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La Namibia, ufficialmente Repubblica della Namibia, è uno Stato dell’Africa meridionale la cui capitale è Windhoek: confina a nord con l’Angola e lo Zambia, a est con il Botswana, a sud con il Sudafrica e a ovest si affaccia sull’Oceano Atlantico.
Con una popolazione totale di circa 3 milioni di abitanti e un’estensione complessiva di 825418 km², la Namibia si colloca al secondo posto, dopo la Mongolia, fra gli Stati sovrani al mondo con la minore densità di popolazione, pari a 3,67 abitanti per km².
Gran parte del territorio è costituito dalle distese aride del deserto del Namib e del Kalahari; il nome del Paese deriva proprio dal Namib e fu scelto come etimo neutrale per evitare diatribe tra le varie etnie.
È uno dei Paesi più giovani del continente africano, avendo ottenuto solo nel 1990 l’indipendenza dal Sudafrica, dal quale era amministrata: dal 1884 al 1918 fu colonia dell’Impero tedesco con il nome di Deutsch-Südwestafrika, poi fece parte dell’Impero britannico all’interno dell’Unione Sudafricana e dal 1961 fu una provincia del Sudafrica.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La geografia della Namibia è caratterizzata da una serie di altipiani, il punto più alto dei quali è il Brandberg, di 2606 metri.
L’altopiano centrale attraversa il paese lungo l’asse nord-sud ed è circondato a ovest dal deserto del Namib e dalle pianure che giungono fino alla costa, a sud dal fiume Orange e a sud e a est dal deserto del Kalahari.
L’aridità del territorio fa sì che buona parte dei fiumi siano a carattere torrentizio: i fiumi di maggiore entità si trovano solo lungo i confini e sono, da nord a sud, il Kunene, l’Okavango, lo Zambesi e l’Orange.
Il Paese è diviso in quattordici regioni: Zambesi, Erongo, Hardap, ǁKaras, Kavango Orientale, Kavango Occidentale, Khomas, Kunene, Ohangwena, Omaheke, Omusati, Oshana, Oshikoto e Otjozondjupa.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima della Namibia va dal clima desertico a quello subtropicale ed è generalmente caldo e asciutto, con precipitazioni scarse e variabili: il Paese definisce sé stesso come arido.
L’aridità del clima deriva dalla fredda corrente del Benguela, che causa la condensazione del vapore acqueo sull’oceano Atlantico lasciando quindi arrivare sulla costa aria secca.
Nel 2019 alcune parti della Namibia hanno affrontato una delle peggiori siccità degli ultimi sessanta-novanta anni, con piogge molto scarse e con la morte della maggior parte del bestiame: le autorità hanno dichiarato lo stato di calamità naturale a maggio e hanno chiesto aiuti internazionali.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
regione dello Zambesi · regione degli Erongo · regione di Hardap · Regione di ǁKaras · Regione del Kavango Orientale · regione di Khomas · regione del Kunene · regione di Ohangwena · regione di Omaheke · regione di Omusati · regione dell'Oshana · regione di Oshikoto · regione di Otjozondjupa · Regione del Kavango Occidentale
Stato attuale dal 1990
Preistoria
I primi abitanti della Namibia furono probabilmente i San, detti anche Boscimani, seguiti dai Nama e dai Damara.
XIV secolo
A partire da questo secolo giunsero nella regione diversi gruppi bantu, fra cui gli Herero e gli Ovambo.
1486
Il territorio venne scoperto dal portoghese Bartolomeo Diaz.
Anni quaranta dell’Ottocento
La regione corrispondente all’attuale Namibia cominciò a essere esplorata dagli europei.
1878
La Walvis Bay cadde sotto il controllo britannico, mentre le isole dei Pinguini erano già state annesse alla Colonia del Capo quattro anni prima.
1884
Il territorio finì sotto l’influenza della Germania, che gli diede uno status di colonia con il nome di Africa Tedesca del Sud-Ovest.
1890
Per effetto del trattato di Helgoland-Zanzibar, sottoscritto il 1º luglio tra l’Impero tedesco e l’Impero britannico, il generale Leo von Caprivi ottenne per la colonia una striscia di territorio di 450 km di lunghezza e 30 km di larghezza per l’accesso al fiume Zambesi: da allora è denominata Dito di Caprivi.
1904–1908
L’arrivo dei primi coloni tedeschi provocò una violenta reazione da parte di alcune etnie autoctone che si vedevano spogliate delle proprie terre più fertili: la guerriglia del popolo di pastori degli Herero fu repressa nel sangue per ordine di Heinrich Goering, primo Reichskommissar, e vennero costruiti per i prigionieri dei campi di concentramento.
1911
Dagli originari 80000, gli Herero vennero ridotti a 15000.
1918
La colonia passò all’Impero britannico all’interno dell’Unione Sudafricana.
1961
Il territorio divenne una provincia del Sudafrica e tale rimase fino all’indipendenza.
1966
L’organizzazione South-West African People’s Organization, di ispirazione marxista, cominciò una guerriglia indipendentista contro le forze sudafricane, nota come guerra di indipendenza della Namibia.
1974
A Walvis Bay nacque Percy Montgomery, che sarebbe diventato uno dei più forti estremi di rugby al mondo giocando per la rappresentativa sudafricana.
Anni settanta
Fu fondata come federazione di diversi partiti, inclusi partiti a carattere etnico come la Christian Democrat Union e il Partito Repubblicano degli afrikaaner.
1988
Il Sudafrica cedette accettando un piano di pace delle Nazioni Unite.
1990
Il 21 marzo la Namibia raggiunse la piena indipendenza: il fondatore del Paese indipendente è Sam Nujoma, da sempre capo della SWAPO. Nello stesso anno si formò la Nazionale di rugby della Namibia.
1991
Frank Fredericks conquistò l’argento nei 200 metri piani ai mondiali di Tokyo.
1992
Frank Fredericks conquistò a Barcellona due medaglie d’argento, le prime medaglie olimpiche per la Namibia; nello stesso anno fu istituita l’Università della Namibia.
1993
Frank Fredericks vinse l’oro nei 200 metri piani ai mondiali di Stoccarda.
1994
Walvis Bay, inizialmente rimasta sotto il controllo sudafricano come enclave, fu ceduta alla Namibia insieme con le isole dei Pinguini.
1995
Frank Fredericks conquistò un altro argento mondiale nei 200 metri piani.
1996
Frank Fredericks vinse due medaglie d’argento olimpiche nei 100 e nei 200 metri piani.
1997
Frank Fredericks conquistò la sua quarta medaglia mondiale, ancora nei 200 metri piani.
1999
La Nazionale di rugby della Namibia debuttò al Mondiale.
2004
Dopo la fine della carriera agonistica, Frank Fredericks entrò a fare parte del Comitato Olimpico Internazionale.
2005
Sam Nujoma, che aveva governato dal 1990, fu sostituito da Hifikepunye Pohamba.
2011
I parlanti portoghese nel Paese erano stimati intorno a 100000, il 4-5% della popolazione totale.
2017–2018
La caduta dei prezzi delle materie prime e una persistente siccità hanno causato il calo del prodotto interno lordo del paese e l’aumento della disoccupazione.
2019
Alcune parti della Namibia hanno affrontato una delle peggiori siccità degli ultimi sessanta-novanta anni: le autorità hanno dichiarato lo stato di calamità naturale a maggio e hanno chiesto aiuti internazionali.
2021
La Germania ha riconosciuto di aver compiuto il genocidio in Namibia.
2022
La Namibia ha partecipato per la prima volta alla 59ª Biennale di Venezia con un padiglione nazionale incentrato sulla mostra dell’artista Renn.
2023
In quell’anno uscì il film Der vermessene Mensch, che narra il genocidio degli Herero e dei Nama e a cui partecipò l’attrice Girley Jazama.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Namibia è uno dei tre Stati sovrani del mondo meno densamente popolati, con una media di circa 3,7 abitanti per km², ma ha un tasso di crescita demografica relativamente elevato.
L’82% della popolazione appartiene a etnie del gruppo bantu, suddivise in almeno undici etnie, tra cui predomina largamente l’etnia Ovambo, circa metà della popolazione, concentrata nel Nord del Paese; altre etnie nere sono quelle del gruppo khoisan, ovvero i San e i Nama.
La quota di bianchi è intorno all’8%, la più elevata dell’Africa subsahariana dopo quella del Sudafrica, e si tratta soprattutto di tre gruppi principali, boeri, anglosassoni e tedeschi, con minoranze olandesi, francesi e portoghesi; vi sono infine due gruppi di origine mista, chiamati coloured e baster, che contribuiscono alla popolazione totale per un altro 8%.
Le città principali sono la capitale Windhoek, Lüderitz, Swakopmund, già seconda capitale durante il dominio sudafricano, Walvis Bay, Mariental, Keetmanshoop, Karasburg, Otjiwarongo, Ondangwa e Tsumeb.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’inglese è la lingua ufficiale del paese, ma è madrelingua solo per i bianchi, che sono il 6% della popolazione; il tedesco, l’afrikaans e l’oshiwambo sono invece lingue regionali riconosciute.
Metà degli abitanti parla l’oshiwambo come madrelingua, ma l’afrikaans è comunque la lingua più compresa: sia l’afrikaans sia l’inglese sono parlati principalmente come seconda lingua e utilizzati soprattutto a livello pubblico e istituzionale, mentre le lingue indigene vengono insegnate nella scuola primaria.
Il tedesco è parlato specialmente nel Sud del paese; la prossimità geografica alla lusofona Angola ha inoltre determinato l’immigrazione di numerose persone parlanti portoghese, che nel 2011 erano stimate intorno a 100000, il 4-5% della popolazione totale.
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La maggior parte della popolazione namibiana è di religione cristiana.
La confessione più diffusa è quella luterana, eredità anche della presenza coloniale e missionaria tedesca.
C’è inoltre una piccola minoranza di musulmani, concentrati soprattutto a Windhoek.
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L’economia namibiana è fortemente legata, e per alcuni aspetti simile, a quella del Sudafrica: la principale attività economica è l’estrazione di minerali, che contribuisce per circa il 20% al PIL nazionale.
La Namibia è il quarto più importante esportatore africano di minerali non combustibili e il quinto produttore di uranio nel mondo; una parte importante dell’estrazione riguarda i diamanti, mentre altre produzioni importanti sono quelle di piombo, ferro, zinco, argento e tungsteno.
Nonostante la sua importanza per l’economia nazionale il settore minerario dà lavoro solo al 3% della popolazione: oltre la metà dei namibiani si dedicano all’agricoltura e all’allevamento di sussistenza, coltivando principalmente mais e miglio e allevando soprattutto capre e pecore. La produzione agricola non copre il fabbisogno nazionale, che dipende al 50% dalle importazioni, mentre si esporta la lana.
Sebbene il reddito pro-capite sia cinque volte quello dei paesi più poveri dell’Africa, la maggioranza della popolazione vive in povertà a causa della forte disoccupazione, della grande disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e della grande quantità di capitali che vengono investiti all’estero.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Presidente è eletto con voto popolare ogni cinque anni e nomina il Primo ministro insieme con il suo gabinetto; il principale organo giudiziario è la Corte Suprema, i cui giudici sono nominati dal Presidente su proposta della Judicial Service Commission.
Il parlamento è composto da due camere: il National Council, formato da 26 membri, due per ciascun consiglio regionale, che durano in carica sei anni, e la National Assembly, composta da 78 membri con mandato quinquennale, dei quali 72 eletti con voto popolare e altri 6, non votanti, nominati dal Presidente. La National Assembly rappresenta il vero organo legislativo, mentre il National Council ha una funzione consultiva.
La SWAPO, che rappresentò il movimento principale durante il processo di indipendenza e che ha completamente abbandonato le sue posizioni originali marxiste, è il primo partito del paese: originariamente espressione specifica degli ovambo, dagli anni ottanta ha perso questa connotazione accogliendo tra le sue file esponenti di tutte le etnie.
Il secondo partito politico del paese è l’Alleanza Democratica di Turnhalle, fondata negli anni settanta come federazione di diversi partiti, inclusi partiti a carattere etnico come la Christian Democrat Union, a prevalenza coloured, e il Partito Repubblicano degli afrikaaner.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
La flora e la fauna della Namibia sono ampiamente diversificate in funzione delle diverse zone climatiche che attraversano il Paese; fra le piante più insolite va segnalata la Welwitschia mirabilis, considerata una delle piante più antiche e longeve esistenti, con alcuni esemplari di più di 2000 anni, che si trova in abbondanza in alcune zone del deserto del Namib.
Fra le oltre 100 specie di alberi si possono citare l’Acacia erioloba, la Faidherbia albida, il mopane, la Terminalia, la marula, il fico gigante e il baobab africano; l’albero nazionale è l’Aloidendron dichotomum, detto kokerboom, cioè albero faretra, perché i San svuotano i rami della pianta per farne contenitori per le loro frecce.
I grandi felini africani ci sono tutti e in particolare il ghepardo è ancora molto diffuso soprattutto nella zona dell’altopiano Waterberg; fra le antilopi e le gazzelle si citano l’orice gemsbock, lo springbok, il kudu maggiore e l’impala, mentre altri erbivori includono giraffe, zebre, facoceri ed elefanti. Dopo una scomparsa quasi totale, i rinoceronti bianchi sono stati reintrodotti nel Parco nazionale d’Etosha con ottimi risultati.
La Namibia è stata il primo paese del mondo a citare esplicitamente la protezione dell’ambiente naturale nella propria costituzione: il piano di conservazione è basato sul principio del Community Based Natural Resource Management, che prevede una gestione ampiamente decentralizzata delle risorse ambientali. I due principali parchi nazionali sono il Namib-Naukluft, il più grande del continente, e l’Etosha, nella parte settentrionale del paese.
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Parco nazionale
Superficie 22.270 km²

Parco nazionale
Superficie 49.789 km²

Parco nazionale

Parco nazionale
Parco nazionale

Parco nazionale
Nel contesto della gastronomia la cucina namibiana risulta molto variegata.
La base alimentare del Paese riflette l’agricoltura e l’allevamento di sussistenza cui si dedica oltre la metà dei namibiani: si coltivano principalmente mais e miglio e si allevano soprattutto capre e pecore.
Alcune piante del deserto entrano nell’alimentazione locale, come l’Acanthosicyos horrida, endemica del Namib, che produce frutti simili a piccoli meloni commestibili anche per l’uomo; fra i prodotti più noti del Paese c’è la birra Windhoek Lager, erede della tradizione brassicola introdotta dai coloni tedeschi.
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Il complesso amalgama di etnie e culture della Namibia è evidente già nella toponomastica, che include tra l’altro nomi tedeschi, afrikaans e ovambo.
Le comunità di discendenza tedesca hanno conservato molto delle tradizioni e della cultura della loro terra di origine: in cittadine come Lüderitz e Swakopmund, in cui anche l’architettura coloniale ricorda quella dei borghi della Germania di inizio XX secolo, si tengono sagre popolari e feste di antica tradizione, come la Festa del Kaiser.
I boeri sono invece legati a una tradizione propria, sviluppatasi soprattutto nel periodo pionieristico del Grande Trek e della colonizzazione del Sudafrica.
I bianchi e i gruppi di etnia mista parlano quasi tutti l’afrikaans e sono culturalmente simili ai gruppi corrispondenti sudafricani, mentre una minoranza di bianchi ha mantenuto la cultura e la lingua originale dei coloni tedeschi.
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La ricorrenza nazionale del 21 marzo celebra l’indipendenza dal Sudafrica, avvenuta nel 1990.
Per la prima volta la Namibia ha dedicato un giorno, il 28 maggio, al genocidio perpetrato dai tedeschi sui mama e sugli herero tra il 1904 e il 1908, poiché queste popolazioni avevano opposto resistenza all’invasione coloniale.
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Nel 2022 la Namibia ha partecipato per la prima volta alla 59ª Biennale di Venezia con un padiglione nazionale incentrato sulla mostra dell’artista Renn, dal titolo A Bridge to the Desert.
Ospitato sull’Isola della Certosa, con i suoi 20 ettari di percorso è stato il padiglione più esteso del 2022 e uno dei più estesi della storia della Biennale: la mostra ha presentato sculture e fotografie del progetto The Lone Stone Men.
Parte del padiglione sono stati anche due percorsi introduttivi: un muro di 140x2 metri tappezzato da foto del deserto del Namib di Roland Blum e l’installazione immersiva Seek to believe del duo artistico Amebe.
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Tra le scrittrici namibiane che si sono particolarmente distinte spicca Neshani Andreas.
I quotidiani più importanti includono il giornale di proprietà statale New Era, le testate private del gruppo Democratic Media Holdings, ovvero Die Republikein, Allgemeine Zeitung e Namibian Sun, e il giornale The Namibian.
Altre pubblicazioni degne di nota sono il tabloid Informanté, il settimanale Windhoek Observer, il settimanale Namibia Economist, il regionale Namib Times e Namibia Sport, l’unica pubblicazione di carattere sportivo. L’Università della Namibia è stata istituita nel 1992.
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In ambito cinematografico, in particolare nel XXI secolo, si è distinta la figura dell’attrice namibiana Girley Jazama, che ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali.
Girley Jazama ha partecipato al film Der vermessene Mensch, del 2023, dove viene narrato il genocidio degli Herero e dei Nama.
Tra gli attori celebri del Paese spicca in particolare Nǃxau ǂToma.
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Lo sport nazionale della Namibia è il rugby: conseguentemente all’indipendenza dal Sudafrica, nel 1990 si formò la Nazionale di rugby della Namibia, il cui esordio al Mondiale si è verificato nell’edizione del 1999.
Fino all’indipendenza i giocatori nativi potevano essere convocati nelle file della rappresentativa sudafricana: un esempio tra i più celebri è l’estremo Percy Montgomery, nato nel 1974 a Walvis Bay e ritiratosi dalle competizioni nel 2009.
Lo sportivo più importante a livello mondiale è Frank Fredericks, velocista capace di conquistare quattro medaglie olimpiche, tutte d’argento, e quattro medaglie mondiali; dopo la fine della carriera agonistica, dal 2004 è entrato a fare parte del Comitato Olimpico Internazionale. Seguiti sono anche il calcio e il cricket.
La laguna a sud di Luderitz è sede del più importante evento di Speed al mondo, con gare di velocità per kitesurf e windsurf: gli organizzatori hanno scavato un canale artificiale dove sono stati conseguiti i maggiori record di velocità a vela sull’acqua, mentre a Walvis Bay è stato registrato il record di velocità assoluto per un mezzo nautico, pari a 65,45 nodi.
Sintesi · Fonte: Namibia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Record
La Namibia si colloca al secondo posto, dopo la Mongolia, fra gli Stati sovrani al mondo con la minore densità di popolazione, 3,67 abitanti per km².
Fonte: Namibia (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Namibia, che deriva dal deserto del Namib, fu scelto come etimo neutrale per evitare diatribe tra le varie etnie.
Fonte: Namibia (Wikipedia, it)
Record
La Namibia è uno dei Paesi più giovani del continente africano, avendo ottenuto solo nel 1990 l’indipendenza dal Sudafrica.
Fonte: Namibia (Wikipedia, it)
Geografia
Il punto più alto della Namibia è il Brandberg, di 2606 metri.
Fonte: Namibia (Wikipedia, it)
Geografia
L’aridità del territorio namibiano fa sì che buona parte dei fiumi siano a carattere torrentizio: i fiumi di maggiore entità si trovano solo lungo i confini.
Fonte: Namibia (Wikipedia, it)
Geografia
L’aridità del clima namibiano deriva dalla fredda corrente del Benguela, che causa la condensazione del vapore acqueo sull’oceano Atlantico lasciando arrivare sulla costa aria secca.
Fonte: Namibia (Wikipedia, it)
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Gran parte del territorio della Namibia è incluso in aree naturali protette, parchi nazionali e riserve faunistiche private: i due principali parchi sono il Namib-Naukluft, che include buona parte del deserto del Namib e dei monti Naukluft, e l’Etosha.
Alcuni siti del Paese sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Nel Sud si visita la Quiver Tree Forest, uno dei paesaggi più insoliti creati dagli alberi faretra; da Walvis Bay, procedendo verso nord, si incontrano invece molte colonie di otarie, la più grande delle quali si trova a Cape Cross.
Le cittadine costiere di Lüderitz e Swakopmund conservano un’architettura coloniale che ricorda quella dei borghi della Germania di inizio XX secolo.
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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.