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Il Benin, ufficialmente Repubblica del Benin, è uno Stato dell’Africa occidentale, fino al 1975 conosciuto con il nome di Dahomey.
Si affaccia a sud sul golfo del Benin, dove la costa misura circa 120 km, confina a ovest con il Togo, a est con la Nigeria e a nord con il Burkina Faso e il Niger; la capitale è Porto-Novo, ma la sede del governo è Cotonou.
Il Benin è una repubblica presidenziale e la lingua ufficiale è il francese; lo Stato è membro dell’ECOWAS e dell’Unione africana.
È uno dei paesi meno sviluppati, con un’economia in gran parte basata sull’agricoltura e sull’esportazione di olio di palma e cotone.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Allungato tra il fiume Niger a nord e l’insenatura di Benin a sud, il Paese ha un’elevazione che non varia significativamente nelle differenti aree: la maggior parte della popolazione vive nelle pianure costiere meridionali, dove sono anche localizzate le maggiori città, mentre il nord è costituito principalmente da altopiani semi aridi e ricoperti da savana.
Il Benin ha una superficie di 112 622 chilometri quadrati, una popolazione di 7 413 000 abitanti e una densità di 66 abitanti per chilometro quadrato; si estende per una lunghezza di 700 km e per una larghezza di 120 km a sud e di circa 300 km a nord.
Le alture centrali costituiscono lo spartiacque tra i fiumi che scorrono da nord verso sud e si gettano nell’oceano, i più importanti dei quali sono il Couffo, lo Zou e l’Ouemé, quest’ultimo anche il fiume più importante del Paese, e quelli del nord, che sono affluenti di destra del fiume Niger; a causa del loro carattere irregolare nessun fiume è navigabile.
Dal 1999 il Benin è diviso in 12 dipartimenti, in precedenza 6, a loro volta suddivisi in 77 comuni, che ricomprendono più arrondissement.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima in Benin è caldo e umido.
Vi è una relativa scarsità di piogge, che si concentrano nelle due stagioni piovose, da aprile a luglio e da settembre a novembre.
D’inverno le notti possono essere piuttosto fresche, a causa dell’harmattan, un vento secco e polveroso.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
dipartimento di Alibori · dipartimento di Atakora · dipartimento dell'Atlantico · dipartimento di Borgou · dipartimento delle Colline · dipartimento di Donga · dipartimento di Kouffo · dipartimento del Litorale · dipartimento di Mono · dipartimento di Ouémé · dipartimento dell'Altopiano · dipartimento di Zou
Stato attuale dal 1960
XV secolo
Dal XV secolo i re oba fecero costruire una sfarzosa reggia impreziosita da tesori di legno e di bronzo, dando avvio alla fase di formazione dell’arte del Benin.
Tardo XV secolo
I colonizzatori portoghesi e gli olandesi giunsero nella regione, e i primi fondarono un forte a Ouidah, chiamato forte di São João Baptista de Ajudá.
XVII secolo
Il regno, governato da un Oba, si allargava oltre gli attuali confini, coprendo larga parte dell’Africa occidentale: era fortemente centralizzato e stabilì relazioni commerciali fondate sulla tratta degli schiavi con gli europei.
XVIII secolo
Il Dahomey incominciò a sfaldarsi, dando la possibilità ai francesi di prendere il controllo dell’area.
1892
I francesi presero il controllo dell’area.
1899
Il territorio entrò a far parte della colonia dell’Africa Occidentale Francese, ancora con il nome di Dahomey.
1938
Paul Hazoumé pubblicò il primo romanzo storico ambientato nell’attuale Benin, premiato l’anno successivo dall’Académie française per la qualità della lingua.
1958
Fu garantita l’autonomia come Repubblica del Dahomey.
1959
La bandiera del Benin venne originariamente adottata in quell’anno, per essere poi sostituita nel 1975.
1960
Il Paese ottenne la piena indipendenza dal regime coloniale francese.
1963–1972
Il Benin sperimentò un instabile assetto politico interno, con cinque colpi di Stato, nove governi e cinque costituzioni.
1970
Fu fondata l’Università del Benin.
1972
Il controllo del potere fu preso da Mathieu Kérékou, che stabilì un regime di tipo marxista; seguì un breve periodo di nazionalismo, fino al 1974.
1974
Sotto l’influsso dei giovani rivoluzionari il governo intraprese un programma socialista di nazionalizzazione dei settori strategici dell’economia, la riforma del sistema educativo, la creazione di cooperative agricole e di nuove strutture di governo locale, e una campagna per sradicare le forze feudali, compreso il tribalismo.
1975
Il paese fu rinominato Repubblica Popolare del Benin: il nome fu scelto per la sua neutralità, visto che nel paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici. Nello stesso anno fu sostituita la bandiera.
1982
Cominciò una fase di apertura verso i paesi occidentali e il liberalismo economico, che sarebbe durata fino al 1990.
1990
Alla fine degli anni ottanta Kérékou abbandonò il marxismo e incominciò una transizione dal socialismo al capitalismo; il 1º agosto fu reintrodotto il disegno originale della bandiera, a seguito della rimozione del regime marxista, e il 2 dicembre venne adottata una nuova Costituzione ispirata a principi democratici e al pluralismo politico.
1991
Nel marzo le prime elezioni politiche basate sul multipartitismo videro vincitore l’ex Primo Ministro Nicéphore Soglo, che sconfisse Kérékou.
1996
Kérékou riconquistò il potere democraticamente, per essere poi confermato nelle elezioni del 2001.
1999
Da quell’anno il Benin è diviso in 12 dipartimenti, mentre in precedenza erano 6.
2001
Fu avviato il programma riguardante le privatizzazioni nei settori delle telecomunicazioni, acqua potabile, elettricità e agricoltura, ancora in attuazione nonostante le iniziali riluttanze del governo.
2006
Thomas Boni Yayi, ex Presidente della Banca per lo Sviluppo dell’Africa Occidentale, vinse le elezioni con una maggioranza del 75% dei voti.
2010
In quell’anno il Benin era al 110º posto per indice di percezione della corruzione.
2011
Le elezioni presidenziali del 13 marzo hanno visto la riconferma di Yayi Boni con il 53% dei consensi, e gli osservatori internazionali dell’ECOWAS, dell’Unione Africana e delle Nazioni Unite hanno espresso giudizi positivi riguardo allo svolgimento dello scrutinio; alle elezioni parlamentari del 30 aprile la maggioranza di 53 seggi su 83 è stata conquistata dalla coalizione Mouvance.
2012
Il Benin era al 94º posto su 176 Paesi per indice di percezione della corruzione, un miglioramento rispetto al 110º posto del 2010 e al 100º del 2011.
2016
Patrice Talon è diventato presidente; nello stesso anno il petrolio risultava ancora una risorsa non sfruttata a pieno.
2021
Patrice Talon è stato riconfermato nelle elezioni dell’11 aprile; dal novembre le regioni settentrionali del paese sono interessate da un conflitto a bassa intensità, con attacchi sferrati contro le postazioni delle forze di sicurezza beninesi da parte di gruppi armati islamisti.
2022
La cantante beninese Angélique Kidjo prese parte al film The Woman King.
2025
Nell’aprile il governo del Benin ha adottato una legge che riconosce 16 regni, 80 capi anziani e 10 capi tradizionali, sulla base di una nuova legge adottata nel marzo.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Benin vivono circa 40 gruppi etnici differenti: il maggiore è quello dei Fon, che sono circa il 40%, seguiti dagli Yoruba al 12%, dagli Adja all’11%, dai Somba al 5%, dagli Ani al 3% e da altre etnie che rappresentano il 29%.
La distribuzione demografica è difforme: nel sud si concentra il 70% dei cittadini del Benin, con punte di 200 abitanti per km², mentre il nord, più arretrato, è terra d’emigrazione; l’urbanizzazione, al 55,4%, è notevole a confronto con i paesi vicini.
La capitale Porto-Novo, con 235 000 abitanti, si trova nel Dipartimento di Ouémé, è ricca di edifici in stile portoghese e ha funzioni politiche e commerciali; Cotonou, con 820 000 abitanti, è il cuore economico del Paese, verdeggiante e caotica città dotata dell’unico aeroporto internazionale e di un importante porto marittimo.
Nel centro del paese si distinguono Abomey, con 130 000 abitanti, che fu la capitale dell’antico Regno di Dahomey, e Parakou con 230 000 abitanti, mentre nel nord l’unico centro di rilievo è Natitingou, con 60 000 abitanti.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La maggior parte dei vari gruppi etnici del Benin ha una propria lingua: tra le più diffuse ci sono il fon e lo yoruba.
Il francese è la lingua ufficiale, perché il paese è parte dell’Africa francofona, ed è parlato soprattutto nelle aree urbane.
Il nome Dahomey era quello dell’antico regno Fon e fu ritenuto inappropriato per definire tutta la nazione, visto che nel paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici e quasi altrettante etnie.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
I cristiani sono il 42,9% della popolazione del Benin: i cattolici il 27,2%, i cristiani celesti il 5%, i metodisti il 3,2% e gli altri cristiani, tra cui i Testimoni di Geova, il 7,5%.
I musulmani sono il 24,4% della popolazione, mentre il vudù è praticato dal 17,3% e le religioni locali dal 6%.
Porto-Novo, insieme a Ouidah, cittadina poco distante di 65 000 abitanti, è uno dei centri mondiali più importanti del vudù.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia del Benin è sottosviluppata e dipende dall’agricoltura di sussistenza, dalla coltivazione del cotone e dal commercio regionale: la crescita del prodotto interno lordo, che ha avuto una media del 5% negli ultimi sei anni, è stata resa vana dal rapido aumento della popolazione.
Con lo scopo di aumentare ulteriormente il tasso di crescita, il Benin sta tentando di attrarre ulteriori investimenti stranieri, dare maggior enfasi al turismo, facilitare lo sviluppo di nuovi sistemi di lavorazione degli alimenti e di nuovi prodotti agricoli, e incoraggiare le nuove tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni.
Il Club di Parigi e gli accordi bilaterali con i paesi creditori hanno alleggerito la situazione del debito estero, accompagnando l’accelerazione delle riforme economiche strutturali; il Benin è inoltre uno dei paesi esportatori di petrolio, che però al 2016 non è una risorsa ancora sfruttata a pieno.
L’eccessiva dipendenza dal grande porto di Cotonou e dal settore cotoniero si sta fronteggiando con l’avvio alla privatizzazione dei servizi portuali e con la creazione di linee di microcredito, che hanno posto le basi per la nascita di un settore di piccole e medie imprese artigiane.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il parlamento del Benin è costituito dall’Assemblea nazionale, composta da 83 seggi, per la quale vengono tenute elezioni ogni 4 anni; capo del governo e dello Stato è il presidente, eletto in elezioni presidenziali separate che si tengono ogni cinque anni, il quale nomina un consiglio dei ministri.
Dopo l’indipendenza dal regime coloniale francese il Benin ha sperimentato, dal 1963 al 1972, un instabile assetto politico interno: dopo cinque colpi di Stato, nove governi e cinque costituzioni, la situazione venne stabilizzata dall’instaurazione di un regime politico marxista per opera del colonnello Mathieu Kérékou.
Il 2 dicembre 1990 venne adottata una nuova Costituzione ispirata a principi democratici e al pluralismo politico; un aspetto importante della vita politica del Paese è l’estrema fragilità delle alleanze.
Il programma politico delle coalizioni recenti si basa su tre punti: la diminuzione dell’elevatissimo livello di corruzione, la differenziazione dell’economia attraverso programmi di privatizzazione e di incentivazione del microcredito, e la perequazione della ricchezza in favore degli strati più poveri della società.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Palazzo

Monumento

Monumento

Palazzo

Museo

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Sito archeologico

Museo

Monumento

Museo
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Quasi tutta la pianura costiera è costituita da una distesa sabbiosa che ostruisce il deflusso di molti fiumi verso il mare, per cui lungo tutto il litorale, eroso dalle forti correnti oceaniche, a pochi chilometri nell’entroterra si formano delle lagune.
All’interno si estende un altopiano ammantato di boschi e, all’estremità nord-occidentale del paese, incombono le montagne dell’Atakora.
Nel Parco nazionale del Pendjari e nel Parco nazionale W si trovano esemplari notevoli di flora e fauna selvatica, come branchi di elefanti e diverse specie di felini e antilopi.
La deforestazione e la desertificazione sono i principali problemi ambientali del paese, causati dalla presenza di alberi dal legno pregiato come il tek; a nord la prolungata siccità continua ad affliggere l’agricoltura di sussistenza.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cucina del Benin si fonda sull’agricoltura di sussistenza del Paese, che produce soprattutto olio di palma e cotone per l’esportazione.
Fra i piatti tradizionali si trovano l’eba e il banku, preparazioni a base di farine di manioca e mais, e l’amiwô, a base di mais e pomodoro.
Fra i prodotti caratteristici ci sono il wagasi, un formaggio del nord del Paese, e l’akassa, pasta fermentata di mais; fra le bevande si ricorda la birra La Béninoise.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Porto-Novo e Ouidah sono fra i centri mondiali più importanti del vudù, praticato dal 17,3% della popolazione.
Il nome della città di Cotonou deriva da un’espressione in lingua Fon che significa presso il lago dei morti e allude a una laguna adiacente all’abitato: il riferimento ai morti è legato alla credenza che le stelle cadenti rappresentino le anime dei morti precipitati negli inferi.
Si narra che quando fu fondata Cotonou le luci del villaggio lacustre di Ganvié, dall’altra parte della laguna, si riflettessero nelle acque, suggerendo l’idea delle stelle cadenti; Ganvié è un villaggio di palafitte abitato da pescatori sulla sponda occidentale della laguna.
Nell’aprile 2025 il governo del Benin ha adottato una legge che riconosce 16 regni, 80 capi anziani e 10 capi tradizionali: il periodo precoloniale, fissato al 1894 per il sud e al 1897 per il nord, è servito da riferimento storico per l’istituzionalizzazione della carica di capo.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel contesto musicale, tra le cantanti del Benin, si può ricordare Angélique Kidjo.
Kidjo ha avuto diversi riconoscimenti internazionali ed è stata attiva anche nella filmografia, per esempio in The Woman King, del 2022.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La produzione artistica è stata storicamente influenzata e strettamente collegata alle esigenze di corte: dal XV secolo i re oba fecero costruire una sfarzosa reggia impreziosita da tesori di legno e di bronzo.
L’arte del Benin è essenzialmente aulica e regolata da codici formali, e si può classificare in tre fasi: di formazione, fra XV e XVI secolo, classica, fra XVI e XVIII, e tarda, fra XVIII e XIX.
Per quanto riguarda la scultura il Benin si distinse per lo sviluppo di notevoli rappresentazioni a sfondo religioso, come la statua del dio della guerra Gu, realizzata in ferro e alta oltre il metro e mezzo, caratterizzata dal capo riempito di frecce e di lance.
Di grande diffusione anche figure più piccole, costruite in rame e in ottone; pregevoli furono le teste dei re e le placchette raffiguranti cerimonie di corte o scene quotidiane. A supporto dell’arte, gli abitanti del Benin svilupparono una ricca produzione di metalli.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In campo letterario si può ricordare la figura dello scrittore, ma anche etnologo, Paul Hazoumé.
Hazoumé è autore del primo romanzo storico ambientato nell’attuale Benin, dal titolo Doguicimi, del 1938.
Il romanzo fu premiato nel 1939 dall’Académie française per la qualità della lingua; l’Università del Benin è stata fondata nel 1970.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In tempi recenti a dar lustro allo sport beninese ci ha pensato Coffi Codjia, arbitro di calcio che è riuscito a imporsi ad altissimi livelli.
Con numerose designazioni a livello internazionale, suddivise tra Coppa d’Africa, qualificazioni mondiali, mondiali under 20, mondiali di calcio, Confederations Cup e mondiali per club, il direttore di gara nativo di Cotonou ha ottenuto un incredibile successo.
Ormai in patria Codjia viene considerato quasi al pari di un eroe nazionale: di ritorno dall’esperienza dei mondiali in Germania venne accolto all’aeroporto da una folla festante.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Benin ha attinenza con il Regno del Benin e con Benin City, dai quali prese il nome il golfo su cui l’odierno Stato si affaccia.
Fonte: Benin (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Dahomey era quello dell’antico regno Fon e fu ritenuto inappropriato per definire tutta la nazione.
Fonte: Benin (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Benin fu scelto nel 1975 per la sua neutralità, visto che nel paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici e quasi altrettante etnie.
Fonte: Benin (Wikipedia, it)
Storia
Il Benin non va confuso con il Regno del Benin, conosciuto anche come Regno di Edo, che ebbe origine nella zona a ovest del delta del fiume Niger e di cui rimane oggi lo Stato di Edo, in Nigeria.
Fonte: Benin (Wikipedia, it)
Società
La capitale del Benin è Porto-Novo, ma la sede del governo è Cotonou.
Fonte: Benin (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome di Cotonou deriva da un’espressione in lingua Fon che significa presso il lago dei morti e allude a una laguna adiacente all’abitato.
Fonte: Benin (Wikipedia, it)
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Alcuni siti del Benin sono entrati nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui i palazzi reali di Abomey e il Koutammakou.
Nel Parco nazionale del Pendjari e nel Parco nazionale W si trovano branchi di elefanti e diverse specie di felini e antilopi.
Nei pressi di Cotonou sorgono dei villaggi di palafitte unici al mondo, fra cui Ganvié, abitato da pescatori sulla sponda occidentale della laguna.
La capitale Porto-Novo è ricca di edifici in stile portoghese; a Ouidah i colonizzatori portoghesi fondarono il forte di São João Baptista de Ajudá.
Sintesi · Fonte: Benin (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.