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Lo Yemen, ufficialmente Repubblica dello Yemen, è uno Stato situato all’estremità meridionale della Penisola arabica: confina a nord con l’Arabia Saudita, a est con l’Oman, a ovest con il Mar Rosso e a sud con il golfo di Aden, e la sua capitale è Sana’a.
La repubblica, oltre al territorio continentale, comprende l’arcipelago di Socotra, composto da quattro isole fra cui l’isola di Socotra nell’Oceano Indiano, e gli arcipelaghi di Perim, Kamaran e Zuqur-Hānīsh nel Mar Rosso.
Il nome del Paese deriva dalla radice semitica che significa letteralmente «destro» o «meridionale».
Economicamente lo Yemen è tra i Paesi più poveri del mondo, con condizioni di sottosviluppo diffuso e dipendenza pressoché totale da aiuti esterni, nonostante indubbi progressi siano stati fatti dal 1990, anno della riunificazione.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Con una superficie di 455503 km² lo Yemen è il cinquantacinquesimo stato per estensione territoriale e per dimensioni si può comparare alla Svezia; le frontiere con l’Arabia Saudita sono state definite con esattezza solo recentemente, perché si tratta di territori per larga parte disabitati.
Il territorio si può dividere in quattro regioni principali: le pianure costiere a occidente, gli altopiani occidentali, quelli centrali e il deserto del Rub’ al-Khali a est. Le pianure costiere, dette Tihāma, cioè terre calde, sono molto aride, ma vi sono presenti diverse lagune, spesso malsane perché infestate da insetti portatori della malaria.
Gli altopiani occidentali, intensivamente terrazzati per far fronte al fabbisogno di cibo, presentano la più alta quantità di precipitazioni della Penisola arabica: si passa dai 100 mm all’anno delle zone più aride ai 760 mm annui di Ta’izz e agli oltre 1 000 di Ibb. Gli altopiani centrali si trovano a un’altezza superiore ai 2000 metri e la montagna più alta è il Jabal Nabi Shuab, che raggiunge i 3760 metri.
Il Paese è caratterizzato dai solchi dei widyān, che attraversano varie zone con percorsi differenti: al centro del territorio scorre per circa 600 km il maggiore dei fiumi yemeniti, il wādī Ḥaḍramawt, mentre nella fascia orientale i widyān si perdono per lo più nelle sabbie del deserto.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima è prevalentemente tropicale: sulla costa le estati sono molto calde e umide, mentre sugli altopiani sono temperate.
Le temperature vanno dai 24 gradi di gennaio ai 32 di giugno ad Aden, mentre a Sana’a si hanno medie massime di 20 °C e minime persino di -5 °C; sugli altopiani centrali le temperature diurne sono tra le più elevate della Terra, e variazioni tra i 30 °C del giorno e gli 0 °C della notte sono considerate normali.
I periodi migliori per visitare gli altopiani sono marzo e aprile oppure ottobre e novembre, mentre sulle coste il periodo più adatto va da dicembre a febbraio. Le precipitazioni sono più frequenti nelle aree montuose, mentre nelle zone interne sono scarse e il terreno è perlopiù arido.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1990
II millennio a.C.
Fin dal secondo millennio avanti Cristo nella regione si sono insediate popolazioni che hanno sfruttato le particolari caratteristiche orogenetiche del territorio.
IX secolo a.C. – VI secolo
Si svilupparono diversi regni: Sabà, Awsan, quello dei Minei, dei Qatabanici, del Ḥaḍramawt e quello himyarita, oltre ad altri che controllavano importanti centri commerciali.
I secolo a.C.
Lo Yemen era noto agli antichi romani come Arabia Felix per via dei suoi lucrosi traffici commerciali: Augusto provò a conquistarla, ma la spedizione fallì.
525
La regione fu annessa al regno etiope di Aksum.
572
La regione passò all’impero persiano dei Sasanidi.
VI–VII secolo
Molti Sabei abbandonarono la regione e migrarono nel Nord Africa e nella parte settentrionale della penisola arabica.
VII secolo
Dal settimo secolo il Paese seguì la sorte del califfato, dapprima omayyade e poi abbaside, pur godendo di ampi spazi di autonomia sostanziale a causa di una sempre maggiore perifericità.
IX secolo
Gli Zayditi, sotto la guida di Yaḥyā b. al-Ḥusayn al-Rassī, assunsero il controllo dell’oasi di Najrān, avviando una dinastia in grado di sopravvivere fino alla fine del quattordicesimo secolo.
1047–1138
I Fatimidi portarono al potere nel meridione yemenita la dinastia sulayhide, a essi fedele, sostituendosi a quella yuʿfiride.
1084–1137
Arwā bint Aḥmad, la Sayyida al-Ḥurra, nota anche come la «piccola Bilqīs», governò i domini del defunto marito con grande intelligenza ed energia per 53 anni.
1099–1173
Ṣanʿāʾ cadde sotto le mani dei Banū Ḥātim, sultani di Hamdān.
XII secolo
La città di Zabīd si appellò a Saladino, che inviò nello Yemen per pacificarlo suo fratello Shams al-Dīn Tūrānshāh.
XIII–XV secolo
Il Paese fu affidato alla dinastia vassalla dei Rasulidi, che si dimostrarono governanti non disprezzabili, riuscendo a dare nuovo impulso anche culturale e architettonico allo Yemen.
XV secolo
A metà del secolo la dinastia divenne preda dei soldati schiavi dei Rasulidi e della famiglia avversa dei Tahiridi.
XVI secolo
Lo Yemen entrò a far parte dell’Impero ottomano, anche se lo Zaydismo di fatto seguitò a governarne le regioni più interne e i turchi si contentarono nei fatti di controllare le sole città costiere.
1839
L’Impero britannico occupò il porto della città di Aden e ne fece una colonia, circondata da alcuni protettorati su cui esercitava un’effettiva influenza.
1918
Il Nord dello Yemen divenne indipendente dall’Impero ottomano come Regno Mutawakkilita dello Yemen, una monarchia assoluta.
1962
Nel nord fu proclamata la Repubblica Araba dello Yemen.
1963–1976
Durante il conflitto, in cui il Regno Unito sosteneva l’Oman contro i guerriglieri marxisti appoggiati dallo Yemen del Sud, il 25 maggio 1972 aerei britannici bombardarono la città di Hauf, base di rifornimento dei guerriglieri.
1967
I britannici, sotto la spinta di forze insurrezionaliste, si ritirarono da Aden; dal giugno dello stesso anno la chiusura del canale di Suez aggravò le difficoltà economiche del sud, su cui si basava gran parte delle attività del porto.
1970
Fu instaurato il regime marxista della Repubblica Democratica Popolare dello Yemen, noto anche come Yemen del Sud.
1972
Fra settembre e ottobre lo Yemen del Nord intervenne militarmente contro lo Yemen meridionale.
1978
Iniziò nel Nord il governo assolutista di ‘Ali ‘Abd Allah Saleh.
1986
I ricorrenti conflitti fra le fazioni all’interno del governo dello Yemen meridionale portarono nel gennaio a un sanguinoso conflitto civile.
1990
Il 22 maggio i due Stati yemeniti si riunirono in un unico Stato, l’attuale Repubblica dello Yemen.
1991
Il 16 maggio entrò in vigore la costituzione, poi più volte modificata, che fa dello Yemen una repubblica presidenziale.
1993
Il 27 aprile si tennero le prime elezioni dello Yemen unificato, che lasciarono il parlamento in una scomoda tripartizione.
1995
Il governo lanciò un programma di riforma economica, finanziaria e amministrativa con il sostegno della Banca Mondiale e del FMI.
2003
Il 7 novembre l’UNESCO proclamò la tradizione di canti poetici di Ṣanʿāʾ Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.
2005
Uscì il film Un nuovo giorno in Old Sana’a; nel dicembre la Banca mondiale approvò un credito di 25 milioni di dollari per la gestione della pesca, la cui produzione aveva raggiunto ricavi per 260 milioni di dollari.
2006
Il Paese vinse una medaglia di bronzo nel concorso di wushu ai Giochi asiatici.
2009
Gli ultimi esponenti della millenaria comunità ebraica dello Yemen, minacciati sia da al-Qāʿida sia dai ribelli sciiti, emigrarono in Israele e negli Stati Uniti.
2010
Il Paese ospitò la Coppa delle Nazioni del Golfo; la produzione di petrolio si attestava a 258 800 barili al giorno.
2014
Il 16 settembre i guerriglieri della minoranza sciita zaydita Huthi scesero in armi contro le forze dell’esercito e in soli cinque giorni presero il controllo completo della capitale.
2015
Il 22 gennaio gli Huthi occuparono il Palazzo presidenziale imponendo le dimissioni del presidente Hadi; il 25 marzo, per fermarne l’avanzata, 150 000 uomini e 100 aerei dell’Arabia Saudita, sostenuta da 10 Paesi arabi, colpirono le posizioni degli Huthi nella più imponente azione bellica mai effettuata dal Regno.
2016
Human Rights Watch denunciò l’uso di bombe a grappolo contro la cittadina di Mastaba, con 107 civili uccisi; secondo l’ONU, in un anno dall’inizio dell’attacco saudita quasi 9 400 yemeniti erano stati uccisi.
2017
Il 4 dicembre l’ex presidente ‘Ali ‘Abd Allah Saleh fu ucciso da un cecchino durante un tentativo di fuga dalla città di Sana’a.
2018
La popolazione del Paese era di 28 498 683 abitanti.
2022
Il 7 aprile il presidente Hādī rassegnò le dimissioni cedendo i suoi poteri a un organo di presidenza collettiva; il nuovo presidente è Rashad al-Alimi.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo Yemen è quasi esclusivamente abitato da cittadini di etnia araba: il 93% della popolazione è composto da yemeniti, il resto da somali con il 3%, afro-yemeniti con il 2% ed europei con l’1%.
Nel 2018 la popolazione era di 28 498 683 abitanti, con una densità di 44,7 abitanti per chilometro quadrato.
Il tasso di crescita della popolazione era del 2,58% annuo nel 2012.
Il deserto del Rubʿ al-Khālī, a est, è popolato unicamente da beduini che allevano mandrie di dromedari.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua nazionale è l’arabo, parlato in diversi dialetti regionali, ma lo Yemen è una delle madrepatrie della famiglia di lingue semitiche, che include anche le lingue non arabe dell’antico regno dei sabei.
A Socotra gli abitanti parlano un loro dialetto, il soqotri.
L’inglese è insegnato come lingua straniera nelle scuole pubbliche, anche se la qualità dell’istruzione pubblica è bassa: il numero di persone che parlano inglese è basso se comparato a quello di altri Paesi arabofoni. Le scuole private hanno inserito nel proprio insegnamento anche lo studio del francese.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Islam è religione di stato ed è praticato dalla quasi totalità della popolazione: circa il 47% dei musulmani locali è sciita e il 53% sunnita.
I sunniti seguono primariamente la scuola Shafi’i, ma sono presenti gruppi significativi di seguaci delle scuole Maliki e Hanbali, mentre gli sciiti sono soprattutto di confessione Zaydita, con importanti minoranze Ismailite e Duodecimane.
I sunniti predominano nel sud e nel sud-est del paese, gli zaiditi nel nord e nel nord-ovest, mentre gli ismailiti si trovano nelle principali città; nelle grandi città vi sono comunità miste fra queste distinte confessioni e scuole giuridiche. Appena lo 0,05% degli yemeniti non è musulmano.
La millenaria presenza ebraica nello Yemen, già gravemente indebolita dalla massiccia emigrazione dei primi anni cinquanta del ventesimo secolo, si sarebbe conclusa nel 2009, quando quelli che si ritenevano essere gli ultimi esponenti della comunità sono emigrati in Israele e negli Stati Uniti.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo Yemen è il più povero dei paesi della penisola arabica: la continua situazione di instabilità ha finora compromesso una reale attuazione dei progetti pubblici e privati, e il Paese è uno dei meno sviluppati del pianeta, con il prodotto interno lordo all’ottantasettesimo posto tra quelli mondiali e il centoquarantasettesimo posto per prodotto pro capite. La corruzione dilagante è il primo ostacolo allo sviluppo.
Il settore primario, incentrato soprattutto sull’agricoltura, occupa quasi metà della popolazione, anche se i territori non sono molto fertili e solo il 3% è coltivabile: i principali prodotti sono canna da zucchero, ricino, tabacco, cotone, qāt, frutta e ortaggi, legumi e cereali, e importante è il caffè, che viene anche esportato.
Dal sottosuolo si estraggono petrolio e gas naturale, in quantità molto minore però rispetto agli altri paesi della penisola arabica: nel 2010 la produzione di petrolio si attestava a 258 800 barili al giorno, mentre la produzione di gas naturale, partita nel 2007, era arrivata nel 2009 a 520 000 000 metri cubi. Altri prodotti del sottosuolo sono rame, piombo, zinco, molibdeno, nichel, oro, gesso e marmo.
Il sistema finanziario si regge sul sistema bancario e lo Yemen non ha alcuna borsa valori: il sistema è costituito dalla Banca centrale dello Yemen, da 15 banche commerciali e da due banche di sviluppo statale specializzate.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo Yemen, secondo la costituzione del 16 maggio 1991 più volte modificata, è una repubblica presidenziale: anche se in teoria il sistema politico è basato sul pluralismo, il Congresso generale del Popolo è stato per decenni il partito dominante.
Il 22 maggio 1990 i due Stati yemeniti del Nord e del Sud si riunirono in un unico Stato, con il nord yemenita Ali Abdullah Saleh presidente della repubblica e il sud yemenita Ali Salim al-Bayd vicepresidente.
Le prime elezioni dello Yemen unificato, tenutesi il 27 aprile 1993, confermarono le paure dei meridionali: il partito socialista dell’ex presidente al-Bayd ottenne solo 54 seggi in parlamento su 301, mentre il partito di Saleh ne conquistò 122 e i rimanenti 62 andarono a un’alleanza di islamisti del nord.
Il 7 aprile 2022 il presidente ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī ha rassegnato le dimissioni cedendo i suoi poteri al Consiglio Direttivo Presidenziale, un organo di presidenza collettiva nell’ambito dei negoziati volti a porre fine alla guerra civile: il nuovo presidente è Rashad al-Alimi.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale2.957.000 abitanti
Yemen
Capitale1.154.410 abitanti
Governatorato di 'Adan

615.000 abitanti
Governatorato di Ta'izz

617.871 abitanti
Governatorato di al-Hudayda

144.137 abitanti
Hadhramaut Region

16.794 abitanti
Governatorato di Ma'rib

350.864 abitanti
Governatorato di Ibb

50.781 abitanti
Governatorato di al-Hudayda
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Castello e fortezza
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Lo Yemen è ricco di alture e di corsi d’acqua a carattere perenne e ospita un tipo di vegetazione che produce sostanze particolarmente appetite dalle culture circostanti, che gli antichi Greci chiamavano aromata e che si possono riferire essenzialmente all’incenso.
La fertilità del suolo, messa a frutto dai Sabei grazie alla capacità di influire idrograficamente sul territorio, legittimò il detto beduino secondo cui lo Yemen è un posto in cui non sono necessarie le provviste, perché la natura dà tutto.
Sugli altopiani occidentali l’agricoltura si presenta molto diversificata, con predominanza di colture di sorgo ma anche con coltivazioni di cotone e alberi da frutta, fra cui il mango; l’evaporazione nella Tihāma è così forte che i corsi d’acqua provenienti dagli altopiani non raggiungono il mare, pur contribuendo a formare consistenti riserve di falde acquifere.
Le acque territoriali e le risorse marine del Paese hanno il potenziale di produrre 840 000 tonnellate di pesce ogni anno, ma l’industria della pesca è relativamente sottosviluppata ed è composta in gran parte da singoli pescatori con piccole imbarcazioni.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La cucina yemenita è molto diversa dalla cucina del Medio Oriente e si differenzia leggermente da regione a regione: il pollo e l’agnello sono mangiati molto più spesso del manzo, che è costoso, mentre il pesce è mangiato soprattutto nelle zone costiere.
Formaggio, burro e altri prodotti lattiero-caseari sono meno comuni nella dieta yemenita; i grassi più comunemente utilizzati sono l’olio vegetale e il burro chiarificato, usato nei piatti salati e in pasticceria.
Anche se ogni regione ha la sua variante, il salta è considerato il piatto nazionale: è uno stufato di carne chiamato maraq, con un ciuffo di fieno greco e la sahawiq, una miscela di peperoncino, pomodori, aglio ed erbe in salsa, cui si aggiungono riso, patate, uova strapazzate e verdure. Si mangia tradizionalmente con il pane yemenita, usato come utensile per raccogliere il cibo.
La maluga e la laxux sono i tipi più comuni di pane: la prima si mangia con piatti a base di fagioli, la seconda con curry, stufati, minestre e piatti di riso. Altri piatti popolari includono asid, fahsa, tharid, mandi, biryani, fattah e shafut.
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La ricorrenza nazionale cade il 22 maggio e celebra la Giornata dell’Unità, cioè la riunificazione dello Yemen avvenuta il 22 maggio 1990.
L’artigianato yemenita produce tappeti, gioielli, oggetti in ferro e vetro.
Fra le bevande popolari in tutto il Paese ci sono il tè al latte, che segue per diffusione il qat, il tè nero con cardamomo, chiodi di garofano o menta, il qishr, ottenuto dalle bucce di caffè, il karkadin, infuso di fiori di ibisco essiccati, e la diba’a, nettare di zucca.
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La musica dello Yemen è principalmente conosciuta all’estero per una serie di interpreti arabi ed ebrei yemeniti diventati stelle musicali in Israele nel corso del ventesimo secolo.
L’inno nazionale è United Republic, scritto da ʿAbd Allāh ʿAbd al-Wahhāb Nuʿmān; tra i cantanti noti si può ricordare Ayoub Tarish, l’usignolo dello Yemen.
L’UNESCO ha proclamato il 7 novembre 2003 la tradizione di canti poetici di Ṣanʿāʾ, chiamati al-Ghināʾ al-Ṣanʿānī, un Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.
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In ambito letterario, ma anche storico, si ricorda la figura di Wahb ibn Munabbih.
In ambito poetico si possono ricordare in particolare Waddah al-Yaman e Sabri Al-Haiki.
Molti dei poeti e degli autori significativi dello Yemen, come Ali Ahmed Ba Kathir, Muhammad al-Sharafi e Wajdi al-Ahdal, hanno scritto opere teatrali, e romanzi e racconti di autori yemeniti sono stati adattati per il palcoscenico.
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L’industria cinematografica yemenita è nelle sue fasi iniziali: solo due film sono stati prodotti fino al 2008.
Un nuovo giorno in Old Sana’a, del 2005, diretto dal regista Bader Ben Hirsi, racconta di un giovane che lotta fra mandare avanti un matrimonio tradizionale o fuggire con la donna che ama, e ha avuto riconoscimenti internazionali.
Nell’agosto 2008 il ministro degli Interni ha sostenuto il lancio di un nuovo lungometraggio per educare il pubblico sulle conseguenze dell’estremismo islamista: La scommessa a perdere segue due jihadisti yemeniti che tornano in patria dopo anni passati all’estero.
La storia del teatro yemenita risale almeno agli inizi del 1900: compagnie dilettanti e professioniste si esibiscono nei grandi centri urbani, e la città portuale meridionale di Aden è considerata la culla del teatro del Paese.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lo sport più praticato è il calcio: la nazionale è affiliata alla FIFA dal 1980 e la selezione corrente è considerata erede di quella del Nord, perché il paese è stato unificato solo nel 1990.
La nazionale non si è mai qualificata a un mondiale e non ha mai vinto la Coppa d’Asia.
Il campionato locale, la Yemenita League, è composto da quattordici squadre; il Paese ha ospitato nel 2010 la Coppa delle Nazioni del Golfo.
Per quanto riguarda gli altri sport, il Paese ha vinto una medaglia di bronzo nel concorso di wushu ai Giochi asiatici del 2006.
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Lingua
Il nome Yemen deriva dalla radice semitica che significa letteralmente «destro» o «meridionale».
Fonte: Yemen (Wikipedia, it)
Storia
Lo Yemen era noto agli antichi romani come Arabia Felix, per via dei suoi lucrosi traffici commerciali.
Fonte: Yemen (Wikipedia, it)
Storia
Gli antichi Greci chiamavano aromata le sostanze prodotte dalla vegetazione yemenita, riferibili essenzialmente all’incenso.
Fonte: Yemen (Wikipedia, it)
Cultura
Un detto beduino racconta che lo Yemen è un posto in cui non sono necessarie le provviste, perché la natura dà tutto.
Fonte: Yemen (Wikipedia, it)
Storia
L’imperatore Augusto provò a conquistare l’Arabia Felix, ma la spedizione fallì.
Fonte: Yemen (Wikipedia, it)
Storia
Arwā bint Aḥmad, nota come la «piccola Bilqīs», regnò sullo Yemen meridionale per 53 anni, dal 1084 al 1137.
Fonte: Yemen (Wikipedia, it)
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Il turismo ha notevolissime potenzialità di crescita soprattutto sulla costa, nelle isole e nella capitale, grazie a un mare praticamente incontaminato, ai siti storici e archeologici e all’architettura di case, palazzi, forti, moschee e minareti.
L’industria turistica è però ostacolata da infrastrutture limitate e da gravi problemi di sicurezza: gli alberghi e i ristoranti sono sotto gli standard internazionali e il trasporto aereo e stradale è in gran parte inadeguato.
Il governo ha investito molto per migliorare il sistema stradale, passando dai 67000 km di strade del 1999 ai 71330 km del 2005, ma solo 620 km erano asfaltati; nel paese sono totalmente assenti le ferrovie.
Nel 2012 gli aeroporti erano 57, ma l’unico internazionale è quello di Sana’a; la compagnia di bandiera è Yemenia, e i maggiori porti sono quelli di Aden, al-Hudayda, al-Mukallā e Mokhā.
Sintesi · Fonte: Yemen (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.