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Il Sudafrica, ufficialmente Repubblica del Sudafrica, è uno Stato dell’Africa australe che si affaccia sull’Oceano Atlantico a ovest e sull’Oceano Indiano a est. Occupa l’estremità meridionale del continente e ospita il punto più a sud dell’Africa, capo Agulhas, che per convenzione segna il confine fra i due oceani.
Confina con Namibia, Botswana, Zimbabwe, Mozambico ed eSwatini, e racchiude completamente al suo interno l’enclave del Lesotho. Al Paese appartengono anche le Isole del Principe Edoardo, a 1770 chilometri a sud-est di Port Elizabeth, circa a metà strada fra il continente e l’Antartide.
È uno Stato straordinariamente vario dal punto di vista culturale ed etnico, con dodici lingue ufficiali, due delle quali di origine europea: l’inglese, portato dai coloni britannici, e l’afrikaans, evoluzione africana della lingua dei coloni olandesi del XVII secolo. Per buona parte del XX secolo il Paese fu governato dall’apartheid, la rigida segregazione razziale che gli valse sanzioni internazionali e l’esclusione da ogni competizione sportiva; la svolta arrivò con l’elezione a presidente di Nelson Mandela e con la nuova Costituzione e la nuova bandiera, adottate entrambe nel 1994.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio sudafricano è in gran parte fatto di altopiani, l’Alto Veld, che si innalzano fino a quote comprese fra i 900 e i 1900 metri. Verso le coste l’altopiano presenta un orlo rialzato, la Grande Scarpata, che si articola in diverse catene montuose: a sud-ovest comprende massicci isolati come la Table Mountain, il massiccio di arenaria alto 1914 metri che incombe su Città del Capo, mentre a est e a nord si sviluppa nei monti Drakensberg, i «monti dei draghi», con cime che superano i 3000 metri.
Oltre la Scarpata si stende la pianura alluvionale costiera, il Basso Veld, tranne nella penisola del Capo, dove le rocce arrivano direttamente all’oceano con una successione di promontori a falesia. Il centro del Paese è occupato dai bacini semidesertici del Grande e del Piccolo Karoo, che a nord-ovest sfumano nel deserto del Kalahari, condiviso con la Namibia.
Il fiume più importante è l’Orange, lungo 1860 chilometri, che nasce nel Lesotho e il cui bacino copre buona parte degli altopiani; il suo corso è però interrotto da rapide e cascate che lo rendono poco navigabile. Verso l’Oceano Indiano scorre il Limpopo, lungo 1600 chilometri, che divide il Paese dal Botswana. Dal punto di vista geologico il Sudafrica poggia su uno zoccolo di rocce precambriane venate da importanti filoni auriferi e uraniferi, soprattutto nella regione del Witwatersrand.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima sudafricano è molto vario, per la grande estensione del Paese, per l’altitudine e per l’esposizione al mare. La parte meridionale ha un clima mediterraneo, con temperature miti e precipitazioni sopra i 600 millimetri, legate all’arrivo di fronti freddi di origine antartica durante l’inverno.
D’estate, invece, le masse di aria umida che arrivano dall’Oceano Indiano investono le coste orientali e la Grande Scarpata con piogge abbondanti, fra i 1000 e i 1500 millimetri: il KwaZulu-Natal, caldo e umido, è la provincia più adatta alle colture tropicali. Procedendo verso l’interno le piogge calano ai 500-800 millimetri degli altopiani, e verso ovest crollano fino ai 60 millimetri di Port Nolloth, sull’Atlantico.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
provincia del Capo Orientale · Free State · Gauteng · KwaZulu-Natal · provincia del Limpopo · Mpumalanga · provincia del Nordovest · provincia del Capo Settentrionale · provincia del Capo Occidentale
Stato attuale dal 1910
circa 10 000 anni fa
L’Africa meridionale era abitata dai boscimani, cui si aggiunsero popolazioni affini di etnia khoikhoi: cacciatori-raccoglitori nomadi, collettivamente noti come Khoisan.
III–V secolo
Da nord-est cominciarono ad affluire i gruppi bantu, soprattutto zulu e xhosa: buoni agricoltori e allevatori, si insediarono prima nell’odierno KwaZulu-Natal e poi più a sud, respingendo i Khoisan nelle regioni più aride.
1487
L’esploratore portoghese Bartolomeo Diaz oltrepassò il Capo di Buona Speranza, aprendo la via marittima per le Indie orientali.
1652
La Compagnia Olandese delle Indie Orientali fondò il primo insediamento stabile presso il Capo di Buona Speranza: fu l’inizio della colonizzazione europea e della nascita della comunità boera, con una propria cultura e una propria lingua, l’afrikaans.
1795–1806
Il Regno Unito tentò di conquistare la colonia olandese del Capo e vi riuscì nel 1806, approfittando dell’avanzata napoleonica in Europa e della caduta dei Paesi Bassi.
1835–1850
Oppressi dal dominio britannico, i boeri migrarono in massa verso nord alla ricerca di nuove terre: i voortrekker fondarono una serie di piccole repubbliche, poi riunite nello Stato Libero di Orange, nella Repubblica di Natalia e nella Repubblica del Transvaal.
1899–1902
La scoperta di diamanti e oro nel nord-est alimentò l’interesse britannico per l’annessione: dopo una serie di conflitti sanguinosi il Regno Unito prevalse. Nel 1913 il Natives Land Act limitò la proprietà fondiaria dei neri al sette per cento del territorio e quattro milioni di contadini persero la terra.
1909–1910
Il territorio venne unificato e costituito come dominion unitario all’interno del Commonwealth con il nome di Unione Sudafricana.
1931
Con lo statuto di Westminster il Sudafrica ottenne una parziale autonomia dal Regno Unito.
1948
Il Partito Nazionale vinse le elezioni e cominciò ad attuare la politica di segregazione razziale nota come apartheid.
1961
Il 31 maggio fu proclamata la Repubblica del Sudafrica, dopo l’espulsione del Paese dal Commonwealth; nello stesso anno cominciò la campagna di sanzioni economiche internazionali.
1967
Il 3 dicembre il chirurgo Christiaan Barnard eseguì all’ospedale Groote Schuur di Città del Capo il primo trapianto di cuore della storia.
1973
Le Nazioni Unite dichiararono l’apartheid un crimine contro l’umanità.
1990–1991
Il presidente Frederik Willem de Klerk imboccò la via della riforma, liberò Nelson Mandela e nel 1991 smantellò l’intero sistema della segregazione razziale.
1994
Il 27 aprile si tennero le prime elezioni con suffragio esteso a tutte le etnie: Nelson Mandela fu eletto presidente. Nello stesso anno furono adottate la nuova Costituzione e la nuova bandiera.
1995
Fu istituita a Città del Capo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, il tribunale speciale incaricato di gestire il passaggio dall’apartheid al nuovo corso politico. Nello stesso anno il Sudafrica ospitò e vinse la Coppa del Mondo di rugby.
1999
Il 23 febbraio venne lanciato SUNSAT, il primo satellite sudafricano.
2010
Il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a ospitare una Coppa del Mondo FIFA.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Sudafrica ha circa sessanta milioni di abitanti, concentrati nelle grandi città e distribuiti in modo molto irregolare sul territorio. È un Paese fortemente multietnico, dove convivono, spesso con difficoltà, comunità nere, bianche, asiatiche e miste; la legge riconosce formalmente quattro macro-categorie: neri, bianchi, «coloured» e asiatici.
I neri bantu sono circa il 75 per cento della popolazione e si suddividono ufficialmente in nove «nazioni»: zulu, xhosa, sotho, tswana, tsonga, swazi, venda, ndebele e pedi. I bianchi sono circa il 13 per cento e si dividono in boeri, o afrikaner, anglosassoni e altri gruppi, soprattutto di origine portoghese, tedesca e italiana.
La componente bianca è in calo costante: era il 22 per cento nel 1921, il 16 per cento nel 1980 e l’8,9 per cento nel 2011, sia per la minore crescita demografica sia per l’emigrazione, visto che almeno ottocentomila bianchi hanno lasciato il Paese dopo il 1995. Gli asiatici sono circa il 3 per cento, i coloured circa il 9; boscimani e ottentotti non raggiungono lo 0,1 per cento.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Sudafrica ha dodici lingue ufficiali, che corrispondono alle diverse etnie del Paese. Due sono di origine europea: l’inglese, portato dai coloni britannici, e l’afrikaans, nato dalla lingua dei coloni olandesi arrivati nel XVII secolo.
I meticci del Capo parlano in maggioranza l’afrikaans, mentre gli asiatici usano soprattutto l’inglese. Una traccia della colonizzazione olandese sopravvive anche nelle sigle del Paese: ZA per le automobili e per il codice internazionale, e il dominio internet .za, tutti derivati dal nome olandese Zuid-Afrika.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le religioni più diffuse in Sudafrica sono quelle cristiane: la chiesa riformata sudafricana raccoglie circa il 35 per cento dei fedeli, il cattolicesimo e l’anglicanesimo circa il dieci per cento ciascuno, mentre metodismo, luteranesimo e altre confessioni arrivano nel complesso a circa il trenta per cento.
Ci sono poi musulmani e induisti, intorno all’1,5 per cento ciascuno, ed ebrei, intorno allo 0,5. Nel Paese è inoltre forte la presenza del rastafarianesimo.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nonostante i gravi problemi sociali ereditati dall’apartheid, quella sudafricana è la terza economia del continente africano e produce oltre un terzo del reddito continentale, soprattutto grazie alle risorse minerarie — oro, diamanti, platino, ferro, cromo, carbone — e alle industrie collegate.
L’agricoltura è fra le più sviluppate d’Africa, ma con squilibri profondi: accanto a grandi aziende altamente specializzate sopravvivono agricolture di sussistenza praticate con metodi tradizionali. La produzione di cereali si concentra nel cosiddetto «triangolo del mais», mentre il 69 per cento del terreno agricolo è destinato all’allevamento: il Sudafrica è uno dei principali produttori mondiali di lana di pecora.
Il livello relativamente alto di sviluppo non impedisce una povertà diffusissima: circa il 40 per cento della popolazione vive con meno di due dollari al giorno, la disoccupazione colpisce oltre un quarto degli abitanti e nel 2019 lo stipendio medio dei sudafricani bianchi era 3,5 volte quello dei sudafricani neri.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Sudafrica è una repubblica parlamentare con una singolarità tipica delle repubbliche presidenziali: le figure di capo di Stato e di capo del governo coincidono, e per questo viene classificata come repubblica parlamentare mista.
Il Paese è l’unico Stato sovrano al mondo ad avere tre capitali: Pretoria, sede del governo, è la capitale amministrativa; Città del Capo, che ospita il parlamento, è quella legislativa; Bloemfontein, sede della corte suprema d’appello, è quella giudiziaria. A livello internazionale la capitale riconosciuta è Pretoria, perché vi risiede il capo di Stato.
Altre città importanti sono Johannesburg, la più popolosa del Paese e una delle maggiori del continente, dove ha sede la Corte costituzionale, e poi Port Elizabeth, East London e Durban. La riforma amministrativa dell’inizio del 1994 ha riunito le vecchie quattro province e i dieci bantustan in nove province.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale3.776.313 abitanti
Municipalità di Città del Capo
Capitale741.651 abitanti
Municipalità di Tshwane

4.803.262 abitanti
Municipalità di Johannesburg
Capitale256.185 abitanti
Municipalità metropolitana di Mangaung

595.061 abitanti
Municipalità metropolitana di Ethekwini

312.392 abitanti
Municipalità metropolitana di Nelson Mandela Bay

225.160 abitanti
Municipalità locale di Sol Plaatje

58.670 abitanti
Municipalità locale di Mbombela

478.676 abitanti
Municipalità di Buffalo City

1.271.628 abitanti
Municipalità di Johannesburg
80.316 abitanti
Municipalità locale di Stellenbosch

99.787 abitanti
Municipalità locale di Emfuleni
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Sito archeologico

Sito archeologico

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Monumento

Sito archeologico

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Museo

Sito archeologico

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Luogo di culto

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Luogo di culto

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Monumento

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Il Sudafrica è uno dei Paesi «megadiversi» del pianeta: ospita circa il cinque per cento delle specie di mammiferi del mondo e il sette per cento di quelle di uccelli, con un endemismo elevatissimo fra rettili, anfibi, pesci d’acqua dolce e invertebrati. La vegetazione si divide in nove grandi biomi: savana, prateria, Nama-Karoo, Karoo succulento, fynbos, foresta, macchia di Albany, fascia costiera dell’Oceano Indiano e deserto.
Il bioma più esteso è la savana, che occupa oltre un terzo del Paese, con alberi come le marule, i mopane e i baobab; il meno esteso è la foresta indigena, che copre meno dello 0,4 per cento del territorio. A sud-ovest domina il fynbos, la vegetazione arbustiva della Regione floristica del Capo, uno dei maggiori centri mondiali di diversità ed endemismo vegetale: pur occupando una porzione piccola del Paese ospita migliaia di specie di piante che non crescono in nessun altro posto al mondo.
Fra il XVIII e l’inizio del XX secolo la caccia e la trasformazione degli habitat ridussero drasticamente i grandi mammiferi, ma i parchi nazionali e i programmi di reintroduzione hanno permesso a molte specie di riprendersi. Il Kruger National Park è oggi uno dei maggiori complessi faunistici africani, e il Sudafrica è la principale roccaforte mondiale del rinoceronte bianco, con circa 14 074 esemplari alla fine del 2023, accanto a una delle maggiori popolazioni di rinoceronte nero. Il bracconaggio resta però una pressione fortissima.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 19.623 km²

Parco nazionale
Superficie 1.640 km²

Parco nazionale
Superficie 820 km²

Parco nazionale
Superficie 284 km²
Parco nazionale
Superficie 57 km²

Parco nazionale
Superficie 225 km²

Parco nazionale
Superficie 116 km²

Parco nazionale
Superficie 28 km²

Parco nazionale
Superficie 152 km²

Parco nazionale
Superficie 14 km²

Parco nazionale
Altezza 1.344 m

Parco nazionale
Superficie 1.210 km²
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Montagna
Altezza 3.482 m

Montagna
Altezza 1.085 m

Montagna
Altezza 1.913 m

Montagna
Altezza 776 m

Montagna
Montagna
Altezza 1.862 m

Montagna
Altezza 3.450 m
Montagna
Altezza 1.800 m

Montagna
Altezza 1.318 m

Montagna
Altezza 2.325 m

Montagna
Altezza 1.852 m

Montagna
Altezza 1.578 m
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La cucina sudafricana riflette la varietà culturale del Paese e mescola tradizioni africane indigene, olandesi, britanniche, indiane e capo-malesi. La carne è al centro di quasi tutte le culture gastronomiche locali, soprattutto attraverso il braai: nato come versione afrikaner del barbecue, è insieme un modo di cucinare e una consuetudine sociale condivisa da tutte le comunità.
Sulla griglia del braai finiscono la boerewors, la salsiccia speziata, le costolette d’agnello e la bistecca, accompagnate dal pap, la polenta di mais, e dalla chakalaka, una salsa piccante. Fra i piatti tradizionali ci sono il bobotie, carne macinata al curry con una copertura di uovo, il bunny chow, una pagnotta svuotata e riempita di curry nata a Durban, e il potjiekos, lo stufato cotto lentamente in una pentola di ghisa sulla fiamma viva. Per strada si mangiano vetkoek, gatsby, samosa e biltong, la carne essiccata.
Fra i dolci più amati ci sono la milk tart e i koeksister. Il Sudafrica ha anche una cultura del fast food molto sviluppata, con catene nate qui e diffuse in tutto il mondo, e soprattutto una produzione vinicola di fama internazionale, con i vigneti di Stellenbosch, Franschhoek e Paarl che sono ormai una meta del turismo gastronomico.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it), South Africa (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
La storia recente del Sudafrica è raccontata da due momenti simbolo: le prime elezioni democratiche del 27 aprile 1994, con il suffragio esteso a tutte le etnie, e la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, il tribunale speciale istituito nel 1995 a Città del Capo per gestire il passaggio dall’apartheid al nuovo corso politico.
Il Paese ha conservato tracce di tutte le culture che lo compongono: la cultura boera nell’architettura Cape Dutch e nella lingua afrikaans, le tradizioni orali bantu, le comunità indiane con il loro repertorio letterario, spesso in inglese e più raramente in hindi.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Una tradizionale musica da ballo sudafricana è il kwela, nato dall’incontro fra musica africana e jazz; fra i jazzisti spicca Hugh Masekela. Negli anni novanta è nato il kwaito, il genere urbano più identitario del Paese.
La personalità musicale più grande è stata Miriam Makeba, conosciuta in tutto il mondo per canzoni come Pata Pata, che ha dato un contributo riconosciuto internazionalmente alla cultura sudafricana; accanto a lei si ricorda Brenda Fassie. Dal Sudafrica vengono anche gruppi di fama internazionale come i Seether e i Die Antwoord. E sudafricana è la vuvuzela, la trombetta ad aria diventata celebre in tutto il mondo.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Sudafrica convivono molte culture e quindi molte tradizioni artistiche. Quella boera, costruita su pionierismo, frugalità, famiglia patriarcale, patriottismo, lingua afrikaans e religione calvinista riformata, si esprime in numerosi campi, dall’architettura — tipico del Paese è lo stile coloniale conosciuto come Cape Dutch — alla letteratura.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura sudafricana ebbe il suo periodo d’oro nell’Ottocento, quando la nascita di una letteratura boera veniva intesa come affermazione dell’indipendenza culturale dei pionieri rispetto all’Europa e agli inglesi; un genere tipico di quell’epoca è il pamphlet accusatorio. Negli anni trenta una nuova generazione di scrittori boeri allargò gli orizzonti a temi universali, e durante l’apartheid parte della letteratura afrikaans si schierò apertamente contro il governo e la segregazione.
Le culture bantu hanno una propria letteratura, tramandata oralmente per generazioni; in tempi più recenti gli scrittori neri hanno adottato anche le forme occidentali, come lo xhosa Jordan e lo zulu Dhlomo. A Mphahlele si deve una delle opere principali della letteratura sudafricana moderna, The African Image, del 1962, e Miriam Tlali è stata la prima donna nera a pubblicare un romanzo nel Paese.
La letteratura in lingua inglese si sviluppa pienamente solo nel XX secolo: la sua autrice principale è Nadine Gordimer, Premio Nobel per la letteratura nel 1991. Importante anche Alan Paton, scrittore, politico e attivista contro l’apartheid. Una curiosità: il poeta portoghese Fernando Pessoa visse in Sudafrica per nove anni, e la lingua inglese imparata a Durban fu decisiva per la sua formazione.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’attrice sudafricana più famosa è Charlize Theron, premio Oscar per Monster. Il suo nome è Tsotsi, di Gavin Hood, è stato il primo film sudafricano a vincere l’Oscar per il miglior film in lingua straniera, nel 2006; il primo a essere candidato era stato Yesterday, nel 2004.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport nazionale del Sudafrica è il rugby: la nazionale ha vinto quattro volte la Coppa del Mondo, nel 1995 — che il Paese ospitava — nel 2007, nel 2019 e nel 2023, oltre a cinque edizioni del torneo dell’emisfero australe.
Nel calcio la nazionale ha vinto la Coppa d’Africa del 1996, giocata in casa, mentre ai Mondiali non ha mai superato la fase a gironi. Nel 2010 il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a ospitare una Coppa del Mondo FIFA, un’occasione che ha permesso alla nazione di mostrare al mondo la propria rinascita.
Nei motori il nome più grande è Jody Scheckter, campione del mondo di Formula 1 nel 1979 con la Ferrari, mentre nel motociclismo si è imposto Brad Binder, campione del mondo Moto3 nel 2016. Nel golf è celebre Gary Player. La prima medaglia olimpica sudafricana, e primo oro di un atleta africano in assoluto, fu quella di Reggie Walker nell’atletica a Londra 1908.
Sintesi · Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Iscritto nel 2005

Iscritto nel 1999

Iscritto nel 2004

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Iscritto nel 2003

Iscritto nel 2000
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Record
Il Sudafrica è l’unico Stato sovrano al mondo ad avere tre capitali: Pretoria per il governo, Città del Capo per il parlamento e Bloemfontein per la corte suprema d’appello.
Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it)
Record
Il Sudafrica ha dodici lingue ufficiali, che corrispondono alle diverse etnie del Paese.
Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it)
Geografia
Capo Agulhas, il punto più meridionale dell’Africa, segna per convenzione il confine fra Oceano Atlantico e Oceano Indiano.
Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it)
Geografia
Il Lesotho è un’enclave completamente circondata dal territorio sudafricano.
Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it)
Geografia
Le Isole del Principe Edoardo, sudafricane, si trovano a 1770 chilometri da Port Elizabeth, circa a metà strada fra il continente e l’Antartide.
Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it)
Geografia
La Table Mountain, il massiccio di arenaria alto 1914 metri che incombe su Città del Capo, è uno dei simboli del Sudafrica.
Fonte: Sudafrica (Wikipedia, it)
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