne eletto Presidente federale nelle prime elezioni libere dopo sedici anni.
2003
Il 27 settembre venne lanciato NigeriaSat-1, il primo satellite nigeriano; lo stesso anno Obasanjo fu riconfermato in elezioni turbolente.
2005
Secondo la FAO la Nigeria aveva quell’anno il tasso di deforestazione più alto del mondo: fra il 1990 e il 2005 aveva perso il 35,7 per cento della propria copertura forestale.
2006
Dal febbraio il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger compì diversi attacchi a oleodotti e installazioni petrolifere, culminati nel sequestro di tecnici anche stranieri.
2012
Una sentenza della Corte di Giustizia della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale stabilì che le compagnie petrolifere operanti nel Paese sono responsabili, con la copertura del governo, di gravi e ripetuti abusi ambientali nel delta del Niger.
2015–2023
Muhammadu Buhari fu eletto presidente nel 2015 e riconfermato nel 2019; nel maggio 2023 gli è succeduto Bola Tinubu.
2023
Con l’inaugurazione della grande raffineria la Nigeria ha cominciato a trasformarsi da esportatrice di petrolio greggio a esportatrice di carburanti e fertilizzanti.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it), Nigeria (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
La Nigeria è lo Stato più popoloso dell’Africa e il sesto del mondo: vi abita un sesto dell’intera popolazione africana. Nel 1960 gli abitanti erano 41 milioni; nel 1992 la Nigeria divenne il primo Paese africano a superare i cento milioni, e oggi ne conta oltre duecento. Ventiquattro città superano i centomila abitanti.
La grande varietà di lingue, costumi e tradizioni dei 250 gruppi etnici dà al Paese una ricchezza enorme. Il gruppo dominante nel nord è quello degli Hausa, in maggioranza musulmani, e il nord islamico, che per secoli ha avuto una storia del tutto scollegata dal sud, è chiamato in lingua hausa Arewa; gli Yoruba sono predominanti nel sud-ovest e gli Igbo nel sud-est, dove le popolazioni sono in maggioranza cristiane.
Yoruba, Hausa e Igbo formano i cosiddetti Grandi Tre, che hanno segnato la conflittualità politica di tutta la storia indipendente del Paese. La questione di fondo è la ripartizione delle risorse e dei poteri fra settentrione e mezzogiorno, e proprio l’allocazione ineguale delle risorse portò alla guerra del Biafra. Il tentativo di dare maggiore rappresentanza a ogni etnia ha portato dalle tre macroregioni dell’indipendenza agli attuali 36 Stati.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua di comunicazione fra persone di etnie diverse è l’inglese, prevalentemente in una versione africanizzata comunemente detta pidgin english.
Molti nigeriani, oltre alla lingua madre della propria etnia, ne conoscono almeno una seconda. Fra le cinquecento lingue del Paese, le nigeriane più parlate sono lo hausa, lo yoruba e l’igbo.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione nigeriana si divide quasi esattamente a metà: secondo stime recenti il 48,8 per cento aderisce all’islam, soprattutto sunnita, e il 49,3 per cento al cristianesimo, con i protestanti al 74,1 per cento dei cristiani e i cattolici al 24,8; l’1,9 per cento segue l’animismo e altre religioni.
La distribuzione segue la geografia etnica: gli Hausa-Fulani del nord sono in maggioranza musulmani, oltre metà degli Yoruba del sud-ovest è cristiana e circa un quarto musulmana, mentre gli Igbo del sud-est sono in grandissima maggioranza cristiani, con una prevalenza di cattolici di rito romano accanto ad anglicani, pentecostali e altri culti evangelici. I gruppi carismatici, e in particolare le chiese pentecostali, che raccolgono il diciotto per cento della popolazione, hanno un ruolo di primo piano.
Negli anni recenti si sono registrati frequenti scontri fra gruppi cristiani e musulmani, soprattutto nel nord del Paese, dove la legge islamica è stata introdotta nell’ordinamento di diversi Stati. Il gruppo terroristico Boko Haram ha colpito ripetutamente anche i musulmani, attaccando moschee e mercati affollati.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia nigeriana è la ventiseiesima del mondo per prodotto interno lordo nominale ed è la prima del continente africano. Nel 2014 l’istituto nazionale di statistica ha ristrutturato il proprio sistema di rilevazione, portando i settori analizzati da 33 a 46 e migliorando le stime sull’economia informale.
Nonostante la fama di grande esportatrice di petrolio, la Nigeria genera soltanto il 2,7 per cento della produzione mondiale, e il settore petrolifero vale appena il 14,4 per cento del prodotto interno lordo. A crescere è invece il terziario, arrivato al 52 per cento, trainato dai settori bancario, cinematografico e delle telecomunicazioni. L’agricoltura è scesa dal 35 al 22 per cento e il Paese, da esportatore netto di prodotti alimentari, è diventato importatore netto.
La Nigeria è oggi anche un polo tecnologico: cinque dei sette «unicorni» tecnologici africani hanno sede qui, poco meno di un terzo delle start-up del continente è nigeriano e il Paese rappresenta il 28 per cento di tutte le società fintech africane, avendo attratto circa il 36 per cento dei finanziamenti destinati al settore fra il 2020 e la prima metà del 2024. Lagos è il principale centro finanziario dell’Africa occidentale e centrale.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Nigeria è una repubblica federale presidenziale composta da 36 Stati più il Territorio della Capitale Federale di Abuja.
Dopo l’indipendenza del 1960 il Paese ha attraversato decenni di instabilità: due colpi di Stato nel 1966, la guerra del Biafra, il golpe incruento del 1975, il ritorno alle elezioni nel 1979, un nuovo colpo di Stato nel 1983 e la cancellazione delle elezioni del 1993 da parte del governo militare. Solo nel 1999 si sono tenute le prime elezioni libere dopo sedici anni.
Il lavoro della Commissione elettorale nigeriana è tuttora oggetto di critiche, in patria e all’estero, per la mancanza di trasparenza: le elezioni del 2007 furono definite dalle opposizioni «colossali brogli» e anche il voto del 2023, vinto da Bola Tinubu, è stato contestato dai principali partiti di opposizione, che hanno denunciato brogli massicci.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale1.693.400 abitanti
Territorio della Capitale Federale

15.070.000 abitanti
Lagos

4.348.000 abitanti
Kano

2.559.853 abitanti
Oyo

3.325.000 abitanti
Port-Harcourt

1.780.000 abitanti
Edo

791.200 abitanti
Maiduguri

888.924 abitanti
Ogun

821.618 abitanti
Plateau

760.084 abitanti
Kaduna

1.029.400 abitanti
Enugu

777.667 abitanti
Ilorin East

201.900 abitanti
Osun

427.760 abitanti
Sokoto

1.160.000 abitanti
Aba South
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La Nigeria è coperta da tre tipi di vegetazione: le foreste, dove la copertura arborea è significativa; le savane, con pochi alberi e molte erbe e fiori; e le terre montane, le meno diffuse, concentrate sui rilievi vicini al confine con il Camerun. Sia la zona forestale sia quella delle savane si dividono a loro volta in tre parti.
La porzione più meridionale della zona forestale, soprattutto attorno ai delta del Niger e del Cross River, è palude di mangrovie; più a nord si trova una palude d’acqua dolce, con una vegetazione diversa, e oltre ancora la foresta pluviale. Le tre categorie di savana sono il mosaico foresta-savana guineano, fatto di pianure di erba alta interrotte da alberi, che è il più diffuso del Paese, la savana sudanese, con erbe e alberi bassi, e la savana saheliana, un alternarsi di ciuffi d’erba e sabbia nel nord-est.
La pressione sull’ambiente è però enorme. Nel 2005 la Nigeria aveva il tasso di deforestazione più alto del mondo secondo la FAO: fra il 1990 e il 2000 aveva perso in media 409 700 ettari di foresta l’anno, e fra il 1990 e il 2005 il 35,7 per cento della propria copertura forestale. Il delta del Niger è una delle regioni più inquinate del pianeta a causa delle fuoriuscite di petrolio: la contaminazione di aria, suolo e acqua è citata come esempio di ecocidio.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, en), Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 2.244 km²

Parco nazionale
Superficie 5.340 km²

Parco nazionale
Superficie 7 km²

Parco nazionale
Superficie 4 km²
Parco nazionale
Superficie 3 km²

Parco nazionale
Superficie 2 km²
Parco nazionale
Superficie 19.712 km²

Parco nazionale
Superficie 1 km²
Parco nazionale
Superficie 829 km²
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La cucina nigeriana, come quella dell’Africa occidentale in generale, è conosciuta per la sua ricchezza e la sua varietà. Moltissime spezie, erbe e aromi vengono usati insieme all’olio di palma o a quello di arachide per creare salse e zuppe dal sapore profondo, spesso rese molto piccanti dal peperoncino.
I banchetti nigeriani sono sfarzosi e coloratissimi, mentre gli spuntini profumati dei mercati e delle strade, cotti alla brace o fritti nell’olio, sono abbondanti e vari: il suya, in particolare, si vende nelle aree urbane soprattutto di notte.
La cucina cambia molto a seconda del clima, delle regioni e dei gruppi etnici del Paese. Fra i piatti più diffusi ci sono il riso jollof, l’eba e l’amala, le zuppe di egusi e di ogbono e i dolcetti fritti chin chin.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, en), Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Piatto

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Il nome stesso del Paese è recente: il territorio, abitato almeno dal 12000 a.C. e storicamente diviso fra etnie e realtà politiche distinte, fu chiamato «Nigeria» nel suo insieme da Flora Shaw, futura moglie del barone Lugard, nel XIX secolo.
Il patrimonio culturale è quindi fatto di tradizioni distinte e antichissime: i regni di Ife e del Benin hanno lasciato prodotti artistici pregiatissimi in avorio, legno, bronzo e ottone, e gli Stati hausa, i regni di Oyo nel sud-ovest e il Benin nel sud-est svilupparono elaborati sistemi di organizzazione politica già fra il XV e il XVII secolo.
Anche l’architettura racconta questa vitalità: accanto a quella tradizionale ci sono architetti nigeriani noti, e la Nigeria è stata uno dei primi Paesi del continente africano a pubblicare una rivista di architettura.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Uno dei generi pop più noti di origine nigeriana e ghanese è l’afrobeat, i cui esponenti più importanti sono il musicista Fela Kuti e il batterista Tony Allen. Fra gli artisti contemporanei spicca Rema, entrato fra i cantanti più ascoltati al mondo sulle piattaforme di streaming.
La musica nigeriana contemporanea, l’Afrobeats, è una presenza fissa nelle classifiche internazionali e vince regolarmente premi.
L’inno nazionale, Arise O Compatriots, è stato adottato nel 1978 al posto del precedente: il testo è opera di cinque autori diversi e la musica fu composta dalla banda della polizia nigeriana.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’arte nigeriana si suddivide in fasi ben precise: Nok, Igbo-Ukwu, Ife, Tsoede e Benin. L’arte di Nok, databile fra il 500 a.C. e il 200 d.C., ha prodotto le più antiche sculture in terracotta subsahariane conosciute: sono già così complesse e sofisticate che gli studiosi ipotizzano una fase culturale precedente. Rappresentano soprattutto figure animali realistiche, ma anche scene di agricoltura, e hanno tratti riconoscibili come gli occhi e le sopracciglia a semicerchio e le orecchie collocate spesso dietro la testa.
L’arte di Igbo-Ukwu, fra il IX e l’XI secolo, dedicò grande impegno agli oggetti di bronzo realizzati con padronanza della fusione a cera persa, oltre che a vasi, catene di rame, braccialetti e perle vitree: la sua originalità più evidente sta nelle decorazioni superficiali, fatte di piccoli insetti o di sottili spirali. L’arte di Ife, iniziata nel XII secolo, è rappresentata emblematicamente dalla testa in bronzo scoperta nel 1910, ed è una delle poche arti africane a rappresentare la figura umana con grande realismo.
L’arte di Tsoede, dal XIII secolo, si distinse per i bronzi di figure maschili, femminili e animali, caratterizzati da asimmetria e proporzioni realistiche. L’arte Benin, dal XIV al XVIII secolo, produsse innumerevoli sculture in avorio e bronzo oggi conservate nei musei di tutto il mondo: fu un’arte regale, perché solo il re poteva commissionare le sculture di bronzo, e nel periodo di mezzo le colonne di legno del palazzo reale, che occupava quasi mezza città, furono impreziosite con placche bronzee raffiguranti scene di corte.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel XVIII secolo si distinse Olaudah Equiano, mercante e narratore del popolo Igbo, sostenitore del movimento britannico per porre fine alla tratta degli schiavi.
La letteratura nigeriana del XX secolo è spesso incentrata sui temi propri del Paese. Fra gli scrittori celebri c’è Chinua Achebe, uno dei padri della letteratura africana in lingua inglese, il cui capolavoro Il crollo, del 1958, è considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura africana; c’è Wole Soyinka, Premio Nobel per la letteratura nel 1986; e c’è Ben Okri, vincitore del Booker Prize nel 1991 con La via della fame.
Nella scena internazionale contemporanea si distingue Chimamanda Adichie, che nel 2005 ha vinto il Commonwealth Writers’ Prize per la categoria dedicata al miglior libro d’esordio con Ibisco viola.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Nigeria si producono film fin dagli anni sessanta, e grazie al digitale il settore è cresciuto enormemente: l’industria cinematografica del Paese, soprannominata «Nollywood», produce oggi tanti film quanti Hollywood e Bollywood.
Dal 2010 si registra una crescente attenzione verso produzioni di alta qualità: My Father’s Shadow di Akinola Davies Jr. ha vinto premi a Cannes e ai BAFTA nel 2025. Fra i film nigeriani più premiati in precedenza c’è 1 ottobre, vincitore nel 2014 dell’Africa International Film Festival e l’anno successivo di altri riconoscimenti continentali.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il calcio è uno degli sport più praticati in Nigeria. La nazionale è stata tre volte campione della Coppa d’Africa e il suo capocannoniere è Rashidi Yekini con 37 reti; fra i giocatori di livello internazionale ci sono Jay-Jay Okocha, inserito nella lista FIFA 100, Nwankwo Kanu, John Obi Mikel e Victor Osimhen.
Nel pugilato la Nigeria annovera Dick Tiger, campione mondiale dei pesi medi fra il 1962 e il 1966 e poi dei mediomassimi dal 1966 al 1968. Ai Giochi olimpici la prima medaglia fu il bronzo nel pugilato di Nojim Maiyegun a Tokyo 1964, mentre il primo oro arrivò nel salto in lungo con Chioma Ajunwa ad Atlanta 1996.
Fra gli altri sport praticati ci sono la pallacanestro, che ha avuto in Hakeem Olajuwon un campione assoluto, e il rugby; nelle arti marziali miste due nigeriani, Kamaru Usman e Israel Adesanya, hanno dominato rispettivamente le categorie welter e medi della principale organizzazione mondiale.
Sintesi · Fonte: Nigeria (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Record
La Nigeria è lo Stato più popoloso dell’Africa e il sesto del mondo: vi abita un sesto dell’intera popolazione africana.
Fonte: Nigeria (Wikipedia, it)
Record
In Nigeria convivono oltre 250 gruppi etnici che parlano cinquecento lingue diverse.
Fonte: Nigeria (Wikipedia, it)
Società
Yoruba, Hausa e Igbo formano i cosiddetti Grandi Tre e insieme costituiscono oltre il sessanta per cento della popolazione nigeriana.
Fonte: Nigeria (Wikipedia, it)
Storia
Il nome «Nigeria» fu dato al territorio nel suo insieme da Flora Shaw, futura moglie del barone Lugard, nel XIX secolo.
Fonte: Nigeria (Wikipedia, it)
Lingua
Il nord islamico della Nigeria, che per secoli ha avuto una storia del tutto scollegata dal sud, è chiamato in lingua hausa Arewa.
Fonte: Nigeria (Wikipedia, it)
Società
Il tentativo di dare rappresentanza a ogni etnia ha portato la Nigeria dalle tre macroregioni dell’indipendenza agli attuali 36 Stati.
Fonte: Nigeria (Wikipedia, it)
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