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Il Belgio, ufficialmente Regno del Belgio, è uno Stato federale retto da una monarchia parlamentare, situato nell’Europa occidentale. Confina a nord con i Paesi Bassi, a est con la Germania e con il Lussemburgo, a sud e sud-ovest con la Francia, e a nord-ovest si affaccia sul mare del Nord.
Sorge esattamente sul confine fra l’Europa germanofona e l’area linguistica e culturale romanza, e questa frattura ne ha disegnato la struttura: a settentrione le Fiandre, di lingua olandese, ospitano circa il 58 per cento della popolazione; al centro la regione di Bruxelles, capitale ufficialmente bilingue ma in prevalenza francofona, ne accoglie il dieci per cento; a sud la Vallonia, francofona, ne raccoglie il 32 per cento, con una piccola comunità germanofona ai confini con la Germania.
Il Belgio è stato fra i sei Paesi fondatori dell’Unione europea, e Bruxelles è sede di varie istituzioni comunitarie oltre che capitale de facto dell’Unione.
Sintesi · Fonte: Belgio (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Belgio copre un’area di 30 528 chilometri quadrati e la sua massima estensione, da Ostenda ad Arlon, è di soli 318 chilometri. I confini terrestri misurano complessivamente 1385 chilometri: 620 con la Francia, 450 con i Paesi Bassi, 167 con la Germania e 148 con il Granducato di Lussemburgo.
Il territorio si divide in tre regioni fisiche. La piana costiera delle Fiandre, a nord-ovest, offre 66 chilometri di litorale basso, compatto e sabbioso, con dune e polder, terreni vicini o sotto il livello del mare strappati alle acque e protetti da dighe o prosciugati dai canali. Verso l’interno si apre la pianura centrale, che si innalza dolcemente senza mai superare i cento metri, irrigata da molti corsi d’acqua e da canali artificiali.
A sud-est si estendono le Ardenne, un altopiano roccioso e accidentato, coperto da foreste a tratti fitte e poco adatto all’agricoltura estensiva: la bassa densità abitativa vi ha permesso una migliore conservazione del territorio. Proprio qui si registra l’altitudine massima del Paese, il Signal de Botrange, con soli 694 metri.
Sintesi · Fonte: Belgio (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima belga è di tipo atlantico, con forte umidità e scarse variazioni di temperatura sulla costa; verso l’interno l’escursione termica aumenta e sui rilievi gli inverni sono più rigidi. Le precipitazioni sono abbondanti e regolari.
La media delle temperature massime estive è di 25 °C, quella delle massime invernali di 7,2 °C; i valori estremi storici registrati vanno da −30,1 °C a +38,8 °C, ma l’ondata di caldo del luglio 2019 ha fatto superare i quaranta gradi.
Le piogge sono ben distribuite nei mesi dell’anno, ma solo sulla costa il regime è propriamente oceanico, con precipitazioni in tutte le stagioni e prevalenza in autunno: all’interno si fa già sentire l’influenza continentale, con una maggiore incidenza delle piogge estive.
Sintesi · Fonte: Belgio (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Regione Fiamminga · Regione di Bruxelles-Capitale · Comunità fiamminga del Belgio · comunità francofona del Belgio · comunità germanofona del Belgio · Vallonia
Stato attuale dal 1830
preistoria
Il Paese presenta evidenti tracce di presenza umana risalenti alla preistoria, in particolare nei siti megalitici di Oppagne e di Wéris, dove si trovano interessanti dolmen.
54 a.C.
La regione era abitata dai Belgi, una confederazione di tribù principalmente celtiche della Gallia settentrionale, che vennero sopraffatti da Giulio Cesare. Fu lo stesso Cesare, nel De bello Gallico, a notarne il particolare valore in battaglia.
V secolo
Dopo il collasso dell’Impero romano le tribù germaniche invasero la provincia della Gallia: i Franchi vi installarono un nuovo regno sotto la dinastia merovingia. Clodoveo I, il più famoso di quei re, si convertì al cristianesimo e governò dal nord della Francia, ma il suo dominio comprendeva anche il Belgio.
800
Con la dinastia carolingia, Carlo Magno raccolse gran parte dell’Europa sotto la sua sovranità e venne incoronato imperatore da papa Leone III. La cristianità fiorì sotto la protezione di questi governanti, con la fondazione di comunità religiose, monasteri e chiese.
1425
La più antica università del Belgio fu fondata dal principe Giovanni IV di Brabante insieme alla Collegiata di San Pietro; restò attiva fino al 1797.
XV–XVII secolo
La regione venne associata ai Paesi Bassi e passò poi sotto il dominio della Borgogna e quindi della Spagna, fino a quando le province protestanti si autodichiararono indipendenti.
1542
Il fiammingo Andrea Vesalio pubblicò il De humani corporis fabrica, opera che superò l’antica medicina galenica e fondò l’anatomia moderna.
1569–1570
Il cartografo fiammingo Gerardo Mercatore elaborò la proiezione che porta il suo nome, pensata soprattutto per la navigazione marina; il 20 maggio 1570 Abramo Ortelio pubblicò il Theatrum Orbis Terrarum, il primo atlante moderno.
1600
Il chimico belga Jean Baptiste van Helmont coniò il termine gas.
1713
Con la pace di Utrecht la regione passò sotto il dominio austriaco; alcuni decenni dopo sarebbe arrivata quella francese sotto Napoleone.
1815
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, il 18 giugno, il Belgio venne riunito alle province settentrionali in un unico Regno Unito dei Paesi Bassi.
1830
La rivoluzione portò alla nascita di uno Stato belga indipendente, riconosciuto nel 1839. Fu iniziata dalla componente francofona, cattolica e liberale, che controllava le industrie e non voleva vivere sotto un’amministrazione di lingua olandese.
1831
Il 7 febbraio il Congresso nazionale belga approvò la Costituzione. Il primo re, Leopoldo I di Sassonia-Coburgo, venne scelto con l’assistenza dei britannici, e la neutralità della nazione fu garantita contro future aggressioni straniere.
1832
Joseph Plateau inventò il fenachistoscopio, strumento che diede un contributo importante allo sviluppo della tecnica cinematografica.
1841
Adolphe Sax inventò il sassofono, destinato a diventare uno degli strumenti più celebri al mondo.
1884
Con la Conferenza di Berlino il Congo venne dato a re Leopoldo II, che lo considerò una sua proprietà privata: nello Stato Libero la popolazione locale venne brutalizzata in cambio della gomma, un mercato in crescita con lo sviluppo degli pneumatici.
1908
La pressione internazionale contro le crudeltà di Leopoldo II divenne così forte da costringerlo a cedere la sua proprietà allo Stato belga come colonia: divenne il Congo Belga, indipendente poi nel 1960.
1911
Lo scrittore simbolista Maurice Maeterlinck ricevette il Premio Nobel per la letteratura, portando il teatro belga a una dimensione internazionale.
1914–1918
La Germania invase il Belgio come parte del Piano Schlieffen, violandone la neutralità, e lo occupò sino alla fine delle ostilità. Dopo la guerra la Società delle Nazioni affidò al Belgio due ex colonie tedesche, Ruanda e Burundi.
1920
La nazionale di calcio conquistò la medaglia d’oro ai Giochi olimpici: fu il suo primo risultato di rilievo.
1927
Il fisico belga Georges Lemaître ideò e condusse matematicamente la teoria secondo la quale l’universo ha avuto origine da una grande esplosione, avvenuta circa tredici miliardi di anni fa.
1940–1945
Dopo aver cercato di tornare alla neutralità negli anni trenta, il Belgio venne nuovamente invaso dalla Germania nazista; i comuni germanofoni ceduti al Belgio nel 1919 furono riannessi alla Germania per tutta la durata dell’occupazione.
dopo il 1945
La politica della neutralità venne abbandonata e il Belgio entrò nella NATO e nella Comunità economica europea, di cui fu fra i fondatori, insieme al Benelux con Paesi Bassi e Lussemburgo.
anni sessanta
Dopo che per tutto l’Ottocento il francese era stato l’unica lingua ufficiale e la componente fiamminga era stata discriminata, il movimento fiammingo ottenne la fissazione definitiva della frontiera linguistica; una parte del territorio di lingua olandese fu incorporata nel territorio bilingue di Bruxelles.
1993
Il 14 luglio una revisione della Costituzione creò uno Stato federale basato su tre livelli: il governo federale, le tre comunità linguistiche e le tre regioni.
2010–2011
La crisi politica raggiunse il culmine dopo le elezioni del 2010: il Belgio restò senza un nuovo governo per 541 giorni, fino al dicembre 2011, quando il socialista vallone Elio Di Rupo formò una coalizione.
2013
Il 21 luglio, in occasione della festa nazionale, il re Alberto II abdicò dopo vent’anni di regno in favore del figlio Filippo, settimo re dei belgi.
Sintesi · Fonte: Belgio (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione belga è di circa 11,56 milioni di abitanti. La densità, 345 abitanti per chilometro quadrato, è la terza più elevata dell’Unione europea dopo quelle di Malta e dei Paesi Bassi. Nel 1830, quando il Belgio si costituì come Stato indipendente, gli abitanti erano 3 785 000: erano già raddoppiati alla vigilia della prima guerra mondiale.
La distribuzione è diseguale, retaggio di vicende storiche ed economiche. La regione più popolata è quella fiamminga, con 6 120 000 abitanti e una densità di 447 abitanti per chilometro quadrato; in Vallonia vivono 3 435 000 persone con una densità assai inferiore, 202 abitanti per chilometro quadrato; la concentrazione massima è nell’agglomerato di Bruxelles, che supera il milione di abitanti e sfiora i 6200 abitanti per chilometro quadrato.
Il grado di urbanizzazione belga non ha pari in Europa: a metà degli anni novanta era salito al 97 per cento, ai livelli di Singapore e Hong Kong. Il Paese è inoltre fortemente segnato dall’immigrazione: al 1º gennaio 2025 l’istituto statistico Statbel rilevava 7 571 338 belgi di origini belghe, 2 619 289 belgi di origini straniere e 1 634 924 stranieri, e i residenti nati all’estero erano il 19,7 per cento del totale.
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La duplicità linguistica del Belgio ha radici antichissime: le immigrazioni della conquista romana latinizzarono la regione, poi le popolazioni germaniche si insediarono nelle pianure settentrionali mentre l’elemento celto-romano si rifugiò sugli altopiani meridionali, dove poté conservare a lungo la sua parlata.
Oggi nelle Fiandre si parla l’olandese, più correttamente chiamato neerlandese, nella sua variante fiamminga; in Vallonia si parla il francese; in Vallonia vive anche una minoranza di lingua tedesca di circa 70 000 persone, concentrate in nove comuni della parte orientale della provincia di Liegi, attorno a Eupen. La regione di Bruxelles è ufficialmente bilingue, benché la componente francofona sia di gran lunga la principale.
A ciascuno dei tre gruppi linguistici corrisponde una Comunità, suddivisione culturale e amministrativa dello Stato federale che si occupa di scuola e cultura per i propri parlanti. In Belgio, però, parlare di etnie è improprio: si appartiene a un gruppo linguistico per localizzazione geografica, non per discendenza familiare.
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Il cattolicesimo è la religione principale, ma è in atto un forte processo di secolarizzazione: nel 1980 si dichiarava cattolico il 72 per cento dei belgi, sceso al 68 per cento nel 1990, al 65 per cento nel 2005 e al 60 per cento nel 2010, mentre l’87 per cento della popolazione nasceva ancora in famiglie cattoliche.
La religione fu una delle differenze fra il sud cattolico e il nord protestante del Regno dei Paesi Bassi che portarono alla separazione del 1830 e alla nascita del Belgio attuale; questo spiega anche l’attuale prevalenza numerica dei cattolici. Il cattolicesimo ha avuto poi un ruolo importante nella politica nazionale, come mostrano le cosiddette «guerre scolastiche» fra liberali e cattolici, combattute fra il 1879 e il 1884 e di nuovo fra il 1954 e il 1958.
Vi sono inoltre minoranze musulmane, protestanti, ebraiche e di Testimoni di Geova. L’antoinismo è l’unica religione nata in Belgio: conta 32 templi, e il primo grande tempio sorge a Jemeppe-sur-Meuse, nella provincia di Liegi.
Sintesi · Fonte: Belgio (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia belga è una delle più avanzate d’Europa. Il suo sviluppo si deve a una posizione geografica strategica nell’area più dinamica del continente, a un’efficiente rete di collegamenti marittimi, fluviali e terrestri, a una consolidata tradizione mercantile e a un’antica vocazione artigiana e industriale risalente al Medioevo: la Fiandra tessile, le armerie di Liegi, i soffiatori di vetro di Charleroi.
Grazie allo sfruttamento del carbone del solco Haine-Sambre-Mosa, il Belgio fu nel XIX secolo uno dei primi Paesi raggiunti dalla Rivoluzione industriale. Oggi il terziario contribuisce per quasi tre quarti all’occupazione e alla formazione del prodotto interno lordo, mentre l’industria occupa oltre un quarto della popolazione attiva: i comparti principali sono l’agroalimentare, la chimica e la metallurgia. L’agricoltura, pur intensiva e tecnologicamente avanzata, vale poco più dell’uno per cento del prodotto interno lordo.
Il commercio estero è il vero motore del Paese: all’inizio del XXI secolo il Belgio risultava la decima potenza commerciale del pianeta, con una quota pari al 3,2 per cento dell’intero commercio mondiale. Restano però forti divari regionali: le Fiandre sono l’area più forte, Bruxelles è una metropoli cosmopolita orientata al terziario avanzato, mentre la Vallonia, motore dell’economia fino agli anni settanta, ha sofferto profondamente la crisi siderurgica.
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Il Belgio è una monarchia parlamentare federale, il cui capo di Stato è il re Filippo. La Costituzione risale al 7 febbraio 1831, mentre la revisione del 14 luglio 1993 ha dato forma a uno Stato federale articolato su tre livelli: il governo federale con sede a Bruxelles, le tre comunità linguistiche e le tre regioni. Il Parlamento federale si divide in Camera dei rappresentanti e Senato.
Il federalismo belga si fonda sul concetto di «equipollenza delle norme»: il governo unitario non ha alcun diritto di sovrastare o contraddire i decreti varati dalle regioni. Queste ultime hanno propri parlamenti e legiferano in campo economico, nei trasporti, nell’urbanistica e persino nelle relazioni internazionali, mentre il livello federale mantiene poteri esclusivi su ricerca scientifica ed esercito. La Vallonia e le Fiandre sono divise in cinque province ciascuna, mentre la Regione di Bruxelles-Capitale è costituita da un unico arrondissement con diciannove comuni.
La divisione linguistica si rispecchia nei partiti: dal 1970 circa non esistono più formazioni nazionali, ma solo partiti fiamminghi o valloni, e i tentativi di ricrearne producono risultati inferiori all’uno per cento. Questa frattura ha prodotto crisi istituzionali eccezionali: dopo le elezioni del 2007 servirono 196 giorni per formare un governo, e dopo quelle del 2010 il Belgio restò senza un nuovo esecutivo per 541 giorni.
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Le aree forestali delle regioni pianeggianti e collinari sono composte prevalentemente da latifoglie come querce e olmi e, a quote più elevate, faggi; nel massiccio delle Ardenne prevalgono invece le foreste di conifere, intervallate da brughiere e torbiere. Numerose sono le piante da fiore, fra cui giacinti, verghe d’oro, pervinche e digitali.
La fauna selvatica vive in gran parte nelle aree boscate e comprende la volpe, il tasso, lo scoiattolo, la donnola e la martora; nelle regioni più rilevate vivono il daino e il cinghiale.
Essendo un Paese densamente popolato, il Belgio conserva pochi ambienti intatti e la protezione della natura è frammentata fra Stato, comunità, regioni, province e comuni, con un ruolo importante delle organizzazioni private. La superficie protetta arriva a circa il 2,8 per cento, ma il territorio effettivamente riservato occupa poco più dello 0,5 per cento. L’area più vasta è il Parco nazionale delle Hautes Fagnes-Eifel, istituito nel 1984 nella provincia di Liegi, che si estende su 67 850 ettari fra foreste, torbiere, il paesaggio fluviale dell’Our e due laghi artificiali. Fra le riserve spicca quella dello Zwin, zona umida creata nel 1952 su iniziativa privata, rifugio per una grande varietà di uccelli acquatici.
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Parco nazionale
Superficie 38 km²

Parco nazionale
Superficie 58 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 47 km²

Parco nazionale
Superficie 100 km²

Parco nazionale
La cucina belga ha reinterpretato in maniera del tutto originale la tradizione gastronomica della vicina Francia, adattandola ai prodotti tipici del suo territorio, ed è fortemente regionale. I suoi baluardi sono il cioccolato, la birra, le patate fritte, i cavoletti di Bruxelles e le cialde chiamate wafels in olandese e gaufres in francese.
Insieme alla Svizzera, il Belgio è la nazione con la più solida tradizione cioccolatiera al mondo, con marche note ovunque e oltre duemila negozi specializzati; ad esso si deve l’invenzione delle praline, cioccolatini dal guscio croccante e dal ripieno morbido. Sul fronte della birra si producono oltre seicento tipi diversi: accanto alle lager commerciali ci sono le produzioni artigianali di circa centoventi piccoli birrifici, quelle dei monaci trappisti e soprattutto il lambic, specialità unica a fermentazione spontanea prodotta solo nella zona a sud-ovest di Bruxelles chiamata Pajottenland. La birra è largamente impiegata in cucina, per piatti di carne e di pesce, come altrove lo è il vino.
Fra i secondi il più celebre è il waterzooi, tipico di Gand: pesce o pollo con panna e verdure. Molto diffusi sono la carbonade alla fiamminga, uno spezzatino di manzo cotto lentamente nella birra con cipolle e aromi, e le cozze accompagnate dalle patate fritte. Fra i dolci, oltre alle cialde servite con cioccolata fusa o panna e fragole, c’è il cuberdon, una caramella molle tipica di Gand fatta con gomma arabica, in origine al sapore di lampone.
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Il più celebre carnevale del Belgio è quello di Binche, che ogni anno attira un gran numero di visitatori e che nel 2003 è stato inserito nella Lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.
Molte ricorrenze hanno un legame diretto con la tavola: tipici del Natale sono la Buche de Noël, un tronchetto ripieno di crema al burro o panna, e il Cougnou, una brioche a forma di neonato che simboleggia Gesù Bambino e che si mangia tradizionalmente la mattina di Natale.
Nel folclore spicca la figura di Druon Antigoon, il mitico gigante fiammingo che si diceva vivesse ad Anversa. Molto radicato è anche il culto popolare delle patate fritte, per le quali esiste una sorta di venerazione: i chioschi di strada, chiamati frituur nelle Fiandre e friterie in Vallonia, sono parte integrante del paesaggio urbano, e quello di Place Jourdan a Bruxelles è ornato da una statua simbolica.
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Già nel XV secolo Anversa e Bruxelles erano importanti centri musicali, fiorenti nello sviluppo della polifonia e del contrappunto. Vi si afferma la scuola franco-fiamminga, con Guillaume Dufay, con cui prende avvio la musica rinascimentale, e poi Gilles Binchois, Johannes Ockeghem e Jacob Obrecht; fra XV e XVI secolo la scuola trova nuovi esponenti in Josquin Desprez e Pierre de La Rue, e nel XVI secolo in Orlando di Lasso e in Adrian Willaert, fondatore della scuola veneziana.
Nel XIX secolo il musicista belga più eminente è il compositore César Franck; alla stessa stagione appartengono Charles Auguste de Bériot, fondatore della scuola violinistica belga, Henri Vieuxtemps e il virtuoso Eugène Ysaÿe. A un belga si deve anche uno degli strumenti più celebri del mondo: Adolphe Sax inventò il sassofono nel 1841.
Jacques Brel è il più noto cantautore belga; nel jazz i nomi che hanno fatto la fama del Paese sono Django Reinhardt e Toots Thielemans. Fra i cantanti popolari c’è Salvatore Adamo, di origine italiana, mentre in tempi più recenti si sono imposti gli Hooverphonic, i dEUS, i SoulWax e il cantante e compositore di musica elettronica Stromae. Il Belgio ospita inoltre a Boom il festival Tomorrowland, fondato nel 2005, uno dei più grandi eventi di musica elettronica al mondo, con circa 400 000 partecipanti da oltre duecento Paesi.
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Si può parlare di arte belga solo a partire dal 1830, anno della rivoluzione e dell’indipendenza; per i secoli precedenti gli artisti nati su questo territorio rientrano nella cosiddetta arte fiamminga. E quella tradizione è imponente: nel XV secolo Hubert van Eyck, Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling e Hugo van der Goes; nel XVI secolo Quentin Massys e Pieter Bruegel il Vecchio; nel XVII secolo Peter Paul Rubens e Antoon van Dyck, maestri del barocco.
Nella prima metà del XIX secolo si diffuse il neoclassicismo di marca francese, seguito dal romanticismo parigino; la Scuola paesaggistica di Tervuren aprì poi la strada all’impressionismo e al fauvismo brabantino, mentre a inizio del XX secolo si imposero espressionismo, simbolismo e Modern Style. Fra Ottocento e Novecento spicca l’avanguardia di James Ensor.
René Magritte è fra i più famosi artisti belgi e, insieme a Paul Delvaux, il principale rappresentante del surrealismo nel Paese. Nell’architettura i nomi più noti sono quelli di Victor Horta e Henry van de Velde, fondatori dell’Art Nouveau, uno stile che ebbe una grande influenza su tutto il XX secolo.
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La letteratura belga in lingua fiamminga nasce con la conquista dell’indipendenza, che favorì un romanticismo insieme nazionalista e rurale; verso la fine del XIX secolo si riunì attorno alla rivista Van Nu en Straks, fondata nel 1893. Negli stessi anni prese il sopravvento la letteratura in lingua francese, incentrata sulla rivista Jeune Belgique fondata da Max Waller nel 1881, che accolse tutte le innovazioni introdotte in Francia a cominciare dal naturalismo.
Fra gli autori francofoni si distinguono il simbolista Georges Rodenbach, autore di Bruges la morta, Émile Verhaeren, spesso considerato poeta nazionale, e Maurice Maeterlinck, Premio Nobel per la letteratura nel 1911. Nel XX secolo emergono Henri Michaux, insieme scrittore e pittore, e soprattutto Georges Simenon, creatore del commissario Maigret; più di recente Amélie Nothomb. Fra gli autori di lingua neerlandese vanno ricordati Hendrik Conscience, Willem Elsschot, Hugo Claus e Tom Lanoye.
Una componente importantissima della cultura belga è però il fumetto, con autori celebri in tutto il mondo: Hergé con Tintin, Edgar P. Jacobs con Blake e Mortimer, Morris con Lucky Luke, Peyo con i Puffi, Franquin con Spirou, Marsupilami e Gaston Lagaffe.
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Fra gli attori belgi più conosciuti c’è l’artista marziale Jean-Claude Van Damme, protagonista di numerosi film d’azione americani negli anni novanta, accanto a Benoît Poelvoorde e Jan Decleir.
Il cinema d’autore ha però dato al Belgio la sua reputazione internazionale: i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne hanno vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1999 con Rosetta, mentre Chantal Akerman è ricordata soprattutto per Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles, descritto dal The New York Times come il primo capolavoro femminile della storia del cinema. Il primo film belga candidato all’Oscar per il miglior film straniero fu Pace nei campi, di Jacques Boigelot, nel 1971.
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Il ciclismo è uno degli sport più seguiti, e in Belgio si corrono alcune delle più importanti classiche, come il Giro delle Fiandre, la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi. Eddy Merckx, uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi, è belga: ha vinto cinque Tour de France, cinque Giri d’Italia, una Vuelta a España e tre Campionati del Mondo. Altri campioni sono Rik Van Looy, Roger De Vlaeminck, Rik Van Steenbergen, Johan Museeuw, Tom Boonen e Philippe Gilbert.
Anche il calcio è molto popolare e la nazionale porta il soprannome di Rode Duivels, i diavoli rossi. Dopo l’oro olimpico del 1920, il secondo posto agli Europei del 1980 e il quarto posto al Mondiale del 1986, la squadra conobbe un lungo declino, per poi tornare competitiva dal 2014 grazie a una generazione di talenti e raggiungere il terzo posto ai mondiali del 2018, il miglior piazzamento della sua storia.
Il Paese ha espresso due tenniste numero uno del mondo, la fiamminga Kim Clijsters e la vallona Justine Henin, e nell’atletica leggera la campionessa mondiale di eptathlon Nafissatou Thiam. L’atleta belga più titolato ai Giochi olimpici è però l’arciere Hubert Van Innis, con sei ori e tre argenti: fu lui a conquistare la prima medaglia e il primo oro olimpico del Belgio ai Giochi di Parigi 1900. Il Belgio ha inoltre campioni mondiali di motocross e, nell’automobilismo, Jacky Ickx.
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Geografia
La massima estensione del Belgio, da Ostenda ad Arlon, è di soli 318 chilometri.
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Record
Il punto più alto del Belgio, il Signal de Botrange, raggiunge appena 694 metri.
Fonte: Belgio (Wikipedia, it)
Geografia
I polder belgi sono terreni vicini o sotto il livello del mare, strappati alle acque e protetti da dighe oppure prosciugati dai canali.
Fonte: Belgio (Wikipedia, it)
Record
Il litorale belga è lungo soltanto 66 chilometri.
Fonte: Belgio (Wikipedia, it)
Geografia
La Schelda nasce in Francia e sfocia nei Paesi Bassi, ma è il fiume belga per eccellenza: coi suoi affluenti drena quasi metà del territorio.
Fonte: Belgio (Wikipedia, it)
Record
I fiumi belgi sono quasi tutti navigabili e sono collegati tra loro da un sistema di canali lungo circa 1600 chilometri.
Fonte: Belgio (Wikipedia, it)
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