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Lo Zimbabwe, ufficialmente Repubblica dello Zimbabwe e in passato conosciuto come Rhodesia, è uno Stato dell’Africa meridionale situato tra il fiume Zambesi e il fiume Limpopo: è uno stato senza sbocco al mare e confina a nord con lo Zambia, a est con il Mozambico, a sud con il Sudafrica e a ovest con il Botswana.
La sua popolazione è di 16 340 822 abitanti e la superficie è di 390 757 chilometri quadrati; la capitale è Harare, nota fino al 1980 con il nome di Salisbury.
Il Paese riconosce 16 lingue ufficiali, l’assoluta maggioranza delle quali appartenenti al gruppo bantu, oltre all’inglese e ad alcuni dialetti appartenenti alla famiglia khoisan.
Il nome del Paese viene dal Grande Zimbabwe, i resti di un’antica città che costituiscono il più importante dei suoi siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo Zimbabwe appartiene alla regione dell’Africa Australe ed è compreso tra i fiumi Limpopo e Zambesi: non ha sbocchi sul mare, ma le precipitazioni sono abbastanza frequenti e le acque interne abbondanti, tanto che il paese presenta caratteristiche geografiche più ospitali di quelle di tanti altri territori africani.
Il territorio è piuttosto uniforme e consiste in una parte dell’altopiano compreso tra il Limpopo a sud e lo Zambesi a nord: le vette più alte, che si trovano nel nord e nel nord-est sulle dorsali Mavuradona e Inyangani, digradano in direzione del Mozambico senza mai superare i 2 500-2 600 metri di altitudine.
Il territorio è diviso in tre fasce in base all’altitudine: basso Veld, fino a 700 metri, medio Veld, fra 700 e 1 200 metri, e alto Veld per le altitudini superiori. Le vicende tettoniche hanno sviluppato un’attività vulcanica che ha provocato la formazione di giacimenti diamantiferi, numerosissimi in tutto il paese.
Il fiume principale è lo Zambesi, che funge da confine con il limitrofo Stato dello Zambia, alimenta il bacino idroelettrico di Kariba e dà vita alle cascate Vittoria; a sud il Limpopo, che nasce nell’Alto Veld, delimita il confine con la regione sudafricana del Transvaal. Il lago più grande è il lago Kariba.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima è di tipo tropicale e presenta quindi due stagioni: una secca, da aprile a ottobre, che corrisponde all’inverno australe, e una piovosa, tra novembre e marzo, che corrisponde all’estate australe.
La temperatura varia a seconda della fascia di altitudine: si hanno escursioni termiche ridottissime nell’alto e nel medio Veld, mentre si ha un’accentuazione nello scarto tra temperatura invernale ed estiva nel basso Veld.
La piovosità annua si tiene su una media di 700 mm.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
provincia del Manicaland · provincia del Mashonaland Centrale · provincia del Mashonaland Orientale · provincia del Mashonaland Occidentale · provincia del Matabeleland Settentrionale · provincia del Matabeleland Meridionale · provincia delle Midland · Bulawayo Province · Harare Province · Provincia di Masvingo
Stato attuale dal 1980
IV secolo
Iniziò l’insediamento di popolazioni bantu, in particolare del gruppo karanga, da cui discendono gli shona odierni, etnia maggioritaria del paese.
XII secolo
Le rovine di Grande Zimbabwe testimoniano la presenza nella zona, fin da quel secolo, di una civiltà dall’elevato sviluppo, di cui però si sa pochissimo.
1440
Fu fondato il grande Impero di Monomotapa, che si affermò nella regione nel quindicesimo secolo; ebbero inizio notevoli relazioni commerciali ed economiche sia con le genti arabe sia con gli europei, soprattutto portoghesi.
XVII secolo
In quel secolo furono scoperte le rovine di Grande Zimbabwe.
1837
Il territorio degli shona fu conquistato dagli ndebele, cacciati oltre le sponde del Limpopo dall’espansionismo degli zulu guidati da Shaka: guidati dal sovrano Mzilikazi, sottomisero gli shona e li confinarono nel nord del paese.
1888
Sir Cecil Rhodes stipulò un accordo con il re dei matabele Lobenguela, assicurandosi lo sfruttamento delle risorse minerarie del territorio, confermatogli un anno dopo dalla Corona Inglese.
1891
Prima che i britannici istituissero la colonia della Rhodesia Meridionale, era stimato che circa 1 500 europei vi risiedessero.
1896–1897
La popolazione shona si ribellò: la rivolta fu chiamata «chimurenga», nome che da allora in poi designò ogni tipo di ribellione a matrice shona.
1902
Morì Cecil Rhodes, che aveva dato il proprio nome alle regioni divenute note come Rhodesia Meridionale e Rhodesia Settentrionale; la gestione diretta del territorio da parte della sua compagnia si protrasse fino al 1923.
1923
Nell’ottobre, dopo il referendum dell’anno precedente, la Rhodesia Meridionale divenne una colonia del Regno Unito: l’organizzazione fu improntata al principio dell’autogestione in politica interna, mentre la politica estera era posta sotto il controllo della madrepatria.
1945
La comunità europea del Paese era cresciuta fino a 75 000 persone, che sarebbero raddoppiate a 150 000 dieci anni dopo.
1949
Fu inaugurato lo Hwange National Park, di 1 456 000 ettari, primo parco nazionale del Paese.
1953
Nonostante l’opposizione di gran parte della popolazione bantu, le due Rhodesie furono incorporate con il Nyassaland nella Federazione della Rhodesia e del Nyassaland.
1963
La spinta sempre più forte dei movimenti africani nazionalisti contribuì alla caduta della Federazione, con la conseguente dichiarazione di indipendenza di Malawi e Zambia.
1965
L’11 novembre il Primo Ministro Ian Douglas Smith proclamò l’indipendenza della colonia dalla Gran Bretagna, non riconosciuta a livello internazionale; il 12 novembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite emanò la Risoluzione 216 e applicò sanzioni economiche, per la prima volta nella storia dell’ONU.
1975
La comunità bianca del Paese raggiunse il suo picco numerico di 296 000 residenti; nello stesso anno fu approvata una nuova legge che istituì nuove tipologie di aree protette come le riserve botaniche, i santuari e le aree safari.
1979
Si arrivò a un accordo fra le parti e l’ex colonia venne chiamata Zimbabwe Rhodesia, con presidente il vescovo anglicano Abel Muzorewa; l’esperienza durò però pochi mesi. Il 21 dicembre entrò in vigore la costituzione tuttora fondamentale.
1980
Il 18 aprile lo Zimbabwe assunse il nome odierno e la sua indipendenza fu riconosciuta a livello internazionale: le prime elezioni a suffragio universale elessero capo del governo Robert Mugabe, mentre primo capo di Stato fu Canaan Banana. Nello stesso anno arrivò la prima medaglia d’oro olimpica, nell’hockey su prato femminile.
1983
Scoppiò un terribile conflitto fra i due partiti, che fece migliaia di vittime.
1987
Scaduto il termine settennale di Canaan Banana, Robert Mugabe si autoproclamò presidente con poteri esecutivi, eliminando la carica di Primo Ministro.
1987–1991
Lo Zimbabwe partecipò a due edizioni della Coppa del Mondo di rugby, senza riuscire a superare la fase a gironi.
1988
Si tornò alla pace con un accordo tra ZANU e ZAPU, che si unirono nello ZANU-PF; nello stesso anno la legge conferì alle donne, almeno in teoria, gli stessi diritti degli uomini.
1992
Uno studio indicò che dal 1980 erano stati costruiti più di 500 centri sanitari, che la percentuale di bambini vaccinati era passata dal 25% al 67% e che l’aspettativa di vita era salita da 55 a 59 anni.
1994
Byron Black vinse il Roland Garros e fu poi numero 1 al mondo nel doppio.
1999
Le agitazioni politiche e la confisca illegale di molte aziende agricole di proprietà di cittadini di origine britannica provocarono un nuovo e più massiccio esodo: nel Paese vi erano ancora 120 000 occidentali.
2000
Dopo il fallimento di una trattativa triangolare con il governo inglese e i proprietari terrieri bianchi, il governo espropriò senza indennizzi buona parte degli agricoltori bianchi, che complessivamente possedevano e sfruttavano il 70% delle terre coltivabili del paese.
2002
Il censimento riportò solo 46 743 europei rimasti nello Zimbabwe.
2003
La produzione agricola crollò a circa un terzo di quella del 1999 e degli anni precedenti.
2004
La nazionale di calcio si qualificò alla Coppa d’Africa; alle Olimpiadi di Atene il Paese vinse tre medaglie.
2007
L’inflazione fu ufficialmente del 7 892% nel settembre; dalla metà dell’anno fuggirono dal paese altre 3,4 milioni di persone, e nell’ottobre buona parte del debito con il Fondo Monetario Internazionale fu pagato.
2008
Mugabe fu riconfermato al vertice del paese in un turno elettorale contrassegnato da tumulti e violenze; nel settembre, dopo cinque mesi di trattativa, si arrivò all’accordo per cui Mugabe restava presidente e Morgan Tsvangirai diventava primo ministro. Alle Olimpiadi di Pechino Kirsty Coventry vinse quattro medaglie nel nuoto.
2009
Nel gennaio la Banca centrale introdusse una banconota da 100 trilioni di dollari; da quell’anno la moneta nazionale non venne più stampata.
2012
Il censimento contò appena 28 732 europei rimasti nel Paese; la nazionale di rugby conquistò l’Africa Cup.
2013
Mugabe fu rieletto presidente con il 61,09% dei voti, sconfiggendo Tsvangirai; l’opposizione denunciò brogli e irregolarità. Nello stesso anno uscì il romanzo C’è bisogno di nuovi nomi di NoViolet Bulawayo.
2015
Dal 15 giugno lo Zimbabwe ritirò dalla circolazione il dollaro zimbabwese, sostituito da dollaro statunitense e rand sudafricano.
2017
Il 15 novembre un colpo di Stato non cruento rimosse dal potere il novantatreenne Mugabe, costretto il 21 novembre a rassegnare le dimissioni: i militari insediarono al suo posto Emmerson Mnangagwa.
2018
Mnangagwa fu eletto presidente nelle elezioni generali con il 50,67% dei voti, sconfiggendo Nelson Chamisa.
2019
A giugno venne adottato come valuta il dollaro RTGS; il 6 settembre morì Robert Mugabe, a seguito di un cancro alla prostata.
2022
Il 7 novembre venne lanciato ZIMSAT-1, primo satellite in orbita dello Zimbabwe.
2024
L’8 aprile il dollaro RTGS è stato sostituito da una nuova valuta, lo Zimbabwe Gold, agganciata a un paniere di beni materiali composto da valute estere, oro e altri metalli preziosi.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’etnia prevalente è quella nera bantu shona, con il 67,1% della popolazione, seguita dai bantu ndebele con il 13% e dai chewa con il 4,9%; i bianchi, massimamente di stirpe anglosassone, erano il 3,5% nel 2004, ma sono in forte diminuzione per via dell’emigrazione causata dalle repressioni governative.
Secondo il censimento del 2012 il 99,7% della popolazione è di origine africana; si calcola che gli zimbabwesi all’estero ammontino a svariati milioni di persone, e in particolare, a causa delle intollerabili condizioni economiche e politiche interne, dalla metà del 2007 sono fuggite dal paese altre 3,4 milioni di persone.
La comunità europea, stimata in circa 1 500 persone nel 1891, crebbe rapidamente fino a 75 000 nel 1945 e raddoppiò a 150 000 dieci anni dopo: la comunità britannica ammontava a circa 270 000 persone verso la fine degli anni sessanta, e nel 1975 raggiunse il suo picco numerico di 296 000 residenti. Gli occidentali non costituirono però mai più del 7,3% della popolazione del Paese.
Le agitazioni politiche e la confisca illegale di molte aziende agricole provocarono un massiccio esodo: il censimento del 2002 riportò solo 46 743 europei rimasti nello Zimbabwe e quello del 2012 appena 28 732. La maggioranza dell’emigrazione europea si è diretta verso il Regno Unito, il Sudafrica, il Botswana, lo Zambia, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Paese riconosce sedici lingue ufficiali, l’assoluta maggioranza delle quali appartenenti al gruppo bantu.
Alle lingue bantu si aggiungono l’inglese e alcuni dialetti appartenenti alla famiglia khoisan.
Le lingue più diffuse sono quelle delle due principali etnie: la lingua shona e la lingua ndebele, parlate rispettivamente dal 76% e dal 18% degli zimbabwesi.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il 62% della popolazione segue la religione cristiana protestante, ripartita fra metodisti, avventisti e anglicani.
I cattolici costituiscono circa il 10% dei cristiani, mentre il resto della popolazione è animista.
Spesso, però, cristianesimo e culti indigeni vengono fusi: le tradizioni del Paese sono basate su una grande spiritualità, data da un substrato di tipo animistico su cui poi attecchì il cristianesimo.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Un tempo florido, il paese sta attraversando una crisi che, oltre a essere umanitaria e politica, è anche economica: l’economia nazionale è in recessione, mentre quella di tutti gli altri paesi africani, anche quelli più poveri, è in crescita positiva.
L’economia si basa sulla produzione agricola, sulle attività estrattive e sulla produzione di manufatti; le infrastrutture sono scarsamente sviluppate, anche se il sistema stradale è di buon livello e consente spostamenti rapidi. La disoccupazione è dell’80%, e la stessa percentuale della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
L’inflazione del dollaro dello Zimbabwe è stata una delle più alte mai registrate nel mondo: ufficialmente del 7 892% nel settembre 2007, è poi salita al 100 000% nel gennaio 2008 e a 231 milioni per cento nel luglio dello stesso anno. Nel gennaio 2009 la Banca centrale introdusse una banconota da 100 trilioni di dollari.
Il sottosuolo è ricco di oro, nichel, argento, antimonio, platino, cobalto, tungsteno, amianto e cromo, ma mancano petrolio e gas naturale: i giacimenti minerari sono diffusissimi in tutto il paese e fin dall’inizio dell’epoca coloniale costituirono la base dello sviluppo. Metà delle industrie si occupa della trasformazione dei prodotti agricoli.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo Zimbabwe ha ottenuto l’indipendenza dalla Gran Bretagna il 18 aprile del 1980, mentre ha una costituzione in vigore dal 21 dicembre del 1979, che ancora costituisce il documento fondamentale nonostante i vari cambiamenti a cui è stata sottoposta.
Da un punto di vista amministrativo il paese è diviso in otto province più due città con status di provincia, Harare e Bulawayo; a loro volta le province sono divise in 59 distretti e 1 200 comuni costituiti da diversi villaggi.
Nel 1987, scaduto il termine settennale di Canaan Banana, Robert Mugabe si autoproclamò presidente con poteri esecutivi, eliminando la carica di Primo Ministro: riconfermato nel 1990 e nel 1996, Mugabe e il suo partito accentrarono in sé i poteri dello Stato, assumendo atteggiamenti sempre più demagogici e repressivi verso qualunque forma di opposizione.
Il 15 novembre 2017 un colpo di Stato non cruento rimosse dal potere il novantatreenne Mugabe, costretto il 21 novembre successivo a rassegnare le dimissioni: i militari insediarono al suo posto Emmerson Mnangagwa, poi eletto presidente nelle elezioni generali del 2018 con il 50,67% dei voti.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Il 14,5% del territorio è totalmente o parzialmente protetto. Grazie alla speciale protezione riservata al prezioso e vario ambiente naturale e animale, lo Zimbabwe è sempre stato uno dei paesi più visitati dell’Africa.
La vegetazione è per lo più costituita da rade foreste decidue e, nella parte con meno precipitazioni, da savana nella quale prevalgono le acacie e i baobab; lungo lo Zambesi si ha la foresta a galleria. La fauna è costituita soprattutto da elefanti, leoni, ippopotami e antilopi.
La protezione dell’ambiente fu una caratteristica peculiare del governo rhodesiano sin dagli anni venti: nel corso del tempo furono istituite nove riserve e un parco nazionale, lo Hwange National Park, di 1 456 000 ettari, inaugurato nel 1949, e in seguito anche le riserve furono trasformate in parchi nazionali.
I parchi nazionali del paese sono dieci, fra cui il Chimanimani, il Chizarira, il Gonarezhou, il Matobo, il Matusadona, il Nyanga e il Mana Pools; la gestione delle aree protette è affidata per legge al Ministero delle risorse naturali e del turismo.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 2.196 km²

Parco nazionale
Superficie 14.651 km²

Parco nazionale
Superficie 23 km²

Parco nazionale
Altezza 1.302 m

Parco nazionale
Superficie 69 km²

Parco nazionale
Superficie 5.053 km²

Parco nazionale
Superficie 560 km²

Parco nazionale
Parco nazionale
Superficie 192 km²
Parco nazionale
Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 6.766 km²
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La cucina dello Zimbabwe risente anche delle influenze della cucina europea.
Le colture più diffuse, da cui la tavola attinge, sono mais, frumento, canna da zucchero, sorgo, frutta, tabacco, caffè, arachidi, cotone e tè.
Il patrimonio zootecnico è perlopiù costituito da bovini, caprini e volatili: prati e pascoli occupavano circa il 43% del territorio e l’allevamento copriva il fabbisogno interno, permettendo talvolta esportazioni.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le tradizioni del Paese, cui contribuiscono le varie etnie ognuna con le proprie istanze, sono basate su una grande spiritualità data da un substrato di tipo animistico su cui poi attecchì il cristianesimo.
Questo si esprime non solo nelle feste, ma anche nelle attività giornaliere, con l’attenzione particolare data alla meditazione, alla preghiera e alla riflessione.
La ricorrenza nazionale cade il 18 aprile e celebra l’indipendenza dal Regno Unito, ottenuta nel 1980.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tipico strumento della tradizione musicale dello Zimbabwe è la m’bira.
Musicista di rilievo è Thomas Mapfumo.
Altro musicista di rilievo internazionale è Oliver Mtukudzi.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Abitato da una notevole varietà di genti, lo Zimbabwe ospita al suo interno una diversità di culture ampia, da quella animista e tradizionale dei piccoli villaggi bantu a quella di stampo anglosassone tipica della componente bianca e, in generale, dei centri urbani.
Le arti tradizionali del paese includono ceramiche, ceste, tessuti, gioielli e lavori di intaglio: la scultura shona, oltre a caratteristiche culturali tipiche, presenta anche nette influenze di gusto europeo, e un tema ricorrente nell’arte del Paese è la trasformazione dell’uomo in bestia.
Negli anni quaranta il filantropo Jairos Jiri cominciò a insegnare ai disabili varie pratiche artistiche, incentrando le loro produzioni sullo smercio in molti punti di vendita del paese: ciò contribuì a migliorare la situazione economica di molte famiglie disagiate, e ancora oggi i centri di Jairos Jiri rimangono una parte importante della produzione artistica dello Zimbabwe.
Molti artisti zimbabweani hanno un seguito internazionale notevole, in special modo scultori e musicisti: i principali scultori sono Tapfuma Gudsa e Henry Muyradzi, che hanno influenzato molto lo stile degli artisti neri statunitensi. Specialmente tra i membri della minoranza bianca è sempre stato di moda il teatro.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In ambito letterario si sono distinti, tra gli altri, Dambudzo Marechera e Tsitsi Dangarembga.
Fra le voci più recenti c’è NoViolet Bulawayo, che ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali.
NoViolet Bulawayo è autrice del romanzo C’è bisogno di nuovi nomi, uscito nel 2013.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli sport più seguiti sono il cricket e il calcio, ma anche il rugby è popolare, specie tra i bianchi: la nazionale di calcio non è mai riuscita a qualificarsi ai Mondiali, ma si è qualificata alla Coppa d’Africa nel 2004 e nel 2006, quando ha battuto il forte Ghana. Il più celebre giocatore zimbabwese è stato certamente Bruce Grobbelaar.
Il paese può vantare anche ottimi tennisti, soprattutto nel doppio, come i fratelli Cara, vincitrice di dieci Slam tra doppio e doppio misto ed ex doppista numero 1 al mondo, Wayne, vincitore di quattro Slam, e Byron Black, vincitore del Roland Garros nel 1994 ed ex numero 1 al mondo.
Nel rugby a 15 lo Zimbabwe ha partecipato a due edizioni della Coppa del Mondo, nel 1987 e nel 1991, senza però riuscire a superare la fase a gironi, e disputa regolarmente l’Africa Cup, che ha conquistato nel 2012; i fratelli Tsimba Richard e Kennedy sono stati inseriti nella World Rugby Hall of Fame.
La prima medaglia d’oro olimpica del Paese fu conquistata nell’hockey su prato, competizione a squadre femminile, nel 1980: alle Olimpiadi lo Zimbabwe ha vinto in tutto sette medaglie, tutte al femminile, fra cui quattro nel nuoto per opera di Kirsty Coventry.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il Paese prende il nome dal Grande Zimbabwe, i resti di un’antica città.
Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it)
Lingua
La capitale Harare era nota fino al 1980 con il nome di Salisbury.
Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it)
Record
Lo Zimbabwe riconosce 16 lingue ufficiali.
Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it)
Lingua
Le lingue shona e ndebele sono parlate rispettivamente dal 76% e dal 18% degli zimbabwesi.
Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it)
Storia
La ribellione shona del 1896 fu chiamata «chimurenga», nome che da allora designò ogni tipo di rivolta a matrice shona.
Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it)
Storia
L’Impero di Monomotapa, fondato nel 1440, commerciava certamente in schiavi con le genti arabe.
Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it)
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Il turismo, un tempo fonte primaria dello Stato, è crollato: si concentra sulle rovine di Grande Zimbabwe, sulle cascate Vittoria, sul lago Kariba e sui numerosi parchi nazionali.
Harare è la capitale e il centro amministrativamente e politicamente più importante, ospita l’Università dello Zimbabwe ed è uno snodo commerciale di notevole rilievo; Bulawayo è invece la città più importante dal punto di vista economico e, grazie alla vicinanza con il Sudafrica, è un importante snodo ferroviario.
Fra gli altri centri di rilievo è particolarmente importante Mutare, centro economico, commerciale e soprattutto turistico grazie ai parchi nazionali presenti nelle vicinanze.
Salisbury fu una delle città più moderne e organizzate del continente africano, e la Harare odierna ne mantiene la fisionomia anglosassone.
Sintesi · Fonte: Zimbabwe (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.