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Il Botswana, in italiano in passato anche Beciuania, ufficialmente Repubblica del Botswana, è uno Stato indipendente dell’Africa meridionale.
Confina con il Sudafrica a sud, con la Namibia a ovest, con lo Zambia a nord e con lo Zimbabwe a nord-est, e non ha sbocchi sul mare; ha una superficie totale di 581730 km² ed è abitato da 2 254 043 abitanti, con una densità di 3,7 abitanti per km².
Le lingue ufficiali sono l’inglese e lo tswana, lingua del popolo omonimo, che ha lo status di lingua nazionale; con il nome di Bechuanaland il Paese fu protettorato britannico fino al 1966, anno in cui ottenne l’indipendenza.
Il nome può essere approssimativamente tradotto come la terra di coloro che parlano tswana, ovvero la terra del popolo tswana: Tswana fu trascritto inizialmente in chuana dai britannici, da cui Bechuanaland.
Sintesi · Fonte: Botswana (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Botswana è uno Stato piuttosto esteso dell’Africa australe, posto all’interno della zona compresa tra i meridiani 20° e 30° est e attraversato dal tropico del Capricorno.
Confina a nord con la Namibia, nel Dito di Caprivi, riuscendo a raggiungere lo Zambia per soli 150 metri; dalla conformazione abbastanza quadrangolare, il Paese è lontano dal mare, che è raggiungibile a est seguendo il fiume Limpopo fino in Mozambico.
Il territorio è formato da un altopiano che mantiene un’altitudine sul livello del mare di circa 1000 metri, e circa il 70% del territorio è occupato dal deserto del Kalahari, che si trova a cavallo fra il Botswana sudoccidentale, la Namibia e il Sudafrica.
La rete idrografica è assai scarsa, ma presenta due bacini fluviali importanti: l’Okavango, nel Nord-ovest, che forma il secondo più grande delta interno del mondo dopo quello del Niger, e a sud-est il Limpopo, che segna il confine con il Sudafrica. Il Paese è diviso in 9 distretti e 28 sottodistretti.
Sintesi · Fonte: Botswana (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima del Botswana è subdesertico, caratterizzato da precipitazioni scarse e piuttosto irregolari: si sono registrati in media 591 mm annui di pioggia caduti in 58 giorni.
Le escursioni termiche, sia giornaliere sia annuali, sono piuttosto elevate: la temperatura media annua di Gaborone è pari a 18,5 °C, il mese più caldo è gennaio con 24 °C e il più freddo luglio con 11 °C.
L’inverno va da aprile a settembre ed è caratterizzato da giornate serene, soleggiate e secche, in assenza di pioggia: le temperature diurne raggiungono i 25 °C, mentre quelle notturne possono scendere anche sotto lo zero.
Durante l’estate, da ottobre a marzo, la temperatura è molto elevata e può raggiungere i 40 °C, mentre le piogge iniziano verso la fine di novembre.
Sintesi · Fonte: Botswana (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
distretto Centrale · distretto di Ghanzi · distretto di Kgalagadi · distretto di Kgatleng · distretto di Kweneng · distretto Nordorientale · distretto Nordoccidentale · distretto Sudorientale · distretto Meridionale
Stato attuale dal 1966
Preistoria
L’età dei dipinti rupestri di Tsodilo è variabile, ma i più antichi pare risalgano addirittura a 100 000 anni or sono.
Antichità
Le prime popolazioni dell’odierno Botswana erano cacciatori-raccoglitori dei gruppi san e khoi, ovvero boscimani e ottentotti: la loro presenza è sicuramente molto antica, anche se il loro numero fu sempre molto basso.
XVII secolo
Giunsero massicciamente nella zona i bantu provenienti da nord: queste genti, molto più agguerrite di boscimani e ottentotti, non ebbero difficoltà ad avere il sopravvento, e gli indigeni furono costretti a ritirarsi nelle zone più impervie e desertiche della regione.
Fine del XIX secolo
Iniziò un modesto afflusso di coloni bianchi provenienti dal Sudafrica.
1885
Alla Conferenza di Berlino la regione venne dichiarata protettorato britannico con il nome di Bechuanaland: a differenza di quanto avvenne in altri paesi dell’area, in Botswana i rapporti fra bantu e bianchi furono sempre sostanzialmente pacifici e distesi.
1966
Il Botswana divenne indipendente come Stato membro del Commonwealth il 30 settembre; primo capo di Stato eletto fu Sir Seretse Khama, già re della tribù tswana dei Bangwato e capo del Partito Democratico del Botswana, ricordato come padre della patria.
1968
Fu pubblicato When Rain Clouds Gather, fra i romanzi più noti della scrittrice Bessie Head.
1971
In quell’anno la popolazione del Paese era di circa 574 000 unità.
1977
Dopo gli scontri avvenuti con l’esercito della Rhodesia, il paese costituì un corpo per l’autodifesa.
1980
Alla morte di Seretse Khama gli succedette Quett Masire.
1982
Fu istituita l’Università del Botswana.
1994
Il Botswana è stato il primo paese a uscire dalla classifica dei Paesi meno sviluppati stilata dall’ONU.
1997–2002
In tre diverse operazioni il governo del Botswana sfrattò i boscimani che vivevano nella Riserva faunistica del Kalahari centrale.
1998
Fu aperta la superstrada transafricana, che collega l’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano passando per il Kalahari: le merci botswaniane non hanno più il passaggio obbligato dei porti sudafricani. Nello stesso anno Masire si ritirò a favore del vicepresidente Festus Mogae.
1999
Festus Mogae fu eletto presidente e delegò presto gran parte dei poteri al primo ministro Seretse Ian Khama.
2001
L’UNESCO annoverò Tsodilo nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.
2002
I boscimani decisero di portare il governo in tribunale, accusandolo di averli sfrattati illegalmente dalla loro terra ancestrale; nello stesso anno Lechedzani Luza ottenne la medaglia d’argento nel pugilato ai Giochi del Commonwealth.
2003
In quell’anno si sono registrate 33 000 morti per AIDS; la scrittrice Bessie Head fu insignita dell’Ordine della Ikhamanga in Oro. Dallo stesso anno Seretse Ian Khama è presidente del partito BDP.
2004
Il Paese è stato in grado di accumulare riserve in valuta straniera per oltre due volte e mezzo il valore delle imposte annuali, oltre 5 miliardi di dollari.
2005
Il tasso di crescita annua della popolazione acquisì segno negativo: l’indice di natalità fu di 23,33 nati per 1 000 abitanti, contro un tasso di mortalità di 29,36.
2006
Dopo il processo più lungo e più costoso nella storia del Botswana, una sentenza della Corte Suprema riconobbe ai boscimani il diritto a vivere e cacciare nella riserva, definendo gli sfratti illegali e incostituzionali; nel gennaio, dopo oltre 20 anni di scuola pubblica gratuita, il governo aveva annunciato la reintroduzione di tasse scolastiche.
2008
Seretse Ian Khama è stato eletto presidente della Repubblica.
2011
Amantle Montsho è stata campionessa mondiale nella specialità dei 400 metri piani a Taegu.
2012
Nijel Amos ha conquistato la medaglia d’argento negli 800 metri piani ai Giochi olimpici di Londra, prima medaglia olimpica del Botswana; nello stesso anno la nazionale di calcio si è qualificata alla fase finale della Coppa delle nazioni africane.
2013
Nel settembre Survival International ha lanciato il boicottaggio del turismo in Botswana, per le persecuzioni denunciate nei confronti dei primi abitanti del paese.
2014
Seretse Ian Khama è stato confermato presidente nelle elezioni per altri cinque anni.
2016
In quell’anno il Botswana contava 2 250 260 abitanti.
2019
Il governo di Mokgweetsi Masisi ha revocato il divieto di caccia agli elefanti e sta offrendo permessi di caccia all’asta ad agenzie, che poi li rivendono ai cacciatori di trofei.
2024
Letsile Tebogo ha vinto la medaglia d’oro nei 200 metri alle olimpiadi di Parigi con il tempo di 19"46, il quinto migliore della storia, primo oro olimpico del Botswana, cui si aggiunge un argento nella staffetta 4x400 metri.
2025
Il 15 marzo è stato lanciato BOTSAT-1, il primo satellite del Botswana.
Sintesi · Fonte: Botswana (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Botswana conta 2 250 260 abitanti secondo il dato del 2016, concentrati prevalentemente nell’Est del paese: tenuto conto che nel 1971 la popolazione era di circa 574 000 unità, si può dire che in meno di cinquant’anni essa si è quadruplicata.
Il tasso di crescita è sceso rapidamente negli anni 2000, soprattutto in conseguenza degli effetti sempre più accentuati della diffusione del virus dell’HIV: il 38,8% degli adulti è affetto dal virus e negli stessi anni si è avuto un drastico calo dell’aspettativa di vita.
I neri di ceppo bantu costituiscono la maggioranza della popolazione e i tre principali gruppi etnici sono gli tswana, con il 66,8%, gli shona, con il 14,8%, e i ndebele, con l’1,7%; altri gruppi etnici sono quelli del gruppo khoisan, boscimani e ottentotti, entrambi all’1,3%.
Il Botswana ha due centri abitati principali che hanno il titolo di città, Gaborone e Francistown, seguiti dai comuni, paesi discretamente abitati, e dai villaggi, più marcatamente rurali.
Sintesi · Fonte: Botswana (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale del Botswana è l’inglese, parlato da appena il 2,1% della popolazione.
La lingua più parlata è il setswana, con il 78,2%, che in base alla costituzione è la lingua nazionale.
Seguono altri idiomi bantu, tra cui il kalanga con il 7,9% e il sekgalagadi con il 2,8%, secondo il censimento del 2001.
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La religione predominante nel Botswana è il cristianesimo, che rappresenta il 71,6% della popolazione.
I cristiani si dividono in protestanti, con il 64,6%, e cattolici, con il 7,0%.
Il 20,6% non segue nessuna religione, il 6% confessa una religione indigena e le altre religioni rappresentano l’1,4%.
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L’economia del Paese è dominata dall’estrazione mineraria, in particolare di diamanti, dall’allevamento e dal turismo: sin dall’indipendenza il Botswana ha mostrato uno dei più elevati tassi di crescita del reddito pro capite del mondo, con una media del 9% annuo dal 1966 al 1999.
Nel 1994 il Botswana è stato il primo paese a uscire dalla classifica dei Paesi meno sviluppati stilata dall’ONU, e ha ottenuto il più elevato rating creditizio tra i Paesi africani: la sorprendente crescita economica può essere spiegata dal saggio impiego dei proventi derivanti dalle miniere di diamanti, accompagnato da prudenti politiche fiscali e da una cauta apertura internazionale.
L’industria diamantifera è la principale fonte di ricchezza ed è per metà pubblica e per metà privata: i tre giacimenti maggiori, Jwaneng, Lethakane e Orapa, forniscono all’anno circa 21 milioni di carati, mentre notevole è anche l’estrazione di oro, nichel, carbone, manganese e rame. Debswana, il monopolista delle miniere, è per metà proprietà statale e genera circa la metà dei proventi pubblici.
Il settore primario non è particolarmente produttivo a causa della frequente siccità e l’agrozootecnia contribuisce al prodotto nazionale lordo per meno del 4%, ma restano importanti le colture cerealicole, il girasole e soprattutto le piantagioni di cotone; il settore terziario contribuisce già per oltre la metà del PIL, con il turismo che ha superato il milione di ingressi annui.
Sintesi · Fonte: Botswana (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Costituzione del Botswana risale al 30 settembre 1966; l’organizzazione dello Stato è marcatamente basata sul modello britannico, con un parlamento bicamerale suddiviso in Camera dei Capi, non elettiva e riservata ai capi delle tribù e ai rappresentanti dei gruppi etnici, e Camera dei Comuni, elettiva e riservata a esponenti di partiti politici riconosciuti dallo Stato.
L’esecutivo è costituito da un governo forte guidato dal presidente: data la particolare situazione della politica del paese, dominata fin dall’indipendenza da un unico partito, il presidente ha anche praticamente il potere di designare il proprio successore.
Nel Paese vige un sistema multipartitico, ma il partito da sempre dominante è il Partito Democratico del Botswana, che ha una connotazione nazionale molto forte ed è sempre stato slegato da concezioni ideologiche; il principale partito di opposizione, di tendenze ancor più nazionalistiche, è il Fronte Nazionale del Botswana.
Il Botswana svolge un ruolo propulsivo nell’integrazione politica ed economica nell’Africa australe e promuove la Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale; aderisce inoltre alle Nazioni Unite, al Commonwealth e all’Unione Africana. Dopo l’indipendenza il Paese non si era dotato di forze armate, ma dopo gli scontri avvenuti con l’esercito della Rhodesia costituì un corpo per l’autodifesa nel 1977.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Il governo ha recentemente posto grande attenzione alla tutela dell’ambiente e l’estensione delle aree naturali protette copre attualmente quasi il 30% del territorio del Paese: peculiarità della gestione di queste aree, di diretta derivazione anglosassone, è la compartecipazione dei settori pubblico e privato.
Le aride terre del Botswana ospitano varie specie di interesse: il paese presenta oltre settanta specie di serpenti, compresi tre cobra sputatori, e in particolare nella zona dell’Okavango si può avvistare con facilità il velenoso boomslang, termine afrikaans che significa serpente arboricolo.
Vi sono parecchie specie di uccelli, tra cui la gru pavonina, il colombo tomboliere e il cosiddetto uccello segretario, che si nutre proprio di serpenti; gli splendidi parchi nazionali e le bellissime tenute private ospitano inoltre elefanti, leopardi, ghepardi, iene maculate, facoceri, rinoceronti neri e bianchi, struzzi, licaoni, giraffe meridionali, ippopotami, zebre e leoni.
La maggior parte del territorio presenta specie adatte al clima arido: in particolare crescono con facilità le piante di acacia e i bassi arbusti spinosi, mentre le uniche foreste decidue si trovano nel Nord-est e forniscono anche una discreta quantità di legname.
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La cucina del Botswana è unica ma condivide anche alcune caratteristiche con altre cucine dell’Africa meridionale.
Esempi di cucina botswana sono il pap, il boerewors, il samp, il vetkoek e i vermi mopani.
Un cibo unico del Botswana è il seswaa, carne macinata fortemente salata; fra le preparazioni a base di cereali e legumi si trovano il bogobe jwa lerotse e il dikgobe.
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Le tradizioni botswaniane sono il risultato dell’unione dei costumi di matrice bantù tswana e bianca anglosassone: in particolare, sia nella tradizione orale sia nella letteratura scritta, è fondamentale la tematica dell’acqua, vista come origine e fonte primaria della vita, anche in senso spirituale.
A sé stanno invece le tradizioni boscimane e ottentotte, legate a costumi antichissimi che non si sono mai integrati con quelli delle altre etnie.
La bandiera nazionale rappresenta la convivenza pacifica fra bianchi e bantu, ponendo una striscia bianca e nera sull’azzurro dell’acqua.
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La ricorrenza nazionale del Botswana cade il 30 settembre e si chiama Boipuso.
La festa celebra l’indipendenza dal Regno Unito, ottenuta nel 1966.
Alla stessa data risale la Costituzione del Paese.
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La musica del Botswana è piuttosto sviluppata ed è legatissima al fenomeno del tribalismo.
Vi sono numerosi generi di musica tradizionale corrispondenti alle diverse etnie del paese, musica religiosa e alcuni generi di musica pop moderna.
Tra le cantanti spicca Sasa Klaas, considerata la First Lady dell’hip-hop in Botswana.
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L’arte pittorica preistorica ha un suo centro molto interessante in Botswana: Tsodilo, che si trova nel Kalahari presso il confine con la Namibia e vanta una delle più alte concentrazioni di arte rupestre preistorica del mondo, tanto che l’UNESCO lo annoverò nel 2001 nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.
Soprannominato addirittura il Louvre del Deserto, Tsodilo presenta al visitatore oltre 4 500 dipinti in un’area di appena 10 km², e l’età dei dipinti è variabile, ma i più antichi pare risalgano addirittura a 100 000 anni or sono.
I gruppi boscimani e ottentotti presentano una notevole capacità di lavorare il legno, con veri e propri ebanisti: il legno tenero del marula è utilizzato per la produzione di vasellame e oggettistica sacra e profana.
Dal XX secolo si è assistito a un certo fiorire di un’arte unitaria, che raccoglie in particolare gli influssi anglosassoni e tswana: attorno al Museo Nazionale di Gaborone si sono costituite scuole artistiche di una certa importanza, e tra le manifatture più interessanti si trovano i cesti, molto raffinati con le loro figure ornamentali, e i drappi.
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La letteratura del Botswana è ancora in fase di sviluppo, ma ha un buon retroterra di tradizioni orali; in questo campo l’influsso sudafricano è fortissimo.
La scrittrice più importante del Paese è stata infatti una mulatta di origini sudafricane, Bessie Head, insignita nel 2003 dell’Ordine della Ikhamanga in Oro per il contributo straordinario alla letteratura e alla lotta per il cambiamento sociale, per la libertà e per la pace.
In When Rain Clouds Gather, del 1968, tra i suoi romanzi più noti, si narra la storia di Makehaya, che fugge dal Sudafrica e attraversa il confine diretta in Botswana nella speranza di una vita più serena; i suoi libri prendono ispirazione dalla vita nei villaggi rurali e presentano eccellenti descrizioni della natura, sconfinata e romantica.
L’Università del Botswana, istituita nel 1982 a Gaborone, conta oltre 10 000 studenti.
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L’architettura cittadina del Botswana è di stile coloniale, spesso con richiami neoclassici.
L’architettura tradizionale dei villaggi tswana si costituisce invece di capanni costruiti con un impasto di mattoni e terra tratta dai termitai, fissati poi con malta composta da terriccio e letame.
I pali che sostengono i tetti di paglia si traggono da arbusti flessibili, e il tetto viene poi protetto dagli insetti con un olio cosparso di cenere.
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Le attività sportive non sono capillarmente diffuse, tuttavia, specie nell’area della capitale, sono praticati il cricket, il calcio e il rugby; molto diffuso è anche il pugilato, sport in cui Lechedzani Luza ha ottenuto la medaglia d’argento ai Giochi del Commonwealth del 2002.
Nell’atletica leggera il Botswana può vantare alcuni atleti di spicco a livello internazionale: Letsile Tebogo, il miglior atleta tswano di tutti i tempi, ha vinto la medaglia d’oro nei 200 metri alle olimpiadi di Parigi 2024 con il tempo di 19"46, il quinto migliore della storia, cui si aggiunge un argento nella staffetta 4x400 metri.
Nijel Amos, medaglia d’argento negli 800 metri piani ai Giochi olimpici di Londra 2012, è stato il primo sportivo del Botswana a conquistare una medaglia olimpica, mentre Amantle Montsho è stata campionessa mondiale nella specialità dei 400 metri piani a Taegu 2011.
Un altro atleta celebre è Kabelo Kgosiemang, quattro volte campione africano di salto in alto; come nazionale il Botswana ha ottenuto qualche buon piazzamento nei tornei internazionali di cricket e la qualificazione alla fase finale della Coppa delle nazioni africane 2012 con la nazionale di calcio.
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Lingua
Il nome Botswana può essere tradotto come la terra di coloro che parlano tswana, ovvero la terra del popolo tswana.
Fonte: Botswana (Wikipedia, it)
Lingua
Tswana fu trascritto inizialmente in chuana dai britannici, da cui il nome coloniale Bechuanaland.
Fonte: Botswana (Wikipedia, it)
Record
Il Botswana riesce a raggiungere lo Zambia per soli 150 metri, all’altezza del Dito di Caprivi.
Fonte: Botswana (Wikipedia, it)
Geografia
Circa il 70% del territorio del Botswana è occupato dal deserto del Kalahari.
Fonte: Botswana (Wikipedia, it)
Record
Il delta dell’Okavango è il secondo più grande delta interno del mondo dopo quello del Niger.
Fonte: Botswana (Wikipedia, it)
Geografia
Il territorio del Botswana è formato da un altopiano che mantiene un’altitudine sul livello del mare di circa 1000 metri.
Fonte: Botswana (Wikipedia, it)
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Alcuni siti del Botswana sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui il delta dell’Okavango e Tsodilo, annoverato nel 2001.
Il turismo, soprattutto di provenienza sudafricana, ha superato il milione di ingressi annui e sta dando grande impulso all’economia e allo sviluppo.
Le paludi dell’Okavango formano il secondo più grande delta interno del mondo dopo quello del Niger e concentrano gran parte della fauna del Paese.
Nel Paese sono presenti 25798 km di strade, di cui 8410 asfaltate, e le ferrovie si estendono per 888 km; dal 1998 la superstrada transafricana collega l’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano passando per il Kalahari.
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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.